PRESENTAZIONE TESTO “STORIA DELL’IGIENISMO NATURALE”

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(Conferenza di Pontebba-Udine dell’11 febbraio e Conferenza di Milano del 13 febbraio).

Un testo igienistico con temi politici

Sono qui a presentarvi “Storia dell’Igienismo Naturale”, un testo che, a dispetto della sua compattezza da libercolo, è carico di informazioni e di problematiche riguardanti l’igienismo e la sua storia.
Ma non solo quello, visto che ci sono pure abbondanti sconfinamenti nella filosofia, nell’economia e nella politica. Già il sottotitolo rivela questo tipo di ambizione.
Sia Pitagora che le scie chimiche sono temi squisitamente politici.

Un Pitagora sempre in anticipo sui tempi

Non stava forse Pitagora creando una nuova civiltà mediterranea e mondiale, con tutte le città italico-meridionali chiamate Magna-Grecia (Crotone, Taranto, Messina, Eraclea, Locri, Gallipoli, Velia, ed altre ancora) rette da governi pitagorici? Sicuramente Pitagora era troppo avanzato per quei tempi. Sarebbe troppo avanzato persino per i nostri tempi. Tutto succedeva nel Meridione 2500 anni fa.

Nessuno parla del martirio di Pitagora

Tant’è che venne brutalmente fatto fuori. Una fine orribile e vergognosa che pesa tuttora come un macigno sull’umanità. Una fine che disturba ed imbarazza non meno della crocifissione di Gesù Cristo.
Pitagora non solo igienista, non solo vegano, non solo musicista, non solo matematico, ma anche politico e pure martire.

Duemila anni di assurda persecuzione

Ma, mentre Gesù ha avuto il conforto di 2000 anni di Cristianesimo, Cattolicesimo e Protestantesimo, Pitagora ha continuato a subire crocifissioni ed insulti per oltre 2 millenni, per opera dell’Inquisizione Cattolica che ha continuato a perseguitarlo bruciandone ogni scritto, ogni libro ed ogni traccia.
Tutto per sciocca gelosia ideologica.
Si temeva infatti che la figura di Pitagora, simbolo della grandezza umana del mondo antico, sminuisse e fosse da impedimento alla figura di Gesù, arrivata 600 anni dopo Crotone.

Le scie chimiche

Le scie chimiche non richiedono ricerche e annotazioni storiche.
Basta alzare gli occhi e ce le troviamo sopra le nostre teste.
Sporcizia umana, tanto pericolosa quanto voluta e pianificata, che imbratta i cieli del mondo per aberranti fini di controllo e di dominio.
Rappresentano anch’esse un discorso di tipo politico, oltre che salutistico in negativo.

Hygiene materia contrastata

Hygiene dunque come materia eclettica e multi-comprensiva.
Qualcosa che va a toccare gli interessi reali ed intimi, sia del singolo cittadino che dell’intera comunità umana, nonché gli interessi superiori della natura e dell’ambiente, incluse le creature viventi che vi abitano e che, al pari di noi, hanno pieno diritto di vivere e di non portare al collo un’etichetta con la fatidica data della loro futura macellazione.
Hygiene perseguitata ed ignorata, perché va ovviamente a scalfire grossi interessi consolidati.

Hygiene, religione senza preti e senza templi

Hygiene come scienza del vivere e del filosofare, come religione vera anche se priva di chiese, di sacrestie, di preti e di riti sacri.
Hygiene stracarica di significati spirituali ed ultraterreni.
Hygiene come scienza comportamentale e come scienza salutistica, attentissima al benessere, all’alimentazione, ed anche ai metodi di ripristino usati per il recupero della salute.

Una serie di sani principi

Un altro tipo di medicina forse? Una scuola in concorrenza frontale con la medicina allopatica, con l’omeopatia, con la macrobiotica, col Reiki, coi Fiori di Bach e con tutte le altre medicine alternative?
Molto di più di tutto questo.
L’igienismo è più spirito e modo di essere, che teoria e metodo di cura.
Hygiene è una serie di regole e di principi trasversali che attraversano tutte le scuole, per cui ognuno di noi, medico o non-medico, ha il diritto e il dovere di essere igienista, di pensare ed agire in modo civile, sociale, virtuoso, produttivo, educato e rispettoso.

Sbagliare sapendo di sbagliare

Paradossalmente, ha in sé doti igienistiche anche il medico che sta conducendo operazioni chirurgiche criticabili, anche il macellaio che sta affondando il coltello nella gola dell’ennesimo maialino o vitellino, anche la ragazzina scemetta che, sigaretta in bocca, impedisce al suo sistema circolatorio di ossigenarsi e si costringe all’autoavvelenamento.
In tutti questi casi, la gente infrange le regole e fa finta di niente.
Capisce di sbagliare eppure lo fa.
Ha imparato a tacitare la voce interna della coscienza. Ha imparato a fare un callo sopra la cattiva abidudine.
Questo significa tradire se stessi e tradire il prossimo, oltre che portare cattivo esempio.

Nulla a che fare col proibizionismo

Ho parlato di buona educazione e di rispetto delle regole.
Dovremmo forse pensare all’igiene come ad una nuova forma di proibizionismo, stile niente fumo, niente alcol, niente sesso, niente divertimento?
Non è così. Sembra ma non è così. È questione di spirito. L’igienismo non è musone, non è serioso, non è licenzioso e non è libertino. Non è bacchettone e nemmeno manicheista. Non divide tra buoni e cattivi, ma piuttosto tra azioni buone e cattive, tra pensieri buoni e pensieri cattivi, valutando sulla base non di dogmatiche peccaminosità, ma sul rispetto dei buoni principi e sul pragmatismo dei risultati.

Niente santi e niente eroi

Siamo per la libertà e per il massimo divertimento possibile.
Ma il divertimento è tale soltanto se responsabile, se realizzato facendo il minor danno possibile a noi stessi e agli altri.
Questa è la regola comportamentale.
Non facciamo grandi sacrifici e non compiamo eroismi. Ci divertiamo con la materia e con lo spirito.
Nulla abbiamo contro l’ascetismo, la castità, la spiritualità.
Non siamo però contro le famose endorfine. A patto che l’ebbrezza arrivi dalla intima gioia di vivere e non dal doping alcolico o nervino.

Siamo tutto, fuorchè tagliatori di teste e mangiatori di cadaveri

Ci divertiamo a mangiare frutta e verdura, o comunque pietanze profumate e libere da retrogusti sinistri di caseina e cadaverina.
Ci divertiamo ad accarezzare gli animali tutti, a stare in contatto telepatico con essi, dall’anatra al coniglio, dal maiale alla gallina. Non solo cani e gatti. Ci divertiamo ad amare a 360 gradi.
Ci divertiamo a vivere in sintonia con la natura, non in contrasto ed in conflitto con essa.
Siamo attratti dalla carne? Sì, a patto però che sia carne viva e non morta.
Siamo tutto, fuorchè tagliatori di teste e mangiatori di cadaveri!

La sola terapia intensiva è il riposo fisiologico

Quanto all’arte di star bene e di riparare i guasti chiamati malattia, abbiamo un approccio non terapeutico al meccanismo salute-malattia, un approccio basato sul massimo rispetto del sistema immunitario.
Siamo per quella che viene chiamata cura della non-cura, cura della non-interferenza.
Un approccio che porta a benefici sicuri e duraturi.
Il nostro farmaco è l’aria, l’acqua, il sole, il movimento, il rilassamento e il cibo.
Il nostro bisturi è il riposo fisiologico, cioè il digiuno.

L’assoluta inutilità di combattere i sintomi

Tutte le malattie umane sono più o meno di tipo sintomatologico, sono cioè sintomi, segnali d’allarme, spie rosse di irregolarità comportamentali esistenti a monte.
E sono nel contempo processi espulsivi di tossine, cioè fenomeni detossificanti.
Non sono dunque il vero male ma le conseguenze di un precursore, di un avvelenatore a monte, che deve essere individuato e debellato alle radici.

Niente di strano che ci sia in Italia un’esplosione di interesse per l’igienismo

Tanto sconosciuto è l’igienismo in Italia, quanto agognato e desiderato è.
C’è un’esplosione di interesse intorno a noi, più ancora che negli USA e da altre parti.
Come mai? La cosa non mi sorprende affatto.
Pitagora non aveva mica passaporto statunitense! San Francesco e Sant’Antonio venivano da Assisi e da Padova, mica da Brooklin. Leonardo veniva da Vinci in Toscana, e non da Chicago.

L’essenza artistica, etica ed estetica dell’Italia

Per quanto si sventoli da noi la bandiera del grana e del prosciutto, per quanto l’agroalimentare dei Cremonini, dei Manzotin, della Star, dei Consorzi del Grana e del Tonno Nostromo, cerchino di caratterizzare lo Stivale come il paese più macellaro d’Europa, come il paese della salsiccia, della trippa, dell’ossobuco e della mortadella, dei dolciumi e dei vini, della grappa e del caffè espresso, l’Italia rimane, sotto la scorza esteriore, un paese di grandi tradizioni salutistiche, spirituali, artistiche, etiche ed estetiche.
Tutto l’opposto del paese di carnefici e di macellai che i governi, i media, le televisioni, le università, la cultura becera ed asservita cercano di contrabbandare.

Il girasole e 1000 tesine di contorno

Ho qui accanto a me due libri, entrambi col simbolo del girasole, la pianta che più di ogni altra ci ricorda il sole, quella anche che produce i semini più amati da tutti gli uccellini del mondo.
Il girasole è simbolo di luce, di calore e di salute, anche per noi umani.
Ma oltre ai due libri mi ritrovo con oltre 1000 tesine in circolazione libera e gratuita su internet.
Più di qualcuno mi accuserà magari di grafomania, o di non avere nulla di meglio da fare.
Succede piuttosto che, accanto al mio computer, c‘è costantemente mezzo quintale di mail che ho stampato e che crescono come avessero del lievito, e che non riesco a pubblicare per mancanza di spazio e tempo.

La fortuna di essere aiutati

Ho due mani, una testa ed anche risorse contate.
Non è piagnisteo né desiderio di questua.
Voglio solo dire che sto trascurando la famiglia e che non posso fare miracoli.
Fortuna che qualcuno comincia ad aiutarmi in concreto, traducendo sia i libri che le tesine più importanti in inglese, in cinese, in indonesiano.

Una Magna Charta universale dei diritti

Cosa chiediamo? Cosa proponiamo a livello concreto noi igienisti?
Rispetto.
Rispetto per il corpo e per l’anima.
Rispetto per la natura e per l’ambiente.
Vogliamo una nuova era in sintonia e simbiosi con la natura, e non in conflitto continuo ed insanabile con essa, sullo stile delle grandi civiltà del passato (Incas, Maya, Egizia, Indiana, Greco-Romana, persino Pellerossa).
Chiediamo una Magna-Charta mondiale per la difesa dei diritti dei viventi, sempre a 360 gradi.

Siamo smaccatamente fruttariani

Abbiamo tutti noi, per quanto si cerchi in diversi modi di smentirlo, un corpo fruttariano-vegano e un’anima sensibile. Non è un’opinione ma un dato di fatto, un dato scientifico e pluri-dimostrato.
Nulla di cui vergognarci, ovviamente. Nulla di cui essere imbarazzati.
Siamo smaccatamente fruttariani in tutto e per tutto, e “quel che è peggio” tendiamo ad evolvere verso la perfezione, poco importa se per qualcuno o per tanti ci sia un penoso e comico tentativo di comportarsi da belve, da vampiri, da torturatori sadici, da condor, da iene e da sciacalli.

I siti archeologici dimostrano come l’uomo del Paleolitico praticasse addirittura il “12-per-day”

Spesso si sente dire che gli uomini hanno sempre mangiato animali, cosa assolutamente non vera, come dimostrato dai più importanti studi di paleontologia e di paleo-alimentazione, condotti presso i diversi siti tribali del pianeta col sistema dei carboni radioattivi dai team americani del professor Boyd Eaton.
I nostri antenati praticavano una dieta “12-per-day”, con dodici pasti di frutta nell’arco della giornata.
Che l’uomo non sia un animale onnivoro, né tantomeno carnivoro, lo confermano l’anatomia comparata, l’immunologia, l’embriologia, l’istintologia, la psicologia, la neurofisiologia.

Le trasgressioni del passato non autorizzano a ripetere gli errori

Anche se è vero che diversi popoli hanno inserito pasti carnei nelle loro abitudini, questo non giustifica affatto la continuazione di tale orrenda pratica. Seguendo tale logica, non dovremmo neppure impedire e contrastare l’omicidio, visto che anche Caino lo praticò all’inizio dei tempi biblici.

Omicidio premeditato ed occultamento di cadavere

Quanto all’anima, riporto qualche aforisma degno di nota. “A forza di sterminare animali, si era capito che anche sopprimere l’uomo non richiedeva grande sforzo” (Erasmo da Rotterdam), “Auschwitz? Auschwitz inizia quando si guarda a un mattatoio e si pensa che, dopotutto, si tratta solo di animali” (Theodor Adorno), “Fin quando l’uomo continuerà a sopraffare creature diverse, a torto considerate inferiori, non saprà mai cos’è la salute e non troverà mai la pace interiore” (Pitagora).
“Mangiar carne è omicidio premeditato, digerirla è occultamento di cadavere” (Pino Caruso).

Oltre al veganismo ci vuole il crudismo

Veganismo dunque, senza alcun dubbio e senza alcun rammarico, senza alcuna esitazione.
La scienza e l’esperienza ci dimostrano però che il veganismo non basta, e che l’errore più grave dell’umanità, dopo la proteinomania, sta nella cottura e nella trasformazione eccessiva dei cibi.
Questo fatto era già noto ai romani. Tito Lucrezio, 100 anni ancora prima di Cristo, scriveva come il cibo cotto fosse stata la causa dell’indebolimento della razza umana e dell’accorciamento della vita.

La necessità di stare sul cibo crudo era già nota al tempo dei Romani

Lucrezio diceva questo dopo 600 anni di predominio del cavolo crudo e di divieto dell’arte medica in Roma. Lo diceva quando nelle case romane non c’erano ovviamente i fornelli a gas, i fornelli elettrici e
i micro-onde. Lo diceva quando non c’erano i supermarket carichi di cibi concentrati, liofilizzati, pastorizzati, salati e dolcificati, precotti e stracotti.
Ecco dunque i motivi della nostra scelta crudista, ovvero tendenzialmente crudista

L’importanza della digestione e dell’autostima

Siamo dunque per un’alimentazione non dopante e non dopata, per un’alimentazione naturale, in armonia psicologica e biochimica col corpo e con la natura.
Siamo per un’alimentazione innocente e non crudele, un’alimentazione che non trasudi sofferenza, sangue e violenza.
Siamo per un’alimentazione responsabile, un’alimentazione che produca in noi stessi una ricaduta importantissima che si chiama autostima.
Sempre ricordando che alimentazione non è solo cibo fisico ma tutto quello che mettiamo dentro di noi e intorno a noi, incluse pertanto tutte le nostre scelte culturali e comportamentali.

Vorrei concludere con un vademecum di tipo pratico sulle cose da fare e non da fare:

1) Non mangiare se non hai fame vera. Meglio saltare il pasto.
2) Non mangiare se sei teso, stressato, affaticato, arrabbiato, contrariato, triste, ansioso, preoccupato.
3) Non mangiare tra un pasto e l’altro, mentre la tua digestione è in atto.
4) Non mangiare prima o dopo un grosso sforzo mentale o fisico.
5) Non bere nulla a pasto. Lo puoi fare mezz’ora prima o 3-4 ore dopo.
6) Mangia con moderazione. Mangiare in eccesso, rispetto alla dotazione dei propri succhi gastrici, è causa di malattia.
7) Non fare però l’errore contrario. Non affamare cioè le cellule inutilmente, altrimenti finisci col tuffo notturno sulla nutella o sul formaggio.
8) Mastica bene, dal momento che il tuo stomaco non ha denti.
9) Evita focacce, torte, pasticcini, sale, pepe, spezie, ketch-up, mostarde, marmellate, bevande
zuccherate-pastorizzate-aspartamizzate-gassate, bevande alcoliche e nervine, cibi elaborati, proteine animali. Ma ricordati che, per evitare tutte queste cose, devi per forza massimizzare l’apporto vitale ed elettrizzante della frutta e della verdura cruda.
10) Evita assolutamente il pane bianco commerciale. Pane integrale, pasta integrale e pizza alle verdure, si possono consumare, se preceduti da piatto di verdure crude.
11) Evita bagni bollenti e gelati, dato che gli eccessi scioccano il corpo. Piano con le saune.
12) Evita saponi e shampoo. L’acqua rimane il miglior solvente.
13) Evita gli odori chimici.
14) Dormi con le finestre socchiuse d’inverno, e aperte nelle altre stagioni, con debita zanzariera.
15) Dormi meglio con la testa verso nord.
16) Fa ginnastica, movimento, aerobica tutti i giorni, incluso respirazione yoga, inclusi bagni di sole,
incluse balneazioni, ogniqualvolta possibile.
17) Pensa in positivo tutti i giorni.
18) Mangia soprattutto cibo vitale, naturale, crudo all’80%.
19) Il cibo improprio diventa cibo fermentato (alcolizzato) e cibo imputridito e disbiotico, attento dunque a cosa porti alla bocca.
20) Per vincere il gran premio non si danno al cavallo farine e zuccherini, e tantomeno bistecche, ma carote, avena, crusca ed erba verde.

Ringrazio tutti voi e spero che i miei scritti siano all’altezza delle vostre attese e della vostra salute corporale e spirituale.

Valdo Vaccaro

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3 commenti

  1. Che meraviglia di articolo!!!!
    Quanto vorrei assistere ad una Tua conferenza
    Grazie a Te Valdo
    Imma

  2. Invece io ringrazio Te perchè dai tuoi scritti ho succhiato la forza per intraprendere e mantenere questa strada che mai più, per nessun motivo cambierò. Che Meraviglia. Grazie Valdo.
    Enrico di Carpi

  3. Le spezie … hmm…
    curcuma ( col pepe è anche più efficace) , coriandolo, finocchio, fieno greco, cumino, cannella, zzenzero… perchè ce ne dovremmo privare ? Non sono forse sostanze preziose e salutari con proprietà chelanti, antinfiammotorie, antibatteriche, antivirali ecc. ecc. ?