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VITAMINA K1 ALL’ALLUMINIO INIETTATA IRRESPONSABILMENTE AI NEONATI

LETTERA INOLTRATA DA GIUSEPPE ALTIERI
VITAMINA K1 CON ALLUMINIO PROPINATA A 30 SECONDI DALLA NASCITA

Ecco scoperto cosa contiene la vitamina K1 che propinano ai neonati il giorno della nascita, questi criminali. vitamina k1

QUESTA NON È MEDICINA MA CRIMINALITÀ

Qualcuno mi spieghi che utilità ha iniettare 30 secondi dopo il parto Alluminio nel cervello dei bambini. Questa non è medicina ma tortura. Genitori, mamme, rifiutatevi di far fare iniezioni di vitamina K ai neonati, e per giunta col mortale alluminio.

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RISPOSTA
VITAMINE K1, K2 E K3

Ciao prof Altieri. Ti ringrazio per questo tuo ennesimo contributo alla chiarezza. In queste vitamine il termine K sta per Koagulation. La medicina continua ovviamente a usare il termine vitamina, senza distinguere tra vitamina naturale nefro-compatibile e vitamina sintetica nefro-tossica, e già questa è imperdonabile e flagrante ipocrisia. La vitamina K è di norma sintetizzata dallo stesso organismo, che la ricava dalle verdure a foglia verde assunte coi cibi crudi, nella sua forma denominata K1 o fillochinone o fitometadione, o fitonadione, oppure a partire dai batteri intestinali nella forma K2 o menachinone. Esiste infine una terza forma detta K3 o menadione idrosolubile, contenuta in diverse soluzioni farmacologiche. Due gli utilizzi principali da parte dell’organismo della vitamina K. Il primo è legato alla salute delle ossa, con la K2 che svolge un’azione stimolante nel confronti dell’osteocalcina. Nel secondo caso vengono attivati dalla K1 alcuni fattori della coagulazione (VII, IX e X), oltre alle proteine plasmatiche C, M, S, Z e alla protrombina (fattore II), per cui la K1 diminuisce il tempo di coagulazione, impedendo il rischio di emorragia infantile.

CONTROVERSA PROFILASSI POST-PARTO PER CARENZE DI VITAMINA K

L’utilizzo della vitamina K sintetica come profilassi post parto è ampiamente diffuso, seppure oggetto di critiche e diversità all’interno dello stesso ambito medico. Scopo principale del suo utilizzo è l’evitare che il neonato possa incorrere nella MEN (Malattia Emorragica del Neonato), patologia connessa a una carenza di questo complesso vitaminico. La MEN può manifestarsi in forma precoce, classica o tardiva, a seconda del tempo trascorso dalla nascita al presentarsi della sintomatologia specifica. A causarla è un mancato o ridotto apporto di vitamina K durante la gravidanza, che può essere provocato ad esempio da terapie farmacologiche seguite dalla gestante o da uno scarso assorbimento per via placentare, o da un insufficiente uso di verdure crude, tipica oscenità dietetica della pediatria convenzionale.

L’APPROCCIO ITALIANO SUPERA ADDIRITTURA L’AVVENTURISMO TERAPEUTICO DEGLI AMERICANI

Esistono differenti approcci per quanto riguarda la profilassi post-parto di vitamina K. In Italia viene somministrata una prima dose da 1 mg di Konakion, per via intramuscolare, nei momenti successivi alla nascita. Per le successive 6-8 settimane vengono fatte seguire somministrazioni da 2 mg, da ripetere una volta a settimana. In Italia è inoltre prassi somministrare un’ulteriore dose di Konakion, successivamente alla profilassi di base, qualora il neonato manifesti diarrea per una settimana consecutiva (per escludere possibili manifestazioni di MEN di tipo tardivo). Negli USA invece non viene fatta seguire, alla prima dose da 1 mg post parto, alcuna altra somministrazione. In pratica siamo più curomani ed imprudenti degli stessi americani.

IDROSSIDO DI ALLUMINIO USATO COME ANTI-ACIDO E COME LASSATIVO

Nel settore medico, l’idrossido di alluminio Al(OH)3 è conosciuto per la capacità di neutralizzare l’eccessiva acidità gastrica e ridurre l’assorbimento di fosforo in pazienti affetti da insufficienza renale. L’idrossido di alluminio riduce anche il riassorbimento degli acidi biliari, ma in tal senso è stato soppiantato dalla più efficace e sicura colestiramina. L’idrossido di alluminio è anche una delle poche sostanze finora licenziata come adiuvante per le preparazioni vaccinali. Si possono ottenere piccole dosi di prodotto facendo reagire cloruro di alluminio con idrossido di sodio NaOH, in rapporto 1:3: ALCL3+3NAOH–>AL(OH)3+3NACL. A contatto con l’HCL prodotto dalle cellule parietali della mucosa gastrica, l’idrossido di alluminio reagisce riducendo l’acidità del contenuto acido dello stomaco, come dimostrato dalla seguente reazione: AL(OH)3+3HCL–>ALCL3+3H2O, apportando qualche miglioramento in caso di ulcera, di gastrite e di reflusso, ma sempre con alti effetti collaterali.

CLAMOROSE RETICENZE E FURBIZIE NEI BUGIARDINI

Da rilevare che nel bugiardino della Roche spa di Segrate-Milano, produttrice dell’antiemorragico Konakion (fitometadione), non si parla mai di alluminio ma solo di acido glicolico, di sodio idrossido, di HCl, di lecitina e di acqua per preparazioni iniettabili. Il che significa imbrogliare le carte. Se digiti però la parola idrossido di sodio sul tasto ricerche in generale, ti danno tutti come risposta idrossido di alluminio. Una furbizia evidente, visto che l’idrossido di sodio si deve ottenere per forza partendo dal cloruro di alluminio come indicato nella formula di cui sopra.

ALLUMINIO SCOMODO ED IMBARAZZANTE MA PURTROPPO INSOSTITUIBILE

Ovvio che esiste una specie di congiura a non parlare di alluminio, a nasconderne la presenza, o a sottovalutarne l’importanza negativa. Lo si vorrebbe accantonare come minerale scomodo ed imbarazzante, ma evidentemente non si può. Trattasi di un minerale insostituibile nella chemofarmaceutica e nei vaccini. Sarebbe come pretendere l’esclusione dell’alluminio nella produzione di serramenti e di finestre, o l’esclusione di esso nella produzione di propellenti per i razzi, o l’esclusione nell’industria aeronautica. Tant’è vero che il medicinale Konakion comporta seri effetti indesiderati. Si parla di effetti astringenti e di occlusioni intestinali, si parla di carenza di forforo, si parla di aumento plasmatico di alluminio nei casi di insufficienza renale, si parla di encefalopatie e di peggioramento di osteomalacia da dialisi.

NON ESISTONO SCUSE PER INIETTARE ALLUMINIO NEGLI ADULTI E TANTOMENO NEI NEONATI

In conclusione, condivido in pieno l’opinione del prof Altieri e, se si può comprendere in certa misura l’impiego dove serve assolutamente un minerale leggero, diventa incomprensibile ed intollerabile l’uso nelle lattine e nelle varie confezioni alimentari, e nei recipienti da cucina. Criminale poi è la parola giusta per chi si permette di iniettare sostanze contenenti sali di alluminio nell’organismo umano ed in quello dei neonati in particolare.

Valdo Vaccaro