BILIRUBINA ALTA, PATOLOGIE ASSOCIATE E RIMEDI NATURALI

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

CHE COS’È LA BILIRUBINA

La bilirubina è una sostanza biochimica giallastra presente nel sangue e derivante prevalentemente dal catabolismo (disgregazione) dell’emoglobina (80%, 250-400mg al giorno), cioè di quella proteina che lega l’ossigeno nei globuli rossi (eritrociti), e da un 20% derivante da altre proteine ematiche. Ogni 4 mesi i globuli rossi senescenti vengono rinnovati e l’emoglobina viene degradata, dando origine alla bilirubina che, prima di essere eliminata, viene trasformata da alcune reazioni che hanno luogo nel fegato per poi passare da cistifellea e intestino.

Gli ultimi studi hanno scoperto che la bilirubina ha importanti funzioni antiossidanti. Se presente in eccesso però, a causa di problemi al fegato o di un catabolismo degli eritrociti insolitamente accelerato, la bilirubina nel sangue aumenta causando ittero, condizione caratterizzata da colorito giallastro della pelle e del bianco (sclera) degli occhi, oltre che una condizione chiamata encefalopatia bilirubinica o kernittero (più comune nei neonati), nella quale la bilirubina oltrepassa la barriera emato-encefalica e va a depositarsi nei tessuti cerebrali. Ciò avviene in quanto spesso accade che appena nati, il fegato dei bambini non sia ancora in grado di gestire la bilirubina. Questa è comunque una condizione che si risolve da sola nel giro di qualche settimana.

BILIRUBINA DIRETTA E INDIRETTA

Della bilirubina totale presente nel sangue si possono distinguere due frazioni:

  • Bilirubina indiretta o non coniugata – È la frazione di bilirubina ancora non processata. È insolubile e per poter essere trasportata nel sangue viene legata all’albumina, una proteina sierica prodotta dal fegato. La bilirubina non coniugata rappresenta la percentuale di bilirubina più consistente.
  • Bilirubina diretta o coniugata – Rappresenta la bilirubina processata dal fegato, dove viene separata dalla albumina e coniugata all’acido glucuronico, rendendola solubile e consentendone l’escrezione nella bile.

VALORI DI RIFERIMENTO

I valori di riferimento ritenuti normali parlano di concentrazione di bilirubina diretta o coniugata da 0,1 a 0,3 mg/dL di sangue, di bilirubina indiretta o non coniugata da 0,2 a 0,7 mg/dL, e di bilirubina totale da 0,3 a 1,2 mg/dL, oltre il quale si ha un una condizione di iperbilirubinemia. Il rapporto tra bilirubina totale e bilirubina diretta è quindi di 1:3 – 1:4. Trattasi di un valore importante perché indice di corretta funzionalità epatica.

METABOLISMO DELLA BILIRUBINA

  • Gli eritrociti senescenti vengono disgregati dai macrofaci del sistema reticoloendoteliale, con il gruppo eme dell’emoglobina che viene scomposto grazie all’azione dell’eme-ossigenasi in biliverdina, ferro e globina.
  • La biliverdina viene poi trasformata in bilirubina non cuniugata dall’enzima bilirverdina-reduttasi e viene trasportata al fegato legata all’albumina in quanto ancora insolubile.
  • Nel fegato la bilirubina viene separata dall’albumina, e coniugata all’acido glucuronico grazie all’azione dell’enzima uridina difosfoglucuronil transferasi (UDPGT), ottenendo così la bilirubina diretta o coniugata, in forma solubile. (Il deficit ereditario di UDPGT è causa della sindrome di Crigler-Najjar, mentre il deficit parziale è causa della sindrome di Gilbert).
  • La bilirubina coniugata viene dunque riversata nella cistifellea per poi passare nel duodeno e nell’intestino, dove subisce altri processi enzimatici nei quali viene separata nuovamente dall’acido glucuronico. La maggior parte di questa bilirubina viene trasformata da altri enzimi intestinali in urobilinogeno.
  • L’80% dell’urobilinogeno viene ulteriormente trasformato in stercobilinogeno, che viene eliminato con le feci di cui ne caratterizza il colore marrone. Il 20% restante viene invece rimesso in circolo. Una piccola parte dell’urobilinogeno ematico viene filtrato dai reni, ossidato in urobilina ed espulso con le urine. Il colore giallo paglierino dell’urina è determinato proprio dell’urobilina.

QUALI SONO I SINTOMI DI BILIRUBINA ALTA

I sintomi di bilirubina alta sono diversi e dipendono dalle cause della condizione. È possibile avere una bilirubina discretamente alta ma non riscontrare alcun sintomo. Uno dei segni più frequenti di bilirubina alta è comunque l’ittero.

Altri segni e sintomi di iperbilirubinemia sono:

  • Gonfiore addominale
  • Brividi
  • Febbre
  • Dolore al petto
  • Debolezza e affaticamento
  • Nausea
  • Vomito
  • Urine particolarmente scure

CAUSE DI BILIRUBINA ALTA

La bilirubina alta può essere un segno di diverse condizioni. Andiamo a vedere le più frequenti, dividendole in cause di bilirubina indiretta alta e di bilirubina diretta alta.

CAUSE DI BILIRUBINA INDIRETTA ALTA

ANEMIA EMOLITICA

I sintomi di anemia emolitica includono:

  • Forte affaticamento
  • Difficoltà a respirare
  • Mal di testa
  • Dolore addominale
  • Dolore al petto
  • Ittero
  • Piedi o mani fredde

Un aumento della bilirubina residua comporta anemie che aumentano l’emolisi, ossia la distruzione dei globuli rossi (vedi anemia falciforme e anemia perniciosa, con distruzione del fattore intrinseco che regola l’assorbimento di B12 nell’intestino-ileo determinandone eventuali carenze). Per avere dei globuli rossi maturi, che non muoiano prima dei 120 giorni, serve ovviamente la giusta quantità di B12 e dei suoi precursori (vedi varie vitamine del gruppo B, specie B1-B2-B6-B9).

La ferritina è un parametro indicativo delle riserve di ferro organico disponibile nell’organismo. Valori bassi indicano anemia. Valori alti di bilurubina, e contemporaneamente bassi di ferritina, indicano possibilità di anemia emolitica. Le piastrine basse sono pure indice di anemia emolitica e di cirrosi epatica, specie in presenza di transaminasi alte, di albumina bassa e di pro-trombina in aumento (indicante i tempi di coagulazione del sangue).

SINDROME DI GILBERT

La sindrome di Gilbert è una condizione nella quale il fegato non è in grado di processare la bilirubina in modo ottimale. Per questo motivo il livello di bilirubina nel sangue si alza.

La sindrome di Gilbert è spesso asintomatica, ma può a volte includere sintomi come:

  • Ittero
  • Nausea
  • Vomito
  • Diarrea
  • Leggero dolore addominale

DISFUNZIONE EPATICA

In tutti a casi di problemi al fegato è possibile avere un eccesso di bilirubina nel sangue. Condizioni come cirrosi epatica, tumore al fegato e patologie cosiddette autoimmuni come epatite autoimmune e colangite biliare primaria possono impedire al fegato di processare la bilirubina.

I sintomi comuni di disfunzioni al fegato includono:

  • Ittero
  • Dolore o gonfiore addominale
  • Gonfiore delle gambe (Edema)
  • Nausea
  • Vomito
  • Urine scure
  • Prurito della pelle

ALTRE CAUSE

Un eccesso di bilirubina indiretta può essere attribuito a malattie definite ereditarie, come la sindrome di Crigler-Najjar, che altera la capacità del fegato di convertire la bilirubina indiretta in quella diretta, oppure a casi di ittero fisiologico neonatale, oppure di bimbi con Rh incompatibile con quello materno, oppure a condizioni iatrogene, per effetto collaterale dei soliti farmaci steroidei, antinfiammatori e antibiotici (specie la rifampicina, usata come antitubercolare).

CAUSE DI BILIRUBINA DIRETTA ALTA

CALCOLI ALLA CISTIFELLEA

I calcoli alla cistifellea o colecisti si formano quando sostanze come il colesterolo o la bilirubina si accumulano e si induriscono all’interno di essa. La condizione si chiama anche colelitiasi e i sintomi includono:

  • Dolore localizzato tra petto e addome sul lato destro
  • Dolore localizzato tra le spalle o nella spalla destra
  • Sensazione di malessere
  • Conati di vomito

I calcoli alla colecisti si possono formare anche a causa di complicazioni derivanti da infezioni dei dotti biliari o a causa di disordini del sangue. La bilirubina si accumula nella colecisti quando essa non è in grado di espellerla adeguatamente.

INFIAMMAZIONE DEI DOTTI BILIARI

I dotti biliari collegano fegato, cistifellea e duodeno, e servono a trasportare la bile, che contiene bilirubina, dal fegato all’intestino.

Nel caso di blocchi o infiammazioni delle vie biliari, la bile non può più fluire liberamente nell’intestino, creando così un accumulo di bile con un conseguente aumento del livello di bilirubina.

I sintomi di infiammazione delle vie biliari includono:

  • Feci chiare
  • Urine scure
  • Ittero
  • Prurito
  • Nausea
  • Vomito
  • Perdita di peso
  • Febbre

ALTRE CAUSE

Un eccesso di bilirubina diretta può dipendere anche da malattie ereditarie tipo la sindrome di Dubin-Johnson e la sindrome di Rotor, o da malattie epatiche come cirrosi, epatiti virali o epatiti tossiche, oppure a effetti collaterali di antibiotici (tetracicline), da colestasi intraepatica o sindrome di Summerskill-Walshe, da tumore al pancreas che ostacola il coledoco (compromettendo i dotti comuni di collegamento tra cistifellea e pancreas).

TEST BILIRUBINA E ALTRI ESAMI DI FUNZIONALITÀ EPATICA

Il test della bilirubina è indicato in campo medico per determinare la presenza di una eventuale malattia epatica (epatite, cirrosi, calcoli biliari), e viene in genere fatto in associazione ad altri esami di funzionalità epatica (fosfatasi alcalina e transaminasi AST e ALT) quando il paziente manifesta segni di danno epatico (ittero, nausea, urine scure, dolori addominali, fatica e malessere generalizzato, alcolismo).

Tenere sempre comunque presente che le tabelle mediche e i range minimo-massimo non sono affatto valori divini ed incontrovertibili, bensì valori di tipo fotografico-istantaneo, valori continuamente variabili e mutevoli, valori scarsamente predittivi negli sbalzi minimi segnalati, soprattutto se non ci sono altri valori alterati e soprattutto ancora se uno si sente bene.

RIMEDI NATURALI ALLA BILIRUBINA ALTA

Soluzioni per regolarizzare i livelli di bilirubina? Mantenere l’attività sportiva, specie quella aerobica, entro i limiti della non-stanchezza, curando in modo maniacale la respirazione. Zero alcol, caffè, cole e bibite. Zero fritti. Niente carni. Latticini e uova sconsigliati, tollerati solo casualmente ed episodicamente. Zero zuccheri raffinati e dolciumi. Zero cibi in scatola. Sale, pepe e salse al minimo. Peperoncino e zenzero OK. Cioccolato amaro sconsigliato e ammesso solo casualmente. Niente intingoli e stracotti. Niente patatine fritte stile fast-food. Carne e grassi animali ingrossano, appesantiscono ed abbattono la funzionalità di tutti gli organi interni, in primis fegato, pancreas, milza e reni. Sono quindi le prime sostanze da evitare per facilitare le funzioni epatiche.

La carenza del gruppo-B abbrevia la vita dei globuli rossi e provoca aumento della bilirubina non coniugata. Operando le varie vitamine del gruppo-B in stretta sinergia, occorre evitare pericolose e sballanti integrazioni, e optare semmai per una alimentazione intelligente, ricca di verdure crude, di semini, di frutta da guscio e da cereali privi di glutine e mai stracotti.

Frutta ricca di enzimi digestivi come papaya e ananas è particolarmente utile. Attenzione però a non cadere nell’errore di affidarsi solamente ad una dieta vegetariana. È importante non mangiare cibi elaborati e sostanze che possano affaticare il fegato come l’alcool o il fumo. Abbondare in frutta, in verdura cruda e a volte cotta con criterio, in semini.

Crudità nella dieta almeno al 70% secondo le linee guida del Vitto Valdiano. Qualche pizza alle verdure crude (inserite sulla base nella parte finale della cottura) e con poco o niente formaggio, ed anche qualche spaghetto alle verdure, o al pomodoro crudo, o all’aglio-olio-peperoncino, o al pesto, sono perfettamente sopportati dal corpo. Sottinteso che esistono diversi livelli di virtuosità alimentare. Non è pertanto vietato puntare alla perfezione del crudismo 100%. Soprattutto nei casi di patologie gravi da risolvere, la rigorosità garantisce e rafforza i risultati, accorciando i tempi di recupero.

Evitare cotture prolungate ed intense sui carboidrati, evitando ogni picco superiore ai 115-120 gradi Celsius. Evitare superamenti del tetto proteico (24 grammi al giorno). Evitare cibi a bassa vibrazione (inferiori cioè ai 6500 Angstrom sulla scala Bovis-Simoneton). Evitare diete inferiori a 5000 ORAC/giorno (Oxygen Radical Absorbance Capacity), e pertanto prediligere alti contenuti di bioflavonoidi e di acqua biologica (vedi mia tesina “Radicali liberi, stress ossidativo e chiave flavonoica al benessere“). Abbondare particolarmente nei flavonoidi scuri e violetti, e dunque in uva nera, prugne nere, more e mirtilli, senza trascurare fragole, ciliegie e tutte le incapsulazioni di sole che la generosa natura ci offre.

Evitare mescole eccessive ed esagerazioni quantitative. Stop totale al cibo in caso di gonfiori intestinali.

Applicare in modo coerente e sistematico il protocollo salutista della Health Science. Movimento, aria, esposizione al sole e alla luce ogni qualvolta possibile, pensiero positivo e rilassato, mai ansioso e traumatico, questo è il segreto per stare al meglio.

Valdo Vaccaro

Condividi con i tuoi amici.

Lascia un commento