SINDROME DI GILBERT, BILE E BILIRUBINA

LETTERA

SENZA GRASSI SI VIVE E SI DIGERISCE ASSAI MEGLIO

Salve prof Valdo, soffro della sindrome di Gilbert. Ho 40 anni, non ho mai fumato né bevo alcolici. Per un lungo periodo della mia vita (fino a qualche anno fa) ho avuto una dieta non vegetariana ma abbastanza corretta e con pochi grassi e fritture molto rare, per non vanificare tutti gli sforzi in palestra. I grassi li ho eliminati dai condimenti verso i 20 anni, quando mi sono accorto che senza di essi digerivo e vivevo molto meglio.

SABBIA BILIARE IN AUMENTO DA 10 ANNI, GRAZIE AI FAST-FOOD

Ho ancora un fisico in perfetta forma ma, negli ultimi 5 anni, a causa di un trasferimento a 500 km di distanza per lavoro, sta sensibilmente peggiorando la situazione della mia sabbia biliare (scoperta poco meno di 10 anni fa). A causa di abbuffate in Mcdonald vari e pizzerie sento sempre più spesso e più intenso quel pungere all’altezza della colecisti.

UNANIMITÀ MEDICA SULLA SOLUZIONE CHIRURGICA, MA L’ESEMPIO DI MIO PADRE ME LO SCONSIGLIA

Con qualunque dottore ne parli la risposta è sempre la stessa: “E che stai aspettando a togliertela, la tua colecisti? Mio padre ha 70 anni e, da circa 7 ha fatto esattamente quello. Si è fatto asportare la colecisti per fortissime coliche. Con quale risultato? Non è più padrone del suo corpo! Nonostante una dieta curatissima (anche se non vegetariana), spesso è schiavo del bagno e ha non pochi problemi di cattiva digestione.

CERCO RIMEDI ALTERNATIVI

Ora io vorrei cercare di evitare lo stesso errore, ma nessuno mi sa consigliare rimedi alternativi alla rassegnazione all’intervento, anche se penso che tale soluzione, ammesso che venga presa, sia imminente. Sul suo blog ho letto dell’esistenza di testine per lavaggio epatico. Come posso trovarle o stamparle? Saluti.
Mario

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RISPOSTA

PARLIAMO DI GILBERT E PARLIAMO DI BILE

Ciao Mario. La sindrome di Gilbert deriva dagli studi del gastro-enterologo francese Augustin Nicolas Gilbert (1858-1927). Cominciamo col parlare della bile o fiele, liquido basico amarissimo di colore giallo-verde, prodotto dagli epatociti (cellule epatiche) e quindi secreto dal fegato, ed immagazzinato nella cistifellea tra un pasto e l’altro. Dalla cistifellea, tramite i dotti biliari, la bile viene spruzzata nel duodeno dove collabora ai processi digestivi, emulsionando e disgregando i grassi. I sali della bile vengono poi riassorbiti nell’intestino ileo-terminale per essere riutilizzati.

LA BILE NEUTRALIZZA L’ACIDITÀ DEL CHIMO STOMACALE

Quando il cibo è rilasciato dallo stomaco sottoforma di chimo, la colecisti inietta la bile concentrata per facilitare e completare la digestione. La bile infatti neutralizza l’eccesso di acidità che il chimo ha accumulato nello stomaco, prima di procedere all’ileo, ossia alla sezione finale del piccolo intestino. L’importanza dell’intero meccanismo epato-biliare viene sottolineato dal fatto che il fegato produce circa un litro al giorno di bile. In assenza di bile, i grassi diventano dl tutto indigeribili e vengono escreti direttamente con le feci, non senza diversi inconvenienti.

L’ECCESSIVA DISINVOLTURA CHIRURGICA È UN PROBLEMA MONDIALE

Il fatto che i chirurghi si siano accorti negli anni che senza la ghiandola biliare non si muore, non significa che essa si possa e si debba asportare disinvoltamente come quasi sempre avviene. Non si muore nemmeno asportando la milza, o spostando tiroide, timo, appendice e diverse altre ghiandole. Ma questo non significa che si possa poi vivere in modi normale ed accettabile. Essere minuscoli di dimensioni non significa affatto rivestire valore marginale. La cistifellea è organo vitale come tutti gli altri. Non è stato messo lì a caso o per scommessa.

ASPORTARE UN ORGANO SIGNIFICA IL PIÙ DELLE VOLTE MENOMARE UNA PERSONA, NON CERTAMENTE GUARIRLA O SALVARLA

Ogni asportazione chirurgica è una vera e propria menomazione, ma questo nessun medico te lo dice, altrimenti la gente non acconsentirebbe a farsi operare. Chiaramente la cistifellea o colecisti non si tocca. Hai la prova di quanto dico nella tua stessa famiglia, purtroppo per tuo padre. Operazione di successo la sua, secondo i medici, visto che è tuttora vivo. Ma chi subisce tali operazioni non la pensa esattamente così. Soprattutto se viene a rendersi conto che nessuno gli ha salvato la vita, come preteso dai medici, e che al contrario esistevano alternative migliori allo strazio chirurgico e alle cure farmacologiche connesse.

TESINE DA LEGGERE

FUNZIONI NON SOLO DIGESTIVE MA ANCHE IMMUNITARIE E METABOLICHE

Oltre alle citate funzioni digestive, la bile serve ad eliminare la bilirubina che, a tutti i livelli è un liquido virale, ossia un liquido di disgregazione lisosomica delle cellule sanguigne (globuli rossi a vita cortissima e a moria massiccia), un detrito cellulare morto ed esausto che va espulso dal sistema. La bilirubina è una sostanza di colore arancione-giallastro che viene espulsa dall’organismo solo dopo aver subito una conversione chimica nel fegato che la trasforma da forma tossica a forma eliminabile.

L’INTASAMENTO VIRALE DI GILBERT

In ultima analisi, la sindrome di Gilbert, è una vera e propria malattia virale, non nel senso cattivo, pericoloso e contagioso che i medici attribuiscono alla viralità, ma nel senso della sua origine (detriti cellulari da cellule morte) e della sua destinazione (materiale da espellere rapidamente dal sistema). Cellule di emoglobina, ovvero di globuli rossi che si disgregano rilasciando materia morta. La sindrome viene anche chiamata iper-bilurinemia, causata da ridotta attività del glucuronil-transferasi (UGT), un enzima che capta la bilirubina in polvere. Tale captazione è fondamentale per rendere la bilirubina idrosolubile e permettere così una escrezione per via biliare. La bilirubina originaria e spaiata (non coniugata agli enzimi) è infatti un prodotto tossico a tutti gli effetti, e si va ad accumulare nel sangue intasandolo di veleni.

NESSUNA INVASIONE DI VIRUS ALIENI DALLO SPAZIO MA SOLO BANALE MORIA CELLULARE INTERNA

La bilirubina si comporta del resto come tutti i detriti cellulari non prontamente espulsi, che sviano medici e biologi, trasformandoli in obsoleti pasteurofili, convinti di trovarsi di fronte a microrganismi viventi solo perché arrivano tanti e in massa, a famiglie differenziate in rapporto al tipo di cellula morta da cui derivano. In pratica cos’è che frega biologi e medici? E’ la non comprensione della disintegrazione cellulare, la non considerazione del fatto che siamo di fronte non a un’invasione di piccoli mostri dallo spazio, ma di semplicissima accumulazione fisiologica che diventa patologica solo in concomitanza di situazioni critiche pregresse e tossiche del corpo, tipo influenze maltrattate coi farmaci, tipo pigrizia linfatica, tipo stati di stress-ansia-paura-stanchezza-depressione. E’ questo che intendo, quando dico più volte che la presenza di virus nelle malattie cosiddette infettive non prova affatto la responsabilità causativa dei virus.

FISIOLOGICA AZIONE DI AVVICENDAMENTO DEI GLOBULI ROSSI

Alla fin fine, la sindrome di Gilbert, pur dando tutti i fastidi tipici dell’intasamento virale (stanchezza, indolenza, scarsa vitalità, perdita di appetito, lingua bianca, fatica respiratoria, ittero alla pelle, alle mucose e alle sclere degli occhi), non è da considerarsi malattia ma semplice alterazione nel metabolismo cellulare della bilirubina. Una condizione caratterizzata da un lieve aumento della bilirubina indiretta (non coniugata all’enzima e all’acqua). La bilirubina è in ogni caso una sostanza fisiologicamente presente nel sangue in modiche quantità, derivando essa, come già detto e ripetuto, dalla normale azione di ricambio e di avvicendamento dei globuli rossi che vivono e muoiono in tempi brevissimi. Viene concentrata nel fegato ed escreta con la bile.

BASTA UN SEMPLICE IMPLEMENTO DEL PROPRIO STILE DI VITA

Nella sindrome di Gilbert vi è sicuramente uno stato di pigrizia linfatica e dunque una alterata attività del glucuronil-transferasi nel captare bilirubina dal sangue e nel permetterle di completare il suo processo metabolico. Da cosa è causato l’inconveniente chiamato Gilbert? Da assunzione di farmaci, da decorso operatorio, da eccesso di attività fisica, da digiuno prolungato senza bere acqua, da disidratazione, da intense crisi influenzali, da stress, da insonnia, da carenze di cibo vitale, da insufficiente acqua biologica. L’importante è sapere che la sindrome di Gilbert non provoca alcuna conseguenza, non altera le funzioni epatiche, non provoca anomalie istologiche al fegato, non causa altre malattie e non richiede particolari terapie, se non il solito pacchetto-salute, fatto di cibi tendenzialmente crudi, di appropriata attività fisica e di comportamenti congrui e rispettosi del proprio corpo.

Valdo Vaccaro