MASTALGIA E CISTI DOLOROSE A ENTRAMBI I SENI

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LETTERA

RICHIESTA DI AIUTO

Ciao Valdo, ho bisogno urgente di aiuto. Mi rivolgo a te che hai un’esperienza a 360 gradi sulla medicina tradizionale, su quella naturale e conosci perfettamente la correlazione tra malattia e alimentazione. Aggiungo inoltre che la tua mente aperta è di gran lunga necessaria per questa mia situazione che sembra essere sconosciuta ai medici tradizionali.

DOLORI A ENTRAMBI I SENI CON L’INGRESSO IN MENOPAUSA

Ho 58 anni e da una decina soffro di mastalgia. I dolori ad entrambi i seni, sopportabili e tutto sommato leggeri, hanno cominciato circa 5 anni fa (forse con l’ingresso in menopausa?) ad intensificarsi con l’assunzione di tisane, integratori naturali come magnesio, alga spirulina (troppi fitoestrogeni?) e persino con rimedi omeopatici a cui mi affidavo per problemi di salute di varia natura. Allora come ora dopo pochi giorni dall’inizio della loro assunzione aumentano i dolori e spariscono più o meno dopo una settimana dall’interruzione. Da circa un anno inoltre mi capita la stessa cosa anche con i farmaci allopatici. Per farla breve ho avuto bisogno di curarmi con degli antinfiammatori per un trauma sportivo (ma è solo un esempio recente) e ho dovuto interrompere la cura scegliendo di salvare il mio seno!

SONO PORTATA A UNO STILE DI VITA SALUBRE

Cerco di fare una vita sana, pratico sport, mangio frutta, verdura, legumi, pochi cereali integrali e saltuariamente le uova. Ho provato anche con il digiuno liquido per 3 giorni ma il miglioramento è stato molto parziale e comunque non risolutivo di base. Il mese scorso ho dovuto interrompere anche l’assunzione del kefir d’acqua.

TIROIDE E ORMONI SONO IN REGOLA

Gli esami alla tiroide mi sembrano ok (FT3 2,82, FT4 1,31, TSH 1,290), gli ormoni sono a posto (solo il progesterone è a 0,30). Dalla mammografia risulta un tenue aggregato di microcalcificazione segnalato precedentemente. Non mostra particolare variazione nel numero e nella distribuzione delle formazioni microcalcifiche segnalate. Non risulta apprezzabile particolare distorsione architetturale locoregionale. L’ecografia rivela due formazioni di tipo cistico al seno sinistro diametro di 3-5 mm. Nel cavo ascellare linfocentro di natura reattiva flogistica. A destra altre formazioni cistiche del diametro di 2mm, 4mm, 5mm e 4mm. In tutti i quadranti si escludono lesioni disproliferative solide o fenomeni fonoassorbenti a tipo tunnel acustico.

I DOLORI AUMENTANO NEI MOMENTI DI STRESS

Ci sono dei peggioramenti anche nei momenti di stress o in coincidenza con eventi negativi importanti. Spesso in coincidenza con l’aumento del dolore al seno i farmaci mi creano frequenti vampate di calore. Cosa mi consigli di fare? I medici a cui ho raccontato queste cose mi hanno ascoltato increduli lasciandomi sola con il mio problema. Grazie per il tempo che vorrai dedicarmi

Luisa

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DI MASTALGIA

Ciao Luisa. Mastalgia deriva dal greco masto=seno e algos=dolore. Il dolore può variare da un semplice e lieve disagio fino ad un dolore gravemente invalidante. Il dolore al seno durante l’allattamento o dopo lo svezzamento non rientra in questa definizione, ma viene invece classificato come ingorgo mammario o come mastite. In ogni caso questo è il sintomo mammario che con maggiore frequenza conduce la donna ad effettuare una visita senoloogica, nel timore di qualche presenza cancerogena.

UN DOLOROSO SENSO DI TENSIONE

Il fastidio più o meno intenso si manifesta in uno o in entrambi i seni e viene definito dalle pazienti come un doloroso senso di tensione. Nella maggior parte dei casi il dolore non è correlato a una malattia neoplastica come il tumore, ma richiede una attenta valutazione perché anche uno squilibrio ormonale potrebbe necessitare di un tempestivo trattamento.

LA CAUSA TUMORALE SI PRESENTA SOLO NELLO 0,5% DEI CASI

Quando il dolore è legato alle modifiche ormonali proprie del ciclo mestruale, di solito è transitorio e si presenta 8-10 giorni prima dell’inizio del mestruo. All’inizio del flusso il dolore normalmente si attenua e scompare nel giro di poco tempo. Altre cause di mastalgia sono le malattie reumatiche o anche l’Herpes Zoster. In questo ultimo caso però il dolore è associato alla comparsa di pustole rosse piene di un essudato trasparente. La casistica più grave del dolore al seno è sicuramente quella associata a un tumore, ma solo nello 0.5% dei casi è il cancro al seno a provocare l’insorgenza della mastodinia.

RIMEDI NATURALI A DISPOSIZIONE

Nei casi meno gravi il dolore al seno può essere trattato con i rimedi naturali. È il caso ad esempio del dolore al seno correlato al ciclo mestruale, quando non sia complicato da importanti alterazioni ormonali. Gli impacchi caldi con acqua, la limitazione delle bevande eccitanti come caffè, te e cioccolata, nonché l’assunzione di vitamina E naturale (vegetali a foglia verde, germe di grano, noci, legumi) e di Omega 3 si sono dimostrati utili.  Gli Omega 3 sono acidi grassi essenziali utili per prevenire e curare le malattie cardiovascolari e il colesterolo. Si trovano in nocciole e mandorle, cereali, semi di chia e di lino e oli vegetali. Sono inoltre presenti nelle alghe, nei fagioli, piselli, lenticchie, ceci e soia. La fonte principale è però il pesce, in particolare acciughe, sardine e sgombro. Per questo motivo il nutrizionismo non rigorosamente vegetariano ne raccomanda un consumo di almeno due volte a settimana.

CISTI MAMMARIE, NODULI E PIGRIZIA INTESTINALE

La presenza di cisti al seno è un problema molto comune, in particolare nelle donne al di sopra dei 40 anni. La maggior parte delle cisti mammarie e dei noduli che possono crearsi sono benigni. Una dieta sana ed equilibrata è di grande aiuto ad evitare sensazioni di durezza e gonfiore, dolori e crampi al seno. Le donne che liberano l’intestino soltanto 2-3 volte alla settimana hanno una maggiore probabilità di sviluppare cisti ai seni.

ABBASSANDO I GRASSI SATURI DIMINUISCE PURE LA PRODUZIONE DI ESTROGENI

Per questo motivo, l’ideale è aumentare la quantità di frutta e verdura fresca nella dieta, diminuendo nel contempo le quantità di pane, riso, patate e pasta, alimenti molto ricchi di carboidrati cotti, ed eliminando ovviamente affettati, carni bianche e carni rosse che abbondano di grassi saturi. È stato dimostrato che quando l’assunzione di grassi si abbassa, diminuisce anche la produzione di estrogeni e di altri ormoni, responsabili della formazione di cisti mammarie.

FARE ATTENZIONE ALLA CAFFEINA

Anche il consumo di metilxantine, o bevande nervine tipo la caffeina, può predisporre alle cisti al seno o alle infiammazioni in zona mammaria. Gli alimenti ricchi di questo tipo di sostanze sono il tè nero, il caffè, le bevande cola e il cioccolato. Se soffrite di cisti al seno, cercate di ridurre queste bevande il più possibile.

VITAMINE NATURALI DA FRUTTA E VERDURA FRESCA

Vitamina E e vitamina A hanno un grande potere antiossidante e possono evitare la formazione di cisti. Questa è un’altra delle ragioni per inserire nella vostra dieta frutta e verdura in abbondanza, poiché queste sono ricche di vitamine. Mandorle, olio di oliva, nocciole, semi di girasole e di sesamo sono alimenti particolarmente ricchi di vitamina E. Carote, spinaci, melone e uova sono alimenti ricchi di vitamina A. L’olio di borragine può diminuire la sensibilità mammaria e i disturbi causati dalle cisti. Questi oli sono ricchi di acidi grassi omega 6, che agirebbero sul muscolo liscio del seno riducendo crampi e dolori. Anche l’estratto di tè verde è un potente antiossidante. Si dice che consumare circa 200 ml al giorno di questo estratto aiuti ad evitare la formazione di cisti al seno.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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1 commento

  1. Paola Tranchina on

    in una risposta riguardo a tumore seno del 2013 Valdo afferma che non esistono carcinomi del seno ormono dipendenti quindi a che serve sottoporsi a biopsia x verificare se il tumore e’ormonodipendente x determinare la terapia relativa ?
    Grazie se qualcuno vorrà rispondermi . Paola Tranchina