LOTTE INTERNE MORTALI PER IL POTERE IN CINA

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PARTITA DECISIVA TRA XI JINGPING E IL RIVALE DI SEMPRE JIANG ZEMIN

Il leader maximo Xi Jinping è intrappolato in un gioco mortale per la sua sopravvivenza al potere in Cina. Si tratta di una lotta all’ultimo sangue col precedente leader Jiang Zemin. Il punto di svolta decisivo sta dietro l’angolo. Il prossimo anno ci sarà il meeting dei massimi caporioni di partito, dove Xi cercherà di far approvare il suo terzo mandato, cosa mai successa in precedenza, salvo che nel caso di Mao Zedong che fu presidente a vita. Va rilevato che Xi Jinping è una figura anomala della politica cinese, nel senso che non è presidente e non è dittatore, oppure è entrambe le cose.

ESISTE UN MURO DI AVVERSIONE E UN ACCERCHIAMENTO DELLA CINA DA PARTE DI TUTTE LE POTENZE ASIATICHE

In ogni caso nessun presidente governa da solo in Cina. Xi in particolare ha bisogno del Partito se vuole restare in sella per il suo 3° termine. Questo non è per niente facile, perché ha molti nemici che stanno facendo di tutto per mettergli il bastone fra le ruote. Esiste una grande e sorda antipatia interna nei suoi riguardi. Burocrate e uomo di apparato. La gente e i membri del parlamento lo temono ma non lo amano. Occorre ricordare che la sua stessa prima nomina avvenne in mezzo a una dura lotta per il potere. Xi viene considerato in Cina come un arrivista, come uno scalatore sociale, uno che mette la propria figura personale al centro del mondo. L’aver creato ostilità ed avversione verso la Cina sul piano interno e su quello internazionale è una colpa gravissima che gli viene attribuita.

QUESTI MESI FINALI DEL 2021 SONO I PIÙ CARICHI DI INSIDIE

Una cricca, legata a Zemin, ha persino cercato di assassinarlo mentre era in visita di stato a Nanchino. Zemin aveva il controllo dell’apparato militare e dell’ancor più potente apparato della sicurezza interna. Xi riuscì a sventare il pericolo con una massiccia campagna anti-corruzione. Ed ora, in questi giorni, si giocano le ultime e decisive fasi di quella lunga contesa. Una partita senza esclusione di colpi, una partita per la vita o per la morte. Questo è il momento di maggior pericolo per Xi, in quanto deve cementare il suo potere in vista del meeting generale del PCC nel 2022. La prova di questo è che da diversi mesi non si muove da Pekino nell’evidente timore che in sua assenza gli succeda di essere pugnalato alla schiena.

POLIZIA INTERNA E SERVIZI SEGRETI SONO TUTTORA SALDAMENTE IN MANO ALLA FAZIONE DI JIANG ZEMIN

La fazione che fa capo a Zemin ha tuttora il controllo della polizia interna, che include la polizia segreta e tutto il resto. Da ricordare che la Cina spende molto di più per questi apparati di controllo interno che per le intere forze armate. Jiang investì molto per assicurarsi questo potere sin dai primi anni 2000, quando lanciò la sua campagna contro il Falun Gong, per cui creò una specie di organizzazione interna segreta simile alla Gestapo, chiamata Ufficio 610. Questi dettagli vengono confermati dalla affidabile agenzia Net Ease and Sohu.com. L’Ufficio Propaganda Interna funziona egregiamente tuttora in Cina. Zemin ha 95 anni suonati ma è in grande spolvero e rappresenta tuttora un pericolo mortale per le ambizioni di Xi Jinping.

LA LEADERSHIP DI XI JINPING NON HA SOLIDE BASI PER SPUNTARLA

Xi è riuscito a purgare alcune figure basilari dell’Ufficio 610, come Zhou Yongkang, Wei Menghong, Sun Lijun e altri ancora, come risulta dalle pubblicazioni ufficiali di Quisci, stampa del Partito, ma i rumori di un tentativo di defenestrazione anticipata del presidente non si placano affatto. Molti dubitano che Xi riesca a mantenersi al potere nel tempo che va da adesso al summit dei capi comunisti di inizio estate 2022.

LE MINACCE CONTRO TAIWAN NON RISCUOTONO GRANDI SIMPATIE ALL’INTERNO DEL POLITBURO

Il continuo uso di minacce contro Taiwan, le continue violazioni dello spazio aereo taiwanese, non vengono peraltro recepite volentieri dai vertici militari del PLA (People’s Liberation Army). Appaiono anzi in questo contesto un modo per confondere e distrarre i suoi nemici interni. Ovvio che per Taiwan il pericolo esiste, nel senso che l’intera situazione potrebbe sfuggire di mano, magari a causa di qualche incidente imprevisto. Ed è proprio per questo che il governo di Taipei ha scelto al momento di non reagire alle provocazioni messe in atto dai militari della Mainland.

VIVERE IN UN CLIMA CARICO DI INIMICIZIA NON È IL MASSIMO PER LA POPOLAZIONE CINESE

Il rischio concreto per la Cina è anche quello di inimicarsi il mondo intero. La stessa vasta comunità di cinesi all’estero fa pressioni affinché queste politiche autolesioniste cessino. Gli Stati Uniti, per quanto poco valgano le parole di Biden, hanno confermato da tempo che non lasceranno un paese indipendente e nell’orbita Occidentale come Taiwan in balia delle bizze comuniste. Il Giappone e l’Australia tengono in stato di massima allerta le proprie forze navali. Le Filippine stanno facendo altrettanto. L’India è pronta a intervenire in modo massiccio con le proprie truppe incattivite, un vero e proprio incubo per i militari cinesi. Tutti i paesi europei stanno a fianco di Taiwan.

INCERTEZZA IN AUMENTO E CADUTA DI FIDUCIA NEI RIGUARDI DELLO YUAN

Questa situazione di incertezza in Cina va ovviamente ad aggiungersi alle tante questioni calde che già esistono e che rendono la situazione mondiale precaria e instabile, con l’America retta da un presidente incapace, ridicolo e imbarazzante. Esiste una grave crisi del petrolio e dei rifornimenti di materie prime. Esiste una caotica situazione sanitaria per un fantomatico Covid. Esiste una ribellione di massa che nessuno riesce ormai a fermare e che può avere grosse e impreviste ripercussioni nella stessa Cina, inclusa Hong Kong. La stessa situazione finanziaria del paese è a dir poco preoccupante. I paesi che trattano con la Cina pretendono ormai da tempo pagamenti in dollari, o in Euro, e non certo in Yuan. I piani di espansione e di conquista della Cina nei riguardi degli stati africani ricchi di risorse minerali vengono messi in grave discussione da questi venti di guerra. La Cina ha in effetti bisogno di un mondo tranquillo e funzionante. La figura di Xi Jinping non appare affatto capace di garantire oggi come oggi tale tipo di situazione internazionale.

Valdes Sepich Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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