ROBERTO GAVA SULLA MEDICINA CONTEMPORANEA E SULLE MALATTIE INGUARIBILI

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COMMENTO DI VALDO VACCARO ALLA LETTERA AI PAZIENTI DEL DR ROBERTO GAVA

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LASCEREI STARE TUTTE LE POLEMICHE

Non voglio entrare in alcun modo nella polemica tra medici inglesi e medici del Bambin Gesù, e nemmeno tra i medici emiliani che danno ragione ai loro colleghi britannici e Roberto Gava che li bacchetta sul piano deontologico. Penso che in tutti indistintamente prevalga la voglia di non staccare mai il respiratore o qualunque altra cosa a disposizione, pur di salvare una vita, e che l’eventuale rinuncia al proseguimento delle cure diventi una estrema ratio da praticarsi solamente quando ci sia il rischio concreto di scivolare nella persecuzione terapeutica fine a se stessa.

TECNICAMENTE PARLANDO POTREBBE AVER RAGIONE IL PRIMARIO EMILIANO

In verità, con tutto il rispetto possibile per il Bambin Gesù e i suoi medici, non penso poi che questo ospedale, sul piano della reale concretezza, fosse in possesso e sia in possesso di doti professionali e strumentali tali da farsi preferire all’ospedale britannico, o disponga di soluzioni terapeutiche miracolistiche tali da risolvere positivamente i due casi in questione. Non penso che esista al mondo qualcuno intenzionato a trattare i bambini malati gravi con metodi hitleriani, salvo prova contraria, salvo nera ignoranza e salvo cecità, cinismo e indifferenza innescati dal vile danaro, tipico fenomeno in atto nelle vaccinazioni di massa.

UMILTÀ INGLESE NEUTRALIZZATA DALLA SPAVALDERIA ITALICA

Condivido il principio richiamato da Gava per cui i medici inglesi avrebbero fatto meglio a dire con spirito di umanità e di umiltà, che “Non essendo noi in grado di fare meglio, passiamo il piccolo paziente ai colleghi del Bambin Gesù, chissà che a loro non riesca davvero di salvarlo, e così accontentiamo pure il desiderio del padre”. Ma c’è anche da mettere sul piatto della bilancia l’aspetto inevitabile della presunzione, dell’arroganza e della spavalderia insite nel proporsi in pompa magna come portatori di risorse terapeutiche superiori a quelle regali e fortemente referenziate di Sua Maestà Britannica.

TROPPA TEATRALITÀ INTORNO A QUESTA VICENDA

Occorre anche essere realisti e usare un pizzico di buon senso. Aver gonfiato i due casi in modo sproporzionato ha creato clamore e mostruosa teatralità mediatica intorno all’intera faccenda, per cui pur mettendoci tutta l’umiltà possibile, nessuno è disposto a perdere facilmente la faccia, in Inghilterra come in qualunque altro paese del mondo, sul piano politico, professionale e istituzionale. In linea generale non è poi che gli ospedali italiani, preferiti o no dal papa e dal Vaticano, possano vantarsi di una reputazione tale da sfiorare la perfezione e l’eccellenza.

UN TRASFERIMENTO CHE NON SI HA DA FARE

Alla fine, la demonizzazione dell’ospedale londinese da parte dei media, specie quelli nostrani, e da parte dello stesso filosofo Jean Pierre Casey, ha finito per rendere il trasferimento impraticabile, facendolo diventare un caso internazionale, un procedimento che “non si ha da fare”, come si diceva nelle sentenze dell’Innominato. La voglia, manifestata con troppo rumore e troppa risonanza, di portare il piccolo a Roma, ha finito paradossalmente per ottenere l’effetto contrario, impedendo le cure alternative che si volevano attuare a favore del piccolo Alfie Evans. Non intendo poi commentare in dettaglio la frase di Gava “E il progresso medico di questi ultimi decenni credo lo abbia dimostrato”, che trovo esageratamente glorificante, salvo che non l’abbia pronunciata con un sottinteso filo di ironia.

UN MEDICO MERITEVOLE DI GRANDE AMMIRAZIONE

Questo non mi impedisce di esprimere grande ammirazione per il dr Roberto Gava. Pur non conoscendolo di persona, ho letto diversi suoi articoli e ho seguito le sue note vicende. Sono pertanto convinto che non ci sia nulla di buonista e di manieristico nella sua lettera. Condivido per intero lo spirito e i principi etici con cui ha affrontato queste toccanti vicende. Dirò di più. Roberto Gava è uno di quei medici che mantengono nobile la parte sana della medicina, per cui merita plauso ed ammirazione da parte di tutti. Il fatto di essere stato tra i primi radiati dall’Ordine per la sua contrarietà alle vaccinazioni obbligatorie, è ulteriore prova del suo coraggio, della sua trasparenza e della sua generosità.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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1 commento

  1. Leopoldo Tacchini on

    Anche oggi sono totalmente d’accordo con te, caro Valdo. Il tuo commento è molto equilibrato e assolutamente etico!
    Ho grande stima del dr. Gava, ho seguito dei bambini che vanno da lui. E’ dotato di grandi competenze e altrettanto notevole generosità e grandezza d’animo.
    Resta il fatto che occorre lasciare liberi di agire i genitori come meglio credono, salvo che gli errori siano gravi. Rimarrà in essi, per il resto dei loro giorni, la tristezza che forse i loro bambini avrebbero potuto vivere di più. Anche se credo che quelle anime avessero da compiere un ben preciso percorso, compresi i loro genitori..