ACIDO URICO, GOTTA, ARTRITE E MACROBIOTICA

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LETTERA

Una conversione dalla macrobiotica verso il crudismo vegano

Buonasera Valdo, il mio nome è Giusy sono una naturopata.
Un anno fa ho comprato il suo libro Alimentazione Naturale e ho cambiato decisamente rotta, andandomi a leggere pure i libri di Shelton ed Ehret.
Da allora, nonostante io fossi per la macrobiotica, ho iniziato una ricerca che non si è ancora fermata e sto cercando, con molta fatica, di introdurre anche i miei clienti al crudismo vegano.

La puzza di cadavere e di acido alla base del mio vegetarianismo

Per quanto mi riguarda, sono anni che istintivamente, e nemmeno conoscendo termini come vegan e
raw food, ho eliminato latte, carne e uova.
Avevo 14 anni e vivevo ancora con i miei, e successe tutto di punto in bianco.
Mi era semplicemente venuta una insopportabile insofferenza a sentire puzza di cadavere ogni volta che mia madre cucinava la carne, soprattutto se fatta al sugo.
Quando poi al mattino mi svegliavo con l’odore del latte appena bollito, mi veniva da vomitare perché sentivo puzza di acido.
Sicuramente le verrà da sorridere, ma è così che è iniziata la mia storia vegetariana.

La carne di pollo e le uova emanano pure olezzi offensivi ed intollerabili

Quando sento l’odore della carne di pollo poi, è come sentissi puzza di medicinale, e lo stesso discorso vale per le uova.
Prima ancora del sapore, ad allontanarmi da questi cibi è stato proprio l’odore.
Non so perché, ma comunque non ne sento la mancanza e ci metto una pietra sopra.

Il mio compagno è assillato dalla gotta

Comunque sia, le scrivo per un problema di gotta, che assilla il mio compagno da quasi 10 anni.
Quattro anni fa, quando l’ho conosciuto, aveva crisi pazzesche che l’obbligavano all’immobilità e a prendere massicce dosi di Colchicina e Zirolic, che ovviamente gli hanno rovinato lo stomaco e che spesso gli provocano diarrea, oltre a gas intestinali. Questi ultimi però li ha da sempre, praticamente dall’infanzia.

Una tarantella a base di pasta, pizza, mozzarella, affettati e caffè a litri

Premetto che è di origine napoletana, ossia pasta, pizza, sugo al pomodoro cotto per 5 ore filate, verdura quasi arrostita in padella con olio strafritto, affettati, mozzarelle di bufala in quantità industriale, insalata poca e praticamente cotta nell’aceto, ed altre amenità del genere.
Questo è almeno quello che cucina sua madre, oltre a pollo impanato e fritto.
Cereali, verdure, legumi? Mai visti in casa loro.
E poi caffè a litri, super-ristretto e strazuccherato.

Normalizzati i valori dell’uricemia

Senza diventare vegetariano (uova, tonno e qualche latticino li mangia ancora), ha eliminato comunque carne, affettati, fritti, formaggi e alcolici, e sono riuscita a fargli scendere i valori dell’uricemia fino a raggiungere la norma.
Tuttavia i piedi continuano ogni tanto a fargli male, e non riesce a camminare per mezz’ora di fila.
Ha solo 40 anni!
Colchicina e Nimesulide sono parte della sua vita ormai, e non riesco proprio a farglielo capire, che serve una ulteriore svolta nel suo stile di vita.

Una tesina sul come sconfiggere la gotta

Vorrei chiederle, quando ha tempo, se potesse inviarmi una tesina su come sconfiggere la gotta con l’alimentazione vegana crudista, anche perché su alcune mie ricerche risulta che ci sono pure dei frutti e degli ortaggi incompatibili con questa malattia (tuttavia non ci credo troppo).
Questa tesina la darei al mio compagno
Gli ho già parlato di lei e sa che le sto scrivendo. Tentare non nuoce. Ha già cambiato di molto il suo tipo di alimentazione, e questo gliene devo dare atto, dopo le cose che mangiava e beveva in passato!

L’errore della naturopatia, dove la cura naturale intende sostituire quella farmacologica, scordando che la malattia a valle (sintomo) non va curata con niente, mentre quella a monte va curata con tutto

La ringrazio fin d’ora, anche per avermi aperto gli occhi col suo libro.
Purtroppo anche la naturopatia è insegnata male in Italia.
Per certi versi noi abbiamo sostituito il farmaco coi rimedi naturali, ma il concetto è sempre quello.
È da un po’ che mi sono allontanata dalla linea di pensiero della mia scuola.
Ero una potenziale igienista senza saperlo?
Giusy

*****

RISPOSTA

I lati positivi della macrobiotica

Complimenti a te Giusy per il percorso decisamente virtuoso e per il tuo darti da fare intorno al prezioso bene universale della salute. Chi proviene dalla macrobiotica, e ha la forza di chiudere quella porta e fare un salto di qualità, ha davanti a sé grosse prospettive.
Come dico spesso, la macrobiotica non è tutto scarto culturale orientaleggiante.
Insegna ad avere poesia e rispetto per la natura (entro certi limiti), apporta concetti di equilibrio acido-alcalino, freddo-caldo, yin-yang.
Insegna ad apprezzare il cereale integrale e ad eliminare lo zucchero e i latticini, le fante e le cole, tutte cose altamente positive.

I difetti irreparabili della teoria ohsawiana

I gravi difetti della macrobiotica però superano di molto i pregi, e sono i difetti del suo creatore George Ohsawa, con tutto il rispetto alla memoria.
Era un uomo di carattere e, pressato da eventi negativi in famiglia, andò in crisi come medico, trovando il coraggio di spretarsi e di ribellarsi alle inettitudine e alle note magagne della medicina occidentale, quando era già giunto ai vertici della professione medica.
Buttare il camice nella spazzatura, quando sei dirigente sanitario di un ospedale non è cosa da tutti.

Le ciliegie vendute nelle boutique

Il guaio è che Ohsawa era giapponese, figlio di un paese ittico-dipendente e sale-dipendente.
Di un paese magnifico e pulito, ma dove i trasporti sono carissimi e la distribuzione di frutta e ortaggi costa un occhio della testa.
Figlio di un paese dove le ciliegie si vendono avvolte singolarmente in un fiocco di carta, confezionate in una scatola stile baci Perugina, al modico costo di 20 Euro per 15 ciliegine.

Un Giappone ai vertici mondiali delle bevande in lattina e dei distributori automatici

Un paese che se non fosse per le banane (maggiore importatore mondiale), i pomodori, le mele Fuji e i mandarini, sarebbe del tutto in ginocchio in fatto di crudità.
Un paese dove la produzione di bevande in scatola è ai vertici mondiali, con distributori automatici posti incredibilmente in ogni angolo di strada, in ogni ripostiglio, nei piani degli alberghi e persino nei cessi.

Gli errori gravissimi di Ohsawa hanno decretato la disfatta della sua creatura

I clamorosi errori che hanno decretato la sconfitta tremenda e definitiva della macrobiotica sono molto precisi.
Primo l’interpretazione in senso pachidermico e demenziale del concetto di yin-yang e di acidificazione, scaricando sul polo negativo, sul lato femminile, sul freddo e sull’acido, tutte le qualità nefaste dell’universo, e ponendo sul piedistallo la cottura e la salatura dei cibi, un errore eclatante e marchiano, oltre che tragico.
Malattia è yin, la notte e la Luna sono yin, lo zucchero è yin, la frutta è yin, il nervosismo è yin, la donna è yin, mentre all’opposto la salute è yang, il giorno e il Sole sono yang, il sale è yang, la calma è yang, il maschio è yang, e così via.

Yin e yang, con smaccata preferenza per lo yang

Il concetto ha un fondo di verità, se non si cade nell’insidia del fanatismo e dell’incompetenza scientifica sui cibi, sulla biologia, e se non ci si stacca dalla ricerca scientifica più avanzata.
Il concetto è valido se si introduce nel discorso il concetto di equilibrio tra i poli, e non quello della difesa a oltranza dello yang.
Diciamo pure che Ohsawa soffriva di yingite acuta, cosa che ha trasmesso e diffuso in tutto il mondo, non capendo che il corpo non è un assieme assemblabile e sostituibile a pezzi come un lego, ma una macchina elaboratrice e trasformatrice.

L’eresia anti-agrumistica e anti-fruttariana, trova pure Ohsawa tra i maggiori imputati

Non comprese Ohsawa che proteina non dà proteina, che sale non dà sale, che alcalino non dà alcalino, che acido non dà acido, che yang non dà yang, ma che nel corpo umano tutto si trasforma e si ricrea secondo leggi ben precise.
È proprio Ohsawa il primo responsabile dell’eresia anti-agrumistica e anti-fruttariana che pervade tuttora in modo soffuso ma demoniaco nella cultura occidentale, diseducando e confondendo la gente.
Se io fossi donna mi sarei poi offesa profondamente da una macrobiotica così yanghista e maschilista!

Yanghizzarsi fa bene, ma senza dimenticare che lo yin diventa yang e vicevera

Ho praticato pure io gli aspetti positivi della macrobiotica, quando giocavo a calcio e buttavo fuori 3-4 chili d‘acqua per volta, yanghizzandomi e diventando rilassato e felice al termine di ogni partita, o anche deliziandomi eroticamente quando c’era bisogno, perché ogni movimento globale e coinvolgente del corpo, ogni surriscaldamento e ogni traspirazione aerobica, ogni emozione bella e condivisa, producono yanghizzazione e salute.

La frutta sempre, dovunque e comunque

Ma la frutta è sempre rimasta priorità assoluta nella mia vita, e l’ho sempre raccolta, cercata, inseguita e acquistata.
Non ho mai lasciato la casa di famiglia priva di diverse cassette di agrumi, di mele, di meloni, di uva, di cachi e di castagne, biologiche quando si può e non-biologiche quando non si riesce, perché anche quella non biologica è frutta, di seconda scelta ma sempre frutta, benedetta dal sole più che demonizzata da qualche veleno di troppo.
Non lascio mai la mia stanza d’albergo, o la mia borsa a tracolla, senza adeguato rifornimento di frutta.

Eroismi, presunzioni e carenze culturali nella vita di George Ohsawa

Ohsawa ha fatto un grosso atto di coraggio e di eroismo nel gettare il suo camice, ma poi ha commesso gravissimi errori di mancanza di umiltà nel partire con la sua dottrina.
Avesse conosciuto l’igienismo, o anche i soli esperimenti di Paul Kouchakoff sulla leucocitosi, di Paul Simoneton sulle onde elettromagnetiche e quelli di Edward Howell sui food enzyme, avrebbe di sicuro rinunciato a partire lancia in resta con quel tipo di macrobiotica, apportando quegli accorgimenti modificativi che avrebbero permesso alla teoria dello yin-yang di affermarsi senza riserve, e non di diventare trappola insidiosa e spesso mortale per gente malsana, ubriaca di riso integrale stracotto e di the mu, afflitta da leucocitosi e da vecchiaia precoce al pari se non di più della media, nonostante gli aspetti salutistici accennati all’inizio.
Sembra che stiamo andando al meno.

Non sarà che l’Italia sta pagando il drogamento e l’innaturalità delle sue diete?

Che la naturopatia sia poi insegnata male nel nostro paese è un altro fatto evidente e verificabile.
C’è l’impressione che si stia andando al meno.
Troppo in piena i fiumi di caffè e di integratori, e troppo scarni e stentati i rifornimenti di acqua biologica immersa nel succo zuccherino fruttaceo, in questa contradditoria e frastornata Italia.
Da paese sano e felice, baciato dal sole e dal mare, dall’arte e dalla cultura, dall’amore romantico, stilnovistico e petrarchesco, dal sesso strepitoso, ridanciano e boccaccesco, e persino dalla scienza e dalla industriosità, siamo diventati un popolo di piagnoni e di ammalati, di impotenti e di perdenti, per cui non viene nemmeno a sorpresa l’indecorosa eliminazione della nostra nazionale di calcio dai mondiali.

Non vogliamo fare gratuito sciacallaggio sulla Nazionale di Marcello Lippi

Conosco troppo bene, da semplice fan dell’Udinese Calcio, i magnifici ragazzi che si chiamano
Di Natale, Quagliarella, Pepe e Iaquinta, ed anche i loro compagni di nazionale.
Sono ovviamente dispiaciuto come tutti gli italiani.
Come non si devono esaltare i vincitori, così non si devono criticare troppo i perdenti.
Non si uccide un uomo morto, gridò Francesco Ferrucci, ferito e sanguinante a terra, a Fabrizio Maramaldo che lo trafiggeva impietosamente nella battaglia dei fiorentini contro gli imperiali (Gavinana, 1530).
Criticare ci fa sentire dei persecutori che fanno sciacallaggio.

Carne, pasta, pizza e nutella, e vedrai come non corrono

Ma una lezione la possiamo derivare da questo episodio sportivo Sud-Africano.
Tu Giusy hai messo in evidenza come si mangia a Napoli, città che fa da maestra nella cucina italiana e nella dieta Mediterranea.
Carne, pasta, pizza e nutella, vedrai come corrono, dice uno spot televisivo, famoso più dell’Ave Maria, che appare quanto mai derisorio, alla luce dei fatti.

Una lezione e un monito dall’esperienza Sud-Africana.
Cadaverina, integratori, caffè, tatuaggi e Tamiflu non ti portano lontano.

Se poi ci aggiungi i caffè, gli integratori, le diete alto-grasse (prosciutti e grana), le diete alto-proteiche, alto-cadaveriniche e alto-zuccherine tipiche delle squadre di club e della nazionale, se ci metti i tatuaggi che ricoprono orribilmente gli unici punti in cui la pelle dei nostri giocatori dovrebbe poter respirare liberamente (gambe e braccia), se ci sommi le vaccinazioni che subiscono regolarmente, con Lippi che, tradendo il suo fare da persona simpatica ed equilibrata, si pronunciò più da piazzista BigPharma che da allenatore, in occasione della scorsa pandemia suina.
Se infine metti in conto i farmaci, mai assenti nel loro menù giornaliero, abbiamo un quadro desolante della situazione, per cui una squadra di campioni del mondo non sbrana più nessuno, e se la fa sotto con compagini paraguayane, neozelandesi e slovacche buone ma non certo trascendentali, che le prenderebbero da una qualunque media squadra di serie C, bene organizzata e in buona salute.

Troppi stimoli, troppe accelerazioni e troppi integratori

Il problema è che i nostri campioncini sono diventati cavalli stanchi.
Troppa tensione in campionato, troppi integratori e troppe accelerazioni cardiache da caffeina e cola, da cioccolatini e gambali di salma suina.
Troppi soldi anche, ma non è nemmeno quello.
Se il cavallo è stanco lo puoi strigliare e pungolare quanto vuoi.
Viene a mancare la forza, la grinta e l’illuminazione.

L’attaccante che non punge e non tira, e il difensore che non appoggia e non difende

L’attaccante non dribbla e non punge, gli manca la chiarezza e la prontezza di riflessi, floppa le rare occasioni anziché capitalizzarle, tira fuori e tira alto, o non tira affatto, in tutti i sensi.
C’è buio e foschia nei suoi occhi sconvolti, e non vede nemmeno dove sta la porta avversaria.
Mentre la difesa diventa inguardabile e colabrodo.
Se poi manca anche un pizzico di dea bendata, col cavolo che vai avanti.
Avremmo perso anche contro le Isole Galapagos, ammesso che abbiano una squadra di calcio.

Veniamo dunque al problema della gotta

Veniamo ora al problema principale della gotta, che è poi il precursore dell’artrite.
Non voglio spaventare il tuo compagno, ma essere franco ed esplicito, invitandolo a prendere tutti i provvedimenti del caso, visto che ha fatto dei passi avanti, ma è rimasto tuttora legato ad alimenti uricemizzanti come come il tonno, le uova e i latticini.

Gli urati alla base di questa temibile patologia, più maschile che femminile

La gotta viene definita come malattia del ricambio, causata da accumulo di urati che si vanno a depositare principalmente nelle cartilagini articolari, generando enfiagioni e persino deformazioni permanenti.
La gotta, patologia più maschile che femminile (16 maschi su 1000, e soltanto 3 donne su 1000), comporta dolorose infiammazioni che portano anche alla distruzione progressiva delle cartilagini stesse, mentre si formano in contemporanea calcoli renali, favoriti dai sali acquisiti con le acque dure, con gli integratori, coi latticini e coi cibi cotti.
Il disordine è causato da un eccesso di acido urico nel sangue.
I depositi di minerali sbagliati (che solo le arance e gli agrumi in genere contrastano efficacemente) possono arrivare al punto di bloccare del tutto i movimenti delle articolazioni.

Le cause della gotta e la solita inefficacia dei farmaci

La gotta viene causata da depositi tossici nei giunti, quando il corpo non riesce ad eliminare propriamente i propri scarti tossici.
La soluzione è quella di incrementare la capacità escretiva ed autopulitiva del corpo.
Questo non deve però avvenire con farmaci tipo le Colchicine, l’Allopurinol e la Nimesulide, che servono solo a mascherare i problemi e a scassare i nostri organi, lasciando le cause inalterate, facendo un occhiolino alle fonti di acido urico rimaste fedelissime al loro posto.
Ci possono essere anche altre complicazioni, come nel caso delle artriti settiche chiamate psoriasi, o nel caso delle artriti gottose o calcolosi acido-urico-renali.

L’acido urico e lo strano sport umano di darsi martellate sui marroni

L’acido urico è una sostanza altamente tossica che si accumula nell’organismo degli adulti, anche perché i bambini non sono ancora acidificati a quel punto, avendo essi appena esordito nello strano sport umano di darsi martellate sulle palle, succhiando latte di altri, bevendo acque dure, schivando la frutta, cuocendo e distruggendo vitamine-minerali-ormoni-enzimi.
Le albumine sono sostanze proteiche di corpi organici organizzati, ex-viventi ed ammazzati, composte da carbonio, idrogeno, azoto, fosforo e ferro.
L’acido urico si accumula nell’organismo per eccesso di albumine.
I cibi più sotto accusa sono le proteine nobili tutte, il formaggio piccante e stagionato, grana in testa, ma anche i legumi e i funghi secchi, l’alcol, il cacao.

Le cause della gotta sono chiare ed evidenti

L’acido urico è una maledizione in tutti i sensi.
Produce aterosclerosi, angina pectoris, apoplessia, emicrania, malattie renali, malattie epatiche, malattie alla prostata e alla vescica, reumatismo e gotta.
A volte la gotta deriva anche da predisposizione, che i gottosi acquisiscono vivendo in famiglie che hanno perpetrato da decenni certe asinerie alimentari, mai messe in discussione da nessun insegnante, da nessun saggio, da nessuna illuminazione superiore, da nessun buon esempio culturale della antichità.
La gotta è favorita da fatti precisi e incontestabili, come una alimentazione latteo-ovo-carnivora, bevande alcoliche (birra in testa), bevande nervine (caffè, redbull e cole in testa).
I fattori climatici tipo il freddo e l’umidità servono ad aggravare ulteriormente la situazione.

Una deficienza enzimatica ereditata da papà Adamo e mamma Eva

Qualche medico parla scioccamente di deficienza enzimatica acquisita, e in questo fa davvero ridere, visto che l’uomo, da bravo essere fruttariano-vegetariano è del tutto sprovvisto, per disegno biologico naturale, di quell’enzima uricasi che serve a disgregare il temibile acido urico delle carni, dei pesci, delle uova, dei formaggi e della caffeina.
Quell’enzima che abbonda invece nell’organismo di cani, gatti, coccodrilli, iene, condor e serpenti.
La risposta che possiamo dare a quei medici è che tutto sommato hanno un po’ ragione, nel senso che abbiamo ereditato una deficienza enzimatico-antiurica da Adamo ed Eva, mangiatori di pomi ammessi o vietati, ma sempre e solo di pomi, e non di salme in decomposizione.

Per sconfiggere gotta e artrite occorre innanzitutto bloccare il flusso dei veleni urici

L’artrite è uno stato infiammatorio generalizzato delle articolazioni, causato da eccessiva presenza nel sangue di sostanze tossiche, che possono essere liquide come l’acqua o più dense come il pus.
C’è anche l’artrite secca, con le ossa che scricchiolano letteralmente durante i movimenti.
Per i medici l’artrite è un altro dei tanti mali inguaribili del loro interminabile repertorio.
Certamente che non si possono sconfiggere gotta e artrite da un giorno all’altro.
Se vogliamo comunque che queste patologie diventino mali superati del passato, su cui fare delle battute, e non più drammi del nostro vivere quotidiano, dobbiamo smetterla di provocare gotta e artrite al nostro corpo.
I soli nemici reali e non immaginari siamo proprio noi.
Non si guarisce da niente se non si bloccano le fonti del male.

I regolari scarichi di materiale tossico da parte del sistema immunitario

La natura (sottoforma di sistema immunitario) non tradisce se stessa, e ha i suoi modi per mantenere la sua efficienza operazionale sul campo di battaglia che è la vita.
Uno dei metodi di mantenere efficienza, da parte sua, sta nello scaricare dal nostro sistema le accumulazioni tossiche ogniqualvolta esse raggiungono il limite massimo di tolleranza.
Se il nostro personale tipo di sangue tollera un 5% di minerale inorganico, di cadaverine e putrescine, e di altre porcherie del genere, quando la monnezza supera il limite avviene uno scarico immediato.
Lo scarico significa nuove crescite, tipo cisti e tumori, oppure forte crisi influenzale, oppure eruzioni epidermiche a non finire, e può anche significare, come nel caso dell’artrite, un deposito di rifiuti tossici nei giunti, con risultante infiammazione, rifidità, enfiagione e dolore articolare.

Dieta fruttariana e vegano-crudista come sola contromisura possibile alla gotta e all’artrite

L’artrite è una malattia fatta di alti e bassi, tendente però a progredire e diventare sempre più seria.
Ma, prima che gli arti diventino anchilosati, essa è reversibile come tutte le malattie, se ci decidiamo a rimpiazzare le nostre abitudini, gottizzanti e artrosizzanti, con stili di vita adatti al nostro tipo di corpo.
Le cause e i trattamenti dell’artrite sono conosciuti da decenni.
Il ruolo della dieta fruttariana, vegana e tendenzialmente crudista è fondamentale, per cui, se vogliamo davvero sconfiggere queste patologie, serve rigore e costanza.
Serve buttarsi decisamente sulla frutta, senza timori e ritrosie.

Fare indigestione di aria, di sole e di succhi vitali

I consigli che si possono dare sono quelli soliti, del respirare meglio, del fare indigestioni di aria e non di cibo, di sole e non di ombra, di riposo e non di stress.
Se c’è pure alta pressione il problema è doppio, per cui occorre normalizzare il sistema.
Il crudismo fa benissimo ed anche il digiuno preparatorio va bene, ricordandoci però che, in sede di espulsione tossine, ci potranno pure essere dei momenti di fastidio, a cui si deve saper resistere nei momenti delicati del digiuno.

Una scelta rigorosa di campo, evitando farmaci, integratori, birra e caffè

Una scelta di campo va assolutamente fatta.
Come diciamo spesso c’è scontro frontale e contraddizione tra farmaci e crudismo, in quanto il crudismo fluidifica il sangue senza bisogno di eparine, e un sangue fluido diventa ultra-sensibile all’azione corrosiva e dopante dei farmaci.
Evitare gli alcolici, e soprattutto la birra, carica di acidi urici quasi quanto il caffè.
Evitare rigorosamente vitamine sintetiche e integratori minerali.

Niente aspirine e diuretici, e niente cibi contenenti purine

È obbligatorio liberarsi il più rapidamente possibile dalla dipendenza farmacologica, scegliendo un sistema progressivo riducente, di giorno in giorno, o anche uno stop immediato per chi ci riesce.
Evitare le aspirine e i diuretici in genere, che fanno aumentare i picchi di urati nel sistema.
Se si è sovrappeso, serve ridurre al più presto i nostri chili.
Evitare i cibi contenenti purine o nucleoproteidi, soprattutto se del regno animale.
Tra i vegetali vengono citati gli spinaci e gli asparagi.

Mantenere un minimo apporto del gruppo B, e mantenere la crema di avena anche nella gotta

Ma nella forma poco cotta non direi di eliminarli del tutto.
Alcuni autori citano pure i cereali integrali e il pane, e persino la crema di avena, come cibi da evitare in quanto ricchi di purine.
Ribadisco come sia importante piuttosto puntare a una alimentazione vegana equilibrata contenente anche le proteine vegetali non stracotte, le quali trovano sempre vie espulsive quando sono in soprannumero.
Rigorosa invece l’esclusione di pesce fresco e in scatola, di dadi ed estratti di carne, di salumi e uova.
La crema di avena (a crudo o quasi), con tanti semini frantumati, non la escluderei affatto dalla dieta antigottosa, a patto che abbondi la frutta lontano dai pasti e che ci siano pure verdure lassative tipo il tarassaco, la radice della cicoria, e la radice della bardana.

La panacea contro la gotta e contro l’artrite

Abbondare con arance e agrumi a colazione, grandi mangiate di ciliegie, uva, fragole e mele.
Ottimi i cavoli crudi, il crescione, il carciofo, il finocchio e il ravanello.
La panacea per la gotta e l’artrite esiste, ed è rappresentata dai succhi freeschi di carote e sedano, e di altre radici e tuberi, di rape, di mele, di zenzero, di bietole e di ananas.
Dimenticarsi assolutamente dei cibi cotti e dei cibi-spazzatura.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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