IL VERO MOVENTE TURCO DEGLI ATTENTATI A PARIGI E BRUXELLES

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UN TESTO IMPORTANTE CHE MI ARRIVA DA PAOLO DE SANTIS, DI PANDORA TV

Il testo mi arriva dall’amico nonché giornalista televisivo Paolo de Santis, di Pandora TV, e riguarda il movente degli attentati di Parigi e di Bruxelles, conforme all’omonimo articolo di Thierry Meyssan, che ho sintetizzato e sottotitolato ai fini di una veloce comprensione.

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LA RICERCA DEL VERO MANDANTE PORTA A CONFLITTI SEGRETI TRA UNIONE EUROPEA, FRANCIA E TURCHIA

Non sappiamo ancora chi sia stato il mandante degli attentati di Parigi e Bruxelles, a parte le fumose versioni ufficiali. Diverse piste sono state esposte. Tuttavia, solo l’ipotesi di un’operazione decisa dalla Turchia riesce oggi a reggere. Thierry Meyssan racconta il conflitto segreto che tormenta le relazioni tra l’Unione Europea, la Francia e la Turchia da cinque anni a questa parte (Rete Voltaire, Damasco-Siria, 28/3/2016).

SPIEGAZIONE LOGICA E RAGIONEVOLE DEGLI ATTENTATI

Nel 2011, Alain Juppé per la Francia e Ahmet Davutoğlu per la Turchia decidevano segretamente di creare un Sunnistan, uno stato Sunnita, a cavallo tra l’Iraq e la Siria, e uno pseudo-Kurdistan al fine di espellere i curdi dalla Turchia. Il loro progetto è stato sostenuto da Israele e dal Regno Unito. È troppo presto per identificare con certezza il mandante degli attentati che hanno colpito Parigi il 13 novembre 2015 e Bruxelles il 22 marzo 2016. Tuttavia, per il momento, solo gli elementi che andremo ad esporre ne forniscono una spiegazione ragionevole.

ACCORDI SEGRETI TRA TURCHIA E FRANCIA

Subito dopo la morte del fondatore dell’islamismo turco, Necmettin Erbakan, e allorquando era appena iniziata la Primavera Araba, il governo Erdoğan stipulò un accordo segreto con la Francia. Un accordo che fissa le condizioni della partecipazione della Turchia alle guerre contro la Libia (che era appena iniziata) e contro la Siria (che sarebbe seguita). La Francia, rappresentata dal suo ministro degli Esteri Alain Juppé, si impegna espressamente a regolare la questione curda senza minare l’integrità del territorio turco. Una formula contorta per dire che si sarebbe creato allora uno pseudo-Kurdistan e che vi sarebbero stati espulsi i membri del PKK. Questo progetto di pulizia etnica, che non è nuovo, era stato fin lì evocato esclusivamente nella letteratura militare israeliana che descriveva il nuovo Stato a cavallo tra la Siria e l’Iraq.

FRANCOIS HOLLANDE ACCOMPAGNA ERDOGAN SUI GRADINI DELLELISEO, MENTRE DAL RETRO È APPENA USCITO IN SEGRETO IL CURDO SALIH MUSLIM

Il 31 ottobre 2014, il presidente François Hollande coglie l’occasione di una visita ufficiale di Recep Tayyip Erdoğan a Parigi per organizzare un incontro segreto all’Eliseo, con il co-presidente dei curdi di Siria, Salih Muslim. Quest’ultimo, tradendo i curdi della Turchia e il loro leader Abdullah Öcalan, accetta di diventare il presidente dello pseudo-Kurdistan che dovrebbe essere creato una volta rovesciato il presidente democraticamente eletto Bashar al-Assad.

PKK TURCO CATTIVO E YGP SIRIANO BUONO, NELLA VISUALE DISTORTA DELLA NATO

È il momento della battaglia di Kobane. Per diversi mesi, i curdi siriani difendono la città di fronte al Daesh. o ISIS. La loro vittoria contro i jihadisti rovescerà la scacchiera politica. Se davvero si vuole combattere i jihadisti occorre allearsi con i curdi. Tuttavia, i curdi siriani hanno ottenuto la nazionalità solo all’inizio della guerra, fino a quel momento erano rifugiati politici turchi in Siria, cacciati dal loro paese durante la repressione degli anni 80. Gli Stati membri della NATO consideravano allora il PKK, la principale formazione curda della Turchia, come un’organizzazione terroristica. Ormai vanno a distinguere il PKK turco cattivo dall’YPG siriano buono, benché le due organizzazioni siano sorelle.

IL PRESIDENTE FRANCESE CAMBIA STRATEGIA E DÀ SOSTEGNO AI CURDI NELL’ASSIEME

Colpo di scena, l’8 febbraio 2015, la Francia torna al suo precedente impegno. François Hollande riceve all’Eliseo, ufficialmente questa volta, il co-presidente dei curdi della Siria fedeli a Öcalan, Asya Abdullah, e la comandante Nesrin Abdullah in uniforme leopardata. Salih Muslim è assente dalla riunione. Erdoğan risponde sponsorizzando un attentato di Daesh a Suruç contro una manifestazione filo-curda, il 20 luglio 2015. Impadronendosi della retorica occidentale antiterrorista, dichiara allora guerra sia a Daesh sia ai curdi, ma utilizza i suoi mezzi militari solo contro gli ultimi. Così facendo, mette fine al cessate il fuoco e rilancia la guerra civile nel proprio paese. Senza uno pseudo-Kurdistan in Siria, provocherà l’esodo dei curdi verso l’Europa.

TRE MILIARDI DI EURO ALLA TURCHIA PER SOVVENZIONARE LA GUERRA ANTI-CURDA

Il 3 settembre 2015, la pubblicazione della fotografia di un bambino curdo annegato mette il segno sull’inizio di una vasta ondata migratoria dalla Turchia verso l’Unione Europea, soprattutto verso la Germania. Durante le prime settimane, i leader tedeschi si rallegrano di questo massiccio afflusso di nuovi lavoratori di cui la loro industria pesante ha un grande bisogno, mentre i media esprimono la loro compassione per i profughi in fuga dalla dittatura siriana. Inoltre, il 29 settembre, i dirigenti francesi e tedeschi hanno approfittato dell’empatia verso i migranti per studiare la possibilità di sovvenzionare la continuazione della guerra con il versamento di 3 miliardi di euro alla Turchia, un dono che sarà presentato all’opinione pubblica come un aiuto umanitario per i rifugiati.

MA PUTIN NON CI STA E LANCIA LA SUA OPERAZIONE MILITARE CONTRO TUTTI I JIHADISTI

Alla fine di settembre 2015, la Russia ha iniziato la sua operazione militare contro i jihadisti di tutte le bande. Erdoğan vede così svanire il suo progetto. Spinge allora Salih Muslim a lanciare un’operazione di curdizzazione forzata del nord della Siria. Alcune brigate curde espellono dalle scuole gli insegnanti arabi e assiri e li rimpiazzano con insegnanti curdi. I siriani si ribellarono e si appellano ai russi che calmano la situazione, non senza evocare una possibile ulteriore federalizzazione della Siria.

IL 13 NOVEMBRE 2015 LA TURCHIA, ESASPERATA DALLE GIRAVOLTE DELL’ELISEO PRENDE LA FRANCIA IN OSTAGGIO E PROVOCA GLI ATTENTATI DI PARIGI, CON 130 MORTI E 413 FERITI

Il presidente Hollande, il suo capo di stato maggiore generale Benoit Puga, il suo ministro degli Esteri Laurent Fabius e il suo predecessore Alain Juppé sono ora oggetto di ricatto al quale non si possono sottrarre se non rivelando in cosa hanno invischiato il paese.

FRANCIA E REGNO UNITO IMPOSSIBILITATE A INTERVENIRE, COME GIÀ SUCCESSE A SUEZ NEL 1956

Terrorizzata, Parigi torna precipitosamente al piano Juppé del 2011. Con Londra, fa adottare il 20 novembre la risoluzione 2249 del Consiglio di Sicurezza. Con la scusa di combattere contro Daesh-ISIS, giustifica la conquista della Siria settentrionale per creare, finalmente, questo pseudo-Kurdistan, dove Erdoğan potrà espellere i suoi curdi. Ma USA e Russia ritoccano il testo in modo che Francia e Regno Unito non possano intervenire senza essere invitati dalla Siria. Una situazione che non manca di ricordare l’operazione coloniale fallita nel 1956, quando le truppe franco-britanniche tentarono di occupare il Canale di Suez, con il sostegno di Israele e Turchia, ma dovettero ritirarsi di fronte alle facce accigliate di USA e URSS.

UN SEMESTRE DI INTERVENTO RUSSO IN SIRIA E RELAZIONI TURCO-RUSSE SEMPRE PIÙ DETERIORATE

Durante i cinque mesi e mezzo dell’intervento russo in Siria, le relazioni turco-russe non hanno smesso di deteriorarsi. L’attentato contro il volo 9268 Metrojet nel Sinai, le accuse di Vladimir Putin al vertice del G20 di Antalya, la distruzione del Sukhoi-24 e le sanzioni russe contro la Turchia, la pubblicazione di fotografie aeree delle autocisterne che trasportavano il petrolio rubato da Daesh-ISIS attraverso la Turchia.

VANO TENTATIVO TURCO DI ALLEARSI CON TEHERAN

Dopo aver considerato di andare in guerra contro la Turchia, la Russia decide finalmente di giocare in modo più sottile e di sostenere il PKK contro l’amministrazione Erdoğan. Sergei Lavrov convince il suo partner statunitense ad approfittare dell’incombente destabilizzazione della Turchia per organizzare un rovesciamento del dittatore Erdoğan. Il regime turco, che sa di essere minacciato sia dalla Russia sia dagli USA, sta cercando di riguadagnarsi qualche alleato. Il primo ministro Ahmet Davutoğlu si reca il 5 marzo a Teheran, mentre il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, si muove ad Ankara il 18 marzo. Ma la Repubblica islamica di Tehran non ha intenzione di litigare con le superpotenze.

IL 14 MARZO PUTIN RITIRA I BOMBARDIERI, MA IN ALLEANZA CON OBAMA FORNISCE ARMI AL PKK, E IL BELGIO CONCEDE ASILO POLITICO AI LEADER CURDI

Per malasorte, stavolta è l’Unione Europea a non voler più sentire parlare di colonizzazione del Nord della Siria. La maggioranza degli Stati membri segue la politica estera imposta da Parigi da cinque anni, con la mancanza di successi che conosciamo. Per marcare il loro nervosismo, diversi Stati, tra cui il Belgio, hanno concesso asilo politico ai leader curdi turchi. Manifestano il loro malumore al vertice UE-Turchia del 17-18 marzo, durante il quale sono costretti ad adottare definitivamente la concessione di 3 miliardi di euro annuali ad Ankara. Le élites europee, accecate dalla loro ossessione anti-siriana, riproducono lo stesso errore del 1938. All’epoca, ossessionate dal loro anticomunismo, avevano sostenuto Hitler durante l’annessione dell’Austria, senza rendersi conto che stavano armando il braccio nazista che li avrebbe poi colpiti.

LE MINACCE TELEVISIVE DI ERDOGAN ALL’EUROPA SONO PALESI

Durante il vertice UE-Turchia, il presidente Erdoğan pronuncia un discorso televisivo per celebrare il 101° anniversario della Battaglia dei Dardanelli, con la vittoria dell’Impero Ottomano sugli alleati e in memoria delle vittime dell’attentato perpetrato ad Ankara pochi giorni prima. Tra l’altro dichiara: “Non c’è alcuna ragione per cui la bomba che è esplosa ad Ankara, non esploda a Bruxelles o in un’altra città europea. Faccio appello agli Stati che aprono le loro braccia alle organizzazioni terroristiche. State accogliendo un serpente nel vostro letto. E questo serpente che voi nutrite vi può mordere in qualsiasi momento. Forse guardare le bombe che esplodono in Turchia sui vostri schermi televisivi non significa nulla per voi, ma quando le bombe cominceranno a esplodere nelle vostre città, capirete sicuramente come ci sentiamo. Ma allora sarà troppo tardi. Smettetela di sostenere attività che voi non tollerereste mai nel vostro proprio paese, tranne quando sono rivolte contro la Turchia”.

GLI ATTENTATI DI BRUXELLES, 4 GIORNI DOPO, CAUSANO 34 MORTI E 260 FERITI

Affinché non si pensi a una coincidenza, bensì a un atto deliberato, la stampa turca il giorno dopo si rallegra della punizione inflitta al Belgio. Da quando il presidente Erdoğan ha rilanciato la guerra civile, questa è costata la vita a oltre 3500 persone in Turchia.
Thierry Meyssan (fonte: Megachip-Globalist-Italia), traduzione Matzu Yagi
(Sintesi, titolo e sottotitoli di VV)

Riferimenti:
1) “Il re di Giordania accusa la Turchia di preparare la Jihad in Europa”, Rete Voltaire, 26/3/2016
2) “La Repubblica Francese presa in ostaggio “, di Thierry Meyssan, Rete Voltaire 19/11/2015
3) “Il suicidio europeo di fronte alla Turchia”, di Thierry Meyssan, Rete Voltaire 21/3/2016
4) “Erdogan minaccia l’Unione Europea”, Rete Voltaire 18/3/2016

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