VOGLIAMO LA CURA ANTICANCRO E LA VOGLIAMO SUBITO

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LETTERA

CANCRO AL POLMONE IN FASE METASTASICA, CON PROSPETTIVE POCO RASSICURANTI

Moltissime persone, come mio padre, hanno scoperto di avere un cancro al polmone nella fase avanzata, quindi metastasica. Questo tipo di cancro é quasi sempre asintomatico pertanto si scopre quando ormai sono presenti varie metastasi, nella maggior parte dei casi al cervello, e in altri casi alle ossa. Le statistiche di prospettiva di vita non rassicurano per niente. Media di sopravvivenza? Un anno di vita. Vi chiediamo di abbattere i tempi di ricerca, di poter sperimentare sull’uomo prima che sia troppo tardi, e abbattere i lunghi tempi di burocrazia.

SIETE VOI RICERCATORI CHE DOVETE ABBATTERE IL MOSTRO, E NON VICEVERSA

Siamo stanchi di sentirci dire, ogni volta che chiamiamo i ricercatori, le parole “Sì, abbiamo trovato la cura, ma ci vorranno almeno 5 anni prima che sia disponibile nelle farmacie”. Questo è chiamato il big killer, e voi dovete essere i killers di questo maledetto tipo di cancro.

MUTAZIONE GENETICA KRAS, RIDUZIONE TEMPI DI RICERCA E CURARE IL CANCRO SENZA BUROCRAZIE E SENZA BREVETTI

1) Chiediamo di ricercare la cura per i malati di cancro con mutazione KRAS, l’unica mutazione per la quale ancora non esiste un trattamento. 2) Chiediamo di evitare i lunghi ed estenuanti tempi di ricerca, chiediamo di non brevettare la ricerca, una volta appurato che cura il cancro. In molti lo hanno fatto, ma per altri tipi di cancro. 3) Sperimentare sull’uomo il più presto possibile, così da rendere possibile salvare molte vite, che vale molto di più che guadagnare danaro. 4) Abbattere la burocrazia e cambiare il sistema che intercorre tra la ricerca e le case farmaceutiche.

VOGLIAMO LA CURA ANTI-CANCRO METASTASICO, MA LA VOGLIAMO ADESSO

Vogliamo avere la cura per il cancro metastasico polmonare, adesso!!!

Serena Tommasoni

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RISPOSTA

UMANAMENTE HAI TUTTE LE RAGIONI, MA COME LOGICA SCIENTIFICA HAI TUTTI I TORTI

Ciao Serena. Ci tengo ovviamente tantissimo a vedere tuo padre guarito. Non sono frenato dal dio danaro, né dalla burocrazia, né dai brevetti, né dai lunghi tempi di ricerca. Ma ti avverto subito che il tuo messaggio, a parte l’affetto per tuo padre e la voglia comprensibile di trovare una soluzione adesso e non fra 5 o 10 anni, è carico purtroppo dei soliti strafalcioni e dei soliti miraggi inculcati nel cervello della gente da una medicina espertissima in esperienze sbagliate, da una medicina che di cancro guarito e di cancro risolto ne capisce quanto il maiale dell’Arkansas, tanto per usare una battuta che gira in America. Miraggi e false aspettative che intendo denunciare per l’ennesima volta e con ancora maggiore determinazione e con precisione chirurgica. E intendo farlo con questo documento, stimolato proprio dai tuoi errori, dai tuoi preconcetti, dalle tue irrealistiche aspettative.

L’INTERVENTISMO MEDICO FUORI DALLE VERE EMERGENZE È UNA STRADA SBAGLIATA

Di fronte a una patologia complessa e multi-fattoriale come tumori e cancri e sovra-crescite comunque le vogliamo chiamare, servono idee chiare e comprensibili, serve un approccio scientifico e non necessariamente terapeutico. Un approccio non-terapeutico che non è mai esistito, non esiste e non esisterà mai in campo sanitario dove stra-domina da sempre l’interventismo, escludendo i tanti casi di medici straordinari e illuminati ma che sono stati via via imbavagliati, silenziati, sottovalutati, ignorati, radiati e messi a tacere dall’Ordine.

SERVE UN LINGUAGGIO COMUNE E RADICALMENTE INNOVATIVO

Per capirci, sia con te che coi medici giusti e sbadati in circolazione, serve 1) Un minimo di linguaggio comune e reciprocamente comprensibile, 2) Una apertura mentale straordinaria, 3) Una disponibilità a cercare e scoprire la verità dovunque essa esiste senza alcun pregiudizio, 4) Uno sradicare dalla mente l’idea che la medicina convenzionale possegga la chiave risolutiva delle malattie in generale e del cancro in particolare, 5) Un rendersi conto che se non possiedi al 100% le prerogative giuste che sono zero interessi economici, zero collusioni, zero presenze sui libri paga o sui conti-regalie delle case farmaceutiche, zero pressioni dall’ospedale per cui lavori, zero convinzione inamovibile che le vie asportativa-ablativa-raschiativa-chemio/radio rappresentino reali soluzioni migliorative o rimediali, zero sicurezza che quanto appreso in 6 anni di medicina non sia altro che una gigantesca catasta di incongruenze e di idiozie, non farai un solo passo avanti nella ricerca.

ESSERE MEDICI NON SIGNIFICA AUTOMATICAMENTE ESSERE SCIENZIATI DELLA SALUTE

Quali garanzie ti do per dirti che non stai perdendo tempo in chiacchiere che non portano a niente, mentre tu hai bisogno urgente di fatti, di sperimentazioni, di cure, di interventi? Prendi nota che sono un filosofo e un ricercatore salutista operante nel campo della Health Science. Non sono medico, per mia e tua fortuna, e pertanto non albergano in me attitudini alla arroganza scientifica, o tendenze micidiali a vendere fumo e a spacciare abilità chirurgica per sapienza e a contrabbandare auto-lesionistica ed utopistica curomania sul sintomo per saggezza curativa.

APPARTENGO ALL’AREA IGIENISTICO-NATURALE E NESSUNO MI HA PROPOSTO FINORA QUALCOSA DI MEGLIO

Se vuoi, sono pure un libero giornalista investigativo, impegnato anche a selezionare il lavoro e le ricerche libere e trasparenti che non mancano. Appartengo all’area contro-corrente della Scienza Igienistico-Naturale e della Non-cura sul sintomo, non come etichetta di comodo, non come interesse di categoria, non come pigra abitudine a muoversi in un determinato ambiente, ma per libera scelta e libera convinzione. Sempre pronto a cambiare bandiera non appena uno mi portasse uno straccio di prova che lui è nel giusto e nel vero e che io sto dalla parte marcia, cosa che aspetto invano da mezzo secolo almeno. Nessuno mi ha mai convinto del contrario.

MEGLIO NON FARE, QUANDO MANCA LA SICURA CONOSCENZA

Fare, fare, fare. Testare, testare, testare. Ricercare e trovare, ricercare e trovare, ricercare e trovare. E poi curare, curare, curare. Ti è mai venuto il dubbio che l’uomo sia un essere troppo spesso imperfetto, presuntuoso ed arrogante, e pertanto poco e nulla affidabile, soprattutto se ammantato di pseudo-divinità, soprattutto se lasciato lavorare in stato di esclusiva e di monopolio? Ti è mai venuto da pensare che la medicina stia raccontando frottole e fandonie a iosa da decine e decine di anni, stia sollecitando aiuti ed elemosine miliardarie, stia scialacquando preziose risorse pubbliche, senza mai cavare un ragno dal buco? Fare non è sempre sbagliato purché sia fatto bene. Per fare bene non basta essere ottimi manovali ed ottimi esecutori. Per fare bene occorre prima sapere cosa si fa e perché lo si fa. Guai lavorare ad occhi bendati.

NESSUN MOSTRO DA ABBATTERE MA TANTA IGNORANZA DA ELIMINARE

Oggi, fra tutte le patologie che spaventano ed atterriscono, il cancro è quella che prevale su tutte le altre. Uno slogan celebre di altri tempi era Falqui, basta la parola. A maggior ragione, se dici cancro basta la parola. Un mostro perfido, come tu sostieni, un mostro da abbattere ed uccidere, un qualcosa da far sparire dalla crosta terrestre. Ma pensare in questo modo significa già essere sulla strada sbagliata. Nulla di quanto esprime il corpo è mostruoso. Mostruosa è semmai l’ignoranza dell’uomo, la mancanza di umiltà, l’incapacità di capire che il cancro è un sintomo logico, pulito e intelligente di una causa sporca e rovinosa che sta a monte e che si chiama fattore causante, unica cosa da curare e da risolvere, e unica cosa che la medicina convenzionale continua pervicacemente e paradossalmente ad ignorare.

DISFATTA TOTALE DELLA MEDICINA ONCOLOGICA

Come in tutti i campi dove si è avventurata, la medicina ha subìto in quello del cancro una disfatta totale, irreparabile e disperante. Una disfatta rappresentata da migliaia di vite perdute, da torture inimmaginabili fisiche e morali inflitte a milioni di esseri. Del resto nulla avviene a caso. La medicina non si è mai interessata alla salute in quanto tale. Tutto l’insegnamento medico è fondato sulla nozione assurda e irreale di una lotta tra il corpo e certe entità vaghe ed inafferrabili chiamate germi e virus. Il cancro non si sa ancora da dove provenga. I medici non lo hanno ancora scoperto nonostante le tante ed ossessive ricerche. Il presidente Nixon ha impoverito e messo in ginocchio l’America lanciando l’epocale lotta contro il Cancro.

INGANNEVOLI PROMESSE DI SUCCESSO

Nel 1971 Nixon firmò il National Cancer Act, ambizioso progetto inteso a debellare del tutto questa malattia nel giro di 10 anni, un piano destinato a fallire clamorosamente. Gli investimenti fatti negli USA ed in seguito anche in altri paesi del mondo occidentale furono a dir poco esorbitanti, ma, come ha scritto nel 2005 in una esemplare lettera aperta S. Epstein, un grande oncologo americano: “Dopo trent’anni di reclamizzate ed ingannevoli promesse di successi, la triste realtà è infine affiorata. Stiamo perdendo la guerra al cancro in modo netto e deplorevole. L’incidenza dei tumori, in particolare della mammella, dei polmoni, dei testicoli, della tiroide, nonché i mielomi e i linfomi, e specie nei bambini, che non possono essere messi in relazione con il fumo di sigaretta, hanno raggiunto proporzioni epidemiche, come un uomo su due e una donna su tre”.

RIPENSARE LA GUERRA AL CANCRO, RICONOSCE LA RIVISTA LANCET

Queste che sembravano pessimistiche considerazioni di qualche medico isolato hanno in realtà trovato autorevoli conferme in un articolo dall’emblematico titolo “Ripensare la guerra al cancro” comparso a dicembre 2013 nella prestigiosa rivista Lancet. Perché l’obiettivo non è stato raggiunto? Dove abbiamo sbagliato? Evidentemente concentrare tutte le risorse sulla ricerca di terapie, spesso rivelatesi inefficaci o sulla diagnosi precoce non è stata la strada vincente.

DOBBIAMO CAMBIARE RADICALMENTE

Abbiamo dimostrato come la nostra visione del problema cancro, e delle altre malattie in genere, sia stata estremamente riduttiva e distorta, per cui dobbiamo radicalmente cambiare il nostro punto di vista se solo vogliamo sperare di uscire da questa empasse. L’articolo del Lancet sostiene che per vincere la guerra contro il cancro abbiamo bisogno di una nuova e diversa visione del campo di battaglia. Servono precise ed efficaci indicazioni riguardanti gli stili di vita, oltre che una tutela degli ambienti di vita e di lavoro.

L’EPIGENETICA SMENTISCE I DOGMI DELLA GENETICA

Si è sempre pensato al genoma come a qualcosa di predestinato ed immutabile, ma le conoscenze che da oltre un decennio provengono dall’epigenetica ci dicono che le cose non stanno così. Il genoma è qualcosa che continuamente si modella e si adatta a seconda dei segnali – fisici, chimici, biologici – con cui entra in contatto. L’informazione contenuta nel DNA viene continuamente trascritta attraverso meccanismi biochimici che comprendono metilazione, micro RNA, assetto istonico che vanno appunto sotto il nome di epigenoma. L’epigenetica ci ha svelato che è l’ambiente che modella ciò che siamo, nel bene e nel male, nella salute e nella malattia.

FACENDO LE COSE GIUSTE I GENI DIFETTOSI SI RIMETTONO IN ORDINE

Ma anche senza scomodare l’epigenetica, sappiamo benissimo come il tracollo fallimentare della genetica sia stato determinato dalla caduta del dogma della fissità dei geni e del Dna, dogma su cui tutta l’impalcatura della ereditarietà si basava. Quando si è capito che mangiando le cose giuste, pensando in modo corretto e comportandosi con criterio, i geni si trasformano magicamente in meglio, la base concettuale dell’intera materia si è dissolta. “80 anni di ricerche, di dispense, di lezioni universitarie, di libri e pubblicazioni, di stipendi e di onorari. Tutto da buttare al macero”, mi disse ancora nel 1971 al nostro convegno igienista di Monopoli-Bari uno dei più avanzati studiosi del settore, il prof Pietro Perrino, docente a Bari e dirigente del CNR.

LOTTA AL GENE MUTANTE E CANCEROGENO KRAS

Eppure la dura lezione pare non sia bastata. Si insiste ancora coi geni, perdendo altro tempo e buttando via altro danaro per niente. Evidentemente si punta a ottenere ulteriori fondi statali. In uno studio dell’ateneo texano UT Southwestern, un gruppo di ricercatori (che comprende gli italiani Pier Paolo Scaglioni e Margherita Melegari) ha scoperto un potenziale punto debole, che potrebbe diventare un obiettivo terapeutico per i tumori polmonari caratterizzati da questa mutazione. La mutazione genetica del Kras, gene che muta in continuazione e che può causare una divisione incontrollata e una trasformazione delle cellule sane in cellule tumorali riguarderebbe il 30% dei tumori polmonari. “Il Kras mutato non promuove solamente la crescita dei tumori, ma anche la sopravvivenza di un tumore polmonare già sviluppato” ha dichiarato Scaglioni, lamentandosi di una mancanza, allo stato attuale, di Kras-inibitori efficaci. Il gene mutato, per promuovere la formazione del tumore polmonare, ha bisogno dell’attività di uno specifico enzima denominato ACSL3 (acyl-CoA synthetase long-chain family member 3). Gli acidi grassi, che di questo enzima rappresentano il substrato, avrebbero perciò un ruolo fondamentale nel tumore del polmone.

IL VIZIO DEL RITOCCARE E DELL’INTERFERIRE

“C’è urgente necessità di terapie che prendano di mira il metabolismo lipidico”, spiega Mahesh S. Padanad, coordinatore dello studio pubblicato sulla rivista Cell Reports: “La scoperta dell’importanza di ACSL3 nel tumore del polmone risponde a questo bisogno”. Ma pure queste sofisticate ricerche non promettono nulla di buono e di concreto. Dimostrano anzi quanto la medicina continui a intestardirsi e a non capire nulla del tumore e del cancro, dei meccanismi che generano il fenomeno e delle giuste strategie per venirne fuori. Dimostrano la miopia sanitaria di sempre basata su cure, su terapie, su inibire questo e bloccare quello, sul creare interferenze e mettere il bastone tra le ruote del sistema immunitario.

PESANTI RESPONSABILITÀ DEL FUMO

Il fumo non introduce soltanto catrame cancerogeno ed altri irritanti nei polmoni, ma innalza pure i grassi del sangue, ovvero i trigliceridi, agendo sul sistema nervoso e riducendo simultaneamente l’apporto di ossigeno alle cellule per il monossido di carbonio che avvelena gli eritrociti o i globuli rossi del sangue. I trigliceridi entrano nella circolazione tramite l’alimentazione e, in piccola parte sono prodotti dal fegato. Vengono usati dal corpo per fornire l’energia di cui le cellule hanno bisogno per svolgere ogni funzione.

LIPOTOSSICITÀ DEL SANGUE SOTTO ACCUSA

Quando il corpo non si serve dei trigliceridi in circolo, viene immessa dell’insulina che ha lo scopo di immagazzinare i trigliceridi nei tessuti adiposi. Una quota dei trigliceridi rimane nel sangue sotto forma di palline di grasso e proteine, chiamate Chilomicroni e VLDL (very low density lipoproteins). I valori di trigliceridi normali dovrebbero essere di 150 mg/dL. Fino a 499 si considerano alti e, se oltre i 500 mg/dL sono molto alti e segnalano disfunzioni insuliniche oppure pancreatiche. L’aumento dei trigliceridi può derivare da dieta e stile di vita scorretti. Sovrappeso prolungato, abuso di salumi e latticini, abuso di zuccheri e di carboidrati raffinati e cotti, assunzione di cortisone-estrogeni-diuretici-pillola-integratori, carenza di fibre e di acqua biologica da frutta e verdura crude, vita sedentaria e fumo favoriscono l’innalzamento dei trigliceridi.

LE DIETE ALTO-GRASSE ED ALTO-PROTEICHE SOTTO PESANTE ACCUSA

Da rilevare che, pur ammettendo che il tumore polmonare prevale tra i fumatori, non tutti i fumatori sviluppano carcinoma polmonare, e per contro diversi non-fumatori ne sono colpiti, pertanto il fumo va considerato sì come potente agente causativo, ma non come causa primaria. Più direttamente causativa di carcinoma polmonare è invece una dieta alto-grassa e ad alto colesterolo LDL. In una ricerca svolta a Chicago su 876 fumatori, quelli con livelli del 275 mg% segnavano un rateo di cancro del 37 per 1000, quelli con livelli del 225 mg% 5 per 1000 e quelli con meno di 150 mg% zero cancro per 1000. Questo non esonera il fumo come causa, ma dimostra ancora una volta che il primo fattore causante rimane la lipotoxemia.

50 GUARISCONO E 50 MUOIONO NON SAREBBE COMUNQUE UN BUON RISULTATO

Affermare, come fa la medicina, che il 50% dei malati di cancro sottoposti a trattamento medico guarisce è totalmente sviante, oltre che fuori luogo. Gli oncologi sventolano trionfalmente la loro bandiera ai quattro venti, ma dire che 50 per cento è un grosso risultato non è realistico. Se 50 guariscono significa che gli altri 50 muoiono.

DEPURATI I TRUCCHI E DEPURATE LE MANIPOLAZIONI LA PERCENTUALE DI GUARIGIONI CADE VERTICALMENTE

Francesco Bottaccioli, membro Accademia delle Scienza di New York e docente di psico-oncologia alla Sapienza, smentisce quei dati e li definisce frutto di trucchi statistici. Il 50% di cui parlano gli oncologi non è in effetti la metà dei malato di tumore come si è portati a credere. Si fa la media impropria tra l’87% di guarigioni dal cancro al testicolo (universo di 2000 persone/anno) e il 10-12% di carcinoma polmonare (40.000 persone/anno), è già si scende dal 50% al 35,2%. Poi si inseriscono nella statistica neoformazioni come i polipi al colon-retto e le formazioni displasiche non tumorali al seno, e si gioca con altri aberranti trucchi del mestiere sulla sopravvivenza media, per cui se uno muore un giorno dopo il 5° anno di sopravvivenza rientra nei guariti. Alla fine, la reale quota di guarigioni, scende sotto il 25%.

DUE TERZI DEI MALATI CI LASCIANO LA PELLE

Per Paolo Vineis, servizio epidemiologico Ospedale Maggiore e docente all’Università di Torino, 2 terzi delle persone affette da tumore e curate dalla medicina ci rimette la vita. Per tutte queste considerazioni è davvero venuto il momento di cambiare in modo radicale, visto che lo schema medico dell’asportazione, della chemio e della radioterapia non regge assolutamente.

NIENTE TERAPIE LOCALIZZATE PER IL TUMORE

Negli anni ’60 il dr Joseph Issels, nella sua Ringberg-Klinik in Germania, guariva il 17% dei malati terminali dichiarati “senza alcuna speranza” che venivano portati nella sua clinica. Il tutto è riportato nel testo “Time to Heal” di Peter Newton-Fenbow, uno dei pazienti guariti in quella clinica. Lo stesso dr Issels ha pubblicato nel ’75 un testo dal titolo “Cancer, a second opinion” dove esprime le sue idee sul cancro. “L’idea convenzionale sul cancro è che si tratti di una malattia che colpisce una specifica parte del corpo e che quindi richiede un trattamento specifico e localizzato sottoforma di chirurgia, chemio e radiazione. Siamo totalmente contrari a tale ideologia. Alla Ringberg-Klinik crediamo che il cancro non possa mai attecchire in un corpo sano. Un corpo sano ha gli strumenti per riconoscere in tempo e per fagocitare eventuali cellule in soprannumero. Il problema è che l’uomo sembra fare a gara nel danneggiare giornalmente gli strumenti immunitari. Il tumore è una malattia dell’intero corpo. Impostare, come fa la medicina, una terapia localizzata è pura follia.

ISSELS E GERSON SUPPORTATI DA ALBERT SCHWEITZER

“Ho scoperto”, continua Issels, “che i pazienti depressi e senza speranza, tornano in piena forma se hanno la possibilità di parlare apertamente di se stessi, di raccontare le proprie sensazioni e le proprie paure ai familiari, agli amici, ai medici”. Quanto alla dieta, il dr Issels commetteva dei grossi errori, in quanto si limitava ad escludere carne di maiale, salumi e prosciutti, ma approvava le altre carni e il pesce, per cui non aveva certo le percentuali alte di guarigione di Max Gerson, che puntava tutto sulla frutta (vedi suo testo “A cancer therapy – The results of 50 cases“). Nel caso di Issels il fattore numero uno di cancro che è la lipotoxemia del sangue, non veniva di certo rimosso. Sia Gerson che Issels subirono la cieca opposizione dei colleghi, mentre furono lodati e difesi dal dr Albert Schweitzer.

IL CASO STEVE MCQUEEN

Anche l’attore Steve McQueen rischiò di farcela, di guarire in modo spontaneo. Gli avevano prognosticato poche settimane di vita. Andò in Messico e intraprese una cura dietetica alternativa di tipo igienistico. Ebbe grosse migliorie e, dopo 3 mesi, apparve alla televisione messicana per ringraziare pubblicamente i medici locali che lo avevano aiutato nel miracolo. Solo che aveva in sé il tarlo medico dell’operazione e del togliersi di dosso in tutta fretta quel corpo estraneo chiamato cancro. Si sottopose in America all’asportazione chirurgica e ci lasciò le penne per una embolia in sala operatoria.

UTOPIA CERCARE ALTERNATIVE VALIDE IN AMBITO MEDICO

La mia personale posizione l’ho espressa nei libri in circolazione e nelle migliaia di tesine pubblicate, con dati e informazioni di ben altra portata e di ben altro tono rispetto a quanto si pensa, si dice e si fa in medicina. Qualche piccola referenza ce l’ho pure io se nella mia prima tesina sul cancro del 2008, pur assai polemica e piccante contro l’oncologia ufficiale, avevo strappato al dr Umberto Veronesi nel suo blog un commento come “Questa è una campana che merita essere seguita e che ascolteremo ancora nei tempi a venire”. L’ultimo scritto globale su questo tema ha per titolo “Le sovra-crescite nella visuale scientifica della Natural Hygiene” e porta la data del 2 luglio 2017.

ESISTE ANCHE LA REMISSIONE NATURALE, PURCHÈ SI DIA UN AIUTO AL CORPO

In concreto, non esistono 100 o 1000 forme diverse di cancro. Il principio è sempre il medesimo ed è quello della sovra-crescita incontrollata di cellule e della incapacità del sistema immunitario di porre un freno ed una correzione al fenomeno degenerativo. La remissione spontanea della malattia non è affatto raro che avvenga, ma per i medici tale fenomeno non esiste, non ha basi scientifiche e non ha conferme statistiche. Se uno si presenta guarito da diagnosi di tumore o di cancro, può solo essere che la diagnosi era sbagliata. Si comporta come i meccanici dell’autofficina dove se vai con l’auto malandata, con motore che tossisce e filtri intasati, pretendendo che possa auto-ripararsi da sola, ti prendono giustamente a calci. Ma, tra l’auto e l’uomo ci sono grosse differenze. L’auto è un assieme di materiali inanimati, mentre l’uomo è un organismo vivo e reagente, nonché dotato di poteri auto-guarenti.

LA QUESTIONE DELLE STATISTICHE

Quanto alle statistiche, esse latitano perché su 100 pazienti ammalati di tumore, la medicina non se ne fa scappare nessuno. Li spaventa tutti per bene, li convince che quella è l’unica via percorribile, li annienta nella mente e nella personalità, li demolisce biologicamente mediante chemio e morfine, e alla fine li convince di aver fatto il massimo e di averli salvati da qualcosa di peggio, senza mai ammettere che ci sono cose assai peggiori della morte, e tra queste cose spiccano i trattamenti chemio-radio della medicina stessa, per ammissione di molto oncologi onesti e trasparenti, i cui nomi stanno citati nelle varie tesine. Chiaro che se 99 si fanno operare su 100, l’uno che rimane non può generare una statistica, dove servono i grandi numeri. Le statistiche americane dicono che chi rifiuta la trafila curativa medica sopravvive 12 anni, mentre chi si fa operare sopravvive soli 3 anni, il che la dice lunga.

FONDAMENTALE UNA BUONA CONOSCENZA DEI PRINCIPI BASILARI DELLA VITA

La sovra-crescita tumorale è una azione logica e consequenziale del corpo. Il corpo la produce in quanto esiste una buonissima ragione per farlo. Senza una conoscenza delle leggi immortali governate da Madre Natura, unica sovrana medicatrice di tutti i mali, si capisce ben poco del corpo umano e dei migliori metodi per accudirlo, governarlo, riportarlo in equilibrio.

NESSUNO AL MONDO PUÒ SMENTIRE LE LEGGI NATURALI

Il corpo non va mai contro se stesso. La malattia insorge solo quando serve e dura solo finché necessario. Ogni creatura vivente è health oriented. Il ripristino salute è una tendenza costante del corpo umano. La natura orchestra ogni cosa magnificamente sul palco della vita. Non appena il corpo ha accumulato materia tossica in quantità che supera il livello di massima tolleranza consentita, esso insacca ed incapsula provvidenzialmente il materiale inquinante in neo-formazioni, neoplasie e tumori onde evitare che esse vadano in libera e corrosiva circolazione nel corpo. Un altro metodi di emergenza sta nel depositare il materiale tossico nei giunti e nelle articolazioni causando artriti, reumatismi, sclerosi, ritenzione idrica e gotta.

CI SI DEVE CONCENTRARE SULLA TUMOROSITÀ DEL SISTEMA E NON SUL TUMORE

Il corpo manda fuori ed elimina solo quello che lo pregiudica e giammai ciò di cui necessita. Il corpo esprime tumori e recidive perché esiste una tumorosità del sistema, una condizione di cancer milieu, di ambiente biochimico corporale alterato. E sono queste ultime le cose su cui lavorare, queste e niente altro che queste. Le malattie sono crisi di purificazione e di eliminazione tossica. I sintomi sono difesa naturale del corpo. Vengono chiamati impropriamente malattie mentre sono in realtà cura unitaria e integrale del male. La tossiemia interna è causa universale di tutte le malattie. Solo la pulizia interna può guarire.

NATURAL HYGIENE UGUALE VERITÀ MILLENARIE FILTRATE E DISTILLATE

L’igienismo insomma è tutt’altro che una opinione scalcinata o improvvisata di gente priva di principi e di competenza. Esso dà autentiche risposte. È pura logica. È la cosa più vicina alla scienza sul corpo-mente-spirito che abbiamo a disposizione. La Health Science Igienistica è verità filtrata, selezionata, distillata, dimostrata. Gocce di saggezza, di scienza e di buonsenso. Fa poco e niente?  Non cura e non propina pozioni o farmaci? Insegna soltanto a diventare autonomi e liberi nelle proprie scelte? Insegna solo a liberarsi dalla schiavitù del sistema sanitario? E tutto questo vi sembrerebbe poco!?!

L’UNICO VERO PROTAGONISTA RIMEDIALE STA AL NOSTRO INTERNO

Prendo come conclusione qualche spunto dalla citata tesina sulle sovra-crescite. Tutti bravissimi a guarire in tanti modi diversi che vanno dal succo magico vegano, al bicarbonato, agli ormoni, allo sperma di capra, alla pinna di squalo, alla inibizione del Kras, e così via. Tutti pronti a curare e a distruggere il sintomo orribile ed incompreso, il male oscuro. Tutti pronti a vedere nella malattia una entità, qualcosa di maligno e di negativo, una nemica giurata da annientare, senza rendersi conto di aver imboccato in tal modo un percorso fuorviante e una strada senza uscita. Tutti dimentichi che l’unico vero protagonista guaritivo è la forza interiore che sta all’interno di noi stessi e che tutto il resto, ma davvero tutto il resto, va inesorabilmente confinato nella categoria delle comparse rimediali.

LE COSE CHE SI CONTINUANO A NON CAPIRE

Pochissimi hanno capito che la tossiemia interna è causa primaria e universale di tutte le malattie e che solo la pulizia interna può curare e niente altro che quella. Pochissimi hanno capito che il rimedio principe rimane quello di stroncare ogni fattore inquinante, e di assecondare gli sforzi guaritivi della natura. Pochi al mondo, pochi nelle università, pochi negli ospedali e nelle cliniche, pochi negli studi televisivi, hanno capito che il recupero della salute e l’inversione delle patologie, incluse quelle tumorali, è la costante tendenza naturale del corpo umano. Pochi hanno capito che la natura della malattia è difensiva-rimediale-eliminativa-adattiva e dunque benefica ed amica, e che pertanto curare il sintomo, quando esso è lo scarico-veleni propiziato dalla crisi eliminativa, fa da interferenza ed insulto contro il medico interno, oltre che da perniciosa superstizione. Pochi hanno capito che, al di là del pronto soccorso e della autentica emergenza, il bisturi vale molto di più se inattivo, piuttosto che quando usato ed abusato. Pochi hanno capito che servono super-scuole di rieducazione e di riqualificazione dei medici e della cittadinanza, super-scuole di genuino riorientamento e di acculturazione alimentare e comportamentale, con meno ospedali e meno luoghi di cura. Pochi hanno capito che servono più docenti di salute e meno medici convenzionali indotti a praticare quella perversa ed improduttiva curomania che finisce per essere sempre, all’infuori di poche eccezioni, non vera guarigione stabile ma espediente-apparenza-tentativo- sperimentazione- ricrescita-recidiva e accanimento terapeutico.

Valdo Vaccaro

  • Onofrio Sasso

    Mi perdoni Serena Tommasoni ma come le è venuto in mente di scrivere una simile lettera al Dott. Vaccaro ? Guardi, con tutto rispetto, lei ha sbagliato proprio blog, e credo questa ennesima-encomiabile tesina del Dott. Vaccaro lo dimostri a pieni voti. Saluti Onofrio

  • Luigi Scanu

    LECTIO MAGISTRALIS
    Non servono altre parole!
    Luigi Scanu

  • Stiefanienko Pedross

    GRANDISSIMO DISCORSO COME SEMPRE E PER QUANTO RIGUARDA QUESTA SERENA NON HA CAPITO PROPRIO NULLA . NON SI PUO’ SPEGNERE UN INCENDIO CON IL LANCIAFIAMME O PULIRE L’ACQUA DI UNA PISCINA SE CI SCARICHI I BISOGNI DEL WATER O PRETENDERE DI MANGIARE BIOLOGICO SU UN TERRENO DOVE VENGONO VERSATI SCARICHI DI INDUSTRIA PETROLCHIMICA. NON SO SE MI SPIEGO.

  • Stiefanienko Pedross

    SONO SEMPRE PIU’ CONVINTO CHE COME MANGIARE CARNE RENDA CATTIVI E AGRESSIVI , MANGIARE SCHIFEZZE E CIBI SINTETICI RENDA IL CERVELLO IN PAPPA E SI FACCIANO CERTE PRETESE . VUOI LA CURA PER IL CANCRO SUBITO ? MADRE NATURA TE LA DA ! LA MORTE