RENI E VESCICA DA SALVARE, CISTITE EMORRAGICA E NEFRITE IGA DA SGONFIARE

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LETTERA

FEBBRE IMPROVVISA, MACROEMATURIA E SOLLECITE CURE MEDICHE

Gentilissimo Dr Vaccaro, Sono Valeria, una ragazza di 21 anni, finora sempre in perfetta salute. Il 4 Febbraio 2015 mi ammalo, febbre alta fino a 40. Sembra una classica influenza e vengo curata con Isocef 400 da Giovedì 5 Febbraio. Da Venerdì 6 compare macroematuria color marsala. Il medico di famiglia mi tranquillizza dicendo che l’urina scura può esser dovuta dalla disidratazione causata dalla febbre alta.

PRONTO SOCCORSO, ANALISI URINE ED ANALISI SANGUE

Sabato 7 eseguo le analisi delle urine che rivelano: Proteine: 200 mg/dl, Sangue: >1 mg/dl. Mi reco al pronto soccorso dove mi vengono eseguite le analisi del sangue: Globuli bianchi: 6.52, Globuli rossi: 4.90, Emoglobina: 11.8, Ematocrito: 37.1, Vol. globulare medio: 75.7, Contenuto emogl. medio: 24.1, Conc.m.hb.cell: 31.8, Rdw: 17.2, Piastrine: 209, Volume piastrinico medio: 10.5, Neutrofili: 72.5, Linfociti: 16.9, Monociti: 10.3, Eosinofili: 0.0, Basofili: 0.3, Neutrofili (n. Assoluto): 4.73, Linfociti (n. Assoluto): 1.10, Monociti (n. Assoluto): 0.67, Azoto: 1, Creatinina: 0.5, GFR: >60, Got/ast: 19, Gpt/alt: 17, Glucosio: 109, Sodio: 136, Potassio: 4.11, Prot.C reattiva: 2.4.

DIAGNOSI DI CISTITE EMORRAGICA

Il dottore mi ha dimesso con diagnosi finale di cistite emorragica. Lunedì 9, fidandoci poco della diagnosi del medico, ripeto le analisi delle urine: Proteine: 100 mg/dl, Sangue: 1,00 mg/dl. Martedì 10, eseguo un’ecografia addome e pelvi. Il referto: l’indagine ecografica mostra immagini renali volumetricamente nella norma con diffusa iperecogenicità parenchimale bilaterale compatibile con quadro di nefropatia medica. Vie escretrici urinarie non dilatate. Assenti formazioni litiasiche bilateralmente. Vescica normodistesa senza calcoli endoluminali o alterazioni dell’ecostruttura parientale.

VISITA SPECIALISTICA DAL NEFROLOGO E ALTRA DOSE DI FARMACI

Mercoledi 11, mi reco da un nefrologo, che consultando gli esami sopra elencati mi prescrive Isocef per altri 6 giorni. Il 21 febbraio, mi rivisita e cambia la terapia con Deltacortene 25mg con il seguente schema: 2 compresse x 1 settimana, 1 e mezza x 1 settimana, 1 x 1 settimana. A questa visita le proteine sono scese a 50 mg/dl. Il 23 febbraio, eseguo raccolta dell’urine delle 24 ore, con esito: Proteinuria: 2.78 gr/24h. Il 14 Marzo, rieseguo la raccolta delle 24 ore con esito: Proteinuria: 2.100 gr/24h. La proteinuria su urine fresche è scesa a 30mg/dl. Il nefrologo mi riduce deltacortene a 12.5 mg (mezza compressa).

ESAME UNIVERSITARIO RISOLTO MA URINE CHE RIDIVENTANO SCURE

Giovedi 19 Marzo, mi reco a Bologna per sostenere un esame universitario. Non mi sento molto bene già dal mattino, probabilmente anche per l’ansia dell’esame. Arrivata in città entro in un farmacia e misuro la febbre che sta a 38 e la pressione che è nella norma se non per le 138 pulsazioni. Do l’esame, torno a casa e febbre e pulsazioni alte sono sparite. Tutto è tornato nella norma ma l’indomani mi accorgo che rifaccio la pipì scura. Chiamo il medico che mi riporta il cortisone a 25 mg e mi prescrive due Augmentin al giorno.

IL NEFROLOGO SOSPETTOSO PROPENDE PER BIOPSIA RENALE E 6 MESI DI CORTISONE, IPOTIZZANDO UNA NEFRITE IGA

Oggi ho ripetuto analisi delle urine delle 24 ore e dell’urina fresca. Il nefrologo che mi segue vorrebbe sottopormi a una biopsia renale, sospetta di una nefrite IGA curabili con 6 mesi di cortisone. Per lei è necessaria la biopsia? Devo seguire una dieta o un regime alimentare particolare per abbassare la protenuria più velocemente? Da cosa può essere dovuta questa nefrite? La ringrazio anticipatamente. Resto in attesa di un suo cortese riscontro.
Valeria

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RISPOSTA

LA SALUTE IN CAMPO MEDICO È TROPPO SPESSO UN VALORE LATITANTE

Ciao Valeria, mi hai inviato un mare di dati e di informazioni dettagliate che possono avere la loro importanza nella visuale e nelle intenzioni curative della medicina, ma che a me interessano relativamente e non servono più di tanto. Non sono medico ambulatoriale ed ospedaliero e, sinceramente, non mi interessa di esserlo. I dati inviatimi sono di stretta pertinenza sanitaria. Che tu sia, spontaneamente o forzatamente, legata a questo tipo di schemi e all’intero campo della medicina è evidente. Forse non ti sei ancora resa conto che nel campo chiamato Medicina Moderna Convenzionale la salute è un valore trascurato e latitante, mentre abbondano curomania, farmaci, sperimentazioni, interessi commerciali, pressioni ospedaliere e collusioni con Big Pharma.

DIFESA DI RENI E SISTEMA URINARIO A SPADA TRATTA

Per quanto mi concerne non intendo entrare in quell’ambito e, al massimo, posso sconsigliarti decisamente di prendere farmaci ed anche di sottoporti a biopsia renale. Preferisco pertanto difendere la funzionalità dei reni e della vescica, proponendoti le strategie naturali nelle quali credo. Lo farò dopo aver esposto i concetti e i metodi della medicina.

DEFINIZIONE DI CISTITE EMORRAGICA

La cistite emorragica è un processo infiammatorio, infettivo o di altra natura, che interessa la mucosa della vescica urinaria caratterizzandosi per l’eliminazione cospicua di sangue e coaguli attraverso l’urina. La cistite emorragica è quindi caratterizzata da due elementi:

  • Infiammazione della mucosa vescicale urinaria e quindi cistite.
  • Emorragia con macroematuria che è poi l’espressione di un danno all’epitelio della vescica e ai vasi sanguigni sottostanti. Tale danno può essere causato da tossine, patogeni, radiazioni, farmaci o da malformazioni congenite.

CAUSE DI CISTITE EMORRAGICA INFETTIVA SECONDO LA MEDICINA

Le cause della cistite emorragica possono essere distinte in: Cause di natura infettiva, batterica, virale o più raramente fungina, dove infiammazione e sanguinamento sono espressione del danno causato da batteri e virus. È il caso della cistite da Escherichia Coli, responsabile dell’80-85% degli episodi di infezione urinaria, e della cistite da Staphylococcus Saprophyticus, responsabile del 5-10% degli episodi totali. Agenti infettivi di natura batterica meno comuni sono Klebsiella, Proteus, Pseudomonas ed Enterobacter, mentre tra i virus responsabili di cistite emorragica ricordiamo: Adenovirus (ceppi 7, 11, 21, 35), virus BK (Polyomavirus), Cytomegalovirus e virus dell’Influenza A.

FATTORI DI RISCHIO PER LA CISTITE EMORRAGICA INFETTIVA SECONDO I CRITERI MEDICI

  • Debilitazione del sistema immunitario, in seguito a terapia chemioterapia, a tumori estesi, a debilitazioni immunitarie definite ed etichettate come Aids.
  • Scarsa od eccessiva igiene intima.
  • Utilizzo di assorbenti interni.
  • Uso del diaframma e di creme spermicide che diminuiscono l’acidità vaginale favorendo la contaminazione batterica.
  • Malattie tipo gonorrea e blenorrea, definite trasmissibili.
  • Rapporti sessuali promiscui o anali non protetti.
  • Utilizzo del catetere urinario.
  • Diabete, poiché la presenza di glucosio nelle urine favorisce la crescita batterica.

ANCHE PER LA MEDICINA MONATTA L’ETIOLOGIA INFETTIVA È PREROGATIVA DI PAZIENTI IMMUNODEPRESSI

Le infezioni urinarie da Staphylococcus Aureus sono la tipica conseguenza della propagazione del batterio per via ematica (batteriemia). Ad ogni modo, è importante sottolineare che nei pazienti sani le infezioni urinarie danno tutt’al più origine a microematuria, quindi all’emissione di piccolissime quantità di sangue con l’urina, non sempre identificabili ad occhio nudo. La cistite emorragica massiva ad etiologia infettiva è in genere prerogativa di pazienti fortemente immunocompromessi.

CAUSE DI NATURA NON INFETTIVA

La cistite emorragica, in questo caso definita sterile, è conseguenza comune di:

  • Radioterapia nella regione pelvica, visto che la cistite emorragica compare in circa il 15-25% dei pazienti che si sottopongono alla terapia radiante.
  • Chemioterapia: la cistite emorragica compare in oltre il 70% dei pazienti esposti ad alte dosi degli agenti alchilanti ciclofosfamide ed ifosfamide. Per scongiurare l’insorgenza della cistite emorragica si raccomanda un’adeguata iper-idratazione salina, unitamente alla somministrazione di messa (sodio solforato dall’odore di uova marce).
  • Malformazioni arterovenose.
  • Assunzione di penicillina.
  • Presenza di calcoli.
  • Tumori vescicali.
  • Tumori alle vie urinarie.
  • Esposizione a inquinanti industriali.

CAUSE DI PROTEINURIA

Quali le cause, i valori e la cura? Si tratta della presenza di proteine nelle urine e, in generale, si può considerare una sorta di segnale che il nostro corpo invia, per mettere in evidenza come ci sia alla base un disturbo, sul quale bisogna indagare. Le cause del problema, infatti, possono essere diverse. Si va da quelle temporanee, come la febbre, l’esposizione eccessiva al freddo, lo stress, a quelle più gravi, come malattie renali, diabete, pressione alta e patologie cardiache. Si devono tenere presenti dei valori di riferimento, che corrispondono al massimo ai 120 mg di proteine nell’arco di 24 ore.

DEFINIZIONE DI NEFROPATIA IGA O MALATTIA DI BERGER

La nefropatia Iga è una malattia ai reni comune che si verifica quando un anticorpo chiamato immunoglobulina A (IgA) è presente nei reni. Ciò ostacola la capacità del rene di filtrare i rifiuti, l’acqua in eccesso e gli elettroliti dal sangue. Nel corso del tempo, la nefropatia IgA detta anche malattia di Berger può portare a sangue e proteine ​​nelle urine, pressione alta e gonfiore a mani e piedi.

C’È LA REMISSIONE COMPLETA MA ANCHE LA DIALISI E LO STADIO TERMINALE

La nefropatia IgA di solito progredisce lentamente nel corso di molti anni, e anche se alcune persone alla fine raggiungono la remissione completa, altri sviluppano lo stadio terminale dell’insufficienza renale. Non esiste cura per la nefropatia IgA, ma alcuni farmaci possono rallentare il suo corso. Mantenere la pressione arteriosa sotto controllo e ridurre i livelli di colesterolo può anche aiutare a mantenere sotto controllo la nefropatia IgA.

SINTOMI DI NEFROPATIA IGA

La nefropatia IgA di solito non provoca sintomi nelle fasi iniziali. La malattia può passare inosservata per decenni e talvolta è il primo sospetto quando i test di routine rivelano proteine ​​e globuli rossi nelle urine. Segni e sintomi di nefropatia IgA sono:

  • Urine di colore scuro causato da globuli rossi nelle urine.
  • Ripetuti episodi di urine scure, a volte anche sangue visibile nelle urine, di solito durante o in seguito ad un infezione delle vie respiratorie superiori.
  • Dolore nel fianco.
  • Urine schiumose.
  • Gonfiore (edema) nelle mani e piedi.
  • Alta pressione sanguigna.
  • Febbricola.

I SANGUINAMENTI OCCASIONALI NON FANNO TESTO

Il sanguinamento urinario non può essere grave se si verifica solo occasionalmente. Può essere causato da un intenso esercizio fisico e alcuni alimenti e farmaci. Ma prolungate o ripetute emorragie possono indicare un problema medico e deve essere sempre valutato. Vedere anche il medico se le urine sono schiumose o se si sviluppano improvvisamente gonfiore alle mani e ai piedi.

CONFORMAZIONE DEI RENI

I reni sono due organi a forma di fagiolo, che si trovano al fondo della schiena, uno su ciascun lato della colonna vertebrale. Ogni rene contiene piccoli vasi sanguigni (glomeruli) che filtrano l’acqua e i rifiuti in eccesso dal sangue che passano attraverso i reni. Il sangue filtrato rientra nel flusso sanguigno, mentre il materiale di scarto passa nella vescica e viene espluso dall’urina.

PENETRAZIONE DELL’IMMUNOGLOBULINA NEI GLOMERULI

L’immunoglobulina A (IgA) è un anticorpo che gioca un ruolo chiave nel sistema immunitario per attaccare gli agenti patogeni invasori. Ma nella nefropatia IgA, questo anticorpo entra nei glomeruli, a poco a poco alterando la capacità di filtraggio. I ricercatori non sanno esattamente cosa provochi questi depositi di IgA nei reni.

CONDIZIONI ASSOCIATE ALLA NEFROPATIA

Condizioni o fattori che possono essere associati con lo sviluppo di nefropatia IgA sono:

  • Genetica. La nefropatia IgA è più frequente in alcune famiglie e in alcuni gruppi etnici, il che suggerisce una componente genetica alla malattia.
  • Cirrosi, una condizione in cui il tessuto cicatriziale sostituisce tessuto normale all’interno del fegato.
  • Malattia celiaca, una condizione digestiva attivata dal mangiare glutine, una proteina che si trova nella maggior parte dei cereali.
  • Dermatite erpetiforme, una malattia della pelle che deriva dalla intolleranza al glutine.
  • Infezioni, compresa l’infezione improbabile ed ipotetica da HIV e le varie proliferazioni batteriche

FATTORI DI RISCHIO

Anche se l’esatta causa della nefropatia IgA è sconosciuta, alcuni fattori possono aumentare il rischio di sviluppare questa condizione:

  • Età. La nefropatia IgA può colpire persone di ogni età, compresi i bambini, ma è più probabile che si verifichi intorno ai 20 anni.
  • Sesso. La nefropatia IgA colpisce di più gli uomini.
  • Razza. La nefropatia IgA è più comune nelle popolazioni caucasiche e asiatiche.
  • Familiarità. In alcuni casi, la nefropatia IgA sembra tramandarsi all’interno delle famiglie, indicando che i fattori genetici possono contribuire alla malattia.

COMPLICAZIONI VARIE PER CHI SOFFRE DI INSUFFICIENZA RENALE

Il corso della nefropatia IgA varia notevolmente da persona a persona. Alcune persone hanno la malattia per anni con pochi problemi. In effetti, molti casi non vengono diagnosticati. Altre persone sviluppano una o più delle seguenti complicazioni:

  • Alta pressione sanguigna. Danni ai reni da depositi IgA possono aumentare la pressione sanguigna, e la pressione alta può causare ulteriori danni ai reni.
  • Insufficienza renale acuta. Se i reni perdono la loro capacità di filtraggio a causa di depositi di IgA, i prodotti di scarto nel sangue non vengono filtrati con efficienza. Quando questo accade, può essere necessario sottoporsi a emodialisi temporanea.
  • Insufficienza renale cronica. La nefropatia IgA può causare un costante deterioramento del rene. In tali casi, la dialisi permanente o un trapianto di rene sono necessari.
  • Sindrome nefrosica. Questo è un gruppo di problemi che possono essere causati da danni ai glomeruli, tra cui alti livelli di proteine ​​nelle urine, bassi livelli di proteine ​​nel sangue (ipoalbuminemia), colesterolo alto, e gonfiore delle palpebre, piedi e addome.

CURE NATURALI A FAVORE DI RENI, VESCICA E SISTEMA EPATICO

Dopo tale lunga premessa medicale, torniamo a noi. Diciamo pure la maggior parte della gente soffre di ritenzione idrica, di disidratazione e di insufficienza renale, arrischiando di trovarsi di fronte alla dialisi da un giorno all’altro, con sorpresa e disperazione. Gli organi più impegnati ad ogni cambio stagione sono di sicuro reni, sistema urinario e sistema linfatico, che sono poi i nostri filtri del benessere. Ovvio che anche fegato e cistifellea giocano un ruolo chiave, per cui ho enfatizzato in questi ultimi giorni, sia nelle mie conferenze che nei colloqui individuali, il ruolo della cinarina, sostanza che si trova nei carciofi crudi.

L’IDRATAZIONE DEL CORPO AVVIENE GRAZIE A RENI E VESCICA

I reni filtrano in pochi minuti tutto il sangue presente nell’organismo. In questo modo mantengono l’equilibrio acido-base e il pH che rendono possibile gli scambi microelettrici e nervosi, cioè la vita dentro di noi. Lo fanno grazie al lavoro emuntorio ed eliminativo sulle sostanze di scarico del metabolismo, la cui accumulazione nel sangue causerebbe enormi problemi e micidiali ostruzioni.
Reni e vescica controllano la circolazione dei liquidi del nostro corpo. Se questi liquidi circolano bene idratano tutti i tessuti e lavano via le scorie metaboliche attraverso le urine.

RENI ELIMINATORI DELLE SCORIE METABOLICHE E PRODUTTORI INDIRETTI DI ENERGIA CORPORALE

Spesso si tende a ignorare i reni, a dar poca importanza al loro ruolo energetico. Si pensa di più al fegato, ai muscoli, al cervello, alle ghiandole surrenali ed alla tiroide. Eppure i reni sono i primi baluardi del nostro livello energetico, anche se non producono energia direttamente, ma attraverso il mantenimento del delicato equilibrio di minerali e molecole fondamentali, ed attraverso l’eliminazione delle scorie metaboliche. Essi presiedono al fluire dell’energia prodotta da altri organi e alla creazione dell’armonia fra le sostanze utili che assumiamo. La stanchezza si scarica soprattutto a livello dei reni, organi che governano la circolazione dei liquidi interni e i meccanismi di smaltimento tossine.

A LIVELLO RENALE SI ATTUA LA FORMULA VITALISTICA DI EHRET

Il rene, come sostiene il dr Vincenzo Primitivo sulla rivista Salute Naturale, e come afferma da anni la medicina tradizionale cinese, è il centro della volontà e del vigore fisico. Regola il drenaggio e la funzione urinaria dei liquidi, ma basilarmente, elimina gli scarti del metabolismo ed in particolare i detriti cellulari da ricambio fisiologico. Ricambi che, se accumulati in eccesso, rappresentano quel fattore ostruente che rallenta e impigrisce le funzioni interne di digestione e di rinnovo cellulare, quel fattore poi che compromette la vitalità secondo la formula di Ehret V (vitalità) = P (potenza) – O (ostruzione).

RISVEGLIO DAL TORPORE INVERNALE E DRENAGGIO DEI LIQUIDI

Le funzioni drenante ed urinaria sono essenziali per rimanere in salute. Se le tossine rimangono troppo a lungo intrappolate all’interno poiché reni e vescica sono pigri a smaltirle, si crea accumulazione di scorie che, poco per volta, migrano nei distretti corporei periferici come pelle, unghie, radici dei capelli, zone della nostra crescita e della nostra esuberanza. Ad aprile, quando il corpo è coinvolto nel processo di risveglio dal torpore invernale, i cali energetici si ripercuotono su reni e vescica provocando unghie che si spezzano, pelle opaca, dermatiti seborroiche ed invecchiamento precoce.

DEPURAZIONE LENTA E PREVENTIVA DA PARTE DEL LINFATICO

Il sistema linfatico svolge un’azione più lenta rispetto ai reni, una azione pre-depurativa a loro favore. Si occupa infatti del drenaggio dei liquidi infiammatori e della naturale linfa che si produce in ogni tessuto. Tale drenaggio avviene in un circolo chiuso costituito dall’albero linfatico e dall’albero sanguigno. Avendo sott’occhio il punto di passaggio tra capillari arteriosi e venosi, il sistema linfatico toglie dal circolo ciò che potrebbe appesantire l’azione depurativa renale. Attività depurativa più lenta, ma ugualmente indispensabile per mantenere al meglio la funzionalità dei vari organi e dei tessuti corporali.

FUNZIONI ELIMINATIVE DELL’ERICA

Erbe salutari non mancano. L’erica controlla i reni, elimina dall’organismo residui putrefattivi, restituisce vitalità e vigore a chi è sotto-tono e sotto stress, combatte le cistiti grazie ai suoi tannino, ai suoi pro-antocianosici e ai suoi flavonoidi. Ha proprietà antisettiche sulle vie urinarie ed è blandamente diuretica. Preziosa nel caso di gotta, di artrite e di reumatismi, per i suoi effetti eliminativi sui residui metabolici nocivi come urea, acido urico e altre tossine provocanti ritenzione idrica. Il decotto si prepara con 2 grammi di erba secca per una tazza d’acqua. Bollire 10 minuti e berne 5 tazzine al giorno.

PIANTE AD AZIONE FLUIDIFICANTE

Esistono piante ad azione antiviscosità che favoriscano la fluidità sanguigna, senza dover ricorrere all’eparina di maiale? Certo che sì. Che ci stanno a fare arance, pompelmi, asparagi, pomodori, finocchi, carciofi, rafano, malva nelle minestre e nelle tisane, tarassaco ed ortiche? Esistono vegetali capaci di stimolare l’apparato urinario? Certo che esistono. Ci sono limone, cedro, kumquat, cavolo verde e viola, crescione, fico, lampone, lattuga, radicchio verde o rosso o variegato, orzo, riso, latte e olio di riso, porro, portulaca, ribes, tarassaco, zucca, uva, melone, anguria.

ANCHE LA BARBA DI MAIS TRA LE TISANE DIURETICHE E PURIFICANTI

Ma c’è soprattutto la barba di mais delle pannocchie e il pennacchio che, un po’ per distrazione e un po’ per colpevole disinteresse, ci dimentichiamo di raccogliere in estate nei rigogliosi campi di mais, invece di farci un bel sacchetto di scorta. La tisana di barba di mais migliora la diuresi, purifica l’organismo e stimola il cuoio capelluto, tonificando nel contempo l’attività di reni e vescica, nonché velocizzando lo smaltimento delle tossine. Basta un cucchiaio di questa tisana, tenendo in infusione per 10 minuti un cucchiaio di sostanza sminuzzata, filtrando e bevendo 2 volte al giorno.

TOGLIERE LE SOSTANZE NOCIVE E FARE IL PIENO DELLE SOSTANZE AMICHE

Via sale, zucchero, aspartame e dolciumi. Via farmaci e integratori. Via cibi e bevande-spazzatura. Via oviamente  le diete alto-proteiche e i grassi animali. Insaccati, burro e formaggi sono sostanze che appesantiscono ed affaticano il sistema renale producendo ritenzione. Fare invece il pieno di minerali organicati, di vitamine genuine e di acqua biologica, mediante arance, kiwi, fragole, ciliegie, lamponi, ribes, more, uva spina, uva, pesche, meloni e angurie non appena appaiono all’orizzonte. Stesso discorso per le verdure primaverili cariche di clorofilla.

OLIVE ED OLIO EXTRAVERGINE ESTRATTO A FREDDO

Tre cucchiai al giorno di olio extravergine d’oliva estratto a freddo, o comunque mescolato alle verdure, mantiene integre le proprietà delle straordinarie olive, dotate di effetti antiossidanti ed elasticizzati, di effetti diuretici, fluidificanti e grasso-riducenti, di effetti drenanti e protettivi, tutte qualità che favoriscono e facilitano il transito intestinale ed il ritorno del sangue venoso e refluo dalle gambe al bacino attraverso le vene iliache.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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