TUMOROSITÀ, ENDOMETRIOSI E SALVEZZA FEMMINILE

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LETTERA

IL TUO BLOG FA ALMENO CAPIRE CHE ESISTE ANCHE L’ALTERNATIVA NATURALE

Salve Valdo, mi chiamo Catia e ho 44 anni. Da qualche settimana ho scoperto il tuo blog grazie al quale ho capito che può esserci un modo diverso e più naturale per uscire fuori dal tunnel in cui mi sono ritrovata a causa della medicina tradizionale. Cercherò di essere breve anche se le circostanze sono complesse.

PRIMO INTERVENTO DI MIOMECTOMIA IL 25 GENNAIO, FORTI DOLORI AL RETTO E RAFFICA DI ANTIDOLORIFICI

Il 25 gennaio di quest’anno ho subito una miomectomia (due fibromi di 6 e 5 cm) convinta, dal ginecologo che già aveva fatto nascere mia figlia di 5 anni con taglio cesario, che questi fossero da ostacolo ad una seconda gravidanza. Al risveglio, accuso subito un forte dolore posteriore (zona retto), ma nessuno si preoccupa di indagare e cominciano a riempirmi di antidolorifici. Resto in ospedale 7 giorni perché nel frattempo ho avuto quella che chiamano banale febbre da assorbimento.

EVACUAZIONI TORMENTOSE, FORTE COLITE E SECONDO RICOVERO

Tornata a casa gli spasmi continuano a fasi alterne ma soprattutto quando devo evacuare. Sono fortissimi e mi lasciano senza fiato. Continuo con antidolorifici. In più sopraggiunge una forte colite. Esausta, chiamo il mio ginecologo, torno in ospedale e, ad un controllo ecografico, mi diagnosticano un corpo luteo emorragico di 10 cm e una raccolta di sangue nella parete posteriore dell’utero, sede del fibroma più piccolo. Mi ricoverano dicendomi che tutto si riassorbirà ma ci vuole tempo. I dolori si fanno sempre più forti, malgrado gli antidolorifici.

ALTRO INTERVENTO IN LAPAROSCOPIA IL 7 FEBBRAIO E TERZO RICOVERO

Il 7 febbraio decidono di intervenire con una laparoscopia di urgenza con la quale ripuliscono il tutto. La notte successiva all’intervento ho un episodio di orticaria, mi interrompono l’antibiotico e mi tolgono il catetere (rimango comunque con il drenaggio, messo anche con il primo intervento). Dal patch test fatto successivamente mi dicono che ho avuto una reazione al curaro. Anche questa volta 7 giorni di ricovero perché ho avuto un altro episodio di forte colite.

FEBBRE ALTA, CORPO LUTEO EMORRAGICO E QUARTO RICOVERO

Dopo due giorni dalle dimissioni comincio ad avere febbre alta che curo con tachipirina per 7 giorni. Ritorno in ospedale, altro controllo ecografico che evidenzia di nuovo la presenza di un corpo luteo emorragico, questa volta di 7 cm sempre nella stessa zona del precedente e alla rx torace un versamento pleurico. Mi ricoverano altri 7 giorni durante i quali faccio doppia dose di antibiotici per endovena per curare questo principio di polmonite. Il corpo luteo, come sempre, dovrà riassorbirsi da solo.

GONFIORI INTESTINALI, SUDORAZIONI NOTTURNE, PERITONISMO E QUINTO RICOVERO

Dimessa, trascorro un mese durante il quale tutti i giorni ho una febbre bassa tra i 37,3 e i 37,5 e una forte sudorazione notturna tanto da costringermi al cambio della biancheria anche tre volte per notte. In più, la pancia è innaturalmente gonfia e accuso dolori allo stomaco per qualsiasi cosa io mangi. Il tutto malgrado seguissi una terapia assegnatami dal naturopata. Senza via di uscita, ritorno in ospedale. La massa di 7 cm c’è ancora e in più trovano un follico incistato di 5 cm. Questa volta mi visita anche il chirurgo che riscontra un principio di peritonismo e decide di intervenire con una laparoscopia d’urgenza. Rifiuto l’intervento, ma mi toccano altri 7 giorni di doppia dose di antibiotici.

DEVASTAZIONE FLORA BATTERICA

Durante l’ultimo ricovero ricominciano i dolori al retto-ano durante l’evacuazione anche più forti di prima. Mi dicono che è colpa della scarsa flora batterica e mi danno l’enterogermina. Infine, mi fanno una Tac con contrasto per togliersi ogni dubbio e mi mettono in uscita. La Tac evidenzia la formazione di cui sopra più probabili foci endometriosici e suggerisce maggiori approfondimenti in tal senso (il mio CA 125 è a 15).

DISAGI GASTROINTESTINALI E FORTE DISSENTERIA

Tornata a casa, continuo con dolori posteriori e allo stomaco e fino a 5/6 evacuazioni al giorno. Mi rivolgo ad un gastroenterologo che mi dà una terapia a base di spaspomen e mi fa fare una risonanza magnetica dalla quale si evince una formazione cistica bilobata di 6,5 cm a carico della tube oltre alla formazione ovalare di 5 cm.

ENDOMETRIOSI PER LA TAC E SALPINGITE PER LA RM

Dunque mi ritrovo con sospetta endometriosi per la Tac e una salpinge per la risonanza magnetica. Allora mi rivolgo ad un primo ginecologo che sposa la teoria dell’endometriosi e mi suggerisce di prendere la pillola per bloccarmi il ciclo e di fare una cura antibiotica perché ho un milione di conta colonie di Klebsiella.

PROSPETTIVA DI ASPORTAZIONE

Non convinta della tesi dell’endometriosi, chiedo un consulto ad un secondo ginecologo che invece sostiene la tesi della salpinge, suffragata da una nuova ecografia che ha trovato la massa ridotta a 3 cm mentre quella di 5 cm non c’è più. Secondo quest’ultimo, dato le svariate cure antibiotiche già fatte e la sofferenza ormai semestrale di questa tuba, occorrerebbe effettuare una laparoscopia di indagine ed eventualmente asportarla onde evitare eventuali complicazioni infettive imminenti.
Il paradosso, mi opero per facilitare una gravidanza e mi ritrovo menomata di una tube.

CAMBIO DIETA VERSO IL CRUDO E PRIMI RISULTATI INCORAGGIANTI

Nel frattempo però, anche su suggerimento di un’altra naturopata, ho tolto dalla mia dieta tutti i prodotti di origine animale, e mangio prevalentemente crudo. Sto molto meglio, non ho più dolori, anche se il gonfiore alla pancia non è rientrato del tutto. Sento che solo questa è la strada giusta ma potrò evitare questo intervento? Potrò far regredire questa infezione e sperare di salvare questa tube? Spero tanto tu possa suffragare il mio pensiero. Un caro saluto.
Catia

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RISPOSTA

CINQUE RICOVERI, DUE INTERVENTI E FARMACI IN ESUBERO

Ciao Catia. Anche tu stai pagando troppo cara la tua condizione di essere donna. Dico “anche tu” perchè nella tesina precedente a questa “Ascesso al tubo ovarico e disagi ospedalieri“, il tema del dolore all’interno delle strutture sanitarie la faceva ugualmente da padrone. Sei mesi davvero drammatici quelli che hai appena concluso. Cinque ricoveri ospedalieri, due operazioni, dolori e complicazioni a non finire, e una scarica di antidolorifici e di antibiotici tale da stroncare anche un bisonte.

CI SONO DELLE CAUSE DIETRO OGNI EFFETTO

C’è da chiedersi se tutto questo sia normale ed accettabile, o se invece non rappresenti una conseguenza di precise scelte aberranti in termini di alimentazione e di stili di vita adottati, ed anche una conseguenza degli stessi rimedi attuati dalle strutture medico-ospedaliere, abbinati a diete tutt’altro che innocenti.

LE DONNE HANNO DIRITTO DI VIVERE SANE E FELICI

Il sistema riproduttivo femminile non è stato affatto disegnato o concepito malamente, per mettere in ginocchio le donne. E per donne intendo quelle che amano generare e fare figli, ma anche quelle che non ci pensano nemmeno, preferendo divertirsi o magari sublimare la potenza sessuale, canalizzandola verso lo sport, l’imprenditoria, l’arte o la religione.  Deve per forza esistere un modo di vivere capace di garantire funzionalità e salute a tutte le donne del mondo.

DEFINIZIONE DI TUBE UTERINE

Il termine salpinge deriva dal greco sálpinx-ingos, che sta per tromba. In anatomia, canale dalla forma simile a tromba. Salpingeuterina (o tromba o tuba di Falloppio), canale pari che dall’ovaio va all’utero, aprendosi medialmente nella cavità di quest’ultimo e lateralmente nella cavità peritoneale. Le salpingi sono ovidotti o tube uterine contenute nel margine libero di una plica peritoneale del legamento largo (mesosalpinge) e hanno la funzione di accogliere l’uovo al momento dell’ovulazione e di creare le condizini ambientali adatte per la fecondazione dell’uovo stesso dirigendo la progressione del medesimo verso l’utero e quella degli spermatozoi dall’utero verso la cavità addominale incontro all’uovo. Nella salpinge si distinguono una prima porzione, detta infundibolo, un segmento più ampio, detto ampolla, un tratto più stretto, chiamato istmo, e una porzione terminale, propriamente detta salpinge.

DEFINIZIONE DI CICLO OVARICO

Il ciclo ovarico è un meccanismo complesso dove ogni fase deve la sua perfetta riuscita ad un delicato equilibrio che non sempre regna nel corpo di una donna. Dopo l’ovulazione il follicolo collassa e diventa corpo luteo. il corpo luteo è una ghiandola endocrina molto particolare che cela già in sé un fine meccanismo di autodistruzione. Quando, difatti, l’ovulo non viene fecondato, dopo due settimane di vita il corpo luteo si dirige autonomamente verso la luteolisi, non avendo esso più ragione di esistere. In caso di fecondazione è importante invece che il corpo luteo non sia distrutto perché la sua produzione di progesterone è fondamentale per l’evolversi della gravidanza. Questo almeno l’iter normale e fisiologico. A volte succede che, nel corso del suo sviluppo, il corpo luteo possa tramutarsi corpo luteo cistico.

CISTI OVARICHE E CORPO LUTEO CISTICO (O CISTI LUTEINICA)

Le cisti sono formazioni liquide, solide o semisolide, e possono essere localizzate in diversi distretti corporei. In questo caso parliamo di cisti ovariche, classificate in dermoidi, endometriosiche, sieromucinose e funzionali. Le cisti funzionali possono a loro volta essere suddivise in cisti follicolari o cisti luteiniche. Mentre le cisti follicolari si formano perché il follicolo ovulatorio non scoppia durante l’ovulazione e dà dunque origine ad una cisti follicolare, le cisti luteiniche si formano nel corpo luteo quando al suo interno si sviluppano sacche piene di liquido o di sangue, per cui  il corpo luteo diventa corpo luteo-cistico.

CISTI LUTEINICA IN GRAVIDANZA

Cosa accade quando in presenza del corpo luteo cistico si instaura una gravidanza? La gravidanza può proseguire ed essere portata a termine senza problemi ma si può anche avere un’interruzione spontanea della gravidanza stessa. Se la cisti luteinica impedisce al corpo luteo di funzionare correttamente ecco che il corpo luteo non riesce a produrre progesterone, ormone fondamentale per il mantenimento della gravidanza. Il corpo luteo cistico può anche rompersi e causare un’emorragia nel cavo di Douglas, con ulteriori impedimenti alla gravidanza.

RIASSORBIMENTO SPONTANEO O AUMENTO DIMENSIONI O ROTTURA CISTI

Nella norma, le cisti funzionali non provocano grossi fastidi e possono perciò anche passare inosservate. Soprattutto agli inizi della loro formazione, il corpo luteo-cistico è a sintomatico. La donna non avverte alcun fastidio e le cisti si riassorbono da sole. Se il riassorbimento spontaneo non avviene e le dimensioni delle cisti luteiniche aumentano, si hanno dolori pelvici e mestruazioni dolorose e irregolari. In caso di rottura di cisti si ha dolore addominale accompagnato da emorragia vaginale, con febbre, nausea e vomito.

DISTINZIONE NETTA TRA CISTI LUTEINICA ED ENDOMETRIOSI

La distinzione ecografica tra corpo luteo cistico ed endometriosi può essere ostica ma occorre farla in modo corretto. Mentre la cisti luteinica tende a scomparire spontaneamente senza ricorrere ad un intervento chirurgico, un endometrioma, invece, è bene venga asportato, sempre secondo i criteri medico-chirurgici.

COS’È L’ENDOMETRIOSI

È una malattia che colpisce tre milioni di donne italiane e quasi 150 in tutto il mondo, eppure in pochi sanno cos’è. L’endometriosi si manifesta quando si sviluppano focolai di endometrio (che è la mucosa che riveste l’utero), fuori dal loro posto naturale, cioè il basso ventre. Nella maggior parte dei casi è come se ci fosse una mestruazione che, invece di essere espulsa, va verso l’interno della pancia attrraverso le tube. E può peggiorare con gli anni, proprio perchè questi tessuti anomali reagiscono alla stimolazione ormonale e crescono ad ogni ciclo. La malattia si manifesta nell’età fertile e spesso viene sottovalutata. Molti medici trascurano la sua gravità, pensando che sia la paziente ad esagerare i sintomi.

TERAPIE MEDICHE

Le cisti luteiniche, come appena detto, sono formazioni benigne tendenti a regredire da sole. Quando ciò non accade, basta una terapia ormonale con contraccettivi orali. L’assunzione della pillola anticoncezionale per qualche mese permette all’ovaio di riposarsi. Quando invece le cisti luteiniche raggiungono un diametro consistente e non danno segni di regressione, si interviene chirurgicamente in laparoscopia. Questo per evitare una suppurazione della cisti o una rottura della cisti, con emoperioneo, ossia versamento di sangue e dolore acuto nella cavità addominale.

COME AL SOLITO L’IGIENE MITIGA LE SPIGOLOSITÀ E LE PAURE INGENERATE DALLA MEDICINA

Nessuna particolare obiezione alle posizioni medico-anatomiche e funzionali sopra esposte.
Ma, la rilettura e il ripensamento delle anomalie tipiche femminili secondo criteri igienisti, porta sicuramente a qualcosa di diverso e a qualcosa di meno traumatico. Vediamo allora di sintetizzare le nostre posizioni in queste conclusioni finali.

TESINE DA LEGGERE

PERFEZIONE DEI MECCANISMI RIPRODUTTIVI

Il corpo luteo produce progesterone, come già accennato. Il progesterone inibisce ulteriori ovulazione e ulteriore secrezione di estrogeno, bloccando il ciclo mestruale durante la gravidanza, preparando i rivestimenti uterini alla ricezione dell’uovo fertilizzato e al mantenimento dell’embrione, stimolando ulteriore sviluppo delle ghiandole mammarie. Se non c’è fertilizzazione, il progesterone del corpo luteo deteriorante diminuisce, per cui l’endometrio dell’utero degenera e hanno luogo le mestruazioni. Il fluido mestruale è composto da mucina, da cellule epiteliali e da sangue.

LA FASE CALANTE DELLA DONNA

La menopausa, o climaterio o cambio vitale femminile, è la fine del periodo in cui i follicoli si sviluppano nelle ovaie prima dell’ovulazione, ed è quindi la fine del periodo fertile. È anche la cessazione fisiologica del flusso mestruale, con associate manifestazioni vasomotorie di caldo, freddo, sudore, cefalea, cambiamenti d’umore.

LA SALUTE SI COSTRUISCE MATTONE PER MATTONE

Le donne che aderiscono a un regime salutistico basso-proteico e privo di carni, latticini e dolciumi, rafforzano il sistema riproduttivo, stabilizzano le proprie emozioni e sperimentano difficoltà minime nei cambi ciclici e nelle transizioni ormonali. L’irritabilità, gli stress, la tensione, le cadute energetiche e le ritenzione idriche sono il risultato di alterazioni nella chimica corporale.

ESISTONO METODI NATURALI PER MANTENERSI IN FORMA

Per mantenere le membrane mucose delle ovaie in ottime condizioni di funzionalità, ed anche per minimizzare l’irritabilità e le tensioni pre-mestruali serve abbondanza di cibo naturale, verace, acquoso, magnetizzato, vibrante, radiante, alcalinizzante, leggero, digeribile, filtrabile, smaltibile, profumato ed energetico. Occorre nel contempo scansare rigorosamente le anti-vitamine e gli anti-nutrienti ossia i veleni che il corpo non può in alcun modo utilizzare, come purine, cadaverine, caseine, alcol, caffeina, fumo, eccessi proteici oltre il tetto massimo giornaliero (24 grammi/giorno), zuccheri raffinati, sali inorganici, cibi stracotti.

VITAMINA-A NATURALE E VITAMINA-B NATURALE

Serve in particolare vitamina-A (peperoncino rosso, tarassaco, acetosa, carota, albicocca, patata dolce, spinacio, rapa, aglio, crescione, mango, cicoria, peperone, finocchio, albicocca, papaia, nettarina, pesca, zucca, arance). Il gruppo B e il minerale calcio sono il cibo adatto al sistema nervoso, al bilancio ormonale e al bilancio zuccherino (sesamo, girasole, semi di zucca, germogli, germe di grano, cereali integrali, bietole, patate, carote, crescione, mandorle, pistacchi, miglio, pinoli, foglie verdi). La vitamina-F o acidi grassi naturali (noci, frutta da guscio, semini vari, avocado) allevia i problemi del sistema riproduttivo.

VITAMINA-C NATURALE E VITAMINA-E NATURALE

Per la necessaria dose di effetto diuretico, prezioso nelle congestioni cicliche e nella fluidità, serve abbondanza di vitamina-C (guava, ribes, prezzemolo, peperone, acetosa, broccoli, crescione, cavolfiore, limone, arancia, kaki, fragole, papaia, cavolo, uva, mango, melone, asparago, ravanello, radicchio). Per un aiuto nella fertilità e nella circolazione serve pure la vitamina E (cereali integrali, germe di grano, semini, noci, legumi, germogli, ortiche, foglie verdi, carote).

VITAMINA-P NATURALE O BIOFLAVONOIDI

Contro la fragilità e le disfunzioni dei capillari, e contro le tendenze diabetiche, serve la vitamina P o i bioflavonoidi, in particolare quelli di colore viola, nero e scuro, extraricchi di magnetismo solare (uva nera, more, mirtilli, lamponi, ribes, prugne, fichi, piante aromatiche).

SMONTIAMO E DISATTIVIAMO UNA BUONA VOLTA LA SCIOCCA PAURA DEL CANCRO

Contro le paure di noduli, linfomi, fibromi, miomi, cisti, tumori e cancri, spesso insidiosi e devastanti, ricordiamo che il tumore non è una tegola che cade in testa a caso ma una normalissima reazione fisiologica del corpo a degli squilibri interni provocati dalle nostre scelte.

IL FATTORE TUMOROSITÀ

Esiste cioè in tutti e per tutti un fattore tumorosità o tendenza ai tumori che è fisiologico al pari della febbre e del raffreddore. Un fattore tumorosità che dipende direttamente dal tipo e dalla quantità dei veleni che impregnano il nostro sangue, il nostro linfatico e la nostra matrice extracellulare (i liquidi che circondano i nostri 100 trilioni di cellule).

LE RICERCHE FONDAMENTALI DI OTTO EINRICH WARBURG

Tutte le cellule normali e sane hanno assoluto bisogno di ossigeno. Le cellule cancerogene o le sovracellule delle neo-formazioni proliferano in carenza di ossigeno. Basta privare una cellula sana del 35% del suo ossigeno per 48 ore ed essa diventa cancerogena. Il dr Otto Heinrich Warburg, biochimico cellulare e nobel 1931, una vita intera dedicata allo studio del cancro, identificò quasi un secolo fa le reali radici dell’insorgenza tumorale nella deficienza di ossigeno o nello stress ossidativi che crea uno stato di acidosi nel corpo umano.

STARE COI GRUPPI ALCALINI OH- E TENERE SOTTO CONTROLLO L’IDROGENO H+

Se il potenziale-idrogeno, ossia se il pH del corpo scende sotto il livello 7.365 andiamo in stato di acidosi. Warburg monitorò per anni il metabolismo dei tumori e la respirazione cellulare, scoprendo che le cellule cancerogene sopravvivono e lievitano solo in un ambiente acido intorno al valore pH 6.00, in presenza di acido lattico e di CO2 (ossido di carbonio). In sintesi il cancro è il prodotto di acidosi (alimenti e comportamenti acidificanti), ipossia (carenza di ossigeno) e sedentarietà.

GERSON GUARIVA L’INGUARIBILE A SUON DI SUCCHI DI FRUTTA FRESCA

Max Gerson marciava sugli stessi livelli, dopo aver guarito se stesso da decennali malanni che i suoi colleghi medici non avevano mai risolto. Gerson puntò tutto sulla dieta fruttariana e verduriana-crudista, bassa in sodio e alta in potassio, risolvendo in quel modo casi eclatanti di cancro e tante altre patologie associate.

UN GRANDE CHIRURGO INGLESE VEGANO

Il dr William Arbuthnot Lane (1856-1943) è considerato il miglior chirurgo inglese di tutti i tempi. Chiese di essere derubricato dagli elenchi della medicina e fondò nel 1925 The New Health Society, dedicandosi alla distribuzione in pubblico di frutta e verdura, in coerenza con quanto sostenevano Max Gerson (1881-1959) e Otto Einrich Warburg (1883-1970). Amico del nobel russo Elie Mechnikoff (vegano) e di George Bernard Shaw (commediografo vegano), dedicò la sua via alla ricerca del benessere umano.

RIGIDITÀ PELVICA, INERZIA DEL COLON E OSTRUZIONE RETTALE

Trovò che i punti-chiave della vulnerabilità femminile stanno nella A) Colonic inertia (pigrizia del colon), B) Pelvic Contraction and Poor Pelvic Relaxation (contrazione e rigidità pelvica), C) Rectal obstruction (ostruzione rettale e stitichezza). Alla fine nessuna deve temere l’imprevisto e il peggio, e nessuna donna deve soccombere alle malattie. Si tratta di divorziare da tutte le carni e di optare per un’alimentazione naturale, capace di 1) Nutrire al meglio, 2) Eliminare velocemente le scorie interne, 3) Ripulire in continuazione l’ambiente in cui vivono le cellule.

INGREDIENTI FONDAMENTALI IN SINTESI

Detto in breve ed in sintesi, movimento, sole, bagni di mare, camminate in montagna, relax e riposo, respirazione diaframmatica-profonda-ritmata, serenità mentale, motivazioni spirituali, fiducia in se stessi, niente traumi emotivi ed inquietudini, cibi semplici e vitali. Sperando che l’altra metà del cielo apprezzi e faccia girare questo documento a 360 gradi, soprattutto tra le donne disorientate, confusionate e sfiduciate.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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