L’ALTRA METÀ DEL CIELO

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Un abissale divario di opinione tra scienziati e gente comune

Se si facesse una statistica mondiale tra la gente comune, tra i normali consumatori che si approvvigionano presso negozi e supermercati, ponendo loro il quesito su quali sono gli alimenti più utili e indispensabili a disposizione dell’uomo, otterremmo una risposta decisa e univoca: il latte e la carne.
Se invece ponessimo lo stesso tipo di domanda a una categoria diversa di persone selezionate nel settore della scienza libera e indipendente, le risposte sarebbero di tono diametralmente opposto.
Latte e carne verrebbero addirittura escluse dalla gamma dei cibi adatti all’essere umano.
Per la scienza non esistono dubbi e incertezze, e la stroncatura di latte e carne sono un fatto incontrovertibile.
Come mai tale abissale strappo di opinione?
Ha ragione la gente comune o hanno ragione gli studiosi seri?
Questa profonda e insanabile divergenza sta a significare che la infernale macchina pubblicitaria ordita da allevatori, caseari, macellai, e sostenuta invariabilmente da ministeri dell’agricoltura e governi e istituzioni dei vari paesi, ha funzionato in modo davvero efficace.
Il martellamento continuo e assillante ha creato nella gente una convinzione inattaccabile e dura a morire, e cioè che latte e carne contengono sostanze preziose e che dunque sono cibi irrinunciabili, utili e salubri, fondamentali per la sopravvivenza in salute dell’essere umano.
Niente di più falso.
Innumerevoli ricerche scientifiche indipendenti, negli Usa e in Europa, hanno dimostrato come l’unico latte buono per ciascuna razza animale, incluso la razza animale umana, è il latte della propria specie, e sempre entro i rigorosi limiti del periodo di allattamento infantile che precede lo svezzamento.
Il latte di mucca è pertanto ottimo alimento, ma soltanto per il vitellino lattante, e per nessuno altro al mondo.
Il latte materno umano è l’unica sostanza possibile per il bambino in fasce.
Il latte di donna ha anche una fondamentale importanza indicativa, che è quella di determinare con rigorosa esattezza quale dovrà poi essere il cibo vero e autentico del bambino dopo lo svezzamento e vita natural durante.
La percentuale proteica del latte materno è infatti molto bassa, e non supera la barriera del 5 percento, mentre quella di tutti gli altri animali è assai superiore, e può addirittura moltiplicarsi per 6 nel latte dei cani e dei lupi, per 8 nel caso dei felini, per 10 nel caso dei topi, tutte creature del resto costruite in modo totalmente diverso da noi.

Il valore proteico del cibo unico di partenza, cioè del latte di mamma, è una spia preziosa, un indicatore scientifico naturale di quale dovrà essere il contenuto proteico del cibo successivo, ovvero del cibo dell’adolescente, dell’adulto e dell’anziano.
L’unica categoria di cibi che risponde pienamente alle caratteristiche proteiche del latte umano è quella della frutta e delle verdure nel loro stato naturale.
Questo fatto, da solo, taglia la testa al toro, rende frivole, banali, superflue e superate tutte le controversie.
L’uomo è dunque un frugivoro, cioè un mangiatore di frutta e di verdura, con integrazioni di noci, semi, legumi, radici e germogli.
Del resto tale inoppugnabile prova non è casuale e isolata. Al contrario, ogni apparato, ogni organo, ogni liquido, ogni struttura biochimica e ogni dettaglio fisiologico dell’uomo conferma in modo coerente tale realtà.

Un motore fruttariano può funzionare bene soltanto alimentandolo col suo carburante naturale

Chiaro che, stabilita la natura dell’uomo, derivano da ciò inevitabili conseguenze logiche. A un corpo fruttariano, che esige proteine inferiori al 5 percento, non andrai a dargli carne e latte con livelli proteici che si innalzano paurosamente, causando grossi problemi di acidificazione, di ossidazione (radicali liberi), di putrefazione proteica, di fermentazione glucidica. Gli darai invece tutta la frutta possibile, come giustamente sollecitato dagli esperimenti di Cambridge del 2000, intesi a proteggere la salute umana da cancro e cardiopatie mediante un ritmo di almeno 5 pasti al giorno di sola frutta.
Stando il fatto che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale, vuoi per ignoranza e disinformazione, vuoi per pigrizia e negligenza, non si è ancora resa conto di queste verità, i comportamenti nutritivi della massa continuano a muoversi su percorsi e rotte totalmente fuori dagli schemi previsti dalla natura, con conseguenze tragiche per la salute umana, per gli animali vittime assurde di tali equivoci, e per l’ambiente stesso sottoposto a pressioni e a degradi non più sostenibili.
La diffusione generalizzata e in forte aumento di malattie gravi derivanti il più delle volte dagli insulti alimentari sistematici che gli umani portano al loro organismo frugivoro, è sotto gli occhi di tutti.
Da naturopata, non mi preoccupo affatto quando dei clienti si vengono a lamentare che il latte e la carne gli provocano questo o quello.
Significa in questo caso che i loro corpi sono tuttora abbastanza sani e reattivi all’insulto biochimico portato al loro corpo dal micidiale binomio carne-latte. Non si tratta dunque di persone imperfette, malandate o allergiche, ma di persone quasi integre, e non ancora rovinate, assuefatte e dopate dalla droga carne e dalla droga latte, che fungono da veleni e droghe all’interno del nostro organismo.
C’è invece di essere particolarmente preoccupati quando si è di fronte a soggetti che ingurgiano latte e consumano latticini a ruota libera, che si cibano di uova e di carne, e che ciononostante non rivelano reazioni avverse, ed in più vivono nella convinzione di essere nel giusto pur con una dieta anti-uomo di tale portata.
Ci troviamo di fronte ad autentici drogati. Simili a degli alcolizzati incalliti, capaci di bere vino a caraffe come fosse acqua, senza nemmeno ubriacarsi.

Il martellamento che continua inesorabile sotto i cieli del mondo. Un esempio da Manila.

Eppure i media di ogni parte del mondo continuano imperterriti a martellare la gente, a creare disinformazione, a prolungare all’infinito questo rapporto insano che l’umanità ha col latte di mucca e con i cibi intrisi si sangue.

Sul principale quotidiano filippino Manila Bullettin del 10 luglio 08, c’è un articolo di Yugel Losorata dal titolo Calcium in women and lactose intolerance, che è illuminante in proposito.
In una recente tesi sul Calcio nell’età riproduttiva, nell’ambito della 24° Convenzione Annuale della Società Medica, tenutasi di recente a Quezon City, lo speaker ufficiale dr Benjamin Cuenca ha sollecitato il pubblico a rifornirsi di adeguati quantitativi di calcio sin dai primi anni.
Calcio che è indispensabile come tampone basico contro l’acidificazione. Acidificazione portata beninteso dalle carni e dagli stessi latticini. Ma questa cosa il Cuenca non l’ha detta e forse nemmeno la conosce.
Si è limitato ad avvertire che i supplementi vitaminico-minerali che la gente (non tutta per fortuna) prende, sono calcio-insufficienti e creano ulteriori carenze, per cui occorre un approccio più serio al calcio.
Il latte e i latticini sono, per l’oratore filippino, ottime fonti di calcio, in grado di fare fronte al fabbisogno giornaliero di 1-1,5 grammi.
In qualità di presidente del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia del Metropolitan Medical Center, il dr Cuenca ha aggiunto che esistono motivi logici e storici per cui il popolo di questo paese rivela carenze di calcio e osteoporosi nelle ossa.
Noi Filippini siamo stati allevati come non bevitori di latte.
Non siamo mai stati incoraggiati a farlo.
Nessuna meraviglia se oggi abbiamo così tanta gente intollerante al lattosio.
Quando eravamo piccoli e ci mettevamo a bere del latte, venivamo derisi dagli adulti.
Come, sei già un ragazzo grande e grosso e stai tuttora a succhiare alle tette di qualcuna?. Si trattava di battute scherzose, ma alla fine esse finirono per allontanarci dal latte.
Ci chiediamo cosa dovrebbero mai dire gli adulti americani, inglesi, olandesi, che nessuno ha mai scoraggiato a bere latte a volontà nella loro giovinezza, e che si ritrovano privi di intolleranza al latte ma in condizioni assai più gravi e generalizzate di osteoporosi.
E ci chiediamo pure chi ci sia dietro a queste posizioni del Cuenca, quando nel suo paese esiste per 12 mesi all’anno una incredibile gamma di frutti tropicali e di verdure ridondanti di ottimo calcio organico e assimilabile che rende ancora più fuori-luogo e fuori-tempo la sua personale campagna in favore del calcio da latticini.
Manco farlo apposta, sulla stessa pagina, e all’insegna delle bugie-che-viaggiano-in-coppia, c’è un altro articolo della dr Joan Sumpio, dal titolo Prenditi un pasto di protezione cardiaca ogni giorno, corredato da una foto dell’autrice.
Essendo la malattia cardiovascolare la causa numero uno di morte nel mondo, dovremmo essere vigili e prudenti ogni giorno della nostra vita, e stare bene attenti a cosa mangiamo, esordisce la Joan.
Occorre includere nella nostra dieta quotidiana fibre, grassi monoinsaturi, Omega-3 e niacina (vitamina PP antipellagra). Cibi ricchi di proteine come pollame, pesce, e prodotti alla soia dovrebbero essere il più possibile prescelti e preferiti alle carni di suino e di bovino. In una ricerca norvegese, i soggetti alimentati a salmone (per un contributo giornaliero di 1,2 grammi di acidi grassi Omega-3) hanno dimostrato un aumento del 129 percento in termini di EPA (acido eicosapentaenoico), mentre chi riceveva supplementi di olio di pesce rivelava un aumento del solo 106 percento.
Avanti col pesce dunque, il quale oltre all’Omega-3 ci dà un ottimo supporto di niacina. Ridurre pertanto la carne bovina a sole tre volte la settimana, poiché essa contiene grassi saturi.
Chiaro, cara dr Sumpio, che se i Filippini seguono davvero le tue indicazioni, c’è ben poco da sperare per il futuro di questo popolo.

Per fortuna che gli artisti e gli atleti di questo paese, dotati di largo seguito, non leggono le tue sciocchezze e seguono invece le raccomandazioni del celebre dr Tan, dei tanti gruppi Yoga di Manila e dintorni, della Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) diretta dalla brava dr Rochelle R. Regodon, che insegnano il modo vero di alimentarsi perfettamente rispettando nel contempo la vita degli animali oggi torturati e vilipesi in modo barbaro in ogni parte del pianeta Terra.

Gli effetti avvelenanti-acidificanti e calcio-distruttivi delle proteine animali

Gli effetti avvelenanti, acidificanti, uricemizzanti e calcio-distruttivi della carne e del latte, tradotti biochimicamente in moltiplicazione abnorme di leucociti nel sangue, in aumenti di battito cardiaco e di temperatura corporea ed in invecchiamento precoce, sono arcinoti fin dagli anni 30 grazie agli esperimenti del dr Kautchakoff.
Cancerologi di fama mondiale, incluso il nostro ex-ministro della Sanità e presidente della Lega Europea contro il Cancro prof Umberto Veronesi, hanno scritto in lungo e in largo sulla pericolosità di tutte le carni indistintamente, sulla assurdità di caricare i nostri piatti di proteine animali di ogni genere, mentre lasciamo fuori dalla nostra dieta le cose basilari di cui abbiamo grande ed estremo bisogno, ovvero pasti di svariate verdure e frutti dai mille sapori e colori che la natura ha predisposto per noi, carichi di vitalie o food-enzyme che permettono una auto-digestione dei cibi e un apporto netto dei medesimi a costo digestivo zero, cibi carichi di vitamine vere e assimilabili, di minerali organici (cioè organicati, ovvero allestiti laboriosamente dalle piante sottoposte a luce solare a alla fusione o fotosintesi clorofilliana), e non dunque inorganici, duri e inassimilabili, come si trovano nelle acque minerali o nei cibi innaturali o cotti, o negli integratori.

I meno noti ma non meno insidiosi effetti ossidanti delle proteine animali

Gli effetti libero-radicalizzanti e ossidanti delle carni e dei latticini, per quanto pericolosissimi e ultra-dannosi, sono poco noti al grande pubblico, per il fatto che lo stesso stress ossidativo da radicali liberi è un fenomeno alquanto complesso e quasi cervellotico, che avviene a livello atomico e cellulare, e dunque non così facilmente osservabile e spiegabile, se non ricorrendo a concetti sofisticati della biologia molecolare, tipo elettroni spaiati dell’orbita esterna, o tipo instabilità chimica dei composti contenenti ossigeno, o tipo mitocondri che stanno all’interno di ogni cellula e fanno da fornace e da produttori di energia per la cellula e per il corpo intero, o tipo scintille ossidative che si scatenano nel corpo ad ogni formazione di un nuovo elettrone spaiato che sfugge all’orbita esterna dei microcomponenti del cibo che ingeriamo e che va a costituire una nuova entità destabilizzante-infiammatoria-ammalante denominata radicale libero.
Ebbene, tutti i ricercatori attenti a questi fenomeni ossidativi, convengono sul fatto che esistono sostanze ossidanti e radical-causanti (quindi nemiche giurate della nostra salute) e sostanze antiossidanti e amiche, capaci di fare da antitesi, di bloccare, o di assorbire i radicali liberi, facilitando la formazione di nuovi composti stabili e utili al mantenimento del nostro equilibrio in salute.
Mentre carni di tutti i tipi, latticini e formaggi e uova sono in cima all’elenco dei cibi ossidanti, sballanti, infiammatori e destabilizzanti, la frutta e la verdura, le radici, le spezie naturali (rosmarino, salvia, timo, origano, peperoncino), le bucce colorate e tutti i semi, vengono elencati tra gli antiossidanti primari messi a generosa nostra disposizione da madre natura.

L’uomo che conduce una vita autorizzata e legale da drogato

Il creatore, per nostra fortuna, ci ha pure dotati di un sistema immunitario e di un sistema antiossidante interni al nostro organismo, dotati delle risorse biochimiche necessarie per contrastare lo stress ossidativo (come il superoxide dismutase, il calatase, il glutatione perixodase).
Ma egli, pur previdente come è, non aveva immaginato che la disobbedienza e la trasgressività umane potessero arrivare agli estremi odierni, dove i macroscopici errori nutrizionali e comportamentali umani sono tanti e tali da non costituire più la casualità e l’emergenza, ma piuttosto la norma e la regola, la cattiva e inveterata abitudine.
L’uomo odierno conduce una autentica vita autorizzata e legale da drogato, questa è la realtà nuda e cruda.
E non ci riferiamo a chi fuma o tracanna, a chi si carica di caffé e di tè e di bevande caffeinate alla cola, a pasticche stimolanti di vitamine sintetiche e integratori minerali, a chi si fa degli spinelli e iniezioni varie, a chi sniffa fumi strani e vernici, ma alla gente normalissima che ci circonda da vicino, che droga se stessa e i propri figli coi cibi sbagliati che adotta tutti i giorni dalla mattina alla sera, coi cibi raccomandati da fior di uffici sanitari e pediatrici, coi cibi esaltati e osannati dalle perverse pubblicità televisive o presentati in modi accattivanti in apposite rubriche culinarie da chef poco-di-buono arrivati freschi da qualche macello, coi cibi raccomandati da autorità arpionate subdolamente dal giogo e dall’asservimento industriale-politico (come nei casi appena citati sulla stampa filippina).
In America si chiamano Atkins, Sears, D’Adamo e Agatson, in Italia si chiamano Calabrese, in Filippine si chiamano Cuenca e Sumpio, ma la musica è sempre la stessa.
Sembra che la sola gente avente accesso ai media, ai giornali, alle reti televisive, ai libri e alle riviste, alla cultura di massa, sia invariabilmente la stessa, appartenga sempre e solo alla medesima categoria.
Sembra che la sola verità possibile al mondo si quella predicata e diffusa da questi professionisti della ipocrisia.
Alla fine, le vittime predestinate, i consumatori, la gente comune impegnata tempo pieno a guadagnarsi il pane per sopravvivere, non ha altra scelta che credere a quelle bugie e a quelle falsità.
Mentre la verità autentica, quella che ognuno avverte e sospetta, e che ti sfugge continuamente di mano per un niente, quella di cui ognuno ha urgente bisogno per migliorare e fare un salto di qualità, rimane accantonata, nascosta, insabbiata ad arte da chi ha grosso interesse a farlo.
È l’esperanto delle proteine che motiva e accompagna questi distributori di zizzania e di diseducazione, ed è la spinta e la sbornia del successo mediatico ed economico che li ripaga tacitandogli ogni conflitto di ordine interiore.
Il Creatore, per qualche momento di disattenzione e debolezza, ha previsto solo un sistema interno antiossidante a misura di persona normale che a volte sbaglia, di persona dotata comunque di cervello e di logica, di amore e cura per se stessa e per gli altri, di persona capace di osservarsi, di capirsi, di valutarsi.
Non ha invece previsto un sistema immunitario a misura di un drogato deficiente, di uno che anziché usare il cervello in modo attivo e indipendente, si accontenta delle opinioni prevalenti prefabbricate ad arte a uso e consumo degli sciocchi, di uno convinto che la verità stia sempre e comunque nella maggioranza e nel gregge, oppure nei messaggi della autorità sanitaria di turno.

Non si conquistano i mercati senza prima manipolare la psiche femminile

Ed ecco dunque la necessità assoluta di impostare la propria vita, i propri compiti, la propria nutrizione secondo nuove basi e nuovi criteri che tengano in attenta considerazione questo tipo di fenomeni infiammatori e ossidanti che possono squassare letteralmente la nostra esistenza.

Qui non siamo di fronte a opinioni di parte, a ideologie utopistiche, a ipotesi astruse. Parliamo di fatti concreti e verificabili, cioè controllabili da ognuno di noi, facendo ricorso a tutti gli approfondimenti che il caso richiede.
Occorre evitare in concreto il ricorso a cibi di derivazione animale, sia terrestri che marini o lacustri, occorre evitare i cibi cotti-conservati-lavorati-salati-dolcificati, le bevande alcoliche e nervine, quelle edulcorate e gassate. Chiaramente sono sotto divieto tutti i farmaci e gli integratori, a meno che non si tratti di vere emergenze temporanee che in qualche modo e in qualche misura ne giustifichino l’uso.
Ogni ricorso a fumo e a materiali droganti-eccitanti-calmanti di ogni genere deve essere bandito dalla nostra vita.
Purtroppo, il soggetto più bersagliato e danneggiato dalla infame attività diseducativa dei media, è la donna.
Questo perché trattasi del prototipo della persona che ci tiene davvero alla sua linea, alla sua bellezza, alla sua pelle, insomma alla sua salute. E anche perchè sono le donne a fabbricare poi i bambini e a dar loro la prima educazione.
Non si manipolano le opinioni e non si conquistano i mercati senza prima ipnotizzare e influenzare nel profondo la psiche femminile.
Ora sarebbe impietoso ed inverecondo discriminare la donna e accusarla di essere l’anello debole della catena. Esistono donne dotate di cervello e di indipendenza mentale, di personalità più elevata di quella riscontrabile nella controparte maschile.
È un fatto però che, nella generalità dei casi, le donne hanno le loro tante cose da fare, e lo spazio che dedicano allo studio e alla ricerca, è decisamente marginale.
Per cui finiscono per ricorrere ancora più dei maschi ai luoghi comuni, alle mode e alle tendenze. Sono insomma più malleabili e influenzabili, più inquadrabili e controllabili a livello di opinione.

Quando le donne si danno la zappa sui piedi

Esiste una nota trasmissione televisiva americana di avanguardia, diffusa internazionalmente, tutta in mano alle donne, dove delle ginecologhe spiegano per filo e per segno i problemi più intimi e segreti, incluso rischi, malattie, consigli sul da farsi e sul non da farsi, e dove ogni donna viene invitata, in modi convincenti e psicologicamente al limite della brutalità, a sottoporsi almeno una volta all’anno ad esami al seno e alla vagina, sempre in vista dello stare bene nel breve e nel lungo periodo.
Come dire donne eroine, avanzate e ribelli, dedite al salvataggio di altre donne. Una nuova ondata del movimento di liberazione femminile. Un fai da te rivoluzionario dove non si vede un maschio nemmeno usando il telescopio.
Si parla di PAF e di altri test rigorosamente necessari a scagionare pericoli. Si parla in continuazione di malattie trasmesse per contatto. Si demonizzano i rapporti sessuali senza severe protezioni e senza doppio preservativo.
Si dipinge implicitamente il maschio come un nemico e come un apportatore di malattie e un contaminatore del prezioso organo muliebre.
Insomma una vera e propria trasmissione terroristica, dove manca del tutto un dibattito, un dubbio, una moderazione. Dove si parla in continuazione di esami e controesami, di cure farmaceutiche preventive e successive. Dove a farla da padroni sono la diagnostica e i medicinali.
Neanche una parola sui cibi, sul latte, sulla carne, sulle malattie da avvelenamento, sui tumori causati dai latticini, sui guasti causati dai cibi cotti, dalle varie pillole, dai vari integratori, dalle creme e dalle eleganti porcherie griffate che circolano in modo ridondante nel mondo femminile, come rossetti, creme e lozioni di derivazione animale.

Queste megalomani americane fanno davvero pietà e generano commiserazione. Credono di essere all’avanguardia mentre fanno un balzo secolare all’indietro e tornano ai tempi di Pasteur.
Il loro mondo è dipinto a tinte fosche, ed è fatto di malattie infettive e di farmaci, di test e analisi spietate, di odio e risentimento, di sentimenti anti-maschio e anti-sesso.
Se quello è un modo per emanciparsi e far esprimere modi di pensare indipendenti e avanzati, basta poco per far cadere l’intera impalcatura su cui esse si appoggiano.
Tutti quei test, tutti quegli strumenti di analisi, tutti quei farmaci che le indiavolate americane intendono appioppare al loro pubblico femminile, sono nel 90 percento dei casi disegnati e fabbricati da menti e mani maschili, che gli piaccia o non.
E c’è da stare certi che, dietro tali trasmissioni, c’è sempre lo zampino delle solite industrie pronte a tutto pur di entrare nei meccanismi di scelta del mondo femminile.
Non è sottoponendo il proprio corpo a mille controlli e a mille stress che ci si salva dalle malattie e dai disastri, come questa trasmissione diseducativa e disgraziata fa intendere.
Scoprire in anticipo che hai un tumore e farti fare un’operazione estirpante in tempo, è la formula classica del massimo imbroglio ideologico e commerciale che si gioca quotidianamente sulla pelle delle donne.
La verità che i migliori specialisti conoscono, e che si guardano bene dal comunicare al pubblico, è che quando un tumore viene scoperto e rilevato, il guaio è già avvenuto in ogni caso da tempo, e la diagnostica anticipatrice non risolve un bel niente.
Trattandosi poi il più delle volte di tumore benigno e risolvibile senza intervento chirurgico, e non di cancro, esso rappresenta un sintomo di cause di avvelenamento interno prolungato.
La rimozione di un tumore benigno non è il più delle volte necessaria e non risolve alcunché.
Occorre piuttosto valutare le cause a monte e intervenire drasticamente sulle stesse.
Asportare il tumore non asporta ciò che lo ha causato, per cui ricrescerà, col rischio concreto di degenerare poi in neoplasia, ovvero in cancro vero e proprio, dove ogni intervento diventa fine a se stesso.
Rimuovere un tumore equivale a fare una lipo-suzione contro il grasso di un obeso. Non è così che si risolvono i problemi.
Nella maggior parte dei casi, i tumori si possono trattare senza intervento chirurgico, dal momento che essi rappresentano una sindrome da avvelenamento interno prolungato.
La chirurgia si avvale dopo il bisturi di cure aggiuntive come la radio-terapia e la chemioterapia.
Ma in realtà, l’unica vera ragione che in quei casi impedisce eventualmente ulteriori complicazioni, è il cambiamento radicale nello stile di vita e nelle scelte nutrizionali del soggetto, scioccato e spaventato dalla operazione stessa.
In altre parole, egli avrebbe potuto cambiar vita e bloccare lo sviluppo tumorale anche prima, senza alcun intervento. Non è dunque la rimozione in sé che conta, ma il blocco assoluto dell’avvelenamento interno.
La sola precauzione possibile per la donna è quella di rispettare il proprio corpo dandogli le cose che gli servono davvero, e non dandogli nel modo più assoluto le cose superflue e quelle nocive.
Non esiste alternativa all’impostare la propria vita sul naturale, sulla gioia di vivere, sul sorriso, sullo scherzo, ed anche sul sesso rilassato e stimolante con la persona o le persone che ti interessano.
E la sola eliminazione indolore, sicura, non sfigurante dell’indurimento tumorale, è quella praticata dalle cliniche igienistiche dove il vero bisturi è il digiuno prolungato ad acqua distillata, od anche quello delle cliniche ehretiane, dove all’acqua distillata si preferisce l’acqua e limone.
È solo da quelle parti che viene rispettata l’integrità biochimica interna e la stessa bellezza del seno femminile, che da altre parti subisce irreparabili deturpazioni.
La maggioranza degli ospedali è presa da diverse urgenze, priorità e filosofie.
Le operazioni si devono fare il più possibile, veloci e in serie.

Esiste pure un importante discorso di carattere economico da rispettare. Non c’è spazio per alimentare dubbi o per sostenere idee alternative o comunque diverse alla filosofia pro-operazione che predomina in quegli ambienti. I chirurghi stanno lì per fare il loro lavoro.
Poco importa se i medici sono onesti e professionalmente eccellenti. Essi sono in ogni caso prigionieri
di una struttura che non permette divagazioni.
È per questo che essi non hanno alternativa e non esitano a tagliare, a rimuovere, a deformare e sfigurare il simbolo della bellezza femminile. Ufficialmente e teoricamente lo fanno per salvare la paziente.
Che sia tutto vero?
Molti ci credono. Altri non. Gli igienisti non ci credono affatto.
C’è da sperare che le donne crescano e si emancipino sempre di più, a patto che stiano attente a non cadere in nuove trappole, a non intraprendere percorsi senza sbocchi del femminismo sessuofobico e della diagnosi-mania medicale a oltranza.
Il fatto che la ginecologa-donna eviti di incuriosirsi, di interessarsi oltre misura, di palpeggiarti e renderti la vita difficile, può rappresentare di sicuro grossi vantaggi.
Ma, se essa punta tutto ai sintomi e trascura le cause, e se ti propone le stesse trafile diagnostiche e le stesse soluzioni farmacologiche del medico maschio, siamo ancora daccapo, o magari ancor peggio di prima.
Le donne non devono ridursi a condurre futili battaglie di retroguardia, ma hanno l’obbligo di puntare al meglio.

La memorabile sfida storica della dr Florence Nightingale alla teoria pasteuriana

Hanno, tra i tanti, il fulgido esempio storico della dr Florence Nightingale, che seppe imporre la sua personalità e le sue scelte avanzatissime, in solitaria e drammatica controtendenza con quelle dei colleghi medici maschi, negli ospedali inglesi dell’Ottocento.
Un esempio di straordinaria saggezza e di coraggio, che la vide condurre una vita da igienista rivoluzionaria circondata da mille pregiudizi e dallo sciovinismo maschilista che regnava incontrastato nella medicina di quei tempi.
La prima cosa che faceva entrando in qualsiasi ospedale, spalancava le finestre di ogni stanza e di ogni sala, al fine di ricambiarne le arie asfittiche e inquinate. Condusse inoltre una memorabile battaglia ideologica ante-litteram contro le prime teorie microbiche sulle malattie che già spuntavano ai suoi tempi di metà Ottocento, prima ancora delle teorie di Luigi Pasteur.
Disse delle cose indimenticabili sulle infezioni e sulle malattie, e le sue posizioni erano avanzate e moderne al punto tale che persino la medicina sofisticata e post-tecnologica di oggigiorno ha molto da imparare da lei.
Le malattie non sono individui organizzati in classi e categorie, come gatti e cani, ma condizioni che si sviluppano una dall’altra.
Non è forse il vivere continuamente in modo sbagliato che ci porta alla rottura degli equilibri?
Non sono forse fattori come la pulizia e la sporcizia interne ed esterne che determinano lo stare bene o lo stare male delle persone?
Non sono forse le malattie delle reazioni naturali alle condizioni critiche nelle quali mettiamo e costringiamo i nostri corpi?
Mi è stato insegnato da scienziati limitati ed ignoranti ad aver timore della scarlattina, e a stare alla larga dalle altre infezioni.
Ma alla vera assistente sanitaria le infezioni non fanno paura, ed essa sa come eventualmente prevenirle.

Una stanza pulita, aria fresca da finestre aperte, e attenzioni puntuali e amorevoli verso il paziente: questo è quanto si richiede a una vera nurse ospedaliera.
Un trattamento saggio e umano è la migliore cura contro tutte le infezioni.
La dottrina delle malattie specifiche è il grande rifugio delle menti deboli e insane che bazzicano nella professione medica. Non esistono malattie specifiche. Ma esistono solo specifiche condizioni adatte a fare ammalare la gente.
Questa eroina della medicina contestò la famosa e assurda teoria pasteuriana sui germi 17 anni prima ancora che il chimico Pasteur la travisasse e se la attribuisse, con la ormai nota operazione fraudolenta ai danni del grande medico francese Antoine Bechamp.
E le sue parole suonano da sfida e monito incredibile contro un apparato medico-internazionale tuttora legato a quelle mediocri ed inconsistenti posizioni, tuttora vincolato alla demonizzazione del germe e del virus che tanto comodano alle industrie farmaceutiche, alle pseudo-cure medicali, e ai produttori di vitamine false e di integratori minerali fasulli.
La differenza tra la Florence di 150 anni fa e le citate dottoresse americane che, oggi nel 2008, conducono la trasmissione di cui sopra, è stridente e conflittuale al punto da sembrare una voce non di un altro secolo, ma di un altro millennio, dove le statunitensi si collocano nell’alto Medioevo degli esorcismi e delle streghe, e la Nightingale ai vertici della saggezza terapeutica e della vera scienza medica contemporanea.

La folle teoria del sospetto e dello schifo biologico

Tornando a quelle donne arretrate, partorite dalla controversa odierna scuola medica americana, malata di acuta pasteuriana testardaggine e auto-ipnotizzata dalle proprie stesse menzogne planetarie sull’Aids, il problema non è usare un ginecologo uomo o donna, e nemmeno predicare il ricorso al falso mito del preservativo che protegge eventualmente da una importante e nobile appendice del maschio, ma non certo da tutto il resto che è fatto di respiro, occhi, bocca, naso e pelle.
Se si alimenta la teoria del sospetto e dello schifo biologico, si arriva alle barriere e alle barricate sessuali e alla fine di una attrazione che è poi all’origine della vita stessa e che merita di continuare al meglio.
Le donne finiranno come delle povere mucche ammassate in psichedeliche ed eleganti stalle coi loro bambini ottenuti con tanto di siringhe dorate e disinfettate, e in totale assenza del maschio e del padre.
E i pochi maschi rimasti, divenuti efebi, de-virilizzati ed effeminati, si consoleranno in unioni grottesche e in matrimoni gay, rigorosamente alla larga dalle donne.
Un equivoco epocale provocato più da una scienza condizionata da degeneri ideologie bislacche ed omosessuali che da quelle scelte oculate, virili e femminili nel contempo, di cui il mondo ha urgente bisogno.
I metodi, le sostanze, i cibi, le cure, le filosofie, e persino le peggiori cattiverie, non sono mai maschi o femmine, ma possono solo essere giusti o sbagliati, ossia in linea ed armonia con la natura o in opposizione ad essa.
Tutto il resto sono solo fronzoli.
Se le donne del mondo vogliono davvero rompere questo micidiale accerchiamento mediatico maschilista, che esiste concretamente, e le intima oggi a perseguitare con inaudito accanimento quel po’ di naturale e bucolico che ancora esiste nel fattore sessuale, lasciando intatti e inalterati i veri problemi di fondo dei miasmi e delle malattie causate dalle carni e dal latte e dalle cure mediche attuali diametralmente opposte a quelle invocate dalla voce divina della Nightingale, devono muoversi in ben altre direzioni.
Non è isolandosi, non è indossando l’uniforme di guerrigliere e di cacciatrici anti-uomo, che le donne si emanciperanno e faranno sentire la loro voce.

Le donne sono l’altra metà del cielo

Il mondo ha estremo bisogno del contributo saggio e fattivo della controparte femminile.
Le donne sono l’altra metà del cielo, diceva Mao-Tse Tung, in una delle battute più azzeccate della sua vita da leader. Serve un loro inserimento immediato a tutto regime, se vogliamo salvare un mondo rovinato dalle imbecillità del maschilismo commerciale sbagliato, fatto di crudeltà e sopraffazioni tipiche dei torturatori maschi più ottusi e sadici.
Esistono al mondo anche le Lucrezia Borgia e le Rina Ford. Esistono le strangolatrici di bambini che fanno quasi la pariglia con i tanti Jack lo Squartatore purtroppo in circolazione.
Esistono di sicuro pure le madri degeneri e le mangiatrici provette di bistecche e roast-beef, esistono le inconsce ragazze-macellaie che vivono in una illusoria e precaria innocenza fatta di frequentazioni ai fast food intrisi di sangue.
Ma non riusciremmo mai ad immaginare dei posti di tortura come le stalle, e degli stabilimenti di brutale decapitazione macellatoria, disegnati, realizzati e gestiti dalle donne.
Non ne sarebbero assolutamente capaci.
Solo degli uomini privi di autentici attributi virili, decurtati di ogni intelligenza e di ogni sensibilità, lasciati soli e liberi con la loro sorda e tragica meschinità e limitatezza, con la loro disperante cafoneria, eunuchizzati dalla loro stessa cattiveria, hanno potuto concepire e mandare avanti una macchinazione infernale come quella delle stalle e dei macelli che costellano la crosta terrestre di oggi, e che fanno inorridire ogni essere vivente degno di tale nome.
Solo dei maledetti zombi e dei sinistri operatori del male, possono oggi pianificare in piena disinvoltura e in corrotta legalità una moltiplicazione ulteriore dei macelli atta a triplicare i consumi di carne entro il 2025.
Ben vengano le donne a salvare questo mondo infame, questo mondo cane che nemmeno il realismo cinematografico del miglior Folco Quilici sarebbe in grado di riprendere e testimoniare.
Serve una ventata planetaria di freschezza e di innocenza, di stimolazione e di sensualità, di gentilezza e di ispirazione, di curiosità e fratellanza non verso il cane e il gatto, ma verso tutte le creature ospiti di questo pianeta e titolari di ogni diritto civile al pari di noi uomini, e in particolare verso le moltitudine di animali legati alle immonde catene imposte da maschi senza principi e senza scrupoli.
Una ventata di amore e dolcezza che solo le donne possono ormai dare.
Anche perchè le più pesanti sopraffazioni, le più grosse decurtazioni di diritti le hanno dovute subire proprio loro nel corso della storia.
Nelle stalle del mondo ci sono miliardi di giovani ragazze bovine, ingravidate e violentate a tradimento con mezzi artificiali in età infantile, derubate del latte e dei loro piccoli, sfruttate in modo pazzesco e poi avviate anzitempo, da adolescenti esaurite, all’imposizione estrema del proprio annientamento, all’incubo atroce del mattatoio.
Nelle prigioni inique e scellerate degli allevamenti, ci sono milioni di tremanti e impauriti vitellini che soffrono le pene di cento inferni messi assieme, immobilizzati da lacci e da catene che ne impediscono ogni movimento, che non ricevono un raggio di quel sole che appartiene pure a loro, che non usufruiscono del latte e delle cure amorevoli della propria mamma (che sono pure di sua competenza e di suo diritto divino), che vengono violentemente ingrassati contro natura a base di mangimi mescolati a farine di ossa (derivate dalle carcasse di altri animali massacrati in precedenza), destinati a offrire a una umanità sozza e incretinita delle tenerissime bistecche di manzetto, ovviamente biologico.
Ci attendiamo un atteggiamento di pietà e di commozione nei riguardi di questi sfortunati e incolpevoli pargoletti a quattro zampe.

Ci aspettiamo una forte solidarietà tutta femminile nei riguardi delle bambine, delle ragazze, delle madri e delle care vecchie mucche, esseri di una gentilezza e di una intelligenza infinite, di una bontà e di una innocenza commoventi, penalizzate da una brutalità e da una vigliaccheria bipede e maschilistica senza pari, basata solo sulla legge del profitto e sul fatto che le femmine in catene sono quadrupedi, come se il possesso della dignità e dell’anima fosse una prerogativa esclusiva di spregevoli e depravati esseri a due gambe.

(Dedicato alle donne del mondo e in particolare a: Elisabetta Diversi, a Nadia Vaccaro-Diversi, a Kathleen Fong, a Mirella Vaccaro-Rutter, a Renza Macario, a Delia Navetta, ad Annamaria Luzzatto, a Sabrina Volpe-Bortoli, a Rossana Manco, a Lily Chiu, a Carrie Lok e a Rochelle R. Regodon)

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