PARASSITOSI INTESTINALE, CONTROLLI E RIMEDI

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LETTERA

ANALISI PER LA PARASSITOSI INTESTINALE

Gent.le dott. Valdo, Le chiedo che tipo di analisi mio figlio, 17enne epilettico da due anni e con sindrome autistica, dovrebbe fare per valutare se ha parassiti intestinali. Grazie.

Lina

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RISPOSTA

ECTOPARASSITI ED ENDOPARASSITI

Ciao Lina. I parassiti sono entità non in grado di sopravvivere autonomamente, ma solo a scapito dell’organismo che li ospita (persona o animale), grazie al quale possono rimanere in vita e riprodursi. Si distinguono in ectoparassiti , che vivono a contatto della pelle (pulci, pidocchi, zecche, acari) e endoparassiti , che vivono all’interno dell’organismo (protozoi, vermi). I parassiti intestinali assorbono le sostanze nutrienti dall’organismo nel quale vivono, sfruttandone le risorse.

OSSIURI (ENTEROBIUS VERMICULARIS)

Gli ossiuri sono i parassiti intestinali più comuni nell’essere umano. Sono diffusi in tutto il mondo. Si trovano soprattutto nell’organismo dei bambini e si diffondono soprattutto nell’ambiente in cui essi vivono. L’infezione può avvenire facilmente attraverso le uova ingoiate, che possono essere dappertutto nell’ambiente delle persone infette. Possono infatti esserci uova sulla superficie della pelle, sotto le unghie, nella casa del bambino, nelle lenzuola, negli abiti, ma anche nella polvere. Le larve dei parassiti intestinali si sviluppano nell’intestino tenue per poi passare nel colon. I parassiti intestinali adulti sono lunghi circa 1 cm, sottili, dalla forma di un filo bianco. Gli ossiuri depongono le uova nell’area intorno all’ano. Questo provoca il sintomo più caratteristico della malattia, ovvero il prurito anale. Tra i bambini non è raro che si faccia poca attenzione all’igiene, così le uova possono ritornare facilmente in bocca, e in questo modo infettano nuovamente l’organismo.

APPENDICITE E INFEZIONI VAGINALI DA OSSIURI

Una complicazione dell’infezione può essere l’infiammazione cronica dell’appendice, nel caso delle bambine invece un’infezione vaginale. Due terzi delle persone che hanno contratto gli ossiuri non sono consapevoli di essere affetti da parassiti intestinali, poiché spesso capita che oltre all’agitazione, l’irritabilità e la stanchezza non ci siano altri sintomi. Le infestazioni da Ossiuri sono comuni nelle comunità dove ci si infetta reciprocamente e provocano soprattutto nei bambini insonnia ed irritabilità e nei casi più gravi disturbi nervosi, vertigini e convulsioni.

VERME TONDO (TRICHIURIS TRICHIURA)

Il secondo tipo di parassita intestinale più comune è il verme tondo. L’infezione da verme tondo è in genere asintomatica o con sintomi molto leggeri, per questo è estremamente difficile stabilire il numero delle infezioni. Questi parassiti intestinali in età adulta sono lunghi 3-5 cm. Anche l’infezione da verme tondo avviene tramite la bocca, soprattutto tramite cibi o bevande inquinate, come può venire da granelli del suolo. Le larve si schiudono nell’intestino tenue e poi passano nel colon. Le femmine adulte depongono qui le loro uova che poi vengono eliminate con le feci. In seguito, passando in un ambiente caldo, queste si schiudono nell’arco di cinque settimane. In questo momento le larve diventano infettive. L’infezione si verifica soprattutto in luoghi in cui l’igiene personale è insufficiente e, nella maggior parte dei casi, è asintomatica, per questo il verme tondo è capace di rimanere nascosto a lungo. Questi tipi di parassiti intestinali anche nella forma più grave provocano al massimo mal di pancia, diarrea o nausea. Le complicazioni più gravi di questa infezione si registrano solo nelle aree tropicali. In rari casi si manifesta diarrea cronica con sangue che può portare ad anemia.

ASCARIDI (ASCARIS LUMBRICOIDES)

Gli ascaridi sono dei parassiti intestinali che nella loro forma adulta possono raggiungere anche i 25 cm di lunghezza. Anche l’infezione da ascaridi può rimanere a lungo nascosta, poichè i sintomi più frequenti sono la stanchezza e una tosse continua. Nel caso degli ascaridi le uova dei parassiti intestinali penetrano nell’organismo soprattutto attraverso verdura e frutta non lavate. Le larve si schiudono nell’intestino tenue e attraverso le pareti intestinali entrano nel sistema circolatorio. Le larve dischiuse arrivano ai polmoni e provocano tosse. Ingoiando gli sputi che si formano in conseguenza della tosse l’ascaride ritorna nel canale intestinale. Le uova dei parassiti intestinali vengono eliminate attraverso le feci. Quindi la fonte principale di contagio sono gli escrementi di persone infette. In casi gravi gli ascaridi possono provocare ceppi di infiammazione, la più frequente delle quali è la polmonite. Nella maggior parte dei casi però il malato non presenta sintomi, o meglio i sintomi sono così leggeri che il soggetto non pensa di aver contratto dei parassiti intestinali. Segnali frequenti possono essere anche il gonfiore di pancia, il mal di pancia, la diarrea, il prurito al naso o al retto o altri sintomi allergici.

TENIA (TAENIA SAGINATA, TAENIA SOLIUM)

Le tenie sono parassiti intestinali diffusi in ogni angolo del pianeta. Possono raggiungere la lunghezza record di 9 metri. I due tipi più frequenti di tenie sono la Tenia saginata e la Tenia solium. Entrambi si trasmettono attraverso il consumo di carne non cotta adeguatamente, penetrando così nel corpo umano. Le uova della tenia saginata si attaccano all’intestino tenue. Dopo tre mesi dalle uova si sviluppano i vermi adulti. La parte posteriore dei vermi adulti, piena di uova si stacca dal corpo e, attraverso le feci, va a finire nell’ambiente esterno. Al contrario le larve della tenia solium sono capaci di penetrare le pareti intestinali e quindi entrare nel sistema circolatorio. Le larve passano nei muscoli e nel cervello dove sono capaci di attecchire. Nonostante la gravità della malattia questi parassiti intestinali non sempre provocano sintomi, in questo modo rimangono a lungo nascosti. I parassiti intestinali radicati nei muscoli provocano dolore muscolare. I parassiti intestinali che invece sono attecchiti nel cervello possono provocare anche attacchi epilettici. Questi parassiti sono visibili con le radiografia o l’esame CT. Sulla base di questi esami si può stabilire una diagnosi precisa.

I VERMI

I Vermi o Elminti possono assumere innumerevoli forme. Oltre a quelli appena citati, spessi e tondi come gli ascaridi, o piatti e lunghi come le tenie, ci sono le Filarie, visibili ad occhio nudo anche se sottilissimi come un capello, e la microscopica Trichinella.  Le loro uova necessitano di un ospite intermedio prima di arrivare all’uomo (pesci, molluschi, equini, bovini, pollame, conigli, suini).

I parassiti più comuni di questa categoria sono le varie Tenie, da carne bovina e suina cruda o poco cotta, la Fascicola hepatica (da verdure crude tra le quali il crescione), il Diphylobothrium latum (da carne di pesce persico poco cotta o cruda), l’Anisakis (da pesce crudo, da sushi e sashimi), l’Opisthorchis felineus (da carne di carpa e di tinca cruda), il Clonorchis Sinensis (da carni di salmonidi, carpe e tinche), il Paragonimus (da gamberi e granchi di fiume crudi o poco cotti), l’Echinococcus Granulosus (da verdure crude di un orto dove scorrazzi liberamente un cane che è stato nutrito a sua volta con carne cruda), la Trichinella spiralis (da carne cruda di maiale, cinghiale o cavallo, o di un altro animale nutrito a sua volta con queste carni).

PROTOZOI

I protozoi sono microrganismi unicellulari molto diffusi in natura, con oltre 50.000 specie che popolano i più disparati habitat del Pianeta, dal suolo ai mari più profondi. Vivono a stretto contatto con l’essere umano, ma solo in alcune occasioni sono pericolosi per la salute di quest’ultimo. Sono responsabili di alcune malattie come la malaria, la toxoplasmosi, la giardiasi.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/biologia/protozoi.html

AMEBA, GIARDIA E TOXOPLASMA

I protozoi più importanti sono l’Ameba, la Giardia e il Toxoplasma. L’Ameba e la Giardia si trasmettono portando alla bocca le mani sporche o ingerendo cibi crudi o poco cotti, oppure acqua contaminata. Il problema riguarda ben il 10% dell’intera popolazione mondiale. L’Ameba si riproduce nell’intestino e vi può rimanere semplicemente parassitando l’ospite senza gravi conseguenze oppure invadendo le pareti intestinali, provocando ulcerazioni e arrivando ad altri organi tra i quali il fegato, i polmoni e il cervello. La Giardia si sviluppa nell’intestino alto, cioè nel duodeno e nella prima parte dell’intestino tenue, dove crea una pellicola sulle pareti intestinali che impedisce l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi, inoltre causa o accentua problemi allergici. Il Toxoplasma provoca la toxoplasmosi, una malattia molto grave per il feto se la madre si infetta durante la gravidanza. Ci si infetta ingerendo alimenti contaminati da feci di gatto o mangiando carni crude o poco cotte.

PREVENZIONE

Per prevenire il primo passo principale è la massima igiene personale. Dobbiamo insegnare questo il prima possibile anche ai nostri bambini. La cosa più importante è lavarsi le mani dopo aver usato il bagno, considerando che la maggior parte dei parassiti intestinali infettano in questo modo.

COME ACCORGERSI DELLA PRESENZA DI PARASSITI INTESTINALI

A volte osservando le nostre feci e scoprendo di avere la tenia, oppure in seguito al perdurare di alcuni sintomi piuttosto strani, come insonnia prolungata, mani sempre sudate, prurito rettale specialmente la notte, vertigini, mangiare a sazietà e non sentirsi mai a posto, pallore inspiegabile, occhi infossati e occhiaie anche quando si riposa. La diagnosi parassitaria oggi viene effettuata prevalentemente attraverso l’analisi delle feci, dove vengono ricercate le uova del parassita, ma sarebbe anche possibile, anzi consigliabile, effettuare delle diagnosi sierologiche attraverso l’analisi del sangue, anche se sono ancora pochi i laboratori che le effettuano.

SOTTRAZIONE DI RISORSE ALIMENTARI

Tutti i parassiti, indistintamente, sottraggono risorse all’organismo che lo ospita. Naturalmente quando sono insediati nell’intestino provocano disturbi intestinali come la colite, la diarrea o la stitichezza. Inoltre, sovente, emettono delle neurotossine che scatenano delle reazioni secondarie non da sottovalutare: tra di esse la tosse insistente, l’insorgere o l’accentuarsi di allergie, l’asma, gli eczemi.

CRISI EPILETTICHE

In certi casi le crisi epilettiche sono dovute alle impurità che i parassiti intestinali versano nel sangue. Attualmente vi sono parecchi bambini ed adulti infestati dagli Ascaridi. Nei bambini il fenomeno si manifesta con volto pallido, occhi profondi e con il digrignare i denti durante la notte. Naturalmente quando il parassita arriva a colonizzare un organo (polmoni, pancreas, cervello) i danni possono essere molto gravi e in alcuni casi letali.

COME EVITARE LE INFEZIONI PARASSITARIE

Oltre a curare scrupolosamente l’igiene propria e dei propri familiari, è necessario evitare i tipici comportamenti a rischio prima citati, come il consumo di carne o pesce crudi, di acqua o verdura cruda. Ma per evitare in modo stabile i parassiti è anche necessario seguire una dieta salutare, dove è necessario ridurre i prodotti che creano putrefazione (latticini, uova, pollo, pesce, salumi, insaccati, carne rossa e bianca) aumentando nel contempo l’utilizzo di verdura e frutta fresca seguiti da qualche cereale. Le contrazioni intestinali hanno il compito di far procedere il contenuto intestinale fino al retto. Una buona peristalsi rende la vita difficile ai parassiti, molti dei quali vengono espulsi mediante una regolare ed abbondante defecazione. Un’alimentazione sana ed equilibrata, ricca di fibre derivate dalla frutta e dalla verdura, riduce il rischio di infestazioni parassitarie.

I RIMEDI DELLA TRADIZIONE

L’uso di certi cibi è in grado tradizionalmente di limitare molto o a volte eliminare le infestazioni perché rendono l’intestino dell’ospite poco piacevole per il parassita. Tra di essi ci sono l’aglio, le cipolle e i porri, consumati sia crudi che cotti, oppure l’ananas. L’ananas infatti contiene l’enzima proteolitico bromelina che facilitando la digestione, rende la vita difficile ai parassiti. L’uso alimentare dell’aglio può provocare l’eliminazione totale dei parassiti. È bene ricordare che dopo l’assunzione di un vermifugo può essere utile somministrare un purgante, in modo da eliminare i vermi che anziché essere morti sono solo un po’ storditi. Anche i semi di zucca, la cannella, il chiodo di garofano ed il curry hanno effetto vermifugo, così come l’anice, la buccia di limone, il mallo delle noci e l’assenzio.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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