L’ITALIA DALLE VACCHE MAGRE

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LETTERA

Ciao Valdo. In riferimento ad alcune tue tesine di questi giorni (“I famigerati saldi in un manicomio chiamato Italia“), se ti può essere utile, qui ho raccolto alcune tue opinioni sulla “questione economica”. Si tratta più che altro di tuoi commenti, che possono servire per riflettere un po’ di più.
Alessandro

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TUTTO SOMMATO SONO UN SOGGETTO MODERATO E SOBRIO

Sto barcamenandomi in mezzo a un mare di pressioni, in totale assenza di soddisfazioni economiche, giuridiche, istituzionali, normative. Tutto a mio rischio e pericolo personale. Non è solo una questione di minacce, maleducazione ed insulti. Non è questione di denunce anonime e di controlli dei Carabinieri o della Polizia Municipale. Non è questione di Striscia la Notizia (vedi ingiurioso ed inglorioso scoop a casa di Carmelo Scaffidi). Non è questione di muovermi vulnerabile in conferenze esterne privo di qualsiasi protezione personale da eventuali malintenzionati. Tutto sommato sono un soggetto moderato e sobrio.

L’IMPEGNO DA GRAVOSO STA DIVENTANDO MASSACRANTE

Sto lavorando letteralmente 15 ore per dì davanti al computer senza alcuna esagerazione. Non sto dando una mano alla famiglia. Trascuro e ritardo i lavori nel giardino, nell’orto, nel frutteto e nel bosco. Ricevo pressioni e critiche tipo “Papi noi per te non esistiamo”. Mando il William a care lezioni esterne e sostengo pure Francesco all’università, e non sto a citare i costi visto che più o meno si sanno. “Pensa ai tuoi ragazzi”, ammonimento giornaliero di amici e parenti. ” “Papi, fa più ginnastica e più bicicletta per favore”, “Papi ti stai spegnendo davanti al computer”, frasi che mi rimbombano nella mente. Il tutto mentre luce, telefono, riscaldamento, acqua, balzelli comunali, auto e imprevisti, implicano costo-vita fisso di mezzo migliaio di Euro al giorno.

IL SOSTEGNO MORALE LO SENTO IN CONTINUAZIONE

Non è un appello a rimborsi o a donazioni. Qualcuno non disdegna di farlo e, dettaglio antipatico ma reale, non riceve poi nemmeno i miei ringraziamenti, tanto sono male-organizzato in questi dettagli. Non sono in difficoltà finanziarie. Saprò cavarmela da me, come del resto ho sempre fatto. Corro persino il rischio di ridiventare benestante in termini pecuniari, se i miei libri si affermassero a livello internazionale, e se riesco a sopravvivere fisicamente a questo ritmo infernale. Ricco e straricco lo sono già in termini di soddisfazioni morali. E soprattutto di questo sono grato ai tanti amici che mi seguono.

QUALCOSA SI STA MUOVENDO

Ma i diritti d’autore sono attualmente una miseria. Se vengono sottoposti a tassazione italiana diventano addirittura oboli. Mi conviene dunque mantenere il mio ultra-decennale status di residente Aire (Associazione Italiana Residenti Estero) in zona Hongkong, dove non solo ho il conforto e l’affetto dei genitori della Kathleen, ma dove tutto si fa fuorché tartassare le attività economiche della gente. Dove le tasse sono ancora umane e non persecutorie come in questa Italia di dolore ostello.

ANZIERE TEMPORANEO DI UN PAESE CADUTO, SPERO SOLO TEMPORANEAMENTE, IN DISGRAZIA

Non ho status di residenza, ma sono al momento in vacanza temporanea sul mio territorio italiano, per cui non ho diritto a svolgervi alcuna attività economica. Ma anche se fossi qui residente, nessuno venga a dirmi che esistono stimoli statali o comunali, o esenzioni tasse per fondare una impresa, sia pur modesta e individuale. Le imposte fisse le paghiamo tutti in modo salatissimo, basti pensare alla benzina, o al gasolio da riscaldamento dove un pieno costa 3000 Euro e dura 2 mesi, e a tutte le percentuali in più che sborsiamo quotidianamente nel fare i diversi acquisti. Ma fare oggi impresa sul territorio italiano è qualcosa di impossibile e di eroico. Non è un caso che tutti, grandi e piccoli, scappino e vadano fuori dalle scatole o meglio dallo Stivale, grazie ai fanfaroni, ai ruffiani e ai banchieri che manovrano in modo disgraziato, corrotto ed incompetente questo paese.

15 CARTE DA FIRMARE OGNI ANNO PER UN OBOLO MENSILE DI 737 EURO

Sono diventato emigrato-Aire 40 anni fa favorendo, nel mio piccolo, l’export di diverse aziende Italiane verso l’Asia. Non ho mai preso una lira o un euro, mai una regalia, mai un assegno familiare dallo Stato. Salvo due anni di presalario universitario. Per la mia attuale pensione di 737 euro al mese, che serve a coprire un giorno e mezzo del mese e niente di più, ho versato a mio tempo fior di contributi sia da lavoro dipendente che da lavoro autonomo (10 anni di versamenti Enasarco senza accredito di una lira, complimenti ai ladroni), e ad ogni stagione mi vedo costretto a produrre 15 documenti firmati per confermare che la merito e che non ci sono imbrogli.

SE NE STESSERO ALMENO CHETI E PASCIUTI A CASA

Capite il perché non posso sopportare lezioni di spirito civico e appelli anti-evasione da gente come Prodi e Monti, che spremono liberamente ed impunemente da anni le mammelle della Lupa e di Mamma Italia, e che sono ricoperti da super-pensioni, super-assegnazioni, super-bonus interni ed internazionali, da bende, prebende e post-bende. Ho sempre una famiglia di 3 persone a mio carico da mandare avanti, e sono sempre costato zero lire o zero euro allo stato italiano. Ci sono troppe facce di bronzo pronte ad apparire come salvatori della patria dopo che l’hanno affossata, disintegrata e sfruttata in mille sofisticate maniere.

DA PAESE DINAMICO, UNICO E FERTILE, A TERRA INVIVIBILE ED INOSPITALE

L’Italia è stata per secoli il paese del sapersi arrangiare. Il paese dell’intraprendenza e dell’iniziativa. Il paese del darsi da fare e del rendersi utili a se stessi e agli altri. ll paese dei compromessi e del saper chiudere un occhio. Il paese del tanto privato e del poco stato. Quella era la formula giusta del suo successo nel mondo. Con la sua indipendenza, la sua autonomia e la sua liretta, con la sua giusta quota di nero e la sua sopportazione nei riguardi della complessa macchina statale dalle mani bucate.

FACCIAMO UNA COLLETTA NAZIONALE PER IL NOSTRO POVERO CAVALIERE

La pretesa attuale di trasformare l’Italia in uno stato di polizia tributaria e di inseguimento del privato cittadino, del cercargli ogni banconota, nel portafogli e persino nel portamonete, ha reso il paese invivibile, alienante ed inospitale, sia per i turisti che per i suoi stessi cittadini. Lo stato controllore e poliziesco non è assolutamente tollerato dal popolo italiano nell’assieme. Caccia all’evasore? Si controllino gli stipendi e le gonfiatissime pensioni di personaggi vicini al governo e alla politica. Si valuti il tutto con criterio di costo e rendimento, di utilità e inutilità sociale. Si scovino gli assorbi-risorse e i buchi neri prodiani. Non ho nulla in mano per soppesare, valutare, difendere o condannare il Mitico Cavaliere. Perseguitare Berlusconi per il suo dominio televisivo e per i suoi alti profitti? Ma se è solo il 187° ricco al mondo. Sarà meglio che facciamo una bella colletta nazionale e lo portiamo un po’ più in alto! O vogliamo lasciare nelle prime posizioni degli infidi mestatori tipo Billy Gates?

L’ITALIANO POVERO AMBISCE A DIVENTARE RICCO

L’italiano tipico non è affatto un egualitarista di tipo sovietico o maoista. Non mette la tuta verde ma veste griffato, non appena ha due soldi da spendere. Se è disoccupato punta a una opportunità di lavoro per sostenere se stesso e la famiglia. Se è povero punta a diventare ricco. L’italiano comunista poi è uno che non disdegna l’imprenditoria, la Ferrari e la Lamborghini. Rassomiglia più ai commisti odierni di Putin, che viaggiano in prima o in business class, affollano gli alberghi mondiali da 500-1000 Euro a notte, e non certo le pensioni low-cost per studenti ed operai. Tassare le prime e le seconde case, perseguitare l’arte del creare reddito comunque e dovunque essa avvenga nell’ambito del convivere civile, mettere sotto-sopra il paese nella folle pretesa di cambiargli i connotati e stravolgervi le caratteristiche peculiari non è una mossa di civiltà o di equipollenza fiscale ma un suicidio nazionale.

CHI HA SVENDUTO L’IRI E DEPAUPERATO LO STATO ITALIANO NON HA SUBITO MAI ALCUN PROCESSO

Finché non si mandano a casa, cioè in esilio, i maciullatori della repubblica italiana, gli speculatori e gli svenditori dell’IRI nonché i banchieri goldmansachsiani e montepaschiani servi di Soros, i Prodi e i Monti in prima fila se mi è concesso di parlare chiaro, sarà difficile rimettere in marcia questo paese. Fino a quando non ci liberiamo dello status di colonia della Monsanto, della Pfizer, di Rockefeller, della Federal Reserve, dei Banchieri Ladri e della Casa Bianca, non ci sarà speranza per i giovani di questo paese, disoccupati al 50% e destinati a cercare fortuna nel Gratta e Vinci o nelle scommesse clandestine. La strada giusta ce la stanno indicando i governanti sud-americani, l’Ecuador, l’Argentina, il Venezuela. Orgoglio nazionale e America-Gendarme Finanziario go home! Liberati dagli americani? Non facciamoci ridere. Se erano tutt’uno con Adolf Hitler! Riscriviamo seriamente un po’ di storia moderna, alla lince di quanto realmente accaduto.

ROTHSCHILD, MARCINKUS, BANCA VATICANA E ROBERTO CALVI CON LA CORDA AL COLLO SOTTO IL PONTE DEI FRATI SCURI

Il Monte dei Paschi, i loschi traffici intorno a Parmalat, i coinvolgimenti dello IOR-Banca Vaticana legata ai mamma-santissima mondiali Rothschild e alle corone britanniche-olandesi, riportano in auge zone oscure ed episodi mai chiariti nella storia recedete dell’Italia. Paul Marcinkus era tutt’altro che un incapace. Tramite il Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, tramite Michele Sindona e Lucio Gelli portò la Banca Vaticana a vette mai raggiunte prima. L’impiccagione orribile e simbolica di Roberto Calvi sotto un ponte del Tamigi grida ancora vendetta!

SPERO DI NON DOVER CHIEDERE LA CANCELLAZIONE DELLA MIA CITTADINANZA

Premesso che rispetto ogni credo politico ed ogni religione, che non sono di destra, né di sinistra, né di centro, né grillino, né berlusconiano, né qualunquista, ma un semplice essere pensante, dico pubblicamente che, se in questo paese ci dovesse essere la prevalenza e il mantenimento in zona-potere di gente come Prodi e come Monti, chiederò pubblicamente al prossimo presidente della Repubblica di essere cancellato della mia cittadinanza italiana.

DIGERISCO TUTTORA DISCRETAMENTE E NON SOPPORTEREI IL VOLTASTOMACO

Non potrei sopportare uno che ha distrutto l’economia italiana regalando imprese di stato a chi gli pareva e al prezzo di regalia. Uno che ha familiarizzato con il mandante della barbara esecuzione Moro (Kissinger). Uno che ha persino dato una laurea honoris causa a George Soros, distruttore numero uno dell’export della piccola industria italiana. Non potrei sopportare ulteriormente un premier che, senza alcun ritegno, canta tutti i giorni il ritornello di aver salvato l’Italia dal baratro, quando ha invece portato il PIL italiano non al previsto -1,4%, ma addirittura a un peggioramento del -2,4% di partenza (dati resi noti giorni fa dall’economista Francesco Forte).

ITALIA PAESE RESO AL MOMENTO IMPOSSIBILE ED INOSPITALE

Purtroppo l’Italia è letteralmente devastata da una disoccupazione che colpisce in modo micidiale ogni settore di attività. Una specie di spirale negativa che non risparmia nessuno. Stato, regioni e comuni tutti assetati ed affamati di soldi e pronti a saltare addosso ad ogni azienda e ad ogni cittadino con i propri schemi di imposta, allucinanti e fuori da ogni realtà, quasi che alla gente piovessero euro dal tetto, e quasi che si potesse estrarre sangue e linfa economica dai muri delle case, sottoposte a insostenibili balzelli.

USCITA PROBLEMATICA DA UN TUNNEL FRANATO

I governanti non hanno ancora capito che è cambiato tutto e che la precarietà vale per ognuno e non soltanto per cittadini, artigiani e industriali impegnati nella difficile arte del sopravvivere. Continuano a vedere l’uscita dal tunnel quando il tunnel non esiste più e la galleria è letteralmente franata. Non hanno capito che il riduzionismo economico, commerciale e fiscale devono essere proporzionati alla drammatica realtà dei fatti e non ai loro obsoleti ed illusori schemi mentali.

MANCA IL SENSO DELLE DIMENSIONI

Limano il carico fiscale di 2 punti percentuali su un balzello per recuperarne 4 su un altro. Pensano di cavarsela con tagli fiscali del 5%, quando in Italia servirebbe un taglio del 95%, ripristinando in modo mai tentato prima istituzioni virtuose e sparagnine, attente a spegnere neon e riscaldamento quando non serve, attente a rendere efficacissimi uffici e servizi col minimo di personale e di spesa.

L’ESEMPIO DEL COMUNE DI TAVAGNACCO

Prendo l’esempio più vicino a me. Quando ero ragazzo negli anni ’60, cioè 50 anni fa e non nel Medioevo, il Municipio di Tavagnacco-Udine funzionava in modo magnifico e nessun cittadino aveva motivo per lamentarsi. C’era il mitico Pio, una gamba perfetta e l’altra non piegabile, che aveva la chiave generale dell’intero edificio, un modesto fabbricato della frazione Branco (allora sede geograficamente centrale del Comune). Veniva giornalmente in bici da Feletto, anche nei giorni di pioggia e di neve, usando solo il pedale sinistro e l’ombrello, 6 giorni a settimana dalle 8 del mattino alle 18 di sera.

TRE PERSONE MANDAVANO AVANTI L’INTERA BARACCA

Era coadiuvato da una ragazzina fresca di scuola per il settore anagrafe. Tutto il resto lo faceva lui, per uno stipendio che era la metà dell’operaio di fonderia. Il Sindaco nessuno sapeva chi fosse. Il Vicesindaco Giuseppe Barboni sì. Era dirigente di impresa e, dedicava qualche ritaglio serale per firmare i documenti ufficiali del Comune. Per le tasse c’era una terza persona che, una volta l’anno, parlando di persona amichevolmente e timidamente coi capi-famiglia, uno ad uno, addiveniva rapidamente a una tassa annua simbolica, onnicomprensiva e concordata con reciproca fiducia e rispetto.

SITUAZIONE ODIERNA

Oggi, 50 anni dopo, il Municipio di Tavagnacco sta nella frazione Feletto e ha forse un centinaio di uffici se non oltre. Tra sindaci, vicesindaco, assessori, consiglieri, periti, geometri, architetti, ingegneri, medici, polizia urbana, ecologisti, cimiterialisti, contabili, cassieri, uscieri e quant’altro, impiega come minimo un centinaio di persone se non oltre. Ho citato il Comune di Tavagnacco, uno dei migliori d’Italia per efficienza e funzionalità, e non lo dico perché il sindaco Mario Pezzetta è amico di gioventù.

GONFIAMENTO PATOLOGICO ED INSOSTENIBILE DELLE ISTITUZIONI

I Comuni si sono caricati di ruoli e di funzioni, gonfiando i bilanci in modo spaventoso. Gli enti pubblici non possiedono nel Dna il gene dell’azienda che razionalizza e centellina i suoi conti, ma sono piuttosto tarlati dal Dna dello spreco e del dissesto. Il posto poi è sicuro e nessuno ti può licenziare. Sicurezza a vita. Troppo bello per essere vero.

RAZZA PADRONA VORACE E MEDIOCRE

Non ho la ricetta magica. Non intendo dire che il Comune debba mandare a casa i suoi dipendenti ad ingrossare le fila dei disoccupati. Ho solo voluto fare un raffronto tra la sana situazione di “Poco e niente stato” di allora, e la patologica situazione di “Tanto e troppo stato” di oggi, con Parlamenti, Istituzioni, Sindacati, Partiti, Banche ed Assicurazioni intasate di razza padrona vorace e mediocre nel contempo. Razza padrona e divina capace di digerire disinvoltamente per decenni stipendi e pensioni miliardarie da nababbi, 50 e 100 volte più alte di quelle dei comuni esseri mortali, e capace persino di controllare il portamonete alla gente e caldeggiare ossessiva caccia a chi evade il fisco. Troppo comodo e troppo bello. Troppo stato e troppo spreco. Troppa incapacità a leggere la situazione reale.

ROSSO COMUNISTA O ROSSO FERRARI?

Troppa gente viziata da sicurezza automatica ed inalterata nei propri vantaggi di posizione, nelle proprie avidissime ed incontestate mangiatoie. Troppi socialcomunisti di facciata alla guida di Ferrari, Porsche e Maserati. Troppi studenti in disperata posizione di posteggio universitario, desiderosi di vacanze ai Caraibi, di moto Ducati e di mille altre comodità, ma dalle tasche vuote e dai conti in banca in rosso stabile, assaltati da oscene ed inarrestabili. Troppi figli bamboccioni privi di prospettive e di mezzi di sostentamento. Ma cos’è la destra? Cosa è la sinistra? Sento più che mai forte la mancanza di Giorgio Gaber e delle sue irresistibili parodie sul potere e sulla politica.

VACCHE MAGRE CHE TRIPLICANO GLI ANNI DI MISERIA

Troppi economisti incapaci di capire che i sette anni biblici delle vacche magre si sono già raddoppiate, e tendono a triplicare. Troppi illusi che paragonano la crisi odierna a quella del ’29, dove i disoccupati mangiavano un piatto di polenta e ceci, e tornavano a casa in bici a costi ridicoli per se stessi e per lo stato, mentre oggi costano un occhio della testa, producono zero e vanno in casse integrazione prive di fondi, rientrando a casa non in bici ma in autovetture di lusso coi bolli scaduti e i serbatoi in costante riserva.

ZERO SPESE PER LO STATO ITALIANO

Ho 70 anni e non ho mai costato una lira per spese sanitarie e sociali allo stato italiano. Non so cosa sia e chi sia il medico di famiglia. L’unica volta che mi è successo di entrare in un ospedale (a Tolmezzo nel 2007) per un’operazione da trauma ortopedico, ho pagato ogni spesa direttamente con assegno personale. Stessa cosa per i miei due figli Francesco e William di 24 e 17 anni. Non so cosa siano gli assegni familiari. Stessa cosa per mia moglie Kathleen da 25 anni cittadina italiana. Zero spese sanitarie e zero risorse assorbite dallo stato italiano.

NIENTE RINGRAZIAMENTI E NIENTE SCONTI

Nessuno mi ha mai mandato due righe di ringraziamento o di complimenti per questo, dandomi così la netta sensazione che da queste parti l’essere sani e non costare una lira alla comunità sia un crimine piuttosto che un comportamento civile degno non di premio Nobel ma almeno di esenzioni e sconti sulle tasse, come avviene nella vicina Germania.

INSEGNARE SALUTE VERA È UN PERCORSO MINATO

In compenso ho avuto la visita dei Carabinieri per aver insegnato al pubblico gratuitamente qualche tecnica di benessere in più, evidentemente poco gradita al Codex Alimentarius, alle spie telefoniche della CIA e di Scotland Yard, ai Leccapiedi dello stato leader, di Obama, della Monsanto e delle multinazionali. Dopo aver lavorato una vita e versato persino contributi volontari integrativi, da 5 anni mi viene versata una pensione di alcune centinaia di euro, appena sufficiente per comprare le batterie dei telefonini ai miei due ragazzi e forse per i loro libri di testo a scuola. Ritengo dunque di avere il diritto di fare qualche libera considerazione.

I FURBASTRI DELL’ENASARCO

Non piango miseria e non non sono in lista per dei contributi, ma qualcuno mi dovrà pur spiegare il motivo per cui ad ogni scadenza dell’anno l’INPS mi invia mezzo chilo di carte incomprensibili per verificare se ho davvero diritto alla mia pensione-elemosina, dopo che l’Enasarco, altro ladrone statale, si è preso da me 9,6 anni di contributi per dirmi alla fine che ne volevano dieci di anni almeno per aver diritto alla sua pensione integrativa!

SI STAVA MEGLIO DAVVERO QUANDO SI STAVA PEGGIO

La cosa vale per Tricesimo, il mio attuale comune di residenza e limitrofo a Tavagnacco, e probabilmente per tutta Italia. Un esempio del confronto esistente tra l’Italia snella, semplice, sobria, libera e spensierata ed accogliente di allora e l’Italia burocratica, ansiogena, asfissiante, persecutoria di oggi, dove si fa la gara a farti pagare un salatissimo affitto sulla tua casa prima e seconda casa di proprietà (cosa ridicola e degna di uno stato staliniano), e dove i vigili si nascondono dietro gli angoli per appiopparti multe salatissime, visto che con le imposte sulla benzina, nota bene le più alte al mondo, le istituzioni con ce la fanno comunque a campare.

UNA SOCIETÀ DEMOTIVANTE E STROZZINA CHE OFFRE BEN POCO

In queste condizioni, che chiamare schizofreniche e kafkiane è eufemistico, capirai quale voglia può avere la gente giovane di prendere iniziative, di cercarsi un lavoro, di crearsene uno, di assumere una persona, di vivere nel territorio, di sposarsi una donna anziché un uomo, di generare un figlio per vie normali e vederselo sottoporre a 10 pericolose ed inutili vaccinazioni.

IMMIGRATI CHE ANNEGANO COME TOPI E CHE VIVONO COME TOPI

Ne stiamo vedendo troppe e di troppi colori. Immigranti in cerca di rinascita, cioè uomini, madri e bambini, che finiscono a centinaia come topi annegati. Immigrati inseriti nel sistema come raccoglitori di frutta e verdure, pagati 35 euro al giorno meno 10 euro per spese di pranzo e cena, sistemati in tende e ripari di cartone, privi di servizi igienici e di una dignitosa e umana sistemazione.

ITALIANI IMPOVERITI E GIOVANI CHE FANNO LA QUESTUA NELLE STAZIONI FERROVIARIE, IN ABISSALE CONTRASTO CON I NABABBI DI MONTECITORIO

Ne stiamo vedendo di troppe davvero. Cittadini italiani lavoratori dipendenti, autonomi, cassaintegrati, pensionati e disoccupati che quando va bene prendono paghe e pensioni di improbabile sopravvivenza, mentre a Montecitorio barbieri, falegnami, meccanici, elettricisti, centralinisti, assistenti parlamentari o commessi (400 persone) entrano con 30.000 euro e dopo 40 anni ricevono uno stipendio di 140.000-160.000 euro, più una selva di indennità e commisurate pensioni. Mentre i consiglieri parlamentari (170 persone) entrano con 65.000 euro ed escono con 360.000. Quanto ai deputati, percepiscono vitalizi da 80.000 euro anno.

AL SENATO SI PAPPA ANCORA MEGLIO

Al Senato le cose non vanno certamente peggio. La busta mensile arriva pure come 13°, 14°, 15° e 16°, in un paese che conta 5 milioni di giovani disoccupati, 520.000 cassaintegrati, e una scarica di gente che ha mutui da pagare e che dorme in auto e persino sotto i ponti.

SERGIO MARCHIONNE E LA FIAT

Se andiamo nelle banche, i managers non fanno una grinza quando ricevono lo stipendio in busta gonfia di banconote o con assegni circolari dalle cifre immoderate, immeritate ed esorbitanti, con 12 volte l’anno ma 13, 14 e 15, quasi che dicembre finisse al primo di aprile! Né fa una grinza Sergio Marchionne alla Fiat, che guadagna ogni mese uno stipendio 1037 volte maggiore di quello del suo medio dipendente, e 1500 volte maggiore della sua manovalanza.

LUCA DI MONTEZEMOLO E LA FERRARI

Né mostra segni di imbarazzo Luca Cordero di Montezemolo che nel 2010 si è preso 8,7 milioni netti di euro, di cui 1,3 milioni di buonuscita dalla Fiat e 7,5 milioni come stipendio annuo alla Ferrari (23800 euro al giorno). Mario Tronchetti Provera poi è quasi sfortunato, visto che la presidenza Pirelli gli apporta solo 5,5 milioni annui e 5000 euro al giorno, paga da fame. Idem Paolo Scaroni, amministratore delegato Eni, con 4,4 milioni e 12000 euro al giorno. Idem Cesare Geronzi, presidente Mediobanca e poi Generali che supera i 5 milioni/anno.

72000 EURO PER MARIO MONTI, COL RISCHIO DI NON ARRIVARE A FINE MESE

Per fortuna che c’è Alessandro Profumo, presidente Unicredit e consigliere Eni, il più strapagato d’Italia, con 112.000 euro al giorno. Quanto poi a Mario Monti, si accontentava di 72000 euro al mese, di cui 12000 come capo del governo, 25000 come senatore a vita e 35000 come miserabile pensione. Niente male per uno che che ha invitato i giovani italiani ad evitare la monotonia del posto fisso, e che ha pure invitato una cittadinanza super-tassata a fare ulteriori sacrifici.

620 MILA EURO ANNUALI AL CAPO DELLA POLIZIA

Ne stiamo vedendo di troppe, col neo-commissario governativo alla Spending Review, Carlo Cottarelli, appena insediato nella compagine ministeriale per 260.000 euro annuali, meno di quanto prendeva a Washington al FMI dove prendeva 330.000 US$, con ahimé il 7% di contributi pensionistici e il 12% di contributi sanitari. Del resto viviamo in un paese dove il capo della polizia prende 620.000 euro/anno. Il capo del governo Letta ci sta poi 12000 euro al mese, mentre la Angela Merkel in Germania prende 7.500 al mese.

LA PENSIONE DI MONTI EQUIVALE ALLA MIA MOLTIPLICATA PER 50

C’è ancora qualcuno che ha la faccia sosta di chiamare tutto questo democrazia? Siamo sicuri di vivere in uno stato civile e di non essere retrocessi ai tempi dei plebei e dei patrizi, dei paria e dei marajà, dei miserabili e dei padroni, dei servi della gleba e dei cicisbei? Chi scrive prende una pensione di 750 euro mensili, e gli vengono concesso con riserve, con sospetti e con richiesta annua di visure catastali, di certificati vari e di dichiarazioni firmate all’INPS. Monti ne prende 35000, ossia non 5 volte di più che già sarebbe scandalo, ma 50 volte di più, senza dover nemmeno battere ciglio.

Valdo Vaccaro   (Sintesi ed elaborazione di Alessandro Siri)

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