SALUTE SPIRITUALE E RICERCA DI SE STESSI

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SENSORI E RECETTORI CHE CATTURANO EMOZIONI

Cibo significa carburante adatto a mandare avanti il nostro motore chiamato anima-corpo-spirito. Un motore che non è composto solo da pistoni e da organi, ma da sensori e recettori che assorbono e captano cose ben più sottili, delicate e complesse chiamate emozioni.

NON SOLO MATERIALE DA MASTICARE, DEGLUTIRE, DIGERIRE ED ESPELLERE

Quindi non soltanto le sostanze materiali che portiamo alla bocca, ma anche quelle più sofisticate che travasiamo nella mente, ed anche quelle ancor più eteree che impregnano le parti più intime e sensibili della nostra persona, si chiamino esse interiorità, super-io, spirito ed anima.

I NOSTRI ALIMENTI VANNO PIÙ IN LÀ DELLA CALORIA, DELLA VITAMINA E DEL MINERALE

Non solo insalate, succhi d’arancia, meloni e fichi d’India, non solo pane pizza e pasta, ma anche aria pulita e acqua dissetante, ma anche ingredienti primari chiamati valori, tipo equilibrio interiore, armonia familiare e sociale, sicurezza economica, appagamento emozionale, autostima, e tutte quelle cose che ci fanno sentire bene all’interno della nostra pelle, in pace ed armonia con la nostra coscienza.

LA MACCHINA UMANA COME INDISPENSABILE APPARATO DI SUPPORTO ALLA PARTE ETERICA E SPIRITUALE

La macchina umana, dunque, è quell’apparato che serve anche ad alimentare, sostenere e sviluppare la controparte eterea e spirituale. Senza la macchina umana, la spiritualità non esiste nemmeno e va a farsi fottere. La macchina umana è essenziale, importante e sacra né più né meno quanto la sua dotazione impalpabile ed invisibile che la accompagna fedelmente. Studiarne i risvolti più intimi, comprenderne e sperimentarne i percorsi, è altrettanto basilare, onorevole, moralmente apprezzabile, quanto farlo coi percorsi dello spirito.

CURIAMO IL NOSTRO PERCORSO SPIRITUALE

Vivere bene significa certamente anche divertirsi, purché ciò avvenga non alle spalle degli altri, non sulla pelle degli altri. Cos’è mai la vita? È una chance, un’occasione importante da non sprecare ma da giocare al meglio. Il tempo passa e il tempo corre. L’opportunità di farci valere esiste, ma sfuma assai presto. Siamo soggetti non a una vita eterna fissa ed immobile ma a un percorso a tappe, verso la purificazione di noi stessi e verso l’armonizzazione col creato e con la natura che ci circonda sulla terra e sul resto dell’universo.

GLI OBIETTIVI DELLA SALUTE FISICA, MENTALE E SPIRITUALE NON SONO SUDDIVISIBILI

Non esistono tre strategie su tre direttive diverse, una per l’alimentazione, una per la psiche e una per lo spirito, intese a raggiungere l’obiettivo di un benessere a tutto campo. Non è che uno oggi mangia bene, poi l’indomani va a fare un corso di meditazione e il terzo giorno si dedica agli esercizi spirituali. Il conseguimento degli obiettivi è strettamente interrelato, interdipendente e sinergico. Uno respira bene, riflette bene, medita bene, mangia bene, pensa bene e agisce bene, il tutto contemporaneamente e in continuazione, e non fa le sue operazioni in fasi distinte e successive.

UN ESEMPIO DI SPIRITUALISMO A TAPPE

Se uno invece sta già male perché ha accumulato problemi dai giorni precedenti, prosegue con la sua bistecca (e quindi mangia male e pensa male), e poi gli viene voglia di spirito e di elevazione culturale, e magari gli viene il lontano dubbio se era giusto mangiare della carne di una persona innocente ed ammazzata (altro pensiero ipocrita), e poi va in chiesa a pregare perché Dio lo mantenga sano e pimpante (ennesima perla di coerenza), si capisce che è tutta una corsa verso l’assurdo e verso l’autodistruzione?

L’AMOREVOLE E RELIGIOSA DEVOZIONE PER IL FILETTO

Se poi è anche prete, o cardinale o papa, e si fa una sfarinata di Gesù, di santi e arcangeli, e poi passa in modo disinvolto e amorevole al pollo allo spiedo, o succhia con gioia immensa il cosciotto del tacchino, e addenta con devozione il filetto di vitello, finisce per raggiungere i vertici della coerenza, della religiosità, della spiritualità e dell’amore per Dio Onnipotente.

NON BASTA CONSUMARE I CIBI GIUSTI

Tu puoi aver mangiato e bevuto divinamente ma, se nel contempo il tuo cuore e il tuo spirito stanno masticando amaro per qualsiasi cruccio interno che tu possa avere, per qualsiasi sentimento di invidia, o di gelosia, o di angoscia, che ti passi per la testa, per qualsiasi errore comportamentale o di pensiero che stia minando il tuo equilibrio, non raggiungerai mai un livello di vero benessere. Non si tratta pertanto solo di dieta e di salute fisica, non si tratta solo di respirare, correre e riposare. Puntiamo a un recupero della coscienza e della spiritualità in tutti i sensi.

LA FREGATURA DELLA CONCEZIONE MATERIALISTICA

Manca spesso in noi la giusta preparazione e la giusta filosofia ai fatti della vita. Siamo legati alla vita stessa senza mai pensare seriamente che è, tutto sommato, una condizione temporanea e da prendersi alla leggera. Abbiamo una concezione materialistica dell’esistenza per cui, finita l’avventura corporale tutto cessa, e non esistono altri mondi paralleli, altri contenitori ed altri percorsi per lo spirito di chi se ne va. La famosa angoscia della morte totale e definitiva, quella che non lascia scampo e vie di fuga. Qualcosa che sconvolge e sballa il cuore e l’anima. Quanto di più devastante possa succedere nel caso in cui a lasciarci sia una persona cara.

SIAMO TROPPO LEGATI A CIÒ CHE SIAMO E A CIÒ CHE ABBIAMO

Questo tipo di sberle esistenziali ha il potere di tramortire chiunque. In questi casi il tempo non aiuta molto. A volte addirittura peggiora le cose, come una ferita che non si rimargina mai. Occorre dunque riconquistare la conoscenza e il dominio di se stessi, il dominio dei sentimenti. La gente è troppo legata a quello che è e a quello che ha. Troppo impegnata a difendere il suo ego, la sua professione, il suo fisico, la sua reputazione, le sue abitudini, le sue credenze, la sua cultura, la sua religione, i suoi guru.

IL DRIBBLOMANE INNAMORATO DELLA PROPRIA PALLA

Avete presente il dribblomane nel gioco del calcio? Quello che vede solo se stesso, il prato e la palla, scordandosi che ci sono i compagni, e persino che c’è la porta avversaria su cui la tua squadra deve puntare? Usiamo dire in gergo che è innamorato della palla. L’umanità è esattamente quello. Una dribblomane innamorata patologicamente della propria vita. Incapace di staccarsene, di spersonalizzarsi, di armonizzarsi con la natura. Siamo troppo prigionieri degli oggetti, delle persone, delle idee.

L’IMPORTANZA DI SVUOTARE IL CESTINO E DI RINNOVARSI

Occorre essere più semplici e più poveri, non solo rispetto alle cose del mondo, ma anche in fatto di conoscenze e credenze. Un uomo pieno di sé, di beni materiali, di titoli accademici, di conoscenze, di esperienze e di fede religiosa, non conoscerà mai la felicità dell’essere semplice e genuino, dell’essere ricettivo e curioso. Porterà sempre angoscia e ombra in sé e fuori di sé. Dobbiamo svuotarci e rinnovarci in continuazione e non costruire intorno a noi uno sclerotico e metallico regno personale con tanto di ponte levatoio.

STACCHIAMOCI UN PÒ DA NOI STESSI

Tutti affannati a far figli, a far soldi, a far cultura, a far carriera, a far cattedra, a far tesine, a fare cazzate. E niente tempo per sedersi sotto un albero o lungo un fiume, a guardare la natura scorrere, a svuotare il bicchiere pieno e colmo che teniamo nel cervello. Qualcosa occorre fare certamente. Non possiamo dimenticare tutto d’un un colpo nome, cognome, indirizzo, sesso e quant’altro. Ci porterebbero in casa di cura e ci imbottirebbero sicuramente di psicofarmaci. Ma stiamo attenti alla necessità di svuotare il nostro cestino, altrimenti il computer si blocca. Stiamo attenti che esiste anche la costipazione culturale, e non solo quella chiamata stitichezza.

LA SCEMENZA UMANA DELLA FONTE

Tutti affannati a leggere gli ultimi libri su questo o su quello. Tutti a chiedere referenze su quanto scrivi e quanto affermi. Quasi che citare un testo precedente rappresenti una garanzia, e non la ripetizione meccanica di una precedente cazzata umana. Dici che uno più uno fa due fa probabilmente due, e quello pretende la fonte. Gli dai del deficiente (cosa che in genere non fai). E quello ti chiede la fonte! Siamo proprio nel ridicolo. Puoi girare la terra in lungo e in largo, ma alla fine dobbiamo sempre tornare a noi stessi. Da questo non si scappa.

UN ATTACCAMENTO PATOLOGICO ALLA VITA TERRENA

Come sostenuto dai grandi filosofi indiani, e ci metto dentro in particolare Osho Rajnesh e J. Krishnamurti, scomparsi entrambi da qualche anno, ma solo apparentemente, la ricerca della felicità, della logica, dell’assoluto non può che passare attraverso una radicale messa in discussione di tutte le credenze che abbiamo, di tutti i miti, le ideologie, i modelli culturali, e persino i modelli emotivi che coltiviamo e che la società ci trasmette e ci impone. L’attaccamento alla vita fisica è uno di questi, ed è spesso spinto a livelli addirittura patologici, favorito com’è da false religioni che insegnano troppo a piangere chi muore, e a sputtanare il proprio dio, trasformandolo in un deficiente e cinico giudice universale che si diverte a collocare i buoni in un ebete paradiso eterno e i cattivi in un inferno surriscaldato dai portoni sprangati.

MASSIMO RISPETTO PER OGNI RELIGIONE, PURCHÉ SIA PRIVA DI INCOERENZA E DI IPOCRISIA

Quando dico che la religione per me non è fatta di preghiere, bibbie e chiese, questa è la pura verità, è un fatto reale. Ma con questo non pretendo di insegnare qualcosa. Ho il massimo rispetto per tutte le credenze e le fedi religiose, purché le persone siano coerenti e non ipocrite. Troppe volte ho sperimentato la realtà di persone cattoliche abbonate alla devozione e alla frequenza ecclesiastica, tanto contrite e pie in chiesa quanto cattive e vendicative fuori di essa. Troppe volte ho visto religiosi di altre fedi, inginocchiarsi al loro dio e poi pronte a uccidere e a commettere delle orribili stragi.

TROVO MOLTO SPIRITUALE E DIVINO ACCAREZZARE UN ANATROCCOLO

Se uno si trova bene studiando la bibbia, pregando e inginocchiandosi di fronte a un’immagine sacra, lo faccia tranquillamente. Ma lo spirito non passa necessariamente da quelle parti. Trovo molta più ispirazione accarezzando un anatroccolo o gustando religiosamente una mora di rovo, che facendo il segno della croce o inchinandomi di fronte a qualsiasi icona sacra, tutto lì. Non mi sognerò mai però di criticare uno che si fa il segno della croce. E, al limite, nemmeno uno che porta con sé un talismano. Il mondo è bello perché è vario.

SONO UN AMMIRATORE DI RUDOLF STEINER, EMINENTE SPIRITUALISTA NONCHÉ FONDATORE DELLA SCIENZA ANTROPOSOFICA

Teniamo presente che siamo costruiti in modo assai più complesso di quanto appare esternamente. Si parla di alone e di aura, di corpo fisico e di corpo etereo, di corpo astrale e di corpo spirituale.

IL CORPO UMANO NELLA VISUALE IGIENISTICA

L’uomo è per noi unità inseparabile di corpo anima e spirito. Quando diciamo corpo, parliamo di corpo fisico sì visibile e tangibile, ma anche di natura vibratoria, soggetto pertanto alle influenze delle emozioni e dei pensieri che controllano e condizionano il sistema ormonale e il sistema nervoso. Il corpo fisico è poi contenuto da diversi involucri che si chiamano corpo eterico (modellato sui nostri lineamenti), corpo emotivo (sede delle emozioni e dei traumi), corpo mentale (sede dei pensieri e delle riflessioni), corpo spirituale o antenna argentata silver-cord (sede dei contatti con l’esterno e con la creazione). Il corpo è una macchina presa a noleggio per fare la nostra scorribanda terrena, per portare a termine la nostra Parigi-Dakar. Parliamo di un iceberg con una parte emersa e visibile, che è minima, ed una parte nascosta, che è la più importante.

COS’È PER NOI L’ANIMA

L’anima è il contraltare della materia. È un po’ la nostra elettricità intelligente, la nostra bussola, il nostro navigatore automatico, il collegamento tra dimensione cosmica e dimensione terrena. Essa guida lo spirito attraverso la materia. L’anima trasmette la salute e il corpo la manifesta L’anima possiede la piantina del percorso e conosce l’itinerario. La malattia non ha origine solo nel corpo fisico. La salute inizia a deteriorarsi nell’anima.

CAUSALITÀ E IMPONDERABILITÀ

L’incidente, ad esempio, si fa fisicamente su un’autostrada, su un cantiere edile o su un viaggio in nave, in treno o in aereo, o anche tra il fumo passivo e l’aria viziata di un ufficio o di un’aula scolastica con finestre chiuse. Ma l’anima era imprudente, o comunque disposta al rischio, quando si decise di andare alla ventura o di fare quel determinato lavoro. Se poi andiamo ad abbuffarci per colmare carenze affettive o appetiti erotici trascurati, ancor più chiara risulta tale correlazione. A volte poi la logica non basta a giustificare quanto accade. L’igiene tende comunque a seguire, il più possibile, le leggi naturali di causa ed effetto. Crediamo alla scienza e non ai talismani.

LO SPIRITO COME ELEMENTO DI IMMORTALITÀ

Lo spirito è il vero e l’originale, mentre il corpo è la copia in plastica del nostro io. Lo spirito vive sempre in eterno, non essendo legato al logorio temporale. Il corpo invece è mortale e dura solo per il tempo del viaggio di vacanza istruttiva sul pianeta Terra. Lo spirito è luce, è sottilissima vibrazione. Non si ammala mai. L’essere umano è di natura divina. Lo spirito è onnipotente, è salute, è giovinezza, è vita. Siamo di passaggio per tot anni in un pianeta che non è il nostro, ma che veniamo a visitare. A che scopo? Non certo per arricchirci. Resteremmo come minimo delusi. Nessuno si è mai visto andarsene carico dei suoi beni. Troppo pesanti i beni materiali, sia per essere trasbordati oltre la siepe, che per soddisfare eredi messi poi comunque sulla graticola dal fisco.

DEFINIZIONE DI SALUTE

La salute umana altro non è se non armoniosa frequenza vibratoria tra spirito e corpo, musica sublime e non frastornante rumore, armonia rilassante e non fastidioso disordine. Se c’è dissonanza tra corpo e spirito diventiamo esseri tormentati, disarmonici, nevrastenici, insofferenti, disadattati, per cui prevalgono in noi il caos, lo stress, la sofferenza, la malattia. La strada per arrivare alla salute? Esiste, ed è la conoscenza delle leggi naturali.

DEFINIZIONE DI LEGGI NATURALI

Le stesse leggi che stabiliscono l’orbita degli astri, che regolano il funzionamento dell’atomo, che presiedono la vita del regno animale dall’elefante al microbo, sono leggi della natura. La legge di causa ed effetto è una legge naturale. La legge dell’equilibrio, per cui il corpo tende a non andare contro se stesso ma ad auto-guarire, è una legge naturale. L’ordine per cui il regno minerale alimenta quello vegetale, e che il regno vegetale alimenta quello animale, è una legge naturale. L’analogia fisiologica e biologica dell’uomo con la scimmia, e la classificazione dell’uomo come massimo esponente dei primati e dei mangiatori di frutta e di verdura, è una legge naturale.

STATO D’ANIMO SANO E STATO D’ANIMO MALATO

Lo stato d’animo sano è quello che riconosciamo nei grandi uomini, spesso anonimi, semplici ed umili, ma sempre orgogliosi della propria dignità, e sempre alla ricerca di elevarsi dalle proprie condizioni di miseria. Stato d’animo sano è quello dei soggetti trasparenti, in pace e armonia con se stessi e il mondo esterno. Stato d’animo sano è quello degli uomini incrollabili, onesti, diretti, fermi, solidi, ossia di quelli che non vendono facilmente l’anima al diavolo. Lo stato d’animo malato è quello degli scaltri, dei contorti, dei calcolatori, dei cinici, degli arrendevoli, dei lavativi, dei fragili e dei rinunciatari.

PIÙ MELIORS E MENO STRESSORS

Rimuoviamo gli stressors (pensieri negativi) dalla nostra vita e sostituiamoli con dei meliors (pensieri positivi). Non commettiamo l’errore di attaccarci troppo al nostro ego. Circondiamoci di gente positiva che crei sinergie positive e atmosfera piacevole e rilassante. Alimentazione leggera ma completa, respirazione profonda e ritmata, oltre che meditazione e attività appaganti saranno in grado di darci più armonia e serenità.

TECNICHE DI RILASSAMENTO E TRAINING AUTOGENO

Non è affatto sbagliato ricorrere a tecniche di rilassamento psicofisico per il controllo dello stress, delle emozioni e dei malesseri di origine psicosomatica. Il training autogeno, ad esempio, tecnica sviluppata negli anni ’30 dallo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz, può essere di aiuto. Autori come Sai Baba e Aurobindo vanno inseriti nella propria filosofia di vita.

TRASCENDERE NOI STESSI E DARE SIGNIFICATO ALLA PROPRIA ESISTENZA

Viktor Frankl (1905-1997), autore di “Alla ricerca di un significato nella vita” non può mancare nel nostro menu emozionale. Per Frankl, essere uomini implica essere costantemente orientati verso qualcosa che ci trascende e che sta sopra di noi. Logos per lui viene inteso come significato, e la sua logoterapia significa per l’appunto terapia consistente nel dare un significato alla propria esistenza.

OSHO RAJNESH PER LIBERARSI DALLE CATENE

Osho Rajnesh (1931-1990), con la sua vasta opera demolitrice di dogmi e false sicurezze, è sicuramente in grado di apportarci una ventata di consapevolezza, di equilibrio, serenità e apertura mentale a 360 gradi. Ogni paura è fondamentalmente orientata verso la morte. Per essere sani mentalmente si devono attraversare molte follie. Fa di ogni passo una tua scelta. Le persone controllate sono sempre ansiose, perché in profondità si cela ancora il tormento. Se privo di controllo, sei fluido e vivo, non puoi essere nervoso. Crea te stesso e assumine l’intera responsabilità.

Valdo Vaccaro  (sintesi di Alessandro Siri)

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2 commenti

  1. Questa non è una tesina…questa è arte. Arte dell'uomo per l'uomo. Qua l'igienismo, il crudismo, il veganismo non contano e non c'entrano nemmeno più. Questa è filosofia dell'essere allo stato puro, nella sua forma migliore.
    Unico e commovente…grazie Valdo.