RETTOCELE E PROLASSO DEL TESSUTO ANORETTALE

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LETTERA

DOLORE INTENSIFICATO E COSTANTE

Egregio Dr Vaccaro, mi è stato diagnosticato un prolasso del tessuto anorettale, dopo aver sofferto di ragadi e di irrigidimento del pavimento pelvico che mi hanno portato enorme sofferenza. Da un mese a questa parte non ho più ragadi, ma il dolore si è intensificato ed è costante, comincia dopo la defecazione mattutina e si protrae per tutto il giorno. Il dolore è massimo quando sto ferma in piedi, e si attenua quando sono sdraiata.

SONO IN FASE DI DIGIUNO

Tre giorni fa ho cominciato il digiuno a sola acqua, nella speranza di migliorare il mio stato di salute e di attenuare il dolore. Le vorrei chiedere se pensa che il mio problema sia risolvibile attraverso questa pratica, e come uscire dal digiuno considerando che è la prima volta che lo pratico, e che sono molto preoccupata per gli effetti della prima defecazione post-digiuno. Grazie.
Teresa

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RISPOSTA

ERNIAZIONE DEL RETTO VERSO LA VAGINA

Ciao Teresa. Il rettocele è una erniazione, cioè una fuoriuscita della parete rettale anteriore, in direzione vaginale. In altre parole, il setto retto-vaginale durante la defecazione si estroflette in misura più o meno marcata formando una sacca che sporge verso il lume della vagina, ostacolando la fuoriuscita delle feci. Per la medicina non esistono rimedi se non quelle chirurgiche. L’anomalia riguarda le donne con fattori predisponenti quali parto, obesità, stitichezza cronica e sforzi addominali eccessivi. Ma può succedere anche ai bambini.

TESINE DA LEGGERE

DIETA VEGANCRUDISTA TENDENZIALE, BAGNI TIEPIDI E GINNASTICA ADDOMINALE DI RINFORZO

Il trattamento naturale consiste nel normalizzare la digestione, osservando una dieta vegetariana accompagnata da molta frutta di stagione, incluse anche mandorle frutta secca in genere. Il surriscaldamento intestinale va attenuato e può essere d’aiuto e di complemento alla dieta il ricorso ai cataplasma di fango, da applicarsi sull’addome durante la notte. E’ suggerito inoltre di fortificare gli organi del basso ventre mediante esercizi a corpo libero coinvolgenti il ventre, specie flessioni. Il rientro dell’intestino viene facilitato da applicazione di impacchi caldi. Stesso discorso dietetico per emorroidi, ragadi, fistole, infiammazioni e tumori in zona anale. La scelta del digiuno non è affatto sbagliata. Lo stop al digiuno stesso sarà con uno o due giorni a sola frutta e centrifugati di carote-sedano-mela, passando poi gradualmente allo schema nutrizionale stabile (da adattarsi e personalizzarsi in modo autonomo).

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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