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ITALIA E HONG KONG POLLI ALLO SPIEDO PIÙ CHE AQUILE

da 5 Giu 2020Attualità

NUOVA LEGGE SULLA SICUREZZA NAZIONALE DI HONGKONG

Dopo le forti proteste e gli arresti di diverse centinaia di persone, Carrie Lam cerca di tranquillizzare gli animi del movimento democratico di Hong Kong. La nuova legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong, all’esame finale del Congresso nazionale del popolo a Pechino e che dovrebbe essere approvata giovedì 4 giugno, non modificherà i diritti e le libertà nell’ex colonia, cerca di convincere la governatrice.

PER LA CARRIE LAM LA VIVACITÀ E I VALORI BASILARI DI HONGKONG RIMANGONO INTEGRI

Carrie Lam

“Non c’è alcun bisogno di preoccuparsi – ha affermato Carrie Lam – Siamo una società libera e, per il momento, la gente ha la facoltà di dire quello che vuole. La vivacità di Hong Kong e i suoi valori portanti, come lo stato di diritto, l’indipendenza giudiziaria, i vari diritti e le libertà continueranno a rimanere”. La normativa, secondo la governatrice (da sempre strumento nelle mani del PCC) andrà “a colpire un numero ristretto di persone che la infrangono”, proteggendo invece “la stragrande maggioranza dei cittadini”.
Lam ha definito “senza fondamento” le critiche maturate dall’estero sulla legge, osservando che la Cina si sta muovendo con un’azione “responsabile” da parte del Parlamento Cinese. “Nessun Paese lascerebbe lacunosa una materia importante come la sicurezza nazionale”.

GLI ATTIVISTI ANTI-CHINA DI HONG KONG CHIEDONO AIUTO AGLI USA, AL GIAPPONE E AI PAESI EUROPEI

Secondo il movimento di protesta, invece, la nuova legge minaccia l’indipendenza dell’ex colonia britannica garantita dal principio “Un paese, due sistemi”, che regola i rapporti con Pechino dal 1997, visto che permetterà al governo cinese di prevenire, fermare e punire ogni possibile atto di secessione, e consentirà di vietare attività di forze e agenzie straniere sul territorio. Dopo gli scontri e gli arresti di domenica, ora le proteste hanno preso di mira i centri commerciali della città. Gli attivisti continuano a chiedere a Stati Uniti e all’Unione Europea di intervenire. E in effetti hanno trovato una sponda a Washington, che minaccia sanzioni alla Cina se la legge dovesse essere approvata.

APERTURA IN HONG KONG DI UN UFFICIO SULLA SICUREZZA NAZIONALE CINESE

Carrie Lam e Li Keqiang

La Cina, ha detto il premier Li Keqiang, intende istituire “solidi sistemi giuridici e meccanismi di applicazione per salvaguardare la sicurezza nazionale nelle due regioni amministrative speciali Hong Kong e Macao.
Oggi è stata depositata al Congresso nazionale del popolo in Pekino, una legge che sanzionerà secessione, eversione contro lo Stato, terrorismo e interferenze straniere. Si è pure deciso per stabilire in Hong Kong un Comitato sulla Sicurezza Nazionale Cinese, che è l’atto ufficiale di maggiore peso e interferenza politica nei riguardi dell’ex-colonia britannica. In pratica, per Li Keqiang la questione Hong Kong rimane una questione interna della Cina.

DISORDINI IN CRESCITA E SITUAZIONE PRIVA DI SBOCCHI

Per quanto riguarda la popolazione locale, la situazione, che si era in qualche modo aggiustata e sbollita ultimamente in un clima generale di relativa tregua, è ora ridiventata catastrofica più che mai. Si assiste a una inevitabile escalation della violenza. Ho parlato a lungo ieri al telefono con amici di Hongkong e la vedono nera. Sono ripresi i disordini, le distruzioni, gli incendi, gli attacchi alle banche e a tutte le succursali di aziende collegate al CCP.

Proteste a Hong Kong

UN DISASTRO GENERALIZZATO CHE NON RISPARMIA NESSUNO

Da rilevare che a Hong Kong ci sono quasi 2000 importanti attività commerciali americane, e 85.000 cittadini americani, oltre a un numero ancora maggiore di inglesi-europei-indiani-giapponesi-africani. Il governo locale si è praticamente dissolto e tutti i ministri della Carrie Lam se la sono data a gambe trasferendosi a Taiwan, Singapore, Malaysia, Londra, New York e San Francisco, essendo diventato impossibile per loro e per le relative cerchie familiari circolare in Hong Kong. Il clima economico è un valore fondamentale per la sopravvivenza di questo paese. Se qui si distrugge l’economia tutto crolla. Chiudono i negozi, la disoccupazione diventa rampante, il valore degli immobili cala paurosamente. Un disastro per tutti.

NIENTE INTERVENTI MILITARI MA ALTRE FORME DI CONTROLLO

Situazione pertanto grave e pericolosa. Non al punto però di esplodere o degenerare in una azione di intervento militare cinese. Questo difficilmente accadrà nel senso che la Cina ha in questo momento troppi interessi commerciali da difendere e preservare nel mondo intero. Troppo scaltri, saggi e diplomatici i cinesi per commettere atti di autolesionismo politico.

XI JINPING INATTACCABILE E PRESIDENTE A VITA

Xi Jinping e Jiang Zemin

Per quanto concerne Xi Jinping, il presidente cinese sta oggi in una botte di ferro, a differenza di come si trovava tra il 2017 e il 2018, quando pur all’apice della sua potenza, veniva contestato da lotte intestine da parte della fazione guidata da Jiang Zemin. Quel tipo di pericolo è stato rintuzzato grazie alla abile mossa di modifica della Costituzione (approvata dal Congresso Cinese), per cui la sua presidenza è ora a vita. Questo cambia di molto l’approccio di Xi a tutti i problemi sotto tiro, e lo mantiene al riparo da ogni ritorsione interna, contrariamente a quanto accadeva prima e a come avevo esposto nel mio ultimo video su Hong Kong.

LA CINA INCOMBE SULL’ITALIA GRAZIE AI FOLLI PIANI ELABORATI DA VITTORIO COLAO NELLA CITY LONDINESE

Un presidente con pieni poteri, e per giunta con l’opzione di stampare liberamente Yuan a suo piacimento, pensa e agisce in modi spicci. C’è solo da sperare (o illudersi) che prevalga in lui la moderazione e il buon senso, e non soltanto il delirio di potenza e la fredda venalità che ne consegue. La cosa interessa fortemente l’Italia, in bilico tra il rimanere fortemente colonia americana o entrare gradualmente e armoniosamente nella sfera cinese (senza però i lati orrendi del regime pluto-comunista), attivando la Via della Seta in modo armonico e graduale, che potrebbe essere accettabile, o invece secondo i piani folli e allucinanti di Vittorio Colao, probabile prossimo premier italiano ora a capo della Task Force Governativa insediata in Londra. Piani che prevedono la svendita delle ultime aziende produttive italiane come ENI, ENEL, FINMECCANICA e persino i lingotti residui della Banca d’Italia, a prezzi di liquidazione, per un piatto di lenticchie.

SIA TRUMP CHE XI JINPING SONO CHIAMATI A TIRAR FUORI DAVVERO I LORO ATTRIBUTI

Appare chiaro che, dal punto di vista dell’interesse dei popoli e della loro salute, le scelte obbligate a disposizione sono tutt’altro che favorevoli, tutt’altro che lusinghiere, tutt’altro che democratiche. Sia Trump in USA che Xi Jinping in Cina vanno visti tuttavia come il male minore, soprattutto se sapranno A) Mantenere il mondo libero da un conflitto nucleare dalle conseguenze imprevedibili e B) Frenare e debellare la follia collettiva degli pseudo-scienziati e dei virologi fuori di testa che stanno oscurando la mente e l’anima umana in ogni angolo della Terra.

LA LOTTA AL GLOBALISMO DEL DEEP STATE TROVA UNITI TRUMP, PUTIN E XI JINPING

Secondo Antonio Leonardo Montano, analista italiano della teo-intelligence, l’azione di Trump contro il Deep State ovvero contro l’ala clintoniana e contro il mondialismo, viene spalleggiata sia da Vladimir Putin che da Xi Jinping. Si è creata insomma una forma di triumvirato virtuale tra Trump, Putin e Xi per lo smantellamento del globalismo, condizione per la quale il mondo non è ancora maturo, e per la riaffermazione del globalismo, con mantenimento dei confini nazionali.

NONOSTANTE LE FORTI TENSIONI IN ATTO, XI JINPING AUSPICA UNA VITTORIA DI TRUMP ALLE PROSSIME ELEZIONI DI OTTOBRE

Da tener presente che i Clinton hanno favorito per anni lo sviluppo della Cina, svendendo segreti industriali e persino segreti militari americani secondo Trump, diventando per così dire creditori della Cina stessa. E alla fine Xi Jinping non li ha affatto premiati preferendo flirtare sotto-sotto con Trump, visto da Xi come interlocutore durissimo ma anche come male minore. Non esiste certo una relazione rose e fiori tra Xi e Donald, ma Xi ha manifestato a più riprese le sue intenzioni di appoggiare una vittoria Trump alle prossime elezioni di ottobre.

DIFFERENZE ENORMI TRA I DISORDINI DI HONG KONG E QUELLI AMERICANI

Quando i disordini devastano le città è una disgrazia per tutti. Oltre ai feriti e ai morti, oltre agli enormi danni alle proprietà e agli edifici, alle attività commerciali si creano lotte insanabili tra la gente e persino all’interno delle famiglie. Ma quanto sta oggi succedendo in America è tutt’altro che un conflitto razziale. Stanno arrivando prove documentate di massicci e scandalosi finanziamenti non solo da parte di Soros ma da una lunga serie di gruppi collusi al Deep State. E pertanto si tratta di un vero tentativo di sbarazzarsi di Trump.

NEI DISORDINI DI HONG KONG ESISTE UNA COMPONENTE IDEALISTICA

I moti incendiari e devastanti di Hongkong sono un fatto estremamente diverso. Pur non mancando probabili sovvenzioni esterne a sostegno dei gruppuscoli più attivi, esiste senza alcun dubbio una prevalente componente politica, emozionale, libertaria e idealistica. Gli studenti di Hongkong non sono esplosi da oggi a domani in un conflitto smaccatamente inventato e finanziato per fini elettorali, ma provengono da mesi e mesi di lotta autentica e genuina contro il tentativo cinese di imporre i suoi diktat alla popolazione di Hong Kong. Una lotta impari e coraggiosa a difesa delle proprie libertà e della propria autonomia.

XI JINPING HA UN CARATTERE INADATTO ALLE TRAME DEL DEEP STATE

Tornando al presidente cinese, occorre rilevare che esiste un documento inedito di provenienza russa citato da Tom Bosco in un suo recente video che parla della vita di Xi Jinping. Suo padre era persona scomoda al regime e venne persino incarcerato. Xi stesso ha passato diversi anni in un campo di lavoro, vivendo a stretto contatto con lavoratori irrequieti e incarcerati, per cui la sua formazione è di tipo popolare e non verticistica, da qui la sua refrattarietà caratteriale a legare con la mentalità arrivista e commerciale dei Clinton.

LE TENSIONI ODIERNE HANNO VECCHIE RADICI

Per il giornalista d’indagine Francesco Amodeo, il discorso Coronavirus come arma batteriologica parte ancora dall’anno 2000. I rapporti USA-Cina sono andati peggiorando man mano che l’espansione cinese minacciava la leadership mondiale americana sul piano politico-economico e su quello industriale. Trump si è trovato alla fine a lottare sul piano interno con l’ala clintoniana forte persino di alcuni repubblicani che appoggiavano Hillary Clinton, e anche sul piano esterno dove lo scontro costante è con l’abilità diplomatica di Xi Jinping, determinato a mantenere il trend in corso, quello che porta a superare l’America nel giro di una manciata di anni.

LA PAROLA D’ORDINE È DISARCIONARE TRUMP

Per l’élite finanziaria americana, inclusiva delle famiglie Rothschild-Rockefeller-Carnegie-Morgan-Soros perdere il comando in USA sarebbe un evento catastrofico paragonabile a una nuova Pearl Harbour, e la prima avvisaglia del disastro è stata per l’appunto l’inatteso e sconvolgente ingresso vittorioso di Trump alla Casa Bianca. Gli avversari di Trump hanno manifestato l’intenzione di far ricorso ad ogni mezzo, e in particolare a strumenti di guerra batteriologica qualora venisse messa in discussione la loro leadership. Si stanno imbastendo azioni pulite e sporche per disarcionare il presidente Trump dal potere. Le rivolte e gli scontri di questi ultimi giorni ne sono la prova, e c’è di mezzo un massiccio supporto finanziario da parte di George Soros.

GIÀ NEL 2004 SI PREVEDEVANO I FATTI DI OGGI

In “Mapping the Global Future” del 2004 fa venire la pelle d’oca. Si prevede già allora che una pandemia proveniente da India o Cina potrà bloccare tutti i traffici mondiali e sconvolgere il pianeta. Si parla di uno scontro tecnologico senza precedenti sulla tecnologia 5G, punto focale. Gli Stati Uniti devono vincere questa battaglia e Huawei è il pericolo numero uno. Anche se molti scienziati temono i danni delle super-radiazioni elettromagnetiche, la tecnologia ha importanti effetti domino in diversi campi industriali e strategici, incluso il campo spaziale, per cui si prevedono ulteriori scontri e scintille. Ci sono persino spinte verso una soluzione militare, da parte dei fabbricanti di armamenti.

L’EUROPA È UN MORTO CHE CAMMINA, MENTRE L’ITALIA È CONTESA TRA LE DUE MAGGIORI POTENZE MONDIALI

Vittorio Colao

Come accennato poco sopra, L’Italia c’entra molto in tutta questa faccenda. Vittorio Colao ex Ceo della Vodafone ed ora dirigente della Task Force governativa, starebbe canalizzando la tecnologia e il business verso la Huawei, in funzione pro-cinese e anti-americana. La UE è un ente germanizzato in disfacimento, un morto che cammina. Ne stanno succedendo di tutti i colori sotto l’apparente calma esterna. In questo momento -continua Amodeo- l’Italia è un’aquila che si crede un pollo. Siamo un paese conteso tra due potenze mondiali come la Cina e gli USA, per cui ci converrebbe probabilmente mantenere neutralità ed equidistanza.

UN PAESE MALANDATO NON LA SPUNTA MAI

Amodeo sembra essere troppo ottimista in questo. Dimentica infatti che un paese senza moneta non ha alcuna sovranità. L’Italia non ha euro in cassa e non può o non vuole stampare la propria moneta in alternativa o in aggiunta all’Euro, dominata com’è dalla burocrazia europea, i cui vertici, nota bene, provengono tutti dal Bilderberg. Non si vede come un paese povero e malandato, privo di autonomia e di libertà, possa fare la parte dell’aquila. Servirebbe una grande ribellione generale capace di mandare a casa letteralmente governo, opposizione e tutta la stampa corrotta e imbavagliata. Ma questo non sta affatto avvenendo.

ITALIANI MASCHERATEVI

“Italiani divertitevi” disse un giorno non lontano il Dalai Lama intervistato dalle maggiori reti nazionali. Oggi direbbe: “Italiani, mascheratevi”. Il nerbo, lo spirito battagliero e la spinta innovativa di una nazione si misura proprio nei momenti di difficoltà e di emergenza. Ma quello che sta succedendo in Italia è un fatto gravissimo. L’Italia, paese che ha subito le più grosse devastazioni sul piano fisico, salutistico, morale ed economico, con 3 mesi di autentici arresti domiciliari, si ritrova libera a inizio estate e, anziché sollevarsi e solidarizzare assieme, anziché esplodere con un botto generale contro le vessazioni e gli imbrogli subiti, stappa al massimo qualche bottiglia di prosecco e continua a girare con la mascherina.

ABBIAMO PROBABILMENTE IL GOVERNO CHE CI MERITIAMO

Pertanto c’è ben poco di realistico e di logico nel criticare Conte e il governo per le sue malefatte, e c’è ben poco di che criticare Salvini e Meloni per la loro pseudo-opposizione. Abbiamo il governo che meritiamo e l’opposizione che meritiamo. Governanti ritagliati sartorialmente a misura dei governati. È triste dirlo, ma il Greg ha ragioni da vendere nel suo video sulla festa della Repubblica.

TROPPA GENTE SOFFRE DI MENTALITÀ STATALISTA

Gli oltre 5 milioni di statali in Italia formano un esercito di gente interessata allo status quo piuttosto che alla ribellione. Dopotutto quello che conta è ricevere lo stipendio a fine mese e la pensione sicura alla scadenza. 5 milioni, inclusivi di 3 altre persone in ciascuna famiglia significa 20 milioni, vale a dire un terzo dell’Italia priva di voglia autentica di cambiare. Gli italiani tutto sommato sono contenti di portare la mascherina a vita, contenti di stare a casa, contenti di non andare al lavoro, contenti di sottoporsi al vaccino e ai trattamenti sanitari obbligatori che verranno, contenti di barattare la propria libertà per un piatto di lenticchie sicure. Prevale da noi una mentalità statalista. Tutto questo vale per l’80-85% delle persone. E quindi siamo un paese senza speranza, un paese spacciato.

IL VIRUS CLINICAMENTE NON ESISTE PIÙ, QUALE SFIGA!

Siamo arrivati a una situazione paradossale. Si continua a parlare di vaccino quando il Corona Virus non c’è più. E la cosa sta facendo disperare i monatti, desiderosi che il virus rimanga e non se ne vada mai più. Un mese fa gli epidemiologi temevano una nuova ondata virale verso la fine di maggio e sollecitavano persino la preparazione di nuovi posti di terapia intensiva da allestire negli ospedali. “In realtà, il virus da un punto di vista clinico non esiste più”, dice il dr Zangrillo.

Questo viene confermato dal prof Clementi, direttore dell’Istituto di Virologia dell’Ospedale San Raffaele, e lo dice pure il prof Silvestri dell’università di Atlanta. I tamponi eseguiti negli ultimi giorni hanno una carica virale estremamente ridotta rispetto a quelli eseguiti uno e due mesi fa. Come mai si continua a fare terrorismo? Nessuno che sporga denuncia per PROCURATO ALLARME, un reato penale gravissimo?

FURORE VACCINATORIO NELLO STATO PIÙ LAZZARETTO DEL PIANETA

Come afferma l’avvocato Marco della Luna, l’Italia è un caso clinico. È un paese percorso da una specie di furore vaccinatorio, si sta invocando il vaccino come si trattasse del Messia. Se gli italiani amassero Gesù quanto amano il vaccino, saremmo tutti in chiesa a pregare. Il regime sanitario parla già di ritorno del vaccino in autunno. Ci riproverà usando un virus ancora più potente. Occorre davvero bloccare questi criminali prima che producano danni ulteriori. Occorre metterli in condizione di non nuocere. Ogni giorno che passa la situazione diventa più pericolosa per tutti.

ITALIANI SQUADRA MATERASSO PIÙ CHE POPOLO RIBELLE

Ma l’Italia è un paese servo e scalcinato. Pare che la lezione di Bergamo e Brescia non sia servita a niente. Proprio in quelle due zone si è prodotta come ben sappiamo una grave interferenza vaccinale, eppure non si vuole capire. Italia odierna paese senza dignità, ma anche senza liquidità. Possiamo solo attendere a breve forti ondate di licenziamenti con chiusure a catena di attività commerciali. Paese alla disperazione. Paese con incremento delinquenza. Ci saranno nuove pesanti tassazioni e un saccheggio statale ai danni dei risparmi delle famiglie. Per la stampa e la televisione nulla di rilevante da dire. Nessuna ribellione. Mai gli italiani sono insorti e mai si ribelleranno. Accettano tutto. Fa parte della loro indole politica passiva e assenteista. Se i media facessero il loro dovere e raccontassero un decimo della realtà, il governo cadrebbe domattina!

HONG KONG E ITALIA SULLO STESSO PIANO

Per certi aspetti la situazione disastrata e priva di sbocchi che riguarda Hong Kong, si ritrova pure in Italia. Due paesi privi di direzione politica e di autentica autonomia. Due paesi dove la chiusura di attività commerciali è all’ordine del giorno. Due paesi dove sempre più persone perdono il lavoro, con gravissime conseguenze sul piano morale e su quello della semplice sopravvivenza. Due paesi in balia particolare delle due maggiori superpotenze. Polli allo spiedo, altro che aquile.

MENTRE IL POPOLO DI HONG KONG NON HA TUTELA COSTITUZIONALE NOI CE L’ABBIAMO

Il popolo di Hong Kong ha almeno l’alibi di non possedere una vera e propria costituzione. Noi italiani non abbiamo scuse. Possediamo una tra le migliori Carte Costituzionali del mondo, con ampie tutele per la nostra libertà, la nostra salute, la nostra dignità, e ne facciamo carta straccia, non essendo più capaci di lottare a difesa dei nostri stessi diritti. E pertanto siamo un paese senza speranza, un paese spacciato che conta quanto il due di spade sul piano internazionale. Questo almeno fino a prova contraria.

SOLO LA RIMOZIONE DEI PRIVILEGI SMUOVE LA COSCIENZA DELLA GENTE

Per smuovere davvero l’Italia servirebbe far tremare l’apparato “stato-dipendenti pubblici”. Troppa gente in Italia è impiegata in un lavoro che non ama e che pertanto svolge senza passione e senza dedizione, allo scopo principale di ottenere lo stipendio a fine mese. Quando uno vive con questo tipo di mentalità e in questa situazione di mediocre privilegio, si sente sicuro e appagato, non puoi pretendere che di punto in bianco diventi vivace, reattivo e pronto a rimettersi in discussione per un salto nel buio.

VIVA LE MASCHERINE E VIVA IL VACCINO

Esiste una evidente forma di discriminazione tra i tanti che hanno un impiego statale sicuro e sempre al riparo dalla crisi e i pochi che devono inventarsi una attività e un reddito con tutte le persecuzioni, le imposizioni, le tasse e i rischi di fallimento annessi e connessi. Tiri via le sicurezze e i privilegi intoccabili, riduci pesantemente stipendio e pensioni agli statali, e vedrai quanta rincorsa generale a fare dei falò con i tamponi, i guanti, i vaccini, le mascherine e tutto il resto!

SE LA MASSA FRENA CI SONO DEI MOTIVI

La mentalità statalista nasce evidentemente dagli interessi che ci stanno sotto. Niente di irregolare o di mostruoso o di imbarazzante. Un semplice contratto di lavoro sicuro tra stato e cittadini, ma sufficiente a determinare il carattere politico frenante della massa. Si timbra il cartellino o lo si fa timbrare da un collega, e il problema è risolto. Questo è il motivo banale e mediocre per cui l’Italia è oggi un paese di gretti conservatori di basso rango, interessati a mantenere intatto e indiscusso il proprio orticello, quello che permette il tran-tran quotidiano, il caffè al bar, la partita alla domenica, la 13° a fine anno, la vacanza estiva.

POSTO SICURO E CONTRAPPOSIZIONE FRA POVERI

Il mito del posto statale sicuro non è mai andato in crisi. Prima ti metti con le spalle al sicuro e poi si vedrà. C’è di mezzo la mascherina? le distanze? le barriere di vetro o di plastica? i controlli? E chi se ne frega. Basta che la minimale cuccagna non si interrompa. Basta che il giorno 27 arrivi regolarmente la busta paga. Gli altri? Gli altri si arrangino. Giovani disoccupati? E se ne vadano pure in terre lontane a cercar fortuna. Almeno fino a quando ci sono soldi in cassa. Ci penserà l’agenzia delle entrate a grattare le ultime risorse dal fondo. Una vera e propria contrapposizione tra poveri nel paese potenzialmente più ricco del pianeta.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER

Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. I colloqui hanno solo scopo informativo, non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

Scritto da Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro, classe 1943, è ricercatore indipendente, divulgatore e filosofo della salute, orgogliosamente NON-medico. Da sempre ha fatto della dieta vegeto-crudista tendenziale, dell’amore per gli animali e la natura un modo di essere e uno stile di vita, in tutta autonomia e libertà. Valdo ha tenuto centinaia di conferenze in giro per l’Italia e nel mondo trattando vari temi tra cui salute, etica, attualità e altro ancora. Al momento, oltre all’attività sul blog, è direttore scientifico e docente della HSU – Health Science University, la prima scuola di Igienismo Naturale Italiana.

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