VITAMINE K1 E K2 CONTRO OSTEOPOROSI ED INSUFFICIENZA RENALE

da 15 Nov 2014Salute

LETTERA

STUDI COREANI SULLA SALVIA

Buon giorno dr Vaccaro, sono una sua fedele lettrice e sostenitrice. Spesso ci siamo scritti per cercare di risolvere i problemi di IRC o insufficienza renale cronica di mio marito. Recentemente ho letto di nuovi studi fatti in Corea sulla salvia. La salvia essendo ricchissima di vitamina K2 sembra essere un toccasana per osteoporosi e in particolari tipi di anemia. Avrei pensato di trovare un aiuto per mio marito che ha il paratormone alto. Il medico vorrebbe somministrargli del calcitriolo, ma io cerco di sopperire con la dieta, anche perché su mani e braccia di mio marito compaiono piccole macchie rosso vivo, che il medico stesso attribuisce alla leggera anemia causata dall’IRC.

CONTROINDICAZIONI SEGNALATE SU INTERNET

Pensavo di fargli prendere circa 5g di salvia fresca al giorno. Questo dovrebbe bastare per assicurare la dose necessaria di K2. Ora però ho letto su internet che la salvia ha forti controindicazioni per l’IRC ed inoltre mio marito fa fatica a digerirla.

DOVE TROVARE IN NATURA LA K2?

Chiedo il suo parere sull’argomento ed anche il suo aiuto. La K2 è contenuta nei formaggi fermentati, esclusi dalla nostra dieta, e in un intruglio di soia fermentata che mi sembra veramente da scartare. Che ne pensa? La mia è solo un’idea priva di fondamento? Se non lo è dove trovare questa vitamina vista la scarsità di proteine che mio marito può assumere? Grazie se troverà il tempo per rispondermi. So che i suoi impegni sono innumerevoli. Cordiali saluti.
Liliana Valentini

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RISPOSTA

UN GRANDE SUPPORTER DELLA SALVIA ERA IL DR BREUSS

Ciao Liliana. Il decotto di salvia è una delle bevande più importanti per il dr Rudolf Breuss (1899-1990), medico austriaco di Bludenz, famoso ed osteggiato dalla medicina ufficiale per aver risolto positivamente 50 mila casi di cancro. Il succo magico prescritto da Breuss include, per la cronaca, 3-5 rape rosse, 1-5 carote, 1 tubero di sedano, un po’ di rafano e una patata. Il cancro vive solo di cibi solidi che si mangiano, per cui se per 42 giorni si bevono solo succhi e decotti, il tumore muore, ma la persona può benissimo vivere.

ANCHE NELL’ANTICA ROMA LA SALVIA ERA CONSIDERATA UNA PANACEA

Tornando alla salvia, Breuss ricorda che tra gli antichi romani si usava dire “Come mai la gente continua a morire, quando ci sono piante di salvia nell’orto?” Diciamo pure che la salvia è una pianta straordinaria e che la puoi aggiungere regolarmente nelle minestre vegetali, oltre che nei decotti. La vitamina K deriva il suo nome dal termine Koagulation. Gioca infatti un ruolo importantissimo nei fenomeni coagulativi in particolare nei soggetti in terapia anticoagulante.

K1 OVVERO FILLOCHINONE

Per vitamina K, intendiamo un gruppo di componenti chimici similari, chiamati naftochinoni. Questi composti hanno un nucleo chimico comune e differiscono tra loro solo per la struttura molecolare. Dello stesso gruppo fanno parte la Vitamina K1, K2, K3, K4 e K5. Eccettuate la K3 e la K5, solo la K1, la K2 e la K4 hanno importanza per l’organismo umano. La K1, fillochinone, di origine vegetale, è considerata come la sorgente naturale principale di Vitamina K. Essa si trova nelle piante, alghe, batteri fotosintetici, vegetali verdi a foglia larga e oli vegetali.

ALIMENTI RICCHI DI VITAMINA K

Si trova in natura in alimenti come:

  • cavolo 850 mcg su 100 grammi di prodotto,
  • bietola 830, rape 520,
  • barbabietole 480,
  • spinaci 400,
  • cicoria 300,
  • radicchio 255,
  • crescione d’acqua o nasturzio 250,
  • indivia 231,
  • cavolini di Bruxelles 177,
  • lattuga 174,
  • broccoli 141,
  • cavolfiore 133,
  • rucola 109,
  • cavolo 76,
  • asparago 50,
  • soia 47,
  • rabarbaro 41,
  • piselli 30,
  • sedano 29,
  • fagiolini 20,
  • pomodori 18,
  • fagioli 14,
  • carote 10,
  • funghi 7,
  • cetrioli 4,
  • patate 4,
  • zucca 2.

K2 OVVERO MENACHINONE E K3 OVVERO MENADIONE

La vitamina K2 o Menachinone, di origine animale, include diverse forme molecolari indicate come MK-n. La MK-7 è la più popolare ed è rintracciabile in certi tipi di formaggio, nel burro e nel Natto (mescolanza fermentata di soia e formaggi giapponesi). La vitamina K3 o menadione è di origine sintetica e non è raccomandata per utilizzo nell’uomo, a causa della sua tossicità e minore attività.
In Giappone si attribuisce alla K2 una ridotta incidenza di disordini cardiovascolari, il miglioramento della salute del tessuto osseo, e un aumento della durata della vita.

GENERALE CONSENSO PER LA K2

Le cellule umane non sono in grado di produrre vitamina K2, ed oggi si ritiene che la dieta occidentale non contenga una sufficiente quantità di vitamina K1 e K2. La vitamina K1 è ritenuta scarsamente biodisponibile con l’alimentazione, rapidamente metabolizzata dal fegato ed escreta, pertanto la sua efficacia è parziale in particolare a livello periferico e nel tessuto osseo.

La forma K2 è la forma utilizzata dall’organismo in grado di attivare altre proteine vitamina K dipendenti. Gli studi dimostrano che l’attività della vitamina K2 è superiore a quella della K1. Essendo più biodisponibile, ha un tempo di dimezzamento più lungo. Raggiunge inoltre in modo efficace i tessuti extra epatici, in particolare le ossa ed arterie. Alla vitamina K2 si attribuisce un’efficacia 6 volte maggiore della vitamina K1.

FUNZIONI E FABBISOGNO GIORNALIERO DI K2

È stato individuato un fabbisogno ottimale tra i 45 e 90 mcg al giorno. La Vitamina K2 ha la funzione principale di consentire al calcio assunto con l’alimentazione e circolante nel sangue di non depositarsi nelle arterie e in genere nei soft tissues o tessuti molli (come rene, articolazioni, cervello) e di depositarsi invece preferenzialmente a livello osseo. La conseguenza è un diminuito rischio di formazione di placche calcifiche nelle arterie e un benefico aumento della calcificazione ossea. La Vitamina K2 avrebbe quindi soprattutto un effetto di protezione cardiovascolare e osteoporotica.

PER UNA BUONA PRODUZIONE DI K2 SERVE UN BUON APPORTO BILIARE

La Vitamina K2, nella forma più bioattiva MK-7, è soprattutto prodotta dai batteri presenti a livello intestinale, per cui richiede un buon funzionamento di fegato e bile. Viene quindi assorbita dalla parete intestinale, sia colon che parte terminale del tenue, e passa nella circolazione generale dove svolge le sue funzioni. Nella sua forma meno bioattiva MK-4 è presente nella carne e derivati animali, come uova, latte, yogurt intero. Una volta introdotta con l’alimentazione viene trasformata dai batteri intestinali nella forma MK-7. Quest’ultima forma è anche presente in alcuni alimenti come formaggi fermentati e soia fermentata, oltre che nel citato Natto.

MECCANISMI ANTIFRATTURATIVI DELLA K2

La Vitamina K2 ha inoltre un ruolo chiave nell’omeostasi dell’osso, perché è necessaria per l’attivazione dell’osteocalcina, proteina fondamentale per la normale mineralizzazione ossea in grado di legare i cristalli di idrossiapatite (65% della struttura ossea) e di regolarne la crescita.

La Vitamina K2 (MK-7) mostra una maggiore biodisponibilità intestinale rispetto alla Vitamina K1 e contribuisce anche a incrementare e migliorare la sintesi degli osteoblasti. Il meccanismo antifratturativo della Vitamina K2 si pone in alternativa a quelli dei farmaci oggi disponibili per la prevenzione e terapia dell’osteoporosi. Come dimostrano gli studi clinici, i farmaci tradizionali agiscono aumentando la densità (estrogeni, bisfosfonati) o il volume osseo (paratormone), ma non sono tuttavia in grado di incidere su altri parametri importanti, quali la qualità dell’osso neoformato.

STUDI CLINICI

Gli effetti benefici della vitamina K2 sono stati ampiamente documentati in anni di ricerca e dalla comparazione tra K1 e K2 è emerso che solo quest’ultima produce effetti positivi sulla salute. Ciò è coerente con quanto evidenziato da importanti studi, che hanno rilevato la superiorità in termini di benefici sulla salute della K2. Fra tutti il Rotterdam Study è stato il primo a dimostrare che un’assunzione quotidiana di Vitamina K2, superiore a 32 mcg, riduce il rischio sia di calcificazioni arteriose, che di morte cardiovascolare, di ben il 50%, senza avere effetti collaterali. Nel Prospect Study, dove 16000 persone sono state seguite per 10 anni, i ricercatori hanno osservato che ogni dose supplementare di 10 mcg di K2 nella dieta, ha permesso una riduzione del 9% del rischio di malattia coronarica, mentre la vitamina K1 non ha ottenuto gli stessi i risultati.

CONSIDERAZIONI FINALI

Guardiamo però anche il retro della medaglia, raramente analizzato dai media. Quando su internet esiste una coalizione unitaria e preponderante di opinioni favorevoli a qualche sostanza di difficile reperimento, i miei sospetti si moltiplicano. Viviamo in un mondo che fa di tutto non solo per farci ammalare, ma che fa di tutto per spostare l’asse dell’alimentazione dal cibo naturale agli integratori, dove si guadagna una valanga di quattrini.

IL DUALISMO TRA FERRO EME E FERRO NON-EME INDUCE AD ESSERE DIFFIDENTI

Un po’ come la faccenda del ferro-eme di origine animale e quello non-eme di origine vegetale, accusato di scarsa assimilabilità. Alla fine ha vinto il ferro non-eme, con grave scorno per i sostenitori delle bistecche di cavallo al sangue. Qui si pretende di sottovalutare la K1 di origine vegetale e di esaltare quella K2 di origine animale e comunque ben confezionata nelle varie marche di integratori, a prezzi chiaramente importanti.

LA K2 SI TROVA NEI CRAUTI E NELLA SOIA, E SI OTTIENE INOLTRE PER TRASFORMAZIONE INTESTINALE DELLA K1

Diciamo allora che, se è vero che nel regno animale la K2 si trova con maggiore facilità, come nei formaggi, nelle uova e nel pesce azzurro, la K2 si trova abbondante nella soia, nei lupini, nei fagioli, ma anche nei crauti tradizionali artigianali. Aggiungiamo poi un dettaglio estremamente importante, che nessuno cita. Le verdure a foglia verde come cavoli, spinaci, bietole, radicchio, tarassaco e simili, contengono vitamina K1 in abbondanza, vitamina K1 che il corpo è in grado benissimo di trasformare in K2.

Valdo Vaccaro

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Scritto da Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro, classe 1943, è ricercatore indipendente, divulgatore e filosofo della salute. Da sempre ha fatto della dieta vegeto-crudista tendenziale, dell’amore per gli animali e la natura un modo di essere e uno stile di vita, in tutta autonomia e libertà. Valdo ha tenuto centinaia di conferenze in giro per l’Italia e nel mondo trattando vari temi tra cui salute, etica, attualità e altro ancora. Al momento, oltre all’attività sul blog, è direttore scientifico e docente della HSU – Health Science University, la prima scuola di Igienismo Naturale Italiana.

DISCLAIMER
Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita, non prescrive e non cura. Le informazioni presenti su questo sito hanno solo scopo informativo, non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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