Il voto è uno dei diritti politici fondamentali del cittadino, il suo esercizio è un dovere civico, e si esprime con la scelta politica di chi si ritiene. Il dissenso è uno dei diritti politici fondamentali del cittadino, il suo esercizio è un dovere civico, e si esprime votando scheda nulla o scheda bianca o astenendosi. Alla luce delle leggi elettorali che barando rendono vacuo il diritto di voto, l’unica risposta genuinamente democratica è il dissenso. Se il dissenso vince sul voto espresso delle urne, il messaggio degli elettori è: “No taxation without Representation“. Con questo slogan nel 1775 si diede inizio alla Rivoluzione Americana, col diritto di sostenere lo slogan “Senza Rappresentanza nessuna imposizione”.

I RISULTATI IN CIFRE

L’affluenza alle urne alle presenti elezioni italiane è stata comunque discreta, secondo i criteri comuni di valutazione politica, col 73%, per cui i non votanti sono stati il 27%, formando in teoria il 2° partito italiano. Fatte queste premesse, guardiamo a bocce ferme i risultati elettorali del 4 marzo. Il primo partito in assoluto si rivela di gran lunga il M5s di Luigi di Maio e di Beppe Grillo, stravincente in tutto il Meridione e bene accetto anche al Nord. Secondo partito il PD col 18,81%, un autentico disastro, terzo la Lega di Matteo Salvini col 17,60% il partito più in crescita, quarto Forza Italia di Silvio Berlusconi col 14,02%, quinto Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni col 4,35%, sesto Liberi e Uguali di Pietro Grasso col 3,36%, settimo Europa di Emma Bonino col 2,56%, altri schieramenti con meno dell’1% col 6,93%. Alla Camera 227 seggi al M5s, 122 Lega, 104 PD, 64 Forza Italia, 33 Fratelli d’Italia. In Senato 113 M5s, 56 Lega Forza Italia, 51 PD.

VITTORIA DI SALVINI MA TRIONFO PER DI MAIO

Ha vinto Matteo Salvini di sicuro, più credibile, grintoso e coriaceo dei suoi concorrenti. Ma chi ha davvero trionfato su tutti è Luigi Di Maio. Un partito il nostro che porta in sé frammenti ideologici di sinistra di destra e di centro, un partito che sta vicino alla gente, alla natura e all’ambiente molto più degli altri partiti, come ha commentato lo stesso Beppe Grillo. Il tutto deve ovviamente avvenire salvaguardando la stabilità, i diritti costituzionali, il pieno impiego, le opportunità di impresa, la crescita o decrescita se serve, l’equilibrio e il benessere della Nazione.

CRESCENTE MATURITÀ CULTURALE E POLITICA

Non è facile per me commentare. Ma molta gente me lo sta chiedendo. Anche i miei stessi familiari. Il mio personale commento è che l’elettorato italico sta dimostrando crescente maturità culturale e politica, oltre che insofferenza e disgusto verso governi, premier e presidenti che negli ultimi anni hanno portato alla disgregazione del benessere, della salute, dell’economia e del rispetto per la gente. Sia Di Maio che Salvini, al di là delle diversità esteriori, hanno importanti punti di contatto in tema di lavoro, pensioni, tasse e immigrazione. Non è più come in passato, dove uno nasceva comunista o democristiano e moriva con la medesima idea, definendo spregevolmente chi cambiava opinione come voltagabbana.

NON HO VOTATO

Credo da sempre nell’Amore Universale, nel volersi bene, nell’Umanitarismo, nell’Animalismo e dell’Ambientalismo, ed in particolare nel rispetto dei diritti calpestati per il sesso, la lingua, la razza, il colore della pelle, la specie, l’avere 2 o 4 gambe, essere belli o brutti, essere giovani o anziani, lavorare in fabbrica o in ufficio. Tuttavia confesso di non aver votato. Avrei dovuto rientrare di corsa a Hongkong per farlo, e non ne valeva la pena.

L’ULTIMO MIO VOTO FU AL PSIUP

L’ultima volta che ho posto con la matita una croce su un simbolo non me lo ricordo nemmeno. Fu mezzo secolo fa circa. Diedi allora un voto di protesta per il Psiup. Ma non ero estremista e, sia ben chiaro, aborrivo la violenza. Visitai Sociologia a Trento, ai tempi di Curcio restandovi 5 giorni, ma mi limitai a raccogliere funghi e uva nei dintorni dell’Università per un gruppo di studenti che mi ospitavano e che allora soffrivano letteralmente la fame.

LA VITA VALEVA ASSAI POCO

Pur abitando in un paese al 95% stalinista come Tavagnacco anni ’50-’60, e pur simpatizzando per la sinistra di allora, trovavo in controtendenza non banale e non violento persino Giorgio Almirante. Apprendevo del resto cose incredibili e strane successe pochi anni prima. Come ad esempio la fine impietosa del padre del segretario comunista tavagnacchese Renato Cristofoli, sequestrato di notte e fatto fuori dai partigiani comunisti intorno al 1945.

LE CONFESSIONI DI MIO PADRE

Come ad esempio le confessioni di mio padre, sergente maggiore Valter Vaccaro, minacciato e messo a rischio negli stessi anni dai medesimi partigiani locali, perché appena rientrato dalle operazioni belliche sul confine orientale anti-Tito, dopo aver svolto con coscienza e responsabilità i suoi obblighi di militare in zona Monte Nevoso, riuscendo a far rientrare l’intera sua guarnigione di 300 uomini senza nemmeno una perdita. Avrebbe meritato medaglie al valor militare per tutto questo e per episodi che conosco e che non sto qui a citare, ma era invece finito per paradosso sull’agenda di quella Resistenza spesso irragionevole e crudele, autrice anche di stragi infami come quella di Porzus. Paradossalmente lo salvò dal prelevamento notturno il capo dei partigiani locali Ciro Pigani che conosceva benissimo l’intera storia della famiglia e che testimoniò a favore di mio padre in un incontro segreto tenutosi sotto il rifugio-galleria boschiva del Bosco del Tai, tra Tavagnacco e Tricesimo, che per qualche gioco del destino sta proprio ai confini della mia attuale residenza. Mio padre non ne volle sapere di continuare la carriera militare e trovò occupazione per il resto della vita alle Officine Bertoli, famosa fonderia alle porte di Udine.

SIMPATIA PER GRAMSCI E MATTEOTTI

Gli sviluppi tipo Brigate Rosse da un lato ed estrema destra reazionaria dall’altro aprirono gli occhi a noi giovani di allora e mi resero più prudente e distaccato dalla politica attiva. Del resto continuavo ad apprezzare la gente coraggiosa ed eroica, i tanti soggetti costretti all’esilio o al carcere o al martirio dal regime fascista, come Antonio Gramsci e Giacomo Matteotti.

SCUDO CROCIATO E FALCE MARTELLO

In quegli anni mi piaceva culturalmente Mario Capanna, ma non troppo i groppuscoli che gli ruotavano attorno. Pur non essendo mai entrato direttamente nel vivo del dibattito elettorale, avevo le mie chiare opinioni. Provavo in ogni caso scarsa simpatia per i partiti di potere che erano lo Scudo Crociato da un lato e Falce Martello dall’altro. Tutte le canoniche d’Italia sventolavano la bandiera della DC e quella del Vaticano, celebrando potere e benessere a base di polli alla diavola, porchette, bistecche, prosciutti e vino doc. Cose che mi davano molto fastidio.

SIMPATIE E ANTIPATIE

Avessi optato per qualcuno del sistema di allora confesso che trovavo interessanti nel contempo Valerio Zanone da un lato ed Enrico Berlinguer dall’altro. Stavano su versanti opposti ma, nei confronti televisivi, si sparavano contro autentici proiettili ideologici. Era interessante, appassionante e persino divertente ascoltarli. Simpatizzai per Bettino Craxi. Piansi per Aldo Moro e la sua scorta, come del resto per il Maresciallo Dalla Chiesa, per Falcone e Borsellino. Fanfani e Andreotti li trovavo assai lontani. Per non dire poi di Piccoli-Preti-Storti-Malfatti sui cui nomi c’era già parecchio da ironizzare. Mi trovavo pure in linea col primo Berlusconi degli anni ruggenti, il Silvio fiero avversario di De Benedetti e di Prodi, demolitore dell’IRI. Quanto ai presidenti, nessuna simpatia per Scalfaro e poca anche per Ciampi e Napolitano. Molta invece per Sandro Pertini ed anche per Francesco Cossiga, a parte il caso Moro. In ogni caso, la lotta autentica allora esisteva. C’era la Destra e c’era la Sinistra, oltre che il centro delle poltrone sicure e dei potenti. Erano poi gli anni dei grandi ideali oltre atlantico, incarnati dalle figure prestigiose di John Fitzerald Kennedy, di Edward Kennedy e di Martin Luther King.

CIRCOLO MARCUSE E ROTTURA

Erano gli anni dell’Università, gli anni in cui con un bel gruppo di amici di ogni ceto e di ogni idea formammo il Circolo Culturale Marcuse e il mensile Rottura che circolava mensilmente sulla tratta goliardica-ferroviaria Udine-Trieste e nelle scuole udinesi. Cercavamo un nuovo modo di fare politica, rimuovendo le contrapposizioni insanabili. Ci arrivò il supporto dello stesso Herbert Marcuse da La Jolla-California, del celebre chirurgo Gaetano Azzolina, e dell’ex sindaco di Firenze Giorgio La Pira, per ricordarne alcuni. L’esperienza si sciolse quando apparvero dei tentativi di strumentalizzazione politica. Non eravamo accomodanti figli del proletariato imborghesito, ma neanche degli extraparlamentari. Per la cronaca, ci siamo riuniti con religiosa commozione ad un pranzo  commemorativo 50 anni dopo, con Celestino, Mario ed Enrico. È cosa di 3 settimane fa.

PER FORTUNA C’ERANO CANZONI DA FAVOLA

Alla fine trovammo tutti buone distrazioni e vie di fuga nelle emozionanti e dirompenti canzoni di quegli anni, provenienti sia dall’America (Elvis Presley, Roy Orbison, Ricky Nelson, Bobby Darin, Paul Anka, Neil Sedaka, ecc) e dalla stessa Italia (Fred Buscaglione, Modugno, Nico Fidenco, Luigi Tenco, Tony Renis, Little Tony, Gino Paoli, Fabrizio De André, Celentano, Morandi, e soprattutto il Giorgio Gaber di Cos’è la Destra e Cosa la Sinistra). All’impegno politico e culturale subentrò il relax, il divertimento oltre che i vari sbocchi professionali. Come dire il Panem et Circenses predicato da Giovenale.

BOCCIATURA IN TRONCO DI TUTTI GLI ULTIMI GOVERNI

Tornando ai risultati politici odierni, è trapelata più forte che mai la sfiducia degli italiani in tutto quello che è stato fatto dagli ultimi governi tecnici e di sinistra, ma anche da quelli del Berlusconi iniziale, pur messi nelle condizioni di non-governare come recriminato più volte dal Cavaliere di Arcore. Certo è che il Silvio Nazionale pimpante e dinamico di quegli anni, quando serviva dimostrare polso e tempra, commise gravi e imperdonabili errori prestando le basi di Sigonella e lasciando indifeso il suo “amico” libico Mu’ammar Gheddafi.

“PENTASTELLATI INCAPACI DI GOVERNARE PERSINO UN’EDICOLA”

Ora i due vincitori della contesa Luigi Di Maio e Matteo Salvini si contendono aspramente la posizione di premier alla corte di Mattarella. Pesano del resto come un macigno i colpi bassi della campagna elettorale, dove il Centrodestra ha più volte tentato di ridicolizzare il M5s ritenendolo incapace di gestire e governare persino una semplice edicola, figurarsi un intero paese.

PD PARTITO INGUARDABILE

Meritatissima invece la sconfitta del PD, partito inguardabile, inaffidabile, improponibile. Come dire il peggio del peggio. Personaggi come Renzi, Gentiloni, Boschi e Lorenzin farebbero bene a tirarsi da parte e scomparire dalla scena politica per i guasti che hanno prodotto al loro partito ma soprattutto all’intero paese. Alla fine, per quanto l’Italia appaia spaccata in due, con M5s fortissimo al Centro-Sud e la Lega prevalente al Nord, intuisco maggiore senso politico e maggiore realismo proprio nelle posizioni di Di Maio e di Beppe Grillo, vituperati oltremisura e trionfatori oltremisura.

TOTALE OMERTÀ SULLE SCIE CHIMICHE

La grossa preoccupazione che rimane è che in campagna elettorale si è parlato poco di vaccini e di arroganza sanitaria, e si è parlato addirittura zero di scie chimiche e di impadronimento dei cieli, quando a detta di Enrico Gianini, dipendente di Malpensa, in tutti gli aeroporti del paese tutti ne sono ormai a conoscenza, dai controllori di volo, ai piloti, ai meccanici, ai tecnici degli hangar addetti alla manutenzione, agli addetti al carico-scarico bagagli. Per quanto tempo ancora vige la consegna del tenere la bocca chiusa? È in atto in questo paese e non solo un vergognoso tentativo di sovvertire il clima, di avvelenare ulteriormente le falde acquifere, di aggravare il già pesante fardello di inquinamento minerale includente cromo, bario, cadmio ed anche manganese, più pericoloso dell’alluminio e del mercurio.

A CHI GIOVA L’INQUINAMENTO DEL CIELO, DELLE ACQUE E DEI TERRENI?

Cui prodest? si chiedevano i romani. In realtà non dovrebbe comodare a nessuno, se non vivessimo in un Mondo Perverso e Manicomiale. Comoda alla CIA e ai servizi segreti. Comoda a chi è interessato a mantenere in stato di obbediente colonia l’Italia e il mondo intero. Comoda a chi vuole avvertire la gente che il regime mondiale delle multinazionali, del cibo devitalizzato, dei farmaci e dei vaccini, delle banche e dei servizi segreti, ha il coltello per il manico e può fare il buono e il cattivo tempo, tirandoci via l’amore per l’erba, per le viole, le fragole, le margherite, l’acqua pulita, la pioggia e il sole. Avessi chiesto alle mie due oche e alle mie tre caprette per chi votare, mi avrebbero contestato a suon di pernacchie. Ma forse, messe alle strette, avrebbero trovato più compatibile e accettabile Beppe Grillo, rispetto a tutto il resto.

LA PERVERSIONE NON PUÒ E NON DEVE AVERE IL SOPRAVVENTO

C’è da preoccuparsi davvero per questi pervertiti che pretendono di staccarci tutti dal verde e dalla meditazione, e di ammassarci nei supermercati e negli ambulatori ospedalieri? C’è forse da disperare pensando che non siamo in grado di fare fronte a questa iniqua e continuata belligeranza contro Madre Natura? È davvero il caso di issare bandiera bianca di fronte a una minoranza irresponsabile che detiene i soldi e il potere e che pretende non solo di farci trangugiare le sue cole, hamburger e integratori, le sue pozioni a base di farmaci e di sangue, ma persino di oscurare il sole, di modificare i venti e le correnti marine, e di far piovere come e quando le conviene?

MANDIAMO FUORI DAI PIEDI I NEMICI DEL CREATO

Per quanto i danni finora compiuti siano terribili, per quanto ci siano intere montagne e intere isole fatte di spazzatura non biodegradabile, e navi affondate cariche di barilotti proibiti, nonché elefanti, rinoceronti e balene inseguiti da cacciatori di frodo spietati e sanguinari, il Sole continua a brillare per tutti, le gemme dei ciliegi e dei fichi non si danno per vinte, e il mare continua a rinnovarsi con tanto di onde e di risacca. Diamoci tutti da fare, giorno dopo giorno, per smascherare e mandare fuori dai piedi i calpestatori seriali questo fantastico Pianeta In Pericolo.

Valdo Vaccaro