MATERIA HYGIENICA, MATERIA MEDICA E MATERIA POLITICA

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(Conferenza di Taormina, del 6 Aprile 2013)

IL TITOLO È IMPORTANTE, MA ANCHE I SETTANTA SOTTO-TITOLI LO SONO

Sulla locandina distribuita in questi giorni si parla di “mangiar sano per vivere meglio”, ed anche di
“granitiche basi della Scienza della Salute, ossia dell’Igiene Naturale”. Un titolo impegnativo e tanti sotto-argomenti o sotto-titoli. Quello che conta, in ogni caso, non è la quantità ma la qualità del contenuto. In ogni caso ho ridenominato il tema della conferenza con “Materia Hygienica, materia medica e materia politica”, titolo più consono alla versione finale, più volte ritoccata. arricchita e, spero, anche migliorata.

UN SALUTO A TAORMINA

Quando uno ha 20 anni come me, e intendo 20 dopo i primi adolescenziali 50, può anche permettersi di dare del tu alle persone, e magari di chiamarle “ragazzi”. Ragazze e ragazzi, gioventù di Taormina e della Sicilia, buon sabato pomeriggio a tutti voi. Un grande abbraccio virtuale e un grazie ad Enza e Francesco Raguni, a Rosanna e Antonio, che con sacrificio personale e indomito coraggio hanno reso possibile questo nostro meeting. Taormina non è un posto qualsiasi. Templi greci, clima magnifico, località incantevole ed ambita nell’immaginario comune. Nella realtà è ancora meglio, con l’Etna innevato sulla sfondo, l’azzurro del mare sottostante a strapiombo Ed è emozionante per me trovarmi qui tra di voi. Taormina fu dei siculi, dei greci, dei romani, dei bizantini, degli arabi, dei normanni e degli aragonesi. Risparmiata solo dagli ostrogoti e dai lanzichenecchi, solo perché non erano grandi nuotatori. Cittadina mondiale prima ancora che siciliana ed italiana.

SICILIA APPENDICE MERIDIONALE E SIRACUSA QUASI-AFRICANA

Ho il compito di portarvi un messaggio importante, un messaggio positivo e di speranza. Devo dunque dare un senso alla mia presenza qui, di fronte alle coste calabre che portano alla pitagorica Crotone e alla parmenidiana Velia o Castellamare della Bruca. Territori infarciti e fertili, impregnati di cultura millenaria. So che tra di voi c’è un nutrito gruppo di siracusani. Per troppa gente del Nord la Sicilia è una appendice della Penisola, mentre Siracusa è una località estrema, quasi più Africa che Europa. Mandarini, arance, avocado, fichi d’India, magari qualche dattero, qualche banana e magari anche qualche scimmietta. Mi viene da ridere. E pochi mi fanno ridere quanto i leggendari comici Ciccio e Ingrassia, per non dire del grande Pino Caruso, dei giovani palermitani Ficarra e Picone che danno un tocco di sottile ironia a Striscia la Notizia e di tanti altri che non sto ad elencare. Tutti artisti carichi di sano senso umoristico, dote invidiabile che non scarseggiai affatto da queste parti.

ARCHIMEDE ERA DI SIRACUSA

“Ogni corpo immerso in un liquido riceve una spinta dal basso verso l’alto uguale al peso del liquido spostato”. Questo diceva un certo Archimede (287-212 a.C), denotando non solo acume scientifico, ma anche straordinaria chiarezza descrittiva. Senza nulla togliere a Milano, Torino, Genova, Bologna e Firenze, Archimede non veniva dalla Padania, o dalle future culle industriali e tecnologiche del paese. Archimede era di Siracusa. Non solo offrì al mondo la teoria idrostatica sui corpi galleggianti, ma anche il volume e la superficie della sfera. Anche la teoria della leva. Anche l’invenzione della vite, del paranco e del differenziale.

SENZA VITE, ARGANI E PARANCHI NON SAREMMO ANDATI MOLTO LONTANO

Vorrei vedere se gli imperatori Vespasiano e Tito, sarebbero stati capaci di edificare nell’80 d.C il più grande anfiteatro del pianeta, quel Colosseo per 50 mila spettatori che il mondo ci invidia. Vorrei proprio vedere se l’imperatore Traiano e il suo architetto Apollodoro di Damasco, avrebbero potuto realizzare nel 104 d.C meraviglie ingegneristiche come il ponte su Danubio (1135 metri lungo, 15 mt largo, 19 mt alto, con 20 piloni in muratura, mattoni, malta e pozzolana). Vorrei vedere quali missioni spaziali si sarebbero mai potute realizzare a Cape Canaveral senza viti e senza differenziali.

LEONARDO E NEWTON SULLA SCIA DEL GENIO SIRACUSANO

Parliamo di uno dei maggiori matematici della storia, un genio inventore, uno dei primi allievi virtuali
di Pitagora, un Leonardo ante-litteram, un anticipatore e un precusore di Isaac Newton in terra sicula.
“Ogni punto materiale attrae ogni altro punto dell’universo con forze direttamente proporzionali alla grandezza della sua massa e inversamente proporzionale al quadrato della sua distanza”, è la legge di gravitazione che Newton (1642-1727) enunciava, con termini e spirito di curiosità scientifica tutti archimediani.

GALILEO PESCÒ A PIENE MANI DALLA SCIENZA DI ARCHIMEDE

Archimede insegnava scienza e praticava tecnologie futuristiche tre secoli prima della venuta di Gesù Cristo. Da chi se non da lui prese ispirazione Galileo Galilei (1564-1642), inventore del metodo scientifico basato sulla sensata esperienza e sulla dimostrazione pratica, scopritore della prima proprietà matematica dell’infinito, per cui “Una parte è uguale al tutto”, e utilizzatore di piano inclinato, bilancia idrostatica, termoscopio, compasso proporzionale, micrometro, elioscopio, giovilabio e telescopio?

TERRE NOBILI, FECONDE E FANTASIOSE

Si elencano decine di nomi quattrocenteschi come inventori delle lenti, mentre sappiamo per certo che il monaco Giordano da Rivolto, in una sua predica del 1305 a Santa Maria Novella in Firenze, diceva che “Non sono passati 20 anni che si trovò l’arte di fare gli occhiali che vedono bene”. Quando mai prenderemo piena coscienza della fertilità e della fioritura scientifica esistente in questo grande paese chiamato Italia, che se ha in Roma la Caput Mundi possiede proprio in queste terre nobili del Meridione i suoi primi centri di irradiazione culturale e di civiltà?

SALUTISMO QUASI IN SECONDO PIANO RISPETTO ALLE VICENDE POLITICHE

Ma veniamo a noi, piccoli, sguarniti e disorientati orfani delle passate grandezze. Siamo qui a parlare di salute, di benessere fisico, spirituale, economico e sociale. A parlare di cibo, col rischio che anche quello migliore, anche quello più profumato ed innocente, ci vada di storto, costretti come siamo a vivere in un mondo che ci sta crollando addosso, in una vergognosa e manipolata morsa di miseria e di artificiose storture macro-economiche. Al pari o quasi di quanto avviene per i nostri cugini di Atene, di Nicosia, di Madrid e di Lisbona.

PIANETA TERRA O PIANETA INFERNO?

Disoccupazione, decrescita, dimezzamento entrate, tasse insopportabili, bollette odiose, suicidi in serie, divieto del danaro contante, vaccinazioni obbligatorie, cancro 1 su 2, diabete 1 sui 3, dialisi 1 su 5, giovani immigrati privi di risorse e costretti a farsi massacrare il torace e togliersi un rene per pagarsi le spese e ottenere un vile documento di soggiorno chiamato passaporto, gente falsamente civile e falsamente spirituale che celebra le sue feste religiose con acque sante, inni papali, e milioni di teste mozzate e di gole squarciate in nome del Cristo risorto. Creature innocenti e semplici, inorridite e incredule di fronte a tanta inaspettata cattiveria umana.

CHIUDERE BARACCA E BURATTINI, O CONTINUARE LA LOTTA?

Ma che schifo di mondo è mai questo? Non sarà il caso di chiudere baracca e burattini e di andare in esilio in una landa deserta o in un pianeta lontano e incontaminato meno sfigato, meno ipocrita, meno criminale, meno brutale? No. Siamo qui a lottare e a combattere nonostante tutto. Ed è proprio questo fatto che ci qualifica. Per ritrovare la forza vitale, la salute, l’equilibrio, l’etica, il senso della vita, per intravedere la luce in fondo al tunnel, occorre innanzitutto crederci, metterci un atto di fiducia. Se non per noi, facciamolo per i nostri discendenti, che non ci debbano un giorno maledire per non averli aiutati a capire e a risolvere.

NULLA DI PIÙ CHE AFFETTO E UN PERCORSO CONDIVISO

Chi cerca intorno a me un meccanismo, un gruppo culturale, un partito, uno sponsor, una qualche organizzazione, perde il proprio tempo. Dietro di me non c’è niente e non c’è nessuno. Il fattore coagulante, la colla che tiene unito il tutto siete voi stessi col vostro affetto e con la vostra compartecipazione libera e spontanea, col vostro ritrovarvi lungo lo stesso percorso, che è poi una pista tracciata da secoli e millenni. Niente partiti, niente culti, niente società metafisiche evidenti o nascoste. Ci sono già Grillo e Berlusconi, Vendola e Renzi, Maroni ed Alfano, ci sono già due papi, quasi 200 cardinali, e oltre 5000 vescovi, per non dire frati trappisti, massoni e Cavalieri dell’Ordine di Malta.
Esprimerò comunque i miei concetti personali, a volte duri e anti-convenzionali, senza voler offendere nessuno. Siete padronissimi di pensarla nel modo opposto.

SINERGIA E NON CONCORRENZA CON CAMPBELL

Non viaggio in business class. Non vanto certo il prestigio di Colin Campbell. Nessuno mi stende tappeti rossi e nessuno paga ingressi da 200 Euro per venire alle mie conferenze, e me ne rido di queste cose. A patto però di non essere considerato come una “seconda scelta”, o un “sotto-Campbell”. Lui sta nella grande America e cura Bill Clinton, non so se mi spiego. Campbell è un collega che ammiro. Qualcuno, troppo buono, mi ha detto che il suo The China Study è importante ma non equivale, per carica emotiva e contenuti etici, ad Alimentazione Naturale. Non sono in concorrenza. Al contrario, ho il piacere e l’onore di sentirmi in piena sinergia con lui.

I TIRAPIEDI ODIERNI

Nel nostro piccolo, sia voi che mi seguite che io medesimo, siamo dei ribelli e dei liberi ricercatori, operanti fuori dagli schemi, fuori dalle protezioni istituzionali, paradossalmente fuori legge, visto che regolamenti e i codici proteggono sempre e solo i gruppi di potere che li promulgano, cioè i regnanti, i prepotenti, i furbastri del quartiere, i satrapi di turno. I monarchi e i tirapiedi di oggi li conosciamo bene e si chiamano lobbisti al soldo delle multinazionali e delle banche speculative come la Goldman Sachs.

L’ERA DEL GRATTA E VINCI

Siamo nell’era del petrolio scarso e della retrocessione economica. L’era della revisione e dei ripensamenti. L’era delle chiusure e dei licenziamenti. L’era della cassa integrazione svuotata e bisognosa di un miliardo di Euro almeno. L’era della gioventù, costantemente a corto di risorse pecuniarie e spinta al trauma del sovra-consumo e della spesa smisurata. L’era dei furti e delle rapine. L’era del Money Drop. L’era del Gratta e Vinci, dove trovare una occupazione dignitosa che ti permetta di stare a galla e di sbarcare il lunario, al riparo di spaventoso accanimento fiscale, equivale alla scoperta del tesoro.

COSTRUISCI LA CASA E TI TRASFORMANO IN INQUILINO

L’era in cui chi si è fatto la casa con mille sacrifici illudendosi di possederla, si ritrova ad essere trasformato in inquilino schiavizzato e costretto a pagare l’affitto e i balzelli più incredibili a strutture abominevoli e ladresche chiamate eufemisticamente comuni. L’era in cui credi di esserti tutelato svuotando la calza e affidando il tuo gruzzolo alla banca, ignorando l’arrivo dei barbari che ti bloccano il conto e, anziché darti l’interesse, ti decurtano il capitale del 40%, come Cipro insegna.

PARLIAMO DUNQUE DI SCIENZA DELLA SALUTE

Ma vediamo di restare sui nostri temi. Non facciamoci distrarre troppo. Siamo qui a enumerare i punti-chiave del nostro programma salutistico ed igienistico. Igiene deriva dalla parola greca Hygiea, che sta per salute. Scienza della salute dunque, branca nobile della Biologia, anche se mai nobilitata e riconosciuta nei modi e nelle misure giuste. Non solo studio e conoscenza scientifica ma soprattutto applicazione e scelte concrete, soprattutto stile di vita, di pensiero e di comportamento, soprattutto cura del corpo, dello spirito e della mente.

NON AMICI MA CINICI ACCOLTELLATORI

E soprattutto, non dimentichiamolo un solo istante, cura rispettosa e maniacale per l’ecologia, per la natura e per le creature viventi che ci attorniano. Per i bambini piumati e a quattro zampe che guardano a noi uomini come entità amiche e protettrici, e si ritrovano invece di fronte a dei boia cinici e traditori, capaci di derubarli del loro unico conto in banca, del loro unico avere, del loro diritto a vivere e ad essere lasciati in pace, svolazzando in cielo, sguazzando nelle acque dolci e salate e sgambettando sui prati verdi.

DIECI PRINCIPI-BASE DELLA SCIENZA IGIENISTICA

Igiene come sistema che aiuti la gente a vivere meglio e ad ottimizzare le proprie risorse, a stare in armonia con se stessa, a soddisfare le proprie esigenze e la propria fame di cose buone, giuste e prive di recriminazioni. Un sistema universale di massimizzazione della qualità della vita. Troppo bello, troppo ideale e troppo utopistico? Parole, parole, parole? Niente affatto. Andiamo ai dettagli. Sintetizzo il tutto in 10 regole o principi, numero perfetto per un piano perfetto, parafrasando le famose Tavole di Mosé.

PRINCIPIO NUMERO 1: NORMALITÀ DELLA SALUTE

La buona salute, ossia la corretta funzionalità del corpo, è una condizione tendenziale costante del corpo. Basterà soddisfare le sue semplici e naturali esigenze, evitando nel contempo le cause di indebolimento, di malattia, di perturbazione, di perdita dell’equilibrio. Vedi legge di causa ed effetto.

PRINCIPIO NUMERO DUE: AUTO-EQUILIBRIO ED AUTO-GUARIGIONE

Siamo tutti dotati di un corpo intelligente che sa come giostrare, come gestirsi e come mantenersi in superbe condizioni di funzionalità. Un corpo dotato di impeccabili strumentazioni interne. Angelo custode? Sa troppo di canonica. Diciamo meglio pilota automatico, navigatore di ultima generazione, con barre auto-direzionali, con capacità di ri-posizionamento, di ricarica batterie e di ripristino allineamento coi poli. Vedi legge del corpo che non va mai contro se stesso.

PRINCIPIO NUMERO TRE: MALATTIA COME BENEFICO SCARICO DI TOSSINE

Se escludiamo il trauma, il danno e le ferite da incidenti, le disgrazie e gli imprevisti che sono pure da mettere in conto, la malattia non è malattia ma piuttosto benettia. Trattasi di una fase rimediale e riparatrice. Un processo fisiologico guidato. Una crisi eliminativa dove il corpo purifica se stesso, revisiona se stesso, rinasce e ringiovanisce. Ogni intervento medico ed omeopatico va a interferire col processo complicandolo e rallentandolo. Le “iti” (coliti, riniti, flebiti, tonsilliti, cistiti), ovvero tutte le cosiddette malattie, altro non sono che infiammazioni. L’infiammazione è un segno ed un sintomo che il corpo sta facendo qualcosa di costruttivo ed intelligente. È prova che sta tentando una riparazione con la sua logica e i suoi criteri. Sta in particolare facendo giungere nella parte offesa fluidi, sangue, lupo-proteine per riparare il danno. Questo è il concetto che deve entrarci in testa.  Vedi legge del riequilibrio automatico.

PRINCIPIO NUMERO QUATTRO: ENERVAZIONE E TOSSIEMIA

Le malattie sono causate da precisi sbagli umani, da errori di scelta, da pratiche improprie. La malattia è il risultato di una enervazione, uno stato di caduta nervina-energetica del corpo, una specie di scarico-batteria, con riduzione della funzionalità cellulare. Una vettura che avanza faticosamente a motore scoppiettante, combustione imperfetta, tubo di scarico fumoso e freno a mano inopinatamente tirato.
Enervazione sta per troppo lavoro, eccessi alimentari, sonno scadente, esercizio insufficiente, respirazione corta, mancanza di sole, precarietà di relazioni col prossimo. In tali condizioni di rallentamento funzionale, a pagarne le spese è il ritmo in-out, il ciclo alimenta-pulisci, per cui si crea un toxic-buildup, una accumulazione di tossine interne al sistema. Questo accumulo tossico è un vero e proprio auto-avvelenamento definito tossiemia. Vedi legge del rallentamento metabolico.

PRINCIPIO NUMERO CINQUE: NON ESISTONO CURE E NON ESISTONO MAGIE

Non esistono cure e non esistono protezioni immunologiche chiamate vaccinazioni. Tutte balle e tutte teatralità a danno della gente beffata e derisa in continuazione. Il baraccone curante medico-farmaceutico può chiudere i battenti e andarsene a casa quando vuole. Nessuno ne soffrirebbe. Lo avevano capito, masticato e rimasticato, gli antichi romani che, in fatto di saggezza non erano secondi a nessuno. Serve la cura urgente della vera emergenza? Serve la ricostruzione da ferite? Serve la ricostruzione dentale? Certamente che sì. Il pronto soccorso va rispettato, protetto, sviluppato, ampliato e migliorato. Anche i romani avevano i bendaggi e i cerusichi di emergenza per gli incidenti dei genieri, dei costruttori di strade, ponti, acquedotti e stadi, nonché per i legionari feriti in battaglia. L’igiene rifiuta farmaci, medicine, vaccini, radiazioni, chemio, supplementi, e tutti gli altri mezzi per curare i piccoli fastidi chiamati crisi eliminative. Persino quando si ricorre a idro-fango-terapie, a rimedi naturopatici ed erboristici (quasi-farmacologici), si va in compromesso e si commette una trasgressione nei riguardi della non-cura. L’erboristica innocente, ad uso alimentare e ad applicazione esterna, va considerata con spirito di tolleranza. Queste terapie accessorie (capaci di attutire certi sintomi e di dare sollievo al paziente), interferiscono comunque col processo guarente naturale. Il recupero e la guarigione avvengono sì, non grazie però ad esse, ma nonostante esse. Vedi legge della non-interferenza sul sintomo.

PRINCIPIO NUMERO SEI: RIFIUTO DELLA TEORIA MICROBICA PASTEURIANA

Tutte le idee coinvolgenti responsabilità batterico-virali sono considerate spazzatura culturale, disinformazione, pregiudizio ancestrale, miopia scientifica e paura vuduistica. L’igiene non nega ovviamente l’esistenza di batteri vivi (soci preziosi nei lavori di pulizia interna) e di virus morti (detriti cellulari fuori uso, incapaci di riprodursi ma capacissimi di accumularsi per moria cellulare fisiologica continua, non assistita da funzionalità metabolica), ma li considera come conseguenza di malattie in atto e non come fattori causanti. La salute è la sola immunità possibile. L’immunizzazione è ultra-falsa come teoria ed ultra-dannosa come pratica. Vedi legge di non sospensione di causa-effetto.

PRINCIPIO NUMERO SETTE: RIMOZIONE CAUSE DI MALATTIA

Il recupero da malattia si ottiene solo in un modo che consiste A) Identificazione errori e fattori scatenanti, B) Stop ai fattori intossicanti, C) Ripristino condizioni favorevoli alla ripresa. Per tutto questo serve un minimo di preparazione culturale. Vedi ancora legge di causa ed effetto.

PRINCIPIO NUMERO OTTO: DIGIUNO COME METODO NATURALE DI RECUPERO ACCELERATO

Il digiuno è la più favorevole condizione per guarire-purificare-riparare il corpo. Digiuno significa riposo fisiologico e digestivo, e pertanto totale astinenza da tutti i cibi solidi e liquidi, esclusa l’acqua distillata da bersi a piacere e a piccoli sorsi (mancando spesso in Italia la possibilità di reperire tale acqua, vale il principio dell’acqua leggera a basso residuo fisso), e l’aria fresca da respirarsi ritmata e profonda, vero cibo gratuito che non può mai mancare in una persona amante della propria salute. In queste circostanze tutte le energie corporali (vedi risparmio energetico su costi digestivi) vengono direzionate verso il ripristino del sistema nervoso, verso l’eliminazione dello stock tossico, verso la riparazione e il ringiovanimento dei tessuti. Vedi legge della autolisi e della eliminazione.

PRINCIPIO NUMERO NOVE: DIETA VEGANA TENDENZIALMENTE CRUDISTA

Questo non per scelta emozionale e pregiudiziale ma per obiettiva osservazione scientifica. La scienza della salute identifica nella dieta vegana il modo biologico e corretto di alimentarsi per l’uomo, creatura costituzionalmente adatta alla frutta, alla verdura, a noci, semi e cereali in quanto primate. Non basi ipotetiche e non basi ideologiche o fumose. Siamo strutturati similmente a gorilla e scimmie, e non come cani, leoni, tigri, iene, corvi e serpenti. Siamo dotati di mani adatte a raccogliere bacche e frutti, a costruire attrezzi di lavoro, ad accarezzare e non aggredire, a maneggiare strumenti di vita e non coltellacci. Possiamo anche trasgredire, ma si tratta di vere aberrazioni di cui dovremmo pentirci amaramente. Non abbiamo poi un canale intestinale corto, liscio e tozzo, 10 volte più acido. Né abbiamo enzimi uricasi per disgregare i 28 grammi di purine che stanno in ciascun kg di carne o di pesce. Abbiamo un intestino spugnoso, oblungo, con anse e gomiti, con mucose irritabili e con vaste superfici assimilative. Un intestino adattissimo a frutta e cibi vegetali, ma ostico al massimo per bistecche e proteine animali che stazionano a lungo e vanno inevitabilmente in putrefazione. Vedi legge del carburante adatto per ciascun tipo di motore.

PRINCIPIO NUMERO DIECI: RISPETTO DELLE COMBINAZIONI ALIMENTARI

Osservando gli animali c’è sempre da imparare. Tendono a non mescolare troppi cibi e a non cuocere i loro cibi. Difficilmente vanno in farmacia a chiedere degli anti-acidi. Ogni diverso cibo richiede succhi digestivi diversi. Mescolazioni improprie portano a fenomeni fermentativi-putrefattivi che sono alla base dei nostri disturbi digestivi. Vedi legge della compatibilità alimentare.

CRITERI SELETTIVI SUL CIBO

Quando noi comprendiamo e rispettiamo questi principi semplici, universali e alla nostra portata, sappiamo di essere nel giusto. Per il cibo esistono ovviamente dei criteri selettivi. L’ideale è di poter disporre di un orticello e di un frutteto, che andranno curati a regola d’arte. Meglio risiedere in zone di campagna, con disponibilità di acquisto prodotti naturali e freschi da spacci di fiducia, e con possibilità di raccogliere erbe selvatiche eduli sui terreni non coltivati.

ORIENTAMENTI PER IL CIBO IDEALE

Il cibo ideale risponderà il più possibile ad alcune caratteristiche di base e sarà A) Cibo preparabile nel minor tempo, B) Cibo gradevole alla vista, all’olfatto e al gusto, C) Cibo fresco ed elettrizzante, D) Cibo digeribile, semplice e non sofisticato, E) Cibo non aggregante (evitare caseina e occhio al glutine se siamo celiaci), F) Cibo energizzante ma non stimolante e dopante, G) Cibo elettrostabile rispettoso del pH sanguigno (7.30-7.50), rispettoso dei 22-24 microVolt e del Ro di 30-45 Ohm nelle urine, G) Cibo a basso costo leucocitosico Kouchakoff in fase digestiva, H) Cibo integro, carico del suo corredo mineralvitaminico, ormonale, fibroso, idrico, elettrovibrazionale, flavonoico, I) Cibo ricaricante e  radiante, con almeno 6500 Angstrom sulla scala Simoneton, L) Cibo compatibile col nostro disegno fisico, biochimico ed emozionale, M) Cibo biologico e biodinamico, non contaminato da azidrina, insetticidi, Round-up e tecniche OGM-Monsanto, N) Cibo amidaceo resistente alla cottura (patate, cavolini, cavolfiori, cereali integrali) cotto in modo limitato e conservativo, mai micro-onde, mai oltre i 120 °C e mai in cotture prolungate, mai con olio cotto, mai in pentole a pressione, O) Cibo sfamante, ma non stroncante il nostro appetito, P) Cibo Naturale non lavorato, non sintetizzato, non trattato, non dolcificato, non salato, non pastorizzato, non irradiato, non inscatolato, non bi-cotto, R) Cibo innocente e non crudele, visto che per Gandhi “La grandezza di una nazione non sta nel PIL ma nel modo in cui essa tratta i suoi animali”, S) Cibo basso-proteico in termini Pitagorici e quindi non acidificante e rispettoso del tetto proteico di 24 grammi al giorno, T) Cibo anti-stress-ossidativo, anti-radicali-liberi, anti-Alzheimer (malattia distruttrice di neuroni o cellule nervose), tipo licopene e zeaxantine dei pomodori maturati al sole, dei pompelmi, del melone e delle papaie.

LA DIETA DELLA FELICITÀ

Quale dunque in sintesi la dieta ideale? Siamo per la dieta della felicità e del buonumore, con un cibo capace non solo di mantenerci caloricamente in vita, ma anche di gratificarci lo spirito e il palato. Il cibo ha un fondamentale ruolo nel determinare il nostro stato d’animo e le nostre emozioni. È forse pensabile che l’americano medio, quello che nel corso della sua vita si sbafa disinvoltamente prodotti di macellazione e diventa cimitero viaggiante per 25 mila animali, possa anche permettersi di essere sereno e felice? Onestamente non ci credo. Lo sarà soltanto di fronte a una canna o a una bottiglia di whisky and soda.

HOT AND BLOODY CELLS

Mesi addietro si è tenuto il Congresso Mondiale di Neuro-Farmacologia. Ciò che risulta da tutti gli studi è che una dieta della felicità deve prediligere sostanze in grado di ridurre lo stress ossidativo e disinfiammare in particolare gli organi cerebrali costantemente congestionati ed infiammati. “Tumors are hot and bloody cells” (i tumori sono cellule surriscaldate ed insanguinate), ha detto il chirurgo Judah Folkman. “Serve vitamina-C e vitamina-E al naturale. Servono alimenti antiossidanti. Servono alimenti capaci di modulare il rilascio e la sintesi dei neurotrasmettitori responsabili della tonalità nervosa, delle endorfine e del buonumore, quali la serotonina, la dopamina e la noradrenalina”, queste le conclusioni congiunte del prof Michael Maens, Centro Ricerche Salute Mentale di Antwerp-Belgio, del prof Berk, Università di Melbourne, del prof Giovanni Scopagnini (Università del Molise).

LA ROMA DEI CESARI NE SAPEVA QUALCOSA

Parlo spesso non a caso di medicina maldestra, di medicina collusa, di medicina arretrata e di medicina bidonistica. Roma antica, civiltà mitica e gigantesca rispetto alla mediocrità e al brigantismo incravattato che ci circonda attualmente, era basilarmente interessata al principio del “Vivere secondo natura”, alla regola del “Mens sana in corpore sano”.

EROFILO, ORAZIO E SENECA

“Nessuno ci ha dato una vita malata e una vita corta. Siamo noi che ce le procuriamo, diceva l’immenso Seneca (62 a.C-38 d.C). “Se stai bene di stomaco, di ventre e di petto, e se non sei tormentato dalla gotta, tutte le ricchezze del re non potranno aggiungere nulla alla tua felicità”, scriveva Orazio (99-55 a.C). “Quando manca la salute, la saggezza non vale, la forza dello spirito e della mente latita, e la ricchezza non ha alcun significato”, aveva sentenziato Erofilo 3 secoli prima. “Se giunto a 30 anni hai ancora bisogno del medico, del prete e del sessuologo, considerati un fallito”, sta scritto su un papiro egizio di 3000 anni prima. C’è da chiedersi se i medici abbiano mai sbattuto il naso su queste cose.

ORGOGLIOSI DEL NOSTRO PASSATO

I nostri padri antichi emanavano modernità e ingegno, spruzzavano saggezza e gioia di vivere da ogni poro. Qualche loro frammento deve per forza essere rimasto dentro di noi. Non siamo dei pezzenti e dei diseredati. Non siamo gente indebitata. Non siamo gente svogliata che si gratta le palle. “Senza lavoro manca la dignità e manca la speranza”, sta scritto nei messaggi dei troppi imprenditori e lavoratori che si tolgono la vita nel nostro paese. Non siamo gente che sperpera danaro comprando a rate e vivendo nel superlusso e nel superfluo come in America. Non prendiamo lezioni di virtuosità contabile da un paese che ha un debito pubblico di 20 trilioni di dollari. Non siamo colonie, dominions o repubbliche delle banane, carissimi satrapi d’America. Siamo ricchi di idee e di inventiva. Se voi siete nati ieri noi siamo nati ieri l’altro. Si rilegga per piacere la mia tesina “Il mondo nel frullatore Bilderberg”, del 26/11/10).

NON LECCHIAMO I PIEDI A NESSUNO

Abbiamo una Costituzione e una Sovranità. Riprendiamocele e diamo un forte calcio nel sedere ai lobbisti e ai lecca-culi. Pronti a rifare sia il Risorgimento che la Resistenza Bianca più che Rossa. Nessuno ha il diritto di inchiodarci alla schiavitù dello Spread Hitler-Americano. Nessuno ci costringerà mai a leccare i piedi agli speculatori stile Soros, ai sequestratori di ricchezza finanziaria mondiale bloccata e nascosta nei fondi Aids stile Bill Clinton e Bill Gates, ai falsari della Federal Reserve, ai lobbisti che pasteggiano voraci intorno alla Casa Bianca e ai Governi colonizzati e schiavizzati del pianeta, incluso quello di una Roma non più Caput-Mundi ma Vergogna-Mundi.

RIDURRE STATI E COMUNI DI ALMENO 10 VOLTE

Stati spreconi e comuni spreconi, capaci di stangare impunemente i loro cittadini. Stati non al servizio dei cittadini, ma specializzati a rovistare nelle loro tasche, nelle calze e nei risparmi bancari. Enti statali che inviano disinvolte e micidiali bollette agli utenti scaricando su di essi i loro esplosivi costi di gestione. Stati carissimi ed ingestibili, dai balzelli e dagli sprechi gonfiati all’inverosimile, che scaricano il barile e la loro scure fiscale su poveri e ricchi, su abbienti e non-abbienti, inchiodando i poveri alla miseria stabile ed eterna, spingendo i ricchi all’esilio e all’investimento in terre meno ladre e meno esose. Stati e comuni immemori che negli anni d’oro del dopoguerra funzionavano al meglio con oculata sobrietà e un ventesimo del personale attuale, con costi di esercizio sensati e alla portata del cittadino, svolgendo funzioni di anagrafe e non di mostri burocratici mangiasoldi come succede attualmente. La sola ricetta possibile è di troncare questa follia collettiva e riportare l’apparato pubblico alla ragione, dimagrendolo e semplificandolo di 10 volte almeno.

FUORI DALL’EURO URGENTISSIMAMENTE

L’escalation verso i costi che lievitano e le entrate che non esistono è garanzia di disastro totale. L’Euro? Strumento di sballo e di tortura. L’Europa? Ognuno impari a farsi i suoi affari, a stamparsi la sua moneta e a gestirsi le sue risorse. È il minimo che possiamo dire. Rimedi possibili alla crisi? Nessuna pensione e nessuno stipendio oltre i 5000 Euro mensili. Triplicare ad ogni pensionato le attuali pensioni minime da fame garantita. Dare un minimo di assegno-sopravvivenza a ciascun cittadino e a ciascun immigrato serio, onesto e in regola. Garantire un lavoro pagato a tutti. Dare la possibilità ai poveri di incrementare il loro status. Dignità, rispetto e protezione per tutti. Pensiamo in positivo una buona volta! Trasformiamo l ‘Italia in un paese nuovo, in un paese modello, in un giardino pulito, felice, civile ed accogliente. Terra del sorriso e non di mugugni, lacrime e recriminazioni. Terra di tolleranza e di opportunità, e non di imbrogli, di disperazione, di accanimento fiscale.

FUORI DAI PIEDI L’EGUALITARISMO COMUNISTA, SBEFFEGGIATO PERSINO IN CINA E IN RUSSIA

Rispettare anche i ricchi. La ricchezza non va demonizzata, a patto che sia onesta e trasparente. Un solo Berlusconi che è 187° al mondo? È un vergogna imbarazzante. L’Italia meriterebbe 50 Berlusconi piazzati ai primi posti! Perseguitare i danarosi significa emorragia automatica di danari verso l’estero. Bisogna essere economicamente imbecilli per non capirlo.

AMORE E RISPETTO ILLIMITATO PER ANTONIO GRAMSCI

Ho il massimo rispetto per l’anima marxista e battagliera del comunismo. Uno dei più fini e profondi pensatori di questo paese è stato l’eroico Antonio Gramsci (1891-1937). Su Mussolini, che l’aveva incarcerato, non esitò a dipingerlo come segue: “Il Duce è il tipo concentrato del piccolo-borghese italiano, rabbioso e feroce impasto di tutti i detriti lasciati sul suolo nazionale da vari secoli di dominazione straniera e di dominazione ecclesiastica. Mussolini non poteva essere il capo del proletariato e allora divenne il dittatore di quella borghesia che ama le facce feroci, quando diventa aggressiva e borbonica”. Sui preti? “Il Vaticano rappresenta la più grande forza reazionaria esistente in Italia”.

LE BENEDIZIONI PAPALI E CARDINALIZIE  CI COSTANO MOLTO CARE

Non sapeva ancora, L’autore dei “Quaderni dal Carcere”, dei Patti Lateranensi del 1929, o del Nuovo Concordato del 1984. Non sapeva dei 9000 milioni di Euro/anno che lo stato italiano versa nelle casse dello IOR, o della bolletta dell’acqua da 50 milioni di Euro che i cittadini italiani regalano a una Chiesa Povera e Bisognosa al punto da possedere il 20-30’% dell’intero patrimonio immobiliare del paese. Meglio così, altrimenti si rivolterebbe nella tomba, anziché riposare in pace come merita. Nessuna meraviglia che gli indignatos spagnoli abbiano adottato Gramsci come loro icona. “Istruitevi perché abbiamo bisogno della vostra intelligenza. Agitatevi perché ci serve il vostro entusiasmo. Organizzatevi perché ci necessita la vostra forza”. Più che rispettato, Gramsci va amato e onorato.

LA DURA LEGGE DEL COSTO, DEL PREZZO, DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA

Ma le situazioni cambiano. Parlare oggi di classe operaia, di scioperi e di proletariato, funziona fino a un certo punto. L’economia internazionale ha le sue leggi di mercato, prima tra tutte quella della domanda e dell’offerta. Il rivendicazionismo marxista e l’operaismo sono cose che vanno ripensate e attualizzate, altrimenti non portano a nulla di concreto e di positivo. Contro chi fai gli scioperi? Contro chi spacchi le vetrine? Socializzare e democratizzare la miseria? Sarà meglio puntare alla ricchezza, alla creazione della ricchezza, alla rivalutazione del paese, dando accesso democratico alla ricchezza, offrendo opportunità, occasioni  di lavoro e di libera impresa.

L’ITALIA RIMANE IL PAESE PIÙ RICCO DEL MONDO

Rivalutiamo i nostri beni e i nostri grandi tesori, i nostri capitali di storia, di arte, di scienza, di ingegno, le nostre risorse turistiche. Prendiamoci le nostre belle rivincite. Ridiamo il giusto valore a Venezia, Firenze, Pisa, Portofino, Capri, Ischia, Taormina, Crotone, Sanremo, non rincarandole ma rendendole più accessibili e meglio servite. Restiamo pure umili. Non diamoci delle arie. Ma prendiamoci nota e sottolineiamo che non siamo secondi a nessuno. È vero che a trivellare le nostre terre non spruzza una goccia di petrolio. Ma come smuoviamo i sassi troviamo vestigia e segni di storia che valgono 100 e 1000 volte più dell’oro nero. Gli americani vadano a mettere le mani nelle loro tasche e non nelle nostre. Da noi non si sciupa e non ci si indebita. Da loro sì.

IL SAIO DEI POVERELLI E LA TUTA DEI MAOISTI

Puntiamo forse a indossare tutti il saio di San Francesco? Ma allora trasformiamo la Ferrari di Maranello in una grande fabbrica di biciclette. Puntiamo forse alla tuta di Mao Tse-Tung? Ma allora diamo pure lo sfratto a Valentino, Armani, Trussardi, Dolce e Gabbana, Fendi. Faccio presente che i  grandi comunisti cinesi puntano alla Lamborghini, e non certo al “Servire il Popolo”. Un minimo di coerenza per favore.

SERVE COMPETITIVITÀ, SERVONO COMMESSE, SERVE RICHIESTA DI PRODOTTO ITALIANO A PREZZI CONCORRENZIALI

Ogni grossa fabbrica abbia i suoi sindacati interni. Difendere i posti di lavoro, la dignità del lavoro, la sicurezza sul lavoro è sacrosanto. Ma per fare questo servono commesse, serve un ambiente nazionale e internazionale stabile e creativo. Dobbiamo rimboccarci tutti le maniche e ripartire su nuove basi, con grande spirito e grande determinazione. Benvenuto chi ci aiuta, ma senza condizioni-capestro. La Germania è da sempre un giocattolo addomesticato della Casa Bianca. Nessun affidamento su di essa.

IN ESILIO GLI AUTORI DEI MISFATTI

Mandare in esilio, magari ospiti di Soros e delle Banche Farabutte Americane, Monti, Draghi e Prodi. Rivitalizzare la Banca d’Italia e stampare lire a raffica. Innescare un processo di entusiasmo e di speranza per tutti. Zero tasse per 5 anni a chiunque si metta in proprio. Chiudere enti inutili e dispendiosi. Vendere territori demaniali, territori militari e proprietà statali improduttive. Ridurre del 90% i bilanci statali. Autostrade libere a costo zero. Zero tasse per investitori esteri nei primi 5 anni. Rientro libero e garantito dei capitali italiani all’estero. Stimolare gli investimenti esteri in Italia. Attrarre i capitali anziché spaventarli, respingerli e demonizzarli.

L’ESEMPIO DELLA MALAYSIA

Dimezzamento dei costi alberghieri e impulso enorme al turismo. Drastica riduzione del costo del lavoro per rendere competitivi i nostri prodotti sui mercati esteri. Ricette impossibili? Non credo. Lo ha fatto la Malaysia di Tun Mahathir Mohamad, rifiutando le ricette draconiane della Banca Mondiale (colonizzata da Soros) al tempo della speculazione sulle Tigri Asiatiche, col risultato finale di scoppiare letteralmente di benessere economico e sociale.

COMBATTERE IL REGIME MEDICO-BANCARIO MONDIALE

La salute, non dimentichiamolo, significa sì normalità strutturale e funzionalità fisiologica di ogni organo interno, ma anche benessere socio-economico, anche prospettive di vivere dignitosamente al riparo dall’accanimento e dalle imposte, dalle persecuzioni della macchina repressiva ed asfissiante dello stato. Non è possibile essere dominati da una masnada di farabutti senza arte né parte, ma auto-dotatisi della libertà di accendere e spegnere la luce, di accelerare e frenare a loro discrezione l’economia mondiale, di creare inflazione o deflazione a loro comodo e piacimento. La lotta odierna, non dimentichiamolo, è contro una coalizione Medico-Bancaria diventata regime militare a tutti gli effetti.

MALATTIE ESTERNE CON INFEZIONI E CONTAGI

La professione medica guarda alle malattie come a entità organizzate e nemiche che attaccano il corpo dall’esterno, animate da odio e da voglia di far male. La medicina ama spudoratamente il concetto della infezione e del contagio. Malattie dunque che vengono dall’esterno a bordo forse di astronavi notturne e di UFO, e che pertanto devono essere debellate e distrutte. Per l’igiene invece è questione di marcio interno, di decomposizione del materiale putrefattivo rimasto in circolo.

UNA MATERIA MEDICA DA SMANTELLARE AL PIÙ PRESTO POSSIBILE

I cosiddetti specialisti trattano gli organi dando per scontato che si tratti di entità specifiche ed autonome del corpo, al punto di trattarli in modo separato ed isolato, ricorrendo a procedimenti aggressivi ed invasivi, a recisioni, amputazioni e rimozioni. Questa è l’essenza della Materia Medica. Quella materia medica che il professor Oliver Wendell Holmes, docente di fisiologia ad Harvard e fondatore della Corte Suprema americana immaginò come depositata in fondo all’oceano, per la salvezza dell’umanità e la disperazione dei pesci.

IL CORPO È UNITÀ INDIVISIBILE

La Materia Hygienica, al contrario, ha come verità fondamentali: A) l’Unità-Integrale-del-Corpo, per cui non esiste malattia specifica di una parte corporale, ma solo squilibri dell’intero sistema che si manifestano con segnali d’allarme chiamati sintomi nelle parti locali più vulnerabili del corpo, B) L’Unità indivisibile di corpo-mente-anima, C) Origine Interna della malattia, D) Responsabilità personale (malattia come risultato logico di stili sbagliati, di pratiche fisiche-mentali-emozionali che in modo subdolo ed insidioso indeboliscono l’organismo).

L’OBIETTIVO È UN BENESSERE MASSIMIZZATO E STABILE

La Materia Hygienica insegna che la malattia è un processo amichevole, uno sforzo del corpo per riportare se stesso alla normalità funzionale. La salute non comincia e non finisce col medico. Comincia e finisce con la natura. Quello che il paziente fa giorno per giorno, come tratta il suo corpo e la sua mente, ha grossi effetti sulla salute. Il vero medico, al di là di lauree e diplomi, è solo colui che insegna alla gente il modo di massimizzare stabilmente il suo benessere.

ENERVAZIONE SIGNIFICA BANCAROTTA ENERGETICA

Ecco perché la funzione primaria dell’Igienista Professionale non è curare, ma istruire, insegnare, indicare con la massima chiarezza la strada giusta. Il concetto igienista è che l’enervazione, cioè la fondamentale causa di malattia, è una bancarotta, una insostenibile situazione di deficit energetico dove il corpo spende più energia di quanta ne produce. L’efficienza funzionale a quel punto si deteriora ed evolve in stato di tossiemia, ovvero di avvelenamento del sangue. Quando lo stock tossico eccede il livello di tolleranza-veleni, il corpo avvia una lotta per rimuovere le sostanze ingiuriose e riparare i danni. Questa lotta e questa crisi riparativa viene chiamata, dai medici incompetenti, malattia.

LA BIZZARRA E SVIANTE IDEA DELLA VACCINAZIONE

Le cosiddette immunizzazioni mediante vaccini sono basate sull’idea bizzarra, strampalata e balorda che sia possibile, biologicamente parlando, rendere una persona “disease-proof”, renderla cioè protetta dalla febbre o dall’influenza, mentre in realtà la persona vaccinata è solo un soggetto indebolito e privato di reattività immunitaria. Non solo imbroglio per fasulla protezione, ma anche danni addizionali all’integrità del corpo. Del resto, se fosse davvero possibile immunizzare la gente, sarebbe come sospendere la legge naturale di causa ed effetto, mentre sappiamo come le leggi fondamentali siano implacabili e non-sospendibili.

CON L’IGIENE NULLA DA PERDERE E TUTTO DA GUADAGNARE

L’igiene non va per tentativi e non fa salti nel vuoto. Non fa sperimentazioni, non fa correre rischi, non abbandona il paziente a se stesso. L’igiene ha in testa pochi concetti precisi ed inequivocabili. Ha in testa il Conosci te stesso, ha in testa la Natura come sovrana medicatrice di tutti i mali, ha in testa il Primo-Non-Nuocere, ha in testa la Non-Cura del sintomo e la non-interferenza con i poteri guaritivi del corpo.

PUOI IMBROGLIARE LA GENTE UNA, DIECI E CENTO VOLTE, MA NON ALL’INFINITO

Non raccontiamo chiaviche o mezze-chiaviche a nessuno. Ai siciliani come ai friulani, e come agli italiani veraci di ogni località, piace capire l cose come stanno, e non come qualcuno gliele vuol far credere. Alla gente smaliziata piace guardare le cose ben oltre la punta del proprio naso. Non è casuale che oggi qui a Taormina vi parli di questo. Già a Catania, nel settembre 2011 e poi a Roma, parlai dell’inevitabile conflitto tra materia hygienica (verace, profonda, spirituale ed etica) e materia medica (superficiale, ansiogena, invadente, sanguinaria).

TRIPLICARE I PRONTO SOCCORSO

L’igienista, al contrario del medico, sa come trattare la malattia. Sa che deve intelligentemente fare niente e saperlo fare bene, con sicurezza, arte, serenità e fiducia. Ovvio che il non-intervento non va esteso a limiti sconsiderati. Le ferite vanno pulite e suturate. La chirurgia ricostruttiva e post-accidentale è assolutamente indispensabile in un mondo afflitto purtroppo da incidenti. I denti poi vanno curati, per l’uso continuo ed intenso che ne facciamo. Ma sempre entro il concetto dell’emergenza. Alcuni farmaci, associati alle tecniche chirurgiche, rimangono necessari in sede di pronto soccorso. Non teorizziamo affatto la scomparsa della medicina, ma una sua profonda trasformazione.

L’INSEGNAMENTO IGIENISTICO VA FORTEMENTE RIPENSATO E RIVALUTATO

Verrà giorno in cui il movimento olistico, che caratterizza ampi settori della medicina, si avvicinerà sempre di più all’igiene. Verrà giorno in cui chi insegna e pratica igiene riceverà i giusti riconoscimenti e le giuste considerazioni normative, economiche, sociali ed istituzionali, e non più semplici ringraziamenti o modeste elemosine.

L’IMPORTANZA DI ESSERE LIBERI ED AUTONOMI

Non è pensabile che, in forza di un diploma medico, di una forza politica corporativa, di leggi e decreti addomesticati a proprio vantaggio, il medico possa pretendere impunemente e senza batter ciglio onorari dai 100 ai 500 euro, per darti spesso dei veleni, e che l’igienista (intendo quello buono e preparato) ti salvi dal disastro e ti insegni salute a 360 gradi, rischiando denunce e ricevendo compensi degni da nonzolo ecclesiastico. La materia Hygienica pratica ed insegna qualcosa di estremamente valido. Qualcosa che si chiama indipendenza e autonomia salutistica. Qualcosa che porta a non delegare la salute tua e dei tuoi cari a nessuno.

UN TOCCO DI SPIRITUALITÀ NON GUASTA

Per concludere, vorrei metterci, se permettete, un pizzico di spiritualità, in contrasto al cinismo e al disfattismo dilagante. L’uomo per essere se stesso deve saper andare oltre al proprio corpo e alla propria mentre, deve proiettarsi al di là delle conoscenze con cui indaga il mondo materiale e sensibile. Deve usare l’intuizione ed elevarsi da soggetto terreno a entità cosmica. Deve insomma spostare le sue pedine e i suoi obiettivi più avanti. Deve innalzare le sue aspirazioni e non tenerle a freno o retrocederle.

RUDOLF STEINER E L’ANTROPOSOFIA

Ad essere più spirituali ce l’ha insegnato Rudolf Steiner (1861-1925), straordinario filosofo croato-austriaco, paladino della libertà dal materialismo, filosofo delle antroposofia o della conoscenza profonda dell’animo umano, ispiratore dell’agricoltura biodinamica, promotore dell’armonia tra uomo e natura. Queste le qualità che ci devono contraddistinguere. Seminiamo atti di bontà e raccoglieremo copiosi frutti. Donne e uomini diventino fratelli e sorelle più che reciproche prede. Più fratellanza e solidarietà e meno competizione, meno sfruttamento, meno violenza e meno sopraffazione.

LA LEGGE DELLA RETRIBUZIONE SPIRITUALE

Il karma non è invenzione. Esiste per tutti, e sta per legge della retribuzione spirituale. Purifichiamocio dunque non solo nel cibo, nel sangue e nella mente, ma anche più in là. Perché lasciare la purezza assoluta del Nirvana (fine ultimo della vita, assenza del dolore) al guru, all’asceta ed al fachiro? Prendiamoci anche noi comuni mortali la nostra quota di spiritualità. Nulla ci è precluso. Purifichiamoci internamente e moralmente. Niente e nessuno potremo temere, salvo il tribunale della nostra stessa coscienza.

SFRENATO CONSUMISMO, CON BISOGNI FUTILI E FUORI-PORTATA

Oggi viviamo in atmosfera di oscurità e di disperazione perché siamo poveri, tentati da 1000 fabbisogni assurdi, da una micidiale catena consumistica, da un pozzo senza fondo. Cose che costano e tasche che piangono. I nostri occhi sono abbassati e fissato verso il suolo, verso il tangibile e verso il terreno con tutte le sue manifestazioni fisiche, materiali e grossolane, con tutte le sue musiche stridenti, i motori rombanti, le cose apparenti e luccicanti. Se l’uomo proseguisse il suo viaggio cercando se stesso nel silenzio, nei suoni della natura, nella voce dei grilli, degli usignoli, dei lucherini e delle rane. Se alzasse più spesso gli occhi verso il sole e verso il cielo, la sua vita diventerebbe meno angosciosa e stressante, più sopportabile e degna di essere vissuta.

SVILUPPIAMOCI INTERIORMENTE E SAREMO ALL’ALTEZZA DELLA SITUAZIONE

Aprire il cuore e la comprensione alla carità, alla giustizia, alla generosità, al rispetto per il debole e l’indifeso, sono tutte caratteristiche innate del genere umano. Esse maturano in noi o non appena sappiamo sviluppare le nostre qualità interiori.

IMPOSSIBILE SOTTRARSI ALLE PROPRIE RESPONSABILITÀ

Il punto essenziale da sradicare è principalmente uno, essendo esso la causa più comune di tutte le malefatte, di tutte le cattive azioni e di tutti i crimini. Cos’è dunque che svia e porta fuori strada la gente?
È la sballata idea che si possa sfuggire alle conseguenze delle proprie azioni, ossia alla legge di causa ed effetto. La legge del karma e della reincarnazione, ma anche quella del rimorso, del pentimento e dell’auto-coscienza, dimostrano che non si sfugge mai alle proprie responsabilità.

LA TERAPIA PIÙ POTENTE È QUELLA DELL’ALTRUISMO E DELL’AMORE

L’altruismo è il sentimento che ci deve animare. Esso ha come primo scopo la fratellanza universale. Essere altruisti significa come minimo tollerare chi ci dà fastidio. Andare incontro al prossimo e non respingerlo, o peggio farne uso a proprio vantaggio. Essere altruisti significa primariamente rispettare e amare il prossimo tuo come te stesso, intendendo per prossimo sia l’uomo che le creature che gli girano intorno. La terapia più potente rimane per tutti una sola, ed è quella dell’amore.

Valdo Vaccaro

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3 commenti

  1. Grandissimo Valdo….infinitamente avanti rispetto a tutto. Un sole che brilla nella notte.