CALCOLI ALLA CISTIFELLEA E DISSENTERIA CRONICA

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LETTERA

CALCOLO DA 1,40 CM ALLA CISTIFELLEA

Gentile dottor Vaccaro, ho letto un po’ le sue lettere sul blog. Non so se potrà rispondermi personalmente, ma provo a scriverle. Da un’ecografia fatta durante una visita in pronto soccorso, per un dolore acuto all’altezza dello stomaco, mi hanno trovato un calcolo alla cistifellea di 1,40 cm.

DISSENTERIA CRONICA

Le analisi del sangue erano tutte nella norma e io per il resto sto bene, a parte qualche scompenso ormonale, forse dovuto all’età, 47 anni. Da ormai circa sei mesi almeno, ho una dissenteria cronica, per lo più senza dolori addominali. Le mie feci sono da liquide a molli e di colore giallastro, cosa che associo ad una maggior presenza di liquido biliare nell’intestino.

OSTRUZIONE DOTTO BILIARE E SPASMI

Sarà dovuto alla presenza del calcolo? So che di norma invece il dotto si ostruisce, portando minor bile, e provocando spasmi molto dolorosi. Dopo quella colica di due mesi fa (che da persona attenta alle corrispondenze corpo-mente-anima, ho associato a una discussione avuta qualche giorno prima con una persona per me molto significativa), non ho più avuto fasi acute, ma solo un persistente dolore al fianco destro e alla schiena.

“VEGETARIANA”, CON LATTE, PESCE E LATTICINI

Questo dolore si fa sentire soprattutto dopo sforzi, anche minimi, tipo i lavori nell’orto, dove del resto non esagero, essendo piuttosto sedentaria. Il sintomo si acuisce anche ad ogni minima variazione della dieta (vegetariana, ma con pesce, uova e pochi latticini).

MIGLIORAMENTI DIETOLOGICI E CRISI ELIMINATIVE

Leggendo le sue lettere ho cominciato a pensare che, anche per me potrebbe esserci una crisi di emunzione, dato che, a seguito della malattia di mio padre iniziata un anno fa e terminata purtroppo con il suo decesso a marzo, in famiglia abbiamo un po’ tutti variato drasticamente la dieta. Ho eliminato quasi del tutto il latte, il caffè, il the e le farine lavorate, a favore di frutta, verdura cotta e cruda e cereali integrali. Abitando in campagna ho la fortuna di poter accedere a cibo vegetale di ottima qualità, anche per nulla trattato.

DIARREA PERSISTENTE, PROBIOTICI E ACIDO URSODESOSSICOLICO

Cosa ne pensa di questa diarrea persistente anche a trattamenti con fermenti lattici e probiotici?
La mia dottoressa mi ha prescritto l’acido ursodesossicolico, ma io sto pensando di far da me con delle compresse di tarassaco per cercare di sciogliere questo calcolo. Intanto sto facendo le analisi delle feci e un’ecografia più accurate, ma non vorrei fare altro a livello medico.
Spero di non aver disturbato.
Ines

*****

RISPOSTA

DIETA ASTRINGENTE E FECULACEA PER LA DISSENTERIA

Ciao Ines. Il miglior accoppiamento è una dieta astringente accoppiata a una dieta feculacea, includente patate in tutte le forme (non fritte, stracotte ed oleate stile fast-food), tuberi, semolino, pop-corn. Il rimedio è un buon digiuno di 3 giorni con acqua leggera, o acqua e limone, seguito da una dieta crudista vegana come da mio schema. In alternativa al digiuno va bene una dieta fruttariana con melograni, nespole, lamponi, more, uva, kaki  e castagne (più avanti), mezzo chilo di mele e abbondanti mirtilli. Ottimi i the e le marmellate (senza zucchero) di spizzecui (frutto della rosa canina), che sicuramente conosci.

LA GENTE È NORMALMENTE PAZZA ED IRRESPONSABILE

La bile lavora  in modo coordinato col fegato e con l’intestino. Ed è per questo che non dovrebbe mai essere oggetto di rimozioni chirurgiche, come sta invece succedendo in tutto il mondo, vista la tendenza della gente a rimpinzarsi di proteine-spazzatura, senza tenere in minimo conto le conseguenze di tali spropositi.

UN CORPO VEGANO, DOTATO DI ORGANI VEGANI, HA LE SUE ESIGENZE

Molto meglio rimuovere le brutte abitudini. Molto meglio puntare a una dieta virtuosa, compatibile, armonizzata cioè col nostro disegno epatico e gastrointestinale, un disegno che non lascia scampo a dubbi, e che mette anzi in risalto le contraddizioni delle diete mediche basate sul poco-ma-di-tutto. Abbiamo un fegato e una cistifellea che si ingrossano ad ogni pasto carneo, al pari del pancreas, dei linfonodi e della milza. Siamo vegani integrali a tutti gli effetti. Mille prove a favore e zero contro.

COMPOSIZIONE DELLA CISTIFELLEA

La vescichetta biliare, o cistifellea, è una ghiandola grossa come un uovo, e contiene colesterolo, sali biliari alcalini, e pigmenti come la bilirubina. Posta sotto il fegato, raccoglie la bile, un liquido amarissimo, per immetterlo nell’intestino durante la digestione dei grassi. Un litro di bile al giorno viene emesso e passa nel cibo intestinale e nel sangue per tornare regolarmente al fegato. Se questa circolazione biliare viene interrotta e si crea presenza di residui biliari nel sangue, si ha come conseguenza l’itterizia.

LA CISTIFELLEA SI INFIAMMA PER CIBO PROTEICO E SEDENTARIETÀ

La coleciste è una infiammazione acuta o cronica della cistifellea, derivante da irritazione continuata, da stitichezza, da calcoli, da cibi incompatibili col suo disegno biochimico, dai lanzichenecchi chiamati farmaci e vaccini. Predilige il corpo femminile, e in particolare le donne super-alimentate in gravidanza.

CALCOLI GROSSI E CALCOLI PICCOLI

I calcoli grossi non sono facilmente disgregabili, ma non creano necessariamente grossi disturbi. Quelli piccoli invece si possono espellere anche se spesso dolorosamente. Contrastare quei dolori è grave errore in quanto sono funzionali all’espulsione dei calcoli stessi. I sintomi della coleciste sono lingua sporca, pesantezza, sonnolenza, bruciori di stomaco, eruttazioni, stitichezza, dolori al fianco destro e alla spalla.

NIENTE PESCE, NIENTE FORMAGGIO, NIENTE UOVA E FORTE RICORSO AI CIBI VIVI DI MADRE NATURA

La coleciste, ed anche le epatiti stesse, si combattono con frutta e verdure crude, con più acqua biologica in circolazione e meno nitrati o sali di ammonio, con meno acidi urici e meno creatinina. Detto in soldoni niente carne, niente formaggi e niente pesce, per cui ogni trasgressione a questa regola si paga amaramente. Rilevo che ti qualifichi vegetariana, senza esserlo. Il pesce è carne a tutti gli effetti. Anche l’uovo è carne, visto che in pochi giorni diventa un vero e proprio pulcino con ossa, piume e tutto il resto.

PUNTARE SU UN LIVELLO PIÙ AVANZATO

Parere negativo sullo yogurt, salvo che sia ai mirtilli e che contenga il 90% di mirtilli veri e solo il 10% di yogurt (esiste, fatto strano, in Giappone). I probiotici vanno bene a patto che siano probiotici da alimenti naturali come crauti, kimchi, miso, kefir d’acqua o di cocco. Sarà opportuno rivedere alcune cosette e puntare su un livello ancor più avanzato e più coerente. Approvato il non ricorso all’acido ursodesossolico e la scelta del tarassaco. Non capisco però il volerlo prendere morto e devitalizzato in pasticche, quando il tuo orto ne è sicuramente pieno, e ne puoi aggiungere un ciuffo ai centrifugati, visto che l’insalata sarà buona solo in periodo invernale.

PIANTE DEPURATIVE SPECIALI

Notissime le azioni specifiche di piante come il carciofo, il tarassaco, il finocchio, il rabarbaro, la genziana, la malva, il cavolo crudo, le cicorie, i germogli del rusco o pungitopo. L’olio di oliva extravergine è ottimo per purificare il fegato e, assunto di mattina a digiuno, per sciogliere i calcoli biliari. I semini di lino, di sesamo, di girasole e di zucca sono ottimi se pestellati e aggiunti alla crema di avena e alle creme di verdura. Nessuna contrarietà a cereali integrali, a noci, mandorle e avocadi. Cataplasmi di fango e di foglie di cavolo, aiutano certamente a disinfiammare la parte, ma solo come coadiuvanti e aiuti alle modifiche dietologiche.

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Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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