CARDIOPATIE, ARTERITI, ANEURISMI E GRANDI PAURE DI MORTE

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LETTERA

PREDA DELLA PAURA E OCCHI PIENI DI LACRIME

Spett.le Valdo Vaccaro, Sono Franco, cliente dell’avvocato Renato che le aveva scritto ricevendo da lei immediata risposta con la tesina “Aneurisma, sangue guasto, arteriosclerosi ed ipertensione“, del 20/11/14. Auspico che lei possa fare altrettanto con me essendo lei un unico lumicino di speranza e di sostenimento. Ho trovato la forza di scriverle, ed è già per me molto difficile parlare di certe cose da quando, inaspettatamente, a fine settembre mi è stato diagnosticato l’aneurisma. Nonostante la mia età sia alle soglie dei 70, sono preda della paura e ho gli occhi pieni di pianto.

MAI PENSATO ALLA MALATTIA ED ALLA MORTE

Tranne il classico mal di denti, e magari qualche mal di testa, ho sempre goduto di ottima salute, tant’è che qualcuno mi ha affibbiato il nomignolo di “Immortale”, etichetta la quale ho forse un po’ creduto, visto che non avrei lontanamente pensato all’esistenza della morte che invece ora mi terrorizza.

NOTTI INSONNI PER IL TERRORE DI NON SVEGLIARMI PIÙ

Da fine settembre vado a letto di sera presto e cerco di non dormire in una specie di insonnia pianificata. Passo le notti senza chiudere occhio per il terrore di non svegliarmi più. Questa paura mi attanaglia ormai da qualche mese ed è stabile nei miei pensieri.

SGOMENTO E SBIGOTTIMENTO DI FRONTE ALLE ASSERZIONI MEDICHE

Non avendo mai sperimentato alcuna malattia e non essendo mai stato sottoposto a operazioni, può solo immaginare lo sgomento e lo sbigottimento di sentirmi dire dal dottore che non gli interessa nulla delle mie sensazioni e che, se voglio davvero vivere, devo subito farmi operare da chi è bravo come lui ad aprire, recidere, modificare e ricucire.

PAURA ED AVVERSIONE NEI RIGUARDI DEL MONDO SANITARIO

Questa grandissima e paurosa avversione per i medici me la porto dietro dal 1970, quando a 48 anni, senza alcuna malattia specifica, è morto mio padre causa incapacità manifesta di chi lo aveva in cura, per cui, al solo pensiero di un ago che viola la mia pelle, sarei capace di fare qualunque gesto, tant’è che ho una fottuta paura di fare anche un semplice prelievo. Non so nemmeno qual è il mio gruppo sanguigno. Ora mi viene detto per 3 volte che è indispensabile fare dei prelievi e dei controlli, cosa che ho lasciato regolarmente scadere. Non voglio nemmeno sottopormi ai mezzi di contrasto e alla Tac, figurarsi poi accettare una operazione!!!

AMMETTO DIVERSI ERRORI E DIVERSE COLPE

Ammetto di avere 20 kg di troppo, di aver sempre mangiato cose dolci in abbondanza, carenti vitellone a più non posso, in particolare bollito e spezzatino. Ammetto oltre mezzo chilo di pane bianco al giorno, e tanto buon gelato. Sono però astemio, non prendo bibite e mi limito all’acqua naturale, anche se non sono mai riuscito a rinunciare a 5 caffè giornalieri dolcificati per bene.

DUE PACCHETTI DI SIGARETTE AL GIORNO E FORSE PIÙ

Unico brutto vizio da sempre il fumo. Mai avuto tosse e mai nulla di irregolare ai raggi, pur avendo fumato da sempre 2 pacchetti al giorno e a volte anche di più. Aggiungo che, in conseguenza del mio lavoro, ho fatto vita sedentaria tra auto ed ufficio e sono sempre stato pigro nel camminare.

IL CHIODO FISSO DELLA MORTE

In questo momento vivo nel terrore che mi possa accadere qualcosa di irreparabile all’improvviso. Nel mio cervello c’è il chiodo fisso della morte. Non sarei in grado di affrontare nessun intervento chirurgico. La stessa anestesia mi ucciderebbe prima.

OLTRE ALL’AIUTO DELLA MIA COMPAGNA SPERO NEL SUO BLOG

Sono aiutato solo da mia moglie, compagna da 10 anni e con 20 anni più giovane. Brava ed ammirevole a starmi vicino ogni attimo. Mi sono aggrappato alle rare guarigioni e a qualche spiraglio di speranza leggendo qualcosa sul blog. Spero che mi voglia in qualche modo aiutare.

HO GIÀ COMINCIATO A FARE IL BRAVO

Nel frattempo i miei 2 pacchetti giornalieri e oltre di sigarette sono diventati 3-4 sigarette soltanto che cerco di non aspirare a fondo, mandando tutto il fumo fuori. Ritiene che debba eliminare anche questa quota minima? Faccio pure una camminata giornaliera di 30 minuti. I chili di pane bianco sono diventati 2 panini al giorno in versione integrale. I caffè sono calati a 3 e con poco zucchero. Niente più carne rossa ma soltanto pollo o tacchino 2 volte a settimana.

VERDURE E FRUTTA

In pratica mangio solo quel tipo di verdure che gradisco e che sono spinaci, bietole, carciofi, broccoli. Ogni tanto un’insalata verde con un uovo sodo, mentre una volta ne sbafavo 4 o 5 per volta. Quattro noci a fine pasto e qualche pezzetto di parmigiano. Faccio pure abbondante uso di frutta tipo pere, cachi, fichi d’India, mandarini, prugne, mele, meloni. A volte mia moglie mi prepara riso e patate in bianco, con prezzemolo e olio extravergine.

STO SUBENDO PESANTI RINUNCE

Quanto elencato rappresenta i sacrifici che sto riuscendo a fare. Ci aggiungo anche un quartino di vino rosso che mia moglie dice farmi bene. In rapporto alle mie abitudini di un tempo si tratta di grossi sacrifici, visto che ero un soggetto assai viziato anche nel mangiare. Alcune cose non le gradisco e sono la pasta, pomodoro, zucchini, carote, aglio, cipolla, sedano, kiwi, mango, fragole. Amo invece ciliegie, anguria, fichi, e l’altra frutta citata del menu invernale.

MI COSTA MOLTO METTERE DA PARTE L’EROS

Il più grande sacrificio è la rinuncia ai rapporti sessuali che stavano su buoni livelli di 3-4 volte a settimana, dato il timore reciproco che accada qualcosa. Nessuno si è pronunciato su questo e la cosa mi sconvolge ma, ragionando, è chiaro che in un rapporto c’è un innalzamento pressione che potrebbe danneggiare ulteriormente la mia situazione. Perché nessuno mi sa dare una risposta su questo importante dettaglio?

NON VOGLIO PENSARE A GESTI SCONSIDERATI

Non so ancora quanto possa resistere in questa situazione. Sto meditando spesso qualche gesto sconsiderato, per cui mi affido alla sua luce. Mi aiuti per favore sulla base dei dati che le ho fornito, e se gliene servono altri me lo dica. Mi dica cosa è possibile fare come fosse per lei stesso o per una sua persona cara. Ho visto che lei spesso invita i suoi lettori a leggere qualche tesina precedente, cosa che io non riesco a fare, per cui le chiedo gentilmente di espormi terra-terra quello che ritiene idoneo e specifico per me. Rimango in trepida attesa di ricevere sua cortese e pronta risposta.

CHIEDO IL SUO AIUTO PER UN NATALE RASSERENANTE

Mi faccia altresì sapere come provvedere per il suo disturbo e per ora la ringrazio in anticipo con tanti auguri estesi alla sua famiglia, da parte mia e di mia moglie. Saranno feste migliori per noi se perverrà una sua risposta.
Franco

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RISPOSTA

PER RENDERTI EDOTTO SUI TUOI PROBLEMI SERVE UNA LUNGA PREMESSA

Ciao Franco. Prima di fare un discorso terra a terra come da te richiesto, commisurato alle tue particolari esigenze, farò una lunga premessa citando sia i dettagli di una eventuale operazione, onde farti capire di cosa si tratta, sia le valutazioni di tipo igienistico, per un eventuale tentativo di recupero senza ricorrere agli estremi della chirurgia. Per la lettura delle mie tesine precedenti non ci sono difficoltà se ti fai aiutare da qualcuno.

DEFINIZIONE DI ANEURISMA

Aneurisma deriva da aneurismòs, parola di origine greca per dire dilatazione. Nel caso specifico parliamo di dilatazione progressiva di un segmento vascolare pari al 50% almeno, per cui il rapporto con il calibro normale è di 1:1,50, altrimenti si parlerebbe di estasia (dal greco ectasis=estensione o distensione o limitata dilatazione). Il fenomeno è circoscritto e consiste in un’alterazione anatomica della parete arteriosa, dovuta a eccesso di sollecitazione in termini di pressione interna. L’aneurisma è pertanto una alterazione di un vaso sanguigno che si manifesta con gonfiore del tessuto dei vasi e provocato da una debolezza del vaso stesso. Nel determinare le lesioni della parete che portano alla formazione di aneurismi rivestono particolare importanza l’arteriosclerosi e le arteriti reumatiche, i processi granulomatosi della parete e i traumi.

PATOLOGIA DELLE ARTERIE CONOSCIUTA AI TEMPI DI ROMA ANTICA

Gli aneurismi rappresentano una patologia delle arterie nota fin dall’antichità, essendoci traccia dei primi trattamenti ad opera di Marcus Antonius Minor, detto Antyllus  (47 a.C-30 d.C), famoso chirurgo greco operante in Roma. Patologia più comune negli uomini rispetto alle donne, con marcata frequenza oltre i 60 anni. La pericolosità consiste nel rischio di rottura del segmento vascolare dilatato e conseguente emorragia interna.

PREVALENTE IL CASO DI ANEURISMA ADDOMINALE

La localizzazione più importante è l’aorta addominale, in particolare nella sua porzione ascendente e comprensiva dell’arco aortico. L’arco aortico è il tratto ricurvo dell’arteria aorta, che nasce nel ventricolo sinistro ed è preceduto dalla aorta discendente da cui si dipartono le arterie coronarie. Nel 75% dei casi si parla di aneurisma all’aorta addominale, mentre l’aneurisma cerebrale, tanto per fare un raffronto, conta solo nel 4% dei casi. L’aneurisma viene anche definito come dilatazione dell’arco artico. Dilatazione che provoca 1) Aumenti irritativi agli organi vicini, 2) Tosse secca, 3) Distensioni alle pareti delle arterie cerebrali, addominali ed ossee.

DILATAZIONE ED INDEBOLIMENTO DELLE PARETI ARTERIOSE

L’aorta addominale è l’arteria più grande del nostro organismo ed ha il grande compito di distribuire il sangue in tutto il corpo, attingendolo dal cuore, ed avvalendosi dell’ausilio dell’intero sistema circolatorio. La pressione del sangue, che è forte, quando attraversa i vasi sanguigni deboli provoca in una parte del vaso una dilatazione dello stesso, come a formare una sorta di palla. Le dimensioni di un’aorta addominale senza problemi è di circa 2-3 cm e, nel caso si dovesse sviluppare un aneurisma, il diametro è destinato ovviamente ad aumentare. Questa dilatazione non fa altro che provocare indebolimento delle pareti della stessa aorta che potrebbe andare incontro a rottura. Tale rottura potrebbe provocare una grave emorragia interna.

I CARDIOCHIRURGHI PRIVILEGIANO LA SOLUZIONE DEL BISTURI

Il ragionamento dei cardiochirurghi concede pochi margini di dubbio. Per loro esiste soprattutto l’intervento e, se non si interviene in tempo, l’80% delle persone colpite morirà ed i pazienti che raggiungono l’ospedale, nella maggior parte dei casi, non sopravvivono all’emergenza. Nella stragrande maggioranza dei casi l’aneurisma è asintomatico. La scoperta avviene per caso facendo i classici esami di routine come ad esempio la radiografia oppure una ecografia addominale, come è successo nel presente specifico caso.

ROTTURA DI ANEURISMA

Nel caso di rottura di un aneurisma dell’aorta bisogna immediatamente intervenire chirurgicamente per sanare l’aorta e per limitare i danni provocati dall’emorragia. I principali sintomi che si avvertono in caso di rottura di aneurisma sono 1) Forte dolore localizzato all’addome e in zona inguinale, 2) Perdita di equilibrio, 3) Battito accelerato del cuore, 4) Difficoltà respiratorie, 5) Sudorazione, 6) Sensazione di svenimento.

SCAMBI INFORMATIVI TRA L’EQUIPE CHIRURGICA ED IL PAZIENTE

Prima di sottoporsi ad un intervento del genere, è necessario uno scambio di informazioni tra l’equipe medica che dovrà eseguire l’operazione ed il paziente che dovrà fornire il maggior numero di informazioni possibile sul proprio stato di salute e sui farmaci che sta eventualmente assumendo.
Oltre alla consulenza coi chirurghi e con l’anestesista, il paziente dovrà eseguire degli esami ed in particolare esami del sangue, esame delle urine, elettrocardiogramma, spirometria per valutare se i polmoni funzionano bene. Se fumatore, gli verrà chiesto di smettere.

CRITERI DI VALUTAZIONE SULLA SCELTA CHIRURGICA

Poiché si tratta di un’operazione assai delicata i chirurghi hanno fissato una sorta di parametri di misure alle quali rifarsi ed agire di conseguenza. L’operazione è prevista 1) Se l’aneurisma ha superato i 5,5 cm di diametro, 2) Se l’aneurisma cresce di circa 0,7 mm nell’arco di un anno, 3) Se in famiglia ci sono stati casi simili di rottura dell’aneurisma.

TECNICA OPERATORIA DI RESEZIONE ED INNESTO

L’intervento per rimuovere l’aneurisma si basa su una tecnica che prende il nome di innesto. Si tratta eliminare il pezzo di aorta malata e sostituirlo con un cilindretto fatto con materiale di sintesi.
L’operazione chirurgica per riparare l’aneurisma dell’aorta può essere eseguita in due modalità.Riparazione aperta, che prevede il classico intervento con incisione addominale, oppure mediante EVAR, cioè Riparazione Endo Vascolare dell’Aneurisma. Con questa modalità l’aneurisma viene riparato attraverso l’inserimento di strumenti in una delle vene. Nella riparazione aperta si esegue una profonda incisione a livello dell’addome per arrivare all’aorta addominale. La parte debole dell’aorta sarà aperta e verrà inserito il citato innesto che ha il compito di evitare la rottura della parete della vena.

VALUTAZIONE DEL RISCHIO

L’intervento chirurgico nel caso di presenza di un aneurisma è da eseguire soprattutto se si mettono su un piatto della bilancia i rischi possibili legati ad una esplosione dell’aneurisma ed i rischi legati ad un’operazione complessa. La valutazione del rischio tiene conto di fattori come 1) Dimensione dell’aneurisma, 2) Velocità di crescita dell’aneurisma, 3) Elevati valori nel sangue  dell’anticorpo Metalloproteasi o MMP9 (matrix metallopeptidase 9), una famiglia di enzimi, prodotti da cellule del tessuto connettivo e secreti nella matrice extracellulare, rivelatori di danni alla aorta.

COS’È L’AORTA

È la maggiore arteria del corpo. Le sue branche provvedono alla distribuzione del sangue ossigenato in tutte le parti del corpo. La sua origine sta nel ventricolo sinistro del cuore. La dilatazione dell’aorta e le sue alterazioni sono la conseguenza della grave e cronica impurità del sangue, nata da cronici disordini digestivi e da deficiente attività eliminatoria cutanea.

DUE PAROLE SULLE ARTERIE

Le arterie sono vasi molto resistenti e servono al trasporto del sangue dal cuore a tutti i tessuti del corpo. Sono in comunicazione coi capillari, portando il fluido rosso alla periferia del corpo. Allo stato normale le arterie sono elastiche. Si contraggono e si dilatano fisiologicamente seguendo il ritmo cardiaco ed aiutando in tal modo la circolazione del flusso sanguineo. Si infiammano solo per effetto di un sangue viziato o alterato nella sua composizione. Anche farmaci, iniezioni e vaccini, nonostante non e ne parli e non si voglia ammettere, alterano la composizione del sangue facendo degenerare l’intero sistema circolatorio.

UNA RETE DI CAPILLARI LUNGA CENTOMILA CHILOMETRI

Occorre rigenerare il sangue mediante buone digestioni ed efficiente attività escretiva della pelle. Occorre insomma espellere quanto è pregiudiziale ed inutile per l’economia dell’organismo. Le arterie sono elastiche ed hanno il compito di distribuire il sangue, rosso e rigenerato dall’ossigeno nei polmoni, a una rete interna di capillari lunga 100 mila chilometri, come 7 volte andata e ritorno da Roma a Pekino. Le arterie infiammate comportano indurimenti, ispessimenti, fragilità, calcificazioni parietali, rimpicciolimento calibro vasale e conseguente crampi ai polpacci, sensazioni di freddo e stanchezza agli arti inferiori. I danni più gravi si verificano principalmente alle piccole arterie polmonari, cerebrali e renali, con perdita della consueta elasticità.

FUNZIONI DEL SANGUE

È vero che un uomo ha l’età delle sue arterie, e che la sua salute è tanto alta quanto la salute del suo sangue. Non è casuale che la corrente sanguigna si chiami “Fiume della vita”, ed è la purezza di questo fiume a determinare per intero la salute mentale e fisica dell’individuo. Se la condizione del sangue va in declino, pure la salute segue le stesse sorti. Il sangue esegue molte funzioni: 1) Nutre e ripulisce, con l’aiuto intermedio della linfa, trilioni di cellule, fornendo loro ossigeno, ormoni ed altre sostanze vitali, 2) Trasporta globuli bianchi protettivi per il sistema immunitario, 3) Provvede alla guarigione iniziale delle ferite, 4) Rinfresca l’attività muscolare, 5) Provvede acqua per la traspirazione 5) Cambia costantemente la sua composizione in conformità alle esigenze mutevoli del corpo.

POMPE VENTRICOLARI DESTRA E SINISTRA

La pompa ventricolare sinistra è più potente di quella destra. Il suo lavoro è di ricevere il sangue dai polmoni, caricato di fresco ossigeno, e di immetterlo nelle principali arterie per il suo lungo viaggio di fornitura-ossigeno e fornitura-nutrienti in ogni angolo del corpo. Il muscolo cardiaco ottiene il sangue direttamente dal ventricolo sinistro attraverso l’aorta e le arterie coronarie che lo sormontano come una corona, da cui la loro denominazione. Il sistema arterioso si suddivide in tributari sempre più minuscoli, in sottilissime arteriole e in minuti capillari del diametro di 1/50 millesimo di pollice (1 inch=25,4 mm).

CONTRAZIONI E DILATAZIONI DEL TESSUTO MUSCOLARE AORTICO

Le pareti di tutti questi canali capillari incorporano tessuto muscolare che tramite contrazioni e dilatazioni controlla il flusso sanguigno in accordo con le varianti domande delle diverse parti del corpo. Come il sangue passa attraverso i capillari esso trasferisce ossigeno e nutrienti alle cellule, raccogliendo nel contempo i  prodotti di scarto per l’eliminazione a mezzo polmoni, fegato, reni e urine. Per motivi protettivi, le arterie le arterie sono localizzate nel profondo del tessuto corporale, mentre le vene che riportano il sangue scuro a bassa pressione sono visibili e stanno vicine alla superficie e, attraverso la loro rete di venute riportano il sangue al cuore per riossigenarlo e rimandarlo in circolo per un nuovo ciclo.

VENE E VALVOLE VENALI PER IL RIPOMPAGGIO DEL SANGUE USATO VERSO IL CUORE

Con ogni battito del cuore, una piccola porzione di quel secchio di sangue che abbiamo viene rimessa nel percorso mantenendo costante e continua la circolazione. Il ritorno del sangue dalle nostre estremità viene assicurato dalle vene stesse che agiscono come pompe tramite le loro valvole che permettono al sangue venoso di circolare one-way, a senso unico, verso l’alto. La semplice digestione di un pasto richiede un consistente flusso di sangue agli organi digestivi. Ogni stress ed ogni sforzo mentale richiamano sangue aggiuntivo.

ESERCIZIO FISICO E MUSCOLARE PER MANTENERE ATTIVO IL SISTEMA LINFATICO

Siccome i vasi linfatici non sono direttamente connessi con la circolazione sanguigna principale, la sola pressione per movimentare la linfa è quella provvista dalla pulsazione delle adiacenti arterie e dai movimenti muscolari che provvedono una azione contrattava o spremente. I canali del linfatico sono simili alle vene circolando pure essi a senso unico mediante il supporto di valvole. In altre parole il sistema linfatico costantemente impigrito, non usufruisce di una pompa cardiaca come il sangue, ma viene movimentato dalla attività muscolare delle gambe. Da qui l’importanza incalcolabile dell’esercizio fisico e delle camminate all’aria aperta

FATTORI DI EFFICIENZA CARDIOVASCOLARE

Una salute ottimale e una lunga aspettativa di vita dipendono da un efficace sistema circolatorio. Gli ingredienti fondamentali sono tre: 1) Condizioni del cuore ( serve un cuore forte e sano), 2) Condizioni del sangue (serve un sangue pulito e liberamente circolante, 3) Condizione delle condutture (servono vasi sanguigni flessibili, non induriti, liberi da incrostazioni e da placche interne).

CONDIZIONI OTTIMALI DEL CUORE PRIMO FATTORE DI EFFICIENZA DEL SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO

Il cuore ha un proprio esclusivo sistema nervoso che coordina le sue contrazioni muscolari e la sua azione pompante La profondità dei battiti è rapportata alla quantità di sangue emessa ad ogni pulsazione. Il cuore rimane integro e forte fino a quando le  sue arterie continuano a rifornirlo regolarmente di sangue. Per Arnold Ehret (1868-1923) la vera pompa cardiaca di partenza è il sistema respiratorio broncopolmonare, ma questa sottigliezza ideologica non sposta di molto i termini del problema.

CONCETTO DI LIPOTOXEMIA E DI VISCOSITÀ

La tossiemia è un avvelenamento apparentemente tollerato del sangue, è una condizione patologica di lipotoxemia, dove il sangue contiene un ammontare indesiderabile di sostanze tossiche, accompagnate da alti livelli di grasso (trigliceridi) e di colesterolo. La viscosità sta per grado di collosità di un liquido. La viscosità del sangue sano deve essere mantenuta a bassi livelli onde permettergli di circolare liberamente. Questo è lo scoglio fondamentale su cui si frantumano le ideologie interventiste sul cuore e sulle arterie, fatti salvi i casi di reale necessità ed emergenza. Nessuna operazione chirurgica prevede o consente infatti un qualsiasi miglioramento del sangue. L’intervento è sempre riparativo e rimediale non sul fattore causante ma sul sintomo, onde permettere al paziente di continuare a fare le stesse cose sbagliate che faceva prima in termini di alimentazione e di comportamenti

SIGNIFICATO DI SANGUE GUASTO E CONDIZIONI OTTIMALI DEL SANGUE COME SECONDO FATTORE DI EFFICIENZA

L’espressione-chiave a cui ci riferiamo è la legge di Padre Taddeo da Wiesent-Baviera, per cui “Nessuno al mondo muore di cardiopatia ma tutti muoiono di sangue guasto”. La condizione del sangue guasto e malato è determinata dai seguenti fattori:

  • Eccesso di grasso, di colesterolo e di omocisteina, con aggregazione di globuli rossi, piastrine e residui tossici che rendono il sangue assonnato ed indolente riducendo seriamente la sua capacità ossigeno-trasportativa.
  • Auto-intossicazione del colon, determinata dai residui putrefattivi rimessi in circolo dalla circolazione della bile.
  • L’assunzione di alcol eleva i trigliceridi, distrugge vitamina C ed altri preziosi nutrienti, immobilizza gli enzimi impedendo la loro azione ossigenante cellulare, e favorisce l’aggregazione dei globuli rossi e delle piastrine.
  • Ipoglicemia causata da eccesso di proteine e di carboidrati raffinati, con iperinsulinemia negli sbalzi. La troppa insulina comporta sintetizzazione di colesterolo sulle pareti arteriose.
  • Fumo. Il gas monossido di carbonio da esso liberato toglie e disattiva prezioso ossigeno dal sistema ossigeno nella misura del 20%, e distrugge inoltre la vitamina C pure basilare. La nicotina martella il sistema nervoso similmente al fattore stress, causando incremento nella viscosità ematica.
  • Stress in eccesso. Va ad aggiungersi agli altri fattori.
  • Tiroide sotto-attiva per deficienza di iodina e di vitamina B1, distrutta dagli zuccheri raffinati. Questa condizione di ipotiroidismo limita e riduce il metabolismo dei grassi e incrementa il colesterolo nel sangue.
  • Proteine in eccesso. Esauriscono e consumano la ghiandola tiroide.
  • Insufficiente attività fisica e sedentarietà. Il sangue delle persone in forma non è afflitto da tossiemia. La viscosità ematica non è caratteristica degli atleti, indipendentemente dalla dieta.
  • Poca esposizione solare. Lo stare al sole ha un effetto simile all’esercizio fisico. Il sole offre grossi vantaggi in termini di riduzione grassi, abbattimento viscosità, aumento livelli di ossigeno, incremento attività ormonale, velocizzazione del ritmo metabolico.
  • Eccesso di sale negli alimenti. Ogni grammo di sale contiene 0,4 grammi di sodio inorganico, fattore velenoso causante infarto, ictus, declino cognitivo, cellulite, obesità, ritenzione idrica. Il sale si nasconde abbondante nei formaggi, negli insaccati, negli hamburger, nei prosciutti, nelle mortadelle, nei salami, nelle soppresse, in tutte le carni bianche e rosse, nella pasta, nei pani e nelle pizze che sarebbero tutti insapori ed insipidi senza il veleno salino.

CONDIZIONI OTTIMALI DELLE ARTERIE COME TERZO FATTORE DI EFFICIENZA

La condizione ottimale delle arterie è il terzo fattore fondamentale di efficienza cardiovascolare. Mentre la qualità del sangue varia giorno dopo giorno, per cui se peggiora può essere rapidamente modificata e corretta, la degenerazione del sistema vascolare e delle arterie  è un lungo processo che prte dai primi anni di vita e che viene determinato dalla dieta e dagli stili di vita- Il processo patologico qui è graduale ed insidioso, per cui le arterie vengono rivestite internamente dalle placche che riducono il calibro utile circolatorio. I rivestimenti interni e i correlati fasci muscolari delle arterie non dispongono di capillari ma ricevono normalmente ossigeno attraverso i rivestimenti stessi. Ma con gli alti livelli di grasso e di proteine nella dieta l’ossigeno viene disperso.

LA DEFICIENZA CRONICA DI ACIDO ASCORBICO NATURALE È UNA AUTENTICA SCIAGURA UMANA

La deficienza cronica di vitamina C, causata dalle carni bianche e rosse, dal fumo e dagli zuccheri raffinati, non è deleteria solo per il sangue ma anche per le arterie stesse, vista la perdita di integrità del collagene. Alla fine ci si ritrova con arterie che hanno perso sia la loro elasticità che la loro capacità funzionale, e che cedono in determinati punti deboli causando degli aneurismi.

ARTERIE INDURITE COME CANNE

Le arterie indurite rappresentano l’effetto cumulativo di una stimolazione morbosa continuata. Al tocco dell’analista si sentono talmente dure da sembrare canne. Quando le arterie si induriscono la pressione si innalza e i tessuti alimentati da tali arterie sono privati di nutrimento e quindi finiscono per deteriorarsi.

IPERTENSIONE E ATERIOSCLEROSI PRIMI KILLER MONDIALI

La sostanza grassa e malefica si chiama ateroma, mentre la condizione si chiama ateriosclerosi. Ridetto in sintesi, la patologia cardiovascolare, la patologia killer che in diverse modalità è causa prima di morte al mondo, viene causata da diete balorde, disordinate e prive di buon senso. Ma anche da aggravamenti legati a fumo, alcol, caffeina, carenza di moto, stress e carenza di riposo. Il rimedio non sta nel limare quanto nell’azzerare tutte le abitudini malsane ed indebolenti, nel farlo a partire da oggi e non da domani. Poi, a quel punto, la Natura farà il resto. La guarigione è un processo vitale ed il corpo autoguarirà e normalizzerà le sue funzioni, o come minimo troverà netti miglioramenti, solo se le cause di malattia verranno rimosse.

CARDIOPATIA ISCHEMICA DISASTRO PLANETARIO

L’ischemia è causata da una carenza di ossigeno e di nutrienti dovuta ad una inadeguata perfusione, un insufficiente flusso sanguigno al minuto, con conseguente squilibrio tra richiesta ed offerta di ossigeno. La causa più comune di ischemia è l’aterosclerosi. Trattasi della malattia più invalidante al mondo. Si prevede un incremento dell’incidenza di cardiopatia ischemica a livello mondiale e tale patologia sembra destinata a diventare la principale causa di morte nel 2020. Se per cancro ci sono 20 mila decessi al giorno, ovvero oltre 7 milioni l’anno, si possono stimare 30 mila al giorno per cardiopatie e quindi oltre 10 milioni l’anno. Il tributo italiano sta sui 500 mila decessi/anno, cifre spaventose ed avvilenti.

LA LEGGE DI CAUSA ED EFFETTO VALE 24 ORE AL GIORNO PER TUTTI

Non permettere a nessun medico e a nessun terapeuta di pensare ad annullamenti della legge di causa ed effetto mediante i loro strumenti invasivi. Non permettete a voi medesimi di aspettarvi grandi cose se mai nella vita avete praticato l’autocontrollo e l’abbandono delle pessime abitudini. Prescrivere medicine per curare l’arteriosclerosi è la cosa peggiore che si possa fare, afferma Herbert Shelton. Nel 1974 il dr W. Dock disse che “L’incidenza della malattia coronarica continuerà a salire fino a quando la professione medica non evidenzierà in modo drastico l’importanza negativa del rimpinzarsi di prosciutti e di hamburger, dello stare seduti, del fumare e del sorseggiare caffè ed alcolici”.

NON ESISTE REALE ALTERNATIVA AL PROTOCOLLO SALUTE DELLA NOSTRA ULTRAMILLENARIA HEALTH SCIENCE

Se uno vuole saltare fuori dal tunnel dei problemi cardiovascolari non esiste alternativa a quella di una alimentazione sobria, frugale, semplice, sana ed innocente. Non esiste alternativa a quella di una vita ordinata, attiva e non sedentaria. Non esiste alternativa all’eliminare ipertensione, obesità, diabete ed insufficienze renali ed epatiche. Non esiste alternativa ai 3-4 semicupi in zona genitale. Non esiste alternativa al coricarsi presto e dormire il sonno dei giusti, corredato da pensieri positivi e dalla autostima derivante dalla certezza di aver rispettato se stessi e la Natura che ci circonda, minimizzando ogni prelevamento di risorse ed ogni sacrificio o danno a carico di altri esseri viventi indifesi, sensibili e senzienti.

LE TRASGRESSIONI RITARDANO GLI EFFETTI RIMEDIALI

Zero carni bianche e rosse, zero zuccheri di barbabietola o di canna, zero alcol, zero tabacco, zero caffè, zero farmaci e integratori, zero cibi e bevande spazzatura. Se ne andranno anche i chili in più. Adozione di stili di vita in linea col vegan-crudismo tendenziale ad alto livello, visto che ogni trasgressione in eccesso diluisce e ritarda gli effetti rimediali. Importante puntare alla perfezione anche senza mai raggiungerla, arrivando però nelle sue vicinanze in rapida progressione e per gradi.
Arrivare alle ricorrenze Natalizie con in testa il miglior modo di assassinare l’innocente anatra, il tacchino, il capretto, il maiale e il vitello. Arrivare all’idea di festeggiare un Gesù Bambino nato in una pacifica grotta di Betlemme, pensando in modo avido e disdicevole al modo più razionale di decapitare l’oca e di estrarle il fegato, non è davvero il massimo in termini di salute, di buon senso, di etica ed estetica.

LA FILOSOFIA SALUTISTICA VALE MOLTO DI PIÙ DI OGNI MEDICINALE E DI OGNI BISTURI

Ti renderai conto spero che nel quadro generale che ti sto facendo risulta implicita, evidente e palese una superiorità della filosofia salutistica su qualsiasi tecnica rimediale invasiva di tipo medico ed extra-medico. Non cura del sintomo ma cura della non-cura, ossia rispetto totale del sintomo e azione concentrata invece sull’annientamento dei fattori causanti, situati nella regione comportamentale. Non fasulli e millantati recuperi voodoo da parte di sedicenti guaritori, ma corretta induzione a cambiar regime e puntare su scelte più qualificanti e risolutive.

ALCUNI AIUTI SUPPLEMENTARI DA MADRE NATURA

Nel caso di aneurisma, vale quanto scritto nella tesina citata all’inizio, ed anche nella tesina “Strategia imbattibile per demolire il colesterolo“. Saranno pure utili:

1) L’infuso di gramigna, un pugno in un litro di acqua bollente, 3-5 bicchieri al giorno, come diuretico e risolvente,

2) Foglie di mirtillo , estratto fluido 1-5 grammi, diuretico risolvente,

3) Infuso di biancospino fiori, foglie e frutti, utile per mantenere in regola il battito cardiaco,

4) Cucchiaio di lecitina, 2 di olio di cartamo e una tazza di fieno greco più cucchiaio di miele, in decotto tedesco da prendersi 1 tazza al giorno come prevenzione e 2 al giorno come cura. Il miele è rilassante naturale, l’olio di cartamo contiene i grassi non saturi controbilanciare i grassi animali eventualmente assunti. Il fieno greco contiene colina o vitamina J e inositolo o vitamina B7 che servono ad emulsionare i grassi facilitando il lavoro del fegato. La colina si trova nelle zuppe di verdura, nelle patate, pinoli, mandorle, saraceno, spinaci, cavoli piselli, germe di grano. L’inositolo si trova negli agrumi, noci, melone e germe di grano. La lecitina si trova nella soia, nelle leguminose e nei germogli.

BUONE DIGESTIONI ED EFFICIENTE ATTIVITÀ EMUNTORIA DEL SISTEMA CUTANEO

Il miglior trattamento possibile rimane tutto sommato quello solito, consistente nella rigenerazione del sangue mediante buone e rapide digestioni ed efficiente attività emuntoria-escretiva da parte del sistema cutaneo, unico sistema per espellere quanto c’è di inutile e di pregiudizievole per l’economia dell’organismo.

APPREZZABILI RITOCCHI MA SERVE ANCORA PIÙ RIGORE

Per il discorso terra-terra riferito al caso specifico, trovo apprezzabili i sacrifici e i ritocchi finora apportati. Apprezzabili, necessari ma tuttavia alquanto insufficienti. Sigarette, caffè, vino e carni bianche o rosse vanno tutte eliminate senza se e senza ma. Ci vuole una vera e propria rivoluzione e non delle semplici ripulite. Basterà un mese per migliorare la formula del sangue. Ma ci vorranno 2 anni per rimettersi progressivamente in carreggiata su tutti i fronti, stringendo i denti nelle fasi eliminative, dove linfatico e sangue dovranno sobbarcarsi il compito di espellere in successione e a ondate logiche i veleni accumulati. Lo faranno con competenza e buon ordine, in ossequio alla legge naturale per la quale il corpo non va mai contro se stesso purché messo nelle giuste condizioni operative.

NIENTE LACRIME MA RIMBOCCARSI LE MANICHE E LAVORARE SODO

Sul lato mentale e psicologico non serve piangere e disperarsi. Quanto ti è successo è un esempio significativo poiché riflette cose che capitano in continuazione nella quotidianità. Esistono infatti persone che, pur vivendo in trasgressione continua, non si ammalano di niente dando luogo al mito della invulnerabilità e della immortalità, mentre in realtà rimaniamo tutti molto deboli sotto l’apparenza e dietro l’illusione di una scorza impenetrabile, di una immunità che non esiste.

LO STOCK TOSSICO INTERNO VA COMUNQUE ELIMINATO

I veleni accumulati esistono e non scompaiono facilmente. Stanno depositati all’interno a ricordarci che li abbiamo sparsi in modo dissennato noi medesimi. Non sono stati assimilati e non sono stati espulsi dal sistema renale, per cui prima o poi viene il momento della resa dei conti e dei nodi che vengono al pettine, lasciando sgomenti e disperati i soggetti abituati a non subire disagi eliminativi e crisi detossificanti. Vivere a lungo in stato di stimolazione tossica e di accelerazione cardiaca, tiene sì lontano le malattie purificanti, ma blocca pure i processi ripulitivi che il corpo richiede e propone. Tenere presente che la notte, durante il ciclo circadiano assimilativo che va dalle 20 alle 4 del mattino, il corpo tende a risistemarsi nella misura del possibile, visto che a quelle ore non ci rimpinziamo e non prendiamo caffè notturni, per cui c’è un digiuno obbligato e un tentativo disperato di sistemare la situazione. In tali circostanze, il corpo tende a detossificare e ad espellere veleni anche senza il nostro contributo di volontà.

PRIMA CI SI METTE IN REGOLA E POI SI PENSA A TUTTO IL RESTO

Le abitudini indebolenti e perverse devono essere riconosciute come causa principale e non secondaria delle malattie. Le crisi eliminative sono beninteso processi salvavita istituiti dal corpo per abbattere e disgregare gli accumuli tossici. Fare l’amore non avrebbe nulla di sbagliato in sé. Al contrario dovrebbe essere visto come qualcosa di estremamente salubre, oltre che divertente e ricaricante. Ma quando il corpo non è in grado di sostenere in tutta sicurezza le nostre performance, anche i rapporti sessuali diventano un vero e proprio gioco d’azzardo. Prima si deve guarire. Prima ci si deve riequilibrare e rinforzare. Poi si potrà pensare alle cose buone dal mondo.

NON LAMENTIAMOCI DELLA MORTE MATERIALE VISTO CHE CI SONO SITUAZIONI ASSAI PEGGIORI DI ESSA

Quanto alla morte non occorre lagnarsi troppo. Quando esistiamo noi lei non esiste. Quando lei esiste non esistiamo più noi. In ogni caso non è un problema che ti riguarda, visto che avrai tempo e modo per guarire e per incrementare il tuo karma terreno. Se poi ci mettiamo un pizzico di religione, la vita non è altro che la breve frazione di una corsa a tappe, con disgregazione del corpo fisico e continuazione dell’anima verso altri lidi di grande stimolo ed interesse. Nulla di drammatico e nulla di disperante, a condizione di non essere troppo legati alla materialità delle cose. A condizione di saper ampliare i nostri orizzonti spirituali.

AIUTIAMO LO SPIRITO CHE STA IN NOI A FLUIRE LIBERO ED INCONTRASTATO

Prima o poi siamo tutti destinati a crepare sul piano fisiologico, sani e malati, vegetariani e carnofili, dottori e pazienti. L’importante è affrontare queste prove con serenità e compostezza, dando la giusta importanza al fattore spirituale che, al pari del sangue, deve fluire libero e senza intoppi. Il corpo ha la sua importanza. Non va né trascurato né tantomeno martoriato con troppe rinunce. Al contrario abbiamo tutti l’obbligo morale, etico e sociale di star bene, di sorridere, di preservare e difendere il nostro stato di benessere e di forma fisica e mentale.

LA TECNICA DEL DISTACCO

In ogni caso, il corpo, per quanto ognuno ci sia fortemente affezionato, non è di per sé l’obiettivo  massimo, fondamentale e decisivo. Quello che conta enormemente di più è la nostra anima che è immortale, che non ci tradisce con tumori ed aneurismi e con caratteristiche di provvisorietà. La nostra anima che ci ripaga e ci consola se solo le prestiamo qualche attenzione in più, se solo le permettiamo di librarsi al di sopra delle nostre teste e delle nostre limitazioni, delle nostre miserie individuali e sociali. È per questo che le magnifiche religioni dell’Oriente, il Buddhismo Zen innanzitutto, dove Zen in giapponese sta per Chan o Shan ossia per Meditazione, curano la tecnica mentale del distacco da noi stessi e dalle cose che abbiamo, persino dalle persone e dalle situazioni che ci circondano. È dura, ma occorre saperlo fare, se vogliamo arricchirci in armonia e serenità.

DEBELLARE LA VIOLENZA A 360 GRADI

Se solo apriamo le mani possiamo ricevere ogni cosa. Se siamo vuoti, possiamo contenere l’intero universo. Il nostro animo non deve essere turbato ma sereno. Nessuna iniquità sfugga dai nostri pensieri e dalla nostra bocca. Meno cattiverie verbali e fisiche. Debellare la violenza dovunque essa si trovi, dentro e fuori di noi. Nessuna rabbia, nessuna invidia e nessun rancore avvelenino la nostra esistenza e la nostra prova terrena. Nessuna azione diventi pregiudiziale, cruenta e cinica nei riguardi di altre creature viventi. Questo ci aiuterà ad essere assai meno vulnerabili, assai meno fragili ed esposti.

Valdo Vaccaro

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3 commenti

  1. Se tu avessi un problema di placche ostruttive alle arterie con relativi effetti ischemici, ti sconsiglierei l’intervento chirurgico e ti inviterei a leggere il manuale del Dott. Esselstyn (Macroedizioni), in cui mostra in che modo egli cura i pazienti ischemici nella sua clinica, in particolare con la dieta. In questo caso infatti la patologia regredisce fino a livelli di assoluta sicurezza, senza bisogno di ricorrere all’intervento chirurgico. Nel tuo caso invece temo che l’aneurisma non possa regredire, dunque l’opportunità o meno dell’intervento credo dipenda dal grado di rischio raggiunto dal tuo aneurisma: se questo è “elevato”, credo che non resti che l’intervento, per mettersi in sicurezza dal rischio di una rottura dell’aorta e comunque per porre fine a una situazione di allarme continuo che ti impedisce di avere una vita serena. Non so ovviamente se questo sia il tuo caso, mi auguro proprio di no, ma se questo fosse credo che ti converrebbe fare buon viso. Non che l’igienismo non possa far nulla nel tuo caso, tutt’al contrario costituisce la garanzia migliore per evitare nuove ricadute, alle quali è purtroppo soggetto il paziente operato quando non cambia stile di vita.
    Ti riassumo il piano d’intervento del dr Esselstyn: 1) eliminare tutti i cibi di origine animale (carne, pesce, formaggi e latticini in genere, uova) 2) eliminare tutti gli zuccheri raffinati (zucchero, bibite), cioccolato, caffè, sigarette, alcol ecc 3) dieta a base di frutta, verdura (cruda e cotta) e cereali integrali 4) limitare i grassi al 10% massimo delle calorie giornaliere, che significa niente burro né olio (si condisce con le erbe aromatiche e con le verdure in genere). I risultati di questo piano d’azione sono strepitosi per la salute delle nostre arterie (il dr Esselstyn dà anche la spiegazione scientifica del fenomeno, che ha a che vedere con la condizione dell’epitelio interno all’arteria, che si mantiene sano con una dieta vegetale a basso regime di grassi e degenera con la dieta onnivora). Il dr Esselstyn fa poi una precisazione importante, su cui occorre riflettere molto attentamente, e cioè che le mezze misure non servono praticamente a nulla e ci portano solo alla tomba: con le arterie non si scherza, non ci sono patologie che perdonano.
    Mi rendo perfettamente conto che tutto questo per te può significare sconvolgere le tue abitudini e la tua vita. Ma dovresti soprattutto considerare che questa potrebbe essere la tua sola e vera strategia di salvezza. Come è stato per me, portato all’ospedale in fin di vita a 50 anni per infarto e, a quel punto, operato (angioplastica con due stent coronarici). Ora ho 64 anni, non prendo un solo farmaco, sono in perfetta salute e non ho nessun timore né di salire sulle montagne né di fare sesso secondo voglia. La mia scelta è stata netta e drastica fin dall’inizio (la gravità della situazione mi ha senz’altro aiutato a decidermi) e sono stato ripagato (non così possono dire i miei compagni di letto in ospedale, sempre a fare controlli, a prender medicine e soprattutto sempre soggetti a recidive).

  2. Alessandro Quaglia on

    Francesco una curiosità ma una volta inseriti gli stend non c'è bisogno per forza di un farmaco tipo antirigetto o altro. Scusa l'ignoranza

  3. non c'è bisogno di nessun farmaco antirigetto, non si tratta di un trapianto d'organo (geneticamente incompatibile) ma dell'inserimento di un materiale inattivo (lo stent è una gabbietta metallica).