TUMORE VULVARE CON RECIDIVA, CURE DEVASTANTI E CATATONIA

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LETTERA

CANCRO ALLA VULVA CON INTERESSAMENTO LINFONODALE

Buonasera Dr Vaccaro, ho scritto qualche giorno fa per un aiuto urgente sul Forum dell’Alleanza della salute sul sito di ARPC, per il caso di mia madre, affetta da cancro alla vulva con interessamento dei linfonodi. Ha subito in data 20/06/14 una vulvectomia totale con ricostruzione e l’asportazione di 14 linfonodi a sinistra, di cui 12 positivi, e 4 a destra, di cui 2 positivi.

RECIDIVA IMMEDIATA E SITUAZIONE CRITICA

La recidiva zonale esterna è stata praticamente immediata, essendosi ripresentate dopo neanche un mese. Ma, essendo stata ormai dimessa, gli esami per gli accertamenti han subito ritardi infiniti e ci ritroviamo oggi con una situazione disperata. Mamma ha 69 anni. Da 2 è diabetica di tipo 2, trattata con metformina 1000, 2 volte al giorno. È molto attenta all’alimentazione non intende cadere nell’insulina.

ASSISTENZA DOMICILIARE CON DOSI MASSICCE DI OPPIACEI E CONSEGUENTE STATO DI CATATONIA

In attesa di riscontro da chi l’aveva operata per il carcinoma, ci siamo avvalsi dell’assistenza domiciliare dell’ANT, Associazione Nazionale Tumori, che le ha placato il dolore con dosi massicce di Lyrica e oppiacei. In questo modo, anziché in forze, ce l’hanno portata in uno stato di catatonia totale.

VOGLIAMO RIMETTERLA IN ORDINE

Fortunatamente, dopo due giorni d’inferno, pare che si stia riprendendo, ma necessitiamo di rimetterla in piedi per farle affrontare le terapie necessarie alla guarigione. Cerchiamo anche qualcuno che si prende la briga di aiutarci, e non ci consideri un caso disperato da evitare. Proprio dal forum dell’ARPC mi han consigliato, tra le altre cose, anche di scrivere a lei. La prego, la prego. A disposizione per inviarle tutta la documentazione che ho di mia madre. Grazie.
Cecilia

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RISPOSTA

UNA SCELTA NETTA SI IMPONE SEMPRE

Ciao Cecilia. Visto che il tuo appare come caso aperto, spero che non ci siano problemi per la pubblicazione, visto che il caso è oltremodo interessante per il pubblico. Non mi serve documentazione. Ovviamente non posso sostituirmi a quanto stanno facendo i medici. Mi limiterò pertanto a illustrare le differenze nel modo di approccio della nostra scuola igienistica chiamata correntemente Health Science o Scienza della Salute. Sta a voi decidere più avanti, dopo attente considerazioni, quale campo preferire, quale pacchetto-salute scegliere tra quello medico e quello salutistico.

DEFINIZIONE, SINTOMI E PROGNOSI DI TUMORE ALLA VULVA

Il cancro della vulva è una malattia caratterizzata dalla presenza di cellule tumorali nella vulva. È più frequente nelle donne che hanno più di 50 anni, anche se sono in aumento i casi di malattia in pazienti di età inferiore a 40 anni. Comporta prurito vulvare, bruciore, scarsa elasticità, comparsa di secrezioni maleodoranti o perdite ematiche non associate al ciclo mestruale. Le pazienti tendono a trascurare e a minimizzare i sintomi, e per questo motivo la diagnosi è in genere formulata quando la malattia è già avanzata. La biopsia si esegue generalmente in ambulatorio e in anestesia locale, per cui la paziente avverte solo una certa pressione, senza alcun dolore. La prognosi, ossia le probabilità di guarigione, che in termine medico meglio sarebbe chiamare probabilità di sopravvivenza, dipendono dalla localizzazione e dallo stadio del tumore, se è circoscritto alla vulva o se si è diffuso ad altri organi, nonché dalle condizioni generali di salute.

STADIO DELLA MALATTIA

Il cancro della vulva si classifica oggi a:

  • Stadio 0 o carcinoma in situ, dove il tumore è nelle primissime fasi ed è localizzato solo alla vulva e solo sullo strato cutaneo più superficiale.
  • Stadio I, dove il tumore è confinato alla vulva e al perineo, ha un diametro di 2 cm o meno, ma non sono presenti metastasi linfonodi.
  • Stadio II, dove il tumore è localizzato alla vulva o al perineo e misura più di 2 cm.
  • Stadio III, dove il tumore ha invaso la vulva e il perineo fino a infiltrarsi nei tessuti adiacenti, quali la porzione inferiore dell’uretra, la vagina e l’ano, con interessamento dei linfonodi regionali.
  • Stadio IV, dove il tumore ha invaso la porzione superiore dell’uretra e la mucosa della vescica, l’organo cavo in cui si raccoglie l’urina, nonché mucosa rettale ed osso pelvico. Possono essere evidenti anche metastasi ai linfonodi regionali e ai linfonodi pelvici. La recidiva può svilupparsi nella stessa sede del tumore primitivo oppure in un altro organo.

OPZIONI TERAPEUTICHE MEDICHE

Le opzioni terapeutiche attualmente disponibili per il trattamento del cancro della vulva sono quelle, solo quelle e sempre quelle, ossia chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Cura sul sintomo chiamato tumore o cancro, mediante asportazione priva di correlati eziologici, priva di prospettive, priva di risultato. Le opzioni chirurgiche prevedono:

  • Escissione locale ampia, consistente nell’asportazione del tumore con un margine di tessuto sano circostante,
  • Escissione locale radicale, con asportazione di tessuto sano circostante più ampio,
  • Dissezione linfonodale, asportando anche i linfonodi,
  • Vulvectomia con rimozione del solo strato cutaneo invaso dalle cellule tumorali o cosiddetta skinning vulvectomy,
  • Vulvectomia semplice, con asportazione dell’intera vulva, ma senza dissezione linfonodale,
  • Vulvectomia parziale, con asportazione di parte della vulva,
  • Vulvectomia radicale, con asportazione dell’intera vulva e generalmente anche dei linfonodi circostanti,
  • Eviscerazione pelvica, con asportazione di cervice, utero, vagina, retto, colon e vescica.

TECNICA RADIOTERAPICA

Dopo interventi così demolitori potrebbe rendersi necessario un intervento di chirurgia plastica, per ricostruire la vulva e la vagina utilizzando un innesto cutaneo prelevato dalla paziente stessa. La radioterapia, detta anche terapia radiante, utilizza radiazioni ad alta frequenza per distruggere le cellule neoplastiche e ridurre le dimensioni del tumore. La radioterapia può essere attuata da sola, in associazione alla chemioterapia o in combinazione con la chirurgia.

TECNICA CHEMIOTERAPICA

La chemio è la modalità terapeutica che distrugge le cellule tumorali attraverso la somministrazione di farmaci, che possono essere assunti per bocca in forma di compresse, oppure iniettati per via endovenosa o intramuscolare. La chemio si definisce trattamento sistemico, perché il farmaco entra nella circolazione sanguigna, si diffonde nell’organismo e in questo modo può raggiungere e distruggere le cellule tumorali che si sono diffuse a distanza.

STATO DI CATATONIA

Hanno portato tua madre in uno stato di catatonia totale. Il termine in questione deriva dal greco e sta per kata=sotto e tònos=tono. Quadro psicopatico a base dissociativa, non troppo dissimile dalla schizofrenia. I catatonici stanno fermi e ritti in atteggiamenti statuari, silenziosi e quasi indifferenti. Appaiono come assorti in se stessi, a occhi chiusi, in atteggiamenti mimici strani e incoerenti, o irrigiditi in atteggiamenti scomodi. Reagiscono in senso antagonistico. Rifiutano il cibo, salvo poi a mangiare spontaneamente quando si vedono soli. Trattengono forzatamente le feci e l’urina e così via.

PASSIAMO A CONCETTI E METODI TERAPEUTICI PIÙ NATURALI E PIÙ RISOLUTIVI

Diciamo intanto che la medicina ufficiale continua più che mai a procedere alla cieca, sperimentando sostanze e interventi che, ben lungi dal combattere lo stato infiammatorio e tumorale del paziente, mantiene tale stato e lo aggrava. Cisti e tumori vengono estirpati con sanguinarie operazioni che nessuna capacità hanno di ristabilire la salute, visto che sopprimono solo gli effetti e ma la causa, che sta sempre nel disordine digestivo.

PRIORITARIO È NORMALIZZARE LA DIGESTIONE

Solo normalizzando la digestione e favorendo l’eliminazione delle sostanze estranee si ottiene il ritorno alla salute integrale del corpo, senza dolori e senza danni. Niente raschiamenti, niente estirpazioni su cisti, tumori, escrescenze benigne e maligne, qualunque sia la la loro natura e la loro ubicazione!

CHI STA SOFFRENDO HA PARTICOLARE BISOGNO DI TRANQUILLITÀ

Dire queste cose a qualcuno che è già stato sottoposto ai trattamenti più invasivi della tecnica oncologica, potrebbe essere inopportuno, potrebbe dare luogo a dei crucci, a dei rammarichi o a dei rincrescimenti, quando invece dobbiamo sempre puntare a ricreare armonia e rilassatezza. Le cito tuttavia ad uso delle lettrici in generale, augurando ovviamente che mai debbano incorrere in queste situazioni.

LE MITICHE GUARIGIONI DI LEZAETA TRAMITE DECONGESTIONE DEL SISTEMA

Diversi casi critici di donne in stato critico, con emorragie e perdite in corso, con prognosi inguaribili e mortali da parte dei ginecologi. Tutti risolti in pochi giorni mediante cataplasmi di fango notturni, un clistere di acqua fresca e 3 semplici bagni ai genitali di 20-30 minuti ripetuti durante il giorno, e stretta osservanza di dieta a base di frutta e verdura di stagione. La decongestione della matrice e delle ovaie, sempre infiammate, pletoriche e congestionate non si potrà mai realizzare con il raschiamento o con la chemio.

INDEBOLIMENTO IMMUNITARIO CAUSA PRIMARIA DI INSORGENZA TUMORALE

Il cancro non si sviluppa mai se non ci sono stati in precedenza danni e cambiamenti patologici al fegato, ai reni, alla milza e al sistema linfatico. Il fallimento parziale o totale del sistema immunitario è un pre-requisito per lo sviluppo del cancro. La crescita cancerosa o tumore è sintomo di una malattia chiamata lipotoxemia, della susseguente degenerazione tissutale e dell’indebolimento immunitario che ne deriva.

NON MALATTIA ZONALE MA MALATTIA DELL’ASSIEME

Nessuno può oggi affermare che il cancro sia una affezione locale o zonale, visto che si tratta invece di una malattia dell’intero organismo che va trattata come tale. Se un paziente ha meno di 10 % di vitamina C nel suo sangue è già in situazione pre-cancerosa. Non esiste cancro al mondo senza presenza di costipazione e di stitichezza.

CHIMICA SANGUIGNA DIFETTIVA

Un paziente canceroso presenta già ai suoi stadi iniziali una chimica sanguigna difettiva, con funzionalità marginale negli organi vitali e con diminuita attività enzimatica. Ecco perché è imperativo che soltanto i cibi più semplici, più puri, più digeribili come i frutti maturi di stagione siano al centro della dieta, richiedendo essi pochissima attività enzimatica.

LE CURE STRAORDINARIE DEL DR BREUSS, MEDIANTE 6 SETTIMANE A SUCCHI FRESCHI

La cura anticancro del dr Rudolf Breuss si è provata straordinariamente efficace. Bere ogni giorno, e per 42 giorni esatti, un quarto di litro di succhi, da assumere a piccoli sorsi meglio se prima dei pasti. Pasti che saranno basati su qualsiasi cibo di nostro gradimento escluso carni da macello e derivati, esclusi ance i brodi di carne.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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