TONSILLE ED ADENOIDI DA RISPETTARE ED ASPORTAZIONI DA DEPLORARE

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LETTERA

IL CONSIGLIO DEI DOTTORI SU TONSILLE ED ADENOIDI

Salve, Ho il mio bimbo di tre anni e mezzo che soffre di adenoidi e tonsille. Si ingrossano ad ogni minimo raffreddore e respira male. I dottori mi hanno consigliato l’operazione ma io ho paura. Lei magari potrebbe consigliarmi. Vorrei provare qualche via alternativa. Ho letto qualcosa su di lei ma non sono riuscita ad approfondire. Grazie in anticipo.

Silva

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RISPOSTA

C’È DI CHE RESTARE ALLIBITI

Ciao Silva. Trovo disgustoso e scandaloso che certi medici continuino a spingere verso le asportazioni chirurgiche, quando le asportazioni di questi preziosi strumenti del sistema immunitario sono state da anni condannate dalla stessa medicina. Ovvio che una mamma dotata di buon senso e di preparazione non scivola nella trappola, non cede a queste indecenti pressioni e non mette a repentaglio la salute della sua creatura.

LA TONSILLITE È UN SALVAVITA E NON QUALCOSA DA ASPORTARE

Le tonsille, al pari dell’appendice e della cistifellea, sono amiche speciali dei chirurghi commerciali.
Le tonsille sono striscette di tessuto adenoide o di strutture linfatiche all’interno della gola. La loro funzione più importante è l’arresto e la detossificazione delle sporcizia esterne ed interne che arrivano sia dall’esterno (respirazione e cibi sbagliati) che dall’interno (veleni e detriti cellulari dall’intestino e dagli organi emuntori). Allorquando il livello di tossine è tale da superare la capacità depurativa delle tonsille, le cellule tonsillari si allargano e si gonfiano per autodifesa, per mantenere la salute e l’equilibrio immunitario del piccolo. La tonsillite, in altre parole, non è una minaccia alla vita del bambino, ma un autentico beneficio.

INTERVENTI INUTILI E CARICHI DI INSIDIE

Le adenoidi non sono altro che la definizione comune per l’allargamento delle tonsille faringee e vengono pure chiamate crescite adenoidali o vegetazioni adenoidali. In tutti questi casi, le membrane del naso e della gola risultano passivamente congestionate e presentano un concomitante gonfiore prodotto da migliaia di linfonodi e nodelli adiacenti alle tonsille. La rimozione associata di tonsille e adenoidi è il trattamento tipico della medicina demolitiva. Trattasi di una pratica non solo barbara e carica di insidie, ma anche inutile ed insoddisfacente nei risultati immediati, visto il continuo recidivare e ricrescere dei tessuti linfoidi, con ovvio aggravamento del problema.

ORGANI LINFO-GHIANDOLARI CON PRECISE FUNZIONI IMMUNITARIE

Le tonsille non sono presenti a caso o per sfizio ma al contrario sono organi linfo-ghiandolari presenti nel cavo orlare, e fanno parte del grande anello linfatico di Waldeyer, da Heinrich Wilhelm von Waldeyer (1836-1921), anatomista e patologo tedesco. Una infiammazione acuta in atto nel corpo porta a modificare il loro aspetto, facendole ingrossare (ipertrofia, rossore, edema) causando dolori alla deglutizione e febbre. Si parla di tonsille palatine (quelle a cui tutti si riferiscono in genere), tonsille faringee (dette anche vegetazioni adenoidi), tonsille tubariche (del rino-faringe), tonsille linguali (a lato della lingua). Ci sono poi le cripte tonsillari, piccole tasche epidermiche su cui si formano le tonsilloliti, piccoli calcoli tonsillari e accumuli di micro-residui cibari, di batteri accorsi a banchettare e di linfociti accorsi a monitorare.

NON TRASCURARE LE TONSILLE, E SU QUESTO SIAMO TUTTI D’ACCORDO

Giustamente, i medici ricordano che le tonsille non vanno trascurate. E fin qui non ci piove. Se il fenomeno diventa cronico e ripetitivo, col sistema immunitario che tramite le tonsille infiammate manda i suoi segnali e le sue sirene di allarme inutilmente, ci possono essere complicazioni a carico del sistema renale, oltre che reumatismi articolari e cardiaci. Il contrasto sta nel come, dove e perché intervenire. Sta forse sulla febbre e sulla infiammazione che sono solo dei sintomi, oltre che delle procedure naturali di guarigione? Forse su virus e batteri come credono medici, omeopatici e curomani, mentre i microrganismi sono soltanto presenze consequenziali dell’intossicazione e niente affatto ingredienti causativi?

CLASSIFICAZIONI MEDICHE FINALIZZATE A DIVERSO TIPO DI INTERVENTO FARMACOLOGICO

Per la medicina pasteuriana monatta tutto è basato sui tamponi diagnostici e sulla identificazione dei microrganismi coinvolti. Basilare a quel punto la distinzione tra tonsillite virale (adenovirus, rhinovirus, Epstein-Barr virus, coxsackievirus, enterovirus, persino Hiv virus, con febbre inferiore a livello 39, e tonsillite batterica, con presenza di streptococco beta-emolitico di tipo A (nei bambini) e di tipo non-A (soprattutto B e C) negli adulti. Oltre allo streptococco citato, c’è anche presenza di Haemophilus influentiae, Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Mycoplasma pneumoniae, Chlamydia, e la febbre va oltre quota 39, coi medici pronti a prescriverti pure la tachipirina. Stabilita la caratteristica della tonsillite si procede alle cure antivirali (non antibiotiche) nel primo caso.

GIÙ LE MANI DALLA FEBBRE E RICORSO AL DIGIUNO

Per la scienza igienistica, infiammazione locale e febbre sono rigorosamente intoccabili. Niente contagismo monatto e niente bombardamenti batterico-virali. Semplice stop alla alimentazione (riposo fisiologico) e riposo a letto fino a quando la crisi non passa bevendo acqua e succo di limone a piccoli sorsi (dolcificata con stevia, o succo d’acero, o con del miele). Lo stop al digiuno avviene quando torna prepotente la fame, quando la lingua si è spatinata, quando l’alito è fresco, quando le urine si sono schiarite.

RIMOZIONE SCIOCCA E BANALE PER HERBERT SHELTON

Herbert Shelton, nella sua quarantennale esperienza terapeutica, riscontrava di frequente casi di bambini che avevano subito 3 o 4 operazioni successive. Anche la rimozione delle sole adenoidi risulta banale e sciocca, visto che tali crescite si contraggono e si riducono di dimensione con l’arrivo della pubertà.

TUTTO NASCE DALLE INDIGESTIONI E DAI PROBLEMI GASTROINTESTINALI

Questi problemi si sviluppano comunque in bambini ed adulti che soffrono di problemi gastrointestinali cronici e di indigestioni causate da diete suggerite paradossalmente dalle autorità sanitarie. Indigestioni causate da latte e latticini, da proteine animali, da patatine fritte ed hamburger stile McDonald’s, da pane bianco, da cereali stracotti, da amidi cotti, da zuccheri raffinati, da torte e dolciumi, da lecca-lecca e gelati. Sommando a tali schifezze una persistente incapacità eliminativa si finisce per mandare l’organismo in tilt.

QUALCHE GIORNO A SUCCHI DI AGRUMI E POI DIETA VEGAN-CRUDISTA TENDENZIALE

Bastano 3-5 giorni di digiuno a succo d’arancia, o succo di pompelmo o succo di limone allungato e dolcificato con del miele, per ripulire la gola e sconfiggere l’alito cattivo. A tale depurazione si fa seguito con una dieta fruttariana e poi vegan-crudista tendenziale. Non servono gargarismi o altri trattamenti. Accettabile al massimo la tradizionale collana di aglio durante la notte. Accettabili le tisane a base di salvia, di menta, di ortiche. Serve piuttosto riposo, sonno e sole abbondante, zero farmaci, zero vaccini e zero integratori, tipici ingredienti del nostro pacchetto-salute.

ORGANI LINFO-GHIANDOLARI CON PRECISE FUNZIONI IMMUNITARIE

Le tonsille non sono presenti a caso o per sfizio ma al contrario sono organi linfo-ghiandolari presenti nel cavo orlare, e fanno parte del grande anello linfatico di Waldeyer, da Heinrich Wilhelm von Waldeyer (1836-1921), anatomista e patologo tedesco. Una infiammazione acuta in atto nel corpo porta a modificare il loro aspetto , facendole ingrossare (ipertrofia, rossore, edema) causando dolori alla deglutizione e febbre. Si parla di tonsille palatine (quelle a cui tutti si riferiscono in genere), tonsille faringee (dette anche vegetazioni adenoidi), tonsille tubariche (del rino-faringe), tonsille linguali (a lato della lingua). Ci sono poi le cripte tonsillari, piccole tasche epidermiche su cui si formano le tonsilloliti, piccoli calcoli tonsillari e accumuli di micro-residui cibari, di batteri accorsi a banchettare e di linfociti accorsi a monitorare.

NON TRASCURARE LE TONSILLE, E SU QUESTO SIAMO TUTTI D’ACCORDO

Giustamente, i medici ricordano che le tonsille non vanno trascurate. E fin qui non ci piove. Se il fenomeno diventa cronico e ripetitivo, col sistema immunitario che tramite le tonsille infiammate manda i suoi segnali e le sue sirene di allarme inutilmente, ci possono essere complicazioni a carico del sistema renale, oltre che reumatismi articolari e cardiaci. Il contrasto sta nel come, dove e perché intervenire. Sta forse sulla febbre e sulla infiammazione che sono solo dei sintomi, oltre che delle procedure naturali di guarigione? Forse su virus e batteri come credono medici, omeopatici e curomani, mentre i microrganismi sono soltanto presenze consequenziali dell’intossicazione e niente affatto ingredienti causativi?

CLASSIFICAZIONI MEDICHE FINALIZZATE A DIVERSO TIPO DI INTERVENTO FARMACOLOGICO

Per la medicina pasteuriana monatta tutto è basato sui tamponi diagnostici e sulla identificazione dei microrganismi coinvolti. Basilare a quel punto la distinzione tra tonsillite virale (adenovirus, rhinovirus, Epstein-Barr virus, coxsackievirus, enterovirus, persino Hiv virus!, con febbre inferiore a livello 39, e tonsillite batterica, con presenza di streptococco beta-emolitico di tipo A (nei bambini) e di tipo non-A (soprattutto B e C) negli adulti. Oltre allo streptococco citato, c’è anche presenza di Haemophilus influentiae, Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Mycoplasma pneumoniae, Chlamydia, e la febbre va oltre quota 39, coi medici pronti a prescriverti pure la tachipirina. Stabilita la caratteristica della tonsillite si procede alle cure antivirali (non antibiotiche) nel primo caso.

GIÙ LE MANI DALLA FEBBRE E RICORSO AL DIGIUNO

Per la scienza igienistica, infiammazione locale e febbre sono rigorosamente intoccabili. Niente contagismo monatto e niente bombardamenti batterico-virali. Semplice stop alla alimentazione (riposo fisiologico) e riposo a letto fino a quando la crisi non passa bevendo acqua e succo di limone a piccoli sorsi (dolcificata con stevia, o succo d’acero, o con del miele). Lo stop al digiuno avviene quando torna prepotente la fame, quando la lingua si è spatinata, quando l’alito è fresco, quando le urine si sono schiarite.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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