IMPATTO PROBLEMATICO COL VEGANISMO E RICORSO ALLA BETAINA

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LETTERA

SPERO DI AVER CAPITO IL MIO PROBLEMA

Caro Valdo, sono Francesca e ho 23 anni. Avevo già scritto precedentemente una mail. Ora spero di aver capito, dopo innumerevoli tentativi di guarigione, qual’è il mio problema. Mi piacerebbe però avere qualche chiarimento.

MOLTI PROBLEMI DIGESTIVI DOPO UNA DIETA TOTALMENTE VEGANA

Dopo aver iniziato una dieta totalmente vegana, senza zuccheri e senza cibi spazzatura, e forse con qualche errore di troppo a livello di combinazioni alimentari, tipo la frutta dopo i pasti, ho iniziato ad avere molti problemi digestivi. Intendo gas intestinale, stipsi e probabilmente dolico-colon a causa del dimagrimento frettoloso.

PUÒ FORSE ESSERE CHE LA DIETA VEGANA SIA TROPPO ALCALINIZZANTE E NON ADATTA ALLE MIE ESIGENZE?

Documentandomi ho trovato che molti dei miei sintomi erano riconducibili a problemi di bassa acidità di stomaco. Da quando ho integrato la dieta con la betaina hcl, includente enzimi quali la pepsina, noto leggeri miglioramenti. La mia domanda è la seguente. È possibile che la dieta vegana non faccia per me? Che sia troppo alcalina? O invece sbaglio io qualcosa? Grazie in anticipo.
Cordiali saluti.
Francesca

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RISPOSTA

Ciao Francesca. Purtroppo sei ancora in alto mare in fatto di corretta interpretazione dei tuoi gesti digestivi. Tu speri di aver capito e non hai capito. Noti leggeri miglioramenti grazie a un integratore che ha tutti i pregi (stimolazione provvisoria) e tutti i difetti degli integratori (inefficacia nel riequilibrio definitivo della situazione).

DESCRIZIONE TECNICA DELLA DITTA PRODUTTRICE DEL LONG LIFE

Integratore di betaina con pepsina. Contiene fattori specifici per promuovere una corretta digestione proteica. Una cattiva digestione di proteine può causare allergie, flatulenza e inadeguato assorbimento di peptidi e aminoacidi a livello intestinale. La betaina è una sostanza naturale nota per le sue proprietà risanatrici e disintossicanti sul fegato, azione che si ripercuote favorevolmente anche sull’alito cattivo. Sii estrae dalla barbabietola da zucchero, da cui il nome. La pepsina provvede alla digestione parziale delle proteine (enzima proteolitico), trasformandole in frammenti più piccoli chiamati peptidi. La digestione delle proteine avviene con l’aiuto dell’acido cloridrico prodotto dalle ghiandole dello stomaco. Le ghiandole, inoltre, producono un muco che protegge il tessuto muscolare dall’acido cloridrico. La Pepsina è contenuta in diverse quantità e concentrazione nei succhi gastrici, bile, saliva, intestino e succo pancreatico.

APPUNTI CRITICI SULLA BETAINA INDUSTRIALE

La betaina in realtà si trova abbondante nella beta vulgaris ossia nelle comuni erbette rosse, che sono rape al pari della barbabietola da zucchero che è bianca e dalla quale si ricava il saccarosio, il comune zucchero raffinato bianco, 100% calorie e totalmente vuoto di ogni micronutriente. Non so se quanto sopra è semplice strafalcione dei produttori o se la betaina del Long Life proviene effettivamente dalla bietola da zucchero, visto che i sottoprodotti di tale vegetale abbondano come scarto di lavorazione dei tanti zuccherifici europei. In ogni caso è facile dedurre che si tratta di prodotto chimico concentrato e lavorato, nonché privo di vitalità e di enzimi, al pari dello zucchero raffinato.

ASSUMERE INTEGRATORI SIGNIFICA PERDERE IL CONTROLLO QUANTITATIVO DELLE SOSTANZE INCOMPATIBILI TIPO L’ACIDO OSSALICO

Ovviamente il massimo risultato si ottiene quando viene assunta contemporaneamente agli altri microelementi tipo vitamine e sali minerali. Ma anche qui non si specifica mai quali vitamine e quali minerali, in quale forma. La betaina può essere assunta in tutta tranquillità, essendo completamente innocua. Andiamoci piano però, visto che sia nelle erbette che negli spinaci convive con l’acido ossalico, per cui inibisce in parte l’assorbimento del calcio.

LA BETAINA NELL’ORGANISMO DIVENTA BITAMINA B15

Nell’organismo la betaina, che chimicamente è una trimetilglicina, perde il metile e si trasforma in dimetilglicina, che è la nota vitamina B15, ed in questo passaggio si ha una produzione di energia. Sembra che sia proprio questo alla base dei positivi effetti della betaina, per cui si ha scomparsa della stanchezza immotivata, azione favorevole sul sistema circolatorio, sul cuore, sulle allergie, sulla respirazione cellulare.

IL NOSTRO ORGANISMO PRODUCE BETAINA TRAMITE IL METABOLISMO DELLA COLINA B7

Inoltre la betaina ha un effetto disintossicante sul fegato, una azione antiarteriosclerotica, antiepatite ed anticirrotica. Sempre per la sua azione disintossicante sul fegato è utilissima nell’alcolismo, nell’avvelenamento epatico da farmaci e da sostanze chimiche svariate. La betaina può anche avere effetto sulla ricrescita dei capelli. Si ha cioè un potenziamento dell’azione data da un’equilibrata assunzione dei principali microelementi, in particolare della cistina e della metionina, insieme alle quali deve essere assunta per questo scopo. Il nostro organismo produce Betaina attraverso il metabolismo della Colina. In particolare quando la Colina, o meglio la tetrametilcolina, cede un gruppo metilico e diventa Betaina.

LA BETAINA NEUTRALIZZA L’OMOCISTEINA DESOLFURANDOLA

Una delle più interessanti azioni della betaina è quella di neutralizzare l’omocisteina, un veleno lipidico-sulfureo che si forma nel nostro organismo. La betaina in questo caso svolge un lavoro di desolfurazione, trasformandola nell’aminoacido metionina. L’omocisteina è fattore di aggravamento della arteriosclerosi e diventa pericolosa per il cuore in compresenza di colesterolo alto. Causa inoltre invecchiamento precoce di vene e arterie.

CONTENUTO DI BETAINA NEI VEGETALI

Bietole rosse o erbette, crude in succo o leggermente cotte con la buccia, 128,7 mg per 100 grammi di prodotto, spinaci 89, amaranto 67,6, farinaccio 60 circa, patata dolce cotta con la buccia, 34,6, funghi porcini 11,1, funghi coltivati 9,4.

DUBBI SULLA VALIDITÀ DELLA DIETA ALCALINIZZANTE

Il discorso che hai accennato sulla questione delle tue difficoltà digestive non sta assolutamente in piedi. Il fatto di necessitare di acido cloridrico nello stomaco nulla ha a che vedere con una alimentazione alcalinizzante di tipo fruttariano. Tu come tutti hai un sangue leggermente alcalino con un pH oscillante tra 7.35 e 7.55, ma esistono aree del corpo come lo stomaco e l’apparato genitale dove il pH deve essere di tipo acido. A questo ci pensano i meccanismi automatici della bio-chimica corporale, ed in particolare dalle ghiandole dello stomaco.

VEGAN-CRUDISMO TENDENZIALE, PERSONALIZZATO E SOSTENIBILE

Per il resto, la dieta vegana rimane quanto di meglio esista al mondo in fatto di salute e di digeribilità, a patto di usare un minimo di comune buon senso, evitando mescole sbagliate, masticando bene, non esagerando coi quantitativi, ed interpretando correttamente gli effetti eliminativi-depurativi che immancabilmente arrivano dopo un impatto forse troppo veloce dall’onnivorismo al veganismo. Non si deve poi procedere per schemi ma personalizzare e rendere il tutto sensato e sostenibile. Ci vuole maggiore preparazione e nelle mie tesine trovi molti appunti utili. Non a caso parlo di vegan-crudismo tendenziale, personalizzato e sostenibile. A volte è preferibile optare per una dieta vegetariana, includente qualche ovetto e qualche formaggio fresco. Se ritieni di trovarti meglio in tale ambito nutrizionale, non è vietato fare un passo indietro e sperimentare.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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3 commenti

  1. Ecco il classico dubbio dell’aspirante crudista: ma farà proprio per me la dieta vegancrudista? L’impatto con la nuova alimentazione gli ha fatto conoscere di prima mano in che cosa consista la detox (in questo caso disturbi gastrointestinali), ma resta il timore che si tratti o di qualche errore commesso nella nuova dieta oppure addirittura di una sorta di incompatibilità strutturale del proprio organismo con questo genere di dieta. Di qui la ricerca di una via d’uscita, che spesso si crede di rinvenire in qualche sostanza magica, che naturalmente non esiste; dobbiamo solo adottare la dieta idonea per un organismo frugivoro quale quello umano, e tale dieta non potrà dunque essere che una dieta frugivora, ossia a base di frutta (principalmente) e di verdura. Un momento comunque delicato, quello che sta vivendo Francesca, perché rischia di allontanare il principiante dalla retta via intrapresa. La quale prevede come perfettamente logiche e normali le reazioni gastrointestinali provate da Francesca, che sono la forma più diffusa di detox ovvero di crisi eliminativa. Dovuta, in questo specifico caso, all’iperproduzione di bile da parte di un organismo che inizia una dieta a base di frutta e di verdura: bile che è smodatamente alcalina e che risalendo fino alla bocca dello stomaco e anche più su può facilmente alterare il ph gastrico, con tutta una serie di spiacevoli conseguenze. Le quali ultime sono naturalmente destinate a passare, occorre solo aver pazienza e aspettare il tempo che occorre. Il tempo, ecco una variabile di cui si tende a non tener conto: per rimettere le cose a posto il corpo impiega un certo tempo, nulla avviene in un baleno, con uno schiocco delle dita, nemmeno la guarigione per effetto della dieta vegancrudista. D’altra parte non è difficile capire che la guarigione è un processo simile, anche se opposto, a quello nel corso del quale (e ci son voluti anni) si è intossicato e si è guastato; ora si tratta di eliminare il carico tossico e di compiere tutte le riparazioni cellulari e funzionali necessarie, cosa che il nostro corpo (attraverso il suo sistema immunitario) è perfettamente in grado di fare, a condizione che non glielo impediamo con scelte comportamentali che lo mettano in deficit energetico (la dieta frugivora ha appunto la proprietà di essere una dieta leggera, con un bassissimo costo digestivo, lasciando al corpo le energie necessarie per mantenersi in forma, cosa che non avviene con le altre diete, che infatti richiedono digestioni pesanti e dunque altamente energivore). Insomma non mettiamoci in testa di rubare il mestiere al nostro corpo, che è quello di compiere tutte le infinite alchimie che solo lui è in grado di padroneggiare, non c’è né medico di qualsiasi scuola; noi limitiamoci a fornirgli la materia prima, cioè la frutta e la verdura, e a tutto il resto pensa lui. (continua)

  2. segue

    Piuttosto c’è un problema pratico da affrontare da parte del principiante, che è quello della giusta gradualità da adottare nel corso della transizione verso la nuova dieta. Spesso infatti può essere opportuno passare attraverso un percorso a tappe, passando prima per la dieta vegetariana, poi per quella vegana, per arrivare infine a quella vegancrudista tendenziale. La quale ultima, essendo appunto tendenziale, può richiedere a sua volta dei passaggi intermedi, in direzione del punto finale che si intende raggiungere come il più consono per il proprio equilibrio personale: e cioè sintetizzando, abbiamo la dieta valdiana, che prevede cereali e legumi, quella frugivora a base di frutta e di verdura (anche cotta), infine quella fruttariana a base di sola frutta. Diciamo che un percorso troppo rapido ci espone maggiormente alle crisi eliminative, che possono essere anche molto acute e dolorose in tanti casi (età non più giovanissima, fisico piuttosto malandato ecc); d’altra parte un percorso troppo lento rischia di trascinarsi per un tempo indeterminato con un bel fardello di acciacchi che non si riesce a debellare. Dunque l’ideale è lasciare alla detox tutto lo spazio di cui siamo capaci e che siamo in grado di sopportare, perché è grazie alla detox che si guarisce e si raggiunge una condizione di salute ottimale, che resta il nostro obiettivo di fondo.

  3. Alessandro Quaglia on

    La mia testimonianza invece è negativa in tal senso, non sono riuscito a mantenere anche io un alimentazione vegan crudista, anche quella dettata da Valdo. Quello chè dice Francesco credo chè sia giusto, ma non tutti (almeno per me), non sono in grado di affrontare la detox, nel mio caso non sono riuscito a capire se è detox o l'incompatibilità con la dieta(forse sempre detox sarà). Cmq resta il fatto chè a differenza di Francesca (tesina) io ho succhi gastrici ,pure troppi, con continuo senso di fame chè non va via e con la frutta la fame aumenta in modo smisurato quasi fino a sentirmi male.