TUMORE AL CERVELLO, AUTOGUARIBILE COME TUTTI I TUMORI

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LETTERA

Caro Valdo, ti seguo da 2 anni, ho comprato il tuo libro “Alimentazione Naturale”, ho seguito i consigli che mi dato via e mail, e sto molto bene fisicamente. Di questo ti ringrazio tanto. Avrei voglia di dilungarmi nell’elencare tutti i benefici che ho avuto, e nel raccontare di tutta la gente che conosco e che, parlando di te, ha cominciato a seguirti. Ma in questo momento ho un problema grosso che mi sta annientando psicologicamente ed emotivamente, per cui ho urgenza di aiuto.

LA SODDISFAZIONE DI AVER TRASFORMATO MIA MADRE IN OTTIMA CUOCA VEGANA

Tempo fa ho fatto leggere a mia madre il tuo libro perché è intelligente e non pecorona come tanti che vanno dietro alla massa col paraocchi, convinta che “Se lo dice il medico è vero al cento per cento”. Sapevo che lei avrebbe capito ed ha cominciato per gradi a diventare almeno vegetariana. Si è trasformata anche in bravissima cuoca vegana. Quando mi invita a mangiare da lei mi fa trovare sempre delle insalate super elaborate. E’ riuscita a trovare il modo di essere creativa anche “solo” con frutta e verdura.

Questo è accaduto nell’ultimo anno, ma purtroppo gli errori di una vita (lei compirà 62 anni il prossimo mese) prima o poi li paghiamo tutti e, fortunatamente, dopo averti conosciuto corriamo ai ripari disintossicandoci. Mia mamma è molto giovanile e non ha mai avuto rilevanti problemi di salute. Ha fumato per tanti anni ed ha smesso pochi anni fa. Ha sempre mangiato da onnivora come del resto tutta la famiglia.

FORMICOLII NELLA PARTE SINISTRA DEL CORPO, RISONANZA, E DIAGNOSI DI TUMORE AL CERVELLO

Ultimamente ha cominciato ad avere formicolii a tutta la parte sinistra del corpo in diversi momenti della giornata e, dopo svariate visite, è arrivata a fare risonanze anche alla testa. È qui è c’è stata l’amara scoperta. E’ saltato fuori, ed è molto visibile nella risonanza, che ha un tumore al cervello. Mi è caduto il mondo addosso. Non ho dormito per qualche notte. Non si sa di che tipo. Ci vorrebbe almeno una biopsia come consigliano i medici per saperlo.

Siamo andati da un neurochirurgo. Ha detto subito che lui opererebbe di sicuro, ma che la decisione spetta a lei soltanto. Anche perché non si aspettava di trovarsi davanti una donna così giovane e apparentemente in salute come lei, con questo problema. Ha aggiunto che operando non si può comunque asportare tutto ed in profondità. Quindi, per sua stessa ammissione, ci sono consistenti probabilità di fare danno.

NEURONCOLOGA A FAVORE DI CORTISONE E RADIOTERAPIA

Toccando i delicatissimi meccanismi cerebrali, potrebbe perdere la vista, l’uso del braccio e della gamba. Questo potrebbe capitare anche solo facendo la biopsia. Siamo andati, come consigliato dal chirurgo, anche a sentire il parere della neuroncologa. Lei ha detto che farebbe della radioterapia proprio perché l’intervento è veramente pericoloso. E vorrebbe cominciare subito col cortisone.

Io sono sempre stato zitto ad ascoltare, come impaurito dall’esprimere un giudizio che avrebbe potuto mettere in difficoltà anche mia mamma. Ma non ho più resistito e mi è venuto naturale dire alla dottoressa. “Mi scusi, ma avete mai pensato, prima di prescrivere cure così dannose, di capire come tale grumo abbia potuto formarsi? E avete mai pensato alla possibilità di farlo regredire procedendo in senso inverso?”

LA SCIENZA E LA RICERCA MEDICA NON PERDONO TEMPO NELLE STUPIDE CAUSE, MA SI CONCENTRANO A TROVARE LE CURE MIGLIORI!!!

La risposta che ho avuto dalla dottoressa, tra l’altro un po’ stizzita, è stata che la scienza e la ricerca non perdono tempo a cercare le cause, ma si impegnano a trovare le cure migliori. Avrei voluto urlargliene tante di brutte parole, ma per paura di ripercussioni su mia mamma ho trattenuto tutto e ho solo trovato il coraggio di scrivere a mia mamma quello che penso.

IL TEMPO STRINGE

Quello che ti chiedo Valdo è se, secondo te, si può fare qualcosa di naturale senza ricorrere a tali “cure migliori”. Ho convinto mia mamma, tra l’altro senza nessuna difficoltà, a sentire la tua opinione. Potrei farti vedere tutta la documentazione. Noi siamo a Torino, ma le ho già detto che l’ avrei accompagnata anche dalle tue parti per riuscire a vederti, e lei è d’accordo. Il tempo stringe e i dottori dicono che bisogna cominciare subito le cure, prima che il tumore si ingrossi di più e vada toccare qualche punto critico.

So che c’ è tanta gente che ti scrive e fai fatica stare dietro a tutti, ma confido nel tuo buon cuore vista la gravità della situazione e spero in una tua risposta prima che mia mamma ceda, sotto le enormi pressioni della medicina.
Marco

*****

RISPOSTA

Ciao Marco, sto preparando la valigia e domani sarò in volo per l’Asia. Prendo a cuore il tuo caso e non lo rimando ad aprile. Penso a tua madre come si trattasse della mia. Senza tanti fronzoli ti propongo la mia strategia. Non intendo con questo offendere i medici a cui vi siete rivolti. Se ci sono frizioni e immancabili battute polemiche vanno intese non a livello personale ma piuttosto sul loro protocollo e sui metodi che, volenti o nolenti, devono per forza seguire. Non voglio dare illusioni o false speranze a nessuno. Tua madre del resto non è un’appestata o una cancerosa o una persona dal destino segnato. Toglietevi dalla testa questo tarlo. E’ una donna sana e in forma, con un grumo di materiale in zona cervello da smaltire.

IL TUMORE NON È AFFATTO UN MOSTRO

Questo e niente altro che questo. Mettetevi bene in testa che il tumore è una barriera positiva costruita dal sistema immunitario. Il tumore che porta in testa l’ha salvata e mantenuta in vita al meglio. Ora bisognerà solo disgregarlo con delicatezza ed intelligenza, non strapparlo e non napalmizzarlo. La via igienistica non è sperimentazione e non è rischio. Quella medica sì, purtroppo lo è. Come si faccia a guarire una malattia, eliminando il sintomo e senza conoscerne le cause, solo Dio lo sa. Dio e la neuroncologa che ti ha risposto in quel modo!

AUTOGUARIGIONE IN QUINDICI PUNTI

  1. Calmatevi e respirate. Tua mamma sta bene e il tumore al cervello non è necessariamente diverso di un tumore al seno o da altre parti. Il terrore e le statistiche negative esistono solo in riferimento alla brutta abitudine medica di buttarsi sulla chemio o sul bisturi, e di non saper impostare dei piani di recupero o delle diete adeguate.
  2. Bloccare ogni processo ansiogeno. L’ansia e la paura da sole sono in grado di uccidere anche un torello sanissimo.
  3. Dare lo sfratto a ogni test invasivo e a ogni idea chemio-radio-chirurgica. Non serve fare ulteriori polemiche con la neuroncologa. Ha dato la risposta standard del suo breviario quotidiano, tipo l’Ave Maria dei preti imparata a memoria.
  4. Il problema non sta nell’intervenire urgente prima che il tumore si ingrossi e vada a causare lesioni al cervello. Tanto meno sta nel voler capire di che tumore si tratti. I tumori sono tutti buoni in partenza, ed è fantascienza medica quella delle cellule benigne e maligne differenziate. La malignità consiste sempre e solo nella diffusione e nella metastasi innescate dalla cachessia, dalla esplosione setticemica causata da eccessivo ingrossamento e da stop al flusso e deflusso sanguigno verso il tumore stesso, o causata dagli inevitabili danni del bisturi.
  5. I danni della chemio e della radioterapia sono addirittura più pesanti di quelli del tumore lasciato com’è.
  6. I danni del bisturi non sto nemmeno ad elencarli, visto che lo stesso oncologo ve li ha accennati usando chiaramente linguaggio eufemistico.
  7. Personalmente non sono in condizioni legali per prescrivere una cura o per prendermi delle responsabilità, ma sono certo al 100% di darvi il consiglio giusto.
  8. Invito sia te che tua madre a pensare positivo. Nulla è cambiato. Quel tumore sta nel cervello da tempo, e il cervello stesso, associato al sistema immunitario, ha dimostrato di lavorare al meglio tollerandolo. L’accumulazione di ferro inorganico e di altri minerali, va bloccata, contenuta e disgregata. Lo si può fare usando serenità, respiro, aria pura giorno e notte, sole, digiuno ad acqua di montagna. Un primo digiuno di 5 giorni circa, seguito da 2 giorni a centrifugati e poi dal solito schema vegano tendenziale crudista. Più frutta consumerà e più il tumore si ridurrà. Qualsiasi tumore crepa prima del corpo. Il corpo dunque resterà in forma per altri anni ancora, assieme all’anima. La disgregazione igienistica va per gradi e per ordine. Prima vanno fuori le acque cattive, poi le escrescenze e le cellule in sovrabbondanza. Gli organi vengono sempre preservati con cura.
  9. Raccomandazioni per il digiuno:
    1. Medicinali, iniezioni, purghe, integratori sono pericolosi, nocivi e vietati durante il digiuno,
    2. Il digiuno va interrotto alla fine in modo progressivo con piccole dosi di frutta o succhi di frutta,
    3. Le crisi nel corso del digiuno sono tutte benefiche e disintossicanti, per cui vanno accolte con gioia e non con paura,
    4. Durante il digiuno bisogna preservare energie e stare a letto, muovendo la muscolatura, respirando e svuotando la mente da ogni pensiero specie se negativo. La dieta successiva non deve superare la capacità assimilativa e potrebbero bastare 600-1000 grammi di cibo al giorno. Quantità minima più che massima (seguendo anche le sensazioni di tua madre). Niente sale e zucchero, né bevande, all’infuori dei succhi di frutta fresca. Crudità circa 80%.
  10. Ricordarsi che la chirurgia è sempre pericolosa, mentre l’autolisi è un processo fisiologico e razionale che non comporta alcun rischio.
  11. Ricordarsi che la chirurgia riduce sempre ed inevitabilmente la vitalità e aumenta la perversione metabolica che è poi la causa vera e principale del tumore, mentre il digiuno normalizza la nutrizione e permette l’eliminazione delle tossine, accelerando l’autolisi e consentendo la soppressione delle cause del tumore.
  12. Dopo l’asportazione chirurgica i tumori tendono a riformarsi, mentre questo non succede dopo l’eliminazione autolitica.
  13. Dopo l’ablazione chirurgica i tumori tendono a diventare metastasi, mentre tale aspetto viene soppresso dal digiuno.
  14. Non abbattersi ma rimboccarsi le maniche e lanciare coraggiosamente la sfida. Non farsi intrappolare dalla paura e non delegare la vostra salute a nessuno. Prendere in mano la situazione e combattere. Il dottor Max Gerson ha rimesso in vita decine di pazienti presi dai reparti terminali, dandogli frutta da mattina a sera.
  15. Prima di decidere liberamente sul da farsi, leggere le tesine qui unite.

TESINE ALLEGATE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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