PROF CLAUS LEITZMANN SU VEGANISMO E STRANE FONTI DI B12

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Ciao Valdo! Ti segnalo questo video in cui il Prof.Claus Leitzmann, oltre a spiegare alcune questioni fondamentali, come per es. il funzionamento della vitamina B12 all’interno dell’organismo umano, fornisce una serie di preziosi consigli per promuovere il vegetarianesimo tra la gente.
Elena Fasulo


CHI È CLAUS LEITZMANN

Claus Leitzmann è un esperto di scienze alimentari a livello mondiale. Ha diretto l’Istituto di Scienze dell’alimentazione dell’Università di Giessen. Ha ottenuto fama internazionale grazie alle pubblicazioni e alle attività condotte nel corso degli anni all’Università della California di Los Angeles, presso l’Università Mahidol di Bangkok e in qualità di direttore dell’Anemia and Malnutrition Research Center di Chiang Mai, in Thailandia.

Gli è stato conferito il premio Zabel per la prevenzione dei tumori e il premio della Fondazione Broermann per l’alimentazione preventiva.
Recentemente ha presenziato al VegMed 2018 – Congresso Scientifico di Nutrizione Vegetariana e Medicina a Berlino; ultraottantenne, ma sicuramente miglior relatore di tutta la conferenza con standing ovations da parte del pubblico.

TRASCRIZIONE INTERVISTA (VIDEO DELL’INTERVISTA IN FONDO)

Ho studiato biochimica e da biochimico ho avuto la fortuna di girare il mondo e di prendere annotazioni sul come i diversi cibi condizionano le sorti della gente. Il primo impatto è stato con gli USA negli anni ’50, quando in Europa la gente era ancora affamata mentre in America si mangiava in abbondanza, cioè troppo. Notai le conseguenze di tutto questo. Già allora si notavano anomalie come sovrappeso, diabete e molte altre malattie tipiche dell’Occidente.

Dopo alcuni anni in USA mi sono trasferito in Thailandia. A quei tempi la Thailandia era un paese poverissimo. Si vedevano molti bambini morire di fame. Oggi la situazione è molto diversa. Comparando le due situazioni trassi la conclusione che valeva la pena di considerare una Dieta Moderata, una dieta contenente non troppi grassi né tantomeno prodotti animali. Perché mai questo? Perché nella Società Sedentaria odierna, con attività fisiche limitate, una dieta moderata vegetale è il modo migliore per evitare sovrappeso e malattie correlate.

Quando tornai con la famiglia in Germania diventammo vegetariani, senza incitare gli altri a diventarlo, nonostante quello fosse il nostro desiderio e il nostro scopo. Insegnavo allora all’università. Avevo molti studenti e si discuteva molto su quale fosse la nutrizione adeguata. Era già importante per me convincere gli studenti che non era necessario come primo passo di diventare vegetariani, ma piuttosto quello di ridurre sensibilmente l’utilizzo di prodotti animali, non solo per ragioni di salute individuale, ma anche per ragioni ecologiche e per ragioni sociali.

Il problema della fame nel mondo, il problema dell’import-export di cibo, il problema di forzare gli animali a nascere per essere ammazzati e mangiati, il problema di nutrire gli animali stessi con cereali e legumi preziosi per l’uomo, erano questi i temi molto sentiti in quegli anni.

Sono riuscito a convincere molti studenti che valeva la pena di riflettere su tutto questo e di reagire in qualche modo. Questa è stata la mia esperienza concreta al riguardo, e cioè che la cosa più importante non è diventare vegetariani dall’oggi al domani, e nemmeno a passare attraverso fasi macrobiotiche-cottiste o vegan-crudiste, ma semplicemente indurre la gente inizialmente a pensare e a riflettere sul cibo in sé.

La cosa che più conta è che la gente cominci a pensare a questo, a ragionare prima ancora di masticare. Quando lo fanno, riescono di sicuro a trovare la strada giusta. Ho trovato infatti molta gente che ha seguito con successo questo tipo di percorso in maniera autonoma e non forzata, autonoma e non dogmatica.

A volte impiegano mesi, a volte persino un paio d’anni, ma finiscono tutti per riconoscere di dover cambiare alimentazione. Non bisogna pretendere che la gente cambi vita in modo traumatico. Anche se disponiamo di ottime argomentazioni per convincere la controparte, dobbiamo dargli tempo. Dico sempre che nessuno di noi ha raggiunto dei risultati fulminei, né discreti né perfetti.

Viviamo tutti in mezzo a un mondo mediocremente carneo. We are all on the way, siamo cioè tutti lungo un percorso. C’è gente che è all’inizio, altri che sono a metà strada e altri ancora sono molto vicini allo scopo e al filone aureo del veganismo perfetto, anche se nessuno lo ha mai raggiunto veramente e stabilmente.

La vita perfetta a cui molti aspirano è difficile da raggiungere. Mi piace collegarla con alcune antiche affermazioni di grandi filosofi cinesi, Lao Tzu disse che “La via più lunga comincia con un primo passo”. In altre parole, una volta che fai il primo passo sei già nel giusto cammino.

Non bisogna forzare le persone, perché le persone lo vogliono fare da sole. Confucio aggiunse che “Se fai il primo passo hai già compiuto la prima metà del percorso”. Praticamente la stessa cosa. Quando dai alla gente la possibilità e l’opportunità di iniziare, essa di solito continua autonomamente. Non dobbiamo forzare nessuno. Dobbiamo solo dare il buon esempio.

Cito qualche esperienza personale. Ho notato questo stando a contatto con i giovani in genere, e anche coi miei nipoti. Non importa tanto quanto gli diciamo. Loro osservano quello che facciamo di buono e di divertente in concreto, che poi diventa quello che vogliono fare loro stessi.

Cito un breve episodio con uno dei miei nipoti. Quando aveva 4 anni organizziamo per lui un party di compleanno assieme ai suoi amici. Serviamo per tutti carote, crauti, olive, cioè le cose che mangiamo sempre. Lui mangia avidamente e i suoi amici lo guardano con meraviglia.

Sebastian, come mai mangi quel cibo, che noi non mangiamo? Non gli avevano mai fatto una domanda del genere. Rimase un po’ a pensare e poi rispose: Li mangio perché li mangia mio nonno! Questa è la dimostrazione che l’esempio da noi dato ha enorme valore.

Avevo questa sensazione all’università. Vivevo in mezzo a tanti colleghi, ma ero l’unico vegetariano. Ed era interessante, per un motivo o l’altro, che gli studenti sapessero cosa facevano i loro professori nella vita privata quotidiana. Non glielo dissi mai che ero vegetariano. Eppure lo sapevano. Così mi accorsi ancora che molti di questi studenti dicevano “Lui fa così, e questo è un esempio da seguire”.

Ognuno di noi, ogni adulto e non solo, dovrebbe rendersi conto che con le sue scelte fornisce un esempio per le persone che lo circondano in famiglia, sul posto di lavoro, nelle attività sportive. Ho conosciuto peraltro persone che non vogliono essere da esempio. Dicono. Lasciami stare. Voglio fare solo quello che mi piace e chiusa lì. Ma questo ragionamento non funziona. Verrai sempre e comunque preso come esempio dagli altri.

Nella nutrizione vegetariana esistono diversi gruppi. Alcuni molto liberali. La sola cosa invalicabile è il mangiare carne, totalmente vietato. Ci sono anche i vegan, persone che rifiutano ogni tipo di prodotto animale, e questo in effetti dovrebbe essere il modo ideale di alimentarsi per tutti gli uomini del pianeta.

Se davvero credi che che non dovremmo abusare degli animali e se davvero credi che possiamo vivere sempre e solo grazie alle piante, allora dovresti farlo, dovresti comportarti da vegano.

È possibile? Certo che sì. Molti studi dimostrano che i vegani sono assai più in salute della popolazione media, spesso più in salute degli stessi vegetariani prudenti e timorosi, e senza alcun bisogno di integratori.

Questo dei supplementi e degli integratori è un grande motivo di discussione. Le persone diventano vegetariane e vegane per motivazioni diverse. Nella mia esperienza abbiamo analizzato e riscontrato che se una persona diventa vegan per motivi salutistici, non manifesta anomalie perché attenta alle sue necessità, perché informata sulla malnutrizione e sul come evitarla.

Se invece uno fa lo stesso passo per ragioni etiche o religiose, o per amore verso gli animali, la tendenza è a perdere di vista la questione salute. E può accadere di inciampare a volte nelle carenze, con mancanza di alcune vitamine o minerali.

Noi sappiamo come diventare vegan in modo scientifico ed appropriato. Abbiamo trovato nelle nostre ricerche intere famiglie malnutrite, inclusi i bambini. La prima carenza riscontrata è la mancanza di ferro, l’anemia che ti rende pallido, indolente, immotivato e infelice.

Essere vegan e nel contempo magri, sottopeso e muso lungo non è davvero un buon esempio. Tanto meno lo è per chi sta pensando di diventare vegetariano o vegano. Non è buon esempio per il resto della popolazione che osserva e annota.

In molti casi ho assistito a spiacevoli inconvenienti. La madre è vegana ma la sua alimentazione non è priva di difetti. Lei vuole allevare naturalmente il suo piccolo, lo vuole allattare al seno come tutte le madri vegane e vegetariane, piuttosto che ricorrere al biberon.

Ma spesso accade che il bimbo va in carenza di B12. Il bambino ha una grande riserva di vitamine, ma non di B12. E allora devono andare dal medico. Se il medico è abbastanza preparato scopre la mancanza di B12, ma molti potrebbero non accorgersi perché non hanno abbastanza esperienza. Se sono esperti, scrivono almeno una relazione trasparente.

Per un bambino che sta per morire a presunta causa di mancanza di B12, si crea una campagna mediatica di ammonimento per dire alla gente di non diventare vegetariana e tanto meno vegana, mentre è accertato che ogni giorno decine di migliaia di persone muoiono a causa della carne, ammalate e sgominate dalla carne che mangiano. Ma nessuno commenta questo fatto.

Questa è una situazione che ha dell’incredibile. Le persone hanno una strana e buffa concezione della realtà. Se un bambino è malato si tratta di una catastrofe. Se una moltitudine di persone adulte si ammalano e muoiono è cosa normale!

A mio avviso la causa è certamente la mancanza di cibo di origine animale, poiché la B12 si trova abbondante in essi. Originariamente proviene di sicuro dai micro-organismi, ma è presente in modo sensibile negli alimenti di origine animale. È molto raro trovarla nelle piante.

A volte si può trovare nel cibo fermentato come nei crauti, nello yogurt e nelle alghe. Il problema è che la vitamina B12 non è un solo tipo ma diversi tipi. La B12 è una grande eccezione tra le vitamine. A differenza delle altre che vengono assorbite direttamente nell’intestino tenue, essa ha bisogno di un componente proteico (il cosiddetto fattore intrinseco) sintetizzato nello stomaco.

Questo è molto interessante. Si tratta di una proteina sintetizzata nello stomaco, rilasciata nell’intestino e insieme al cibo si muove verso la fine del tenue per passare al crasso dove B12 e fattore intrinseco si combinano e formano una B12 elaborata che il corpo è in grado di assorbire.

Alcune persone non sono in grado di produrre questa proteina. È una condizione rara dove bisogna provvedere iniettando la B12. Altro problema riguarda gli anziani che in diversi casi non riescono a produrre questa proteina (fattore intrinseco). Anche loro subiscono questa trafila. Il meccanismo lo conosciamo e possiamo curarlo facilmente.

Se guardiamo alla struttura chimica della B12 notiamo che è una delle molecole più complicate che si possano immaginare, a differenza delle altre vitamine che sono molto più semplici.

La molecola della vitamina C è molto semplice. Potremmo pensare che il corpo è in grado si svilupparla da solo anche se nell’uomo non avviene, mentre molti animali ci riescono. Ci sono pochi animali al mondo incapaci di produrre vitamina C: alcuni uccelli, alcune scimmie e l’uomo.

Nell’intestino crasso abbiamo una enorme popolazione di microrganismi che producono tanta B12. Ma, una volta finita nel crasso, non c’è modo per la B12 di tornare indietro nel tenue che è la sua unica zona di assorbimento.

La B12 nel crasso non è più utilizzabile. Negli animali esiste l’istinto. Conigli e lepri producono certe sostanze nell’intestino crasso e mangiano alcune delle loro feci in modo da auto-integrarsi delle vitamine e dei minerali di cui hanno bisogno.

Posso raccontarvi di un mio amico biochimico americano, uno dei più famosi ricercatori sulla B12. Lui prese le sue feci, ricavò degli estratti acquosi dalle stesse e se li bevve, provando che lui poteva auto-munirsi perfettamente di B12 per anni interi.

Questo prova che il corpo umano è in grado di produrre B12, una B12 che però non è utile ai fini dell’assimilazione in quanto finisce persa nel crasso.

Tornando alla nutrizione vegetariana-vegana, credo sia molto importante che, se si vuole cambiare stile di vita e cibo, molto meglio farlo da giovani, non fosse altro perché se ne traggono i maggiori benefici.

Purtroppo, troppe volte accade che la gente cambia solo nell’emergenza, in seguito a malattie e dolori, ed è costretta poi a un lungo percorso virtuoso alla ricerca del riequilibrio. Ma se sei giovane e sei convinto che sia la strada giusta, allora diventa facile.

Conviene anche farsi accompagnare da un amico o meglio ancora da fratelli e sorelle nella stessa famiglia. Con un supporto sociale, con una pratica di gruppo, tutto risulta più semplice. Ho osservato molti ragazzi fare questo con successo. A volte però un vegetariano non viene accettato dai coetanei solo perché fa qualcosa di diverso dal gruppo.

In ogni caso, non importa che tu sia giovane o anziano. Non fa alcuna differenza. Le persone vogliono sicurezza e, se fai qualcosa di diverso, giusto o reputato tale, c’è sempre qualcuno che si sente insicuro.

Io ho questa esperienza particolare. Se vado da qualche parte in qualità di esperto in nutrizione e faccio qualcosa, la gente mi osserva, e magari dice “È divertente e funambolico ciò che mangia!”. Noi vegetariani o vegani tendenziali, comunque moderati e saggi e realisti il più possibile, mangiamo in maniera molto diversa dagli altri.

Così la gente che ci osserva ha due scelte alternative. O pensano “Beh, lui è un vero esperto, deve per forza sapere ciò che è giusto, e quindi lo devo imitare”, oppure dicono il contrario.

In effetti la maggior parte della gente non reagisce nemmeno nei 2 modi ora citati. Succede che certe persone si sentono improvvisamente insicure a causa del mio comportamento e del mio buon esempio, per cui l’unico modo per riprendere la loro sicurezza è quello di rifugiarsi in se stesse e dire “Quel professore sarà anche bravo e trasparente, ma deve essere sulla strada sbagliata”. Purtroppo in questo caso sono loro che sbagliano e non il professore. Sono loro che sbagliano e non noi vegani o quasi-vegani.

Claus Leitzmann (Traduzione, sintesi, titoli e sottotitoli di VV)


COMMENTO DI VALDO VACCARO

Simpatico davvero il professor Claus Leitzmann. Mi trovo d’accordo e in piena sintonia con lui quasi dovunque. La freschezza e la giovinezza non sono una questione di anagrafe e lui lo dimostra nel migliore dei modi.

Sulla dieta vegetariana o vegana in stile moderato siamo in perfetta linea con lui. Sul dare il buon esempio coi fatti più ancora che a parole, la pensiamo in modo identico. Mente ognor lieta, riposarsi al meglio e sobria dieta, diceva il Regimen Sanitatis Salernitanum, da noi molto stimato e praticato, e Leitzmann si muove esattamente in quella direzione.

Ho usato il termine “quasi dovunque”. La differenza di opinione sta manco a dirlo sulla B12. Noto che lui riflette le posizioni standard, basate sui dati relativi al range e al limite minimo B12, notoriamente gonfiati e manipolati dalla FDA negli anni ’70. Nemmeno un cenno da parte sua su questo.

Nemmeno un cenno poi sul fatto che ci sono tantissimi consumatori di carne in situazioni di carenza B12 e in brutali stati di anemia perniciosa, il che svaluta le sue considerazioni sul fatto che le carenze B12 siano causate da scarso apporto di cibi animali.

Pensare poi che il suo collega biochimico americano, autore del citato ricorso alla coprofagia, si sia assicurato un buon fattore intrinseco per anni grazie a questa procedura, è solo un’ipotesi priva di controprova.

I MIEI SETTE PUNTI CHIAVE PER RESTARE NELLA MASSIMA FORMA

  1. La giusta dieta vegan-crudista perfetta o anche tendenziale (capace di dare al corpo la possibilità di saziarsi, di non andare in sbilancio calorico-energetico)
  2. I giusti componenti di contorno (acqua biologica della frutta, ampia varietà di vegetali e di frutta, di cereali e semini e legumi)
  3. La regolare assunzione di gruppo B dove si nascondono sempre piccoli ma sufficienti quantitativi di B12
  4. I giusti pensieri positivi e la necessaria autostima che non scarichino le batterie energetiche ed emozionali
  5. Il digerire bene e leggero, senza uso di sostanze purganti o di farmaci o caffè-tè-cole-digestivi che spingano innaturalmente e troppo rapidamente il chilo nell’ileo o basso intestino tenue
  6. Il fare quanto ci si sente un paio di giorni di digiuno secco intermittente, imbattibile per la depurazione del fegato
  7. La costante connessione mistica ed emozionale con l’energia cosmica universale

L’ho detto e ripetuto in tutte le salse che ognuno deve in ogni caso formare le proprie opinioni senza farsela dar da bere da nessuno, Nobel o non Nobel, e tanto meno da uno scalcinato come me ovviamente.

Se uno vive nell’insonnia, nel dubbio e nell’ansia della carenza B12, si prenda pure la pasticca. A volte è meglio inquinarsi che credere malvolentieri a qualche teoria scomoda e per giunta minoritaria come quelle che mi ritrovo ad esprimere su questo argomento specifico. Per legge sono obbligato a dire come giaculatoria di rito: “Segui le prescrizioni del tuo medico”.

IL CICLO DIGESTIVO

Descrivo qui di seguito il ciclo digestivo dal bolo al chimo al chilo, per avere sottomano, sia per me che per chi mi legge, un linguaggio comune e condiviso e soprattutto comprensibile. Il discorso vale per tutti, ma in particolare per il mangiatore comune medio, pertanto onnivoro.

Ricordo qui per inciso che se uno si comporta da fruttariano assumendo frutta acquosa o spremute o succhi freschi a stomaco vuoto, essi superano lo stomaco indenni senza troppe trasformazioni chimiche e nel giro di mezz’ora finiscono direttamente dal duodeno alla vena porta e al sangue.

Il Bolo, poltiglia di cibo mista a saliva ed enzimi salivari si forma in bocca e procede via esofago allo stomaco. Giunto nello stomaco il bolo viene ingerito e mescolato con acido cloridrico ed enzimi come pepsina e lipasi gastrica. Dopo 2-5 ore secondo qualità e quantità cibo, il bolo diventa liquido brodoso e decisamente acido chiamato Chimo.

Terminata la digestione gastrica, il chimo viene spinto a piccole ondate successive verso il tratto iniziale del tenue chiamato duodeno, zona di assorbimento alimenti e zona di assorbimento B12. Nel duodeno si riversano succo pancreatico, succo enterico e succo epatico-biliare (bile).

Dalla mescolanza tra chimo acido e queste secrezioni pancreatiche-enteriche-epatiche si origina il Chilo liquido lattescente, leggermente basico, ricco di nutrienti ed enzimi, adatto ad essere incanalato nella vena porta e rifornire il sangue.

Perché tutto questo avvenga secondo le regole bisogna fare in modo che la digestione avvenga con i soliti criteri di leggerezza, di semplicità e di digeribilità. Se però si assumono farmaci, integratori, digestivi, stimolanti (caffè-tè-cole-digestivi-alcolici), purganti, diuretici e drenanti di tipo farmacologico, ecco che il chilo non ha tempo di essere assimilato nella parte alta duodenale del tenue e viene sospinto anzitempo verso la parte bassa ileale del tenue e poi nell’intestino crasso.

CONCLUSIONE

Interessante il dettaglio rivelatoci dal prof Leitzmann sul fatto che la B12 finita nel crasso non può tornare indietro per cui l’uomo (e probabilmente non solo l’uomo) è fabbricante di B12 inutilizzata, ovvero di feci bidodicizzate o arricchite da B12. Trattasi di conferme e ne prendiamo nota. Tuttavia, nessun biochimico e nessun Nobel al mondo mi convincerà sulla coprofagia.

Non mi pare credibile né accettabile che il Creatore abbia pianificato una vitamina strana e difficile e introvabile, e tanto meno abbia previsto l’aberrazione di doversi alimentare con le feci o col sangue o coi liquidi organici nostri o dei nostri simili.

Per il resto un grande applauso all’ottima disamina generale offertaci dal simpatico e straordinario professor Leitzmann.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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