ALLUCINANTE VICENDA AIDS DALLA ROMANIA

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LETTERA

UNA TOCCANTE STORIA DI AIDS DALLA ROMANIA

Grazie Valdo per la risposta! Le voglio raccontare la mia storia. Sono nata e cresciuta in una piccola cittadina a nord-est della Romania, Hârlău, dove rimasi fino all’età di 14 anni. Dovetti finire l’ultimo anno delle medie quando, in estate, mi trasferii a Iași, una città bella e grande. L’anno scolastico iniziò e c’era tanto da studiare. Dovevamo prepararci ad affrontare l’esame statale una volta finite le medie.

VITA PRESSO UNA ODIATA ZIA

Abitavo con mia zia perché mia madre, quell’estate, partì per l’Italia. Era una donna con cui era difficile comunicare. Tutto era incentrato sulla religione e su ciò che Dio vuole e non vuole. Quindi parlare di ragazzi non era ammesso, uscire tantomeno, chiesa obbligatoria, rock no in quanto era peccato ascoltare quel tipo di musica. L’avevo sempre stimata e ammirata prima, ora la odiavo. Cantavo nel coro della Chiesa prima e ora la odiavo. Ero cresciuta libera di uscire e di giocare fino a quando non diventava buio e ora non potevo uscire più con gli amici.

DEBOLEZZA SCOLASTICA

Poco dopo l’inizio della scuola, ero già stanca e stufa, ma sopratutto stanca. C’era troppo da studiare, non reggevo. Mi addormentavo con la testa sui libri, cosa mai successa prima. Tornavo da scuola ed ero esausta. Non ero nemmeno in grado di salire le scale, non ce la facevo. Ero dimagrita e mi era venuto un herpes labiale che non passava da tre mesi. Decise di portarmi da un dermatologo e mi venne diagnosticata una allergia ai pennuti!

SALUTE CAGIONEVOLE E RICOVERO IN UN LURIDO E STRANO PADIGLIONE

Ce li avevo da anni i canarini, la nonna ha la fattoria, ci sono galline, anatre, maiali, mucche, cavalli. Dove andavo ogni estate? Passai per un’insolente e li dovetti dare via. Ma non mi sentii meglio. Stavo sempre peggio e fui ricoverata. Tre giorni in un padiglione lurido, poi mi portarono nel padiglione per bambini. In effetti, c’erano tanti bambini-ragazzini più o meno della mia stessa età, pareti colorate, aula TV. Ma io volevo dormire, riposarmi, non svegliarmi per almeno una settimana. Il medico mi toccava solo coi guanti, come se avessi chissà cosa. Mi portò la medicina che mi avrebbe fatto stare meglio. Invece mi fece vomitare l’anima per giorni.

MEDICINE DA PRENDERE VITA NATURAL DURANTE

Passò vicino al mio letto un ragazzino che mi disse: “Dovrai prenderle per tutta la vita queste medicine!” Sua madre lo richiamò subito: “Stai zitto, magari lei non è come noi”. Mai e poi mai prenderò delle medicine per tutta la vita! Non esistono medicine che si devono prendere per tutta la vita! 12 al giorno, e per 4 anni!

IGNORANZA TOTALE SU AIDS E HIV

C’erano tante facce che conoscevo anche solo di vista, provenienti da Hârlău e altri paesini a pochi km di distanza, e tutti della mia età. Ma non tutti dimostravano 13 o 14 anni, bensì 6 o 7. Rimasi sconvolta quando lo scoprii. C’era un’associazione ”Apri gli occhi, apri il cuore” a cui preside era la madre di un ragazzino ricoverato. Anche lui sembrava essere più piccolo rispetto alla sua età. L’Associazione dava supporto morale e materiale alle famiglie di quei bambini, escursioni, spettacoli di teatro e danza, e simili. Feci tante amicizie, ne ebbi il tempo visto che rimasi lì per più di 3 mesi. Ero ancora una bambina in tutti i sensi. Un giorno l’infermiera lasciò la scatola delle medicine con all’interno il foglio illustrativo e, per la prima volta, lessi a cosa servivano. Ma non ci capii nulla. Perché non conoscevo l’AIDS e L’HIV.

FUGA DALL’OSPEDALE

Andai dalla mamma di un’amica là ricoverata per farmelo spiegare. Mi fece un sorriso nervoso e preoccupato, prese il foglio e lo portò in infermeria. Il medico sgridò l’infermiera e la faccenda finì lì. Nessuno mi diede una spiegazione. Scappai dall’ospedale, mia zia mi riportò indietro, ero arrabbiata e tutto mi sembrava ingiusto! Mi portarono dallo psicologo e lui mi spiegò cos’è, cosa significava e cosa dovevo fare.

IL LAVAGGIO DEL CERVELLO

Ora che ci penso, è lì che è iniziato il vero lavaggio del cervello. Ero delusa. Chiedevo a Dio perché, ma lui non rispondeva. Quando fui dimessa, ero magra come un chiodo e l’anno lo avevo ormai perso. Altro tempo passò ed io scappai di casa, da quella zia maligna. Andai da un amico che divenne il mio ragazzo. Era il bullo del quartiere, il più temuto e rispettato. Due mesi sono stata da lui finché i miei decisero di farci tornare in famiglia. Ripresi l’anno, superai l’esame statale, superai l’esame di ammissione al Liceo Artistico e dopo un’altro anno mi trasferii a Brașov da un’altra zia. Un’altro anno ancora e mia mamma mi portò a Milano.

CARICA VIRALE IN AUMENTO E TERAPIE ANTI-RETROVIRALI PIÙ LEGGERE

La sua preoccupazione, ovviamente, era quella di farmi seguire da un medico infettivologo. Mi portò all’HSR. Il medico sospese la terapia per vedere se il mio sistema immunitario fosse capace di tenere sotto controllo il virus, ma non lo era. La carica virale salì drasticamente e il CD4 si abbassò. Ripresi la terapia anti-retrovirale ma con diversi farmaci, fortunatamente solo 3 al giorno e più leggeri. Ho ripreso gli studi qui a Milano.

CARTELLA DI DIMISSIONE OSPEDALIERA

Sono fogli che non ho mai guardato quelli della dimissione, ma ora apro la cartelletta e leggo:
1) AIDS B3, 2) Pneumonia, 3) Epatite cronica, 4) Candidosi orofaringea, 5) Infezione urinaria con Candida Albicans, 6) Insufficienza renale, 7) Anemia carenziale, 8) Test Elisa positivo per 2 volte a distanza di 2 giorni, 8) Si raccomanda di evitare il freddo l’umidità e le correnti d’aria, 9) Si raccomanda alimentazione ipercalorica, 10) Continuare la terapia prescritta.

RITORNO IN ROMANIA

Non ricordo di aver avuto l’epatite e la Pneumonia, tante cose non le ricordo più. Ho avuto diverse ricadute e diversi ricoveri nei primi 2 anni. L’alimentazione ipercalorica mi sembrava una cretinata. Sono tornata 3 anni fa in Romania e ho rivisto una mia amica. Era una bella ragazza 7 anni fa. Ma la trovai completamente cambiata. Il corpo deforme per gli effetti collaterali delle medicine. Aveva l’immagine tipica di un malato di AIDS. È morta per un tumore al cervello scoperto troppo tardi e mai curato.

TANTI AMICI MORTI E DIRIGENTI CON NESSUNA VOGLIA DI APPROFONDIRE

Tanti amici sono morti. E c’era sempre la stessa scusa: “Non prendeva le medicine!” Addirittura, una mamma raccontava di aver perso sua figlia per questo motivo e trovò sacchetti di medicine nascoste sotto il letto. È mai possibile tutto questo? La preside dell’associazione che non era un’ignorante in materia, con un figlio sieropositivo, sicuramente avrà sentito voci che l’HIV è una burla. Non era nel suo interesse approfondire?

TREDICI ANNI DI FARMACI ASSURDI E PESANTI, CONDITI DA VERGOGNOSE MENZOGNE

Queste medicine costano un botto. Perché mai le ASL continuano a comprarle? Perché non sollevano dubbi? Due mesi fa mi sono imbattuta per caso in un articolo che mette in discussione l’esistenza del virus HIV e sono rimasta molto turbata. È come se avessi subito il torto per la seconda volta. Come se fossi strattonata e qualcuno mi gridasse: Svegliati! 13 anni di farmaci pesanti ingeriti! Il mio medico non lo sa? Come fa a guardarmi ancora in faccia? Mi hanno mentito vergognosamente per tutto questo tempo! Certe volte mi dico che è tutto assurdo! Poi apro l’articolo e mi convinco ancora.

GUAI TOCCARE L’ARGOMENTO AIDS

Ho provato a parlare con alcuni amici con cui sono ancora in contatto, ma sono spariti. Mi hanno presa per pazza, per una squilibrata. Non si sono più fatti sentire. Con i miei non ho mai affrontato l’argomento AIDS, mai! Mio padre si è sempre limitato a chiedermi come sto, mia madre e mia sorella hanno sempre fatto finta di nulla. Scrivendo questa lettera mi sto rendendo conto che, nel 2002 ho subito un forte stress, e ciò può essere la causa del declino di salute e della successiva positività al test. Ma tutte queste malattie? È mai possibile? Non ho mai avuto il modo di leggere l’esito degli esami fatti in Romania. Mai visti!

STO BENE E SONO MAMMA DI DUE BELLISSIME BAMBINE, MA LA PAURA NON È AFFATTO SVANITA

Da quando sono qui in Italia, non ho più avuto problemi di salute e la carica virale è negativa da anni. Ma ciò che ho passato non voglio riviverlo ancora. Il lavaggio del cervello ha funzionato, al punto che continuo ad avere paura. Spesso mi dico che credere all’AIDS è come credere in Dio. Ci credi perché così ti è stato inculcato fin da piccolo. Ho 27 anni e sono mamma di due bellissime bimbe. Spero di non averle fatto perdere troppo tempo. Un saluto.
Loredana

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RISPOSTA

UNA VICENDA ESTREMAMENTE TOCCANTE E SIGNIFICATIVA

Ciao Loredana. Molto sofferta ed educativa l’intera tua vicenda. Qualcosa che dovrà davvero far riflettere. Tutte le storie di AIDS e HIV contengono probabilmente aspetti paradossali, drammatici e da brivido. Il caso tuo personale lo conferma in pieno e fa capire l’arroganza e la violenza che si nascondono dietro queste situazioni che gridano vendetta.

VIOLENZA E INGANNO SONO ALL’ORDINE DEL GIORNO

Tu continui a meravigliarti e a porti delle domande. Come mai questo e come mai quello? Come fa il medico a guardarmi negli occhi? Come fanno le istituzioni a imbrogliare disinvoltamente e a mantenere il mondo intero nella più nera ignoranza? La risposta è molto semplice. Viviamo in un mondo infame e schizofrenico, dove predomina la parte più marcia e rivoltante dell’umanità., dove c’è della gente che mercifica e si arricchisce sulle disgrazie altrui, dove si inventano malattie inesistenti, pur di creare nuove opportunità speculatorie. Viviamo in un mondo di disonesti, di farabutti e di vigliacchi.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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