L’EXPÒ E I COLOSSI DEL MALAFFARE

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LETTERA

UN PARERE SULL’EXPÒ TARGATA FERRERO, COCACOLA E MCDONALD’S

Carissimo Valdo volevo un tuo parere su quanto accaduto e accadrà. Alcuni giorni fa il Presidente del Consiglio Matteo Renzi era a Roma per un incontro all’Università Luiss. Nella conferenza stampa uno studente lo ha incalzato sulla palese contraddizione di un evento che, negli intenti, si fa promotore del cibo sano, ma nella pratica invita e ospita multinazionali come Ferrero, McDonald’s e Coca Cola, che producono alimenti e bevande non troppo salutari.

LE OBIEZIONI DI UNO STUDENTE CORAGGIOSO AL NOSTRO PREMIER

Lo studente: “Secondo lei quanto è credibile per la sua attività di Governo e anche per l’Italia che un evento internazionale come l’Expo abbia tra gli sponsor e partner la Ferrero, che sarà presente con la Nutella e Ferrero Rocher, la Coca Cola Company e McDonald’s. Il sito ha l’obbiettivo di garantire un cibo sano, sufficiente e sicuro? Quanto succede è un po’ un controsenso, come se il partito degli animalisti avesse una bistecca alla fiorentina nel proprio logo.”

LE SCONTATE RISPOSTE DI RENZI

Renzi: “Ritengo la Ferrero una straordinaria storia italiana di cui l’Italia va fiera (applausi). Io considero un valore che le multinazionali scelgano Expò come il luogo della discussione. L’Expò è l’occasione per discutere su come nutrire il pianeta e immaginare il futuro. Uno come Oscar Farinetti è intervenuto in difesa di McDonald’s. Tutto uno si aspetterebbe meno che il fondatore di Eataly difendesse la presenza di McDonald’s all’Expò. Viceversa qualcuno ha detto che i progetti sociali che McDonald’s e Coca Cola hanno fatto per l’Expò sono straordinariamente affascinanti. Non so se lei ha avuto modo di vederli ma sia McDonald’s che Coca Cola stanno facendo interventi in prospettiva per il futuro e su Milano che resteranno sulla città di Milano e sono il tentativo di marcare la loro presenza in quell’evento con atti che oggi potremmo definire di responsabilità sociale dell’impresa. Quindi io ritengo che sia un fatto positivo che l’Expò sia un contenitore di grandi esperienze. L’Expò è per noi una riflessione sull’Italia e dell’Italia nel mondo. Oggi nel mondo c’è 1 miliardo di persone che muore per denutrizione e 1 miliardo e trecentomila persone che muoiono a malattie legate ad uno stile di vita sbagliato, obesità e non solo. L’Expò può essere questo, poi ognuno farà le proprie valutazioni. Io considero un valore che le multinazionali del cibo o dell’alimentazione scelgano di stare all’Expò (applauso).”

SPERAVO CHE SI PARLASSE DI ALIMENTAZIONE ETICA A DIFESA DI UOMINI E ANIMALI

Avevo sperato che l’Expò fosse l’opportunità di parlare davvero di alimentazione e salute, di alimentazione e povertà, di alimentazione e giustizia per gli uomini e gli animali, di alimentazione e terra, poi è andata come è andata, speculazione edilizia, mazzette a go go, ruberie di ogni sorta, commissari ad acta, ritardi a non finire, solite figuracce internazionali. La scelta degli sponsor è solo l’ultima goccia di un bicchiere già traboccato che ha finito per annullare ogni mia illusione.

SUL SUOLO AGRICOLO SOTTRATTO, MILANO DETIENE IL PRIMATO EUROPEO

Il consumo di suolo agricolo causato dall’Expò non è cosa da sottovalutare. 1000 ettari di suolo fertile in una regione, la Lombardia, che detiene già un triste primato di consumo di suolo, essendo passata da una superficie urbana di 209 mq/abitante del 1950 a 719 nel 2000. Valori doppi non solo rispetto alla media italiana, ma anche a quella di tutta l’Europa Occidentale è già un indice super-negativo.

LA GENTE MUORE DI FAME PER COLPA DEL MAIS E DELLA SOIA DESTINATI AGLI ANIMALI DA MACELLO

Cosa può dire la manifestazione circa la sovrappopolazione e la nutrizione di un pianeta dove la popolazione aumenterà dai 7,2 miliardi attuali a circa 9 miliardi nel 2040? E cosa può dire circa il fatto che molta gente muore di fame, ma non perché manchi il cibo, ma perché esso viene dirottato sugli allevamenti di animali destinati al macello per le nostre presunte esigenze alimentari, e che faranno bella mostra negli hamburger e nei ristoranti di Oscar Farinetti?

SI CITERANNO MAI GLI ESPROPRI VIOLENTI DELLE TERRE AMAZZONICHE?

Oppure cosa dirà l’Expò degli espropri delle terre e delle foreste alle popolazioni povere a favore dei loro sponsor multinazionali che si sono oggi reinventati ecostenibili? Ed ancora cosa dirà l’Expò dell’operazione che vedrà un campo di grano di cinque ettari coltivato nel cuore di Milano, e che vede in prima fila la Syngenta, multinazionale svizzera attiva nel campo delle biotecnologie e la Fondazione Catella, attiva nel campo immobiliare?

NON ANDRÒ DI CERTO A MAGNIFICARE I VOLPONI DELLE RUBERIE E DELLE SPECULAZIONI

A parte che per il primo Maggio la zona sarà ancora tutta cantierizzata, ho paura che finirà tutto a tarallucci e vino, in ogni caso una colossale festa della salamella venduta a peso d’oro dai soliti volponi , il tutto magnificato con gli aggettivi iperbolici della TV di stato, Amen! Dimenticavo: io naturalmente all’Expò 2015, non ci vado. Un carissimo saluto e tutta la mia stima.
Pier Luigi

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RISPOSTA

MEGLIO ENTRARE NELL’EVENTO CHE RESTARNE TAGLIATI FUORI

Ciao Pierluigi. Non è facile dare una risposta su un evento di questa portata, dove l’Italia intende giocare le sue migliori carte in vista di una ripresa economica e commerciale basata sul cibo, specie prosciutti e zamponi, pizze e paste alimentari, formaggi e dolciumi, vini e liquori, che sarebbero poi i veri capolavori di questo paese di grandi artisti, secondo l’Agroalimentare Italiano e la Cremonini. Un evento dove l’Italia conta su un flusso enorme di visitatori dall’interno ma soprattutto dai paesi esteri. Ovvio che in queste circostanze fare un discorso purista e coerente significa rimanere non solo delusi e isolati, ma anche impopolari ed inascoltati.

IL PARADOSSO E LE STONATURE ESISTONO E DISTURBANO

I punti che hai sollevato sono tutti condivisibili. Il fatto che i maggiori inquinatori e i più impenitenti massacratori di animali del pianeta siano nel contempo le colonne di sostegno della grande super-manifestazione milanese, non è solo un paradosso, ma è anche una contraddizione e una stonatura che stride e disturba non poco.

C’È POCA MONSANTO MA TANTA SYGENTA

Vero è che tra gli sponsor mancano la Monsanto e la Bayer. In compenso però c’è la presenza massiccia della Sygenta di Basilea che produce semi e piantine, nonché una linea completa di erbicidi, fungicidi ed insetticidi. Nata nel 2000 dalla fusione della Novartis Agri-Business e la Zeneca Agrichemicals, la Sygenta risulta essere un gigante delle biotecnologie, una tra le multinazionali più attive sul territorio italiano.

LE RISORSE FINANZIARIE CHE CONTANO SONO DI PERTINENZA DEI GRANDI LADRONI

Ovvio che eventi di questa portata non sarebbero mai possibili senza il supporto e la sponsorizzazione dei giganti dell’alimentazione, delle bevande, dell’agroalimentare e della chimica. Che piaccia o no, il fattore pecuniario diventa fondamentale e prioritario, e il grosso delle risorse finanziarie sta nelle loro mani. I produttori di radicchio, di arance, di patate non irradiate, di carciofi e di vegetali bio mai potrebbero reggere il confronto o proporsi come pilastri di sostegno ad eventi del genere.

NON SIAMO MESCHINI E NON SIAMO AUTOLESIONISTI

Alla fine caro Pierluigi il rischio che corri tu, e che corriamo noi tutti, quando diciamo le cose come stanno e ci mettiamo di traverso, è quello di non solo rimanere tagliati fuori dalla festa, ma anche di fare la figura meschina ed immeritata degli anti-italiani o degli autolesionisti che remano contro il progresso e la ripresa di un paese tuttora falcidiato dalla disoccupazione giovanile, da aziende familiari e artigianali che chiudono e da imprenditori, perseguitati dal fisco e dalle tasse, che scelgono di togliersi la vita.

VOGLIAMO L’ITALIA AI VERTICI, SUI POSTI CHE LE COMPETONO

Dobbiamo dimostrare che noi siamo affatto contro la ripresa dell’Italia, ma che al contrario la vogliamo ai vertici mondiali sul piano della salute e della sana alimentazione, mediante frutta e verdura biologica, mediante carciofi, cardi, pomodori secchi, olive, mediante olio extravergine estratto a freddo, vini non più Doc e ad alta gradazione ma leggeri, succhi d’uva e di mela, delizie confezionate in modi avanzati, mediante confetture virtuose prive di zucchero e di aspartame, mediante pizze vegane e paste al pomodoro, mediante lotta ai giganti dei veleni, mediante lotta alle discariche, mediante promozione intensa delle idee di Pitagora, Archimede, Marco Aurelio, Cecco Angiolieri, Dante, Boccaccio, Leonardo, Giordano Bruno, Luigi Alvise Cornaro, mediante i 600 anni di Roma Imperiale priva di medici e il millennio della irripetibile Scuola Medica Salernitana.

ESISTONO MODI MIGLIORI PER CONTRASTARE I COLOSSI DEL MALAFFARE

Non so se andrò all’Expò. Vedrei però molto volentieri all’interno e all’esterno di tale super-fiera alcuni stand sobri, ma ugualmente attraenti, funzionali e ben congegnati, in rappresentanza di prodotti validi e di libri validi, di iniziative culturali ed alternative, di associazioni pacifiste e animaliste, capaci di dimostrare e di far percepire ai visitatori dall’Italia e dal mondo intero, che questo nostro paese non è fatto solo di Colossi del Malaffare camuffati da Multinazionali Virtuose ed Apportatrici di Valori nella visuale di un Premier tanto spumeggiante in fatto di battute quanto piatto e mediocre nella sostanza.

RENZI NON È DANTE

Un premier come Renzi non mi scandalizza affatto, essendo egli la sintesi e il coagulo evidente dell’Italia in svendita, dell’Italia colonizzata, dell’Italia in cerca di oboli, dell’Italia avvinazzante e caseinizzante, dell’Italia priva di nerbo, dell’Italia che reagisce poco e male alle minacce ed agli insulti teorici e concreti, dell’Italia colonizzata ed incapace di dire la sua, dell’Italia incapace persino di distinguere tra il bene e il male, dell’Italia serva e di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello, ben dipinta da un Fiorentino di Grande Valore chiamato non Matteo Renzi ma Dante Alighieri.

ORGANIZZIAMO UNO O PIÙ CARRI ALLEGORICI, ANZICHÈ SPRECARE RISORSE A CARNEVALE

Vedrei volentieri all’interno dell’Expo qualche scenetta provocante, tipo un carro con il vitello, l’asino, il maialino, il cavallo, lo struzzo, il tacchino, l’oca, la gallina e l’anatra con relativi pulcini, col cartello “Condannati a morte violenta per sentenza dei Fast Food e dei Mangiatori di Cadaveri”. Siamo così bravi in Italia ad allestire in quattro e quattr’otto iniziative di questo tipo, sfilate e teatri carnascialeschi! Se a un carro del genere, addobbato a regola d’arte, non venisse concesso di stare dentro la fiera a pagamento, si potrebbe sempre piazzarlo strategicamente fuori, magari davanti agli ingressi principali o nei loro immediati paraggi. Chissà che qualcuno non mi ascolti e non inventi qualcosa del genere!

FACCIAMOCI SENTIRE ALL’ITALIA E AL MONDO INTERO CON LA FORZA E L’ETICA DELLE NOSTRE IDEE E DEL NOSTRO GRANDE PASSATO

Meglio dunque evitare l’emarginazione e prendere la palla al balzo. Meglio sfruttare l’irripetibile occasione per farsi sentire, per dimostrare ai milioni di visitatori che da noi esiste una opposizione civile, pacifica, spiritosa e battagliera, capace di portare non violenza e distruzione, ma idee e proposte, valori veri e non fasulli, valori diametralmente opposti a quelli espressi in modo banale e indecoroso dal premier Matteo Renzi.

Valdo Vaccaro

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