NEFROPATIA DIABETICA DA SANGUE VISCOSO

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LETTERA

DIABETICO CON NEFROPATIA ASSOCIATA E RETINOPATIA A RISCHIO

Buongiorno Valdo Vaccaro, mi chiamo Daniel Albert. La prego di aiutarmi. Sono diabetico ed ho avuto appena ieri la conferma di soffrire anche di nefropatia diabetica confermata da ecografia, nonché neuropatia ed alto rischio di retinopatia associata.

IPERGLICEMIA ED IPERTENSIONE

Malgrado i miei sforzi alimentari, anche ora a pasto conbasso valore calorico ho riscontrato ben 170 di glicemia ed ipertensione 95/150. Sono a pezzi. Il mio terrore di morire ancora relativamente giovane a 57 anni lasciando soli i figli e la mia compagna che adoro mi fa impazzire.

GROSSI ERRORI DI COMPORTAMENTO E DI NUTRIZIONE

So di aver sbagliato come un pazzo nella mia passata condotta ed alimentazione ma, anche se il mio destino è giá segnato, vorrei vivere i miei ultimi giorni combattendo questo maledetto morbo che mi strapperà via la vita!

DOLORI MUSCOLARI E ARTICOLARI

Soffro di dolori articolari e muscolari diffusi, non riesco a far abbassare la mia glicemia tantomeno la pressione sanguigna, vorrei dormire e stare calmo. Sono le 4.18 mentre scrivo e, malgrado tisane e melatonina, non riesco a non pensare al mio infausto destino.

VORREI UN MEETING PERSONALE

Sono un brillante imprenditore di Roma, se fosse possibile gradirei incontrarti personalmente e capire cosa potresti consigliarmi di fare. Certo della tua sensibilità e confidando nel tuo aiuto, ti auguro ogni bene possibile. Distinti saluti.

Daniel Albert

*****

RISPOSTA

NIENTE DISPERAZIONE, NIENTE ANSIA E NIENTE LACRIME

Ciao Daniel Albert. Andiamoci piano e non mettiamo il carro davanti ai buoi. Andiamoci piano col lasciarsi spaventare a morte e col mettersi a piagnucolare prima del tempo, o peggio a definire il tuo destino come già segnato. Sei una persona viva, vegeta e reattiva, anche se carica di problemi. Prendi intanto nota che il primo ingrediente per guarire, sempre e comunque, sta proprio nel non perdersi d’animo e nel non inquietarsi, nel non sottovalutare enormi capacità di recupero che possiede il nostro corpo non appena lo trattiamo con i dovuti riguardi e le dovute attenzioni.

ADOTTARE IL GIUSTO MANTRA QUOTIDIANO

Conosci te stesso e credi a te stesso, deve diventare il tuo mantra quotidiano. Per fare questo devi necessariamente rimboccarti le maniche e darti da fare sul blog. A Roma in particolare ho una platea di persone guarite in modo clamoroso, sbalorditivo, stabile e totale da situazioni simili alla tua.
Inserire le parole chiave ipertensione, statine, colesterolo, omocisteina, rene, dialisi, diabete, insulina, metformina.

RIPRISTINARE LA FUNZIONALITÀ INTERNA E LA FIDUCIA IN SE STESSI SU BASI SCIENTIFICHE

Ovvio che rispettare del corpo significa operare in sintonia ed in armonia coi suoi meccanismi interni, coi suoi delicati strumenti guaritivi, con le sue modulazioni immunitarie. Tutte cose che la medicina convenzionale ignora e non considera. Ovvio che se ne paghino le conseguenze. Più si interviene invasivamente e rozzamente sul sintomo, più si usano farmaci da interferenza biochimica e da modificazione rimediale immediata, e meno chance abbiamo di spuntarla sul male. Detto questo, diamo pure un’occhiata ai moniti di carattere medico.

DAL DIABETE ALLA NEFROPATIA DIABETICA

Un paziente con diabete mellito, sia esso di tipo 1 o di tipo 2, è a rischio di nefropatia diabetica, una condizione che si manifesta nel 20-40% dei pazienti diabetici ed è la principale singola causa di nefropatia allo stadio terminale (ESRD). La nefropatia diabetica è frequente causa di danno renale e si colloca al secondo posto come causa di insufficienza renale terminale.

GLOMERULOSCLEROSI NODULARE O MALATTIA DI KIMMELSTEIN-WATSON

La nefropatia diabetica rappresenta una malattia in costante aumento, dato l’altissimo tasso di crescita della malattia diabetica favorito dall’aumento della sedentarietà e dell’apporto calorico. La manifestazione diabetica non coinvolge il rene solo mediante l’interessamento glomerulare ma interessa anche la struttura midollare-renale, con necrosi papillare renale e con pielonefrite acuta. Si parla anche di glomerulosclerosi nodulare o malattia di Kimmelstiel-Wilson. La necrosi papillare è causata da una microangiopatia renale che induce un fenomeno di ischemia con conseguente necrosi della struttura papillare, che già in condizioni fisiologiche non riceve una quantità di sangue molto elevata, quantificabile sul 10% del sangue che arriva al rene.

PAPILLA NECROTICA E COLICA RENALE

La papilla necrotica va incontro spesso a distacco e manifesta una condizione del tutto indistinguibile dalla Colica Renale. Invece la pielonefrite acuta è una condizione infettiva del parenchima renale. Infatti il diabetico presenta una tendenza molto maggiore del non diabetico a sviluppare un’infezione batterica nell’apparato urinario, sia per la presenza di glucosio nelle urine (presente solo quando il glucosio nel plasma supera la soglia renale di 180–200 mg/dl), che risulta essere un ottimo terreno di coltura per i batteri, sia anche perché è spesso riscontrata nel diabete un’alterazione nello svuotamento gastrico e vescicale, con conseguente ristagno urinario e quindi maggior tendenza a infezioni.

CASCATA CITOCHINICA ED IPERTENSIONE SECONDARIA DI ORIGINE RENALE

Ne consegue l’insorgenza di ipertensione secondaria ad origine renale. La proteinuria è il principale fattore patogenico responsabile della progressione della nefropatia. Fisiologicamente, l’albumina e le piccole proteine filtrate dal glomerulo vengono ricaptate immediatamente dalle cellule del tubulo prossimale. Nella nefropatia diabetica si ha un aumento della filtrazione proteica che comincia con una proteinuria selettiva per poi terminare in una proteinuria non selettiva. Lo stress subito dal tubulo (che cerca di compensare riassorbendo le proteine) porta ad una fibrosi interstiziale interstiziale (dovuta alla cascata citochinica) e all’insufficienza renale cronica. Una proteinuria elevata indica uno stato grave di malattia e rappresenta anche un notevole fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. L’albuminuria deve essere sempre valutata in base alla diluizione, valutata tramite la creatinina urinaria o mediante la raccolta nelle 24 ore.

GLUCO-TOSSICITÀ E COMPLICAZIONI VASCOLARI TIPO RETINOPATIA, NEFROPATIA E NEUROPATIA

Il meccanismo che causa il danno glomerulare è di natura metabolica. L’iperglicemia costante comporta un carico di glucosio che è sovrabbondante rispetto al normale fabbisogno delle cellule glomerulari e delle cellule che costituiscono le pareti arteriolari. Gli eccessi di glucosio vengono pertanto incanalati verso vie alternative. La conseguenza finale è una glucotossicità a livello delle cellule vascolari. Tale gluco-tossicità è oltretutto responsabile di tutte le complicanze microvascolari del diabete, che si chiamano retinopatia, nefropatia e neuropatia. Le modificazioni glomerulari sono dapprima solamente funzionali (e pertanto reversibili) e poi divengono strutturali (irreversibili).
Le modifiche osservate sono 1) l’aumentata permeabilità e l’incapacità di filtrazione, 2) la ridotta perfusione glomerulare.

ECCESSIVA GLUCAZIONE ED ECCESSO DI PROTEINE AGE

Il ruolo patogenetico dell’iperglicemia si esplica inoltre con la produzione di AGE (advanced glycation end-products, ossia prodotti finali di glicazione avanzata), proteine strutturali e circolanti con alterazioni funzionali e strutturali dovute all’eccessiva glucazione. In particolare, gli AGE sono in grado di interagire con recettori rAGE espressi nella membrana mesangiale che veicolano peculiari segnali di crescita che portano all’ipertrofia delle cellule del mesangio e irrigidimento delle pareti arteriolari.

RIDUZIONE DEL SANGUE FILTRATO E ATTIVAZIONE DEL MECCANISMO RENINA-ANGIOTENSINA-ALDOSTERONE

Tutti questi processi portano a:

  • Riduzione assoluta della quantità di plasma filtrato, che determina la condizione patologica nota nella pratica clinica come “insufficienza renale cronica” (stadi avanzati della malattia renale cronica)
  • Attivazione del meccanismo RAA renina-angiotensina-aldosterone con incremento del riassorbimento di sodio e acqua dall’ultrafiltrato.

MECCANISMO RAA REGOLATORE DELL’ESCREZIONE RENALE DI SALE ED ACQUA

L’asse RAA è un meccanismo ormonale che regola la pressione sanguigna, il volume plasmatici circolante o volerai e il tono della muscolatura arteriosa. Asse ormonale che rappresenta il principale regolatore dell’escrezione renale di sale e acqua. La renina è un enzima proteolitico prodotto a livello dell’apparato iuxtaglomerulare renale che svolge la sua azione convertendo l’angiotensinogeno (prodotto a livello epatico) in angiotensina I. Questa viene quindi convertita dall’ACE (Angiotensin converting enzyme), presente in molti tessuti ma soprattutto a livello polmonare, nella sua forma attiva, che è l’angiotensina II.

ANGIOTENSINA II AD EFFETTO IPERTENSIVO

L’angiotensina II ha un forte effetto ipertensivo determinato attraverso differenti meccanismi d’azione. È, infatti, in grado di agire direttamente a livello della muscolatura delle arteriole determinando una risposta vasocostrittoria, a livello renale aumenta il riassorbimento di sodio e, infine, è in grado di agire a livello della corteccia surrenalica stimolando la produzione dell’aldosterone. Quest’ormone di origine surrenalica aumenta il riassorbimento di sodio attraverso un meccanismo esercitato a diversi livelli del tubulo renale ed è il principale fattore di regolazione del metabolismo del potassio poiché ne aumenta l’eliminazione urinaria.

INIBIRE GLI ACE CON METODI NATURALI

I complessi meccanismi di regolazione della volemia, della quantità di sali eliminati e riassorbiti a livello renale e, quindi, gli effetti sulla pressione arteriosa determinati da questi ormoni, spiegano l’azione farmacologica svolta da medicinali quali gli inibitori dell’enzima ACE (ACE inibitori) e dagli antagonisti recettoriali dell’angiotensina (sartani) nell’ambito della prevenzione e della riduzione del danno d’organo alla base di numerose patologie quali l’ipertensione arteriosa, l’aterosclerosi, il diabete mellito e lo scompenso cardiaco. Ricordiamo però che l’ipertensione arteria non cala al meglio grazie ai farmaci, ma piuttosto in base alle nostre scelte alimentari e comportamentali.

LA RETINOPATIA DIABETICA

Con il termine di retinopatia diabetica si intende quella patologia oculare che si riscontra nella grande maggioranza nei soggetti affetti da diabete mellito, in particolare del tipo 1 (insulino-dipendente). La possibilità di sviluppare danni alla retina e alle altre strutture oculari è circa venti volte maggiore nei soggetti affetti dalla patologia. Colpisce più spesso soggetti diabetici tra i 25 e i 60 anni e non si manifesta in genere nel primo periodo diabetico.

RETINA E SOLE, GHIANDOLA PINEALE E MELATONINA

I diabetici soffrono di danni alle pareti dei vasi sanguigni, in particolare del microcircolo di vari organi (principalmente rene, cuore, cervello e occhi). Questo danno comporta la mancanza di adeguato apporto sanguigno e quindi di ossigeno ad alcune zone della retina. Zone che, di conseguenza, tendono a morire, a diventare ischemiche e necrotiche. La retina va ovviamente salvaguardata, per le sue funzioni visive innanzitutto. Ma anche per le sue vitali funzioni di convogliamento raggi solari, per le sue connessioni con la ghiandola pineale, la serotonina, la melatonina e la somatotropina.

RETINOPATIA PROLIFERATIVA E NON-PROLIFERATIVA

La retinopatia diabetica può essere distinta, sulla base della presenza o meno di vasi neoformati, nella forma proliferativa, considerata più grave, e una forma non proliferativa. La prima è caratterizzata dalla presenza di un’intensa proliferazione vascolare, con vasi estremamente fragili (che quindi molto spesso tendono alla rottura provocando danni reinitici).

SINTOMI DI RETINOPATIA DIABETICA

I sintomi della retinopatia diabetica sono, in generale, di alterata visione (riduzione del visus fino all’ipovisione o alla cecità), mentre la forma non proliferativa non presenta questa proliferazione di nuovi vasi, ma solamente microaneurismi (che interessano sia i piccoli vasi retinici ma anche vasi di calibro maggiore) e talvolta presenza di essudati (con depositi proteici, lipidici e glucidici che anche loro tendono a peggiorare la visione).

LA MALATTIA NELL’ASSIEME HA UN SOLO NOME E SI CHIAMA SANGUE VISCOSO

Tornando a te, occorre sì tener presente la serietà dei problemi, ma senza esserne travolti. Ti sei messo nei guai e sarai in grado di saltarne fuori, a condizione di volerlo fortissimamente e di muovere i tuoi passi rimediali nella giusta direzione. I problemi che hai non sono 4 ma sono strettamente interrelati ed interconnessi. Un gomitolo che si risolve in modo coerente. Guarisci dall’anomalia e dallo stato critico e ne salti fuori come nuovo. La tua malattia principale ha un nome preciso e si chiama sangue vischioso e lipotossico, accoppiato a sistema linfatico rallentato.

PARLIAMO ESSENZIALMENTE DI SINDROME VASCOLARE

La causa cronica di fallimento renale è una malattia vascolare. La stessa malattia poi che produce ipertensione ed iperglicemia, facilitando ictus, attacchi cardiaci e by-pass alle coronarie. Il blocco renale o infarto renale non è per niente diverso dall’infarto cardiaco, e le cause sono le stesse. Tant’è vero che ore insufficienze renali croniche e le dialisi prevalgono con forte intensità nei paesi dove ci si alimenta di carne e di prodotti animali in abbondanza, ossia di proteine e di grassi animali.

CARNE COTTA E STITICHEZZA CON GLOBULI ROSSI IN ECCESSO E SOVRACCARICHI TOSSICI A CARICO DEL SISTEMA RENALE

È risaputo che la carne cotta va inquadrata come il peggior alimento cibario sulla superficie del pianeta, tanto che le sue pesanti implicazioni con le malattie renali sono ben conosciute da centinaia di anni. La costipazione e la stitichezza, che sono normali ed epidemiche nei paesi occidentali, ipernutriti con diete ultra-tossiche, causano micidiali e mortiferi sovraccarichi tossici a danno del sistema renale costretto a improponibili lavori di filtraggio, a un incremento insopportabile di rigidezza cellulare-eritrocitica. Una forte concentrazione di globuli rossi e di proteine porta dritto-dritto all’insufficienza renale.

EVITARE LA DIALISI CON DIETA VITALE

Il dr Mackenzie Walser (1922-2006), celebre nefrologo del John Hopkins, sviluppò una strategia di provata efficacia contro la sindrome nefrosica, disordine renale che porta spesso al blocco renale. Una strategia tuttora valida e nelle migliori cliniche americane, basata non a caso su dieta basso-proteica di stile pitagorico, dove tutti i cibi proteici vengono rimpiazzati sistematicamente da frutta e verdura cruda. La dialisi viene evitata a condizione che la funzione renale sia attiva dal 2% in su, cosa che normalmente avviene.

ABBONDANZA DI VITAMINA-C NATURALE

La dieta a cui ricorrere è di tipo vitale e crudista, frutto-vegetarana, basata su succo zuccherino fresco e naturalmente mineral-vitaminizzato, con abbondanza di vitamina C naturale e di verde clorofilla fresca, e con associati rimedi erboristici e fruttariani includenti un litro giornaliero di the di malva, frutta fresca di stagione, semi di zucche e di cocomeri, anguria e meloni. Altri the ed infusi utili quelli a base di ortiche, di salvia, di sambuco, di equiseto di peduncoli di ciliegia. Piante amiche  piantaggine, pungitopo, sedano da prendersi in succo 40-120 grammi al giorno, topinambur, patate, cavolo, crescione, fico, lampone, lattuga, ciliegie, orzo, porro, portulaca, ribes, tarassaco, uva, aglio urino e zucca.

METODI NATURALI DI CONTRASTO ALL’IPERTENSIONE

Per l’ipertensione valgono gli stessi principi. Non manchino nella dieta abbondanti aglio, porri, cipolle, peperoncino, zenzero, acetosa. È inoltre buona norma abolire il fumo, fare attività fisica e adottare una dieta equilibrata. L’indice di massa corporea (BMI, body mass index) va mantenuto tra 20 e 25. L’indice di massa corporea (abbreviato IMC o BMI, dall’inglese body mass index) è un dato biometrico, espresso come rapporto tra peso e quadrato dell’altezza ed è utilizzato come un indicatore dello stato di peso-forma.

CONSIGLI FINALI

Non manchino infine nel comportamento il pensiero positivo, le camminate giornaliere ed incrementanti, eventualmente assistite da racchette o bastoncini per chi avesse difficoltà. Basilare il test sull’omocisteina da farsi su specifica richiesta. Per eventuali meeting personali c’è sul blog aggiornata la rubrica Conferenze e colloqui, e basta prendere contatto con i centri di collaborazione esterna appositamente attivati. Consiglio vivamente lettura regolare tesine a partire dall’ultima e retrocedendo, al fine di capirci e di parlare lo stesso tipo di linguaggio salutistico. Ovvio che il nostro pacchetto-salute va applicato con fiducia, con assunzione di responsabilità, con personalizzazione e buon senso.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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