SVEZZAMENTO PROLUNGATO, CRISI PROTEICA E CRISI CALORICA

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LETTERA

Mamma con due piccoli di 3 e 7 anni

Ciao Valdo, scusami se mi permetto di darti del tu, ma ho letto alcune tue tesine da qualche mese, inviatemi da un tuo amico, e mi sembra già di conoscerti.
Mi piace da morire come scrivi, con la giusta ironia ed incisività.
Scusami se ti ho inviato un papiro. Spero di non annoiarti e di ricevere tua risposta.
Sono una mamma romana separata da 2 anni e ho due bimbi di 3 e 7 anni.
Ho 46 anni anche se ne dimostro molti di meno.
Mi curo con la medicina omeopatica e con quella fitoterapica da una quindicina d anni ormai.

Dalla omeopatia alle tue tesine

Dopo un anno di eccessi alimentari, ma anche di dieta e sport, ho perso 12 kg tra agosto 2009 e settembre 2010, corrispondenti al peso rimastomi dall’ultima gravidanza. Ora sono a 58 kg, per 1,71 di altezza. A settembre ho cominciato a star male, anzi malissimo, con lo stomaco.
Mi sono messa a dieta da sola, e ho continuato a stare anche peggio come reazione.
Sono andata dal mio omeopata che mi ha ridato una dieta (ho abolito latte, caffè, latticini, uova e pomodoro, a cui sono allergica) e ha aggiunto delle medicine omeopatiche.
Poi, a ottobre, ho conosciuto il tuo amico e ho letto alcune tesine.
La svolta è continuata e ho abolito quasi del tutto anche carne e pesce.

Ho già registrato una serie di importanti migliorie

I risultati non si sono fatti attendere.
Passato il mal di testa, niente più gonfiori allo stomaco, passata l’asma, niente allergie agli occhi, passati i dolori ai menischi e ai tendini (ho fatto sci a livello agonistico), passata la sinusite.
Mi sento più sveglia al lavoro dopo pranzo, carica di energia positiva, più rilassata nonostante tutto, in ogni caso molto più serena di quando eravamo in 4.

La separazione mi ha portato maggiore serenità

Come hai scritto tu, alla incompatibilità non esiste altro rimedio che la separazione.
Ho scoperto che, mangiando la carne, si è davvero più aggressivi, e che mangiando invece vegano si diventa sereni e tranquilli.
Bella scoperta, dirai tu, ma l’ho provata su me stessa senza che me lo dicesse nessuno.

Dieta tendenzialmente vegana e tendenzialmente crudista

La nostra dieta in famiglia è vegana-crudista, ma non ancora al 100%.
A tutti piace molto la verdura, anche cruda, come il finocchio e la carota.
Piace la frutta, come le arance, i kiwi, le mele.
Anche le noci e i pistacchi, che però mangiamo come antipasto insieme alle citate verdure, mentre ho letto che vanno meglio a fine pasto.
Il sale l’ho abolito da anni, e ormai non salo nemmeno la pasta.
Una volta a settimana faccio una pizza al forno ripiena di spinaci lessi, che piace a tutti e 3.

Il piccolo mangia poco ma è finalmente sereno e sorridente

Mio figlio piccolo, quasi 3 anni e mezzo, è alto 98 cm, e pesa 14,5 kg.
Ora ha i capelli più lucidi, e gli è passata la crosta lattea alla testa, ha la bocca e le guance più rosee, insomma è magrino ma bello, anche se continua a mangiare poco.
La cosa interessante è che, da quando fa questa dieta, anche lui è sereno e sorridente come quando era un bebè, non più aggressivo e lagnoso, e quindi ne beneficiamo tutti, mamma e fratello compreso.
È ancora allattato da me, in quanto credo nello svezzamento naturale, guidato e quindi prolungato.

Lo svezzamento non è un momento, ma un lento processo.
È la nostra cultura bislacca che lo fa durare settimane o giorni.

Mi permetto di precisare che lo svezzamento non è un preciso momento, ma un processo di affiancamento di cibo solido che in natura dura anni, e che solo la nostra cultura perversa del dopoguerra fa durare settimane o giorni.
Il piccolo non ha mai preso un biberon di latte artificiale, né un bicchiere di latte di mucca, ma solo tanto buon calcio organico dalla mamma e poi dalle verdure e dalla frutta.
Non gli piace la carne né il pesce, purtroppo nemmeno i legumi.
Pertanto, come proteine, a parte quelle del mio latte, non so cosa dargli, anche perché gli ho tolto le uova, che gli piacevano ma gli facevano di sicuro male.

Sto diffondendo il verbo igienistico

Ho portato la dieta all’asilo municipale e anche a mia suocera, dove i bimbi dormono col padre due volte a settimana.
Ovviamente cerco di non dare cioccolata, merendine preconfezionate e biscotti.
Quando sono tentata, penso alla tua tesina sulla melammina e l’aspartame.

Qualche screzio di troppo sull’argomento carne

Il grande è molto alto per la sua età, 134 cm e 27,5 kg. Mangia tutto quello che gli viene servito, ma gli ho tolto il latte di mucca a colazione e diminuito la carne e il pesce, portandoli intanto a una volta per settimana. Anche lui non ama i legumi e quindi, se gli levo completamente la carne, mi ritrovo con lo stesso problema del piccolo. C’è anche il timore che, se porto il mio vegetarianismo tendenziale agli estremi, e la cosa trapeli all’esterno, il mio ex faccia qualcosa contro di me.
Ha già scritto sulla separazione che affamo il piccolo privandolo dei nutrienti necessari.
Se diventiamo vegani al 100% cosa mai scriverà?

Allattamento prolungato al seno oltre i 3 anni per entrambi

Entrambi i bambini non si ammalano quasi mai. La pediatra mi chiede lei di portarglieli, altrimenti li vedrebbe soltanto alle visite rituali di controllo.
In realtà, con la nuova dieta non stanno male da marzo dell’anno scorso, quando eravamo a sciare.
La settimana bianca è l’unico momento dell’anno in cui arrivano le eventuali patologie.
Però, da quando sono nati, hanno perso al massimo 2 giorni di asilo ciascuno, nessuna lezione di nuoto, e il grande nemmeno un giorno di scuola in un anno e mezzo.
Entrambi sono stati allattati a lungo, nonostante avessi ripreso a lavorare quando ciascuno di essi aveva 7-8 mesi.

Le caratteristiche naturali basso-proteiche del latte umano

Il latte umano è povero in grassi e proteine, o meglio ha le quantità giuste secondo madre natura.
Ha le quantità che servono a un bambino per crescere bene, per cui la madre deve allattare spesso per fornire tutto quello che serve nelle giuste quantità.
Allattare spesso è tipico degli erbivori e dei non-carnivori. Potrebbe essere questa una ulteriore prova (una delle tante) che l’uomo è vegetariano-fruttariano e non onnivoro-carnivoro?

La spinta indecorosa ed irresponsabile delle strutture sanitarie verso il latte artificiale

In contrasto a tutto ciò, si fanno pressioni per distanziare le poppate, per far dormire i bambini tutta la notte, così il latte diminuisce e, a quel punto, arriva il Dio Pediatra che, dall’alto della sua cattedra, e spalleggiato dagli enormi interessi economici, prescrive l’aggiunta di LA (di derivazione vaccina), finchè il tuo latte finisce davvero, e ai poveri bambini non resta che finire sul biberon artificiale e poi su quello vaccino, ammalandosi con tossi, otiti e laringiti. A quel punto, il Pediatra, ancora lui, può rifilare vaccini, antibiotici e sciroppi antinfiammatori, e la strada verso Big Pharma è così imboccata senza fallo.

Voglio diventare consulente in allattamento naturale

Quando avrò tempo mi piacerebbe diventare consulente in allattamento.
Per ora do consigli su un forum, dove mi batto per l’allattamento naturale e per lo svezzamento prolungato. Sono contraria agli omogeneizzati, al latte vaccino, agli antibiotici e alle medicine allopatiche. Metto in guardia dai vecchi grafici della crescita, fatti in base a bambini allattati artificialmente e poi diventati obesi. Per fortuna ora sono uscite nuove tabelle WHO.
Che consigli mi puoi dare per una dieta bilanciata e proteica per i piccoli?
Grazie in anticipo per il tempo che mi dedicherai.
Francesca

*****

RISPOSTA

Niente traumi e niente sbalzi nutritivi tra l’allattamento e il post-svezzamento

Ciao Francesca, il tuo contributo è importante in quanto dimostri acume, originalità e conoscenza.
Mi piacciono in particolare i tuoi preziosi appunti su quello che dovrebbe essere lo svezzamento.
Non un momento preciso e veloce.
Non un brutale uscire dall’ovattato tunnel delle poppate per essere scaraventati nella palestra infida in cui si pratica l’assurda competizione a chi sbafa più proteine animali, a chi cresce prima e a chi cresce di più, ma un progressivo accompagnamento del bambino da un latte umano-vegano e simil-fruttariano, a una alimentazione ricca in carboidrati naturali, bilanciata e pertanto coerentemente ipo-proteica.

Il problema non sta nell’integrare la dieta con proteine, ma nel fornire calorie sufficienti a crescere

Ti allego una ventina di tesine che ho scritto su questo argomento, dove sono raccolte le mie vedute sull’alimentazione infantile. Ce ne sono molte altre sul latte, scritte in occasione dei drammi cinesi sul latte alla melammina, ma mi pare che tu ce le abbia già.
Mi chiedi in pratica il modo di compensare il disagio proteico insito nel passare dalla carne alla non-carne quando manca la ciambella di salvataggio dei legumi, e non ti rendi conto di aver dato tu stessa la risposta implicita a tale quesito, citando la necessità di stare con la natura basso-proteica dei bambini umani e di nutrirli frequentemente, evitando di lasciare il corpo lungamente a secco nella fase critica della crescita. I legumi vanno bene, ma la vera soluzione sta nel dare più frutta e più verdure crude.

Dire la verità contro le proteine significa bestemmiare

E qui vengo alle mie conferenze e alle mie tesine di questi ultimi giorni, dove ho insistito su un punto di basilare importanza. Viviamo infatti in una società deviata e miope, proteinomane all’inverosimile. Una società demenziale e delinquenziale che predica per grandi e piccini l’ubriacatura proteica continuata, l’appendersi indecentemente alle mammelle infiammate dei 6 miliardi di mucche prigioniere nei maxi-penitenziari riservati loro dai bipedi. Impostare in essa un discorso contro la proteina ti fa apparire alieno ed inascoltabile, ridicolo ed utopistico.
Dire una verità chiara per la scienza, la logica, l’esperienza, il buon senso e persino la religione extra-vaticana, significa bestemmiare ed essere messi in disparte.

I nemici non sono i macellai, che fanno al meglio il loro sinistro lavoro, ma i falsi vegetariani

Qui si fa l’Italia o si muore, disse Garibaldi a Nino Bixio, in quel di Calatafimi, mentre l’esercito borbonico li stava per attaccare.
Anche qui, nel nostro piccolo, siamo di fronte a un confronto netto e chiaro.
Smettiamola di giocare a rimpiattino con articoli carnevaleschi pubblicati su siti pseudo-vegetariani che fanno da cavalli da Troia all’esercito del grana, dei prosciutti e della mortadella.
I veri nemici da cui dobbiamo guardarci non sono i macellai, ma i falsi vegetariani che abbondano in questo paese.
I vegetariani delle integrazioni, del ferro e del calcio, degli Omega-3 e della B12.
I vegetariani che portano sulla maglietta l’arancia e la mela, mentre puzzano a un miglio di caseina e di cadaverina.

Preferisco la franchezza dei carnivori all’ipocrisia degli pseudo-vegetariani

Tra le varie perle di questi giorni l’articolo firmato da Cristina Barbaglia sulla dieta vegetariana, pubblicato dall’AVI (Associazione Vegetariani Italiani).
Ringrazio l’autrice per avermi dato questo spunto e invito tutti a leggere attentamente tale scritto, utilissimo a capire il trasformismo e le camuffature dei carnivori-onnivori che si presentano sotto le vesti di vegetariani moderati e saggi, supportati da medici-scienziati che renderebbero il vegetarianismo meno precario, meno estremistico, meno avventuristico, meno rischioso e meno dannoso, grazie agli apporti indispensabili dei preziosi micronutrienti offerti dai bovini.

Il travestimento AVI

Questa diseducazione è molto più perniciosa di quella che fa Gerry Scotti, quando esalta in tivu la salubrità del grana, senza citare il fatto che esso contiene tutti difetti del latte vaccino moltiplicati per 10, con 10 volte più grasso, 10 volte più sale, 10 volte più perossido, 10 volte più caseina e più radicali liberi, 10 volte più acidificazione.
Diciamola a verità. Diciamo alla gente che il grana è sicuramente buono, come sapore, ma micidiale per la salute umana!
C’è da sperare che l’AVI riceva almeno i bonus che si merita, ovvero un buon rifornimento di grana, sia in formaggio che in banconote, per l’ottimo servizio a favore dei consorzi e degli allevatori.
Tolga però almeno dai suoi siti l’immagine di tanta bella frutta e ci appenda una coscia di maiale.

La teoria Calabrese sulle quote proteiche minime giornaliere

Qui si fa l’Italia o si muore, dicevo.
Il confronto è tra i media televisivi, magnificamente rappresentati dal dr Giorgio Calabrese, e le posizioni dell’igienismo che modestamente penso di riflettere.
In una delle sue giornaliere apparizioni a Uno Mattina nel gennaio 2008, il Giorgio Nazionale espresse la tesi che lui stesso definì come Teoria Calabrese, sulle quantità minime proteiche giornaliere per la salute umana (vedi tesina Tigre di carta del 26/1/08).
Parlò di 160 grammi giornalieri di proteine (nobili) per l’adulto e di 80 per l’infante in crescita, da rispettarsi 7 giorni la settimana. Praticamente carne a colazione, pranzo, merenda e cena.

Nessuna autorità seria si spinge oltre i 34 grammi/giorno per gli adulti

Ribadisco, ancora una volta, le mie posizioni e quelle dell’igienismo naturale, che parlano di 20-22 grammi per l’adulto e di 10-11 grammi per l’infante. Nella tesina Sindrome di Alport, dell’11/1/11, ho elencato per filo e per segno le posizioni delle maggiori autorità americane, inclusa la FAO, che pongono il limite a 34 grammi per l’adulto e 17 per l’infante, mentre il dr Giuseppe Nacci ritiene eccessiva persino la quota di 20 per gli adulti e 10 per i piccoli.

Il dramma di conoscere la realtà e di doverla travisare

Il dr Calabrese non è affatto persona incompetente. Non è nemmeno persona insensibile o cinica.
Ha sempre parole comprensive e paternalistiche nei riguardi dei vegani. Sugli animali non si pronuncia, quelli sono dei robot privi di sangue, di cuore e soprattutto di anima. Che vogliamo intenerirsi per una mucca? Ma andiamo! Non siamo ridicoli!
Questo è il rospo che deve necessariamente ingoiare. Vendersi ha i suoi costi.

L’Italia autentica che si rivolta nella tomba

Il solo difetto di Calabrese è quello di lavorare per l’Agroalimentare Italiano e per la mitica Dieta Mediterranea Moderna, quella carica di formaggio grana e di prosciutto, diventati paradossalmente simbolo della vena artistica e poetica italiana, autentici capolavori della cultura e della spiritualità subalpina, da incastonare ormai sullo stesso Tricolore.
Cose da far rabbrividire, o meglio da far rivoltare nella tomba Pitagora, Parmenide, Virgilio, Dante, San Francesco d’Assisi, Sant’Antonio di Padova, Leonardo da Vinci, Giordano Burno, Raffaello, Giotto e migliaia di altri filosofi e scienziati capestati, dissacrati e presi volgarmente per i fondelli.

Qui per uno di noi c’è flagranza di reato

Qui non ci sono vie di mezzo: 160 grammi al giorno o 20 grammi al giorno? 80 per i bambini o 10 soltanto? Trattasi di differenze enormi, pericolosissime ai fini della salute.
Uno di noi due, dr Calabrese, è oggettivamente pericoloso per la salute pubblica. Per quanto noi possiamo essere persone innocenti e bene intenzionate, diventiamo qui diffusori di notizie e di dati blasfemi.
Possiamo rivoltarla e rigirarla quanto vogliamo. Uno di noi due è dalla parte del torto marcio.

Bombe ad orologeria nel pancino dei bambini e nel ventre degli adulti

Se ha ragione lei, o se ha ragione la AVI, che la segue molto da vicino, mi dichiaro un fuorilegge e un fomentatore del disordine pubblico, e chiedo pubblicamente di essere processato ed arrestato, in quanto diffonderei ideologie nocive per la salute umana e andrei addirittura contro la stessa Costituzione, poco importa se i miei dati sono supportati dalla FAO e paradossalmente dalle maggiori autorità nutritive americane.
Se ho ragione io, ogni grammo di proteina in più, e quindi 160-22=138 per gli adulti e 80-12=68 per i bambini, diventa un ordigno acidificante e putrefacente nel corpo di chi segue le sue teorie, diventa una bomba tossica ad orologeria, una mina che va a produrre diabete, epatite, nefrite, obestità, cisti e cancro.

La carenza proteica è letteralmente una invenzione

Ma torniamo a te, cara Francesca.
Tu hai centrato meglio di ogni mamma che mi è dato conoscere il problema centrale, dicendo una cosa importantissima, ovvero che occorre alimentarsi più spesso.
E qui aggiungo una verità di strabiliante importanza, e cioè che non è mai esistita, non esiste e non esisterà mai una carenza proteica a livello nutrizionale umano.

Siamo sommersi dai ciarlatani, cioè dal nutrizionismo di regime

I ricercatori statunitensi, pagati per questo, hanno cercato a più riprese di disegnare una dieta capace di portare l’uomo in carenza proteica, ma hanno dovuto rinunciarci. Non si riesce.
Carenza calorica sì, carenza mineral-vitaminica-ormonale anche, ma mai carenza proteica.
Una bufala indecente e ripetuta all’infinito. Un ritornello per creduloni, fessi ed allocchi.
Neanche volendo possiamo andare in crisi proteica!
Pensa un po’ quanta incompetenza e quanta merdosa ciarlataneria ci circonda e ci sommerge!
E parlo di ciarlataneria medica soprattutto, perché quella non-medica conta poco e rompe poco, nel senso che non possiede le aggravanti della presunzione e dell’arroganza.

Bisogna mantenere la gente sazia, mediante calorie prese da cibo reale e vitale, nonché allineato con le esigenze e il disegno del nostro apparato gastro-intestinale

Qual’è dunque il vero problema? È la carenza calorica.
Bisogna rispettare il bilancio calorico, mettendo dentro calorie sufficienti a soddisfare il consumo, se non vogliamo compromettere il nostro peso forma.
E bisogna dare ai bimbi le calorie sufficienti per crescere (e non le proteine per crescere), per non compromettere il loro armonico sviluppo.
Peso e sviluppo non certo secondo gli schemi vetusti, obsoleti della pediatria al potere, smentita, ridicolizzata e smutandata dal dr Robert Mendelsohn, maggiore autorità pediatrica mondiale degli ultimi 50 anni (Il tuo bimbo sta bene? Non portarlo dal pediatra! Sta male? Non portarlo! Ci sei andata? Fa’ esattamente l’opposto di quanto ti dice, e salverai il tuo bimbo!).

I bambini non devono essere gonfiati in vista della macellazione.
Nemmeno ai maialini questo dovrebbe succedere.

La pediatria attuale, armata di bilance e di schemi di crescita copiati dagli allevatori di maiali, punta a far scattare la crescita dei bambini in forte anticipo sui tempi, forzandoli verso la spilungaggine e verso il sovrappeso, senza considerare che ogni singolo individuo ha i suoi tempi di partenza verso la crescita e i suoi modi specifici di sviluppo.

La disastrante fretta di far crescere i ragazzi prima del tempo

La prova ce l’ho coi miei due ragazzi William di 14 e Francesco di 21, che mai hanno toccato latte in polvere o latte di mucca.
Sono in grado di mostrare a chiunque le foto di gruppo scolastico anno per anno, dove entrambi i miei figli apparivano come i più minuti delle rispettive classi, sia alle materne che alle elementari.
Francesco oggi mi supera in altezza, e William sta seguendo il medesimo schema.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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