IL VERO GESÙ È QUELLO VEGETARIANO DEI VANGELI APOCRIFI

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SE UNO CREDE NELLA FIGURA DI GESÙ FARÀ MEGLIO A LEGGERE CON ATTENZIONE I VANGELI APOCRIFI

Non lasciamoci imbrogliare dalle parole e dalle definizioni che vengono usate a proposito dei vangeli. Il termine apocrifo viene applicato sempre con l’intento di sminuire, limitare e scalfire il valore. Franco Libero Manco studia da anni le controversie e le polemiche che continuano a girare intorno a questi libri, e mi ha appena inviato un efficace ed illuminante profilo storico che cercherò di sintetizzare qui di seguito.

PER GLI ANTICHI TEOLOGI I VERI VANGELI ERANO QUELLI APOCRIFI

In un primo tempo i Vangeli Apocrifi non erano per niente considerati infondati. Alcuni Padri della Chiesa si fecero garanti di quei testi, che solo in seguito vennero messi all’indice. La maggior parte degli antichi teologi di derivazione apostolica li ritennero assolutamente veri e li preferirono decisamente a quelli neo-testamentari. Ad esempio, Il Padre della Chiesa Clemente Alessandrino (teologo e apologeta greco del II secolo d.C) annovera tra le sacre scritture il Vangelo degli Ebrei e il Vangelo degli Egizi e numerose lettere apostoliche poi considerate eretiche.

LA CONTROVERSA FIGURA DI SAN PAOLO

L’avversione verso i Vangeli Apocrifi inizia con S. Paolo che dà un’interpretazione personale al nascente cristianesimo e avversa non solo un vangelo diverso dal suo (cioè quello di Luca scritto peraltro su sua narrazione). Da rilevare che Paolo non conobbe mai Gesù e si convertì al cristianesimo 35 anni dopo la morte di Cristo, e fu pure un tenace persecutore dei primi cristiani). Osteggiò lo stesso vangelo di Giovanni soprattutto perché nei Vangeli Apocrifi emerge una figura troppo umana di Gesù, non come divinità da adorare.

LA CHIESA ODIERNA, QUANDO LE COMODA, NON ESITA PRENDERE DEI DATI DAI VANGELI APOCRIFI

La difficoltà maggiore nell’accettare come storicamente validi i Vangeli apocrifi sta nella narrazione romanzesca delle vicende spesso adattate dai vari traduttori al contesto in cui cercavano di diffonderli, anche se la stessa Chiesa cattolica non esita a prendere da questi, come dati storici, molti particolari riguardati la vita di Maria, come nel Protovangelo di Giacomo, il più antico di tutti gli scritti neotestarnentari, in cui l’angelo che dice a Maria: “Ave o piena di grazia, il Signore sia con te. Benedetta tu fra le donne…” E ancora: “Ecco, io sono la serva del Signore; avvenga di me come tu hai detto”. E l’episodio in cui Elisabetta riceve Maria: “A che debbo che venga a me la madre del mio Signore”? E i Re Magi che chiedono: “Dov’è il re dei Giudei che è nato perché abbiamo visto la sua stella ad Oriente e siamo venuti per adorarlo”?

VENTIMILA CITAZIONI PER LA VERSIONE CANONICA UFFICIALE E NESSUNA PER QUELLA ORIGINARIA

Però nelle varie citazioni dei Vangeli gli autori più antichi non citano quasi mai i Vangeli Apocrifi: Giustino di Nablus cita i vangeli 268 volte nei suoi scritti, Ireneo 1038, Clemente Alessandrino 1017, Origene 9231, Tertulliano 3822, Ippolito 754, Eusebio di Cesarea 3258 volte. Complessivamente i vangeli canonici vengono citati circa ventimila volte e in nessuna volta questi autori citano i vangeli apocrifi.

IL VERO GESÙ È COLUI CHE DIFENDE GLI ANIMALI COME CREATURE DIVINE

Ma diversamente da quanto riportato nei Vangeli canonici in merito alla poca considerazione di Gesù per gli animali e l’astinenza dalla carne, in alcuni episodi dei vangeli apocrifi troviamo un Gesù tutt’altro che indifferente verso la condizione degli animali. Nel Vangelo degli Ebrei Gesù dice: “Sono venuto ad abolire i sacrifici e se non cesserete di fare sacrifici non si allontanerà da voi l’ira di Dio”. Nell’aramaico “Vangelo della vita perfetta” si legge: “Maledetti siano i cacciatori perché saranno a loro volta cacciati”.

IL VANGELO DEI DODICI SANTI

Il Vangelo dei Dodici Santi, riscoperto nel 1888 e tradotto dall’Aramaico dal Reverendo Gideon Jasper Ouseley: “Queste sono le creature vostre compagne della grande casa di Dio, sono vostri fratelli e sorelle e condividono lo stesso respiro di vita nell’Eterno. E chiunque si prenda cura di una delle ultime di queste donandole da mangiare e da bere secondo le sue necessità è come se lo facesse a me. Prima di tutte le cose c’è l’amore, amatevi gli uni con gli altri e amate tutte le creature di Dio, e da questo tutti gli uomini sapranno che siete miei discepoli”.

IL VANGELO DELLA PACE

Dal Vangelo Esseno della Pace di Gesù Cristo secondo l’apostolo Giovanni delle Chiese Cristiane d’Oriente, originale in aramaico del III sec. d.C. Bibl. Vat. 156-P, pubblicato nel 1928 da Edmond Bordeaux Szekely, tradotto da un antico manoscritto da lui scoperto nell’archivio segreto del Vaticano: “Io in verità ve lo dico: colui che uccide uccide se stesso e colui che mangia la carne degli animali abbattuti mangia un corpo di morte. Io vi chiederò conto del loro sangue, sangue nel quale dimora l’anima. Io vi chiederò conto di ogni animale ucciso. Chi uccide un animale uccide suo fratello e la carne degli animali uccisi nel suo corpo diventerà la sua stessa tomba. Chi si nutre della carne degli animali uccisi mangia un corpo di morte. Non uccidete e non mangiate la carne delle vostre prede innocenti se non volete diventare schiavi di Satana: questo è il sentiero che conduce alla morte attraverso la sofferenza. Poiché la vita viene solo dalla vita e dalla morte viene solo la morte. Non uccidete dunque né uomini né animali perché i vostri corpi diventano ciò che mangiate e il vostro spirito ciò che pensate. Io vi chiederò conto di ogni animale ucciso come di ogni uomo”.

LA PERGAMENA DEL MAR MORTO

Nelle pergamene del Mar Morto, scoperte nel 1947 in una località dove vissero gli Esseni, l’Angelo dice a Maria: “Tu non mangerai carne né berrai bevande forti perché il bambino sarà consacrato a Dio dal ventre di sua madre.” Negli stessi testi Gesù dice: “Siate rispettosi e compassionevoli non solo verso i vostri simili ma verso tutte le creature poste sotto la vostra tutela”. E troviamo ancora Gesù che rimprovera aspramente i pescatori: “Forse che i pesci vengono a voi a chiedere la terra e i suoi frutti? Lasciate le reti e seguitemi”.

LA PACE SETTUPLA

Nel testo Esseno La Pace Settupla, Gesù dice: “Se qualcuno che soffre dolori e gravi affezioni vi chiede aiuto, esortatelo a rinnovare se stesso col digiuno e la preghiera. Persuadetelo a mangiare sempre alla mensa apparecchiata con i doni di nostra Madre Terra: i frutti degli alberi, le erbe dei campi. Egli non dovrà evocare il potere di Satana nutrendosi della carne degli animali perché chi uccide, uccide suo fratello e chi mangia la carne di bestie uccise mangia il corpo della morte. Ditegli di preparare il suo cibo con il fuoco della vita non con il fuoco della morte”.

IL VANGELO DEGLI EBIONITI

Nel Vangelo degli Ebioniti (comunità vegetariana con un profondo rispetto per gli animali) quando un discepolo gli chiede: “Dove vuoi che prepariamo per te, per consumare la Pasqua? Gesù risponde: “Ho forse manifestato il desiderio di mangiare carne con voi questa Pasqua?”

EUSEBIO E TERTULLIANO

I padri della chiesa stanno con coerenza dalla parte del Gesù autentico, vale a dire del Gesù che emerge dagli scritti non ortodossi e non manipolati dai vari interpreti successivi. Eusebio di Cesarea diceva che tutti gli apostoli di Cristo si astenevano dalla carne. Secondo Eusebio, Egesippo scrive nella Storia della Chiesa che Giovanni non mangiò mai la carne. Tertulliano scrive che durante i primi secoli i cristiani primitivi non toccarono mai carne: “Non è permesso a noi cristiani assaggiare pietanze nelle quali potrebbe essere stato mescolato il sangue di un animale.

SAN PIETRO E SAN GIROLAMO

S. Pietro nelle Omelie Clementine, XII, 6 rec. VII, 6. afferma: “Mangiare carne è innaturale quanto la pagana adorazione dei demoni. Io vivo di pane e olive, ai quali aggiungo solo di rado qualche verdura”. S. Girolamo afferma: “Dopo che Cristo è venuto non ci è più consentito mangiare la carne”.

SANT’AMBROGIO, SAN GIOVANNI CRISOSTOMO E SAN GREGORIO

Per S. Ambrogio “La carne fa cadere anche le aquile che volano”. S. Giovanni Crisostomo scrive: “Mangiare la carne è innaturale e impuro”. Gregorio di Nazianzo: “L’ingordigia di pietanze a base di carne è un’ingiustizia abominevole”.

SAN BASILIO E SAN CLEMENTE ROMANO

Basilio il Grande: “Il corpo appesantito con cibi a base di carne viene afflitto dalle malattie. Si può difficilmente amare la virtù quando si gioisce di piatti e banchetti a base di carne. La carne è un alimento contro natura che appartiene ad un mondo passato”. S. Clemente Romano dice che S. Pietro si nutriva di pane, olive ed erbe.

Franco Libero Manco (Elaborazione, titolo e sottotitoli di Valdo Vaccaro)

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