LE DIETE AMERICANE CON LE STAMPELLE

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UNA DIABOLICA PROPENSIONE A SBAGLIARE TUTTO IN MODO INCOSCIENTE

La gente, ovvero la stragrande maggioranza della popolazione mondiale, commette in continuazione una serie incredibile di errori nel suo comportamento e nella sua alimentazione.
Lo fa sin dall’inizio della sua esistenza grazie agli strafalcioni, alla diseducazione, alle ideologie distorte che arrivano dalla famiglia, dai pediatri, dalla pubblicità televisiva, dalle abitudini sociali coltivate nella comunità locale e nazionale.
E continua a farlo fino a quando non arriva qualche forte segnale d’allarme e di pericolo.
Questo fenomeno si chiama incoscienza. Incoscienza individuale e incoscienza collettiva.
È evidente che i più incoscienti sono i giovani.
Hanno forza e vitalità, dispongono spesso di un corpo atletico e di una figura snella, nonostante i tanti errori in corso, e credono pertanto di essere al di sopra di ogni rischio, al riparo da ogni tegola pericolante.
Confortati dalla presente forma fisica che ritengono eterna e indistruttibile, coltivano l’illusione dell’impunità, l’illusione di essere grandi e invincibili comunque.
Li sorregge in questa loro follia una carica enzimatica e magnetica interna che è al massimo livello quando si nasce, depauperandosi poi gradualmente in proporzione alle dispersioni di energia e agli errori comportamentali e nutrizionali che uno commette.
Quando la carica enzimatica comincia a segnare rosso, quando la banca interna enzimi ha esaurito le sue riserve, tutti i nodi vengono al pettine.
Ed è solo a quel punto che ognuno corre frettolosamente ai ripari.

LA PRESA DI COSCIENZA CHE SERVE UNA SVOLTA E UNA REGOLATA

Chi per i continui mali di testa, chi per i chili in più, chi per la depressione, chi per l’insonnia, chi per problemi di stomaco e di fegato, si ritrovano tutti con qualche diagnosi preoccupante, con rimedi farmaceutici prescritti dal loro medico, e magari con qualche dieta da seguire.
La parola dieta fa pensare subito a qualcosa di drammatico. A un cambio di regime di vita, al darsi finalmente una regolata.
Ricorrere a una dieta significa in teoria ammettere che quanto si faceva prima a colazione-pranzo-cena era tutto o quasi tutto sbagliato, e che ora si è disposti a modificare le vecchie abitudini e a porvi rimedio con nuove regole.

L’ERRORE CHE METTE LA GENTE AL TAPPETO

Ed è proprio qui che i drammi veri e propri cominciano.
Non tanto per l’idea di cambiare che è sicuramente giusta, ma perché tutti cadono dalla padella nella brace.
Sono già di per sé male in arnese, dopo una vita impostata nel peggiore dei modi, condotta all’insegna del non rispetto per le proprie insite caratteristiche fruttariane, e vengono a questo punto investiti da una gragnola di colpi proibiti che li manda al tappeto come dei pugili suonati che vedono le stelle dal pavimento del ring.
L’ignoranza e la diseducazione che li ha portati a sbagliare tutto in passato non è svanita per incanto.
Il neopenitente si va dunque a mettere nelle mani di una dieta e di un dietologo che in genere è quello più alla moda, quello più acclamato del momento, senza sapere un accidente della vita e della moralità di questo individuo
In altri termini, egli cambia tutta la sua vita e si mette nelle mani di qualcuno a scatola chiusa, a occhi praticamente bendati.

NON ESISTE AL MONDO ALCUNA DIETA UTILE E INNOCUA ALL’INFUORI DELLA STRATEGIA NUTRIZIONALE NATURALE.
I FALSI MAESTRI DELLA DIETOLOGIA E L’INFALLIBILE MEDICO CHE STA DENTRO OGNUNO DI NOI.

Infatti, non esiste una dieta al mondo che non sia piena di paurose lacune, di sviste, di errori, imbrogli, scelleratezze, corruzioni, ipocrisie e impliciti interessi di parte.
Le diete sono il frutto dell’ignoranza più nera di certi individui dalla mente bacata, accecati dalla vanità e dalla ambizione, attratti dal denaro e dal potere.
Falsi maestri di nutrizione e di vita. Elementi di scarsa o di nessuna affidabilità. Distributori di illusioni e di zizzania culturale. Leader mondiali della diseducazione di massa.
Tra le affermazioni che ricorrono più spesso in ambito salutistico naturale c’è quella che le malattie, ovvero i sintomi a valle delle malattie, cioè i segnali dolorosi e avvertibili e visibili che qualcosa non va, non si devono assolutamente toccare, mentre occorre intervenire a monte sulle cause del problema.
È un po’ quella che si usa chiamare la cura della non cura, che prevede di non intervenire in alcun modo nella sintomatologia ma di dare al nostro corpo la possibilità di auto-riequilibrarsi e di guarire mediante un processo guidato e diretto super-intelligentemente dal nostro sistema immunitario.
La malattia, in questa corretta visuale, viene vista non più come una entità negativa da cacciare con i farmaci e le brutte maniere, ma come una manifestazione positiva e amica del corpo, come un prezioso e salutare processo di espulsione tossine, come l’altra faccia di una moneta chiamata salute.
Entrambe le facce sono unite e solidali, si intersecano e si alternano l’un l’altra, ci appartengono e vivono con noi coerentemente da mattina a sera, da un anno all’altro, per tutta la vita.
Per usufruire il più a lungo possibile di una omeostasi, di un equilibrio organico, di una salute stabile che ci mostri sempre la stessa medaglia positiva, ovvero lo stesso lato brillante e sorridente, e che lasci il lato negativo e la smorfia nell’ombra, non dobbiamo fare altro che rispettare il nostro organismo e non dargli mai le cose che non gradisce, i cibi e le bevande che non sono di sua competenza.
La malattia viene vista come l’emergenza utile e costruttiva, come il dottore che bussa alla tua porta e ti viene a chiedere Cosa ti è successo? Cosa hai combinato?
Come la febbre, i dolori di testa, i dolorini vari agli arti, i calcoli, e persino le tumefazioni tumorali, anche i depositi di grasso sono dei sintomi, cioè visite e avvertimenti di un signor dottore bravissimo e infallibile che è venuto più volte da noi senza essere mai stato ascoltato e seguito.

LA MICIDIALE ACCOPPIATA FDA-ATKINS E LA DIETA UNIVERSALE AMERICANA

I fatti dicono che la dieta più politicamente importante, quella che ha influenzato il mondo più di tutte le altre messe assieme, e che sta tuttora provocando perniciosi e mortali effetti, la cosidetta Atkins, dal nome del suo autore dr Robert C. Atkins, si è rivelata quella più micidiale e disastrosa per chi l’ha seguita, per l’autore stesso e per i tanti che, pur non conoscendo nemmeno il nome e l’intera storia di Atkins, hanno seguito e stanno tuttora seguendo le scopiazzature e le fallaci influenze derivanti da quella dieta filo-proteica e filo-lipidica, spalleggiata a pieno regime dagli allevatori, dai casari e dai macellai d’America, tramite la Fda (Food and Drug Administration) e la NDC (National Dairy Council), massime autorità mondiali in fatto di cibi, da sempre addomesticate e colonizzate dai giganti della bevanda e della alimentazione, dei farmaceutici e degli integratori.
Quasi fatica sprecata affrontare le diete odierne sfornate a ripetizione dall’America, tanto si rassomigliano e si integrano l’un l’altra.
Sarebbe in effetti molto più logico raggrupparle tutte in una unica denominazione e chiamarle Dieta Universale Americana.
Oggi in America tutti sanno che Atkins è morto nel 2003 di cardiopatia e cancro, cioè delle malattie che egli stesso si proponeva stoltamente di debellare tramite la peso-riduzione e la grasso-riduzione ottenute mediante le sue varie e folli formule anti-carb (anti-carboidrato).
Tuttavia pochi sanno perché quelle diete sono fallite miseramente e perché pure Atkins è finito così male.
La convinzione comune è che quelle riduzioni di peso non sono ideali e nemmeno opportune in quanto poi il peso ritorna regolarmente, e che Atkins è morto dopotutto all’età di 74 anni per colpa di un binomio cancro-cardiopatia che dopotutto colpisce ormai una persona su 3 negli Usa.
Pochi si rendono conto dell’enorme influenza che ha tuttora in America e nel mondo la fondazione Atkins, la quale continua tramite gli eredi a sfruttare il marchio Atkins, pubblicando libri e ricette, apportando pure correttivi e smussature generiche onde rendere più credibili e meno estreme le teorie del loro infausto autore, in linea con quanto il salutismo americano odierno suggerisce e pretende (più verdure crude, meno carboidrati cotti, meno cibi devitalizzati).
Alla fine, il disgraziato percorso Atkins non ha insegnato quasi nulla alla dietologia, alla medicina, alla stessa popolazione mondiale, tuttora affascinata dalle diete più infami, come la dieta a zone di Barry Sears e soprattutto la South Beach di Agatson, che si possono considerare assieme alla Atkins, i pilastri di sostegno della Dieta Universale Americana.

NESSUNO CHE IMPARI E FACCIA TESORO DEGLI ERRORI PRECEDENTI

Non c’è stata una presa di posizione sul fallimento Atkins, un dibattito e un approfondimento scientifico sulle cause reali di tale fallimento, un radicale e drastico cambiamento di rotta.
Si è semmai instaurata nella gente una inconfessata convinzione di fondo per cui Atkins avrebbe avuto torto nei suoi aspetti estremi, ma avrebbe avuto ragione in alcuni principi basilari, come quello che la carne e i grassi non sarebbero poi la causa reale dell’obesità grave e generalizzata che affligge gli americani.
E la prova di questo è che è possibile scendere di peso mangiando, con certe modalità, più carne di prima.
È insomma prevalsa la tendenza strisciante ad accettare come vera e valida una sorta di Atkins attenuata, rivista, corretta, per cui non puoi più ingozzarti di carni e grassi animali tre volte al giorno, con interludi e intermezzi ai vari MacDonald’s e KFC (Kentucky Fried Chicken), ma puoi invece mantenere i saggi principi medico-sanitari del mangiare un po’ di tutto rispettando la piramide alimentare alla moda che include e illustra in ogni dove i simboli della alimentazione sostanziale americana, che sono la bistecca, la coscia di pollo, il pesce, le uova, e la fetta di formaggio.
Come dire che uno va a sbattere a 200 all’ora contro un muro e muore, e che la polizia arriva e va a mettere un nuovo cartello col limite di velocità di 170.
Nelle Filippine usano dire che In the world everyone expects everybody else to be a crook. What Filipinos cannot stand is a brozen crook (Al mondo e’ normale aspettarsi che il prossimo sia un furfante. Quello che i Filippini non sopportano è che si tratti di un furfante dalla faccia di bronzo).

E IN EFFETTI RIMANGONO TUTTI AL LORO POSTO, CON LA BRONZE FACE

Dopotutto, come dicevamo, la fondazione Atkins rimane al suo posto viva e attiva, come rimane pure al suo posto, autoritaria come e più di sempre la Fda, pure lei con tabelle proteiche aggiornate e limate in profondità.
Non più 300 g e oltre di proteine al giorno degli anni 70, ma quote di 75 g appena al giorno, in fase di ineluttabile avvicinamento alle quote di 11-25 g/giorno da sempre indicate dal movimento igienistico-naturale americano.
E rimangono pure, come niente fosse, privi di scuse e di pentimenti, i Ministeri della Sanità e gli Uffici Pediatrici di tutti i paesi del mondo, che hanno fatto regolarmente cassa di risonanza alla Fda, vista sempre, nonostante le cantonate appena citate, come l’autorità massima, come suprema agenzia scientifica mondiale, come unica fonte di intelligence nutrizionistica del pianeta.
Rimane pure al suo posto come una statua inamovibile e come una autentica istituzione televisiva il prof Giorgio Calabrese, autore di una teoria Calabrese avanzata e rivoluzionaria, che pretende di fare ancor meglio di Atkins e della stessa Fda, riportando indietro di venti anni l’orologio e le tabelle.
Gli auguriamo di restare sempre lì e a lungo nelle rubriche che contano. Nessuno meglio di lui ci offre gli spunti giusti per mettere a fuoco il problema su basi scientifiche e veritiere.
Chi altro al mondo avrebbe il coraggio di lanciare nel 2008 una Teoria Calabrese che prevede 80 g al giorno di proteine per il lattante appena svezzato e 150 g/giorno per la media persona adulta?
Chi altro al mondo spingerebbe il pubblico televisivo d’Italia a ripetere tale pantagruelico e infernale ritmo per 6 volte alla settimana, mediante tagli alternati di carni di diverse razze?
Chi altro al mondo dedicherebbe alla pausa e alla riflessione priva di carne, ma con pronto recupero a base di pesce, una giornata del week-end?
Non se ne vada il dr Calabrese. È troppo unico e prezioso. In Italia non ci accontentiamo delle modeste utilitarie.
Vogliamo scintillanti Ferrari e Lamborghini. Lui è la Testa Rossa in ogni senso. Anche come colore del sangue che le sue teorie comportano.
Resti a lungo il dr Calabrese, e restino pure le rubriche giornaliere scellerate tipo Gusto, a schifare regolarmente il pubblico in piena ora di pranzo, con cuochi pasticcioni e sinistri, incapaci di concepire persino un succo d’arancia o una fetta di anguria prive di un assurdo e rivoltante ingrediente a base di carne, di pesce o di uova.
Restino le scuole diseducatrici televisive a dare tutti i giorni pubblica prova e dimostrazione della loro ignoranza e della loro corruzione, della loro soggezione e dalla loro dipendenza vergognosa e immorale da quell’Agroalimentare Italiano che nulla ha di buono e di bello da proporre se non decapitazioni, squartamenti, sangue e disperazione. Tutte cose che confliggono aspramente con l’intera filosofia, l’arte, l’etica e l’estetica delle autentiche tradizioni mediterranee e della medesima popolazione d’Italia.

NIENTE E NESSUNO ALL’INFUORI DI ME. IL VUOTO ASSOLUTO DOPO ATKINS E LA FDA.

E la tollerabile dieta Pritikin che salvò moltitudini di americani dalle cardiopatie mediante principi e regole igienistiche e naturali?
Neanche parlarne. Non venne forse Pritikin stracciato nella gara contro Atkins?
E le strategie vegetariane e vegane?
Le solite sciocchezze romantiche e idealistiche di santoni indiani, di filosofi greci in disuso, e di vegani che sognano un mondo utopistico e migliore che mai esisterà.
E le diete macrobiotiche di Ohsawa?
Una valanga di sciocchezze ying-yang con tanta gente finita male a colpi di riso integrale stracotto e di bistecche alla soia disgustanti e devitalizzate.
E le posizioni della Scuola Americana Igienistico-Naturale?
Le solite posizioni estreme e antagonistiche prive di addentellati con la concreta realtà del vivere quotidiano.
E gli esperimenti di Cambridge?
Ma fateci il piacere.
E le diete dei Sears, dei D’Adamo, degli Strand?
Tutti ragazzacci discoli hanno copiato da noi, approfittando della situazione per fare molti soldini.
Tutti più o meno allievi di Atkins, in quanto hanno appreso a memoria le tecniche di autocannibalizzazione del grasso, i fondamentali sul colesterolo e sull’uso di vitamine sintetiche e di integratori minerali come stampelle correttive chimico-nutrizionali. Ma nessuno in grado di superare il maestro.
E la dieta South Beach che sta impazzando dovunque negli ultimi tempi?
Niente altro che l’ennesimo tentativo di imitare Atkins, apportando qualche insignificante maquillage epidermico, ma sempre dando priorità a pesce e frutti di mare, a bistecche magre, a prosciutti, pollo e uova in abbondanza.
Come dire insomma che, dopo Atkins e la Fda, esiste il vuoto.
Questa l’opinione standard, la conclusione dogmatica e liquidatoria della odierna scienza ufficiale della nutrizione.
Del resto sarebbe folle attendersi una confessione o una analisi critica e imparziale dagli stessi autori dei misfatti.

CI SONO ALTRE COSE PIÙ IMPORTANTI CUI PENSARE

E ti paiono poi i tempi per perdersi in queste quisquilie da due soldi?
In un mondo dove il petrolio va alle stelle, dove il rischio di inflazione pende come una spada di Damocle, dove le borse americane e mondiali rischiano il collasso, dove il governo coreano minaccia di rispedire al mittente 5300 tonnellate di carne disossata di manzo giacenti da 6 mesi nelle celle frigorifere di Seul, dove i sindacati sono sul piede di guerra, dove i contadini versano il latte per le strade e i pescatori si rifiutano di uscire in mare, dove i trasportatori fermano i camion e ai mattatoi non arrivano a ritmo le bestie da macellare, dove i becchini si rifiutano di scavare le fosse dei troppi morti di cancro e infarto, e anche quelle sempre più rare dei morti di vecchiaia?

LE CRITICHE MEDICHE AMERICANE ALLA DIETA ATKINS

Occorre dire che non tutta l’America è rimasta ammaliata dalle diete Atkins.
Diversi medici importanti della American Heart Association si sono defilati dalle direttive e dalle influenze perniciose della Fda, e hanno ammonito gli americani a dare un taglio netto alla loro Atkins-mania, a smetterla una volta per tutte con le loro diete basso-carboniche low-carb, in quanto esse mettono a serio rischio di infarto e ictus.
Peccato che l’autorevole monito del dr Robert Eckel sia stato diramato nel 2006, dopo che la dieta Atkins aveva particolarmente impazzato tra gli americani nei tre anni precedenti, proprio mentre, per ironia della sorte, Atkins moriva o era appena morto. Come chiudere la porta dell’ovile dopo che le pecore sono fuggite.
Il dr Freedman aveva comunque scritto nel 2001, su Obesity Research, che i pazienti a dieta low-carb godono di un vantaggio iniziale che è solo il risultato di una accentuata disidratazione e che, dopo tale periodo, il sistema Atkins produce gli stessi identici risultati di altre diete simili (vedi Scarsdale e Stillman), per cui non esiste quella riduzione conclamata di grasso, ma solo una perdita supplementare e insignificante di acqua.
Sugli annali di Internal Medicine del 2004, vengono elencati diversi adverse effects, o effetti collaterali negativi, della Atkins, tipo diarrea, debolezza generalizzata, eruzioni cutanee, crampi muscolari.
Per quanto poi concerne la perdita iniziale di peso, essa è comune -come si diceva prima- a tutte le diete riducenti, e dipende dal calo che subisce il glicogeno immagazzinato nei muscoli con la relativa acqua di accompagnamento.
Si tratta dunque di acqua-riduzione o disidratazione e non necessariamente di lipido-riduzione, come vogliono far credere i patiti di tali diete.
Anche perché nessuna dieta al mondo può farti scendere di peso a meno che non si riduca l’apporto energetico-calorico da cibo a un livello inferiore a quello necessario al peso-mantenimento.
Da rilevare infine che la Atkins Nutritional Inc (ANI), fondata nel 1989 dallo stesso Robert Atkins per promuovere la sua dieta e vendere i prodotti dietetici del marchio Atkins, è fallita nel luglio 2005 con un deficit dichiarato di 340 milioni di Us$, ed è poi rinata come Atkins Foundation il 10 gennaio 2006.
Puoi aver distribuito nel mondo tutta la monnezza ideologica che vuoi. Puoi essere stato stroncato e ridicolizzato da tutti i centri di ricerca seri del tuo paese. Ma finché hai alle spalle la Fda e i centri di potere, hai la strada spianata per resuscitare.

LA DIETA A ZONE DEL BIOCHIMICO BARRY SEARS

L’America è un paese strano nel quale può succedere di tutto, in senso buono e in senso cattivo.
È il paese delle enormi distese, della autostrade senza fine, della libertà massima.
È il paese di Walt Dysney ed anche il Paese dei Balocchi e delle grandi opportunità, ma anche quello dei più incredibili trucchi e delle peggiori imposture.
Un imbroglio universale come quello della invenzione dell’Aids, una falsità planetaria che dura da oltre 20 anni, poteva solo essere pianificata, realizzata e mantenuta in vita in un paese come l’America.
Anche per le diete è la stessa cosa.
In nessun altro paese al mondo si potrebbe creare dal niente un piccolo esercito di dietologi spericolati e disinvolti, partoriti ed allenati dagli allevatori e dai macellai, pronti a lanciarsi alla conquista del mondo coi simboli del latte e della bistecca stampati in fronte.
In America non perdi mai.
Vieni riciclato giorno dopo giorno, alla sola condizione di restare nei meccanismi che ti hanno generato e di mantenerti in linea con gli stessi.
Puoi anche essere scientificamente un fallito, ma se il tuo nome rimane inserito nel circuito magico delle diete famose, resti sempre in sella al tuo cavallo.
Nessuno ha ricevuto più stroncature e derisioni mediche, commenti ironici irripetibili, quanto il dr Barry Sears. Forse l’unico a batterlo in questo non invidiabile record è Peter D’Adamo.
Eppure Barry Sears se la sta passando più che bene.
Dal suo sito Internet si apprende che gli Zoners, così vengono chiamati i suoi seguaci negli States, andranno in crociera alle Bermude sul panfilo del loro profeta.
Barry Sears ha la spudoratezza di chiamare la sua Zona come una dieta semplice e bilanciata, basata su stili di vita anti-infiammatori che portano a perdere peso in eccesso in modo definitivo, e che combattono gli effetti dell’invecchiamento, riducendo il rischio di malattie croniche e aumentando la resistenza fisica e mentale.
Insomma una vera e propria panacea per tutti.
Il dr Sears, chimico al pari di Pasteur, era rimasto fulminato dall’enorme successo della dieta Atkins.
Medico o non medico, doveva assolutamente trovare il modo di entrare in quel giro, in quel settore baciato dalla fortuna.
E fu infatti il discendente più scaltro.
Attentissimo al marketing e all’immagine, inventò una denominazione semplice e originale della sua dieta. Zone significa zona in tutte le lingue del mondo, non serve nemmeno la traduzione.
I seguaci di Atkins non avevano neanche un nome con cui chiamarsi, visto che Atkinsers suonava male.
I suoi invece si chiamarono subito Zoners o Zonisti. Vuoi mettere lo sfizio e la sciccheria?
La formula Sears prevede un consumo calorico percentuale secondo lo schema 40-30-30, indicante rispettivamente zona carboidrati, proteine, grassi.
Egli parla del paradosso dei cibi non-grassi e delle diete magre, le quali avrebbero lo svantaggio di incrementare la produzione di insulina e di causare alla fine maggiori depositi di grasso nel corpo.
Della cosa si sarebbero accorti gli allevatori di bestiame, che riescono a a far aumentare di più il peso delle loro mandrie dando loro cereali magri a basso tenore lipidico.
Ironia della sorte, aggiunge Sears, negli ultimi 20 anni di vegetarianismo, di diete alto-carboniche e di lipofobia, l’obesità è continuata ad aumentare.
Rallentare l’assorbimento di carboidrati significa abbassare i livelli di insulina e i livelli di grasso immagazzinato, significa più veloce transito alla combustione dei grassi.
Se il corpo necessita di energia e non può bruciare grasso per colpa degli alti livelli di insulina nel sangue, uno si sente stanco perché il cervello è sottonutrito e il metabolismo rallenta per compensare tale situazione. Ciò succede perché il cervello va a glucosio e gli alti livelli di insulina contrastano i livelli di glucosio nel sangue.
Tale condizione, chiamata ipoglicemia, è causa di desiderio di cose dolci, le quali scatenano un ennesimo ciclo di alta insulina.
La Zona di Sears è una low-carb diet, ma non restrittiva come quella di Atkins.
Le altre diete, continua l’autore, trascurano l’importanza del bilancio ormonale sulla digestione e sulla produzione di altri ormoni.
In Italia la Zone Diet fu introdotta nel 1999 da un certo dr Aronne Romano e da suo fratello, il chef Memo Romano, i quali, nella versione italiana, hanno modificato il menù originario per renderlo più adatto alle abitudini alimentari italiane.
La American Heart Association non approva e non raccomanda affatto la Zone Diet perché:
A) Eccesso di percentuale proteica
B) Carenza di sostanze nutrienti fondamentali
C) Carenza di informazioni e garanzie sui risultati di lungo periodo

I nutrizionisti americani accusano inoltre Sears di travisare sistematicamente i fatti, di distorcere e stravolgere i dati a favore delle sue strampalate teorie.

La Zona di Sears non è altro che quel 40-30-30 dove non si dice nulla su cibi vivi e morti, su cibi crudi e cotti, su vitamine vere e vitamine sintetiche dopanti. E dove stride in particolare quel micidiale 30 percento di proteine che sembrano disegnate a misura più per cani e felini che per degli esseri umani.
Quello che però sorprende è la faciloneria con cui parecchia gente continua a dare credito a questi diseducatori di massa.

GLI SPROPOSITI DEL BOVINO-DISTRUTTORE BARRY SEARS SULLE TEORIE VEGANE

Sears si permette persino di riconoscere che la sua dieta è molto diversa dalle diete vegane e vegetariane, le quali utilizzano sistemi basso-proteici che, secondo lui (Fda docet), impediscono al corpo di funzionare in modo corretto.
Probabilmente Barry Sears, persona mostruosamente incolta e presuntuosa oltre il limite di ogni umana impudenza, pensa a se stesso come a un dio in terra.
Uno che guarda dall’alto in basso i maggiori intelletti della storia, incluso Leonardo e Einstein.
Dopotutto lui è un marchio nobile nell’Olimpo delle Diete.
Dici zona e pensi a Barry Sears. Un personaggio che alla fine ti può anche fare pena.
La dieta vegan, caro dr Sears, non solo differisce dalle tue emerite bestemmie dietologiche, stroncate pure dalla comunità medica americana, ma sta addirittura mille miglia lontano dai tuoi bassifondi mentali, ben orgogliosa di mantenere tali distanze.
Ci vorranno non anni ma secoli di evoluzione e di reincarnazioni purificatrici, per farti arrivare ai livelli di conoscenza scientifica e di coscienza morale che caratterizzano i movimenti vegani del mondo e della tua stessa America.
Non ti invidiamo neanche un po’.
Vai pure alle Bahamas in crociera col tuo panfilo dorato e i tuoi Zonisti, arrendevoli e prostrati di fronte alla tua grandezza.
Vai pure a prendere altra dose di tintarella che ti renda la faccia ancora più bronzea, luccicante ed artefatta di quella che già mostri sul tuo sito Internet.
Ricordati però che tutto quel sole che prendi, tutta quella libertà che hai, tutti quei soldi che ti stai guadagnando, contrastano tragicamente con tutto il resto, derivano non da una zona salute, ma da una zona disperazione dove milioni di animali continuano a non ricevere nemmeno un raggio di quel sole e neanche un miliardesimo di quella libertà che tu sfoggi con arroganza infinita. L’unico yacht che i vitellini hanno sono due metri quadri di prigione scura. L’unica crociera cui possono ambire non è verso i Caraibi e le Bahamas, ma quella angosciante verso il patibolo e il macello.
E la loro condizione di vita e di morte la devono soprattutto a gente ipocrita come te, pronta a contrabbandare moneta falsa e ideologie dietologiche asservite al proprio smisurato e scandaloso egoismo

LA SOUTH BEACH DIET (SBD) DEL DR ARTHUR AGATSON

Una dieta veloce e sana per perdere peso, è lo slogan di presentazione del cardiologo di Miami dr Agatson.
In realtà trattasi di una fotocopia, o di una riedizione mediante ritocco cosmetico, della dieta Atkins basata sulla restrizione severa dei carboidrati.
Con la South Beach occorre dire addio a patate, frutta, pane, cereali, pasta, bietole, carote.
Passate le prime due settimane, questi cibi restano sempre soggetti a severa restrizione, pur accettando qualche lieve temporaneo compromesso.
Come nella Atkins, anche qui c’è una fase iniziale di severa e intensa induzione, seguita da un piano nutrizionale di lungo periodo.

La South Beach vieta i grassi insalubri ma raccomanda quelli sani.
Mentre la Atkins cerca di trasformare le persone da macchine mangia-zucchero in macchine mangia-grassoproteico, la South Beach guarda a quanto zucchero sta in un carboidrato.
E fa pure una differenziazione tra grassi sani (saturi e pesanti, come l’HDL) e grassi insalubri (monoinsaturi e di transito, come l’LDL, che incrementano il rischio di collasso cardiaco).
I low-sugar carbs, quelli a basso indice glicemico, non causano sbalzi glicemici nel sangue, e pertanto vengono accettati con moderazione.
I bad carbs sono invece carboni a rapido assorbimento che si trovano nei cibi ad alto indice glicemico.
Essi creano una sindrome da resistenza insulinica, dove l’insulina viene impedita e disabilitata nella sua funzione di contrastare gli zuccheri.
La South Beach nasce da un primo studio del 1998-99 su 84 soggetti volontari monitorati per un anno di tempo, e da un secondo studio del 2005 su 69 persone monitorate per 3 mesi, e organizzato dalla Kraft Foods, multinazionale dei cibi proteici e degli integratori.
Entrambi questi studi avrebbero dimostrato la validità della SBD.
Nelle prime due settimane c’è una eliminazione della resistenza insulinica, ottenuta evitando i carboidrati ad alto tasso glicemico (latticini, zuccheri, dolci, pane, patate, frutta, cereali e semi).
In questa fase il corpo comincia a cannibalizzare il grasso corporale (o l’acqua? Obiettano i medici) e a far perdere 4-6 kg di peso.
Qui si possono mangiare carne, pesce, vegetali, uova, formaggio e noci, due bicchieri di latte magro, tre volte al giorno, con spuntini possibili (stessi componenti) tra un pasto e l’altro.
Il paziente perde peso, modifica il suo stato biochimico corporale, e non sente più il desiderio di amidi e di zuccheri.
Sette uova alla settimana vanno benissimo, dice Agatson, e lo conferma pure uno studio – non meglio identificato- della Harvard Public School of Health. È probabile che se ne possano mangiare pure di più, aggiunge.
Dopo due settimane si reintroducono piccole quantità di cereali e patate dolci.
Quando si è raggiunta la riduzione di peso, si passa alla fase numero 3 di mantenimento, dove si prevedono cereali integrali e buone quantità di verdure, assieme ad adeguati quantitativi, in cibi o in supplementi, di Omega-3.
Essendo questa dieta una fotocopia della Atkins, valgono per essa le stesse critiche che la American Heart Association muove alla Atkins, per i rischi di infarto, per la confusione tra riduzione idrica (reale) e riduzione lipidica (illusoria), e per l’intossicazione proteica derivante da eccesso di proteine.
La sua risibile e lacunosa fase sperimentale, e il fatto stesso che sia stata ideata e commissionata per conto non di una università ma della Kraft Foods, la dice lunga sulla scarsa scientificità, sulla carenza di obiettività e di affidabilità di questa dieta.
Anche qui il nome ha una funzione importante. Chiamarsi dieta del figlio di Agata avrebbe suonato male.
Miami è sul mare nella parte meridionale degli Stati Uniti.
Vada dunque per South Beach, un nome che si ricorda facilmente, e che fa pensare al sole e alle vacanze tropicali, con le palme e le noci di cocco.
E se i seguaci di Sears si chiamano Zoners, i miei si chiameranno Southbeachers, sembra aver detto Agatson al suo Ufficio marketing.
La spiaggia è il simbolo della libertà, della salute, del divertimento nell’immaginario comune dell’uomo.
Non sarà difficile trovare adepti pronti a riconoscersi in questo nuovo gruppo gaudente di Southbeachers, ovvero di Tipi da Spiaggia.
La cosa che sorprende di più invece è il successo che essa sta avendo a livello mondiale.

Questa è la dimostrazione paradigmatica dell’alto livello commerciale delle strategie di marketing americane, ma anche della caduta verticale del senso critico della gente, del sempre più basso livello educativo e selettivo della maggioranza, prediletta vittima dei guru americani della dietologia.
Nessuna meraviglia che ci sia già un’altra infornata di dietologi d’assalto che stanno scalpitando, in attesa di essere lanciati come profeti delle ultimissime diete, non appena la South Beach avrà esaurito le sue attrattive.
Le diete sono diventate dei numero uno nel business, in quasi-concorrenza con i giganti della farmacologica Pfizer e Merck.

UN PAESE DI PROVENIENZA CHE È TUTTO SPECIALE. LA CADUTA VERTICALE DEL SOGNO AMERCANO.

Tutte queste diete, ma anche altre precedenti e non troppo dissimili, come la pure famosa Scarsdale (basso-calorica e alto-proteica pure lei), risentono molto del paese da cui provengono.
Paese in cui predomina uno stile di vita americano e uno stile di nutrirsi americano, da sempre basato su carne e proteine, e non certo sulle diete vegetariane che, in modo paradossale e quasi comico, Barry Sears accusa di essersi diffuse in America apportando ulteriore ingrassamento della gente.
L’America non è mai stata una nazione vegetariana, e la tragica diffusione odierna dell’obesità e del diabete e del sovrappeso non dipende certamente dal vegetarianismo di pochi, cari dottori Sears, Agatson e D’Adamo.
L’America, nonostante le sue grandi tradizioni di scienza e libertà, nonostante i tanti negozi Graham e i suoi movimenti Natural-igienistici ed Ehretiani, è diventato ultimamente il paese delle cose innaturali.
Il paese della musica eccellente, di Elvis e Sinatra, di Roy Orbison e Paul Anka, di Pat Boon e Neil Sedaka, il paese di Marilyn, il paese di Hollywood, il paese dei sogni più belli, il paese degli ideali, di Martin Luther King e dei Kennedy, della Statua della Libertà, delle conquiste spaziali, della scienza e della tecnologia, ha tradito se stesso e il mondo intero.
Il nome del gioco si chioama oggi bistecche, latte, salumi, uova e prosciutto, chewing-gum, Viagra, Gatorade, Marlboro, industria dell’Aids, Mac Donald’s, Kentucky Fried Chicken, Coca-Fanta-Pepsi-Sevenup.
America che ha visto se stessa negli ultimi 50 anni raggiungere i livelli massimi mondiali di diabete, sovrappeso, infarti, ictus, osteoporosi e cancro.
America che ha generato pure la più grossa coalizione mondiale di allevatori, lattiero-caseari e macellai.
E questa coalizione ha a sua volta prodotto ed espresso istituzioni come la Fda e la Ndc.
La Fda (Food and Drug Administration) è diventata sin dall’inizio massima autorità nutrizionale al mondo, nonostante i suoi paradossali errori di percorso, mentre la Ndc (National Dairy Council) si è distinto come il più grosso investitore in programmi pubblicitari per convincere gli americani a consumare enormi quantità di buon latte che contiene il buon calcio.
Se i messaggi della Ndc avessero contenuto almeno un 10 percento di verità, non esisterebbe di sicuro in America il tasso di osteoporosi più alto del mondo, accompagnato dal più alto consumo di supplementi di calcio che non risolvono ugualmente il problema.
Paese che ha visto in questi anni lo sfacelo di una popolazione che risulta avere tutti i peggiori record delle peggiori malattie.
La Fda ha generato a sua volta Stillman, Scarsdale e Atkins, dai quali sono partiti Sears, D’Adamo e Agatson.

C’è un filo conduttore impressionante che porta dalle disgraziate macellerie americane ai contenuti di queste altrettanto disgraziate diete filomassacratorie in auge nell’America di oggi.
A nessuno di questi autori è mai venuto il minimo dubbio sulla fallacità di impostare un intero programma dietetico su un obiettivo vanitoso-capriccioso-nevrotico-irreale quale quello della rapida grasso-riduzione di massa, da raggiungersi per giunta mediante incremento paradossale degli stessi cibi velenosi che hanno causato in prima istanza il diffondersi stesso del fenomeno.
A nessuno di essi è mai venuta in testa l’alternativa saggia e sensata di puntare al recupero della salute e al ripristino del potere nervoso-energetico di questi soggetti.
Tutti intenti a ideare trucchi e stratagemmi senza capo né coda.
Tutti pronti a correggere e integrare i loro colossali errori e le proprie lacune mediante assurde e provvisorie integrazioni, quali false vitamine sintetiche, falsi minerali, falsi Omega-3 e falsi coenzimi Q10.
Il fatto poi che Agatson sia un cardiologo, aggrava ancora di più la sua posizione e le sue responsabilità.
A nessuno di questi autori è mai sorto un dubbio sulla propria traballante moralità, sulla propria mediocre e sinistra figura di agenti diretti dei macellai e dei fabbricanti di quei veleni sintetici tipo simil-vitamine e simil-minerali che stanno inondando e rovinando il globo.
False vitamine e falsi minerali che non si trovano più solo sui banchi delle farmacie e sui negozi di
pseudo-natura e pseudo-bellezza fioriti a catena in tutti i paesi, ma anche nei negozi alimentari.
La piaga del supplementi sta già nel pane, nei biscotti, nelle confetture, negli yogurt, nelle bevande, nei cereali da colazione, nella pasta.
Ancora un po’, va a finire che ci supplementano e ci integrano, cioè ci drogano, pure l’aria che respiriamo.

LE ORDE DEI NUOVI LANZICHENECCHI, LA GRANDE MURAGLIA E LA ECCESSIVA LIBERTÀ DELL’AMERICA

Come moderne orde di Lanzichenecchi, i nuovi Attila scendono, dalla loro imbarbarita America, sui vari mercati mondiali e, a cavallo delle reti Internet, derubano e rapinano la buona fede della gente, e lasciano dietro di sé distruzione e morte.
In attesa che altri barbari, altri dietologi d’assalto, prendano il loro posto e tornino all’attacco alla prossima occasione.
La loro invadenza e il loro desiderio di colonizzare e soggiogare, di conquistare e sopraffare, di dominare e globalizzare, non possono essere frenati da nessuna Grande Muraglia.
Nessuna meraviglia dell’alto livello di odio che questo tipo di America sta disseminando nel mondo a proprio svantaggio e detrimento.
Nessuna meraviglia dei complotti e delle cospirazioni, delle guerre e delle Torri Gemelle.
Siamo chiaramente ed assolutamente contro le soluzioni stile Bin Laden.
Né intendiamo essere usati da nessuno come strumento anti-America, perché siamo, nello spirito e nelle intenzioni, autentici buoni amici di questo grande paese.
Le croci bianche dei giovani Americani che hanno perso la vita in migliaia di battaglie sono diffuse un po’ ovunque, dalla Corea alle Filippine, dalla Francia all’Italia. Il loro supremo sacrificio non può essere dimenticato.
Nessuna guerra è bella, nessuna è santa, e di sicuro non tutte le guerre Americane sono state giuste.
Ma, proprio come salute e malattia, anche pace e guerra sono due diverse facce della stessa medaglia.
Quello che l’America dovrebbe imparare, è che la forza può solo essere usata come ultima ed estrema misura, e non come soluzione sistematica dei problemi.
Quello che manca all’America è di fare più attenzione ai filtri approssimativi di cui dispone ed ai suoi precari servizi di intelligence.

Prendere cura delle tensioni in Medioriente, sostenere le guerre di Iraq e Afghanistan, fronteggiare il pericolo iraniano, possono essere strategicamente comprensibili e politicamente ammirevoli, a parte le troppe lacune e i troppi errori di percorso.
Esportare democrazia e libertà di pensiero, libertà di religione in paesi dominati dall’Islam non è cosa facile.
Particolarmente difficile se libertà significa lassismo, permissivismo, licenziosità.
La libertà non può consistere nel concedere alla Pfizer e alla Merck di distribuire pillole e pozioni dovunque e poi di farle ritirare dal mercato quando hanno già provocato dei morti.
La libertà non può essere lasciare che i giganti dell’industria facciano a proprio piacimento i
La libertà non significa lasciar che un George Soros scateni nel luglio 1997 una guerra speculativa contro le valute della Thailandia (Baht), della Corea (Won) e dell’Indonesia (Rupia), mandando a gambe all’aria intere economie dell’Asia.
La libertà non può essere esaltare i ricercatori da due soldi, come Robert Gallo, e blindare ed imbavagliare quelli bravi e onesti come Peter Duesberg, solo perché è uno dei pochi a dire con coraggio tutta la verità sulla bugia nazionale dell’Aids.
La libertà non può consistere nel concedere all’ex-presidente Billy Clinton di portare avanti delle crociate commerciali in India e Cina in rafforzamento al carrozzone Aids.
La libertà non è costringere la segretaria di stato Condoleezza Rice a difendere le industrie della carne e a fare da piazzista dei macellai americani in Corea, in occasione della cosiddetta Guerra della Bistecca tra Usa e Corea del Sud.
E, ultima ma non certo per grado di importanza, la libertà non è lasciare che i dietologi americani impongano le loro devianti idee sul cosa mangiare e come mangiare alle genti che sanno meglio di loro quello che è giusto e quelle che è sbagliato sui cibi ingrassanti.
Nessuno impedisce loro di nutrirsi con le diete che vogliono. Nessuno impone loro di mangiare in modo giusto e naturale.
Ma che non vengano dunque a imporre agli altri i loro metodi blasfemi e sbilenchi, e, le stampelle
chimico-nutrizionali e chimico-sessuali se le tengano ben strette a proprio uso e consumo.

Valdo Vaccaro

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