SUPERAMENTO DEI TRAUMI PSICHICI E DELLE PAURE RELAZIONALI

LETTERA

Caro Valdo, Son molto preoccupata perché, in un periodo di intenso stress, ho ripreso a bere caffè, fumare e mangiar malaccio. Vivendo in una comunità psichiatrica mi hanno prescritto di nuovo farmaci.

Io so che se per lo meno smetto di fumare, bere caffè, e mi impegno un pochetto ogni giorno almeno nel digiuno intermittente e camminando in mezzo alla natura (qui siamo in un bellissimo posto di montagna) riesco a sentire di nuovo il contatto con me stessa. Ciò che mi impedisce di riprendere, e mi tormenta e mi tiene nel vortice dei vizi, è che quando appena appena ho messo un piede fuori dal malessere ho visto quanti traumi mi fanno avere difficoltà nelle relazioni, fare incubi e svegliarmi con la tachicardia.

Sento molto (molto molto) poco l’utilità delle chiacchierate con la psichiatra, vorrei che certe reazioni alla vita mi venissero spontanee anziché sforzate dal pensiero che dovrei comportarmi diversamente (e vorrei sapermi comportare diversamente, avere il cuore aperto e libero), vorrei curarmi con i fiori di Bach, ma dal momento in cui mi viene impedito mi chiedo se, continuando con costanza a portare avanti una buona disintossicazione (e più stavo meglio più spontaneamente mi trovavo a fare stretching e una sorta di yoga casalingo, avendo sempre fatto sport e rilassamento), insomma mi chiedo se passando quel momento di paura passeranno anche i traumi e me ne dimenticherò, anche senza fiori. Mi rendo conto che il mio possa apparire come uno straparlare in mezzo alla disperazione ma.. lo è! Grazie.
Laura

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RISPOSTA

USCIRE AL PIÙ PRESTO DAL TUNNEL

Non voglio mettermi a fare delle prediche banali e scontate, e ancor meno voglio atteggiarmi a fonte di saggezza che cala dall’alto le sue verità. Per aiutare qualcuno in difficoltà occorre mettersi nei suoi panni, cosa più facile a dirsi che a farsi. Servirebbe conoscere un mare di dettagli su come e perché qualcuno finisce nei guai. Non tanto per soppesare e valutare e giudicare, ma soltanto per trovare o almeno abbozzare assieme una via d’uscita. Una persona dissestata nelle sue stesse emozioni, presa tra la voglia di saltarne fuori coraggiosamente e quella opposta di restare ancorata al suo presente status di sofferente in comunità psichiatrica, esprime qui un messaggio di incertezza e di disperazione che richiede adeguata risposta, una concreta, applicabile e sostenibile risposta tesa a fare chiarezza o comunque a offrire qualche spunto di riflessione. Anche il semplice confrontarsi con un parere esterno può essere d’aiuto.
Nessuna lezione e nessun moralismo, ma solo una amichevole chiacchierata.

IMPORTANTI COMPITI DA SVOLGERE

La vita può essere una cosa bella e interessante se riusciamo a condurla in modo virtuoso ed appropriato, evitando le disarmonie con noi stessi e col mondo che ci circonda, rispettando le fondamentali esigenze del nostro Presidio Personale, fatto di corpo, mente e soprattutto di componente spirituale. Presidio che ci chiede di non mettere a repentaglio la nostra essenza divina, di non degradarci nella mediocrità, di non sprecare la preziosa chance che ci viene data di fare qualcosa di buono e di rilevante nello spazio terreno a nostra disposizione. L’essere umano in quanto tale è tenuto a dare il suo prezioso ed originale apporto alla crescita, alla evoluzione e alla conoscenza, in qualità di attore protagonista e non di comparsa.

ABBIAMO FORMIDABILI RISORSE SU CUI CONTARE

Vivere divertendosi il più possibile, vivere con se stessi e con gli altri, non a scapito degli altri. Vivere armonizzati il più possibile con il Tutto, con l’Universo. Vivere con spirito costruttivo. Il percorso non è liscio come sembra. Gli errori sono sempre in agguato. Meglio non farli. Ma, se succede, servano almeno da monito e da miglioramento. Come diceva il Mahatma Gandhi “L’oblio da parte dell’uomo, delle sue divine risorse è la radice di tutti i mali”.

ARMONIA COL TUTTO E BASSO IMPATTO SULL’AMBIENTE

Ogni dettaglio della vita intorno a noi indica la strada giusta da percorrere. Sia che si tratti di guardare un cielo stellato e di proiettarsi con la mente negli gli spazi infiniti dell’universo o di concentrarsi su come ad ogni nuova stagione nasca e si sviluppi una violetta, una rosa rossa, una pianta di pomodoro o di girasole, c’è di che emozionarsi e sbalordirsi: ci rendiamo conto infatti della stupefacente bellezza del Creato, di quel Creato di cui noi stessi facciamo parte integrante. Ci è richiesto semplicemente di armonizzarci col Creato, e di apportare qualcosa di nostro e di positivo a vantaggio di noi stessi, oltre che dell’intero Sistema.

Cose apparentemente banali, come quella ad esempio di nutrirci al meglio con alimenti naturali ed innocenti, a basso impatto ambientale, stando alla larga da sostanze chimiche e farmaceutiche, da sostanze cadaveriche, da sostanze stimolanti e dopanti da cui è difficile poi staccarsi. E anche cose meno banali, come quella di ospitare pensieri positivi e rilassanti, con un pizzico di autoironia, con spirito scherzoso, benevolo e allegro, e con tantissimo Amore.

AMARE SE STESSI PER AMARE GLI ALTRI

Amore per noi stessi innanzitutto, non in senso egoistico ma come autostima per le cose buone che facciamo, per le scelte giuste e coraggiose che pratichiamo. Amore per noi stessi e per tutti gli altri. Il rispetto è già molto importante, ma l’Amore è molto di più. Non occorre fare discorsi insulsi e teorici. Se uno ama se stesso e il mondo, non va di certo a farsi dei danni e rovinare la propria salute per nessun motivo al mondo e per nessun alibi al mondo, soprattutto se consapevole che gli errori si pagano a caro prezzo.

EVITIAMO DI FINIRE SU STRADE SENZA USCITA

Qui è successo qualcosa che non doveva succedere. Uno ha la fortuna di possedere il privilegio della conoscenza, come nel caso della Laura che non è sprovveduta in termini di scelte salutistiche, uno ha il vantaggio di viaggiare nella giusta e sicura carreggiata ma, anziché capitalizzare su queste prerogative, sciupa tutto e va a finire in un binario morto. Si dovrà pur trovare una qualche spiegazione logica e pertinente a tutto questo. A volte l’essere umano ama ribellarsi alla noia, all’apparente conformismo delle cose lineari e virtuose, quasi che la disobbedienza ai principi e alle leggi naturali, alle regole del vivere in buon equilibrio e oculatezza, sia una reale scappatoia, o un modo per differenziarsi ed elevarsi, per affermare la propria personalità.

UN INNO ALL’INSOFFERENZA PER LA NORMALITÀ

Un po’ quel principio di vita balorda e fuori dagli schemi espressa magnificamente dal simpatico Vasco Rossi in “Vita Spericolata”. Un autentico manifesto dell’insofferenza all’insulsaggine presunta del quotidiano. Un vero e proprio inno alla disobbedienza, alla trasgressione e persino all’insonnia e al nottambulismo. In realtà è lo stesso Vasco a chiedere di non essere preso troppo sul serio. Un conto sono le canzoni e un altro conto è la vita reale.

Vasco è diventato via via interprete e cantore di tutte le insofferenze e di tutte le pulsioni represse degli italiani. Successo strepitoso e stadi strapieni. Una specie di psicanalista di massa al ritmo di rock. Voglio però ricordargli che lo Steve McQueen da lui decantato e idealizzato, se ne è andato davvero troppo precocemente per rappresentare un modello da imitarsi. Nato nel 1930, si spense in un ospedale messicano nel 1980 a soli 49 anni tra grandi sofferenze, per un tumore alla pleura e per infarto.

Chi troppo abbraccia nulla stringe. È un po’ la sorte di molti divi dello spettacolo. Posso essere d’accordo che nella vita valgono soprattutto le emozioni del volare alto, più che il condurre una esistenza piatta e prolungata. Ma lasciare così presto tutto il successo accumulato, tutta la notorietà, le sue 2 Porsche, le sue 2 Ferrari, le sue cento e oltre moto d’epoca, oltre naturalmente ai suoi affetti, deve essere stato un incubo allucinante, un dramma nel dramma per il grande attore statunitense. Veniamo a mani vuote e ce ne andiamo a mani vuote, come ci ha insegnato il grande Alessandro Magno.

STAR BENE È SEMPRE UN OBIETTIVO CONVENIENTE

Tutti siamo impermanenti sul piano fisico e destinati ad andarcene chi prima chi dopo. Un motivo in più per non fare della nostra vita un gioco ad accumulare in prevalenza fama e ricchezza alquanto illusorie, fragili e transitorie. Molto meglio dare a noi stessi il privilegio di prediligere conoscenza, sobrietà, umiltà, socievolezza ed anche salute, poiché se stiamo bene, tutto di guadagnato per noi e per gli altri, visto che in tal modo costiamo di meno e pesiamo di meno sulla società.

AFFRONTARE LA VITA A TESTA ALTA

Tornando al caso presente, siamo di fronte a una trasgressione ben diversa, dove alla scivolata sulla buccia di banana segue il dubbio se convenga o no rialzarsi. Qui si mette addirittura in dubbio se convenga o meno guarire, quasi che vivere ingabbiati in una comunità psichiatrica, soggetti a cure psichiche e farmacologiche possa essere preferibile al riprendere la vita normale, per tutti i rischi ipotetici di dover fronteggiare da pari a pari relazioni e rapporti dolorosi con il prossimo.

Come dire che poter godere dello status di membro di comunità psichiatrica ti permette di creare una specie di cortina protettiva intorno a te e di vivere per così dire nella bambagia dell’assistenza. Ma poi alla fine anche tutto questo appare come uno straparlare privo di senso, nelle parole stesse della protagonista, che riconosce di vivere nella disperazione.

DETOSSIFICARE IL CORPO E LA MENTE

Occorre dunque per prima cosa recuperare in concreto salute ed equilibrio sul piano fisico, mentale e spirituale. Occorre recuperare fiducia in se stessi, al di là di facili pretesti guaritivi tipo i fiori di Bach, o di altre strategie similari.

L’idea di poter contare su cure digiunistiche rimane un miraggio, fino a quando si è sottoposti a sostanze stimolanti e a farmaci. Pertanto non esistono altre vie se non quella di una forte determinazione a guarire togliendo gradualmente uno ad uno tutti i veleni scelti o imposti che si stanno attualmente assumendo. Il ricorso eventuale a brevi digiuni intermittenti a secco potrà avvenire nella parte finale di tale fase detox che potrebbe durare alcuni mesi.

Si dice spesso che conoscere se stessi e riconquistare se stessi sia una delle imprese più difficili da realizzare. Dal momento che per vivere bene occorre avere delle valide motivazioni, questo piano di recupero intensivo sul piano personale potrebbe rappresentare un vero e proprio progetto vincente e salvifico, un progetto impegnativo e in salita sul quale investire tutte le proprie energie residue.

Valdo Vaccaro