UN FRENO A MANO TIRATO A BASE DI FARMA-VITAMINE E DI FARMA-MINERALI

Continuo a ricevere richieste di delucidazione e di commento sull’uso degli integratori, sulle vitamine sintetiche e sui complessi multi-minerali, chiamati a volte naturali, mentre nulla di naturale hanno.
E continuo a bocciare non col 5 dell’insufficienza, ma col 2 della troncatura più assoluta, tutte le sostanze concentrate e preparate per sintesi.
Che il lascito di Linus Pauling rappresentasse una palla al piede e un grave impedimento alla scienza, e alla evoluzione della coscienza alimentare, è affiorato in modo inequivocabile da una decina di anni almeno. Non solo per i vari test condotti in America sulla dannosità di queste sostanze estremamente dopanti, chiamate impropriamente vitamine e minerali, mentre dovrebbero essere chiamate farma-vitamine e farma-minerali, ma anche in concomitanza coi clamorosi e ripetuti fallimenti delle diete Scarsdale, Stillman, Atkins, D’Adamo, Sears, Agatson, Montignac.

I MICIDIALI DANNI DELLE DIETE LOW-CARB

Tali diete, tutte basate più o meno sul micidiale e autolesionistico concetto del low-carb e dell’high-protein, sono nate e proliferate proprio in forza degli integratori.
In pratica, senza Pauling, non ci sarebbero stati i drammi, le disgrazie e i lutti di milioni di persone avvelenate, sfiancate, disastrate e mandate spesso in cimitero con largo anticipo sui tempi, dalle citate diete basso-carboniche, zonistiche, grupposanguinistiche e anti-glicemiche.

IL RIDIMENSIONAMENTO DI PAULING E DELLA MEDICINA ORTOMOLECOLARE

Già questo fatto ridimensiona, rimpicciolisce e mette in pessima e sinistra luce la figura di un Pauling rispettabile come persona scomparsa e meritevole di pace, ma troppo in fretta divinizzata e premiata da due Nobel, come persona in carne ed ossa.
Il fatto poi che oggi si debba riparlare di vitamine sintetiche e di integratori multi-minerali, rende ancora più eclatanti gli errori compiuti dal chimico americano.
Errori gravi e fallimentari almeno quanto quelli di altri chimici tipo Louis Pasteur e tipo Barry Sears.

L’ALIMENTAZIONE UMANA NON È RIDUCIBILE A UN FATTO CHIMICO

La pretesa di rendere l’alimentazione umana un semplice fatto chimico, basato sulle polverine sintetiche,
è una eresia che continua a richiamare adepti, a conquistare inesperti, incompetenti, allocchi ed illusi.
L’idea del bilancino dei milligrammi e dei grammi, delle dosi e delle maxi-dosi, per quanto assurda ed irreale già in partenza, per questione di naso e di percezione, continua ad affascinare la gente scarsa di comprendonio e di familiarità corretta coi cibi.

PENSARE CON LA PROPRIA TESTA

Non sorprende troppo che Alberto Mondini, assurto di recente a strumento del potere, associato all’ARPC (Associazione Ricerca Prevenzione Cancro) e al suo prodotto Biotron, ennesima sostanza magica, partorita dalla onnipresente venalità imprenditoriale umana, si sia cimentato in un ampio articolo su vitamine e minerali, con tanto di slogan imperativo, imprudente ed esagerato.
Dedicato a tutte le persone che sanno pensare con la propria testa”.

PAULING NON È LEONARDO

Nel mio caso, avrò mille pecche, caro Mondini, ma nessuno mi potrà accusare di non pensare con la mia testa. Tant’è vero che vengo sollecitato spesso a citare dei riferimenti librari su quanto penso, affermo, dico e scrivo.
“Dove hai letto questo, dove hai trovato quello?”
È probabile che in tale slogan, “pensare con la propria testa” significhi “pensare con la testa di Pauling”, che viene esaltato in continuazione come fosse un mito incrollabile, se non addirittura il Leonardo della nostra epoca.

L’ALIBI DEL BUSINESS NON DIVENTI PURE UN FATTO SPIRITUALE

Ovvio che ci sia di mezzo anche l’irresistibile profumo dei soldi e del business. Ma questo vale assai poco come alibi. Fare una cosa sbagliata accade a molti. Ma fare una cosa sbagliata e metterci pure l’anima, mi pare indecoroso.
Una mia cara amica produce fior di integratori ed è quasi una leader, ma sa benissimo che non è quella la via giusta.
Glieli domandano e lei li fornisce. Ma l’anima se la tiene ben stretta

QUESTO SI CHIAMA ANDARE OLTRE I LIMITI

Un business, una transazione punto e basta. La stessa cosa del tabaccaio statale che vende le sigarette a chi le richiede, dicendogli disinvoltamente: “Ti do le Marlboro e sono cavoli tuoi!”
Ma tu non ti limiti a fornire le Marlboro.
Pretendi non solo che la gente fumi le sigarette del tuo negozio, ma anche che sia convinta di farlo per il suo bene, il che mi pare troppo e mi pare stonato, antiestetico, fondamentalmente sgraziato.

UN ALBERO CARICO DI PASTIGLIE COLORATE, E ALLORA NE RIPARLEREMO

Premesso che minerali e vitamine non sono una invenzione di Pauling, né tantomeno presidio esclusivo della chimica, ma valori nutritivi di proprietà universale, ribadiamo un fatto incontrovertibile, e cioè che vitamine sintetiche e sali minerali inorganici nulla hanno a che vedere con le vitamine naturali e coi sali minerali organicati.
Quando vedrò un albero carico di pastiglie e di integratori colorati e profumati pendenti dai rami, solo allora comincerò a prenderti in considerazione.

UN’ESPERIENZA DIRETTA ED EDUCATIVA DI ALCUNI ANNI FA

Né io, né nessuno mai della mia famiglia, ha mai preso una porcheria di quel genere in vita sua.
Anzi, per essere corretto, ricordo un episodio di 30 anni fa. Lavoravo presso uno stand alla fiera di Milano, e una ragazza venne a distribuire per regalia pubblicitaria una scatola di cibo sintetico in polvere. “Due cucchiai, un bicchiere d’acqua, e il pranzo è servito”. Li volli provare per pura curiosità.
Fallimento della prova-palato, visto che la lingua diventò biancastra come non mai.
Fallimento della prova-alito, divenuto d’un colpo pesante e poco sopportabile.
Fallimento della prova-sete, con la bocca impastata che richiedeva acqua in continuazione.
Fallimento della prova-digestione, col mal di gola ad inghiottire.
Compresi da solo, senza bisogno di altri test, di altri pareri di scienziati veri o fasulli, che i cibi veri della natura non sono sostituibili da fotocopie e da surrogati confezionati dall’uomo.

DALLE SOTTOVALUTAZIONI DELLA FDA ALLE MEGADOSI DI PAULING

Un conto è comunque dire che la FDA ha sottovalutato in modo politico l’acido ascorbico, ovvero la vitamina C, identificata come la vitamina dei vegetariani, fissando un range scandaloso da 40-60 mg/giorno, contro il range100-600 mg universalmente riconosciuto da medici e igienisti, e un altro conto è invece parlare di grammi anziché di milligrammi, passando irresponsabilmente alle megadosi che diventano fattori sbilancianti all’interno dell’organismo.

I CIBI MORTI E LE DOTI GARANTISTICHE DELLA VITAMINA C

La maggior parte della gente è ormai conscia di alimentarsi con cibi morti e devitalizzati, includenti cadaveri produttori di pus e di sangue avvelenato, zuccheri morti che esacerbano il diabete, alcol etilico che sforacchia le cellule epatiche, caffè e cole che dopano e aggravano gli accumuli di acido urico.
Ed è proprio per questo che pensa alle vitamine e ai minerali come a un sollievo, come a una riparazione generale alla dieta sballata e agli stili di vita stressati e alterati in cui si trova suo malgrado invischiata.
È risaputo che la vitamina C ha doti battericide e batteriostatiche.
Si sa pure che ha poteri detossificanti, per cui depotenzia veleni e tossine rendendoli innocui.
Si sa che fa aumentare del 50% il glutatione nei globuli rossi, contrastando ogni forma anemica.
Prendere dei supplementi, meglio ancora se megadosi, equivale per il popolino a una sorta di garanzia.

ILLUSIONI NATE DAL VUOTO SCIENTIFICO

Purtroppo queste opinioni non sono basate su fatti concreti. Esse esistono solo in funzione del vuoto scientifico e morale che esiste nel campo della nutrizione e nel campo della educazione scolastica. Esistono in funzione del martellamento pubblicitario e fraudolento di Big Pharma, entrata ormai in modo dilagante nel campo dei micronutrienti. Esistono infine per merito dei naturopati che usano le pillole come conveniente scorciatoia di tipo quasi-medico e come fonte di sostegno economico.

L’IMPOSSIBILITÀ DI QUANTIFICARE CON ESATTEZZA LE DOSI

Quante vitamine servono per una salute ottimale?
Questa è una domanda destinata a non ricevere risposte precise.
Non esistono due individui al mondo che abbiano le stesse esigenze numeriche, e il fabbisogno individuale varia pure di giorno in giorno.

IL CORPO PESCA DAL POOL VITAMINICO

Il quantitativo assorbito aumenta o cala in base all’età, al sesso, all’altezza, al peso, alla forma fisica, al momento, al livello di attività, alle riserve corporee, alle caratteristiche ereditarie, allo stress, al tipo di dieta. Centrare con esattezza i giusti quantitativi sarebbe come vincere un terno al lotto.
Per nostra fortuna, il corpo assorbe le vitamine (quelle conosciute e quelle sconosciute che pure esistono a dispetto della nostra ignoranza) da un pool metabolico, da una riserva incamerata nei tessuti, e non dalla appropriazione alimentare della giornata.

IL LIMONE E I SINTOMI DELLO SCORBUTO

È risaputo come la carenza prolungata di vitamine dia luogo a seri danni metabolici.
Ad esempio, una dieta totalmente priva di vitamina C svuota le riserve dei tessuti e, dopo circa 3 mesi, si sviluppano i sintomi dello scorbuto. Bastano 10 mg di vitamina C, ovvero mezzo limone, per bloccare tali sintomi, anche se tale quantità non basta per ripristinare la salute. I valori RDA (Recommended Daily Allowance) della FDA sono di 40-60 mg al giorno, ma in alcuni individui debilitati la necessità può crescere a 500-600 mg/giorno. Per la B1 (tiamina) il fabbisogno è di 5 mg nelle 24 ore, ed anche qui la RDA è carente, in quanto parla di 1,5 mg soltanto. Potremmo prenderne anche 100 mg, ma il nostro corpo continuerebbe ad assorbire 5 mg al giorno e non un milligrammo in più.

LA DIETA VEGANO-CRUDISTA, L’UNICA PRIVA DI CARENZE

Non esiste al mondo una dieta più perfetta, completa ed impeccabile di quella igienistico-naturale, basata sul veganismo crudista-fruttariano, includente integrazioni di noci, legumi, semi e grani integrali.
Una dieta basata su 2400 calorie, presa da tali alimenti naturali consumati a semplice sazietà, fornisce tra 600 e 1500 mg di vitamina C e 2,5-5 mg di vitamina B1, e quindi siamo a un mix ottimale.
Per la B12, vitamina necessaria in dosi irrisorie, in passato si pensava che la sola fonte fossero i prodotti animali. Ma ulteriori ricerche hanno confermato che piccolissime quantità di B12 esistono anche nei vegetali, soprattutto quelli contenenti il gruppo B, tipo la soia e la frutta da guscio.

LE CARENZE VERE NON VENGONO MAI MISURATE DALLA CLASSE MEDICA

E la dieta Mediterranea? Quella con tanto prosciutto, tanta mortadella, tanto pesce e tanto formaggio?
Carenze di acqua biologica, carenza di alcalinizzazione, carenza di fluidità nel sangue, carenza di equilibrio spirituale, carenza di regolarità evacuativa, carenza di simbiosi intestinale, carenza di vitamina C (per eccesso di B12), carenza di carica immunitaria e di potere eliminativo, carenza di equilibrio mineral-vitaminico, carenza di osseina (e quindi osteoporosi e carie dentarie dilaganti), carenza di libertà dai minerali pesanti tipo mercurio e alluminio, carenza di longevità ( l’Americano medio carnivoro, quello che si sbafa 21000 animali nel corso della vita, vive 7 anni di meno dell’Americano medio vegetariano e 15 anni di meno dell’Americano medio vegano).

NESSUN BENEFICIO E TANTI DANNI

Non esiste alcuna prova al mondo secondo cui chi si avvale di una dieta crudista-vegana tragga un qualsiasi beneficio dagli integratori. Al contrario, esistono marcate evidenze che gli eccessi di vitamina, e le accumulazioni di minerali non assimilati, portano grossi danni alla salute.
Il corpo infatti è dotato di filtri renali e di provvidenziali limitatori di assorbimento, per cui non può nemmeno assorbire le porcherie chimiche che i produttori riversano sul mercato.

GLI ENORMI CALI DI ASSORBIMENTO DELL’ACIDO ASCORBICO

La vitamina C è sicuramente la meno tossica tra le vitamine. Eppure anch’essa è capace di fare i suoi gravi danni. Il suo assorbimento e la sua efficacia decrescono in proporzione alla quantità assunta.
Fino a 180 mg viene assorbita al 70%. Se andiamo a 1500 mg (ovvero 1,5 g) l’assorbimento cala al 50%. Se passiamo alle maxidosi di 10000 mg (10 g) solo il 16% viene assorbito.
La vitamina C non assorbita diventa a quel punto veleno e crea effetti osmotici che attraggono eccesso di fluidi nell’intestino creando diarrea.

TROPPA VITAMINA C FA EFFETTO CONTRARIO E PORTA ALLO SCORBUTO

Paradossalmente la vitamina C in eccesso distrugge la vitamina C assimilata, in quanto scatena un sistema enzimatico-catalitico chiamato “vitamina C-ossidasi”, che ha effetti antivitaminici.
Quindi l’eccesso di vitamina C porta a principi di scorbuto, ad aumento di acido urico, ad abbattimento del ph nelle urine (acidificazione urine), a formazione di calcoli e cisti, a irritazioni nello stomaco, a sovraccarichi di ferro nel corpo, a perdite di calcio e di vitamina D.

ECCESSI CHE DIVENTANO ACIDO OSSALICO E FATTORE DI STERILITÀ

Gli eccessi di C si convertono alla fine in acido ossalico e aumentano i rischi di calcoli renali e urinari.
Gli eccessi di C interferiscono con l’utilizzazione di altre vitamine come l’antagonista B12.
Prove ripetute su animali da laboratorio dimostrano pure gli effetti di infertilità e di tendenza all’aborto, nonché di effetti avversi sul feto, da parte degli animali testati.
E questo solo per la vitamina C, che è la meno tossica delle vitamine!

IL MEDICAL END-GAINING, OSSIA I RISULTATI DI BREVE PERIODO

Cosa dire poi degli effetti dopanti? La piridossina B6 causa diarrea e stimola l’escrezione di liquidi dal corpo, con calo temporaneo di edemi ed infiammazioni, e quindi con effetti simil-farmacologici di breve periodo, per cui occorre incrementarne le dosi per evitare la ricomparsa degli edemi stessi.
Le vitamine sintetiche e i minerali inorganici rientrano a tutti gli effetti nel materiale farmacologico, quel materiale che il grande Ralph Cinque, titolare di rinomata clinica igienistica a Yorktown in Texas, chiama “Medical end-gaining”, ovvero quel tentativo tipicamente medico di ottenere sempre risultati immediati e visibili di breve termine, ignorando gli effetti dannosi di lungo periodo.
Sappiamo infatti come nel 90% dei casi sia una perdita di tempo e di danaro prendere delle medicine, e lo è ancora di più prendere degli integratori.
Il danno di queste attitudini può rivelarsi colossale nel lungo periodo.

NON ESISTONO ALTERNATIVE AL CIBO SANO, PACIFICO E GENUINO

Alla fine, il discorso fila chiaro e limpido. Per quanto la vita moderna sia cambiata e per quanto ci siano dei compromessi da prendere e dei ritocchi da considerare, non esistono alternative al cibo sano e genuino, al vivere semplice e al contatto con i nostri cinque elementi che sono la terra, l’aria, l’acqua, il sole e la grande anima che è la natura. Non facciamoci mai traviare, ipnotizzare e sviare da nessuno. Andiamo oltre il naso e oltre le apparenze. Usiamo davvero la nostra testa, e non quella degli altri.

Valdo Vaccaro