TRIONFO DELLA FOLLIA E DEL TERRORISMO DIAGNOSTICO SUL CARCINOMA MAMMARIO

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LETTERA

CONCETTI CARICHI DI DISEDUCAZIONE E DI TRAVIAMENTO, FIRMATI PURTROPPO DA UMBERTO VERONESI

Caro Valdo, vorrei segnalarti un paio di articoli di stampa. Il primo è relativo al commento, a mio parere scioccante e deludente, di Umberto Veronesi sull’asportazione delle ovaie dell’attrice Angelina Jolie. L’articolo è utile per far capire alla gente quanto è importante indagare prima le cause della malattia e non intervenire chirurgicamente solo perchè lo dice la scienza medica.
(http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-03-24/veronesi-una-decisione-sacrosanta-154642.shtml?uuid=AB31bMED)

FORTUNA CHE IN ITALIA ABBIAMO ANCHE GENTE SERIA CHE FA SEMPRE BUON USO DI CUORE E CERVELLO

Tale notizia ha richiamato alla mente alcuni interventi dello scrittore nonchè giornalista Massimo Fini, al quale auguro di continuare a scrivere, nonostante la sua confessione di avere difficoltà a vedere. Abbiamo bisogno di persone come lui, con un pensiero libero e non condizionato dai poteri forti.
A presto
Giuseppe da Napoli

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DOCUMENTO DEL PROF UMBERTO VERONESI

DECISIONE SACROSANTA SECONDO L’EX MINISTRO DELLA SANITÀ

“Una decisione sacrosanta”. Così l’oncologo Umberto Veronesi definisce la scelta di Angelina Jolie di sottoporsi all’asportazione chirurgica delle ovaie, e ancora prima del seno, dopo aver scoperto di essere portatrice di una mutazione genetica che moltiplica il rischio di sviluppare un cancro. “È un passo che mi aspettavo. Le stesse mutazioni genetiche che predispongono al tumore del seno aumentano anche le probabilità di sviluppare un tumore dell’ovaio. Fermarsi alla mastectomia sarebbe stato un percorso a metà. Il cancro alle ovaie, e quello al seno, rappresentano insieme la più grande minaccia oncologica per la donna. E aver trovato un gene che indica l’aumento di rischio è una conquista straordinaria di cui tutte le donne dovrebbero avvantaggiarsi”.

MESSAGGIO ALLE DONNE ED INVITO AD ASPORTARE I SENI SENZA PAURA

Lancia pure un appello all’universo rosa: “Non abbiate paura di sapere. Fate i test genetici, se necessario”. Per Veronesi, infatti, il messaggio più importante della vicenda Jolie deve essere quello di avvicinare tutte le donne che hanno familiarità per il cancro al seno e alle ovaie ai test genetici, che permettono di prendere decisioni consapevoli e ragionate. Veronesi rassicura dicendo che, parallelamente alla genetica si è molto sviluppata anche la chirurgia ricostruttiva, per cui asportare i seni oggi è una decisione non così traumatica.

DIVENTATE MAMME E POI ASPORTEREMO LE OVAIE

Per le ovaie il discorso è più complesso, ammette, visto che si pone il problema della maternità. Nel caso della Jolie un problema superato. Ma per le altre, se in età fertile, ci rendiamo conto che non poter avere figli è il vero freno. Ciò che consigliamo è di averli il prima possibile e dopo procedere all’asportazione delle ovaie. L’intervento di rimozione in sé non produce effetti collaterali gravi – conclude l’oncologo – perché si possono somministrare terapie ormonali che lasciano intatta la femminilità per tutta la vita.

PARERE IN FOTOCOPIA DELL’ONCOLOGA BONIFACINO

Anche l’oncologa Adriana Bonifacino è dello stesso parere. Una scelta giusta quella di togliere le ovaie per Angelina Jolie. Per lei era come convivere con una bomba ad orologeria, vista la predisposizione genetica che l’aveva già portata a decidere per l’asportazione del seno. Ne è convinta Adriana Bonifacino, responsabile del Centro di Senologia dell’ospedale Sant’Andrea di Roma, struttura che è anche punto di riferimento per la sorveglianza delle donne a rischio.

LA JOLIE SI È REGALATA ANNI DI VITA E HA PORTATO CON CORAGGIO IL SUO BUON ESEMPIO AL PUBBLICO FEMMINILE

L’attrice, che ha già ha avuto figli e ha circa quarant’anni, ha fatto la scelta migliore. Ha regalato a sé e ai suoi figli anni di vita, dice l’esperta all’Adnkronos Salute. La vicenda della Jolie è importante. Il coraggio di questa ragazza, che ha reso pubblica la sua difficile condizione di persona vulnerabile al cancro, è stato di grande aiuto nella comunicazione con le pazienti a rischio. Bonifacino ricorda che quella di togliere le ovaie, nella situazione della Jolie, è una prassi normale. La mutazione Brca1 è quella più rischiosa. E il tumore che ne può derivare è il più aggressivo. Si ha l’85% di probabilità di ammalarsi di cancro al seno e il 70% di sviluppare tumore alle ovaio.

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DOCUMENTI DI MASSIMO FINI

MEDICINA FOLLE E SPAVENTATA DAL GENE BRCA-1 MODIFICATO

Com’è noto l’attrice 37enne Angelina Jolie si è fatta asportare entrambi i seni perchè facendo certi test genetici ha scoperto di avere un gene, il Brca-1, con una variante che, secondo i medici, le dà l’87% di probabilità di sviluppare in futuro un cancro alla mammella. Con l’operazione le probabilità si sarebbero ridotte al 5%. Ma per essere completamente al sicuro Angelina dovrebbe farsi togliere anche le ovaie. Più in là è andato un manager londinese di 53 anni che si è fatto asportare la prostata, sanissima perché, avendo anch’egli il Brca-1 modificato avrebbe qualche possibilità di andare incontro a un cancro.

FACCIAMOCI PURE CASTRARE, ONDE EVITARE IL CANCRO AL TESTICOLO

Siamo alla follia della medicina preventiva, al trionfo del terrorismo diagnostico. Non esiste più l’uomo sano, sostituito da quello a rischio. Siamo tutti a rischio. È lo stesso vivere che ci fa morire. Qualsiasi età si abbia bisogna palpeggiarsi, auscultarsi, fare una mezza dozzina di controlli clinici all’anno. Non si può più fumare, non si può più bere, non si può più ingrassare. Dobbiamo vivere ibernati, vecchi fin da giovani. Per prevenire la morte, comunque inevitabile, ci impediamo di vivere. E adesso, con l’ultimo grido della medicina preventiva, i test genetici, dobbiamo anche mutilarci in nome di un pericolo puramente ipotetico. Se andiamo avanti di questo passo dovremmo castrarci per evitare un eventuale tumore ai testicoli.

TEST GENETICI DALLA DUBBIA ATTENDIBILITÀ

Questi test genetici, la cui attendibilità oltretutto è assai dubbia come ammette il professor Bonanni, oncologo, dovrebbero essere vietati. Per legge. Perché se uno scopre di avere il gene Brca-1 o Brca-2 modificati, le alternative sono due. O ignora il test ma vivrà per decenni col terrore di una malattia ipotetica che magari non si presenterà mai, oppure accetterà amputazioni invalidanti e degradanti.

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CHI VUOL ESSER LIETO SIA – MASSIMO FINI

DUE TERZI DEI TUMORI DOVUTI ALLA SFORTUNA

Un gruppo di scienziati della prestigiosa Johns Hopkins University, dopo una serie di approfondite ricerche, ha concluso che solo un terzo dei tumori ha alla sua origine lo stile di vita o fattori ereditari, i due terzi sono dovuti, per usare un termine di uno di questi ricercatori, Bert Vogelstein, alla sfortuna. È una notizia liberatoria che se non fa piazza pulita del terrorismo diagnostico e della medicina preventiva dovrebbe perlomeno frenarne gli eccessi, per cui oggi negli Stati Uniti si tolgono le ghiandole mammarie a ragazzine di dodici tredici anni, con i traumi che sono facilmente immaginabili, per metterle al sicuro dal rischio di sviluppare tumori in età adulta dato che la loro madre o altre parenti di sesso femminile sono morte di cancro al seno (a questa operazione si è sottoposta anche la bellissima Angelina Jolie, sia pur in età matura).

LA SCIENZA SI PIEGA AL CASO, AL FATO E ALL’IMPONDERABILE

Ma il significato della ricerca degli studiosi della Johns Hopkins va oltre. Per la prima volta la Scienza, solitamente così sicura di sè, ammette la propria limitatezza di fronte all’Imponderabile, al Caso, a quello che i Greci, tanto più sapienti, chiamavano Fato per cui ognuno di noi ha un destino, imperscrutabile, il cui senso si può cogliere solo alla fine della nostra esistenza. Così come quasi ogni fatto che ci capita nella vita quotidiana può essere valutato solo a posteriori. Quante volte a chiunque di noi è accaduto di accorgersi che un’esperienza che all’apparenza appariva un bene si è rivelata invece un male e viceversa?

LA PERNICIOSA PRETESA DEL CONTROLLO

Del pari la ricerca della Johns Hopkins ci libera, o dovrebbe liberarci, di una delle più perniciose ossessioni del mondo contemporaneo, la pretesa del controllo. Noi vogliamo controllare tutto. Ci assicuriamo su tutto e poi ci assicuriamo sull’assicurazione in un processo psicologico, che sarebbe forse più esatto chiamare psicoanalitico, che è all’origine di tante delle nostre ansie e delle nostre nevrosi. Siamo convinti di esserci protetti nel migliore dei modi e poi una mattina usciamo di casa, ci cade un mattone sulla testa e la festa è bell’e che finita.

ESSERE INGHIOTTITI NEL GIRONE INFERNALE DELLA MEDICINA MODERNA È QUANTO DI PEGGIO TI POSSA CAPITARE

Naturalmente questa ossessione del controllo è particolarmente presente nella medicina moderna, e sono convinto che la casualità che gli scienziati della Johns Hopkins hanno trovato per il tumore valga anche per molte altre malattie. Secondo i suoi canoni dovremmo fare almeno sei esami l’anno, test, visite di routine (pratica quanto mai sinistra perché raramente se ne esce senza danni e si viene inghiottiti nel girone infernale della medicina tecnologica). Dovremmo auscultarci, palparci ad ogni momento, essere tesi a percepire ogni minimo segnale di un rischio che quasi sempre non è che il riflesso di un’ipocondria collettiva diffusa, non sempre disinteressatamente, dalla medicina di oggi, secondo la quale dovremmo vivere da malati quando siamo ancora sani, da vecchi fin da giovani.

STIAMO CON LORENZO IL MAGNIFICO

“La vita è un rischio”, scriveva Giuseppe Prezzolini. È il vivere che ci fa morire. È ovvio. Ma per questo dovremmo rinunciare a viverla standocene imbozzolati nelle nostre paure? La ricerca della Johns Hopkins riporta in circolo un po’ di sano fatalismo, lontani dalle torture e dalle diete salutiste. Cerchiamo di goderci la vita, qui e ora, senza curarci troppo di un futuro di cui poco o nulla si può sapere. Per dirla con Lorenzo il Magnifico, Quant’è bella giovinezza/che si fugge tuttavia/Chi vuol esser lieto sia/di diman non v’è certezza.

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RISPOSTA

L’ONCOLOGIA ITALIANA STA FACENDO FIGURE MESCHINE

Ciao Giuseppe. Comprendo e condivido il disappunto di Massimo Fini nei riguardi delle follie mediche, assai bene impersonate dall’oncologia italiana ufficiale nelle persone di Veronesi e della Bonifacino. Comprendo assai meno la sua esaltazione per le ricerche della Johns Hopkins, secondo le quali la maggioranza dei tumori accadrebbe a caso.

NULLA SUCCEDE A CASO

Nulla al mondo succede per semplice caso o sfortuna o fato, come tende a credere Fini, e con lui gli sgangherati e penosi ricercatori americani della Hopkins. Esiste infatti un ordine cosmico e una legge naturale di causa ed effetto a copertura di ogni accadimento terreno. Se non si riescono a capire o a decifrare le cause dei fatti, degli effetti e dei sintomi, non significa affatto che le cause non esistano. Significa solo che siamo dei miopi e degli incapaci, limitati dalla nostra mediocrità scientifica ed interpretativa. O può anche significare che tendiamo a deresponsabilizzarci e a spiegare l’imponderabile secondo i nostri criteri di comodo.

LE ALTERAZIONI FISICHE SONO FRUTTO DI PRECISI FATTORI CAUSANTI

Che colpa ha un bambino piccolo se nasce minato da un male o da una malformazione? Anche se non troviamo spiegazioni esse esistono, e andranno cercate non tanto in ipotetici guasti genetici quanto in precisi errori alimentari, emozionali e comportamentali dei genitori nelle fasi cruciali del concepimento e della gravidanza.

SIAMO LIMITATI NELLE NOSTRE CONOSCENZE

Ovvio che nella distribuzione del bene e del male, nella gestione della bilancia divina applicata al destino ed al karma di ognuno, esistono tante cose che ci sfuggono, tante lacune cognitive che rimangono tali, per cui dobbiamo fare un atto di umiltà e di rassegnazione, essendo a noi terrestri, creature divine ma limitate, preclusa una panoramica completa del mosaico globale della vita e della morte.

A VOLTE LE SCIAGURE ACCADONO

Al di là delle responsabilità e delle cause tecniche o umane che la scatola nera rivelerà, di chi la colpa se i centocinquanta precipitati ieri sui cieli di Francia si sono disintegrati nella montagna col loro Airbus? Di chi il merito se qualche passeggero, che doveva trovare posto su tale volo a Barcellona, ha perso quel volo infausto e si è invece salvato? Ovvio che entrare in un qualsiasi aereo rappresenti una scelta a rischio non indifferente, come del resto accade anche quando ci mettiamo alla guida della nostra auto. Più che una disposizione divina, si può in questi casi parlare di rischio calcolato. C’era in quel volo gente al suo primo volo. Nel mio caso personale, con migliaia e migliaia di voli tra Europa ed Asia, tra Europa, Africa ed Americhe, sono stato finora risparmiato da simili sciagure, anche se non sono mancate occasioni di panico e di paura. In questi casi i favori del fato o della casualità giocano a nostra insaputa le loro inesplicabili partite.

EVITIAMO DI DARE ESEMPI SBAGLIATI

La vita in ogni caso implica pure la morte. Sul chi vuol esser lieto sia di Lorenzo il Magnifico mi trovo d’accordo. Non è buon motivo comunque per invocare libertà di fumare o di assumere sostanze nocive. Non è buon motivo per disprezzare migliori attenzioni verso il nostro corpo e il nostro spirito, o per sottovalutare il rispetto delle regole, la salvaguardia del prossimo, degli esseri più indifesi e la difesa ambientale. Questo è poi il tema che ho affrontato il 22 marzo a Bologna, col titolo di “Vi parlo di cibo, di salute ma soprattutto di libertà”, reperibile sul mio blog. Massimo Fini è persona a cui pure io auguro di scrivere ancora, anche se con le dovute cautele e gli ampli margini di miglioramento che i suoi ragionamenti evidenziano. Un conto è diffondere cultura di libertà e di disinvoltura nelle proprie scelte. Altro conto è intorbidire le acque e creare diseducazione comportamentale.

MI DELUDE PROFONDAMENTE IL PROFESSOR VERONESI

Purtroppo, nessun margine di miglioramento ahimè nel professor Veronesi. Dico purtroppo perché, da persona sensibile quale pretende di essere, qualificandosi come vegetariano e amante degli animali, sarebbe lecito attendersi da lui qualcosa di più sul piano dell’etica terapeutica. Il fatto poi di essere vicino ai 90 dovrebbe avergli dato maggiore equilibrio e maggiore saggezza, nonostante la sua professione di oncologo impenitente. Le cose non stanno affatto così. Del resto esiste una moltitudine di lettori, e soprattutto di lettrici, che hanno espresso nero su bianco pareri assai critici sul personaggio in questione, ogniqualvolta ho speso qualche parola di apprezzamento nei suoi riguardi, per cui non intendo aggiungere altro.

MESSAGGIO ABERRANTE DELLA BONIFACINO

Ancor meno tolleranza e comprensione nei riguardi della dr Adriana Bonifacino, soprattutto per il ruolo che essa riveste a livello di opinione pubblica e di influenza culturale nei riguardi delle donne italiane. Le sue considerazioni sono davvero aberranti per dogmatismo e per miopia scientifica. Non vado oltre, visto che le sue affermazioni si commentano da sé. Siamo di fronte a uno scempio. Siamo di fronte ad un invito esplicito verso l’autodemolizione, lo strazio e la menomazione femminile, espresso poi da una posizione di prestigio, quasi non esistessero altre vie guaritive. vie migliori per sopravvivere al meglio. Non pensavo che esistessero in Italia oncologi super-incompetenti di tale portata. Non pensavo esistessero persone afflitte a tal punto da incompatibilità totale nei riguardi della salute e del benessere umano.

BASTA CAMBIARE RADICALMENTE DIETA PER OTTENERE RAPIDI RISULTATI

L’incidenza del cancro al seno è molto più accentuata della media nei paesi dove esiste la tendenza a consumare diete alto-grasse ed alto-proteiche. È caso dimostrato e frequente l’apparizione iniziale di cisti e di grumi che tendono regolarmente a scomparire in modo rapido non appena tale perversione dietologica viene rettificata. Non è affatto casuale che il cancro al seno sia causa di morte numero uno nelle donne statunitensi 35-50enni. Non è affatto casuale che Olanda, Scozia, Finlandia e la stessa Germania seguano le stesse orme, mentre la Danimarca rivela una intensità del fenomeno sette volte superiore a quella del Giappone.

UNA CHIMICA CORPORALE PERVERSA PRODUCE TUMOROSITÀ MAMMARIA

Gli effetti della dieta occidentale sulla chimica interna corporale, sulla perversione dei batteri intestinali che reagiscono pericolosamente a determinate modifiche biliari, sono da tempo noti in campo oncologico. In questo processo patologico c’è sovrapproduzione di estrogeno, ormone potente ed insidioso, con segni di sviluppo prematuro e di mestruazioni fortemente anticipate nelle adolescenti.

IL CASO PREMARIN È ALTAMENTE SIGNIFICATIVO

Negli USA, l’uso demenziale del Premarin, ormone definito della vitalità e della giovinezza, ha incrementato  i casi di  cancro all’utero del 400% in 2 anni e del 1400% in 7 anni. Gli alti livelli di estrogeno sono un autentico flagello, risultando in cisti e cancro al seno. La prolattina è un ormone prodotto dalla ipofisi ed è diretto responsabile di carcinoma mammario. Il dr Ernst Wander ha citato al Senato USA un test su un gruppo di infermiere che da volontarie hanno adottato una dieta basso-grassa di tipo vegetariano, ottenendo un abbassamento prostatica del 4’0-60% in 4 settimane! Per non dire della dottoressa danese Kristine Nolfi che curò con totale successo il suo cancro al seno, mediante una dieta vegan-crudista.

LA REMISSIONE SPONTANEA DEI TUMORI È UN FATTO LARGAMENTE DIMOSTRATO

Casi diffusi e sbalorditivi di remissione spontanea non sono affatto rari. Oncologi americani e tedeschi come Paget, Brodie, Muller, Sauerbrach e Gleitmann hanno elencato abbondanti casi di guarigioni naturali. Clamorosi i casi di Lomer con 213 casi e di Rohdenburg con 302 casi. L’importanza di queste guarigioni è straordinaria. Sta infatti a significare che il corpo umano è in grado di intraprendere una lotta vincente contro la degenerazione cancerosa nelle peggiori condizioni possibili. Lotta vincente proveniente da mezzi interni, beninteso. La modifica della chimica interna e della formula del sangue è infatti in grado di influenzare le cellule corporali.

TRE FATTORI-CHIAVE DI AUTOGUARIGIONE NATURALE

Le possibilità concrete di raggiungere una remissione naturale sono basate su 3 principali fattori che sono 1) La residue capacità funzionali del fegato e degli altri organi vitali tipo pancreas, reni ed intestino, 2) Il livello a cui il sistema immunitario può essere rigenerato, 3) Lo spirito combattivo del paziente.

CIRCOLAZIONE E OSSIGENAZIONE SONO ALLA BASE DEL MIRACOLO

Chiaro che una circolazione rinnovata e una migliorata ossigenazione delle cellule sono in grado di  arrestare la crescita del tumore e di aiutare il sistema immunitario a rigenerarsi. L’esito della battaglia sta tutto nel vedere se la combinazione della naturale chimica anti-tumorale interna, associata alle capacità distruttive-protettive del sistema immunitario, eccede e sovrasta la capacità moltiplicativa delle cellule cancerogene. Il fattore decisivo non è l’estensione o la localizzazione del cancro ma la capacità rigenerativa del corpo. Ci sono state migliaia di remissioni spontanee, e la maggior parte di esse è dovuta a decisive modifiche nella dieta. Il dr D.T. Quigley del Nebraska, 30 anni di pratica oncologica, testimonia che nessuno dei suoi pazienti, se ligi alle sue raccomandazioni vegan-crudiste, ha sperimentato ricorrenze e recidive.

CHI SI NUTRE DEI PROPRI DOGMI E DEI PROPRI PRECONCETTI NULLA APPRENDE DALLA VITA

Mettendo assieme i vari pezzi del mosaico, appare chiaro che tutte le cure risolventi vengono realizzate dal corpo e da nessun altro, a patto che il corpo sia messo nelle condizioni di autoguarire. Il fattore dietologo e la correzione di altri fattori come lo spirito vincente, il pensiero positivo, l’assenza di panico, di paura e di ansietà, sono tutte circostanze favorevoli alla remissione spontanea. Come disse il medico naturalista inglese Thomas Huxley (1825-1895) “Siediti di fronte ai fatti come tu fossi un bambino. Sii preparato a rinunciare ad ogni nozione e ad ogni preconcetto. Segui umilmente il sentiero dove la natura ti porta e ti guida, altrimenti nulla imparerai dalla vita”.

SPAVENTARE LA GENTE SIGNIFICA RENDERLA ANSIOGENA E VULNERABILE ALLE CRESCITE TUMORALI

C’è da chiedersi come mai, oncologi di grido e capaci di influenzare il grande pubblico, come Veronesi e la Bonifacino ignorino tutto questo e si trastullino impunemente nelle loro sicurezze blasfeme, confusionando, disinformando, diseducando e spaventando migliaia di donne di questo paese.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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