VALORI SBALLATI, DISORDINE ALIMENTARE E PRECARIETÀ IGIENISTICA

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LETTERA

DIVERSI VALORI SBALLATI NEL SANGUE E NELLE URINE

Gentile dottore, sono una donna di 45 anni madre di due bimbi di 12 e 9 anni, con un’alimentazione molto disordinata. Da alcuni anni ho escluso carne e pesce ma esagero con farinacei raffinati, dolci e latticini. Uso la pillola yasminelle da 4 anni e, in occasione di un controllo del sangue e delle urine da me richiesto in questi giorni, ho avuto la brutta sorpresa di vedere diversi valori sballati.

PRECEDENTI INDICAZIONI SU GARDNERELLA E UREAPLASMA

Premetto che un anno fa mi avevano riscontrato Gardnerella vaginalis, ureaplasma urealyticum, mycoplasma hominis, che ho curato poco e male, avendo un certo rifiuto per i medicinali.

ODIERNI DATI TABELLARI

Il valore del colesterolo è 191, trigliceridi 97, colesterolo HDL 68, glucosio 90, creatinina 0,7.
Le urine invece riportano albumina 20 mg/dl, emoglobina 0,20 mg/dl, urobilinogeno 2 eu/dl, eritrociti 47 mcl, leucociti 48 mcl, batteri alcuni, cellule epiteliali squamose 26 mcl, filamenti di muco alcuni, cilindri ialini rari, cristalli ossalato numerosi.

VORREI PORRE RIMEDIO ALLE MIE ANOMALIE STANDO LONTANO DAI MEDICINALI

So che l’alimentazione è basilare e volendo evitare il più possibile medicinali. Le chiedo una mano per capire cosa c’è in atto nel mio organismo e come porvi rimedio. Grata per una Sua cortese risposta, e restando a Sua disposizione per qualsiasi altra informazione, La saluto.
Paola

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RISPOSTA

NIENTE RAMMARICHI PER GLI ANTIBIOTICI EVITATI

Ciao Paola. Per gardnerelle e ureaplasma hai fortunosamente evitato di farti avvelenare con inutili antibiotici, e non c’è alcun bisogno di rammaricarti, soprattutto se ti fai la giusta cultura sulla innocenza batterico-virale, come da tesine indicate.

PARLIAMO DI COLESTEROLO

Andiamo poi per ordine nella caterva di temi sollevati e parliamo del colesterolo. Diciamo che è un componente fondamentale dell’organismo in quanto produttore di ormoni e di membrane cellulari, oltre che delle cellule nervose. Viene a sua volta fabbricato dal fegato e assorbito attraverso gli alimenti di provenienza animale, non essendo presente negli alimenti vegetali. I valori considerati normali stanno su 120-220 mg/100 ml per il colesterolo totale,  su 40-80 per l’HDL (lipoproteine ad alta densità) e su  70-180 per l’LDL (colesterolo alimentare).

COLESTEROLO BUONO E CATTIVO TRA INFARTI E ICTUS

Il colesterolo HDL è considerato buono e infarto-ictus-riducente, poiché le lipoproteine dense fanno da scopa lipidica, rimuovono il colesterolo in eccesso dalle arterie e lo trasportano fino al fegato, dove viene eliminato. Può essere aumentato smettendo di fumare, perdendo il peso in eccesso e facendo una vita più attiva. Al contrario, il colesterolo LDL o lipoproteina a bassa densità è dannoso in quanto porta il colesterolo dal fegato ai vasi sanguigni, depositandolo sulla superficie interna dei vasi sanguigni finché le placche ostruiscono le arterie e restringono il foro utile di passaggio provocando infarti (necrosi tessuto per mancanza di flusso sanguigno) e ictus (ictus deriva dal latino colpo, o dall’inglese stroke, e sta per colpo apoplettico, per accidente cerebro-vascolare o per coma delle funzioni cerebrali).

METODI NATURALI DI RIDUZIONE DELLE PLACCHE

I prodotti alla soia non OGM, l’olio extravergine di oliva e gli oli di semi di mais e di girasole (da consumarsi rigorosamente a crudo) sono ricchi di grassi insaturi che riducono la formazione delle placche di colesterolo, mantenendo il sistema cardiovascolare in buona salute. Via libera infine al maggior dissolvente lipidico che è il succo d’arancia, oltre che a ortaggi e frutta, totalmente privi di colesterolo e ricchi di fibre, sostanze che riducono l’assorbimento dei grassi. Il pesce azzurro, assunto con moderazione, non provoca almeno i danni della carne.

TRIGLICERIDI

I trigliceridi sono dei lipidi presenti nel sangue. Quando mangiamo, il nostro organismo converte le calorie di cui non ha immediatamente bisogno in trigliceridi, immagazzinandoli nelle cellule adipose. Poi gli ormoni rilasciano i trigliceridi per fornire energia fra un pasto e l’altro. Assumendo più calorie di quelle che si riescono a bruciare, soprattutto le calorie facili e vuote a rapida combustione, carni, grassi animali, zuccheri raffinati e dolciumi, si va in stato di ipertrigliceridemia. Un livello di trigliceridi pari a 100 mg/dL (1.3 mmol/L) o inferiore, è da considerarsi ottimale per la salute del cuore.

GLUCOSIO, GLICEMIA E GLUCOSURIA

La ricerca del glucosio nelle urine è un metodo indiretto di valutazione del controllo della glicemia, vale a dire del livello di glucosio presente nel sangue. Normalmente, in un soggetto sano, il glucosio non è presente nell’urina. Infatti, la parte che è filtrata dal rene è poi riassorbita nel sangue a livello dei tubuli renali. Se la quantità di glucosio nel sangue è elevata, la quota che filtra attraverso il rene sarà superiore alla norma (i tubuli renali non sono in grado di riassorbire tutto il glucosio filtrato ed una parte di questo comparirà nell’urina). La valutazione della glicosuria non è un metodo preciso come la determinazione della glicemia (cioè della quantità di glucosio presente nel sangue).

DIVERSE CAPACITÀ RIASSORBITIVE DEL GLUCOSIO

Ogni persona ha una propria capacità di riassorbire il glucosio, così valori uguali di glicemia possono, in un soggetto, provocare glicosuria e in un altro no. Le persone anziane, gli ipertesi, i cardiopatici, possono avere più facilmente elevati valori di glicemia senza che compaia glucosio nelle urine. Viceversa, le donne in gravidanza e i bambini, possono avere glicosuria già per valori di glicemia abbastanza normali.

TEST GLICEMICI INSICURI E SCARSAMENTE SIGNIFICATIVI

Il test del glucosio nell’urina non è utile per svelare uno stato di ipoglicemia. La presenza di particolari sostanze nell’urina (esempio l’acido ascorbico eliminato a seguito dell’assunzione di prodotti contenenti vitamina-C sintetica, oppure aspirina, sali di ferro e altri farmaci) può dare risultati falsamente negativi. Le ultime ricerche hanno portato a clamorosi ridimensionamenti degli indici glicemici.

DATI UFFICIALI SUI VALORI GLICEMICI

I valori glicemici a digiuno si attestano normalmente intorno a 60-75 mg/dl mentre nella fase postprandiale salgono a 130-150 mg/dl. La glicemia a digiuno è normale a 70-99 mg/dl o 3.9-5.5 mmol/L, alterata a 100-125 o 5.5-7.0, diabetica a quota oltre 126 od oltre 7.0. L’organismo umano possiede un sistema di regolazione intrinseco che consente di mantenere relativamente costante la glicemia durante l’arco della giornata. La presenza di glucosio nel sangue è essenziale per la vita, essendo esso un nutriente di base per tutte le cellule dell’organismo.

EVITARE I PICCHI E LE CADUTE NEI VALORI RIMANE COSA SAGGIA

In soggetti sani che seguono una dieta mista la glicemia si mantiene, durante la giornata, generalmente tra i 60 e i 130 mg/dl, con un valore medio di riferimento di 90 mg/100 ml (5 mM).
Mantenere costante la glicemia è importante per assicurare il normale apporto energetico al cervello. A differenza di altri organi e dei muscoli, il cervello non è in grado di immagazzinare riserve di glucosio. Se si escludono le condizioni di digiuno prolungato (vedi chetoni), il glucosio ematico è l’unico substrato energetico utilizzabile dal cervello. Sia valori troppo bassi di glicemia (ipoglicemia e coma) che valori troppo alti (iperglicemia=diabete) sono potenzialmente pericolosi per l’organismo.

INSULINA E GLUCAGONE ORMONI REGOLATORI

Il sistema di regolazione della glicemia è mediato principalmente dall’azione dell’insulina, ormone ipoglicemizzante, e dal glucagone, ormone iperglicemizzante.  L’insulina facilita il passaggio del glucosio dal sangue alle cellule, favorisce l’accumulo di glucosio sotto forma di glicogeno ed aumenta l’utilizzo di glucosio da parte delle cellule. Dopo qualche ora di digiuno la glicemia tende ad abbassarsi a causa del passaggio del glucosio dal circolo ai tessuti.

LA CREATININA SIERICA

I valori normali di creatinina sierica stanno tra 0 e 11 (00.35-01.00). Un reale aumento della creatinina sierica può essere dovuto, in vivo, a terapie con farmaci nefrotossici, mentre un aumento dell’escrezione urinaria può essere associato alla somministrazione di captopril e di corticosteroidi.
Un apparente aumento della creatinina nel siero e nelle urine può essere dovuto ad interferenze chimiche nel dosaggio da parte di acetone, acido ascorbico, cefalosporine, lidocaina, ibuprofene, levodopa, nitrofurantoina, piperacillina, bilirubina, emolisi.

I VALORI DI CLEARANCE URINARIA PORTANO A SOVRASTIME

Nelle insufficienze renali croniche, specialmente quando la creatinina sierica è molto aumentata, questa viene eliminata anche attraverso il tubulo renale ed il conseguente aumento della creatinina urinaria porta a sovrastimare il filtrato glomerulare sulla base della clearance urinaria della creatinina stessa. Per questo si preferisce stimare il filtrato glomerulare direttamente a partire dalla creatina sierica.

CONCENTRAZIONI URINARIE PCR E ACR

Il rapporto tra le concentrazioni urinarie di proteine e creatinina (PCR, protein/creatinine ratio), e dialbumina e creatinina (ACR, albumin/creatinine ratio) viene rispettivamente utilizzato nella diagnosi di proteinuria e di microalbuminuria. Questo test va in parte a sostituirsi al tradizionale esame basato sulla quantificazione delle proteine in un campione urinario raccolto nell’arco delle 24 ore, che fissa il limite massimo di normalità a 150 mg di proteine nelle urine totali. I medici parlano di microalbuminuria quando il rapporto albumina/creatinina nelle urine (albuminuria/creatininuria) è compreso tra 3.5 mg/mmol e 35 mg/mmol, nelle donne, e tra 2.5 mg/mmol e 25 mg/mmol nei soggetti di sesso maschile. Al di sopra di questi valori si parla di macroalbuminuria.

PROTEINURIA

Si ha poteinuria quando il rapporto proteine/creatinina nelle urine (proteinuria/creatininuria) è uguale o superiore a 45 mg/mmo (che equivale ad un rapporto albuminuria/creatininuria superiore a 30 mg/mmol). Valori inferiori a 2 mg/mmol sono considerati normali, mentre valori superiori ma inferiori ai 45-50 mg/mmol sono meritevoli di approfondimenti diagnostici ed interventi terapeutici adeguati, soprattutto in persone con fattori di rischio come il diabete o l’ipertensione.

EMOGLOBINA

L’emoglobina è una proteina contenente quattro atomi di ferro, fondamentali per il trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai vari tessuti corporei. La stessa molecola, inoltre, si fa carico di veicolare una parte dell’anidride carbonica dai tessuti che l’hanno prodotta ai polmoni. L’emoglobina è il principale componente dei globali rossi, per cui le sue concentrazioni nel sangue sono normalmente proporzionali alla conta dei globuli rossi e all’ematocrito. Valori normali per i neonati 17-22 g/dl, per i lattanti di una settimana 15-20, per i lattanti di un mese 11-15, per i bambini 11-13, per i maschi adulti 14-18, per le femmine adulte 12-16.

UROBILINA E UROBILINOGENO

L’urobilina e l’urobilinogeno sono prodotti di trasformazione, per mezzo dei batteri intestinali, della bilirubina (pigmento contenuto nella bile). Normalmente queste due sostanze non dovrebbero essere presenti nelle urine se non in piccolissima quantità (0,5-2,5 mg/dl nelle urine raccolte nell’arco delle 24 ore). Il loro aumento indica epatopatie (virali, acute e croniche, tossiche, cirrosi, neoplasie), anemia emolitica o un’ostruzione delle vie biliari. Stare intorno a livello 2 mg/dl non è normale. Attenzione alla dieta, idratazione abbondante, abolizione di alcol e fumo se presenti.

ERITROCITI

Gli eritrociti (dal greco eritros=rosso) o globuli rossi o emazie, sono cellule del sangue la cui funzione principale è il trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti, e di una parte di anidride carbonica dai tessuti ai polmoni che provvedono ad espellere il gas usato all’esterno del corpo, utilizzandone una parte (vedi respirazione Butyenko ed effetto Verigo-Bohr). Gli eritrociti, presenti in 4,5-5 milioni/mm3 nella donna e in 5-6 milioni/mm3 nell’uomo, rimangono confinati nel torrente ematico per tutta la durata della loro vita, che in media è di circa 120 giorni.

LEUCOCITI

Sono i soldatini della nostra armata immunitaria, con presenza media e fluttuante in base a stress emozionali e fisici di 6000-10000 unità per mm3 di sangue, come riportato nella mia tesina “Sistema linfatico, leucopenia e immunodeficienza”.

LEUCOCITOSI DIGESTIVA

La leucocitosi è il termine scientifico per definire un alto numero di globuli bianchi nel sangue rispetto ai valori normali. L’aumento del numero dei leucociti indica di solito che il corpo sta reagendo ad un’infiammazione in corso. È frequente osservare i globuli bianchi alti in presenza di influenze, raffreddamenti, anemie ed emorragie di varie entità. Il concetto di leucocitosi digestiva, con moltiplicazione leucocitica in fase postprandiale, è quello legato alle celebri ricerche di Paul Kouchakoff, presentate alla Sorbona nel 1° Congresso Mondiale di Microbiologia del 1930.

GLOBULI BIANCHI

Esistono tre tipi di globuli bianchi, suddivisi in sottogruppi, ognuno con una funzione difensiva e, in caso di aumento, ognuno spia di malattie differenti in corso: 1) Granulociti (suddivisi in neutrofili, eosinofili, basofili), prodotti dalle staminali del midollo osseo e indicanti le infezioni più comuni, 2) Monociti, prodotti dal midollo osseo e funzionanti come spazzini del sangue e dei tessuti, 3) Linfociti (suddivisi in linfociti K, linfociti B e linfociti NK), prodotti dalla linea mieloide del midollo, e principali difensori del sistema immunitario.

CELLULE-B E LINFOCITI K CONTRO LE CELLULE NON-SELF

Le cellule-B, da Bursa Fabricii, danno risposta umorale tramite la produzione di  anticorpi come le immunoglobuline. I linfociti K o linfociti killer attaccano con criteri logici. Essi discriminano tra cellule-self e non-self in base al tipo di MHC (Major Histocompatibilit Complex) e all’antigene eventualmente presentato. Il MHC è un insieme di proteine codificate ed essenziali per l’immunocompetenza, localizzate sulla superficie cellulare dove legano frammenti di antigeni (peptidi immunogenici) in specifiche tasche. Se MHC o antigene non sono di tipo self, allora il linfocita-T scarica sulla superficie cellulare un granulo litio che uccide la cellula e promuove la sua apoptosi.

LINFOCITI-T E CELLULE NK NEI TESSUTI LINFOIDI E NEL SANGUE PERIFERICO

Linfociti-T (prodotti nel timo) e cellule NK natural-killer presenti nel sangue periferico, nei tessuti linfoidi e soprattutto nella milza, sono fondamentali nella risposta specifica verso le cellule non-self. Le cellule NK inducono all’apoptosi le cellule-bersaglio.

CELLULE EPITELIALI SQUAMOSE O PAVIMENTOSE

Il tessuto epiteliale è il tessuto organico di rivestimento del corpo e delle sue parti, a partire dalla pelle. L’epitelio è costituito di cellule di forma regolare che aderiscono le une alle altre prprio come le celle di un alveare in modo da creare una struttura compatta e resistente, come un buon rivestimento dovrebbe essere. Sia che si parli di epidermide, o che si parli di mucose e di epitelio degli organi interni,  trattasi di cellule poco vascolarizzate e dotate di una doppia faccia, una esterna e un’altra interna che guarda all’esterno. Frequentemente nei test delle urine delle donne si trovano anche cellule vaginali, quindi epiteliali squamose, la cui presenza non deve spaventare.

ENORMI ED IMMORALI SPRECHI DIAGNOSTICI

Per concludere non c’è nulla di spaventevole e non ci sono valori da rincorrere e da tappare. La tua mail, cara Paola, indica solo quanta perdita di tempo, quanto dispendio di energie, quanti stress inutili si subiscono per tabelle istantanee dal valore incerto e scarsamente predittivo, per tabelle utili solo a spingere la gente verso il farmaco e verso l’intervento medico invasivo. Arrivo a dire che più le tabelle sono a posto e peggio è. Troppa la gente che finisce anzitempo in camposanto con tabelle inanimate e valori inamovibili, privi di asterischi.

NIENTE TABELLE PER FAVORE

Invito chi mi scrive, per l’ennesima volta, a non appesantirmi il compito, a non inserire valori tabellari di origini e scopi puramente medici, scarsamente significativi nella visuale igienistica dove si bada assai di più all’ascolto sensoriale del corpo, all’alito, al colore della lingua, al buon appetito, alla buona forma psico-fisica. Quanto dovrei pretendere per un lavoro di questo genere? Due euro o 2 mila euro? Dipende dalla capacità di ognuno di capire le cose in concreto al di là dei titoli cartacei, e di dare il giusto valore al materiale che gli viene presentato.

L’IGIENISMO NON TEME LE MALATTIE E NON LE MONITORIZZA CON OSSESSIONE

Al contrario della tecnica medica, la scienza della salute igienista non ha timore della malattia-sintomo, vista sempre come A) Preziosa spia luminosa, B) Fattore costante di espulsione tossine e di remissione spontanea, C) Elemento tossico-espellente e riequilibrante del corpo, D) Malattia amica e non nemica, E) Fattore rimediale e quindi intoccabile, F) Conseguenza di mal-trattamenti medicali e di malattie iatrogene, richiedenti estromissione sistematica e progressiva farmaci e ripristino naturale della normalità funzionale.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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