IPERTENSIONE, ANGINA PECTORIS, BETA-BLOCCANTI E TANTA VOGLIA DI SALTARNE FUORI

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LETTERA

L’igienismo non è per me cosa strana o cosa nuova

Ciao Valdo, mi chiamo Tony, 38enne iperteso da Torino.
Da mesi leggo le tue tesine.
Ho conosciuto l’igienismo attraverso un’amica che aveva cambiato stile di vita basandosi sui consigli di Manuel Lezaeta.
Ho letto, incuriosito, i libri dell’igienista cileno e mi sono convinto che contenessero grandi verità.
Ho sperimentato la validità dei cataplasmi di fango, dei bagni genitali, delle frizioni fredde e tante altre cose del genere.
Da quel momento ho iniziato a cambiare la mia alimentazione. Ma non del tutto.

Abbracciare un nuovo modo di vivere senza se e senza ma

Quando ho conosciuto il tuo sito ho inziato tutte le sere a leggere le tue tesine.
Ero d’accordo su tutto, ma non riuscivo a decidermi.
Decidere di abbracciare un altro modo di vivere e dimenticarne un altro.
Come dici tu senza se e senza ma, perché non ci sono vie di mezzo. È sacrosanto.

Il mio personale passaggio del Rubicone

Una sera, poco tempo fa, ho letto le tue ultime tesine e stavo andando a letto, quando ho sentito che avevo deciso di attraversare il mio Rubicone e cambiare. Che gioia.
Il solo fatto di decidere di cambiare mi ha dato un sacco di soddisfazione.
Da quel giorno, senza grosse fatiche, ho iniziato il mio cambiamento.
Sto contagiando anche mia moglie.
Coi figli vado cauto, ma si sono accorti che la frutta è davvero buona ed è meglio delle merendine.
Scegliere di cambiare è come levarsi un peso enorme.

Il problema è basilarmente di ordine mentale

Riflettendo sulla mia condizione mi sono reso conto che il problema è mentale.
L’ambiente crea intorno a te un condizionamento fortissimo per farti vivere e morire come vuole lui.
Le verità di cui parli tu e di cui ho letto sui libri di Lezaeta sono così chiare e limpide che bisognerebbe davvero ingegnerizzarsi per negarle.

A volte basta poco per stare meglio

Nel periodo in cui stavamo avvicinandoci all’igienismo, mio figlio è stato operato per un’ernia.
Dopo l’intervento, la ferita gli procurava dei dolori fortissimi.
Così fu per un mese.
Siamo stati poi in ospedale dove gli hanno fatto tutti gli esami possibili senza cavarne un ragno dal buco.
Risultato?
Sono tornato a casa e gli ho fatto un cataplasma di ricotta sulla ferita.
La mattina dopo non aveva più male!

La contraddizione farmacologica con l’acido urico incrementato ovviamente dalle statine e dai diuretici

Devo chiederti qualche consiglio.
Soffro di ipertensione da quando avevo 20 anni.
Prendo 100 mg di atenololo (un beta-bloccante) più 25 mg di clortalidone (un diuretico).
Acido urico alto. Mi dicono a causa del diuretico.
Il mio medico di famiglia ha detto che non era un problema.
Quando ho letto la tua tesina dove parli dell’acido urico non ho più dormito!
Hai ragione.
Non esiste una medicina innocente. Siamo di fronte al più grande imbroglio dell’umanità.

Una voglia di guarire grande come il cielo

Ho una voglia di guarire grande come il cielo.
Volevo chiederti come fare per togliere la pastiglia.
Se farlo di colpo oppure un po’ alla volta.
Fino ad oggi ho usato i consigli che davi attraverso le tesine, mettendo assieme un pezzo da una parte e uno dall’altra.

Mi puoi dedicare una tesina specifica, su questa mia situazione?

Se hai qualche raccomandazione particolare per il mio caso mi faresti un grande favore.
Se lo ritieni opportuno vengo senza problemi a Udine.
Grazie per il grande lavoro di sensibilizzazione che fai.
Ti chiedo anche di mettermi nella tua mailing list, e così non ne perdo una.
Tony, da Torino

*****

RISPOSTA

Una sensazione di vago malessere generale

Ciao Tony, ieri mi hai pure telefonato, dandomi altri dati, come l’uso di varie droghe prese per via orale e nasale dai 14 ai 20 anni, quando la tua pressione ti andò alle stelle e ti catalogarono come iperteso essenziale, prescrivendoti per qualche tempo il tenormin. In pratica, pur essendo i valori del sangue tutto sommato abbastanza nella norma, ti lamenti di una sensazione di vago malessere generale.

Il solito problema della scelta di campo, con relativa eliminazione del farmaco

E ti ho detto che, giunto a questo punto, passare il Rubicone non significa soltanto cambiare alimentazione, ma anche liberarsi dal condizionamento e dalla schiavitù dal farmaco, proprio per il paradossale effetto-compresenza, dove un miglioramento dieta con fluidificazione del sangue, fa sì che gli effetti dei farmaci che si prendano eventualmente in contemporanea risultino amplificati.
I tempi e i modi di eliminazione diventano un discorso di scelta e di responsabilità personale. Prima si riesce a farlo e meglio è.

Le cardiopatie son tra i due maggiori killer mondiali, ma spaventarsene troppo non aiuta

Le malattie cardiache sono pericolose, e condividono col cancro la fama di essere i maggiori killer mondiali. I dati della sola Gran Bretagna parlano di 50 mila morti anno per infarto e 100 mila morti per grave insufficienza coronarica. C’è da aggiungere che metà dei malati di ipertensione è malata ma non sa nemmeno di esserlo, per cui il problema è ancora più vasto delle gravi cifre menzionate.
Questa non è però una buona scusa per mettersi sulla difensiva e per stare al riparo della statina, del beta-bloccante e del diuretico. Quando si usa il cervello, e un pizzico di prudenza, i pericoli si azzerano.

Necessità di eliminare i vecchi depositi tossici

Il discorso dell’assunzione di droghe in gioventù fa sì che è importante fare un digiuno di 3-4 giorni ad acqua leggera, al fine di espellere quelle antiche droghe che il tuo corpo ha immaganizzato da qualche parte. Se non basterà una singola seduta, se ne farà una seconda a distanza di un mese circa.
Droghe che, con tutta probabilità, in fase di miglioramento dieta, stanno andando fuori lentamente e creando i soliti effetti di ritorno.
Occorrerà dunque fare questa prima esperienza digiunistica nei giorni a seguire, visto che non parti per le vacanze.
E digiuno significherà stop totale a qualsiasi sostanza e in particolare a ogni veleno e ogni farmaco, anche a quei farmaci che stai prendendo attualmente.

Interrompere la dipendenza dai beta-bloccanti

Liberarsi di statine e betabloccanti non è uno scherzetto privo di insidie, in linea generale.
Nessun grosso rischio si corre però, dal momento che starai a riposo assoluto a digiunare in stanza o al massimo in giardino.
La forza di volontà di guarire, la determinazione a guarire, mettendo in azione tutti i meccanismi corporali e usando quel minimo di prudenza e di preparazione igienistica che servono, ti preserveranno da ogni priblema drammatico, e ti faranno capire che il farmaco non deve essere e non è un dogma fisico, ma solo una scomoda condìzione mentale di dipendenza.

Cos’è l’ipertensione

La pressione del sangue può essere definita come la pressione che il sangue esercita contro le pareti dei vasi sanguigni nei quali è contenuto.
Mantenere tale pressione su livelli normali è un complicato fenomeno combinatorio e sinergico di forze chimiche, meccaniche, nervose ed ormonali, coinvolgenti l’azione pompante del cuore, l’elasticità e la resistenza delle pareti arteriose, il volume del sangue, la densità o la viscosità del sangue stesso, e l’ammontare di escrezioni ormonali dalle ghiandole adrenali.

Pressione del sangue e ipertensione nervosa sono diventate in pratica dei sinonimi

La pressione si misura con un apparecchio speciale chiamato sfigmografo, caratterizzato da un numero superiore (sistole) e di uno inferiore (diastole).
La pressione sistolica indica la forza del cuore, e la pressione diastolica rivela lo sforzo a cui le pareti arteriose sono costantemente soggette. Chiaro che alta pressione del sangue e ipertensione nervosa vanno mano nella mano, al punto da essere considerate sinonimi nel linguaggio corrente.

L’ipertensione aumenta oltre il normale quando:

a) La distensibilità delle arterie viene ridotta.
b) Organi mal funzionanti (cuore-bronchi-polmoni) creano interferenze circolatorie.
c) Febbre, emozioni o tensioni causano situazioni di irregolare stimolazione nervosa.
d) Costipazione, eccessi cibari, nervosismo, superlavoro, obesità, vita sedentaria, causano stress arterioso.
e) Alcol, tabacco, caffè, the, infusi vari, integratori minerali e vitamine sintetiche, causano aumento pressione sanguigna.
f) La combinazione più mortale verso l’infarto è quella del troppo zucchero e del troppo sale nella dieta
(e ci riferiamo allo zucchero saccarosio e ai dolcificanti industriali da un lato, e al sale inorganico marino o himalayano o alghiano o integratoriano dall’altro, mentre zucchero della frutta al naturale e sale del sedano, del crescione e delle verdure crude sono sempre ottimi ed indispensabili).

Cos’è l’angina pectoris

L’angina è una condizione di crisi che dà sensi di soffocamento, di schiacciamento e di annientamento localizzati in zona pettorale, e arriva quando la fornitura di sangue al muscolo cardiaco è inadeguata.
Durante esercizi fisici intensi, la domanda di sangue alle arterie coronarie viene aumentata e, se tale domanda non viene soddisfatta per colpa delle precarie condizioni arteriose, si scatena l’angina pectoris.
Le arterie possono essere danneggiate da ateromi o aterosclerosi e, se l’angina peggiora, si rende spesso necessario il by-pass alle coronarie.
Chiaro che la degenerazione delle arterie e legata strettamente a diete e stili di vita insalubri adottati dal soggetto in questione, ma anche a cure farmacologiche e alle solite velenosissime interferenze vaccinatorie che si pagano sempre a caro prezzo.

I recettori nervosi del sistema simpatico, il ritmo cardiaco e i beta-bloccanti

Farmacologicamente, l’angina pectoris viene trattata con i beta-bloccanti, che riducono l’alta pressione e consentono di controllare e normalizzare il ritmo cardiaco.
La loro azione sta nel bloccare o inibire certi recettori nel sistema nervoso simpatico, riducendo così l’attività del cuore.
Uno degli effetti più evidenti e contradditori dei betabloccanti è la costrizione dei passaggi bronchiali, e danni conseguenti al processo respiratorio, per cui essi aiutano da una parte e danneggiano dall’altra.
Il sistema vago-simpatico è un po’ come il sistema ghiandolare, vive di equilibrio e di sinergie, e quando l’uomo fa interventi invasivi per modificare farmacologicamente la situazione, i disastri sono inevitabili.
Si ottiene qualcosa nel breve periodo e si compromette tutto nel lungo periodo.

Nessuno al mondo muore di mal di cuore, ma solo per sangue guasto

In realtà, nessuno al mondo muore di mal di cuore, bensì per sangue guasto.
Questa è una significativa espressione uscita dalla bocca della verità di padre Taddeo di Wiesent, l’umile frate tedesco che salvò Manuel Lezaeta, trasformandolo poi in grande terapeuta.
Il cuore è l’organo centrale incaricato della circolazione del sangue, ma in realtà esso lavora in stretta correlazione con il sistema bronco-polmonare.
Non esistono infermità del cuore.

Basta chiedere a un qualsiasi tecnico di cantiere, sulla durata di una pompa idrovora

Le alterazioni cardiache sono tutte conseguenze di sangue guasto, alterato e impuro.
La dimostrazione è data da una pompa di buona costruzione. Se questa è usata con acqua pura non si altera nella struttura e non si rompe mai. Se la facciamo invece lavorare con sostanze estranee, con fango e altro, i guasti sono all’ordine del giorno.

Il mal di cuore è un’invenzione medica, per giustificare i cardiologi e i reparti di cardiologia

Un cuore che lavori con sangue libero da impurità e da viscosità non si ammalerà mai, e i cardiologi potrebbero tutti andarsene a casa in vacanza stabile, o a fare un altro mestiere.
Nessuno si ammala e muore infatti a causa del cuore, bensì per sangue viscoso e lipotossico originato da cronici disordini digestivi e dalla deficiente eliminazione da parte della pelle.
Chiaro che tutti i sieri, le iniezioni, i farmaci e i vaccini, contribuiscono ad alterare il nostro fluido vitale.

Non coi farmaci uricemizzanti si guarisce, ma normalizzando le digestioni, ed attivando le eliminazioni cutanee, renali ed intestinali

Le impurità del sangue non possono assolutamente essere risolte coi prodotti farmaceutici.
Le uniche soluzioni valide sono l’aria pura giorno e notte, le buone digestioni e una pelle attivissima e pronta a eliminare i veleni, svolgendo il suo compito di secondo polmone e secondo rene del corpo umano.
Essendo il sangue guasto causa di tutte le affezioni cardiache, dall’infarto, alla trombosi alle coronarie, all’apoplessia, all’ictus cerebrale, per guarire, per migliorare la situazione e ripristinare il benessere, occorre fluidificare il sangue naturalmente, normalizzando le digestioni, attivando le eliminazioni cutanee, renali ed intestinali, facendo cioè ottimo uso degli organi e del corpo umano, alimentandosi cioè con la dieta che il creatore ha previsto per il nostro corpo smaccatamente fruttariano.

Aumento pulsazioni aritmiche e congestione polmonare, vera coppia perdente

Quello che stanca maggiormente il cuore è la febbre interna, che si rivela con l’agitazione del polso, a testimonianza di un eccessivo lavoro del cuore e di un suo ovvio indebolimento.
Tale affezione circolatoria, ossia l’aumento delle pulsazioni, congestiona pure i polmoni, riducendo così la capacità respiratoria e compromettendo l’aiuto che essa potrebbe dare al cuore.
Un vero circolo vizioso.
Abbiamo infatti da una parte un aumento di pulsazioni e una irregolarità cardiaca chiamata aritmia, e dall’altra la mancata cooperazione dei polmoni, dai quali dipende normalmente la normale circolazione del sangue in tutto il corpo.

Respirare profondamente e a ritmo è la panacea numero uno

Si sa che le respirazioni profonde danno sollievo al cuore.
È grave errore credere che la circolazione del sangue sia opera esclusiva del cuore.
In realtà sono i polmoni che mantengono costante l’afflusso del sangue nel corpo, mentre al cuore spetta solo il compito di valvola regolatrice del processo.
Nel caso di emozioni, turbamenti, entusiasmi, paure, agitazioni, violenti sforzi fisici e psichici, la medicina più potente sta nelle profonde respirazioni che portano immediato senso di sollievo.
Queste profonde respirazioni dovrebbero essere praticate da tutti, ogni giorno, più volte al giorno, e sempre all’aria apeerta.

Occorre normalizzare il polso e portarlo sui 70 battiti al minuto, col respiro e il movimento.
La stitichezza alla base di ogni malattia cardiaca (e di ogni malattia in genere).

Con 70 pulsazioni al minuto, il sangue scorre normalmente dalla testa ai piedi e viceversa.
Ma con 120 o 140 il sangue si congestiona, si arresta per un tempo maggiore del necessario nella zona del petto e del ventre, a danno della pelle e delle estremità, che mancano in tal modo del normale ricambio (la pelle perde il suo calore e le estremità si gonfiano).
Pelle cadaverica e non vivace e rosea, gambe e piedi freddi, sono sintomi di anomalie cardiocircolatorie.
I disordini digestivi, ed in particolar modo la stitichezza (sempre lei la maledetta sorgente di tutti i mali) si ripercuotono nel cuore.
La pressione dei gas stomacali soffoca l’attività cardiaca.

Respiro in pineta, attività fisica intensa ma non stressante, e alimentazione crudista vegana

Per concludere, la salute cardiocircolatoria o meglio broncopolmonare-cardiocircolatoria, si raggiunge, respirando al meglio, con ritmo e profondità, autoeducandosi mediante esercizi respiratori più volte al giorno, possibilmente in zona ricca di pini, abeti, e latifoglie.
La salute del cuore si raggiunge facendo attività fisica regolare e sostenuta (ma non violenta e stressante).
La salute cardiocircolatoria si conquista stabilmente adottando una dieta crudista e variata dove non manchi una vasta gamma di verdure crude e germogli crudi (inclusi porri e cipolle e dell’aglio, ma senza esagerare).

Potassio, calcio, magnesio (tutti organicati e non inorganici, tutti naturali e vivacizzati e non da integratori), coenzima Q10 e Omega-3 vegetali, questa è la zona salvezza

Chimicamente parlando, occorre contrastare il sodio inorganico dei sali messi in tutte le vivande con buoni apporti di minerali sodio-contrastanti, tipo il potassio, il calcio e il magnesio.
Il potassio si trova nelle banane, nella frutta e nelle verdure crude.
Il calcio, nel succo d’arancia e di pompelmo, nonché nei vari semini.
Il magnesio nei vegetali a foglia verde e nei germogli.
Il coenzima Q10 o ubiquitone si trova nei semi di uva e nei semi di lino, pestati e polverizzati, e nell’olio di vinacciolo e nell’olio di lino (sempreché ottenuti a freddo).
Gli Omega-3 naturali abbondano nelle mandorle, nei pinoli, nei semi di lino e di sesamo pestati.

La famosa martellata sui cosiddetti

Evitare assolutamente gli Omega-3 del pesce per le prostaglandine negative ivi contenute, per il sale, per la cottura, per la leucocitosi che essi causano come del resto avviene per tutte le carni.
Chiaramente, chi ha probleni di ipertensione, e ciononostante si azzarda a consumare carni, affettati, salami, prosciutti, bevendo poi vino e altri alcolici, nel vano tentativo di ripulire le arterie con l’alcol, non fa altro che darsi la famosa martellata sui propri cosiddetti.

Le fibre, i fitonutrienti e i colori naturali della salute

Nella dieta vanno inseriti cibi ricchi di fibre e di pectina (pompelmi e mele sono ottimi per le pectine), nonché verdure selvatiche tipo il tarassaco, la valerianella e l’acetosa.
Patate dolci cotte al minimo, carote crude e carotenoidi in genere, nonché i vari colori della natura sono pure preziosi (vedi mia tesina I colori naturali della salute).
Il ricorso a centrifugati (da bersi all’istante) di carote, rape, bietole, ginger, topinambur, patate, patate dolci, sedano, sedano-rapa, arricchisce la gamma di minerale organicato, e quindi fa decisamente bene.

Cereali e legumi scelti con oculatezza, sono un’arma in più a proprio vantaggio

Cereali integrali non stracotti, tipo riso nero, farro, miglio, grano saraceno e legumi possibilmente freschi, completano la dieta saggia del cardiopatico.
Anche la crema di avena, ottenuta mettendo in ammollo a crudo (o a leggermente riscaldato) in acqua, o in latte di cereali, o in latte di cocco, i fiocchi d’avena (scegliere quelli più biancastri prodotti a freddo e a rollatura naturale), e aggiungendoci germe di grano, semini pestati di canapa, di lino, di papavero, di girasole, di zucca, di girasole, diventa un’arma in più per la salute dell’apparato cardiocircolatorio.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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