OMOTOSSICOLOGA SOFFERENTE IN BERLINO E BOMBE CELLULARI AL POTASSIO

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LETTERA

OMOTOSSICOLOGA DA BERLINO

Valdo Buongiorno. Sono medico omeopata, omotossicologa e specializzata in medicina orientale. A volte devo ammettere che i suoi scritti mi fanno sorridere. Sono dalla sua parte, assolutamente, ma quando leggo “foglioline di mirtillo”, mi chiedo, vivendo a Berlino, dove mai le posso trovare.

COME IGIENISTA CONFESSO I MIEI DISASTRI

Purtroppo sono un esempio fallimentare dell’igienismo. Sono anni, quasi 11, che mangio crudista, cereali integrali, miglio, quinoa, amaranto e saraceno. Eppure soffro di 1) Intestino gocciolante, 2) Malassorbimento, 3) Ipo ed iperglicemia a causa di esaurimento surrenale, 4) Tiroide stanca. Da quando mi diedero la pillola anticoncezionale a 19 anni, quasi uccidendomi, il mio corpo non accenna a rifunzionare. Spesso ho dei gravi peggioramenti.

OGNI TIPO DI FRUTTA MI METTE FUORI COMBATTIMENTO

Se digiuno anche stando sdraiata tutto il giorno comincio a perdere sensibilità alle dita e alla lingua. Se mangio frutta, qualsiasi tipo di frutta, mi gira la testa e mi si gonfiano nel palmo delle mani i punti connessi agli intestini, milza e pancreas.

HO 30 ANNI E STO LOTTANDO IN PIENA SOLITUDINE

La pelle è super secca e si crepa. Ho solo 30 anni e sto lottando da sola. Non posso ingerire legumi, glutine, verdure cotte. Soffro di coliche fortissime e parassitosi da candida. Questo avviene anche alla assunzione di un paio di mandorle. I grassi non vengono metabolizzati.

NON RIESCO NEMMENO A FARE UNA RAMPA DI SCALE

Sono d’accordo sul fatto che spesso e volentieri i medici sono poco informati, ma mi creda, pur non essendo fra questi, il mio organismo non sembra ritrovare la sua omeostasi. Non ho energie nemmeno per fare le scale. Le passeggiate oramai me le sogno. Mi sento svenire dopo pochi passi.

ANEMIA E DERMA GIALLASTRO

Vittima dell’anemia, ho mani e piedi gialli, molto pallidi. Eppure mi nutro solo di alimenti naturali. E non assumo farmaci di nessun tipo, né cibo spazzatura mai, niente di niente. Magari sono un caso raro. Però un giorno qualcosa succederà. O soccomberò o vincerò.

TUTTO CIÒ CHE È ZUCCHERINO MI FA STARE MALISSIMO

Magari mi può illuminare su qualche cosa che mi sfugge. Non saprei cosa. I suoi libri li ho comprati e letti. E mi sono documentata su molti altri. La mia pressione è talmente bassa che nemmeno un kg di liquirizia al giorno riuscirebbe a risollevarla. Gli odori del cibo mi nauseano. Mi fido molto del corpo. Tutto ciò che è zuccherino, come frutta e verdura colorata, lo rigetto e, quando me ne nutro, sto male.
Suggerimenti? Buona Giornata.
Epontine

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RISPOSTA

LE FOGLIOLINE DI MIRTILLO NON SONO UNA RARITÀ

Ciao Epontine. Hai deciso davvero di mettermi in crisi e di farmi sventolare bandiera bianca? Parto dalle foglioline di mirtillo. Se esiste al mondo un posto dove ho notato banchi colmi di mirtilli blu e rossi sono proprio i mercatini delle varie città della Germania, paese dai boschi ricchi di pinete, di funghi e di mirtilli selvatici. Non penso che Berlino rappresenti una eccezione a tutto questo. In ogni caso ci sono pure gli erboristi. Tieni pure presente che mi devo sempre rivolgere a lettori di svariate zone climatiche. Parlo pure di guava, e di altri frutti tropicali, visto che ricevo mail anche dai paesi più caldi.

SAGGEZZA, BUON SENSO E APERTURA MENTALE

I risultati fallimentari che stai sperimentando dimostrano che non basta essere medici, non basta essere omeopati, non basta essere omotossicologi, non basta essere vegani e non basta essere crudisti.
Serve sempre qualcosa di più che non si trova esposto in negozio con cartellino del prezzo e della provenienza. Serve qualcosa che non viene insegnato nelle scuole. E mi riferisco alla saggezza, al buon senso e all’apertura mentale. Sono questi i valori da privilegiare e non gli schemi.

DISFUNZIONI INTESTINALI E VITA DIFFICILE

Non ho alcun timore ad affermare che la salute e l’equilibrio del corpo non stanno tanto nei cibi che assumiamo ma primariamente nei meccanismi interni del corpo. Meccanismi preposti a ricevere il carburante e a farne buon uso. Meccanismi ai quali occorre ridare funzionalità, in quanto sono loro i veri protagonisti nel bene e nel male. Uno stomaco malmesso, un intestino che non assimila o un colon che non espelle regolarmente la massa fecale, rendono davvero la vita difficile.

BARCAMENARSI TRA CRUDO E COTTO, TRA DOLCE E SALATO

Rimettere a posto un sistema gastrointestinale compromesso è davvero un lavoraccio. A quel punto occorre provare, sperimentare, senza fretta e con tanta pazienza certosina. Occorre barcamenarsi tra crudo e cotto, tra dolce e salato. Ci salvano i centrifugati di carote e i the di ortiche e di malva. Se entri nel vortice della perversione gustativa, dove i sapori risultano alterati ed irriconoscibili, dove l’appetito diventa un fantasma e una chimera, c’è davvero di che rimboccarsi le maniche.

RISPUNTA IL MIRTILLO SOTTO FORMA DI FRUTTO IDEALE

Non tolleri lo zucchero e trovi insopportabile tutta la frutta. Questo può succedere. Paradossalmente è proprio il mirtillo uno dei frutti che potresti tollerare meglio per la sua scarsa zuccherinità. Capisco bene la tua insofferenza ai sapori dolci, che coinvolge non solo gli zuccheri evidenti e nascosti di tipo raffinato, ma persino ogni tipo di frutto. La capisco perché succede anche a me in questi ultimi tempi. Il tutto si trasforma in un desiderio di sostanze neutre o al limite salate. Ovvio che viene da pensare a una qualche degenerazione delle cellule gustative. Ovvio che che occorre darsi una spiegazione del fenomeno.

MATRICE EXTRACELLULARE E REAZIONI INFIAMMATORIE

La matrice extracellulare, 30 litri di liquido e di tessuto connettivo, svolge un ruolo fondamentale. Ogni volta che si altera l’equilibrio chiamato omeostasi o salute, ogni volta che c’è una impregnazione tossica o una moltiplicazione batterica, ogni volta che c’è una accumulazione virale di detriti cellulari morti ed inespulsi, l’organismo attiva a scopo difensivo una reazione infiammatoria mirata a isolare la sede dell’aggressione.

INNESCO DI FENOMENI DEGENERATIVI

Se interviene un blocco funzionale delle vie linfatiche, si ha un eccessivo aumento della pressione nei liquidi interstiziali che sono la parte liquida della matrice extracellulare su cui flottano i nostri 100 trilioni di cellule. L’aumento pressorio produce ristagno. Il blocco emuntoriale del drenaggio tossiemico che ne deriva, cioè la perdita di funzione disintossicante della matrice, rappresenta il primus movens, l’innesco di una catena di eventi che può portare a malattie infiammatorie croniche, a malattie degenerative e tumorali.

ABBASSAMENTO DEL PH E INCREMENTO MORIA CELLULARE

Succede infatti che il pH si abbassa e il corpo si acidifica. Si crea ischemia e si riduce drasticamente l’arrivo di ossigeno alle cellule, per cui si ha danneggiamento cellulare con cellule morte in sovrannumero, ossia con i detriti cellulari-virali che liberano molecole tipo potassio, enzimi, acido urico, emoglobina e proteine varie.

CELLULE INESPULSE EQUIVALENTI A BOMBE DOLCIASTRE AL POTASSIO

Il potassio ha una concentrazione cellulare 40 volte superiore rispetto all’ambiente extracellulare. Questo significa che una cellula morente o morta diventa una sorta di bomba dolciastra al potassio. Una iperpotassiemia eccessiva, in seguito a danno cellulare, comporta dunque superliberazione di ione potassio e carenza di ione sodio, con tutto quanto ne consegue in termini di pervertimento gustativo. Ovvio che si tratta di ipotesi e non di certezze. I danni causati dalla frutta possono pure rappresentare delle forti crisi eliminative cronicizzate.

VIETATO PERDERSI D’ANIMO E ATTUARE UNA STRATEGIA DI EMERGENZA

Questa è la spiegazione che, allo stato delle cose, ti posso dare. In questi giorni sono attratto da gnocchi di patate autentiche, dalla polenta, dal frico friulano (formaggio fuso con o senza patate), dalle peperonate, e non certo dai cibi che dovrebbero essere di mia competenza e preferenza. Si punta al recupero e a tempi migliori. Ma intanto uno deve pure alimentarsi sul piano calorico per non subire abbassamenti di peso e di forze. Ecco allora l’importanza del sole, dell’aria, dell’acqua, delle radiazioni positive, del riposo restauratore, della cattura energetica dovunque possibile a costo digestivo zero.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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3 commenti

  1. La mia esperienza (e di altri crudisti che ho avuto la fortuna di conoscere, dico fortuna perché il nostro percorso guaritivo ha avuto esito positivo), è la seguente: i cibi crudi (frutta e verdura, esclusi quindi i cereali) hanno la forza di guarirci (o, meglio, di mettere l’organismo in condizioni di autoguarire), e lo fanno ponendo in atto tutta una serie di processi di eliminazione e di riparazione (sinteticamente, di detox) che si traducono, sul piano pratico, in una qualche malattia o malanno. L’organo più bersagliato è in genere l’intestino, ma può essere interessata qualunque parte del nostro corpo, come i reni, il fegato, la pelle, le vie respiratorie, le articolazioni ecc. In generale, più siamo malandati in partenza e più pesante laborioso (e dunque più doloroso da sopportare) sarà il processo di detox, perché più numerose sono le necessità di riparazione. Si tratta quindi di aver pazienza: i disturbi provocati dalla frutta non ci devono spaventare, perché sono finalizzati alla nostra guarigione, anche se noi tendiamo a vedere solo un lato della faccenda, e cioè la nostra sofferenza. Non esiste che per Epontine valga una regola diversa e che per lei la frutta possa risultare controindicata: il fatto che tu non la regga sta semplicemente ad indicare uno stato altamente intossicato del tuo organismo, tale da scatenare un’acuta reazione all’introduzione della frutta. Piuttosto bisognerà sapersi regolare, nella dieta, conoscendo il diverso potere depurativo dei cibi vegetali (crudi e anche cotti). In generale tieni conto che la frutta acquosa (anguria) è più detossificante di quella zuccherina (banana), che quella zuccherina è più detossificante di quella acida, che i succhi (di frutta e di verdura) sono più detossificanti dei cibi integrali, che mangiare poco è più detossificante che mangiare secondo il nostro fabbisogno (il massimo è il digiuno; con questo non dico che si debba mangiare poco o digiunare, visto che mangiando poco (o digiunando) alla lunga si deperisce (o si va al creatore), dico solo che l’effetto immediato di una riduzione della quantità di cibo ha un effetto disintossicante). Quello che bisognerebbe cercare di fare è allora l’adozione di una dieta capace sì di stimolare la detox (e non quindi di soffocarla, ad esempio col ricorso sistematico ai cereali), senza tuttavia lasciarle briglia sciolta oltre la nostra capacità di sopportazione dei sintomi della detox. Così ad esempio potrebbe darsi il caso che una dieta di soli cibi crudi susciti sintomi così virulenti (come una crisi epatica e renale) da mettere a repentaglio la nostra stessa vita (ricordati che il nostro corpo è stupido, scatena sì la detox che lo può guarire ma senza chiedersi se sarà poi in grado di sopravvivere alla detox stessa, che è una malattia e dunque potenzialmente mortale). Dunque sta a noi trovare la dieta compatibile con le condizioni del nostro organismo, al limite anche rinunciando ad una quota di crudo introducendo in alternativa una quota di cotto (verdure cotte, amidacee comprese, e frutta cotta, possibilmente senza arrivare ai cereali). Mi rendo conto che non è una cosa semplicissima, tenuto anche conto che non sempre la detox è domabile (una volta scatenata, lei procede poi per la sua strada in modo più o meno incurante dei nostri successivi tentativi di graduarla e contenerla), e tuttavia vale la pena tentare perché difficilmente credo si possano trovare rimedi migliori di questo (cioè di una detox gestita da noi in base alle nostre forze). So che un grande aiuto nei processi di detossificazione può venire dai clisteri di caffè della terapia Gerson (che so però essere piuttosto brigosi, come puoi facilmente immaginare) anche se non ne ho una personale esperienza. Come pure si sa del potere guaritivo di certe tecniche psicoenergetiche (codici di guarigione di Loyd e altre), che io però non vedrei come alternative a quelle dietetiche, ma piuttosto come integrative di queste.

  2. Personalmente mi ci è voluto più di un anno di dieta cruda (con la sola eccezione della verdura cotta, ma niente cereali) per superare i miei problemi intestinali; come so di altre esperienze anche più lunghe e difficili della mia (ti parlo di persone oltre i 45 anni, fino a 60 e oltre), tutte conclusesi positivamente grazie alla dieta crudista (con le eccezioni della verdura e della frutta cotta), senza grassi aggiunti (niente olio, niente avocado né semi né noci, se non sporadicamente), con attenzione alle calorie (bisogna mangiare in quantità sufficiente per il nostro fabbisogno, non di più ma neppure di meno). Un ottimo alimento è il succo di carote, un altro sono i carciofi: due cose che nel tuo caso credo non dovrebbero mai mancare.
    Sono certo che anche tu ce la possa fare. Forza e coraggio.