UNA SPICCATA PROPENSIONE PAPALE PER LE BISTECCHE

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UNA CHIESA PIÙ CHE MAI OSCURANTISTA

La delusione e l’amarezza è grande per noi animalisti che abbiamo atteso per più di un anno che il papa si esprimesse in difesa degli animali. Ma l’attesa è stata vana. Non solo finora non ha manifestato il pur minimo interesse per le nuove istanze dello spirito umano, ma nelle poche occasioni ha manifestato distacco, indifferenza verso il dramma universale cui sono condannati gli animali. Chiusura che legittimerà, secondo la più oscurantista, anacronistica visione antropocentrica, quella che considera gli animali massa indistinta, materia bruta e senz’anima della quale l’uomo può disporre a suo piacere. E, a causa di questo imperdonabile sproposito, miliardi di animali soffriranno e troveranno la morte. In un momento storico-sociale in cui anche le pietre invocano rispetto per gli animali, la Chiesa resta su posizioni infauste ed arretrate.

UN GRAVE SBAGLIO DI NOME

La peculiare caratteristica del santo di Assisi era il suo amore per gli animali fino a considerarli fratelli e sorelle. È difficile immaginare papa Bergoglio chiamare fratelli gli animali. Allora mi chiedo perché il papa abbia scelto di chiamarsi Francesco. Ci siamo forse illusi che papa adottasse lo spirito francescano?

UN PAPA GESUITA CHE, AL DI LÀ DELLE PAROLE E DEI GESTI AD EFFETTO, STA CON LA PARTE PIÙ ORTODOSSA E ZELANTE DELLA DOTTRINA CATTOLICA

D’altronde cosa potevamo aspettarci da un papa gesuita, un papa che trae le sue regole dalla parte più ortodossa e zelante della dottrina cattolica. Avrebbe fatto meglio ad adottare il nome di Agostino o di Tommaso per essere coerente con il suo attuale operato. Un papa che ha parole di compassione, di misericordia e di attenzione per tutti, meno che per gli animali vittime degli uomini. Certo non si può non apprezzare il suo richiamo alla pace, alla tenerezza, al rispetto dell’altro. Peccato che questi sentimenti siano limitati alla sola specie umana. È come se un padre si interessasse solo della sorte del primogenito e manifestasse totale disinteresse verso la condizione e la sofferenza del resto della famiglia.

L’ENNESIMA OCCASIONE PERDUTA PER APRIRSI AL MUTARE DEI TEMPI

Ci può forse essere pace nella famiglia dei viventi se la parte più piccola e agguerrita è autorizzata ad usare ogni crudeltà nei confronti della maggioranza dei suoi componenti? Sono il cuore e la coscienza dell’uomo a fare la storia, a determinare il comportamento pacifico e mite degli esseri umani. L’ennesima occasione perduta per aprirsi al mutare dei tempi e alla maturità spirituale del popolo che avanza nonostante la più retrograda, refrattaria visione della Chiesa.

UN PAPA CHE VA ALL’INDIETRO COME I GAMBERI?

Altro che innovazione. Siamo di fronte a un passo indietro rispetto i precedenti pontefici, almeno per ciò che concerne il rispetto per gli animali. Ma per quale assurdo motivo il papa e la Chiesa si ostinano a non praticare amore anche per tutte le creature di Dio? Basterebbe una sola frase “Rispetto per tutte le creature di Dio”. Questo darebbe dignità all’animale come creatura divina non confinata al ruolo di bestia da sfruttare e macellare. Valorizzando l’animale si ha il terrore ossessivo di togliere l’uomo dal suo piedistallo, dalla sua arrogante centralità, mentre invece gli darebbe quella grandezza spirituale invocata dai più grandi Santi e Mistici di ogni tempo e paese.

GLI AUTISTI FRIULANI CONOSCONO A MEMORIA IL TRATTO SANDANIELE-PIAZZA SAN PIETRO

Noi abbiamo il dovere di denunciare la percezione limitata di questo papa. Abbiamo il dovere di accusarlo di insensibilità e indifferenza verso la sofferenza dell’universo animale. Abbiamo il dovere di rilevare la sua arretratezza culturale, nonché le sue lacune sulla fratellanza biologica universale che preme nelle coscienze dei giovani, ma non certo nelle coscienze del clero, ottenebrato da concetti farneticanti, razzisti e specisti, oltre che da una spiccata propensione per le bistecche, per il Parmacotto e il Sandaniele, innaffiati dai migliori vini d’annata.

Testo originale di Franco Libero Manco   (Sintesi, rielaborazione, titolo e sottotitoli di Valdo Vaccaro)

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