PARKINSON IRRISOLTO E ARRABBIATO

Pinterest LinkedIn Tumblr +

LETTERA

ABILITÀ DIALETTICA NEL NON RISPONDERE

Dottor Vaccaro, eccomi di nuovo con la mia malattia di Parkinson di cui soffro da 10 anni.
Si ricorda di me? A cui ha fatto credere che senza levodopa posso vivere benissimo. Certo che sì! Come no! Si vive paralizzati dalla testa ai piedi, curvi, spastici, senza mimica, impossibilitati a dormire a causa della rigidità e della spasticità muscolare, senza controllare lo stimolo di urinare, facendosela addosso insomma. Solo il respiro funziona e a volte nemmeno tanto bene. L’ultima volta che le ho scritto le ho rivolto una domanda alla quale lei, con la sua abilità dialettica, non ha risposto. Ha argomentato con i soliti discorsi sull’Igienismo naturale. Quelli li ho capiti fino alla nausea.

COME PUÒ UN PARKINSONIANO VIVERE SENZA LEVODOPA?

Le rifaccio la domanda.
Come può una persona con la malattia di Parkinson (caratterizzata da distruzione della substanzia nigra del cervello, area preposta alla regolazione delle vie motorie e non motorie mediante la produzione regolata di dopamina), vivere senza la levodopa dato che una zona del suo cervello è morta, o meglio le sue cellule non si rigenerano.

RISPONDA E NON DIVAGHI

Io non ce l’ho fatta. Anzi, da quando ci ho provato a togliere la levodopa, sto peggio e ho dovuto aumentare la dose del farmaco. Mi dia una risposta incisiva e mirata senza divagazioni.
Senza una parte del cervello, come si può vivere di sola alimentazione naturale?
La substanzia nigra e i suoi nuclei neuronali si rigenerano o no?
C’è il recupero funzionale e se sì come? A questa domanda mi deve rispondere e non divagare!
Altrimenti non dia suggerimenti che portano le persone a strazianti sofferenze (dire strazianti è un eufemismo). Grazie!
Angela

*****

RISPOSTA

DEFINIZIONE DI ENCEFALITE LETARGICA O MORBO DI PARKINSON

Ciao Angela, l’encefalite letargica, chiamata comunemente morbo di Parkinson (dal medico inglese James Parkinson 1755-1984), è un disordine motorio causato da un’infiammazione cerebrale che porta alla distruzione delle cellule dopamino-produttrici situate nella substanzia nigra.
Parliamo di una degenerazione cronica e progressiva del sistema extrapiramidale (che è un reticolo di circuiti nervini).
Basta scendere dai 500.000 neuroni (livello normale) a 350-400.000 e si hanno già i primi sintomi.

CAUSE DELLA PATOLOGIA

Degenerazione che può essere causata da neurotossine come la MTPM (metil-fenil-tetroidropiridina) contenuta nelle sostanze stupefacenti, o da minerali inorganici come rame e ferro depositati nel cervello in seguito a anni di errori alimentari basati sul cibo cotto, sul pesce, sui crostacei, sul fegato (per il rame), sulle carni, sugli integratori, o da avvelenamenti per ossido di carbonio, cianuro e manganese, o da presenza di sostanze tossiche di varia origine (mercurio, alluminio, polveri sottili).

MESENCEFALO, SUBSTANZIA NIGRA E DOPAMINA

L’encefalo è la parte superiore del sistema nervoso, localizzata nel cervello. Il mesencefalo, o cervello medio, è la parte dell’encefalo attraversata dal dotto di Silvio (medico tedesco Franz de la Boe, detto Sylvius, 1614-1672), comprendente i peduncoli cerebrali e i corpi quadrigemini.
La substanzia nigra è un nucleo nervino situato a livello del mesencefalo, in cui viene prodotta normalmente la dopamina, un neurotrasmettitore di carattere stimolo-inibitorio, una specie di freno-acceleratore, essenziale per il controllo e l’equilibrio logico dei movimenti corporei.

LA LEVODOPA E I SUOI EFFETTI COLLATERALI

La levodopa usata dalla medicina è un precursore metabolico della dopamina.
È una sostanza attiva sui recettori D1 e D2, per cui allevia la rigidità e l’acinesia o paralisi motoria, ma assai meno allevia il tremore.
La sua efficacia è tra l’altro attenuata dalle diete alto proteiche e da eventuali integrazioni del gruppo vitaminico B.
La levodopa comporta forti effetti collaterali, e si parla di disturbi allo stomaco (e quindi anche problemi assimilativi, nutritivi ed evacuativi), nonché di allucinazioni, oltre che del solito effetto dopante di tutte le stampelle chimico-farmacologiche.

UN RISOLUTIVO-TRAPPOLA CHE TI INCHIODA PER SEMPRE ALLA TUA PATOLOGIA

L’uso prolungato della levodopa comporta una specie di assicurazione a vita a non saltar fuori dalla malattia. Qualcosa di simile, se vogliamo, all’insulina nei riguardi dei diabetici, all’Eutirox nei riguardi dei tiroiditici, all’eparina nei riguardi di chi ha il sangue denso.
Un risolutivo-trappola di breve periodo dunque, che viene pagato a caro prezzo.
Ti dà qualcosa nell’immediato e ti prende tutto nel lungo periodo, inchiodandoti per sempre alla tua patologia.

CHIARIAMO COSA SIGNIFICA ESSERE PARKINSONIANI

Il concetto secondo cui chi soffre di parkinson vive senza una parte del cervello, o è limitato da una totale atrofia neuronica del cervello, non è accettabile dalla logica e nemmeno dalla fisiologia.
Forte riduzione non significa affatto atrofia. Il parkinsoniano non è altro che una persona normale con qualche ossidazione cupro-ferrica in più e con qualche residuo caffeinico e drogante in più.
Il parkinsoniano è qualcuno che ha una grande necessità di incrementare la diuresi, ma senza diuretici.

UNA PERSONA GUARIBILE A PRECISE E DETERMINATE CONDIZIONI

Non necessariamente e non sempre un malato strano, inguaribile e senza speranza, ma un soggetto spesso ancora recuperabile, a condizione di non avvelenarlo e di non doparlo ulteriormente, a condizione di dargli modo, mediante progressivi e radicali cambiamenti dietologici, di espellere quello stock di materiale inquinante che gli sta disattivando la substanzia nigra. Non ho a mia disposizione dati e statistiche di guarigioni. Ma anche se non esistesse un solo caso al mondo, la mia opinione rimarrebbe la stessa. Bloccando i radicali liberi e chelando i depositi di porcherie minerali, si riesce a recuperare molti casi di sclerosi multipla. Non c’è motivo perché la stessa cosa non si possa fare pure con il parkinson.

TRE PROVVEDIMENTI E TRE CHELAZIONI

Tutte le forme sclerotiche e paralitiche del corpo umano risultano caratterizzate da sangue particolarmente denso e lipotossico.
Il primo provvedimento utile per un parkinsoniano è dunque la chelazione idrica, la fluidificazione del sangue, ottenibile con un miglioramento del bilancio idrico e con una velocizzazione del metabolismo, tutte cose ottenibili mediante dieta estremamente fruttariana e verduriana cruda (che è però incompatibile con la levodopa che rovina lo stomaco).
Il secondo provvedimento è la chelazione del materiale dopante finito in zona cerebrale (minicristalli di acido urico, di caffeina, di theina, di scorie farmaco-droganti, di metalli pesanti, di mercurio e cadmio).
Il terzo provvedimento è la chelazione del rame, del ferro e del manganese, tutti in forma inorganica, depositati patologicamente nell’area in questione.

I PERICOLI DEGLI INTEGRATORI NON VENGONO ABBASTANZA EVIDENZIATI

Da notare che il ferro inorganico in più diventa immuno-depressivo nel corpo umano, per cui i pericoli delle integrazioni non sono stati abbastanza evidenziati.
Per tutte queste chelazioni, rimando alla mia tesina “Mercurio, il minerale più tossico dopo il plutonio”, del 30/5/11, dove difendo la chelazione naturale e critico quella chimica.

ANNI DI ALIMENTAZIONE ASSURDA E UTILITÀ DEL LITIO

Uno dei minerali più utili per il Parkinson pare essere il litio, che si trova in natura sottoforma di carbonati e silicati, e quindi nella frutta, nei semi, nei tuberi e nelle radici.
Anni e anni di alimentazione assurda e dopante, di disbiosi intestinale, di irresponsabili vaccinazioni, di disinvolte assunzione di farmaci, hanno prodotto stati di forte stitichezza e quindi folate di miasmi putrefattivi che risalgono costantemente dal punto finale dell’intestino verso l’alto, raggiungendo il cervello e ivi depositando i loro residui atomici e molecolari.
Accumula oggi e accumula domani, con mille pasti principali l’anno che diventano mille attentati l’anno, e alla fine scatta la malattia, scatta il Parkinson.

IL PENSIERO VIENE PRIMA DELLA MOLECOLA E PRIMA DEL BISTURI

Il messaggio inviatomi dalla Angela è molto duro ed ingiusto nei miei personali confronti. Le ho detto fin dall’inizio che non sono un medico e nemmeno un guaritore, ma piuttosto un filosofo e un divulgatore di una materia nuova e rivoluzionaria come l’igiene naturale. Filosofo non significa affatto inetto ed incapace. Filosofo può diventare più importante e decisivo di biochimico e di medico in certe circostanze. L’importante è che sia trasparente e che possegga la filosofia giusta, ovviamente.

NON ESISTONO AL MONDO METODI MAGICI, SOSTANZE MAGICHE E GUARITORI MAGICI

Nelle precedenti occasioni, di cui non conservo traccia integrale, ricordo di averle inviato le mie tesine sul Parkinson, tutte esplicative e descrittive. Ho sempre messo in chiaro che non esistono sistemi magici, terapeuti magici e sostanze magiche, e che pertanto l’unico meccanismo in grado di farla migliorare ed eventualmente guarire rimane il suo sistema immunitario. Questo ho detto e questo confermo.

NON HO ILLUSO NESSUNO

Sfido la lettrice a produrre una qualsiasi prova, una qualsiasi mia frase in cui io avrei dichiarato che “senza il levodopa lei può vivere benissimo, punto e basta”.
La Angela mi sta accusando di averla illusa, di averle fatto credere in qualcosa che non esiste.
Mi accusa di aver usato abilità dialettica per non rispondere alle sue domande.
Questo, mi spiace doverlo dire, non si chiama dialogare costruttivamente, ma piuttosto reagire in modo acido e scomposto, e per certi versi disperante. Ho cercato e sto cercando di fare del mio meglio. Non mi interessa di illudere, e tantomeno di nauseare nessuno. Anche io ho dei limiti. Se conoscessi dei metodi migliori di quelli indicati, li avrei sicuramente messi a sua disposizione.

IL COMPITO È LABORIOSO MA NON IMPOSSIBILE

Nella sua mail mi chiede alla fine una conferma che non esiste alcuna speranza per chi ha una zona del cervello “praticamente morta”. Tale conferma non la posso dare. Anche perché continuo a credere fermamente nella possibilità del corpo umano di rigenerarsi a determinate condizioni che sono l’entusiasmo, la fiducia, la rigorosità nella dieta, nella respirazione, nel pensiero. Non ho mai detto che si tratti di un giochino facile. La laboriosità e la complessità del compito sta nel modo sincronizzato e progressivo di staccare il farmaco e di inserire il cibo vitale, con modalità accettabili per il sistema gastrico e assimilativo, che sono al presente compromessi. La vitamina E è il più efficace spazzino di radicali liberi (germe di grano, noci, legumi, kiwi, foglie verdi). I carotenoidi come il licopene (pomodori, angurie, meloni, albicocche), la citrullina (cetrioli), i pigmenti come la luteina e la zeaxantina (broccoli, cavoli, zucche, carote, mais, arance). Queste sono le sostanze fidate e amiche.

AIUTARE NEL BREVE NON SIGNIFICA AVERE POTERI CURATIVI MA SOLO COADIUTIVI

Quanto alla levodopa, la ritengo una sostanza utile come strumento temporaneo e di emergenza, e non certo come strumento curativo. Se fosse tale, la paziente non continuerebbe a tormentarsi col Parkinson da una decina di anni. Sappiamo tutti come i farmaci siano di aiuto nel breve, e come poi non riescano affatto nel lungo periodo a risolvere i problemi, ma portino semmai a peggiorare, impedendo e compromettendo ogni tentativo di recupero. Qualcuno la pensa diversamente? Ha tutto il diritto di farlo.

Valdo Vaccaro (AVA-Roma e ABIN-Bergamo)

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

Troppa pubblicità? Clicca qui.

Inserisci la tua email per non perderti i nuovi articoli!

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere gratuitamente via e-mail le notifiche di nuovi post.

Share.

2 commenti

  1. Se c'è da chelare perchè escludwere apriori l'uso di coriandolo, zeolite, carbone, argilla ? Valdo dice che i minerali hanno la vibra bassa, ma questi che ho nominato è noto che funzionano quando c'è da assorbire ed espellere metalli e tante altre tossine.
    Come certe note alghe.
    Synaptolepis kirkii è una pianta sudafricana neurotrofica, ovvero che promuove efficacemente la rigenerarazione delle cellule nervose. Fate le vostre ricerche e verificate; basta google e un po' di pazienza con l'inglese. Le erbe medicinali Valdo le snobba, ma io credo che siano un'altra risorsa insostituibile per ristabilire la salute, e mantenerla.
    Ci sono diversi metodi "eretici" e anche piacevoli per creare dopamina endogena senza farsi male: con certe combinazioni di oli essenziali per esempio, o di estratti vegetali purificati.
    Dico questo per aiutare Angela, non per accendere polemiche in casa altrui.
    Buone cose.
    mau