VIAGGI INTERCONTINENTALI, JET-LAG E CONTROMISURE AI DISAGI DEL VOLO

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LETTERA

LEGGENDOTI HO SCOPERTO FINALMENTE COSA SIGNIFICA LA PAROLA IGIENISMO

Caro Valdo (o Valdes o Valdino), Ho approfittato dei due giorni di febbre di mia Figlia, durante i quali ce ne siamo state tranquille a casina, per leggere più possibile le tue tesine e conseguentemente informarmi su questa che per me è una nuova cosa, cioè l’Igienismo.

UNA FILOSOFIA BASATA SUL VIVERE SECONDO NATURA

Mi pare che, di base, questo stile di vita altro non propone che una riscoperta, da parte dell’uomo moderno, della sua intrinseca partecipazione alla natura, ai suoi cicli, ai suoi ritmi, alle sue regole.
Mangiare e vivere seconda Natura.

COSA NE PENSI DEI VOLI INTERCONTINENTALI, DEL JET-LAG E DEGLI EFFETTI COLLATERALI?

Mi è sorta una domanda leggendoti. Qual è il tuo pensiero riguardo i voli intercontinentali? Noi viaggiamo spesso verso gli USA, ciò comporta senza dubbio un drastico ed innaturale sconvolgimento dei ritmi circadiani. In meno di 20 ore ci troviamo dall’altra parte del pianeta. Orario diverso, ma anche aria diversa, cibo diverso. Sei contrario a questo tipo di viaggi? Come è possibile gestire al meglio i side effects, jet lag in primis? Grazie tante per il tempo che dedichi ad ogni tuo fan.
Jessica

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RISPOSTA

HEALTH SCIENCE È IL TERMINE AGGIORNATO DI NATURAL HYGIENE

Ciao Jessica. Il fatto di chiamarmi con 3 nomi significa che hai letto davvero molte tesine e che ti sei fatta una vera e propria scorpacciata di igienismo. Non sbagli affatto a dire che igienismo è alla fin fine mangiare e vivere secondo natura. Aggiungerei se permetti che è anche pensare, agire, comportarsi, scegliere in senso logico, razionale, etico, consapevole e soprattutto spirituale, perché la nostra vera natura comprende tutte queste qualità. Vivere secondo natura era una frase cara all’imperatore romano Marco Aurelio, tanto per capirci.

HO UN IMPRESSIONANTE RECORD IN FATTO DI VOLI

Per quanto concerne i voli intercontinentali e il jet lag, ti sei rivolta alla persona giusta. Nel periodo che va da metà anni ’70 al 2010, e assai meno in questi ultimi anni, ho messo vicino un importante numero di viaggi intercontinentali tra l’Italia e tutti i paesi del Sud-Est Asiatico e dell’Estremo Oriente, con soste in tutte le capitali del continente, incluse Australia, Nuova Zelanda e Giappone. Qualcosa come 500 viaggi, e soltanto una cinquantina su Stati Uniti, America Latina, Africa e Medioriente. Senza contare i viaggi inter-asiatici, con 2000 voli circa. Ho persino trovato la mia compagna Kathleen su un volo della Cathay Pacific di Hongkong, compagnia per la quale lavorava.

DANNI CONCRETI E RISCHI NON MANCANO AFFATTO

Ero e sono conscio dei rischi e dei danni concreti che si corrono salendo su un aereo. Sconvolgimento cicli circadiani, cambio di orario e di clima, cambio di aria e di alimentazione, pesanti radiazioni di alta quota, costante ed inconfessabile timore che qualcosa possa andare per storto, che qualche guasto al motore, qualche uragano, qualche vuoto d’aria, qualche fulmine, qualche meteorite sulla rotta, qualche passeggero con idee strambe, qualche pilota psicolabile con istinti suicidi.

LA PAURA C’È SEMPRE ANCHE NEI PILOTI

Ricordo di aver viaggiato sulla rotta Singapore-Penang a fianco di un pilota senior della Malaysian Airlines che rientrava a casa come normale passeggero, dotato di lunga esperienza su tutti gli aerei possibili ed immaginabili. Un’ora di chiacchierata e di domande. La più sentita e motivata suonava in questo modo: ” Ti è mai venuta paura durante i tuoi voli?”. “Che, scherzi? La paura e la tensione c’è sempre, dal momento in cui si sale la scaletta e ci si siede ai comandi a quello in cui si rimette piede a terra. Noi piloti apprezziamo forse più ancora dei passeggeri il piacere di camminare sul suolo terrestre, al termine del nostro lavoro! Mica per niente ci concedono tre giorni di sosta dopo un lungo volo!”

MEGLIO UNA PEDALATA O UNA CAMMINATA TRA I BOSCHI

Se uno dovesse fare una scelta naturale e igienista a rigorosa salvaguardia della sua salute, non ci sarebbe alcun dubbio. Meglio una bella camminata tra i boschi e i campi a raccogliere verdure selvatiche, ciclamini, funghi e castagne, respirando aria pura a pieni polmoni. D’altra parte esiste pure il rovescio della medaglia. Irresistibile nell’essere umano la voglia di avventura, di conoscere nuove terre e nuovi paesi, di assaporare deliziosi frutti tropicali. E poi esiste anche la necessità di lavorare e di spostarsi sfruttando i mezzi di trasporto a disposizione.

I PAESI PIÙ SICURI SI RIVELANO VULNERABILI ED INSIDIOSI

Al momento, mi dà persino fastidio entrare in una comune autovettura, e preferisco farmi un giro in bicicletta lungo le ciclabili di campagna. Tre viaggi intercontinentali l’anno in direzione di Hongkong li faccio tuttora, togliendo il solito stop a Bangkok e il grande piacere del durian e del cocco in un paese tranquillo e pacifico. L’attentato di 2 giorni fa ha sfasciato anche tale convinzione. La cattiveria e la follia umana troppo spesso non hanno limiti e penetrano in ogni angolo possibile del pianeta.

UNA DECINA DI CONSIGLI PER CHI VOLA

Per restare alla tua domanda sul che fare e sul come contrastare side effects e jet-lag, sul come limitare i danni per chi volente o nolente è costretto a servirsi dell’aereo per voli di 10 ore e oltre, ci sono degli accorgimenti utili da adottare. Intanto vale la pena di:

  • Prenotare un pasto vegetariano per mantenersi leggeri,
  • Evitare bevande alcoliche, bevande gassate, the e caffè, gelati confezionati, tutti serviti in grande generosità
  • Limitarsi coi succhi di frutta confezionati e pastorizzati, spesso pure arricchiti di vitamine sintetiche e integrati con minerali inorganici
  • Portare con sé un paio di panini integrali con verdure e pomodoro, oltre che un paio di frutti e una busta di pinoli e di uvetta secca
  • Bere acqua e chiedere qualche fetta di limone
  • Rilassarsi durante il viaggio e farsi anche qualche bella dormita
  • Fare esercizi di stretching e camminare spesso lungo il corridoio per sgranchire i muscoli
  • Leggere i vari quotidiani e le belle riviste che hanno a bordo aiuta a far scorrere il tempo
  • Prendere appunti e fare del lavoro su agenda e quaderno, sul computer portatile per chi non sa farne a meno
  • Per il jet-lag e gli altri side-effects non esistono contromisure se non quelle di riposarsi una volta giunti a destinazione.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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