PROSCIUTTO OSPEDALIERO E NUTELLA, OSSIA FRENO A MANO TIRATO

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LETTERA

RAGAZZO RICOVERATO CON VOMITO A UN PRONTO SOCCORSO DEL FRIULI

Caro Valdo, vorrei renderla partecipe della conversazione telematica intrattenuta con una struttura ospedaliera del Friuli Venezia-Giulia. La premessa è che il nipote undicenne del mio ragazzo è stato poco bene (vomito, svenimenti e forti emicranie) ed è stato portato al pronto soccorso di tale struttura.

OBIEZIONE ALLA SCELTA OBBLIGATA DEL PANINO BIANCO, FARCITO DI PROSCIUTTO COTTO, DI FORMAGGIO O DI NUTELLA, E RISPOSTA OSPEDALIERA

Dopo qualche flebo gli è stato proposto, per riprendersi, di mangiare un panino a scelta, farcito con: formaggino o prosciutto o nutella. Le riporto l’ e-mail del mio ragazzo e la risposta della struttura sanitaria. Resto in attesa di un suo commento per poter prendere spunto e controbattere adeguatamente. Con stima.
Elisabetta

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LETTERA AL PRONTO SOCCORSO OSPEDALIERO

DALLA FLEBO AL PANINO MAL-FARCITO

Gentile dottoressa X, nel corso della serata di ieri 25/07/2012 mio nipote è stato ricoverato presso il pronto soccorso del X dopo che a casa ha presentato un fortissimo mal di testa, sintomi di svenimento ed un forte vomito. E’ stato trattato con una flebo che gli ha fatto passare il mal di testa e, dopo un po’, gli è stata fatta bere un po’ d’acqua per vedere se la rigettava vista la forte vomitata del pomeriggio. È andata bene e gli è stato chiesto se voleva tentare di mangiare qualcosa e gli è stato proposto un panino col formaggino, oppure con la nutella, oppure col prosciutto cotto.

CURE AMOREVOLI DELL’OSPEDALE, MA IL PROSCIUTTO DA MAIALI ALIMENTATI MAGARI A CONCIMI PUTRIDI E MALEODORANTI NON QUADRA AFFATTO

Ritengo che, pur apprezzando l’amorevole cura del personale verso i piccoli pazienti, dar loro da mangiare nutella (inutile aggiungere nessun commento) o prosciutto cotto (di qualche giorno fa la notizia dei prosciuttifici DOP, anche della nostra regione, beccati a nutrire i maiali con il concime) non sia la strada giusta.

NON SONO UN IGIENISTA O UN VEGANO, MA PERSONA NORMALE CHE USA UN BRICIOLO DI BUON SENSO

Lungi da me insegnare niente a nessuno, non mi ritengo né un salutista, né un igienista, né un vegetariano, né un vegano, ma un po’ di buon senso mi avrebbe suggerito di dare a mio nipote una mela. Nel ringraziare ancora tutto il personale del pronto soccorso del X colgo l’occasione per porgerle cordiali saluti.
Firmato XX

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RISPOSTA DELLA STRUTTURA SANITARIA

IMMEDIATA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI VERI E SOSTANZIALI (NUTELLA, PROSCIUTTO COTTO E FORMAGGIO

Alla cortese attenzione XX, la ringrazio per la segnalazione e per la gentilezza della sua comunicazione. Volevo soltanto rassicurarla sulle scelte terapeutiche  del Pronto Soccorso.
La scelta di somministrare da subito alimenti “veri e sostanziali” (ovvero quello che un bambino mangia normalmente) è motivata da alcune considerazioni scientifiche e di ordine pratico.

I GRASSI (SATURI E COTTI) ATTIVANO MECCANISMI ORMONALI E FRENANO LA DIARREA

In termini  scientifici il cibo con grassi (nutella, formaggio, prosciutto cotto) è sicuramente più indicato del cibo con scorie in sospetta gastroenterite in quanto i  grassi attivano dei meccanismi ormonali intestinali che fanno da “freno” all’intestino e limitano la diarrea ed il transito accelerato.
La letteratura degli ultimi 20 anni è ormai concorde nel negare  completamente l’appropriatezza di eventuali “diete in bianco”, che  sono anzi dimostratamente svantaggiose. La sintomatologia di forte vomito, in periodo epidemico, faceva fortemente pensare ad un  possibile fatto infettivo.

ALIMENTO PESANTE PER RIMANDARLO A CASA SUBITO E PER ALLENARLO A MANGIARE COME FA A CASA

In termini pratici la scelta di offrire al bambino un alimento teoricamente “pesante” ha il razionale forte di saggiare il suo reale benessere e la sua capacità di trattenere il cibo nel momento in cui  si decide di togliere una flebo e di dimettere il paziente. Questo al  fine di limitare al massimo la durata del ricovero (in ospedale si rischia di contrarre altre malattie) e di evitare il rientro in ospedale del paziente (sicuramente fastidioso per il bambino e la famiglia) che, una volta a casa, ricomincia a mangiare normalmente con possibile  ripresa della sintomatologia. In questo senso la mela non offre alcun  vantaggio particolare, purtroppo (nel mondo industriale in cui viviamo) neanche in termini di sicurezza assoluta dal punto di vista del trattamento e delle modalità di conservazione. I miei più cordiali saluti.
Dottoressa X

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COMMENTO

GRAZIE ALLA DOTTORESSA PER QUESTO ECCEZIONALE, SINCERO E TRASPARENTE SPACCATO SULL’IDEOLOGIA NUTRIZIONALE OSPEDALIERA

Questo è un documento di eccezionale importanza. Trattasi di un fatto vero, di uno spaccato reale come si suole dire, di un ricovero al pronto soccorso e di un commento tecnico verace della dottoressa responsabile delle scelte nutrizionali in emergenza. C’è di che ringraziarla per essersi espressa in tutta sincerità e chiarezza.

SOLO COSI’ POSSIAMO CAPIRE ED ESSERE AGGIORNATI SUL PERCHÈ E IL PERCOME DELLE BRODAGLIE E DEL CIBO SPAZZATURA

È con questo tipo di documenti che possiamo mettere il naso dentro la sigillata ed impenetrabile struttura sanitaria, dentro quelle cucine che coltivano ideologie basate sul brodo di gallina, sullo spezzatino, sul fegatino, sul prosciutto cotto, sulla mortadella, sui formaggi, sul pane bianco allo strutto, sul burro e la marmellata, insomma su vero e proprio cibo spazzatura.

VAMPIRI IN PARCHEGGIO

Quasi che ai sani si possa dare di tutto, ai malati no. Niente cibo vivo, niente cibo con fibre, niente cibo ripulente (già c’è diarrea, ripuliamo ulteriormente? Meglio frenare!) Per carità nessuna concessione e nessuna cittadinanza ai pericolosi concetti dell’igiene e del veganismo. Sangue, muscoli, trippa, salumi, affettati, persino gelati, cremine e dolciumi. Tutto fuorché l’odiata frutta e la temibile verdura cruda. I malati non sono uomini, ma vampiri in parcheggio, sanguisughe dalle ventose momentaneamente fuori uso.

GLI SPETTRI BUBBONICI E LA LETTERATURA DEGLI ULTIMI 20 ANNI

E poi c’è il problema terrificante dei mostriciattoli batterici e virali che si nascondono in ogni dove, ricreando antiche paure infettive ed epidemiche, ridestando spettri manzoniani e pasteuriani, fatti di sifilidi, pesti bubboniche, sindromi spagnole, Aids e Papillomi vari. La dottoressa usa termini come motivazioni pratiche e motivazioni scientifiche, e cita “la letteratura degli ultimi 20 anni”, perché quella è secondo lei “la scienza”.

LA SCIENZA DEMENZIALE DELLA CHIESA MEDICA DI ATLANTA

Nell’ultimo trentennio, soprattutto a livello scolastico, istituzionale, ospedaliero, hanno impazzato le tabelle e le piramidi alimentari della FDA, quelle che prescrivevano prima 250, poi 200, poi 150, poi 100, poi 75 grammi di proteine nobili al giorno. Come dire la voce dei macellai americani all’interno del palazzo sanitario, all’interno dei ministeri e delle USL di tutte le colonie e di tutti i possedimenti americani oltremare, con in testa l’Italia.

PRIGIONE E LAVORI FORZATI PER PREMIER, MINISTRI, DOCENTI, NUTRIZIONISTI INFAMI, DIRIGENTI TELEVISIVI, POLITICI COLLUSI

Tutti imbrogli e tutte teorie demenziali, oggi smentite, nota bene, dalle stesse istituzioni, inclusa la OMS, inclusa la FAO.  Oggi tutti sanno e tutti sono concordi che il tetto proteico massimo è di 24 grammi al giorno, oltre i quali si va in malattia, in acidosi, quella sinistra condizione che porta a tutte le malattie. Questi sono fatti di gravità eccezionale, per cui dovrebbero come minimo essere denunciati e finire nei penitenziari più duri, ai lavori forzati, una lunga serie di personaggi.

UNA FORMAZIONE SCOLASTICA GRASSO-SANGUINARIA SENZA SCAMPO

La dottoressa viene fuori da quella scuola, evidentemente, e nulla ha mai fatto per uscirne, o per inserire un minimo di dubbio nella sua testolina, bionda o mora che sia. Quella è la scienza più vera, più affidabile e più avanzata. Altra cosa interessante è la sua condanna delle “diete in bianco”. Non mi pare che il suo interlocutore critico abbia mai parlato di “diete in bianco”, ma solo di una semplice mela. Evidentemente le uniche alternative per gli ospedali sono le diete grasse, le diete carnivore, cotte ed oleose e salate e dolcificate (il record mondiale per scassare sani e malati, e per far star male anche i cani, che da prove e riprove in Cina crepano davvero dopo una cura di 2 settimane a brodo di carne).

DEMONIZZAZIONE DELLA MELA ED ESALTAZIONE DEL CIBO PESANTE ED ALTO-PROTEICO

Ma la mela, secondo la dottoressa è una disgrazia per principio. Primo punto è una rottura delle cattive abitudini del ragazzo, che per lei a casa mangia solo nutella, gelati, hamburger, mortadella e Coca-Cola, stando nella media, e odia pertanto le mele. Secondo punto, la mela non è sicura, subisce trattamenti e subisce conservazioni, mentre la nutella è garantita, il formaggio è garantito e il cotto è il massimo della sicurezza. Cibo ideale, cibo pesante, cibo alto-proteico e sostanzioso che attiva magicamente gli ormoni e i neurotrasmettitori.

IL PARADIGMA NUTRIZIONALE OSPEDALIERO

In realtà gli ospedali la mela te la danno, magari arrivano finanche alla pera. Ma niente di più. Uva? Andiamoci piano. Mirtilli? Mica siamo pazzi. Fichi? Per l’amor di Dio. In realtà, la mela è solo un simbolo.
Rappresenta, per la dottoressa, la peggior categoria di cibo esistente sul pianeta, ovvero la frutta. Ai vivi si dia, se lo richiedono, cibo vivo e rivitalizzante, ai malati si dia, sempre e comunque, cibo ammalante e cibo morto, questo è il paradigma ospedaliero aggiornato alla data di oggi.

ANCHE LA MIGLIOR CARNE È AUTENTICO VELENO, PER IL CORPO UMANO, CAUSANDO IMMEDIATI INGROSSAMENTI A FEGATO, PANCREAS, MILZA, TIROIDE E PROSTATA

La risposta sanitaria dribbla la questione dei maiali nutriti scandalosamente coi peggiori rifiuti immaginabili. Ma non è questo il punto. La carne di maiale, e di qualsiasi altro animale ammazzato, non dovrebbe mai entrare in un corpo umano, indipendentemente da come lo hanno nutrito in vita. Sappiamo benissimo come cibo spazzatura, farmaci, integratori, farine, e altre orribili amenità, siano all’ordine del giorno nelle stalle, dove si punta a null’altro che alla massima resa carnea.

DISGRAZIA PER I SANI E TRIPLA DISGRAZIA PER I MALATI

La carne è disgrazia per l’intestino della gente in forma, con una impressionante sequenza di effetti collaterali perversi, e tripla disgrazia per i pazienti che hanno una capacità digestiva decapitata dallo stato patologico in cui versano.

LA MALATTIA È SEMPRE UN FATTO INFIAMMATORIO-TOSSICO, E MAI BATTERICO-VIRALE

Insegneremo alla dottoressa, e a chiunque la pensi come lei, dentro e fuori gli ospedali, che la gastroenterite è sempre un fatto infiammatorio-tossico e mai un fatto batterico-virale-epidemico, visto che i batteri arrivano sempre dopo, a mangiare, per nostra fortuna, le sostanze nocive che accumuliamo, e le accumulazioni virali da detriti cellulari inespulsi arrivano pure dopo, quando il fatto tossico (digestioni lunghe, difficili, impossibili) o il fatto traumatico (stress, emozioni negative, tensioni) hanno provocato sospensione e rallentamento nel metabolismo, e quindi stato di malattia.

ISTRUZIONI PER EMERGENZE E DISSENTERIE

Insegneremo alla dottoressa che per lo stato infiammatorio gastroenterico d’urgenza nulla di meglio esiste che il digiuno di uno o due giorni ad acqua leggera, o magari ad acqua e limone, o magari anche con infuso di salvia, di camomilla. Digiuno seguito, nota bene, da dieta a base di frutta viva e cruda di stagione (mai succhi confezionati e pastorizzati), preferibilmente restringente (succo di agrumi al risveglio, succo di melograno, succo di mirtilli, more, ribes, uva spina, lamponi), alternata a latte di mandorle, e a centrifughe di carote, sedano, zenzero, malva, finocchio, cavolo. Le applicazione di cataplasma notturno di fango sul ventre, possono essere di notevole aiuto.

COLITI E RETTOCOLITI RICHIEDONO TEMPI LUNGHI

Insegneremo infine che, nel caso di colite, rettocolite, ileite, diverticolite, e disastri intestinali con stato di disbiosi e di miasmi putrefattivi risalenti alla testa e congestionanti (riniti, otiti, problemi oculari, infiammazioni cerebrali), non si può rovinare la gente con nutelle e maiale cotto che precludono e compromettono e ritardano ogni processo di recupero. Siamo di fronte a membrane infiammate.

CENTRIFUGHE  CON CAROTE, SEDANO E MELE

Dopo un breve digiuno ad acqua, serve una buona centrifuga con 4 carote e gamba sedano come base, e tutti i vegetali che vogliamo in aggiunta (non più di 3-4 tipi per volta). Centrifughe di 5 carote, 1 cavolo e una mela, oppure 7 carote e manciata di spinaci o di farinaccio dei campi, oppure 2 carote, 2 finocchi e 2 mele, rimettono in forma stomaco e intestino. Man mano che  le condizioni migliorano (il tutto può richiedere 2 settimane, ma spesso anche 4-6 settimane), si cominciano ad inserire frutta di stagione fuori dai due pasti principali, vegetali e germogli a pranzo e cena, patate, patate dolci, mandorle, germe di grano, con rigorosa astensione da cibi muco-formanti, acido-formanti, acidificanti (carni, pesce, crostacei, uova, latte, formaggi, latticini, dolciumi, sale inorganico, caffè, the, cole, alcol, fumo). Per gli stati ulcerosi interni, l’uso di erbe riparanti quali peperoncino rosso, aglio, cipolla, porri, ortica è raccomandato.

CELLULA MORTALE E LIQUIDI DI CONTORNO DEGENERATI, INCLUSO IL SANGUE

La cellula è perfetta ed immortale, diceva Alexis Carrell, celebre ricercatore del Rockefeller Institute of Medical Research. È immortale, a patto che le permettiamo di rinnovarsi, di morire e di ricambiarsi velocemente. Il problema sta tutto nei fluidi intracellulari ed extracellulari, che tendono a rovinarsi e a degenerare per i nostri gravi errori alimentari. È lì che si realizzano le famigerate pigrizie linfatiche e le tremende ritenzioni idriche, che portano a gonfiori, infiammazioni e disfunzioni, a reumatismi e sclerosi, a problemi ghiandolari, renali, urinari e sessuali.

STRABILIANTE IMPORTANZA DELL’ALIMENTAZIONE

La nutrizione ha importanza non solo fondamentale ma addirittura strabiliante per il benessere del corpo e dell’anima. Causare congestione intestinale è atto non solo autolesionistico, ma anche criminale.
La costipazione intestinale porta a costipazione cellulare e appesantisce il lavoro degli organi escretori, reni, pelle, fegato, polmoni e sistema linfatico. Il metabolismo cellulare diventa pigro ed indolente. Il 90% delle malattie da civilizzazione derivano da stasi in sede colon. Il colon dovrebbe essere liberato ogni 6 ore, mentre lo liberiamo in media ogni 24 ore. Questo porta a ulcere e a tumori. “La salute umana parte dal colon”, è il titolo della mia tesina del 24/6/10.

MORTALITÀ GASTROINTESTINALE MEDICA AL TOP TRA LE VARIE PROFESSIONI

La mortalità comparata per professioni, legata a malattie gastrointestinali (dal testo “Tissue Cleansing through bowel management del dr  Bernard Jensen. Amico di Aurobindo, di Sai Baba e del Dalai Lama), vede al primo posto medici e chirurghi (50%), preti e ministri (34), macellai (30), operai e impiegati (28), lavoratori agricoli (19). Questi dati la dicono lunga sulle ideologie alimentari mediche.

UN’AUTO COL FRENO A MANO TIRATO

Normalmente, il cibo dovrebbe essere eliminato del tutto entro 15 ore. Ma la gente che marcia al ritmo di 3 pasti al giorno e che ha un solo movimento di corpo in 5 giorni, significa che è in arretrato di 15 pasti.
Materiale che rimane dentro ad avvelenare e a compromettere il flusso metabolico interno. Fegato e cistifellea si gonfiano, adrenali e tiroide faticano a gestire la situazione e si ha stato di ipotiroidismo, con debolezza, fatica, bassa pressione ed anemia. In pratica un’auto col freno a mano tirato.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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