SINDROME DI SJOGREN

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LETTERA

Ciao Valdo, sono Marco. Seguo da molto tempo il tuo blog ed ho visto moltissimi dei tuoi video su youtube e penso che sei una persona straordinaria nella tua grande umiltà, fede nella forza degli uomini e nella loro salvezza attraverso pratiche corrette e genuine.

Ho iniziato ad avere secchezza della bocca ed agli occhi in modo lento ma progressivo. Nei mesi precedenti c’era stato l’esordio con delle piccole irritazioni agli angoli esterni basso palpebrali, e poi via via secchezza della cute soprattutto in viso, barba e capelli, leggerissimi dolori articolari, soprattutto al sistema nervoso periferico inclusi avambracci e ginocchi, e scricchiolii senza dolore in tutto il corpo. Adesso mi è venuta anche secchezza nasale e la notte non respirando bene si è complicato il mio già precario sonno.

SONO VITTIMA DELLA SINDROME DI SJOGREN

Dalle analisi del sangue non risulta niente, sono perfette, ma è evidente che si tratta di una “Sindrome Sicca” o “Sindrome di Sjogren”, come la chiama la medicina tradizionale. Per i medici la colpa è dei linfociti impazziti che infiltrano le ghiandole salivari e lacrimali, infiammandole, atrofizzandole e compromettendone il corretto funzionamento. Sempre i medici non sanno come curarla e non ne conoscono nemmeno la causa. Per i naturopati invece è sempre e solo colpa del sangue vischioso, sporco e grasso. Nei prossimi giorni farò la biopsia delle ghiandole salivari del labbro inferiore, test decisivo, almeno a quanto dicono.

In ogni caso è di tutta evidenza che è sempre il sistema immunitario ad andare in tilt. Un mix di ansia, stress, insicurezza, stile di vita ed alimentazione non sempre impeccabili fatti spesso di eccessi. Ho deciso perciò di scriverti per chiederti se, con le tue informazioni, è possibile trattare il mio problema, e comunque per chiederti un parere spassionato come tu lodevolmente fai con le persone che cercano il tuo aiuto.

Ho 36 anni, altezza 1.78 cm, e solito peso-forma di 70 kg all’inizio dei miei problemi. Sono sceso a 60 kg nel giro di 3-4 mesi perché mi sono abbattuto e depresso, pur mangiando regolarmente come prima. Adesso oscillo tra 62 e 63 kg cercando di alimentarmi in modo sano. Non fumo. Non ho mai preso medicine in vita mia ed ho goduto sempre di ottima salute, almeno credo, cercando di stare alla larga dai medici. Ti ringrazio anticipatamente.
Marco

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RISPOSTA

CHE COS’È LA SINDROME DI SJÖGREN

Ciao Marco. Nei primi anni del Novecento il medico svedese Henrik Sjogren descrisse per la prima volta un gruppo di donne in cui l’artrite cronica era accompagnata da secchezza oculare e della bocca. Attualmente i reumatologi conoscono molti dettagli in più sulla sindrome che ha preso il nome da Sjogren e, qualche consiglio mirato lo possono a volte dare.

La sindrome di Sjogren, conosciuta anche come Sindrome Sicca viene definita come malattia infiammatoria che può colpire molte parti dell’organismo, danneggiando principalmente le ghiandole lacrimali e salivari. La malattia è prevalente con rapporto 8:1 nel sesso femminile, e nel periodo che va dai 30 ai 50 anni.

La sindrome di Sjögren primaria si verifica nei pazienti non colpiti da altre malattie reumatiche. La sindrome di Sjögren secondaria, invece, colpisce pazienti già affetti da malattie reumatiche, nella maggior parte dei casi il lupus eritematoso sistemico e l’artrite reumatoide. La sindrome colpisce soprattutto le donne, di qualsiasi età e di qualsiasi gruppo etnico.

SINTOMI

Chi ne è affetto può notare irritazione, secchezza oculare e congiuntivite lacrimale secca (xeroftalmia). Sono anche frequenti la bocca secca e disfagia (xerostomia, dal greco xeròs, che sta per arido e secco), bronchiti ricorrenti, fibromialgie (xerotrachea), nonché il gonfiore delle ghiandole intorno al viso e al collo. Alcuni pazienti hanno il naso, la gola, e vie aeree in generale caratterizzate da secchezza. Piuttosto comuni, inoltre, sono la difficoltà di deglutizione e i sintomi del reflusso acido.

Altri sintomi includono eruzioni cutanee sulle braccia e le gambe legate ad infiammazione ai piccoli vasi sanguigni (vasculite), tosse secca cronica, pelle secca, secchezza vaginale nelle donne, problemi alla tiroide, dolori articolari e muscolari, intorpidimento e formicolio degli arti e stanchezza.

La stragrande maggioranza dei pazienti affetti dalla sindrome di Sjögren è praticamente sana, e non lamenta nessuna complicazione grave. I pazienti, tuttavia, dovrebbero essere informati del rischio di infezioni dell’occhio e della zona intorno all’occhio e del rischio di problemi dentali dovuti alla scarsità protratta di lacrime e di saliva. Questi sintomi possono essere causati comunque da molti altri disturbi o anche da diversi farmaci assunti in passato.

CAUSE

Quando le ghiandole lacrimali e le salivari vengono danneggiate, esse non funzionano più bene e quindi il paziente inizia ad avere la bocca secca e gli occhi secchi. I medici non conoscono con esattezza la causa della sindrome di Sjögren, e continuano a fare ipotesi chiamando in campo autoimmunità, fattori genetici, infezioni virali con risposta autoimmune e formazione di anticorpi e infiammazioni orali ed oculari, con complicanze cardiache, polmonari, immunitarie e con evoluzioni linfomatose.

SECCHEZZA CAUSATA DA FARMACI

Alcuni farmaci possono provocare secchezza della bocca o degli occhi. Tra i farmaci a rischio ricordiamo:

  • Antistaminici e decongestionanti, usati contro allergie e riniti.
  • Diuretici, usati per far espellere all’organismo i liquidi in eccesso.
  • Antidiarroici.
  • Farmaci anti-ipertensivi.
  • Tranquillanti.
  • Antidepressivi.

CURE E TRATTAMENTI

Alla secchezza degli occhi si sopperisce di solito con le lacrime artificiali applicate regolarmente durante il giorno o con i gel applicati di notte. Altre misure, come ad esempio collegare o bloccare i condotti lacrimali, possono essere utilizzate nei casi più gravi. Colliri che riducono l’infiammazione delle ghiandole intorno agli occhi, come la ciclosporina, possono essere usati per aumentare la produzione di lacrime.

Acqua potabile, gomme da masticare, o sostituti della saliva possono alleviare la secchezza della bocca. Umidificatori e irrigazioni nasali saline possono migliorare la secchezza nasale. Tutti i pazienti devono ricevere cure dentistiche regolari per prevenire carie e perdita dei denti che si può verificare come complicanza della sindrome di Sjögren.

VISIONE IGIENISTA

Personalmente, credo che la cosa migliore da farsi sia quella di prestare maggiori attenzioni al fattore digestivo e alla formazione di buon sangue. Camminate e buona respirazione ti aiuteranno. Dal momento che non ti manca una preparazione igienista, non ti sarà difficile estrarre poi dalla tua interiorità quelle forze che sicuramente possiedi. Non c’è motivo per cadere nella depressione.

I rimedi esistono e sono quelli soliti, più che mai indispensabili in queste condizioni.
Occorre respirare a regola d’arte, ricordando che è il sistema bronco-polmonare che detta i ritmi al cuore.
Serve sole e serve movimento. Serve disinfiammare la mucosa intestinale e serve disincrostare il colon.

Stop immediato a ogni cibo e almeno 3 giorni di digiuno fai-da-te, bevendo acqua leggera a volontà, al fine di disgregare i depositi di tossiemia interna, riposando ed evitando ogni dispersione calorica a letto.
Stop immediato a ogni farmaco. Se non si è in grado di staccarsene subito, fare prima un periodo di abbandono accelerato del farmaco stesso, arrivando dopo una o due settimane al digiuno vero e proprio, privo ovviamente di ogni dannosa perturbazione farmacologica.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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5 commenti

  1. Il vistoso calo di peso malgrado l’invarianza della dieta farebbe pensare a un peggioramento di capacità di assimilazione dei nutrienti da parte del tuo intestino (villi intestinali), che a sua volta è conseguenza dei soliti errori dietetici che noi denunciamo, vale a dire delle proteine di origine animale (caseina in particolare) e delle proteine dei cereali. Poi però non bisognerebbe dimenticare il ruolo svolto da un’altra fonte tossica che è quella costituita dalla categoria dei “pensieri negativi”, che pur agendo su un piano immateriale, della mente, dei sentimenti, delle emozioni, degli affetti, delle incazzature ecc.ecc. , ha però un preciso riscontro materiale e fisico attraverso la produzione delle cosiddette “tossine della mente”, che sono vere e proprie molecole chimiche autoprodotte dal corpo (ormoni, neurotrasmettitori) ma che il nostro corpo non gradisce affatto (al contrario di quelle prodotte dai pensieri positivi, che infatti sono nutrimento prezioso per l’organismo). Anche qui insomma il risultato è quello di aumentare il livello tossiemico dell’organismo, con conseguenze facilmente immaginabili, compresa l’attivazione di qualche malattia cosiddetta autoimmune e compreso anche l’intasamento dei villi intestinali. Naturalmente le conseguenze più gravi e pericolose sono quelle che si producono a lungo termine, a seguito dello scadimento del metabolismo cellulare, che si determina quando le cellule non ricevono il giusto nutrimento, o perché non glielo diamo o perché non sono in grado di riceverlo in quanto occupate da recettori affamati di queste sostanze negative per il corpo anziché da recettori buoni disposti ad accogliere le sostanze positive. Ma anche a breve termine gli effetti si fanno comunque sentire.
    Ergo, occorre una svolta radicale nella propria condotta, alimentare ma non solo, perché anche la sfera psichica ed emotiva ha come capisci bene la sua bella importanza per la salute.

  2. Parlando di problemi di peso, non si dovrebbe poi mai trascurare come fattore causante gli squilibri ormonali, che fanno a loro volta parte delle conseguenze a medio termine di stili di vita disordinati. Quindi ci troviamo certamente in presenza di un quadro clinico di una relativa complessità, che si sta trascinando da diverso tempo, il che significa che i tempi di guarigione, ammesso che gliene diamo l’effettiva possibilità al nostro organismo, non potranno di certo essere brevi.
    Ma qualunque sia la complessità della situazione, la soluzione del problema risulta in fin dei conti semplificata dalla semplice circostanza che il lavoro di guarigione non spetta a noi ma a lui, il nostro corpo (o la nostra intelligenza somatica, o il nostro medico interno, comunque si voglia chiamare quella abilità del nostro corpo di autoguarirsi) e solo a lui: un compito, quello dell’autoguarigione, che il nostro corpo compie poi effettivamente in maniera superba, a patto che noi lo mettiamo in condizioni di farlo, distogliendolo da tutti quegli altri impegni che gli procuriamo abitualmente attraverso l’adozione di stili di vita scorretti.
    Quindi via cibi bevande che appesantiscono la digestione, a partire dai cibi di origine animale, per giungere ad una dieta semplice e leggera fatta di sola frutta con qualche integrazione di verdura (cruda e cotta) e di qualche cereale senza glutine (quest’ultimi con grandissima moderazione, se non si riesce proprio a farne a meno), niente caffè, alcol, bibite varie ecc. E poi spazzar via i pensieri negativi ma lasciar entrare quelli positivi: qui la dieta corretta può darci un bell’aiuto, perché la disintossicazione dell’organismo produce anche l’effetto di liberare la mente da vecchi schemi e blocchi dentro i quali rischiamo di rimanere invischiati.
    Dopo di che il corpo farà la sua parte, di cui noi conosciamo solo le manifestazioni esterne, che sono costituite dalla detox, vale a dire le crisi eliminative (disturbi e affezioni di ogni genere, dolori compresi), insomma sofferenze che costituiscono il prezzo da pagare per i nostri errori passati. Qui naturalmente le difficoltà sono quelle di riuscire a tollerare e a gestire i sintomi della detox (cosa non così semplice), ammesso che si sia in grado di adottare fin da subito uno stile di vita (dieta compresa) corretto, altra cosa non così semplice alla luce delle varie forme di astinenza cui si va incontro quando si cambiano vecchie abitudini. Nel tuo caso poi è chiaro che non potrà trattarsi di una cosa di breve tempo, di poche settimane, ma sicuramente parecchi mesi se non qualche semestre.

  3. Un consiglio è quello, nel frattempo, di non trascurare l'impatto negativo che possono subire gli occhi qualora si abbia difficoltà di lacrimazione, prevenendo futuri decadimenti che compaiono generalmente dopo una certa età .Tra l'altro l'uso endemico di computer e altre diavolerie tecnologiche stanno preparando un futuro dove le cataratte saranno un' autentica epidemia generale.
    Anche gli occhi, così come i muscoli, dovrebbero fare ginnastica appropriata .Basterebbe seguire i consigli di qualche terapista olistico formatosi sulla scorta degli studi del famoso dott. Bates.

  4. Battini Maria Luisa on

    Forse ho passato parecchi momenti stressanti ora mi ritrovo il morbo di sjogren forma primaria, mi interessa il tuo articolo . Io lavoro in ambiente sanitario in un CPS come infermiera