OMOCISTEINA E MALATTIE CARDIOVASCOLARI

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LETTERA

UN INFARTO CHE TI CAMBIA D’IMPROVVISO I CONNOTATI

Caro Valdo, ho 59 anni. Nove anni fa ho avuto un infarto che mi ha cambiato radicalmente la vita.
Poco dopo il drammatico evento, mi sono convertito al vegetarianismo e, dopo qualche anno ancora, al veganismo.
Tre anni fa, infine, ho conosciuto l’igienismo.
Da allora ho completamente bandito ogni farmaco. In particolare quelli post-infarto (aspirina, statina, beta-bloccanti, ace-inibitori, e altri).

PASSAGGIO AL CRUDISMO CON VANTAGGI E BENEFICI A RAFFICA

Ho invece introdotto nella mia alimentazione molti più cibi crudi.
I miglioramenti, durante tutto il ciclo accennato, sono stati via via crescenti e notevoli.
Le affezioni alle vie respiratorie e i disturbi gastrointestinali, che avevano segnato penosamente tutto l’arco della mia vita precedente, sono stati quasi del tutto debellati, mentre il tono vitale ed energetico ha conosciuto enormi progressi.

LEGGO OGNI COSA CHE SCRIVI

Recentemente ho avuto modo di leggere i tuoi scritti (il libro e il blog), e ne sono rimasto davvero colpito per la chiarezza, la profondità e la competenza. Per quanto mi è dato di conoscere, non mi pare che esista qualcuno, nel panorama igienista-vegano-crudista italiano che possa anche solo lontanamente stare al tuo passo. Complimenti davvero vivissimi.

UN PARERE SU B12, COLESTEROLO, OMOCISTEINA E DIETA

Venendo a me, nonostante i vistosi progressi già conseguiti, sento il desiderio di perfezionarmi ancora di più, di andare oltre, compatibilmente con i disastri provocati dalla mia scriteriata condotta di vita fino ai 50 anni, caratterizzata da fumo, caffè, stress, pochissimo esercizio fisico, cibi cotti più animali che vegetali, e tutti gli altri annessi e connessi.
In particolare gradirei il tuo parere su quattro argomenti specifici: la vitamina B12, il colesterolo, l’omocisteina e la mia dieta attuale.

UNA CRESCENTE DIPENDENZA DALLA B12

Con la vitamina B12 mi sono finora lasciato orientare dal dosaggio dell’omocisteina, che è fattore di rischio cardiovascolare. Poichè quest’ultima restava sempre di parecchio fuori norma, ho assunto dosi crescenti di B12 finché la stessa non rientrava nei limiti. Constatando poi che ad ogni sospensione di B12 l’omocisteina risaliva, mi sono deciso di assumere la B12 in via stabile.
Ma ora, leggendo i tuoi scritti, ho iniziato a ricredermi, e il quadro non è più così chiaro.

VALE LA PENA PERFEZIONARE ANCORA O ACCONTENTARSI?

Vale la pena, secondo te, che mi affidi fino in fondo al potere di auto-guarigione della natura, o invece, nel mio caso specifico, dopo i pasticci combinati durante una vita intera, è preferibile che rinunci a ulteriori e forse improbabili miglioramenti, e mi accontenti di una omocisteina corretta, anche se a costo di qualche pillola di B12, peraltro di origine non sintetica?
In altre parole, dato ormai per assodato e strutturale il malassorbimento di B12 (forse per carenza di fattore intrinseco, dopo i tanti errori commessi) non è forse il danno minore, quello di una omocisteina sotto-controllo grazie all’assunzione di vitamina B12?

I TUOI VALORI STREPITOSI MI HANNO FATTO RIFLETTERE

Il mio colesterolo totale si aggira fra i valori 150-200.
In particolare, ho notato che si alza quando eccedo un po’ nei cereali. Questo sarebbe in accordo con una teoria che ho sentito da un medico naturopata, secondo cui i carboidrati avrebbero l’effetto di produrre per via endogena un eccesso di colesterolo, quasi al pari degli alimenti di origine animale.
Tutto sommato non mi sembrava comunque di essere messo tanto male, fino a quando non ho letto le tue tesine, nonché i tuoi valori strepitosi (68 di LDL e 53 di HDL).
Potresti chiarirmi il perché dei miei sbalzi di colesterolo, e darmi qualche aiuto per ridurne il livello?
A questo proposito, pensi che la tua mitica crema di avena potrebbe avere qualche benefico effetto?

LA MIA DIETA DI OGGI

Venendo infine alla mia dieta, essa consiste di frutta durante il giorno, a colazione, pranzo e qualche spuntino successivo, per un totale di 2 chili circa, tra cui 2/3 etti di banane e un etto di datteri giganti Medjoul.
Alla sera, dopo un’insalata cruda mista (di circa mezzo chilo), mi faccio in genere un piatto di cereali integrali o di patate, ricorrendo raramente ai legumi, con inclusione di verdure cotte (da utilizzare come sugo o come contorno ai cereali o alle patate). Utilizzo olio extravergine crudo sui cereali e le patate, mentre l’insalata cruda la condisco con i semi (lino-sesamo-girasole tritati, un paio di cucchiai).

LE VOGLIE CALORICHE SERALI

Il problema, credo, è che tendo ad esagerare con le porzioni di cereali (quasi due etti) e con le patate (quasi un chilo).
Forse anche perché alla sera mi si scatenano voglie caloriche rimaste un po’ represse durante il giorno.
Tieni presente che sono alto 169 per 61 di peso circa. Ti chiedo se anche a te le porzioni di cotto sembrano eccessive. Può essere questa la causa del mio colesterolo alto?
Che non sia meglio anticipare una quota di carboidrati complessi nella prima parte della giornata, magari con una bella crema di avena come fai spesso te?

VIVO INTERESSE PER LA CREMA DI AVENA

A proposito di crema di avena, volevo chiederti anzitutto come fai ad ottenere i fiocchi d’avena.
So che si acquistano al negozio bio, ma credo che si tratti di un prodotto ottenuto tramite cottura e quindi non più naturale, o mi sbaglio?
E poi, che quantitativo mi suggeriresti. Vanno bene 30-40 grammi di fiocchi, con un bicchiere di latte di riso e un cucchiaio o due di semi?

LE SCIOCCHE TRASGRESSIONI NATALIZIE PUNTUALMENTE PAGATE

Durante le ultime festività natalizie ho commesso qualche sgarro di troppo, tra panettoni, torroni e cibi cotti. Trasgressioni che ho pagato con un raffreddore che da diverso tempo non conoscevo cosa fosse, e con perdita di regolarità intestinale, con feci molli ed irregolari.
Regolarità che non ho ancora recuperato, nonostante qualche breve digiuno e l’abbandono di ogni pratica nociva.
Sono alquanto sorpreso, nonché preoccupato.
Qualche consiglio al riguardo?
Ti ringrazio della tua cortese attenzione.
Qualora volessi rispondermi pubblicamente, la cosa mi sta bene. Ti pregherei in tal caso di omettere cognome e località.
Franco

*****

RISPOSTA

COMPLIMENTI E INTEGRAZIONI MORALI

Ciao Franco, i complimenti che mi fai sono di sicuro esagerati, comunque li considero come
integratori-morali, sperando che non mi stimolino troppo facendomi poi cadere in depressione, come tutte le cose dopanti, tipo la tua scomoda e odorosa amica vitamina B12.
Mentre per la B12 ho appena completato L’oro puzzolente del terzo millennio, che ti mando in allegato, per tutto il resto ti ricordo di consultare miei scritti precedenti tipo:

Il paradosso del dr Strand e l’imperfezione del dr Pritikin (21/1/2009)
Arteriosclerosi, omocisteina e carenze ascorbiche (23/1/2009)

NELLE TESINE CITATE SI PARLA IN ANTEPRIMA DI MCCULLY

In tali lavori ho presentato, probabilmente per primo in Italia, senza tante ciance, una sintesi delle ricerche di Kilmer McCully.
Intendo dire che mi sono sobbarcato di persona la lettura, la traduzione, l’interpretazione e il non facile stile espressivo di McCully, ottimo ricercatore medico, ma pessimo ed ingarbugliato scrittore.
Ora tu mi poni domande complesse coinvolgenti il colesterolo e l’omocisteina, più la B12 che salta fuori in tutte le salse.
Dunque mi costringi a fare un lavoro di ricucitura e di aggiornamento.

MAI FARE LE SPUGNE CHE ASSORBONO PASSIVAMENTE

Mi piace molto la tua frase Ho iniziato a ricredermi. Vuol dire che hai la grinta mentale e che non ti accontenti delle apparenze. Essere battaglieri, e non spugne che assorbono passivamente tutto, è segnale di efficienza fisico-mentale.
Non ho inteso con sicurezza il significato di colesterolo totale tra 150 e 200. Intendi il colesterolo LDL o la somma di HDL e LDL? Se è la somma dei due la cifra va sicuramente bene. Se invece si tratta di 150-200 LDL, direi che tale quota va monitorata e diminuita.
Se i cereali ti causano troppi sbalzi, potrebbe trattarsi di qualche problema celiaco di intolleranza al glutine. In ogni caso, spostandoti sull’avena e magari anche sul pop-corn, risolverai molti problemi.

FRUTTA ACQUOSA, AVENA E MANDORLE

Devi aumentare la frutta senza timore, riducendo alla metà le patate e i cereali.
Con apporto incrementato di acqua biologica naturalmente strutturata, ti calerà l’appetito per le patate e le altre cose.
Direi di optare per una sola banana e più frutta acquosa come agrumi, kiwi, meloni, papaie.
Pinoli, mandorle e noci, magari la sera dopo le verdure.
La crema di avena è raccomandabilissima per il colesterolo. L’avena che trovi dovrebbe essere quella normale rollata a crudo e quindi non-precotta.
La trovo in tutti i supermarket asiatici, e proviene soprattutto dall’Australia. A volte anche dalla Cina.
Ma anche da noi è in vendita nei negozi di macrobiotica. Se l’inserisci di mattina, meglio farlo verso le 10-11. I quantitativi li lascio a te.

BIETOLE ROSSE CENTRIFUGATE E BROCCOLI CRUDI IN ABBONDANZA

Una cosa che ti suggerisco fortemente è il centrifugato crudo di bietole rosse-dolci e di barbabietole da zucchero, nonché di topinambur, carote, sedani, ananas, come alternativa mattiniera ai pasti di frutta.
Trattasi di cibo efficace in particolare per abbassare l’omocisteina in modo naturale, e con molta più efficacia rispetto alle integrazioni di vitamine del gruppo B.
La sera, usa il prezioso appetito che hai per rimpinzarti non di patate (per altri aspetti, ed entro certi limiti, ottime), ma bensì di zolfo organicato e di prezioso sulforafano, sostanza miracolosa che trovi in tutte le crucifere.
Poi mi ringrazierai e mi invierai persino delle benedizioni.

L’AMLETICO DUBBIO SUGLI INTEGRATORI

Per quanto concerne i tuoi dubbi amletici sullo staccarti o meno dalla schiavitù degli integratori, non aspettarti da me prescrizioni che non posso darti.
Qui di seguito ti espongo la mia tesina sull’argomento.
Sarai tu poi a studiartela e a farne buon uso secondo la tua intelligenza e il tuo senso di responsabilità.
Staccarsi da ogni forma di doping può sempre nascondere qualche insidia.
Magari serve gradualità.
Cose che dovrai decidere da solo.
Veniamo dunque alla tesina vera e propria.

DEFINIZIONE DI MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Le malattie cardiocircolatorie sono quelle che impediscono al cuore di pompare liberamente i 5 litri di sangue che abbiamo attraverso la rete fittissima di arterie e di capillari che portano pronto nutrimento e sollecita ripulizia ad ognuna delle nostre cellule.
I fattori di rischio sono l’ipercolesterolemia, l’ipertensione, il diabete, l’iperomocisteinemia, il fumo.
C’è da aggiungere che all’interno del corpo umano esiste una continua guerra due parti avverse, una parte alleata e una nemica.
Importante sapere chi gioca a nostro favore e chi gioca contro.

GLI ALLEATI DEL CORPO UMANO, OSSIA GLI ANTIOSSIDANTI

Gli antiossidanti sono sostanze che hanno l’abilità atomica di regalare un elettrone a un pericolo pubblico interno chiamato radicale libero, bilanciandolo e neutralizzandolo.
Il nostro corpo è dotato di protezione-immunitaria anti-ossidativa e produce 3 tipi di antiossidanti che sono il superoxide-dismutasi, il catalasi e il glutatione perixodasi.
Quando però i radicali liberi sono troppi, i nostri mezzi interni sono insufficienti a contrastarli.
Ecco allora che ci vengono incontro gli antiossidanti esterni, che sono la frutta e la verdura allo stato crudo, contenenti vitamina A, il gruppo B (specie B1, B2, B6, B9, B12), vitamina C, vitamina E, betacarotene, coenzima Q10, acido alfa-lipoico, glutatione, bioflavonoidi).
I teorici della supplementazione, come il dr Strand, sguazzano in questa situazione e propongono sostanze di sintesi a tutto spiano, con la scusa che la gente è scema, e rifiuta di alimentarsi in modo naturale.
Noi igienisti rifiutiamo la dipendenza chimica e diamo fiducia all’uomo e all’umanità, e operiamo perché ci sia un rinsavimento generale.

I NEMICI DEL CORPO UMANO, OSSIA I RADICALI LIBERI

I radicali liberi sono molecole o atomi di ossigeno che hanno almeno un elettrone spaiato (libero) nella propria orbita, e che rappresentano fattore ddi instabilità e di pericolo, in quanto sono pronti ad associarsi con la prima sostanza del vicinato per formare nuovi composti ossidati e velenosi.
Sono caratterizzati da un movimento violento che crea delle quasi-scintille nei meandri intracellulari.
Se non vengono rapidamente neutralizzati, i radicali liberi tendono a proliferare e a destabilizzare le membrane cellulari con un fenomeno che viene definito stress ossidativo.
I radicali liberi vengono creati da cibi sbagliati (con digestioni lunghe e difficili), da bevande sbagliate, da comportamenti sbagliati, da inquinamento esterno ed interno, da scarsità di movimento, da esercizi fisici strenuanti, da shock emotivi, da situazioni di stress, da radiazioni e medicalizzazioni

IL FUMO, NEMICO DEL CUORE E NEMICO DELL’ANIMA

Il fumo da solo abbassa la capacità vitale del soggetto, ed è uno dei fattori più seri di eventi trombotici, in quanto causa di aritmie ventricolari, dovute all’aumento di tono del simpatico e conseguente riduzione della soglia di fibrillazione ventricolare.
Il monossido di carbonio prodotto dal fumo può scatenare da solo situazioni di ischemia (blocco circolatorio sanguigno), in quanto riduce la capacità di trasporto-ossigeno dell’emoglobina.

NON È SOLO QUESTIONE DI COLESTEROLO LDL

Le malattie cardiovascolari rappresentano la maggior causa di mortalità nei paesi occidentali.
I dati americani esposti dal dr Ray Strand parlano di 10 milioni di americani colpiti da cardiopatie, con 250 mila attacchi cardiaci/anno e un 10% di mortalità immediata.
Tutti pensano che il colesterolo LDL sia la causa principale dei disastri.
In realtà le cose sono più complesse.
Più della metà degli attacchi cardiaci in America avvengono in pazienti con livelli di colesterolo LDL considerati andanti e normali negli USA (280-310), dove la gente, come ben sappiamo, vive immersa nel sangue e nel latte da mattina a sera.

L’INFIAMMAZIONE DEI VASI SANGUIGNI ALLA BASE DI OGNI PROBLEMA

Il reale colpevole dei maggiori drammi cardiocircolatori è l’infiammazione dei vasi sanguigni.
Quello che serve urgentemente fare è dunque disinfiammare le arterie.
Nel 1980, i medici hanno imparato che il colesterolo HDL (high density lipoproteins), elaborato dal corpo, è addirittura benefico, per cui più ne abbiamo e meglio è, mentre il colesterolo LDL (low density lipoproteins), di provenienza alimentare, è cattivo sotto ogni punto di vista.
Il colesterolo LDL si accumula lungo le pareti interne delle arterie, formando delle placche che rendono via via più ridotto il calibro utile delle arterie stesse. L’HDL al contrario fa addirittura da spazzino arterioso.

LA STRADA CHE PORTA AL DISASTRO CARDIOVASCOLARE

Il colesterolo LDL poi non è il solo istigatore di processi infiammatori all’interno dei vasi.
Le altre cause gravi sono rappresentate dall’omocisteina e dai radicali liberi, tutte cose derivanti dal fumo, dai cibi grassi e cotti, dal diabete, dall’ipertensione.
Quale è la strada che porta al disastro cardiovascolare? Il dramma avviene più o meno in quattro fasi.

FASE N. 1: INSULTO INIZIALE ALL’ENDOTELIO

Il rivestimento interno delle nostre arterie è estremamente delicato, vulnerabile, sensibile anche alle più leggere irritazioni.
Le nostre arterie sono arterie tipiche di persone fruttariane, che mai avrebbero dovuto buttarsi su carni e proteine animali.
L’offesa maggiore si chiama stress ossidativo, con innalzamento dell’omocisteina e sviluppo incontrollato di radicali liberi.
Tutto ciò porta alla ossidazione del colesterolo LDL.
Ed è proprio questo il preciso meccanismo ossidativo che porta al ferimento dell’endotelio.

FASE N. 2: RISPOSTA INFIAMMATORIA

Il sistema difensivo o immunitario reagisce al danneggiamento dell’endotelio inviando nelle arterie dei globuli bianchi (monociti, che sono più grandi dei leucociti), nel tentativo di catturare le cellule adipose di colesterolo-LDL-ossidato, ossia il nemico causatore dei danni. Ma i monociti hanno una capacità limitata e non tutte le cellule nemiche vengono catturate. Quelle superstiti diventano foam cells (cellule schiumose) e si attaccano ai rivestimenti interni delle arterie formando una saldatura patologica, un indurimento chiamato fatty streak (striscia adiposa).

FASE N. 3: RISPOSTA CRONICO-INFIAMMATORIA

È l’infiammazione cronica che sta alla base di tutti gli attacchi cardiaci, delle malattie vascolari periferiche, degli aneurismi (dilatazioni arterie).
Trattasi di un processo chiamato proliferazione, dove si assiste alla fabbricazione di altre cellule schiumose e di altre strisce adipose. Un maggior numero di globuli bianchi viene richiamato in soccorso, ma essi falliscono nel compito sproporzionato e diventano essi stessi materiale schiumoso.
I rivestimenti arteriosi diventano ancora più compromessi e non-funzionali. Questo fatto provoca ulteriore restringimento del foro utile, sia per gli spasmi arteriosi che per l’aggregazione delle piastrine.

FASE N. 4: ROTTURA DELLE PLACCHE

L’evento finale nel 50% degli attacchi cardiaci è la rottura di una di queste placche, nonché il grumo sanguigno, il coagulo che si forma intorno alla placca segnata.
Le placche potenzialmente pericolose sono spesso piccole e possono persino non causare significativo restringimento arterioso, colpendo per così dire all’improvviso e a tradimento.
La patologia è silente ed inaspettata fino al momento della rottura e del blocco arterioso.
A volte le arterie continuano a restringersi fino al punto di diventare occluse, con acuto dolore al petto. Quel dolore chiamato angina pectoris, che la chirurgia risolve con interventi di angioplastica, dove si supera il blocco arterioso con un bypass.

IL LAVORO SOVRANO STA NELL’INTELLIGENZA COMPORTAMENTALE DELLA GENTE

La maggior parte del tempo che i cardiochirurghi spendono nei rispettivi ospedali, è impiegato nello spegnimento incendi, in pazienti giunti alla fine del loro processo infiammatorio.
Lavori dunque di riparazione e di secondo piano.
Il lavoro primo, il lavoro sovrano, resta dunque nelle mani della gente e non nelle sale operatorie.
Esso si chiama prevenzione vera, intelligenza comportamentale.

RIPARAZIONI DI EMERGENZA E PREVENZIONI MEDIANTE ANTIOSSIDANTI

Nelle cliniche specialistiche si ricorre ampiamente a sostanze antiossidanti. Trattasi di rimedi il più delle volte sintetici che scimmiottano i prodotti della natura, con risultati buoni nel breve periodo, ma con effetti dopanti nel lungo andare.
Gli antiossidanti più efficaci all’interno delle pareti cellulari restano la vitamina E, la vitamina C, il glutatione ed i bioflavonoidi colorati, sempre e solo al naturale. Senza mai dimenticare i sapori forti dello zolfo naturale, ossia delle cruciali crucifere (broccoli, cavoli, verze, cime di rapa, cren, ravanelli).

L’IMPORTANZA DELLE SOSTANZE ANTIOSSIDANTI (LA REGINA DELLE ANTIOSSIDANTI È LA FRUTTA)

La vitamina E è incorporata nelle stesse cellule del colesterolo LDL.
La vitamina C è il maggior antiossidante in natura, per cui protegge e preserva le funzioni dell’endotelio, che sono alla base dei processi infiammatori. Impedisce che il colesterolo LDL venga ossidato.
La vitamina C ha anche il potere di far rigenerare la vitamina E e il glutatione intracellulare.
Il glutatione è il più potente antiossidante intracellulare, presente in ogni cellula.
Tutti i pazienti con malattie coronariche hanno livelli patologicamente bassi di glutatione nelle cellule.

I BIOFLAVONOIDI COLORATI DEI PRODOTTI DELLA TERRA

Quanto ai bioflavonoidi, ne esistono migliaia di diversi tipi tra frutta e verdura. Più colori diversi prendiamo dalla natura viva e più bioflavonoidi catturiamo. Trattasi di antiossidanti potentissimi, dotati pure di qualità anti-allergiche ed anti-infiammatorie. Il vino rosso, e soprattutto il succo d’uva rossa, contengono polifenoli che riducono la formazione di colesterolo LDL ossidato nelle arterie e proteggono l’integrità dell’endotelio. Non è buona scusa per bazzicare cantine ed osterie. Ridurre il colesterolo e distruggere nel contempo il fegato con l’alcol non è scambio proponibile. Meglio l’uva, specie quella nera, masticando per bene la buccia e i semi. L’estratto di semi di uva (vinacciolo) viene ritenuto il miglior bioflavonoide esistente, ed agisce da antiossidante a prevenzione di ogn infiammazione cronica.

IMPORTANZA BASILARE DEL SISTEMA RENALE

Tutti a parlare di colesterolo e nessuno invece a sottolineare il pericolo dell’omocisteina.
Dobbiamo le nostre conoscenze sull’omocisteina alle ricerche del 1968 del dr Kilmer McCully, riprese e rilanciate negli anni 90 dal dr Meir Stampfer e dal dr Jacob Selhub.
L’omocisteina è un aminoacido non-proteico prodotto dal metabolismo della metionina.
A dosi eccessive è considerata oggi uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare.
Il metabolismo dell’omocisteina si svolge in gran parte a livello renale.

L’AMINOACIDO METIONINA

La metionina è un aminoacido solforato essenziale introdotto nell’organismo con la dieta, soprattutto carni, uova, latte e formaggio. Molto meglio le proteine vegetali delle rape e delle crucifere, solforate al punto giusto, che non si sognano di scatenare nell’organismo scarti lipidici chiamati omocisteina.
La metionina è una delle diverse sostanze lipotropiche (disintegratrici dei grassi metabolici), come la colina (scomposizione della lecitina), l’inositolo e l’acido lipoico.
La cistina, precursore dell’omocisteina (legata alla sintesi dell’omocisteina) è dannosa per l’organismo poiché può causare disfunzioni dell’epitelio vascolare (la pellicola interna che riveste i vasi sanguigni), con formazione di radicali liberi dell’ossigeno e disfunzioni nella funzione vasodilatatrice.

SIGARETTE, CAFFÈ, CARNE, INATTIVITÀ, IPOTIROIDISMO, DIABETE, FATTORI PRECURSORI DELL’OMOCISTEINA

L’omocisteina alta è fattore di ipercoagulazione. In un organismo funzionante, l’omocisteina è ritrasformata di nuovo in metionina, producendo pure glutatione e SAMe (S-adenosil-metionina).
L’iperomocisteinemia è una condizione multifattoriale, e può dipendere da un disordine enzimatico ereditario, da tabagismo, caffè, alimentazione carnea, inattività fisica, gastrite cronica, ipotiroidismo, insufficienza renale, diabete, psoriasi, celiachia, neoplasia mammaria, neoplasia al pancreas, neoplasia all’ovaio, farmaci antagonisti al gruppo B.

IMPORTANZA FONDAMENTALE DEI GRUPPI METILICI CH3

Per capire meglio l’omocisteina è opportuno parlare dei gruppi metilici, che sono dei radicali monovalenti CH3.
Tutti i meccanismi di invecchiamento hanno, come comune tracciato finale, cambiamenti strutturali del Dna. La chimica di base del Dna è tutto sommato semplice.
Come è elegante il processo di traduzione del codice triplo di un gene in una proteina completata, ancor più sofisticato è il modo in cui una cellula sa quale dei suoi 100 mila geni trascrivere, quante copie e in quali frequenze trascrivere.
Il più importante singolo principio organizzativo cellulare viene realizzato tramite la chimica di trasferimento del gruppo metilico.
Il gruppo metilico dice alla cellula quali parti del Dna non trascrivere, onde evitare invecchiamento precoce e aberranti crescite cancerogene.

UNA PERDITA DEL 40% DI CAPITALE ENZIMATICO-METILICO SIGNIFICA CROLLO TOTALE

Le ultime ricerche suggeriscono che il comune tracciato dell’invecchiamento è la perdita graduale di gruppi metilici da parte del Dna tramite meccanismi come lo stress emotivo, le tossine dell’ambiente, le deficenze vitaminiche (tutti acceleratori di perdita del gruppo metilico).
Trattasi di perdita di organizzazione informativa sia nella replicazione dei tessuti che nella sorveglianza immunitaria ideale.
Una perdita di circa il 40% dei gruppi metilici dai livelli della dotazione originaria di nascita, è associata al crollo degenerativo dell’organismo.

LA POLITICA VEGANA DEL RISPARMIO ENERGETICO-ENZIMATICO-METILICO

Rallentare, fermare e invertire la perdita di gruppi metilici del Dna significa fermare l’invecchiamento cellulare.
Evitare prelevamenti continui di energia, scatenando leucocitosi e crisi immunitarie a non finire, permette grossi risparmi di energia enzimatica e metilica.
L’alimentazione vegetarian-crudista è basata esattamente su tale sistema, in quanto ogni pasto rappresenta un regalo di calorie e di nutrienti al corpo, senza addebiti e senza costi digestivi.

OMOCISTEINA COME BAROMETRO FUNZIONALE DEL CORPO UMANO

Il segnale della chimica del sangue che indica una metilazione indebolita del Dna è l’elevazione dell’omocisteina.
Alti livelli di omocisteina accelerano l’accorciamento dei telomeri (dal greco telos = fine), che sono la coda terminale dei cromosomi.

OMOCISTEINA COME BAROMETRO FUNZIONALE DEL CORPO UMANO, COME INDICE DI RENDIMENTO

Ad ogni divisione cellulare, la sequenza inizialmente lunga dei codoni dei telomeri tende a scheggiarsi ed a sfilacciarsi, ad accorciarsi.
L’omocisteina è una specie di barometro funzionale del corpo.
Il suo livello offre una lettura generale della condizione metilica, della condizione della chimica di trasferimento di gruppo metile nel corpo.
Quanto più alto sopra il 6.3 è il livello di omocisteina, tanto più povera è la metilazione del Dna, e tanto più alti i rischi per la salute.
Un motore efficiente si giudica dal suo alto rendimento, dalla sua scarsità di fumi residui e di scorie.
Il corpo umano si giudica dal suo basso livello di intossicazione lipidica (LDL, omocisteina,
grassi-neutri-del-sangue o trigliceridi).

OMOCISTEINA, CAUSATRICE DI RADICALI LIBERI E DI CRISI OSSIDATIVA NEL COLESTEROLO LDL

L’omocisteina, come già visto, è un residuo sbagliato, un prodotto del dissesto metabolico della metionina.
È necessario avere dell’omocisteina nel sangue, per il suo ruolo nei cicli vitali metabolici.
Ma, oltre una bassa soglia, essa diventa sempre più tossica e va a combinarsi col colesterolo LDL per promuovere ossidazione.
Il colesterolo-LDL-non-ossidato sembra essere innocuo persino ad alti livelli, per i vasi sanguigni.
Ecco però che basta una piccola ossidazione per renderlo agente di aterosclerosi.

L’OMOCISTEINA ALTA È UNA CONDIZIONE DA INCUBO

L’omocisteina alta incrementa la tendenza del sangue a coagulare e provoca acute trombosi vascolari.
L’omocisteina elevata accelera pure l’accorciamento dei telomeri delle cellule degli interni vascolari, e indebolisce la produzione di ossido nitrico endoteliale.
L’omocisteina elevata si accumula nelle cellule e le trasforma in maligne, bloccandone il flusso metabolico e causando il cancro.
Negli studi condotti, l’abbassamento aggressivo dell’omocisteina ha rinormalizzato tali cellule pre-maligne, e ha pure invertito il restringimento aterosclerotico dei vasi sanguigni.

I LIVELLI ACCETTABILI DELL’OMOCISTEINA

Sulla base di quanto sopra, i rischi cardiovascolari crescono in modo esponenziale.

Livello omocisteina 6.3 10 15 20
Rischio cardiaco relativo 1 2 4 9

Recenti studi della Boston University hanno stabilito che a livello 15, il rischio di evento cardiaco è
4 volte superiore alla media generale, e che il rischio Alzheimer è 2 volte superiore alla media.
Ogni caduta di un punto di omocisteina può ridurre i rischi cardiaci del 10%.
Il dr Ray Strand pone la gamma 5-15 umol/L (unità di molecole per litro di sangue), come la gamma nella quale muoversi. Meglio se sotto il 7, già problematica la situazione oltre il 12.

POLITICHE ANTI-OMOCISTEINA. ANCHE SU QUESTO AVEVA RAGIONE PITAGORA.

Stabilito cos’è l’omocisteina e quali danni fa, diventa importante capire come essa si formi innanzitutto, e come evitare che si formi in secondo luogo.
Nel caso poi che essa sia già diventata un fatto concreto dentro di noi, è importante come fare per disintossicarsi da essa.
Una dieta basso-proteica sullo stile raccomandato da Pitagora 2500 anni fa, è la base per non finire in queste condizioni.
L’uso regolare e sistematico del cavolo crudo e dei suoi cugini, sullo stile raccomandato da Catone 2200 anni fa, è fondamentale per non doversi poi detossificare.

LE TRE VIE DI DISINTOSSICAZIONE

La disintossicazione può seguire 3 strade:

1) Transulfurazione. Questa strada usa la vitamina B6 (piridossina) e lo zinco per convertire l’omocisteina in cistationina (mediante l’enzima CBS, cistationina-B-sintasi) e poi nella benefica cistina aminoacida solforosa, che si sintetizza poi nel glutatione (potente antiossidante e antitumorale).

2) Remetilazione. La seconda strada richiede acido folico (B9), vitamina B12 e riboflavina B2 col processo chiamato ciclo dei folati (utilizzo dell’enzima metionina-sintasi). Il collegamento omocisteina alta-vitamina B12 bassa è più pregiudizio forzato che dato scientifico.

3) Beta-sulfo-nutrizione. La terza strada usa la via nutritiva della TMG (trimetilglicina) o betaina, una sostanza scoperta ancora nel 18° secolo, e contenuta in abbondanza nel succo crudo della beta vulgaris e della rapa rossa, che fa abbassare la pressione già dopo un’ora, con rinforzo fino alle 3-4 ore e controprova di mantenimento dopo le 24 ore.
La betaina, tramite uno specifico enzima epatico (la transferasi metilica) elargisce un gruppo metilico alla omocisteina e aumenta la produzione di SAMe (S-adenosil-metionina).
La via della beta-sulfo-nutrizione appare essere tra l’altro quella più potente e redditizia.
Con la TMG delle rape e lo zolfo naturale dei broccoli si ottengono molti più risultati che con le supplementazioni vitaminiche del gruppo B, e con le solite sciocchezze della B12.
Tanto più che con una manciata giornaliera di mandorle-pinoli-noci-arachidi, e una manciata di semi di sesamo-lino-girasole-zucca-papavero nella crema di avena, non esistono al mondo deficienze alimentari di B12 o di gruppo B, se non nelle fantasie bacate delle menti deboli.

IL SAME (S-ADENOSIL-METIONINA) COME ELARGITORE DEL GRUPPO METILE

Tutti gli enzimi che reintegrano i gruppi metilici nel Dna usano SAMe come esclusivo elargitore del gruppo metilico.
I gruppi metilici vengono usati per fare serotonina, melatonina e altri neurotrasmettitori.
I gruppi metilici supportano la mielinazione dei nervi e la ricostruzione dei tessuti nelle giunture.
Come si può notare in tutti questi discorsi e in tutte queste formule importantissime, appare in continuazione la lettera S che in inglese sta per sulphur (zolfo) e sulphuration (solforazione).
Questo fatto dovrebbe far riflettere chi non ha ancora consumato del tutto la propria materia grigia.

È ORA DI FINIRLA CON LA DISEDUCAZIONE TELEVISIVA

Sarebbe bene che i tanti nutrizionisti da strapazzo, pseudo-vegani e carnivori, che stanno imperando tra i tappeti rossi e gli onori delle televisioni, frenassero la loro boria e la loro ingiustificata presunzione.
Sarebbe bene che la smettessero di diseducare se stessi e gli altri dall’alto delle loro vetuste ed obsolete cattedre, e andassero più spesso sui campi e sui terreni, a contatto con la realtà della natura.
Sarebbe bene che gli Zaia e i Berlusconi stessero meno a braccetto con Cremonini, Star e Manzotin.
Sarebbe bene che incontrassero gli agricoltori arrabbiati e disorientati.
Che li istruissero, e li spingessero a non spargere più erbicidi e fertilizzanti chimici, a non seminare porcherie OGM della Monsanto, onde ottenere pannocchie più grosse per gonfiare altri animali da sgozzare prima del tempo.
Meno mais-inquinato ad uso animale, e molte più rape biologiche, di tutti i tipi e di tutti i colori.
Molte più patate dolci e topinambur. Molte più crucifere che durano tutto l’anno, in tutte le varie forme di broccoli, cavoli, cavolfiori, colza, crescione.

BIETOLE ROSSE, MIRACOLOSE PER L’OMOCISTEINA E OTTIME PER L’EROS

Tornando alle bietole rosse, si è soffermata a parlare di esse la rivista Hypertension della American Heart Association.
Queste bietole sono davvero una potenza.
Al tempo dei romani erano considerate afrodisiache. Contengono boro, che riveste importante ruolo nella produzione di ormoni sessuali. E contengono buoni nitrati che inducono rilassamento endoteliale, vasodilatazione e aumento del flusso sanguigno.
Il che potrebbe interessare pure al nostro premier, che in fatto di humour non è secondo a nessuno.

RISCHIARE NON CONVIENE

Quali sono dunque i sintomi e i segnali di avvertimento delle malattie cardiocircolatorie?
I pazienti sono asintomatici fino a che l’ostruzione dell’arteria malata non produce sintomi di ischemia, come ad esempio angina, claudicatio, ictus, o finché non si verifica una complicanza (es. trombo, embolo, aneurisma).
L’inizio dei sintomi è graduale, poiché l’arteria si restringe gradualmente.
L’esacerbazione acuta dei sintomi si verifica nei picchi di richiesta ossigeno (es. fatica sportiva).
A volte l’insorgenza può essere drammatica, come quando un’arteria si occlude acutamente.

LA CAREZZA AL MAIALE, ALLA GALLINA, ALL’ANATRA E AL VITELLO

Più andiamo nei dettagli e nelle pieghe del funzionamento del corpo umano, più andiamo a vedere i suoi funzionamenti-disfunzionamenti, e maggiormente ci accorgiamo di quanto importante sia mantenersi in stato di salute.
Non importa quale malattia, quale problema interno e quale carenza, la strada per la salute rimane sempre la stessa, e cioè quella dell’ossigenazione, del cibo vivo e crudo, del movimento, del sole, dell’armonia col creato, della carezza al maiale, alla gallina, all’anatra e al vitello, al posto della coltellata.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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1 commento

  1. La B12 che vendono comunemente è ciano-cobalamina: questa rilascia tossine del cianuro. La forma adeguata come eventuale supplemento è la più costosa metil-cobalamina. Letto di recente su naturalnews.