AMORE PER GLI ANIMALI E MANIPOLAZIONI BIBLICHE

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PARADOSSI, LITURGIE E RACCAPRICCIANTI RITI SACRIFICALI

Non c’è oggi festival religioso al mondo che non comporti orribili liturgie e raccapriccianti riti sacrificali, tali da far raggelare persino gli organizzatori delle Corride, con migliaia e migliaia di poveri animali trucidati senza alcuna pietà in nome di qualche dio vero o presunto. Succede pure in Malaysia, in Thailandia e in Vietnam, per averlo visto coi miei occhi.

VERITÀ DIVINE E SGORBI UMANI

Confesso di non essere un frequentatore di Chiese, Moschee e Templi Buddhisti, e mi troverei spiazzato ed inadatto a fare il difensore delle tavole divine vere, ma convengo sul fatto che occorra fare debite distinzioni tra i libri che ci capitano tra le mani, nelle versioni sgorbiate dagli uomini e in quelle originarie e introvabili che recano davvero con sé la parola divina. È anche per quello che credo di più alle manifestazioni e alla logica della Natura, nonché agli aforismi debitamente vagliati dei grandi saggi.

GENESI (1, 29-31) E PAROLA DI DIO

Poi Dio disse: “Ecco, Io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde. E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.”

PREMESSA SUI TESTI DELLA BIBBIA E SUL VECCHIO TESTAMENTO

I testi della Bibbia sono stati redatti nel corso di secoli, da persone che scrissero ciò che era stato tramandato e che corrispondeva ai propri concetti personali, spesso ben poco conciliabili con la volontà di Dio. Ciò vale, per esempio, per gli animali uccisi barbaramente, facendo credere che Mosè avrebbe comandato di compiere ciò davanti agli altari sacrificali. Lo stesso dicasi anche per molte indicazioni che sarebbero state date da Dio nel Vecchio Testamento riguardo all’uccisione di bambini, saccheggi e genocidi. Persino i nazisti, per le loro azioni poterono riferirsi alla Bibbia senza alcun problema per giustificare le proprie azioni, come fecero del resto anche i guerrafondai serbo-bosniaci nelle atroci ed efferate stragi di Srebrenice del 1995 a danno della popolazione di fede Islamica.

TROPPI INSEGNAMENTI BASILARI DI GESÙ SONO RIMASTI FUORI DAL NUOVO TESTAMENTO

Anche il Nuovo Testamento è opera umana, ossia una raccolta di testi che venne definita nel suo insieme Sacra Scrittura da decreti ecclesiastici. Molti aspetti che sarebbero stati altrettanto sacri non vi furono tuttavia inseriti. Molte cose insegnate da Gesù di Nazareth rimasero nascoste in diversi scritti apocrifi e non vennero inserite nella raccolta di scritti che ci viene oggi presentata come Vangelo.

SAN GIROLAMO SAPEVA COME STAVANO LE COSE

Circa 1600 anni fa, quando Girolamo redasse la prima traduzione completa della Bibbia in latino su incarico del Papa, egli si trovò sotto la grande pressione esercitata dal potere della Chiesa che stava nascendo e dalle forze politiche. Temi come la reincarnazione, la legge di semina e raccolta e gli insegnamenti portati dal Nazareno in merito ad un rapporto pacifico tra gli uomini e gli animali non trovarono più posto nella Bibbia ecclesiastica. La citazione riportata qui sotto dimostra tuttavia che Girolamo era ben al corrente dell’amore che Gesù provava per gli animali.

LA VERITÀ STA VENENDO A GALLA

Nonostante molte cose siano state occultate dalla Bibbia ufficiale, la verità sta venendo alla luce. Dal sito Vita Universale ci sono molte cose interessanti da apprendere, raccolte in un libretto di citazioni indispensabili a far luce su questo tema, a creare un collegamento col cristianesimo originario e a riabilitare Gesù come amico degli animali. Gli stessi padri della Chiesa ammonirono a non consumare carne.

MANIPOLAZIONI E FALSIFICAZIONI DA PARTE DEI CORRECTORES

Nei libri di Mosè si presentano pagine e pagine in cui si cerca di far credere che Dio volesse che gli animali venissero torturati e uccisi per Lui. Già questo non risponde a logica. Questi testi sono stati manipolati abilmente per screditare il Creatore, per far credere che Dio sia un essere crudele, brutale, vendicativo, insensato, iracondo e privo di amore. Alcuni aspetti contraddittori sono sfuggiti ai correctores e a coloro che hanno falsificato gli scritti originari.

LUNGI DA ME LE VOCI DEI VOSTRI CANTI E I SUONI DELLE VOSTRE ARPE

“Essi offrono sacrifici e ne mangiano le carni, ma il Signore non li gradisce, si ricorda della loro iniquità e intende punire i loro peccati” (Osea, 8,13). “Si sacrifica un bue e si uccide un uomo. Si immola un agnello e si strozza un cane. Si fa un’oblazione e si offre sangue di porco. Si buccia incenso e si venera un idolo. Costoro sono compiacenti di se stessi e amano le loro abominazioni” (Isaia 66, 3). “Io odio, detesto e respingo le vostre feste. Non mi piacciono le vostre solennità. Se mi offrite olocausti e oblazioni non le gradisco. Ai vostri sacrifici non volgo nemmeno lo sguardo. Lungi da me la voce dei vostri canti e i suoni sinistri delle vostre arpe. Sgorghi invece l’equità e la giustizia come torrente perenne” (Amos 5,21-24). “Che me ne importa dell’incenso importato da Saba, o della canna aromatica che viene da lontano? I vostri olocausti non mi piacciono e i vostri riti sacrificali non mi sono graditi” (Geremia 6,20). “Sono sazio del sacrificio degli arieti e del grasso dei vitelli. Non gradisco il sangue dei buoi, degli agnelli e dei capri. Quando verrete davanti a me chi reclamerà queste perversioni da voi?” (Isaia 1,11).

IL SIGNORE NON TI CHIEDE ANIMALI SGOZZATI MA UMILTÀ, GIUSTIZIA E MISERICORDIA

“Con che cosa mi presenterò al Signore? E come mi prostrerò dinanzi a Dio? Mi potrò presentare col martirio di vitellini di un anno? Gradirò il Signore migliaia di arieti sgozzati e libagioni a torrenti. Offrirò forse il mio primogenito per il mio delitto, il frutto del mio seno per il peccato dell’anima mia? Ti è stato insegnato, o uomo, che è bene quanto il Signore chiede e pretende da te? Ossia niente altro se non praticare la giustizia, amare la misericordia e comportarti con umiltà di fronte al tuo Dio”
(Michea 6, 6-8). “Quando voi stendete le vostre mani, distolgo da voi i miei occhi. Anche se moltiplicate le vostre preghiere, io non le ascolto. Le vostre mani sono colme di sangue. Lavatevi, purificatevi, allontanate le vostre ciniche azioni dai miei occhi. Cessate di fare il male e imparate a fare il bene. Cercate la giustizia e aiutate l’oppresso” (Isaia 1, 15-17).

AMORE E NON OLOCAUSTI

“Io voglio amore e non sacrifici, voglio conoscenza di Dio e non olocausti” (Osea 6,6). “In verità io non parlai né diedi comandi sull’olocausto e il sacrificio ai vostri padri, quando li feci uscire dall’Egitto” (Geremia 7, 22). “Se avessi fame non lo direi a te, poiché mio è l’universo e quanto contiene. Mangio io forse la carne dei tori? Bevo io forse il sangue dei capretti?” (Salmo 50 12-13). “Nessuno vada coi bevitori di vino, e nemmeno coi mangiatori di carne” (Spr 23,20).

GESÙ DI NAZARETH CONTRO I SACRIFICI DI ANIMALI

“Io sono venuto per abolire i sacrifici e se non smetterete di compierli, nemmeno l’ira di Dio smetterà di colpirvi” (Parole di Gesù citate da Epifanio, Panarion 3,16). “Io voglio misericordia e non sacrifici” (Matteo 9,13). “Non sta forse scritto che la Mia casa dovrà essere una casa di preghiera per tutte le genti? Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri” (Gesù in Marco 11, 17).

GLI APOSTOLI ERANO VEGETARIANI

Per sapere che cosa ha insegnato Gesù sul tema dell’amore per gli animali e riguardo ad un’alimentazione senza carne è utile conoscere come si sono comportati i suoi apostoli e discepoli. Antichi testi, che per ovvi motivi non sono stati inseriti nei canoni della Bibbia, riportano quanto segue. “Io vivo di pane e olive, ai quali aggiungo solo di rado una verdura” (Pietro, da Omelie Clementine, XII,6, rec VII, 6). “Gesù mi ha comandato di non mangiare carne e di non bere vino, ma di consumare solo pane, acqua e frutti, per essere puro quando Egli vuole parlare con me” (Paolo, da Toledoh Jeschu, Berlino 1902, p. 113, Parole di Paolo). “Matteo viveva di semi, frutti degli alberi e verdura, senza carne” (da Clemente Alessandrino, pedagogo II, 1-16). “Giovanni non ha mai assaggiato carne” (da Eusebio, storico della Chiesa Hegesipp II, 2-3). “Giacobbe, fratello del Signore, viveva di semi e piante e non toccava né carne, né vino” (da Epistulae ad Faustum XXII, 3).

ALTRI DISCEPOLI SEGUIVANO UN’ALIMENTAZIONE VEGETARIANA O VEGANA

I padri della Chiesa e gli scribi ecclesiastici conoscevano ancora le fonti degli scritti originari e li citavano. Molti di loro, a quei tempi, vissero nutrendosi in modo vegetariano e vegano, rinunciando alle bevande alcoliche oppure consigliando di farlo. Da ciò si possono trarre informazioni su come si alimentavano i primi cristiani.

NESSUN RIVOLO DI SANGUE E NIENTE ODORI RIVOLTANTI

Giovanni Crisostomo riguardo ad un gruppo di cristiani che viveva in modo esemplare (354-407).
“Da loro non viene versato alcun rivolo di sangue. Non viene macellata e fatta a pezzi la carne. Da loro non si sente l’odore terribile dei pasti a base di carne. Essi si cibano solo del pane che guadagnano con il loro lavoro e dell’acqua che viene offerta loro da una fonte pura. Se desiderano un pasto abbondante, le loro leccornie sono costituite da frutti e nel mangiarli provano un piacere più grande che ad essere seduti ad una tavola regale” (Omelie, 69).

MATTEO E GIOVANNI ERANO SOBRI E PARSIMONIOSI

“All’interno di una semplicità parsimoniosa non esiste forse una molteplicità di alimenti sani? Verdura, radici, olive, erbe, latte, formaggio, frutta e ogni tipo di alimenti essiccati. Come alimenti vanno preferiti quelli che possono essere consumati direttamente, senza dover usare il fuoco, poiché sono sempre pronti e sono i più semplici. Per questo l’apostolo Matteo viveva di semi, frutti con la buccia dura e verdura, niente carne. E Giovanni, che esercitava la parsimonia nel grado più assoluto, mangiava germogli di foglie e miele selvatico. Credo comunque che i sacrifici cruenti siano stati inventati solo dalle persone che cercavano un pretesto per mangiare carne, cosa che avrebbero potuto fare anche senza questi obbrobri davanti a Dio” (Clemente Alessandrino, Pedagogo II).
Tertulliano si impegnò più volte per difendere i cristiani quando venivano incolpati di compiere sacrifici umani. “Come potete dire che siamo avidi di sangue umano, se sapete che consideriamo un obbrobrio già il sangue degli animali?” (Apol. Cap. 9; cit. da Robert Springer, p. 292).

PIÙ CHE CIBO, LA CARNE È UN’INGIUSTIZIA ABOMINEVOLE

“Il seme di un buon padre di casa è il buon grano con il quale fa il pane. L’ingordigia di pietanze a base di carne è un’ingiustizia abominevole. Desidero che aspiriate a nutrimento eterno per la vostra anima” (Gregorio di Nazianzo Padre della Chiesa in Cappadocia, da Robert Springer, Enkarpa 1884).
“È meglio che non mangi carne e non bevi vino. Il consumo di alcol è iniziato col mangiar carne, dopo il diluvio universale. I cibi puri sono preparati senza spargere sangue. L’abbuffarsi con carne e vino è il vivaio della cupidigia” (Girolamo, da Adversus Jovinanum, I, 30).

LA CARNE SCATENA LE PASSIONI ROVINOSE DEGLI UOMINI

Agostino (354-430 d.C), padre della Chiesa e dottore di lingua latina della Chiesa dell’antichità, visse cibandosi solo di alimenti vegetali. Attribuiva al mangiare carne le passioni rovinose degli uomini. In una delle sue opere riporta una citazione di Paolo (Rom. 14, 21) secondo la quale egli consiglia di non mangiare carne e di non bere vino (da vera Religione II, 161-168).

NIENTE VERSAMENTI DI SANGUE E NIENTE COLTELLI AI CUOCHI

Il corpo appesantito dalla carne viene afflitto dalle malattie. Un modo di vivere parco lo rende più sano e più forte, e strappa le radici del male. Le esalazioni di morte adombrano la luce dello Spirito. Si può difficilmente amare la virtù quando si gioisce e banchetti a base di carne” (Basilio il Grande, da Enkarpa, 1884). “La carne è un alimento contro natura. Un alimento che appartiene al mondo passato” (da Omelie Clementine III, 45). “Nel Paradiso Terrestre non c’era vino, non si sacrificavano animali e non si mangiava carne. Fino a che si vive in modo parco, la felicità della casa si moltiplicherà e gli animali saranno al sicuro. Non si spargerà una goccia di sangue. Non ci saranno uccisioni. Il coltello dei cuochi sarà inutile. La tavola sarà apparecchiata con frutti donati dalla Natura e si si appagherà di essi” (dalle Epistole di Basilio il Grande, 329-379 d.C, da Carl Anders Skriver).

FINE DEL CRISTIANESIMO INTERIORE CON COSTANTINO I

L’imperatore Costantino I (258-337) sostenne la Chiesa Cristiana, le concesse la libertà di religione, inserendola nella struttura politico-amministrativa dell’Impero e promulgando numerose leggi che favorirono il clero. Si dice che l’imperatore Costantino facesse riempire di piombo liquefatto la gola di chi non voleva mangiare carne. È con lui che il cristianesimo delle origini fu pressoché cancellato. Da quel momento i cristiani vennero costretti a prestare servizio in guerra, a mangiare animali e a bere alcolici. Nel Concilio di Nicea del 325 egli impose alla Chiesa il proprio concetto di cristianesimo, adattando ance i Vangeli allo spirito del tempo. Per fare questo furono impiegati i soliti correctores. Molti testi furono falsificati intenzionalmente.

L’ATROCE STERMINIO DEI CATARI DA PARTE DELLA CHIESA

La persecuzione dei cristiani che vivevano con modalità vegetariane e vegane continuò anche nel Medioevo. Vennero denigrati col marchio di eretici e settari. Vennero calunniati, perseguitati e mandati al rogo. La base filosofica fu posta dal dottore della Chiesa Tommaso d’Aquino. Per lui sia gli animali che le donne non avevano anima. I cristiani che rispettavano gli animali venivano costretti a uccidere pubblicamente o ad essere impiccati come eretici. Nel 1051 molti vegetariani furono condannati a morte per il loro rifiuto di uccidere e mangiare dei polli. Nel Medioevo c’erano diversi gruppi che volevano tornare al cristianesimo originario, come i Bogumili o i Catari-Albigesi. Si proponevano di non uccidere alcun animale, di non mangiare carne e di vivere solo con frutta e verdure. Furono sterminati tutti in modo atroce dalla Chiesa (1029-1229).

IL CATTOLICESIMO DI OGGI NULLA HA A CHE FARE CON GESÙ

Il cristianesimo ecclesiastico odierno, in particolar modo quello cattolico, nulla ha più a vedere col cristianesimo originario vero e proprio. Nulla a che fare ha con Gesù Nazareno e col suo vero insegnamento. Trattasi di semplice espressione di arroganza, basata sull’esercizio e il mantenimento del potere politico ed economico, prima ancora che religioso. Sono sufficienti a spiegarlo l’Inquisizione, i roghi su cui sono state arse le cosiddette streghe indemoniate, le Crociate, l’odio nei riguardi degli ebrei e delle donne, la collaborazione con i nazionalsocialisti del Terzo Reich. Col sangue di cui si è macchiata la Chiesa Cattolica nella sua lunga storia si potrebbero riempire i bacini di tanti mari.

NATALE E PASQUA TRIONFO DEI MACELLI

Il Natale e la Pasqua, ossia le feste più solenni della Chiesa, sono anche le più grandi feste del macello dell’anno! “In verità vi dico che sono venuto al mondo per abolire tutti i sacrifici di sangue. Per abolire l’abominevole usanza umana di cibarsi con animali e uccelli macellati” (Il Vangelo di Gesù, cap 75, 9, da Rottweil 1986).

IL VANGELO AUTENTICO  CONSERVATO IN UN CONVENTO BUDDISTA TIBETANO

Nella prima edizione (1902) del Vangelo della Vita Perfetta, chiamato anche Il Vangelo dei Dodici, o Il Vangelo di Gesù, G.J.R.Ouseley scrisse: “Questo vangelo originario di ispirazione cristiana costituisce uno dei frammenti più antichi e più completi del cristianesimo originario e viene conservato in un convento buddista del Tibet, nascosto dalla comunità degli Esseni per essere protetto dalle mani di falsari”.

GUAI AI CACCIATORI

Mentre Gesù camminava con alcuni discepoli, incontrò un uomo che addestrava cani per cacciare altri animali, e disse all’uomo: “Perché lo fai?” L’uomo replicò: “Perché vivo di questo. Che utilità hanno questi animali? Sono deboli, mentre i cani sono forti.” E Gesù gli rispose: “Ti mancano due cose essenziali come la sapienza e l’amore. Vedi, ogni essere creato da Dio ha il suo senso ed il suo scopo. E chi può dire cosa c’è di buono in esso e quale utilità ha per te o per l’umanità? Per quanto riguarda ciò che ti occorre per vivere, guarda i campi, come sono fertili e rigogliosi e gli alberi che portano frutti, e le erbe! Che vuoi di più di quanto ti dà l’onesto lavoro delle tue mani? Guai ai forti che abusano della loro forza! Guai al furbo che ferisce le creature di Dio! Guai ai cacciatori! Perché essi stessi verranno cacciati”. L’uomo rimase assai sorpreso e smise di ammaestrare i cani per la caccia. Insegnò loro a salvare la vita anziché uccidere. Accettò l’insegnamento di Gesù e divenne Suo seguace.

GESÙ LIBERATORE DI ANIMALI

Un giorno, dopo che Gesù ebbe terminato il Suo discorso, accadde che in un luogo vicino a Tiberiade, dove vi sono sette fonti, un giovane gli portò conigli e colombe vive, perché li consumasse con i Suoi discepoli. Gesù guardò il giovane e gli disse: “Hai un buon cuore e Dio ti illuminerà, ma non sai ancora l’uomo non deve uccidere le creature che convivono con lui per consumarne la carne ed il sangue? Lascia dunque in libertà le tue creature, affinché gioiscano in Dio e non siano motivo di colpa per te e per la gente. Il giovane le liberò e Gesù ruppe le loro gabbie ed i loro lacci.

GESÙ AMICO DEGLI UCCELLINI

Un giorno il ragazzo Gesù giunse in un luogo dove era stata posta una trappola per gli uccelli ed alcuni ragazzi vi stavano appresso. Gesù disse loro: “Chi ha messo questo laccio per le creature innocenti di Dio? Costoro verranno imprigionati in un laccio nello stesso modo.” E scorse dodici passeri che sembravano morti. Passò le Sue mani su di essi, dicendo loro: “Volate via e pensate a Me fino a che vivrete. “E si levarono e volarono via con gran cinguettare. I Giudei che videro tutto questo furono molto stupiti e lo raccontarono ai sacerdoti.

LA GUARIGIONE DEL CAVALLO

Accadde che il Signore lasciò la città per andare sui monti con i Suoi discepoli. E giunsero ad un monte con sentieri molto ripidi. Lì incontrarono un uomo con un animale da soma. Ma il cavallo si era accasciato estenuato per il troppo peso. L’uomo lo picchiò fino a che cominciò a sanguinare. Gesù si avvicinò a lui e gli disse: “Tu figlio della crudeltà, perché frusti il tuo animale? Non vedi che è troppo debole per il peso che porta e non sai che sta soffrendo?” L’uomo replicò: “Che cosa te ne importa? Posso frustare l’animale finché mi piace, perché mi appartiene. L’ho acquistato per una grossa somma di danaro. Chiedilo a quelli che sono con Te, sono i miei vicini e lo sanno”. Alcuni dei discepoli dissero: “Sì, Signore, è così come dice, eravamo presenti quando comprò il cavallo.” E il Signore replicò: “Non vedete come sanguina e non udite come geme e come si lamenta?” Ed essi risposero dicendo: “No, Signore, non sentiamo come geme né come si lamenta!” Il Signore si rattristò e disse: “Guai a voi che, a causa dell’insensibilità del vostro cuore, non udite i lamenti e le implorazioni di pietà di una creatura divina verso i suoi satrapi e verso il suo stesso Creatore!

SONO MALATO A CAUSA DEL MALATO, PATISCO LA FAME A CAUSA DELL’AFFAMATO E LA SETE A CAUSA DELL’ASSETATO

Accarezzò il cavallo, e l’animale si alzò, mentre le sue ferite erano guarite. All’uomo disse: “Va ora per la tua strada e in futuro non picchiarlo più, se speri anche tu di trovare misericordia”. Vedendo sopraggiungere il popolo, Gesù disse ai Suoi discepoli: “Io sono malato a causa del malato, patisco la fame a causa dell’affamato, patisco la sete a causa dell’assetato. Sono venuto per abolire i sacrifici e le feste cruente. Se non smetterete di sacrificare e consumare la carne ed il sangue degli animali, l’ira di Dio non cesserà di abbattersi su di voi. Così come accadde ai vostri antenati nel deserto. Gioivano dei piaceri della carne e s’imputridirono fino ad essere consunti dalle epidemie.

GESÙ AMICO DEL CAMMELLO

Andando a Gerusalemme, Gesù incontrò un cammello con un pesante carico di legna. Il cammello non ce la faceva a trasportarlo sul monte e il cammelliere lo picchiava e lo maltrattava spietatamente, senza però riuscire a smuovere l’animale. Gesù, vedendolo, gli disse: “Perché colpisci tuo fratello?” E l’uomo replicò: “Non sapevo che fosse mio fratello. Non è forse un animale da soma, fatto per servirmi?” Gesù rispose: “Non è forse lo stesso Dio che ha creato quest’animale con la stessa sostanza dei tuoi figli che ti servono? Non avete ricevuto tutti e due lo stesso respiro da Dio?” L’uomo si meravigliò alquanto. Smise di picchiare il cammello e lo liberò da una parte del suo peso. E il cammello salì sul monte mentre Gesù camminava davanti a lui. Il cammello riconobbe Gesù, poiché aveva sentito l’amore di Dio in Lui. E l’uomo volle conoscere meglio il Suo insegnamento. Gesù lo istruì volentieri e questi divenne Suo seguace.

PAROLE DEL SIGNORE CONTRO I SACRIFICI DI SANGUE

Gesù istruiva i Suoi discepoli nell’atrio esterno del tempio ed uno di loro Gli disse: “Maestro, i sacerdoti dicono che non esiste il perdono dei peccati senza spargimento di sangue. I sacrifici di sangue prescritti dalla legge possono togliere i peccati?” Gesù rispose: “Nessun sacrificio di sangue, di animali, uccelli o uomini, può togliere i peccati. Come può infatti essere cancellata una colpa versando sangue innocente? No, anzi esso ingrandirà ancor più la colpa. Non versate sangue innocente, né mangiate carne. Siate onesti, amate la misericordia ed agite rettamente, e le vostre giornate saranno lunghe sulla terra”.

GLI ANIMALI SONO NOSTRI FRATELLI E SORELLE

Gesù giunse in un villaggio dove vide un gattino randagio che soffriva di fame e Lo implorava miagolando. Lo raccolse da terra, l’avvolse nel suo mantello e lo fece riposare sul Suo petto.
Attraversando il villaggio, diede al gatto da mangiare e da bere. Ed esso mangiò e bevve e gli dimostrò la sua gratitudine. Egli lo diede ad una delle Sue discepole, una vedova di nome Lorenza che se ne prese cura. Alcuni del popolo dissero: “Quest’uomo si prende cura di tutti gli animali. Sono forse Suoi fratelli e sorelle da amarli così tanto?” Ed Egli disse loro: “In verità, questi sono i vostri confratelli della grande famiglia di Dio, vostri fratelli e sorelle, che hanno lo stesso soffio di vita dell’Eterno. Chiunque si prende cura del più piccino di essi e gli offre da mangiare e bere nella sua pena, lo fa a Me. Chi permette che uno di essi abbia a soffrire penuria e non lo protegge quando viene maltrattato, infligge un torto a se stesso. Ciò che avete fatto in questa vita, verrà fatto a voi nella prossima.

PAROLE DEL SIGNORE SULLE BOCCHE CONTAMINATE DAL SANGUE

Alcuni Suoi discepoli vennero a Lui e gli parlarono di un Egiziano, figlio di Belial, che insegnava che non era contrario alla Legge di tormentare gli animali, se la loro sofferenza fosse di utilità agli uomini. Gesù disse loro: “In verità, vi dico, chi trae profitto dall’ingiustizia inflitta ad una creatura di Dio, non può essere retto. E tantomeno coloro che hanno le mani macchiate di sangue oppure la bocca infettata dalla carne possono trattare cose sacre o insegnare i misteri del cielo. Dio dà come nutrimento i cereali e i frutti della terra. Per l’uomo retto questo è l’unico giusto cibo per il corpo.
Perciò io dico a tutti coloro che vogliono divenire Miei discepoli. Non macchiate le vostre mani di sangue e fate sì che le vostre labbra non tocchino carne. Dio è retto e buono ed ha comandato che gli uomini vivano solamente dei frutti e dei semi della terra.

SIATE BUONI GLI UNI CON GLI ALTRI

Se un animale soffre molto, sicché la sua vita gli causa tormento, oppure se diviene pericoloso per voi, liberatelo dalla sua vita nel modo più rapido e con meno sofferenza possibile. Inviatelo nell’aldilà con amore e misericordia e senza tormentarlo e Dio, vostro Padre, vi mostrerà misericordia, come voi siete stati misericordiosi verso chi è stato posto nelle vostre mani. Ciò che farete al più piccolo dei miei figli, lo farete a Me, poiché io Sono in essi ed essi sono in Me. Io sono in tutte le creature e tutte le creature sono in Me. Gioisco di tutte le loro gioie e soffro di tutti i loro dolori. Perciò vi dico, siate buoni gli uni con gli altri e con tutte le creature di Dio”.

LA CONVERSIONE DELL’UCCELLAIO

Mentre andava a Gerico, Gesù incontrò un uomo con alcune giovani colombe ed una gabbia piena di uccelli che aveva catturato. E vide come soffrivano, perché avevano perso la loro libertà ed avevano anche fame e sete. Disse all’uomo: “Che cosa ne fai?” E l’uomo rispose: “Vivo degli uccelli che vendo e che ho catturato”. Gesù aggiunse: “Che penseresti se un uomo più forte o più furbo di te ti catturasse e ti incatenasse, oppure se gettasse in prigione anche tua moglie o i tuoi figli insieme a te, per venderti e trarne profitto e per guadagnarsi così da vivere? Non sono forse anch’essi creature simili a te, solo più deboli? E non è lo stesso Dio, Padre e Madre, che provvede ad essi come a te? Lascia in libertà questi tuoi piccoli fratelli e sorelle e bada a non rifare più tali cose, ma pensa a guadagnarti onestamente il tuo pane.” L’uomo si meravigliò di queste parole e della Sua autorità e lasciò liberi gli uccelli che, usciti dalla gabbia, volarono da Gesù, si posarono sulle Sue spalle e cantarono per Lui. L’uomo imparò a intrecciare cesti. Si guadagnò il pane con il suo lavoro, distrusse le sue gabbie e le sue trappole e divenne un discepolo di Gesù.

LA MOLTIPLICAZIONE DELL’UVA, DEI PANI E DEI PESCI

“I Miei discepoli Mi portarono pani e uva da moltiplicare. In quel giorno mi vennero portati anche pesci morti da moltiplicare. Quando presi nelle mie mani quella sostanza morta, spiegai agli uomini che il potenziale di forze del Padre, l’alta forza vitale, si era ampiamente ritirato dai pesci e che io non avrei creato pesci viventi per poi ucciderli. Spiegai loro che la vita si trova in tutte le forme di vita e che l’uomo non deve uccidere intenzionalmente. Vi voglio mostrare che gusto hanno le cose viventi, il pane e i frutti, e metterli a confronto col cibo morto. Con le energie della terra, creai per loro pesci che contenevano poca sostanza spirituale. Diedi loro i pesci morti e comandai loro di mangiare anche pane e frutti, affinché riconoscessero la differenza tra il cibo vivente e quello morto, tra il cibo ad alta vibrazione e quello a bassa vibrazione” (dal Cristo a favore degli animali, la visione di Isaia, 11).

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