LETTERA

RIVALUTAZIONE DEL CONCETTO DI ETERE COME SOTTILISSIMO FLUIDO

Carissimi amici, l’Ing. Marco Todeschini fu autore de La Teoria delle Apparenze e Psicobiofisica in contrapposizione alle tesi della relatività einsteniana, rivalutò il concetto di “etere” già arguito da Cartesio, ovvero di un fluido sottilissimo responsabile di ogni moto e fenomeno dell’universo, dal mondo atomico alla cosmologia, comprese anche le realtà biologiche e psichiche.

NEGLI ATENEI MARCO TODESCHINI È ILLUSTRE SCONOSCIUTO

Conobbi Todeschini attraverso un grande spiritualista della mia città con doti di alta medianità, ne rimasi immediatamente sbalordito. Pur provenendo da studi scientifici, non avevo mai sentito parlare di questo grande scienziato bergamasco, dramma che si consuma ancora oggi dove negli atenei non si menziona neanche il suo nome.

Eh già! Una cultura materialista, affermatasi dalla fine degli anni sessanta che ha permeato ogni anfratto dello scibile umano e che ha fatto piazza pulita di valori spirituali e cristiani, ha operato una pianificata damnatio memoriae di grandi studiosi in ogni campo.

EMOZIONANTE DIMOSTRAZIONE SCIENTIFICA DELL’ESISTENZA DEL MONDO SOTTILE E DELL’ANIMA

Figuriamoci Todeschini che aveva osato dimostrare scientificamente l’esistenza del mondo spirituale e dell’anima umana! Ancora oggi rileggendo la sua Psicobiofisica provo emozioni e nel contempo, una sincera pietà per il genere umano che ha scelto volontariamente ed irreversibilmente di naufragare nel peggiore dei mari.

PSICOBIOFISICA, UN TESTO-CHIAVE DEI PRIMI ANNI ’50

Certo di fare opera gradita a voi amici che conservo, dopo tante selezioni, in un affettuoso ricordo, vi invio il riassunto di Psicobiofisica contenuto nell’edizione del 1953, che il caro Giuseppe Alesi volle donarmi infondendomi un sentimento di infinita riconoscenza per avermi aperto uno scenario incommensurabile.
Un abbraccio fraterno
Carlo Cruciani Criveo-Ascoli Piceno
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COMMENTO

IPOTESI DEL VUOTO

Grazie Carlo per questo tuo prezioso intervento. Permettimi di sintetizzare le ipotesi del Pieno e del Vuoto che Todeschini ha magnificamente esposto.

Filosofi e scienziati, per spiegare l’Universo attraverso i secoli, sono sempre ricorsi a 2 ipotesi basilari in netto contrasto fra loro: Ipotesi del Vuoto e Ipotesi del Pieno. Nella ipotesi del Vuoto si suppone che le masse materiali dell’Universo siano circondate da uno spazio cosmico assolutamente vuoto.

Con questa ipotesi Isaac Newton spiegò come il movimento dei corpi celesti potreste mantenersi in eterno perché non frenato da alcun mezzo resistente. Egli così sostenne che i pianeti animati da un moto rettilineo e uniforme di origine divina, passando vicino al sole, fossero costretti a deviare e a rivolvergli attorno in traiettorie ellittiche, a causa di una misteriosa forza di gravitazione reciproca emanata dalla loro materia, ed agente ancor più misteriosamente senza alcun mezzo interposto.

Sempre con l’ipotesi del Vuoto, Wilhelm Eduard Weber (1804-1891) spiegò poi elettricità e magnetismo come agenti fisici situati in masse metalliche ed esercitanti azioni attrattive e ripulsive a distanza, in analogia con l’idea di gravità supposta da Isaac Newton 1623-1917). Gli scienziati successivi hanno spiegato sempre col Vuoto alcuni fenomeni ottici, l’effetto fotoelettrico, l’effetto Compton (interazione o urto di un fotone con un elettrone).

IPOTESI DEL PIENO

Con l’ipotesi del Pieno si suppone che le masse materiali dell’universo siano immerse in un fluido detto Etere nel quale possono prodursi vortici e onde, come in uno stagno d’acqua.

Con tale ipotesi René Descartes o Cartesio (1596-1650) spiegò il sistema solare come un gigantesco vortice etereo nel quale i pianeti sarebbero immersi e costretti per trascinamento a rivolvere intorno all’astro centrale. Augustin-Jean Fresnel (1788-1827) spiegò la natura ondulatoria della luce come un vibrare di tale mezzo fluido e, più tardi, Heinrich Rudolf Hertz (1857-1894) dimostrò che anche l’elettromagnetismo, propagandosi per oscillazione nello spazio, confermava ipotesi che questo fosse Pieno di un mezzo vibrante fluido. È noto che da tali esperienze Guglielmo Marconi (1874-1937) traeva poi la più sbalorditiva applicazione del secolo che fu la telefonia senza fili.

TENTATIVO DI MEDIAZIONE DI HEISENBERG

Per farla breve, nel 1927, la scienza era giunta a un bivio inammissibile: circa il 60% dei fenomeni si poteva spiegare solo con l’ipotesi del Pieno (etere) e il 40% solo con l’ipotesi del Vuoto. Allora due eminenti scienziati tentarono per vie diverse di risolvere questa antitesi che metteva in crisi la scienza. Werner Karl Heisenberg (1901-1976), notando come non fosse possibile osservare un fenomeno sub-atomico senza alterarlo con le radiazioni usate per rilevarlo, rinunciava a descrivere la traiettoria degli elettroni intorno al nucleo, per attenersi solo a dati incontrovertibili, quali la frequenza delle radiazioni, la velocità, ecc.

Abbandonando quindi la meccanica di Newton, ne fondava un’altra esclusiva per l’atomo, chiamata meccanica quantistica. Ma con 2 meccaniche diverse veniva a contraddire l’unicità delle leggi che dovrebbero dominare sia i piccoli che i grandi aggregati di materia. Inoltre, col dichiarare l’impossibilità di precisare le traiettorie degli elettroni intorno al sole, denunciava l’incapacità della scienza a determinare le leggi del loro moto.

Il principio di indeterminazione di Heisenberg dice che, se si conosce la velocità di una particella elementare non se ne può determinare la posizione e viceversa. In pratica, un elettrone si comporta sia come una particella che come un’onda e può trovarsi in 2 punti diversi nel medesimo istante.

Questo fu poi il cruccio della vita per Albert Einstein (1879-1955) che non poteva accettare una visuale non deterministica del mondo (in natura nulla avviene a caso), dove la natura si regge sulla probabilità quantistica, dove a livello atomico nulla è certo e non valgono più le leggi della fisica newtoniana, né quella della relatività ristretta.

TEORIA DELLA RELATIVITÀ SPECIALE O RISTRETTA DI EINSTEIN

La teoria della relatività speciale o ristretta fu sviluppata da Einstein nel 1905 allo scopo di spiegare eventi che avvengono ad alta energia e a velocità prossima a quella della luce. Essa si basa su 2 postulati.

Primo (Principio di relatività speciale): Tutte le leggi fisiche sono le stesse in tutti i sistemi di riferimento inerziali.

Secondo (Invarianza della velocità della luce): La velocità della luce nel Vuoto ha lo stesso valore in tutti i sistemi di riferimento inerziali, indipendentemente dalla velocità dell’osservatore o dalla velocità della sorgente di luce.

L’ONDA ASTRATTA DI SCHROEDINGER

Il fisico viennese Erwin Schroedinger (1887-1961), in contrasto con Heisenberg, ammetteva un’onda astratta legata alla possibilità di trovare un corpuscolo in un determinato luogo, togliendo così a quest’onda ogni substrato fisico e rinunciando in tal modo a spiegare come la vibrazione energetica si trasmette nello spazio Vuoto e perché mantenga la stessa frequenza della sorgente che la emette.

UNA SCIENZA CHE NON È PIÙ SCIENZA

Il secolare contrasto tra le 2 ipotesi del Vuoto e del Pieno si è quindi risolto ai nostri giorni ammettendo e promuovendo unilateralmente quella del vuoto. Ma così facendo, come dichiarato dallo stesso Heisenberg, la scienza è stata costretta a rinunciare alla spiegazione dei fenomeni e a denunciare la sua impotenza a ricavarne le leggi precise, venendo così meno alle sue finalità basilari. Una scienza che non spiega i fenomeni e non è capace di ricavarne le leggi, non è più scienza ma politica. Al riguardo si sono sbagliati di grosso sia Einstein che Schroedinger, mentre la ragione sta dalla parte di Niels Bohr (1885-1962), fisico danese, e in parte di Heisenberg.

IL RITORNO SCIENTIFICO VERSO L’ETERE

Ci si è infatti accorti che ammettendo il Vuoto Assoluto si è caduti in una crisi ancor più grave di quella che si voleva evitare. Si doveva allora tornare alla ipotesi di uno spazio pieno di Etere? Ricorro a questo punto a “Marco Todeschini: lo Scienziato del Futuro” un ottimo articolo del dr Luciano Saporito pubblicato dalla Nexus, facendone una sintesi.

ALCUNI DATI ANAGRAFICI

Per accostarsi oggigiorno al pensiero e alla Scienza di Marco Todeschini serve umiltà, grande apertura mentale nonché uno spirito anticonformista e coraggioso. Con le sue teorie innovative, ma controcorrente e invise all’establishment “scientifico”, lo scienziato bergamasco offre una chiara e nuova visione del Mondo, inteso come Materia e Spirito, nel quale anche noi esseri umani abbiamo il privilegio di esistere.

Marco Todeschini nasce a Val Secca di Bergamo il 25 Aprile 1899, e muore a Bergamo il 13 Ottobre 1988. Si laurea in Ingegneria a Torino nel 1921, specializzandosi poi in diverse branche della Fisica. Fu docente sia in scuole superiori che come Prof. Ordinario di Meccanica Razionale ed Elettronica al biennio superiore “STEM” di Roma.

UNA TEORIA DEL “TUTTO” CHIAMATA PSICOBIOFISICA

Marco Todeschini inventa una Nuova Scienza, la PsicoBioFisica. Tutti i moti dell’Universo, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande, nascono da un’etere universale, in perenne moto vorticoso, capace di influenzare sia la materia che gli esseri viventi e il loro Spirito. Pertanto l’Uomo è Materia e Spirito, un essere correlato e comunicante, attraverso l’etere, sia con il microcosmo che con il macrocosmo, sia con le particelle infinitesimali che con le galassie.

Per Marco Todeschini l’Universo non è un oggetto meccanico indipendente da Noi osservatori, ma bensì un atto creativo, la cui origine sono i movimenti vorticosi dell’etere. L’etere si può considerare l’energia fondamentale che permea tutto l’Universo, capace attraverso le vibrazioni da esso prodotte di dare origine anche alle nostre sensazioni, e queste poi, a loro volta, sarebbero in grado di influenzare la materia stessa.

IGNOBILE OSTRACISMO DELLA SCIENZA CONVENZIONALE

Todeschini venne ignorato. Il suo lavoro fu considerato insignificante dalla comunità accademica del suo tempo. Dei suoi libri non esiste traccia nelle facoltà universitarie, né viene menzionato nei libri di testo. Malgrado questo ignobile ostracismo, Marco Todeschini fu proposto nel 1974 per il premio Nobel per la Fisica! La “PsicoBioFisica” come abbiamo detto postula che tutti i fenomeni fisici siano dovuti a movimenti dello spazio fluido (etere).

Questi movimenti (vortici, vibrazioni), sollecitando i nostri organi di senso, producono delle correnti elettriche che attraverso i nervi arrivano al cervello e, una volta decodificate, producono le diverse sensazioni dei nostri sensi. Tutti gli organi del nostro sistema nervoso quindi funzionerebbero come una raffinata tecnologia elettronica.

Questa visione fece di Marco Todeschini un uomo anticonformista e coraggioso. Affermando l’esistenza dell’etere, bandito dalla Scienza Accademica, egli si pose in urto con un paradigma fisico consolidato, e si contrappose alla fisica Newtoniana e anche alla relatività di Einstein che faceva il suo esordio in concomitanza temporale proprio con la sua “PsicoBioFisica”.

CRESCENTE AMMIRAZIONE PER TODESCHINI A LIVELLO INTERNAZIONALE

Todeschini scienziato dissidente e spirito libero! Nelle Americhe sono sorte cattedre di PsicoBioFisica a dimostrazione dell’interesse, in quei paesi, per la sua Scienza, che afferma con logica ferrea, con dimostrazioni matematiche e anche sperimentali, che lo spazio non è vuoto, ma bensì costituito da una sostanza fluida denominata Etere la quale presiede e rende possibili i fenomeni che esistono in tutto l’Universo, la stessa vita dei suoi abitanti, e finanche i fenomeni spirituali esperiti da noi esseri umani.

TODESCHINI FAUTORE E CAPOCORDATA DI UNA SCIENZA LIBERA E NON DOGMATICA

Comincia a delinearsi a questo punto l’importanza unificante, il carattere rivoluzionario e l’attualità della Scienza di Marco Todeschini. Egli con le sue riaffermazioni sulla natura dell’etere si pone anche come l’artefice di una scienza libera e non dogmatica, in grado di mettere in risalto e di spiegare anche la natura spirituale dell’esistenza umana.

Ai giorni nostri questa Scienza Unificante trova riscontro anche, per esempio, nella fisica del “Campo di punto zero”, nelle ricerche sulla “levitazione magnetica”, e anche nelle ricerche su nuove fonti energetiche come la LENR (Low Energy Nuclear Reaction), nota più comunemente come reazione di fusione fredda, tecnologia italiana di avanguardia.

CONVERGENZA CON I VEDA E GLI ANTICHI GRECI

Todeschini raccolse il pensiero di Cartesio, il quale postulò egli stesso l’esistenza di un etere che riempiva lo spazio. Più tardi anche la stessa teoria della natura ondulatoria della luce di Fresnel presupponeva la vibrazione dell’etere. La stessa teoria classica dell’elettromagnetismo di Hertz confermava l’ipotesi che lo spazio fosse pieno di un etere fluido e in vibrazione, che consente alle onde di propagarsi oscillando attraverso di esso.

Gli stessi Platone e Aristotele avevano del resto avevano immaginato lo spazio come pieno di etere. Nella avanzatissima filosofia Vedica lo spazio è considerato da sempre non vuoto, ma pervaso da un’energia fondamentale e vitale chiamata Prana.

NEL VUOTO NON ESISTE FORZA, NÉ ACCELERAZIONE, NÉ VELOCITÀ

La PsicoBioFisica si contrappone alla teoria della gravitazione universale di Isaac Newton, la quale contempla l’esistenza di misteriose forze collegate a corpi dotati di massa, corpi che si muoverebbero in uno spazio vuoto, ovvero privo di attrito. Ma nel vuoto la forza sarebbe nulla. In altri termini, nel vuoto assoluto non sarebbe possibile produrre né forze, né accelerazioni, né velocità! Quelle che appaiono come forze sarebbero possibili solo in presenza di masse soggette ad un moto generato da un vortice di etere con una densità precisa. Il movimento delle masse sarebbe il risultato dell’urto delle masse stesse con l’etere.

Inoltre Marco Todeschini riteneva che lo spazio fosse ben separato dal tempo, a differenza di quanto assunto dalla relatività di Einstein. Il peso stesso dei corpi non sarebbe indipendente dallo spazio fluido che li circonda. L’inerzia quindi, secondo Marco Todeschini, sarebbe solo una “apparenza di forza” dovuta alla resistenza opposta dall’etere all’accelerazione dei corpi in esso immersi.

I FENOMENI DI MOTO AVVENGONO GRAZIE AD AZIONE FLUIDODINAMICA DELLO SPAZIO ETERICO SULLA MATERIA

I fenomeni naturali sarebbero il risultato di azioni fluidodinamiche dello spazio eterico sulla materia, all’interno dello spazio eterico del fluido stesso. Sarebbero i vortici di etere la causa di formazione sia dei sistemi atomici che di quelli astronomici. Pertanto una sola legge governerebbe sia l’infinitamente piccolo che l’infinitamente grande! Inoltre la varie forme di energia radiante, le frequenze e le onde elettromagnetiche, come noi le conosciamo, sarebbero questi stessi fenomeni fisici prodotti dalla vibrazione dell’etere!

RICUCITURA AUTENTICA DI UNA MULTISECOLARE FRATTURA SCIENTIFICA

Siamo dunque di fronte a una scienza unitaria che si oppone a quella frammentazione artificiosa della scienza attuale che ha allontanato l’uomo dalla verità. Marco Todeschini, nella sua confutazione della relatività di Einstein, giunse anche a ritenere che la velocità della luce non sia un valore assoluto e insuperabile di 300.000 km al secondo, ma vari a seconda della velocità del sistema di riferimento. D’altra parte si era già visto sperimentalmente negli anni ’30, in riferimento a collisione di particelle, come questo limite einsteiniano assoluto e dogmatico della velocità della luce fosse stato superato.

CRITICHE ALLA TEORIA DELL’INDETERMINAZIONE DI HEISENBERG

Marco Todeschini si è spinto anche oltre, criticando la stessa meccanica quantistica di Heisenberg e di Schroedinger, da lui ritenuta riduttiva della realtà fisica, in quanto essa considerava i fenomeni che si verificano nell’infinitesimamente piccolo solo una “funzione di probabilità”, quindi privi di finalità e di determinismo. Per contro, la Scienza di Marco Todeschini (PsicoBioFisica) consente di mettere in relazione intima il mondo della materia col mondo dello Spirito, configurandosi quindi come una “teoria del tutto”, supportata sia da calcoli matematici che sperimentali.

NIENTE FORZE MISTERIOSE MA FLUIDO ETERICO DIVINO IN PERENNE MOVIMENTO

La Spaziodinamica è la base della PsicoBioFisica di Marco Todeschini: alla base dell’etere vi sarebbe un fluido che determinerebbe i movimenti in tutti i corpi esistenti, ovvero tutti questi movimenti sono causati da un fluido in perenne movimento. Non ci sono misteriose forze in atto come ritenevano Newton e i suoi seguaci. Ma la causa prima di tutti questi vortici presenti all’interno dell’etere è Dio stesso. Quindi all’origine abbiamo l’etere sottoposto ad un moto vorticoso, e da questa rotazione di etere fluido si originarono i nuclei atomici, e da questi, per successivi trascinamenti e rotazioni dell’etere, gli atomi, gli elettroni delle orbite esterne, e così via fino a tutta la materia, sia vivente che non vivente, e l’Universo tutto.

LA FORZA FLUIDODINAMICA INCLUDE LA FORZA ELETTROMOTRICE, LA FORZA GRAVITAZIONALE E LA FORZA MAGNETICA

Le tre forze fondamentali che per Marco Todeschini sono alla base della materia sono la Forza Elettromotrice, la Forza Gravitazionale e la Forza Magnetica, e tutte agiscono all’interno di un’unica forza, la Forza Fluidodinamica. Ecco spiegata la misteriosa forza di gravità e la forza elettrostatica. Esse sarebbero dovute alla forza centripeta esercitata dal fluido del vortice sui corpi in esso contenuti. Le Forze sono solo delle apparenze generate dall’urto di masse contro l’etere. Per dimostrare questa teoria, Marco Todeschini inventò anche un motore a “Forza Propulsiva Centrifuga”.

Motore a “Forza Propulsiva Centrifuga”

ANCHE LE GALASSIE SI MUOVONO IN UN CAMPO ROTANTE A SPIRALE

Nel sistema solare il moto dei pianeti viene spiegato come conseguenza del vortice di etere creato dalla rotazione del Sole attorno al proprio asse, il quale a sua volta trascina il fluido circostante determinando un “Campo sferico centro mosso” che determina la rivoluzione dei pianeti attorno al sole stesso. Marco Todeschini costruì appositi modellini (idroplanetario) per verificare sperimentalmente questa sua teoria, consistenti in pianeti in miniatura immersi e mossi nell’acqua contenuta in una vasca semisferica.

Idroplanetario

Da questi esperimenti risultò che la Terra sarebbe immersa in un campo fluido “centro mosso” che comprende la Luna, e che questo campo ruoterebbe poi attorno al Sole. Verificò anche che la forza di gravità coincide con la forza centripeta dovuta al fluido e inoltre che le traiettorie di una sfera immersa in un campo rotante sono delle spirali. Ecco spiegato come tutta la materia, dagli atomi alle galassie, ha origine dal movimento dei vortici sferici di un’etere fluido, che equivale allo spazio stesso nel quale l’Universo esiste. Questi vortici roteando generano attrito, che a sua volta pone in rotazione altri strati di etere fluido, ecc.

TEORIA DELLE APPARENZE E COINVOLGIMENTO DELL’ANIMA

Marco Todeschini si chiese come mai le scienze nel suo tempo (e anche nel nostro) fossero così frammentate? La sua risposta fu che l’uomo ha inventato tante scienze quanti sono gli organi di senso di cui è provvisto il corpo. Marco Todeschini nella “Teoria delle Apparenze” sostiene che noi uomini avremmo scambiato le sensazioni di luce, di calore, di suono, di gusto, di olfatto, di tatto, di elettricità, provenienti dagli organi di senso, per realtà oggettive. Ma le sensazioni invece non esisterebbero come realtà fisiche assolute. Esistono solo come entità psichiche originate dai segnali elettrici causati dall’interazione della materia con lo spazio fluido (etere) e i nervi collegati al nostro sistema nervoso e al nostro cervello.

Per Marco Todeschini la psiche coincide con l’anima, ed è questa che ci consente di percepire tutti i meccanismi della vita in tutte le sue manifestazioni sensoriali. L’anima ha sede nella psiche, il cervello è una raffinata centrale elettronica che decodifica le informazioni provenienti dai cinque sensi (vibrazioni e movimenti dell’etere). Ma in ultima analisi non è il cervello che riceve le informazioni, ma è l’anima a percepire.

BASI PER UNA NUOVA MEDICINA PSICOSOMATICA

Marco Todeschini è artefice anche di una nuova medicina PsicoSomatica. Egli afferma che l’anima può anche regolare l’azione chimica secretiva delle ghiandole endocrine, concorrendo a ripristinare la salute (Psicoterapia). Da qui le prove neurofisiologiche che il corpo umano è un complesso di strumenti elettronici posti a disposizione dell’anima di natura spirituale. Le nostre sensazioni avrebbero origine dalle vibrazioni dell’etere che, tramite gli organi di senso e il cervello, noi percepiamo come tali non appena esse raggiungono la psiche.

ILLUSIONI GENERATE IN FASE DI PERCEPIMENTO

Questo fenomeno fondamentale è riconducibile ad una sola legge dinamica descritta dalla legge d’ inerzia: F=m.a. Si tratta della legge fondamentale della dinamica di Newton, che però Marco Todeschini, a differenza di Newton, non considera realtà oggettiva ma “mera apparenza”, dovuta al movimento dell’etere a diverse frequenze come percepito dagli organi di senso. Nella realtà oggettiva queste vibrazioni, se non ci fossero gli organi di senso e la psiche atti a decodificarle, sarebbero solo onde di etere silenziose, buie, insapori, inodori, atermiche, e diverse solo nella loro frequenza. La realtà soggettiva che noi viviamo sarebbe illusione se rapportata alle sensazioni da noi percepite (velo di Maya?). Per questa ragione per Marco Todeschini l’Universo avrebbe senso solo se inteso come dimensione Spirituale e creato per la vita!

KANT E SCHOPENHAUER

Cos’è il Velo di Maya? È il velo dell’illusione, che ottenebra le pupille dei mortali. Il mondo è simile al sogno, allo scintillio della luce solare sulla sabbia che il viaggiatore scambia da lontano per acqua, oppure ad una corda buttata per terra ch’egli prende per un serpente. Per comprenderne pienamente il significato, è necessario tornare alla filosofia di Immanuel Kant (1724-1804), che Arthur Schopenhauer (1788-1860) conosce bene e dalla quale riprende la differenza basilare tra fenomeno e noumeno, ovvero tra la realtà come appare e la realtà in sé. Il velo di Maya è uno schermo che nasconde all’uomo la vera realtà, ed è il fulcro della filosofia di Schopenhauer.

SPIEGAZIONI CHIARE DELLA TELEPATIA E DEI FENOMENI PARANORMALI

Marco Todeschini non ebbe timore ad esplorare qui fenomeni psichici detti paranormali che la Scienza Ufficiale sostanzialmente nega, poiché non riesce a spiegarli. Egli in questo contesto considerava l’anima come una sorta di ricetrasmittente, e in certi casi essa può innescare energie radianti mettendo in moto l’etere, e anche la mente potrebbe interagire con altre menti attraverso la presenza di risonatori organici e psichici (telepatia). Sarebbero proprio le leggi dell’elettromagnetismo di Maxwell a spiegare questi fenomeni, che avverrebbero attraverso la generazione e propagazione (o ricezione) di campi elettromagnetici generati dal corpo umano (risonanza), che metterebbero in movimento anche lo spazio fluido. Ecco ancora una volta individuato il meccanismo di relazione tra mente e materia.

BASI NUOVE PER UN DIVERSO TIPO DI MEDICINA

Mi piace pensare che una nuova medicina olistica, anche grazie a Marco Todeschini, sia quindi possibile. Una medicina fisica non invasiva e basata principalmente sulla “vibrazione/risonanza”. Una Medicina che faccia uso delle onde sonore (onde binaurali, musicoterapia, onde d’urto, ecc.), dei campi magnetici pulsanti (magnetoterapia) e delle onde elettromagnetiche, di frequenza, lunghezza d’onda e ampiezza variabili, a seconda dei casi e delle necessità terapeutiche (per esempio onde Delta, Theta, Alfa, Beta). Una Medicina basata anche sul tocco (pranoterapia), o sulla conoscenza dei centri energetici: i Chakra (oscillatori elettronici dell’organismo?).

Una Medicina basata sulla recitazione di una preghiera o di un mantra (vibrazioni). Una Medicina d’Amore (Mente-Psiche-Anima), atta a sollecitare e rivitalizzare i tessuti, gli organi e i sistemi fisiologici, neurologici e mentali delle persone malate o semplicemente in disequilibrio, per ristabilirne quindi l’equilibrio perduto, la vitalità e la salute in maniera dolce, coerentemente con i principi fisici enunciati da Marco Todeschini e senza controindicazioni e pericoli per l’uomo.

Tutto questo potrà avvenire soltanto nell’ambito di una Scienza libera e non dogmatica, dove lo Scienziato sia libero di spirito, coraggioso e anticonformista, come lo è stato Marco Todeschini. E qui si conclude la magnifica esposizione del dr Luciano Saporito.

TODESCHINI IN PERFETTO ALLINEAMENTO CON I CONCETTI-CHIAVE DELLA SCIENZA IGIENISTICA

Come non condividere? Aggiungerei alcune cose. Una Medicina fatta d’Amore sì, fatta di stimoli interni ed esterni sì, basata sul tocco, sulla pranoterapia, sulla conoscenza dei chakra e persino sui mantra sì, ma sempre non invasiva, non nociva e non generatrice di ansie e di paure. Direi anche una medicina basata sulle leggi naturali, sulla fiducia in se stessi, sulle formidabili forze interiori che la Natura, o l’Ente Creante se vogliamo, ha messo a disposizione dell’uomo.

Una medicina sostanzialmente auto-terapeutica e non mirata né alla cura del sintomo, né alla assurda pretesa di prevenire le malattie mediante pseudo-immunizzazioni invasive e cariche di effetti collaterali, come tutte le vaccinazioni. Pertanto, luce verde a una medicina della non cura sul sintomo e della non interferenza sul processo guaritivo chiamato erroneamente malattia, e concentrazione massima sui fattori causanti da interrompere con immediatezza. Curomania medica e non medica sul sintomo bocciate pertanto a tutti i livelli. Massimo rispetto ovviamente per gli interventi medici di reale emergenza e di pronto soccorso.

Valdo Vaccaro