LA CONTA DEI CD4 E LE ALTRE IDIOZIE SULL’IMMUNODEFICIENZA AIDS

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LETTERA    1

COMMENTO SULL’HIV

Buongiorno, sono Loredana. Ho letto un suo commento riguardo l’HIV. Vorrei sapere innanzitutto se è stato Lei a scriverlo e, se possibile, vorrei porle un’altra domanda. Grazie!
Loredana

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RISPOSTA   1

CI SONO DECINE DI TESINE SULL’AIDS E SULL’HIV

Ciao Loredana, come faccio a sapere di un mio commento se non lo espliciti nemmeno? Non sono qui a rispondere a domande singole e sparse. Il mio tempo costa purtroppo caro. Sul blog ci sono tesine complete ed elaborate sulla immunocompetenza, sull’Hiv e sull’Aids, oltre che sui virus e sulle epidemie in genere. Basta cercare, digitando tali parole come motori di ricerca.

Valdo Vaccaro

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LETTERA    2

COME MAI INTERROMPENDO LA TERAPIA ANTI-RETROVIRALE LA CARICA VIRALE SI ALZA E LA CONTA CD4 SI ABBASSA?

Mi fa piacere che abbia risposto. Non voglio farle perdere tempo. La mia domanda è la seguente. Se il virus HIV non esiste, e mi sto convincendo sempre di più che esso non esista affatto, perché interrompendo la terapia anti-retrovirale, la carica virale si alza e il CD4 si abbassa? Non sono italiana e non domino bene la grammatica, quindi le chiedo scusa per gli eventuali errori. Buona giornata!
Loredana

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RISPOSTA     2

NON TROVO NULLA DI STRANO IN QUESTI SPOSTAMENTI

Ciao Loredana. La carica virale dipende dal fatto che i detriti cellulari, cioè le cellule morte e caratterizzate continuano a morire fisiologicamente a miliardi e manca la forza immunitaria per espellerle, mentre altre folate di cellule morte o di virus endogeni continuano ovviamente ad arrivare dal sistema cellulare in normalissimo e fisiologico ricambio. Il problema sta nella debolezza del corpo immunodepresso che non possiede l’indispensabile forza per espellere prontamente la carica virale, la polvere disgregata del corpo stesso.

CONTINUA VARIAZIONE DELLE CELLULE CD4

Per CD4 si intendono le T-helper cells, proteine trans-membrana presente nei linfociti T appartenenti al sistema immunitario. Il valore delle CD4 è altamente variabile. L’ora del giorno, la fatica, lo stress possono condizionare e falsare i test. Gli stati infiammatori hanno un notevole impatto sulle prove. Quando il corpo sta lottando contro una qualsiasi infezione il numero dei globuli  bianchi ossia dei linfociti cresce. Le vaccinazioni causano gli stessi effetti.

ESISTE GENTE IN PIENA FORMA CON LE CD4 BASSE

Un altro, dall’aspetto chiaramente salutare, alza la mano e annuncia in maniera provocatoria: “Mi resta solo una cellula T. Ma questa orfanella è veramente in gamba!”. Nella stanza scoppiano le risate. Una specie di sollievo di fronte al non-senso della medicina monatta-pestilenziale. Una stanza piena di gente normale che cerca di confrontarsi con un misterioso gergo immunologico. “Si terrorizza la gente, con questi conteggi delle cellule T”, commenta Michael Ellner, uno studioso dell’AIDS di New York.

RUOLO CENTRALE DELLE CELLULE T4 NELLA SCHEMATIZZAZIONE DELL’AIDS

Da quando l’AIDS fu riconosciuta per la prima volta come una sindrome nel 1981, la conta dei linfociti CD4 o usualmente chiamati cellule T4, misurate in cellule per millimetro cubo, ha giocato un ruolo centrale nell’AIDS, non solo nello schematizzare la progressione della malattia, ma anche nel determinare tutto, a partire dalla ricerca sui farmaci per il trattamento, fino alla stessa definizione di AIDS, chi ce l’ha e chi no. A questo punto seguì l’osservazione, fatta nei primi anni dell’epidemia, per la quale le persone con AIDS sembravano ammalarsi di più nella misura in cui le proprie cellule T4 diminuivano.

OGGI IL NESSO TRA CD4 E AIDS VIENE MESSO IN DISCUSSIONE PERSINO DAI RICERCATORI MONATTI

Con un HIV tanto misterioso, mutante e sfuggente, la cellula CD4, solida e quantificabile, passò ad essere al suo posto un punto di riferimento alternativo. La si può vedere, osservare, misurare, e la speranza era che i farmaci ad alta tecnologia avrebbero potuto reimpiantarla e curare la malattia. Tuttavia, ora i ricercatori stanno cominciando a mettere in discussione il nesso assoluto tra CD4 e l’AIDS. Anche la maggioranza degli esperti immunologi confessano che si trovano disorientati sul ruolo esatto che le cellule CD4 avrebbero sul sistema immunitario.

I DATI NUMERICI DI CONTORNO

La ricerca ha evidenziato che alcune persone sono rimaste in buona salute per anni con un numero di linfociti molto basso. Come pure vi sono persone che, nonostante siano negative all’HIV, hanno mostrato una conta di cellule T sufficientemente basse per essere definite malate di AIDS. Il colmo arrivò dalla conferenza internazionale sull’AIDS a Berlino nel 1994, dove si rivelarono i risultati dello studio Concorde. Lo studio, che trattava dell’uso a lungo termine dell’AZT su persone HIV-positive ma asintomatiche, concluse che, anche se l’AZT era capace di aumentare il livello delle cellule T, coloro con più cellule T non stavano certo meglio.

COL CD4 SOTTO I 200 SI È CLASSIFICATI COME AIDS

Verso la fine della conferenza, dopo che per quasi dieci anni la conta dei CD4 ha rappresentato l’unico valido elemento di valutazione dello stato immunologico, questo metodo fu scartato con la promessa di rimpiazzarlo con un’analisi nuova e migliore. Paradossalmente, il CDC (Center of Desease Control) revisionò la propria definizione di AIDS verso il gennaio del 1993, includendo la conta dei CD4. In accordo con la vecchia definizione, una persona non aveva l’AIDS fino alla sua prima malattia opportunistica. Ma, in base alla nuova definizione, chiunque HIV-positivo con un numero di CD4 inferiori a 200 ha l’AIDS, indipendentemente dai sintomi. Sotto pressione su perché il numero fosse precisamente 200, il portavoce del CDC Tom Skinner, disse che rifletteva il consenso di varie associazioni mediche.

TUTTA LA QUESTIONE AIDS È CAOS E CONFUSIONE PERSINO PER CHI L’HA INVENTATA

Il servizio di salute pubblica degli USA, ancora oggi raccomanda che il numero dei CD4 sia osservato ogni 3-6 mesi in tutte le persone HIV positive, e molti medici ancora pensano che sia buon indicatore del declino della salute, oltre che offrire parametri per le opzioni di trattamento. Nonostante questo molte persone HIV positive stanno cominciando a fregarsene dell’esame dei CD4 come indicatore cruciale. “Personalmente, non lo farò mai più!”, dice una donna HIV-positiva! “Non permetterò mai più che un numero mi minacci di morte”. “Ti bombardano! Cellule basse? Devi morire!”, si lamenta un uomo con un grido di disperazione. Anche se raramente lo si ammette, nella discussione si evidenza una reale confusione su tutta la ricerca sull’AIDS.

LA CONTA DELLA CARICA VIRALE NON HA ALCUN SIGNIFICATO

Che significato reale ha la conta dei T4? Che cosa li fa salire e scendere? Perché le persone non si sentono né meglio né peggio, nonostante il continuo variare delle cellule T, se ciò è un buon indicatore dell’evolversi della malattia? Uno alza la mano. “Domandai al mio medico: vi è una qualche relazione tra cellule T alte, cellule T basse, malattia e salute? Rispose che veramente non lo sapeva”.

PERCHÉ SCIUPARE TEMPO PREZIOSO A COMMENTARE IDIOZIE E SCEMPIAGGINI?

In conclusione, quando qualcosa non c’è perché non esiste, perché non ha alcun correlato con la realtà, perché si tratta di una menzogna e di una invenzione priva di qualsiasi aggancio col reale, non serve darsi la pena di prendere brani e numeri di tale sproposito. Tutto è falso e tutto è manipolato, dalla definizione, ai test, ai numeri di riferimento. Già il parlarne rappresenta una grande scocciatura e una irreligiosa perdita di tempo.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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