CANCRO AL PANCREAS, STEVE JOBS E CAVE ONGARUM

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LETTERA 1

LA SCOMPARSA A 56 ANNI DELL’INVENTORE DI APPLE

Caro Valdo, il 5 Ottobre scorso è morto in America Steve Jobs, l’inventore di Apple e del suo famoso e indovinato marchio, la mela addentata. La cosa ha fatto scalpore non solo per la notorietà di questo bizzarro e straricco personaggio di successo, ma anche perché è morto di cancro al pancreas a soli 56 anni.

Egli affermava di essere buddista e vegetariano, e perciò, una volta scoperta la sua malattia, avrebbe rifiutato di affidarsi alla medicina ufficiale, per seguire le cure naturali. Come c’era da aspettarselo, in molti si sono buttati a capofitto su questo ghiotto dettaglio per pontificare che Jobs sarebbe morto proprio per aver dato retta ai guru dell’igienismo e della naturopatia, anziché farsi saggiamente curare dai medici specialisti, dagli oncologi, da quelli che in casi del genere ricorrono senza indugi al taglia-e-cuci, seguito dall’immancabile knock-out chemioterapico.

Chissà cosa c’è di vero in tutta questa storia. Certo è che il cancro al pancreas o all’apparato digerente è estremamente raro in chi vive e si nutre da sempre secondo i dettami del vero igienismo, perciò non è lì che va cercata la causa di un decesso tanto precoce. È così o mi sbaglio?

FILIPPO ONGARO E LA FIERA MONDIALE DELLA VANITÀ

Altro argomento meritevole di un tuo commento. Sul sito http://www.21min.org/, vera fiera mondiale della vanità, vi è anche un medico, Filippo Ongaro, che si fregia di un numero impressionante di titoli accademici e onorificenze. La sua asserita specialità è far vivere la gente fino a tardissima età (potenzialmente anche 150 anni), e sempre in perfetta salute. Splendido! Peccato solo che la dieta raccomandata da costui non sia per niente diversa da quella sostenuta e praticata con convinzione dal dr Carlo Cannella, morto recentemente e non certo centenario, e di un “bel” cancro allo stomaco.

CAVE CANEM E CAVE ONGARUM

I romani scrivevano all’ingresso delle loro ville “Cave canem” (guardati dal cane).
Sarebbe proprio il caso di scrivere “Cave Ongarum” sul portone d’entrata della sontuosa clinica privata del nostro “Medico di fiducia degli astronauti della NASA”. Spero di averti dato lo spunto per esercitare la tua pungente ironia contro i “villains” di turno.
Antonio da Venezia


LETTERA 2

CASO DI PANCREATITE ACUTA E SCARICA DI FARMACI

Ciao carissimo Valdo, non ti scrivo per me, ma per un amico al quale hanno diagnosticato una pancreatite acuta, riempiendolo pure di farmaci e di cortisone. Lui si sta convincendo che la strada dell’igienismo è forse l’unica da percorrere. Puoi darci un tuo consiglio? Ciao e grazie.
Antonio F.


LETTERA 3

LA TELEVISIONE ITALIANA, STRUMENTO IN MANO AGLI ACCOPPATORI INCALLITI ED IMPENITENTI DI BAMBINI A QUATTRO ZAMPE

Ciao Valdo, ieri ho avuto la pessima idea di sintonizzarmi sul TG5 all’ora di pranzo, nonché la ventura di imbattermi nella rubrica “Gusto”. La notizia del giorno riguardava la “Salumoterapia”, disgustosa iniziativa promossa dallo chef Gianfranco Vissani e benedetta dall’Agroalimentare Italiano.
In sé la cosa aveva un aspetto comico. Era buffo vedere gli avventori col capo coperto da una tovaglia, nella classica postura di chi fa i fumenti, atti a sniffare e ad inalarsi i vapori dei salumi Doc.

Però il tema è sempre quello. I mass-media promuovono sempre e solo la trippa e il latte, il cotechino e il formaggio, il prosciutto e la mortadella, tutte cose notoriamente micidiali per il corpo umano.

LODI ALLA CARNE, E NESSUN CENNO ALLE EPATITI, ALL’ISUFFICIENZA RENALE, AL DIABETE E AL CANCRO AL PANCREAS

La cosa, come giovane padre di famiglia, mi turba perché certi messaggi hanno pesanti ripercussioni sulla nutrizione dei bambini, per i quali risulta sempre più difficile e complicato dar da mangiare qualcosa di sano. Passato poi a RAI 1, la musica non è affatto cambiata.

C’era il solito gruppetto formato da una mediocre nutrizionista (ma in compenso una buona ed appariscente gnocca) in rappresentanza del solito Agroalimentare nostrano, e da mediocri paraculi laureati che tessevano in lungo e in largo le lodi alla buona carne, ai suoi magnifici pregi, esaltandone le virtù, sia nella forma tritata che nella classica versione fettina. 

Nessun cenno alla pericolosità dell’alimentazione carnea, ai blocchi renali, al diabete, al cancro al pancreas e al colon, e a tutte le risultanze raggelanti emerse dal “The China Study”. Ti ringrazio per la pazienza e per il tuo enorme lavoro.
Francesco da Roma


RISPOSTA

UNA CONSISTENTE TESINA SUL PANCREAS

Ciao Antonio e Antonio, uno da Venezia e uno da non ricordo dove, ma entrambi accomunati dall’argomento pancreas, e ciao anche a Francesco da Roma. In realtà ci sono anche altri lettori che hanno toccato questo tasto, sollecitandomi a commentare la fine di Steve Jobs. In effetti non ho mai scritto un articolo specifico sul pancreas, anche perché ne ho dedicati almeno 20 al diabete e all’insulina. Ma il pancreas è molto di più che insulina e glucagone. È l’occasione buona per farlo.

DESCRIZIONE DEL PANCREAS E SUE FUNZIONI

Il pancreas è una ghiandola di forma allungata annessa al sistema digerente, situata posteriormente allo stomaco. È costituita da due distinte sezioni e da due tipi di ghiandole. Ghiandole soprattutto esocrine (a secrezione esterna), per il 95%, che producono succo pancreatico, una preziosa sostanza carica di enzimi proteolitici (lipsina), lipolitici (steapsina) e amilotici (amilopsina), che servono a digerire proteine, grassi ed amidi. Sostanza che viene rilasciata tramite i dotti pancreatici nella parte alta dell’intestino tenue (duodeno), fondendosi coi succhi giallo-verdastri della bile, provenienti dalla cistifellea o colecisti col preciso ruolo di favorire la buona e completa digestione dei cibi.

Ma anche importanti ghiandole endocrine (a secrezione interna), per il restante 5%, costituite dagli isolotti o “Isole di Langerhans” che rilasciano ormoni glucoriduttori (insulina) ed ormoni glucostimolatori (glucagone) per un equilibrio strategico del carburante corporale chiamato glucosio.

INDIVISIBILITÀ ED INTOCCABILITÀ DEL CORPO UMANO

Già due cose si evincono da quanto sopra.Prima cosa, la sinergia tra la zona epatica, a cui appartiene la cistifellea, e la zona pancreatica, a conferma di quanto interrelate e interdipendenti siano le diverse parti del corpo, e di quanto sciocco sia affrontare queste situazioni con approcci di tipo specialistico e divisorio. 

Seconda cosa, la complessità biochimica e la precisione stupefacente del corpo umano, che meriterebbe non dico di non essere mai toccato e violato da strumenti metallici e da porcherie vaccinatorie e farmacologiche, ma che dovrebbe addirittura essere rispettato al punto di non avvicinarsi mai ad esso se non per un tocco amorevole ed una carezza.

PRENDIAMO IN CASTAGNA SIA I MEDICI CHE I PAZIENTI

I medici si infurieranno a sentire tutto questo, abituati come sono a intrufolarsi, scrutare, radiografare, mammografare, ecografare, sondare, penetrare, invadere, bruciare, cauterizzare, recidere ed asportare. Ma dovrebbero risentirsi soprattutto i pazienti, per la loro incredibile incuria, per la loro imperizia nel guidare la propria macchina, nell’alimentarla male e nel ripulirla peggio. “La salute umana parte dal colon”, è il titolo di una delle mie più richieste tesine. 

Il concetto è giusto, ma perché si realizzi una buona digestione, è fondamentale che dai dotti pancreatici e biliari arrivino tutti gli enzimi necessari alla disgregazione ed all’assimilazione dei cibi che abbiamo ingerito. Insomma ogni meccanismo deve funzionare a puntino. Ma tutte queste sincronie non avvengono affatto se ci alimentiamo usando i piedi al posto del cervello.

FILIPPINE, PAESE DAGLI ESPERIMENTI FACILI

Per far capire l’importanza del pancreas, ricordo di aver letto anni fa un articolo importante che scioccamente mi scordai di ritagliare e classificare come referenza. Mi trovavo in Filippine, paese dove certi esperimenti è facile farli, visto che la vita vale poco e la morte ancora di meno, per cui il prezzo dei permessi a sezionare i cadaveri da parte dei parenti è irrisorio.

UN PANCREAS IPERTROFICO ALL’INVEROSIMILE

Detta ricerca, supportata da un intenso lavoro in sala di anatomia, su una cinquantina di corpi di filippini deceduti, aveva lasciato i ricercatori sbalorditi. La media dei filippini, persone che non pesano in genere più di 50 kg, risultava avere un pancreas di dimensioni e peso esagerati. Un pancreas superiore addirittura di quello degli americani che pesano quasi il doppio, e che non sono degli stinchi di santo in fatto di diete.

UNA DIETA A BASE DI RISO BIANCO STRACOTTO

Come spiegare tutto questo? Il rebus venne ben presto sbrogliato verificando la dieta tipica dei filippini, basata su riso bianco stracotto preso sistematicamente a colazione, pranzo e cena, in accompagnamento a carne e pesce acidificanti, con addolcimento a base di dessert cremosi e supercarichi di zucchero di canna, innaffiati ovviamente non dal magnifico latte di cocco, quanto da Coca-Cola, da Pepsi-Cola e da Birra San Miguel, le cui bottiglie o lattine mai scarseggiano sui loro tavoli.

RECORD MONDIALE DI RISORSE NATURALI E JUNK FOOD IN CUCINA

Un paese straricco di risorse naturali, col record mondiale di varietà in frutti e verdure, ma paradossalmente condizionato dalle diete americane e dai fast food. Avere degli organi gonfi e sovradimensionati, ovvero degli organi ipertrofici, non è mai una cosa auspicabile. È il segnale netto che qualcosa non va, che ci sono delle congestioni sanguigne, delle situazioni infiammatorie cronicizzate, delle cisti e degli eventuali processi tumorali in formazione. 

La pancreatite infatti, altro non è se non una infiammazione del pancreas. E sappiamo benissimo che per arrivare all’infiammazione si parte dalla enervazione, dalla intossicazione e dall’irritazione dell’organo, ed è pure noto che, continuando tranquillamente di quel passo, dallo stato infiammatorio si passa alla ulcerazione, all’indurimento e alla possibile carcinogenesi.

LA SCOMPARSA DI UN CARO AMICO

Il fatto gravissimo poi è che nel pancreas gli avvertimenti specifici scarseggiano, o comunque vengono colpevolmente sottovalutati, per cui il passaggio dalla fase tumorale a quella cancerogena è piuttosto rapido oltre che asintomatico, e quando viene diagnosticato il tumore, il più delle volte esso si è già evoluto verso la cachessia e il cancro terminale.

Ricordo la recente scomparsa di un caro amico, sempre attivo e sorridente, aitante e di ottimo aspetto fisico. Mi aveva salutato qualche mese prima, con un “Mandi Valdooo” volante, passando in mountain-bike per la stradina di campagna prospiciente il mio cortile e scomparendo lungo la rapida discesa verso i boschi e i campi sottostanti, seguito dai suoi due ragazzini. L’immagine vivente della salute.

UN “MANDI VALDO” (CIAO VALDO, IN FRIULANO) CHE ANCORA MI RIECHEGGIA IN TESTA

Quel “Mandi Valdo” mi è rimasto impresso nel cuore e nella mente. Anche perché non seppi più nulla di lui, se non quando mi dissero che il giorno dopo c’era il suo funerale. Manco a dirlo per cancro al pancreas. Qualcosa di imprevisto, di agghiacciante e di drammatico. Le cure in ospedale non erano servite a niente. Neanche il tempo di sapere che si era ammalato, ed era già finito in situazione terminale.

Ben messo, 50 anni, sportivo, con magnifica famiglia, casa solare in mezzo alla campagna, due orticelli che teneva ben curati assieme ai genitori tuttora attivi. Più che scomparso, strappato repentinamente e violentemente alla vita, agli amici, ai figli in età scolastica. Roba da far venire il brivido e il magone. Roba da restare sbigottiti e senza parole. Del resto, anche il grande Luciano Pavarotti se ne andò per colpa del pancreas, e a nulla valsero i suoi soldi, le sue conoscenze, gli illustri luminari alternatisi nelle cure.

IL PERCHÈ E I SINTOMI DELLE PANCREATITI

I problemi pancreatici sorgono per malfunzionamento del fegato e della cistifellea che, come già visto, sono strettamente collegati al pancreas. Anche le ulcere duodenali, le deficienze di acido cloridrico e la carenza di cromo nella dieta, sottoforma di minerale organicato di traccia, possono presagire o accompagnare situazioni di stress e di sofferenza pancreatica. 

Un malato di pancreatite soffre di sintomi da indigestione acida, con frequenti imbarazzi gastrici, nausea, dolore, gas. Le sue feci possono essere abbondanti e chiare, tendenti pure al diarroico, riflettenti comunque una cattiva digestione dei grassi.

Ha dei problemi digestivi perché il suo pancreas e la sua cistifellea non secernono le appropriate quantità di enzimi. Come in tutti i malassorbimenti alimentari, non manca l’indebolimento e la perdita repentina di peso.

GLI ACERRIMI NEMICI DEL PANCREAS

Nemici implacabili del pancreas sono tutti i farmaci e i vaccini, capaci di innescare, al pari di una sbornia alcolica, una pancreatite acuta nel giro di due giorni. Se poi la pancreatite diventa modo di vivere, si trasforma in pancreatite cronica, con danni irreversibili che portano in definitiva al cancro pancreatico. 

Nemici del pancreas sono tutti i cibi denaturati, le combinazioni sbagliate, lo zucchero, la farina bianca, i conservanti, il riso bianco, la pasta bianca, il pane bianco allo strutto, i grissini allo strutto, le carni, il pesce, le uova e i latticini.

CORPO VEGANO SIGNIFICA GHIANDOLE VEGANE

In un corpo vegano, è ovvio che organi e ghiandole interne non possano non essere pure essi vegani, e quindi maldisposti verso gli insulti, le acidificazioni e le putrefazioni provocate dalle proteine animali.

Ovvio che si raccomandi una dieta vegana di tipo crudista spinto, con ampio uso di meloni, tarassaco, cicoria, acetosa, carciofi, finocchi, mirtilli e chi ne ha più ne metta. Valgono poi per il pancreas tutte le attenzioni e i consigli che diamo su fegato e cistifellea, con divieto totale per bevande alcoliche, nervine, zuccherate e gassate.

LE FUNZIONI DEL MINERALE ORGANICO DI TRACCIA CHIAMATO CROMO

Il cromo ha la sua importanza. Parliamo del minerale organico e non del cromo tipico degli impianti di cromatura, notoriamente velenoso. Il cromo organicato risulta importante nel metabolismo dei grassi e nello stimolo alla sintesi del colesterolo.

È pure basilare nella disintegrazione metabolica dell’insulina. Aiuta a regolare la quota di glucosio nel sangue e all’interno delle cellule, e possiede azione penetrativa nei riguardi delle membrane cellulari.

PURE IL CROMO DEVE FARE I CONTI CON SOSTANZE COMPATIBILI E SOSTANZE ANTITETICHE

Antitetico al cromo è il carbonato di calcio, e quindi i cibi cotti in genere e le acque dure e le acque alcaline. Gli integratori al cromo sono particolarmente pericolosi. Provocano irritazioni alle narici, problemi respiratori, asma, anemia, danni allo stomaco e all’intestino. 

Nemici pure i cortisonici e i corticosteroidi. Tanto che esiste una nota forma di diabete indotto e iatrogeno, determinata da perdita di cromo causata dai corticosteroidi prescritti dai medici.

DOVE TROVARE IL CROMO IN FORMA ORGANICATA

Dove trovare un buon cromo assimilabile? La domanda si potrebbe fare 1000 volte per altrettanti minerali diversi, per altrettante vitamine diverse. E la risposta sarebbe sempre la stessa: tutto si trova sempre e solo nei vegetali allo stato crudo. Il cromo dunque sta nei vegetali crudi e in particolare nei tuberi, nei ravanelli, nelle rape, nelle carote, nelle bietole, nello zenzero, nelle patate normali e in quelle dolci, nello yam e nella manioca (da cui si ricava la tapioca), nei cereali integrali, nei semini e nel lievito di birra. In particolare nel topinambur grosso e giallo da orto, ed ancor di più in quello minuto e selvatico di colore rossastro (si raccoglie in questi giorni d’autunno).

L’IMPORTANZA PRIORITARIA DEL GRUPPO VITAMINICO B

Diversi studi indicano l’importanza delle vitamine B6 (piridossina), B9 (folati), e B12, ma, nota bene, non come integratori sintetici a problematica assimilazione, bensì come cibo naturale di derivazione vegetale-cruda, visto che la B12, contrariamente a quanto sostengono gli arroganti ignoramus della nutrizione, è presentissima in tutte le associazioni di vitamine B raggruppate, e quindi in tutti i vegetali, anche se in quantità impercettibili e proporzionate al fabbisogno umano che, nel caso della B12 è risibile. B6, B9 e B12 stanno nel germe di grano, negli oli vegetali ricavati a freddo, nei cereali integrali, nei semini, nei cavoli e nelle foglie verdi scure, nelle rape, nelle bietole, negli agrumi, nei legumi, nei funghi e nei tartufi.

LA MORTALITÀ MEDICA DELL’ADENOCARCINOMA

Come già detto in precedenza, i tumori al pancreas hanno spesso esito tragico, proprio per la loro forma asintomatica e per il loro iter silenzioso. La responsabilità del fumo di sigaretta, attivo e passivo, riguarda il 20-30% dei cancri pancreatici. Solo l’1% è rappresentato da carcinomi delle cellule insulari.

Il 95% dei tumori al pancreas sono definiti come adenocarcinomi del sistema esocrino. “Adènos” in greco significa ghiandola, mentre carcinoma significa semplicemente tumore a esito maligno che trae origine dai tessuti dell’epitelio.

L’HYGIENE HA BUONI MOTIVI PER CREDERE NEI POTERI AUTOGUARITIVI

L’hygiene naturale non accetta comunque questa visuale fatalistica, basata su casi medici trattati con sistemi medici. Essa crede nella capacità di ripresa di ogni paziente che sia dotato di reattività immunitaria, purché ci sia nel contempo un repentino cambiamento alimentare in direzione vegano-crudista e uno stop a tutti i farmaci, circostanze del tutto ignorate ed aliene alla medicina. 

Non è poi una questione di credere o non credere, ma un semplice attenersi alle leggi della natura che garantiscono una costante capacità autoguaritiva del corpo umano. Pur non sottovalutando la patologie pancreatiche, vale per l’igienismo la regola del “Finché c’è vita c’è speranza”, ma sempre a patto di fare prontamente le cose giuste, le cose sensate e le cose naturali, e non quelle solite della medicina, di tipo invasivo, ansiogeno, iatrogeno (effetti collaterali causanti nuove patologie) e sintomatologico (dove si toglie il sintomo lasciando intatte al loro posto, o addirittura si incrementano, le aberranti abitudini alimentari del paziente).

LE STATISTICHE E I CONSIGLI DELLA AMERICAN CANCER SOCIETY

L’America è il paese delle statistiche. Ed esse dicono che la sopravvivenza media non supera la quota di 3-6 mesi massimo. Il tumore al pancreas è infatti considerato quello a più alto grado di fatalità.
Mancano però del tutto le statistiche di coloro che non sottoponendosi alle cure mediche senza speranza, ricorrono a una corretta strategia alternativa, come appena detto nel precedente paragrafo.

Ogni anno vengono diagnosticati in USA 42470 nuovi casi, e 35240 muoiono nel giro di pochi mesi. I superstiti, quelli capaci di raggiungere i 5 anni di sopravvivenza, sono inferiori al 5% del totale.

La ACS (American Cancer Society), che in passato non brillava certo come suggeritrice di diete vegane, raccomanda oggi grande consumo di frutta e di verdura cruda, quasi in concorrenza con gli eredi di Shelton. Come dire, “ci stanno arrivando”, magari con qualche decennio di ritardo.

SU STEVE JOBS CI MANCANO TROPPI DETTAGLI PER ESPRIMERE UN GIUDIZIO

Come osserva Antonio da Venezia, Steve Jobs non è certamente morto per mancanza di cure mediche tradizionali e canoniche, visto che la medicina ufficiale niente ti dona e tanto ti ruba, consentendo al massimo una sopravvivenza di qualche mese, dopo averti però massacrato con tagli, ricuciture, chemioterapie e altre cose da brivido. 

Non abbiamo dettagli sufficienti per giudicare cosa sia successo a Jobs, e come mai una persona così ricca, potente e intelligente, non abbia trovato modo di pararsi in tempo da tale scioccante epilogo. Sappiamo però che era tutto fuorché vegetariano, vegano o igienista, e che, ossessionato dagli Omega-3 al pari di David Servan-Schreiber, era un grande consumatore di pesce. Qualcuno lo ha definito vegetariano perché negli ultimissimi mesi adottò a tratti qualche detossicazione estrema tipo Gerson, dopo aver subito cure insuliniche miste a intense cure anticancro.

NON FACCIAMO GOFFE SPECULAZIONI SUL CHI MUORE PRIMA E SUL CHI VIVE DI PIÙ, SIAMO DALLA PARTE DELLA RAGIONE E NON CI SERVONO TRUCCHI

Possiamo però giudicare le goffe speculazioni degli antivegani, le meschine manovre degli sciacalli di turno. D’accordo, anche noi non stiamo zitti quando muore male un carnivoro. Ma lo facciamo solo a ragion veduta e non certo per imbrogliare le carte, come fa l’antiveganismo. 

Se un Robert Atkins, pretende di diffondere il suo verbo e di dare il buon esempio a suon di bistecche ed integratori, e muore malamente a 63 anni “died on his own diet”, (rovinato dalla sua stessa dieta), come dicono di lui a New York, è legittimo segnalarlo al pubblico (mentre in America tentarono invano di insabbiare addirittura la sua scomparsa).

Se un Michel Montignac, pretende di insegnare salute a mezza Europa con le sue sballate diete antiglicemiche, e muore malamente a 66 anni, non si può non parlarne. 

Se il dottor Carlo Cannella lo troviamo ancora in decine di video, tutto intento a magnificare le doti salutistiche e nobili della carne di manzo e di vitello, e poi scompare nel fiore degli anni, siamo sì o no chiamati a commentare?

TUTTI SCIACALLI? FORSE SI’, MA CON LA BASILARE DIFFERENZA CHE NOI LO FACCIAMO A FIN DI BENE, E NON PER IMBROGLIARE LE CARTE.

Non auguriamo a nessuno, amico o nemico, di morire giovane o di morire comunque. Magari avessimo un Thomas Parr carnivoro che vive per 152 anni, dopo essere stato processato per stupro contro tre donzelle di corte alla tenera età di 130 anni! Facciamo informazione e non sciacallaggio. Preferiremmo onestamente avere il professor Cannella tuttora fra noi, onde poterlo contestare meglio e di più, come già del resto stavamo facendo in alcune nostre tesine. 

Al limite, se il parlarne soltanto è maleducazione o mancanza di rispetto per uno che non può più ribattere o rispondere, essendo passato a migliore vita, siamo tutti maleducati, tutti sciacalli, tutti meschini, ma con una importantissima differenza qualitativa. Noi lo facciamo davvero a fin di bene, a favore della salute individuale e pubblica. Gli antivegani lo fanno invece per interesse pecuniario e politico, o comunque per imbrogliare le carte, se non per colpevole e pervicace ignoranza.

I DATI PARLANO CHIARO E SONO INEQUIVOCABILI

Le ultime ricerche in fatto di gerontologia, in linea con precedenti studi sui Georgiani, i Vilacamba e altre popolazioni particolarmente longeve, parlano chiaro, mettono una pietra definitiva su questo trito e ritrito argomento. Il portentoso “The China Study” del dr Colin Campbell ha evidenziato come i vegetariani vivano in media 7 anni più, e i vegani 15 anni in più dei carnivori. 

Il suo cliente più famoso, l’ex-presidente Bill Clinton, ex-divoratore di quadrupedi, ha eliminato carne, uova e latticini, altrimenti non sarebbe arrivato ai 65 anni, con tutti i suoi by-pass coronarici. Il suo tardivo rinsavimento gli ha fatto perdere una decina di chili e lo ha pure ringiovanito.

UMBERTO VERONESI E I VEGANI ULTRACENTENARI DI OKINAWA

Il professor Veronesi, ex-ministro della Sanità, quasi 90 anni portati in modo superlativo, racconta nel suo ultimo libro “Verso la scelta vegetariana” la sua personale testimonianza, sostenendo senza mezzi termini che i vegetariani vivono di più e meglio. E cita l’esempio degli abitanti giapponesi dell’isola di Okinawa, da sempre fedeli a una dieta ipocalorica, vegetariana e ricca di curcumina, sostanza antitumorale presente nel curry. Essi producono oggi la percentuale più alta di ultracentenari al mondo.

LE COMICHE AMBIZIONI DEL DOTTOR ONGARO

Quindici anni in più come media statistica non è cosa da poco, è una enormità. Eppure non è su queste basi che intendiamo misurarci. Ci preme soprattutto il confronto etico, ambientale, spirituale, animalistico. Ci interessa il confronto di qualità, ammesso che sia sensato raffrontarsi col vampirismo, col cannibalismo, con la necrofagia e il cadaverismo. 

Il dr Ongaro arriva a far vivere la gente felice e sana fino a tardissima età? Fino ai 150 anni? E lo fa pure con la dieta carnea del professor Cannella? Ci credete davvero? Più che medico di fiducia degli astronauti della NASA, lo potremmo nominare medico di fiducia degli asini che volano!

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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